Oggi il Regno Unito – e vari altri Paesi, principalmente non cattolici – celebra la festa della mamma, il Mother’s Day, ed ecco la foto che aspettavamo, speravamo, e temevamo di non vedere.
(Ph: The Prince of Wales)
Catherine è ritratta in giardino circondata dai suoi tre pargoli in una foto scattata dal marito all’inizio di questa settimana, in quello che dev’essere l’esterno di Adelaide Cottage, nel vasto parco di Windsor, dove la famiglia risiede.
Lo scatto è accompagnato da un messaggio: “Thank you for your kind wishes and continued support over the last two months. Wishing everyone a Happy Mother’s Day. C” (Grazie per i gentili auguri e il supporto costante durante gli ultimi due mesi. Con gli auguri a tutti per una felice festa della mamma). Il messaggio si conclude con la C di Catherine, a indicare che lo invia lei personalmente.
Lady Violet non la pubblicherà, dato che la Principessa di Galles ha espressamente chiesto il rispetto della privacy, ma c’è una foto che la ritrae questa mattina Windsor.
Catherine è in un’auto guidata dalla madre Carole, ha i capelli sciolti e occhiali scuri a schermarle gli occhi, mimetizzando in parte il volto che non ha nulla di diverso dal solito. Speriamo che lo scatto, opera di paparazzi non britannici, interrompa il delirio di questo gioco chiamato “dov’è Kate?” che impazza da giorni. O magari è stata fatta filtrare proprio per questo, secondo quanto insegnava il famoso politico sul pensar male. Noi pensiamo benissimo, speriamo che la principessa recuperi presto e totalmente, e Lady Violet possa tornare a disquisire allegramente di argomenti più leggeri.
Icona è la prima parola che mi viene in mente per descriverla, termine abusatissimo ma in questo caso perfetto. Come tutte le icone vere non era apparenza ma sostanza, nonostante sia per la sua favolosa apparenza che viene riconosciuta e verrà ricordata. Se n’è andata nella notte, dopo aver compiuto 102 anni e mezzo esatti, cosa che poteva accadere solo di 29 febbraio, circostanza che la deliziava. E infatti l’altro ieri aveva sottolineato come di compleanni ne avesse festeggiati 102, ma di half birthdays, mezzi compleanni, solo 26! Una uscita di scena insuperabile, come fu tutta la sua vita. Oscar Wilde diceva O si è un’opera d’arte o la si indossa. Lei entrambe. Thank you Iris, for everything.
Purtroppo era una delle possibilità, forse la più probabile, ed è stata confermata.
L’inchiesta condotta dall’ufficio del coroner oggi ha reso nota la ragione della morte di Tom Kingston, marito di Lady Gabriella Windsor: un colpo di pistola alla testa. Un’arma è stata ritrovata accanto al corpo, che giaceva in una dependance della casa dei genitori di Tom nel Gloucestershire. È stato il padre a trovare il figlio dopo aver forzato la porta che era sbarrata. Al loro arrivo, i paramedici non avevano potuto che constatare il decesso, e la polizia aveva da subito escluso il coinvolgimento di terzi.
La tragedia dunque si sovrappone allo strazio, e spiega molte cose. La terribile decisione presa da quest’uomo che è sempre apparso gioioso non può che essere accolta con doloroso rispetto; alla pena della sua famiglia e di quanti lo hanno amato non possiamo che inchinarci.
Sono giorni un po’ così, tra il cancro di Charles, la malattia di Catherine e le titubanze di William, su cui è piombata come un incubo la scomparsa di Thomas e lo strazio di Gabriella.
Mi sono imbattuta per caso in questa fotografia che mi sembra rappresenti bene questi giorni strani, per cui partiamo da qui.
Dopo la cerimonia – e tutto quello che è successo intorno – con cui ieri la Royal Family ha ricordato il defunto Costantino, oggi un’altra commemorazione dell’ex re degli Elleni si è tenuta a Londra, nella cattedrale ortodossa di Santa Sofia a Notthing Hill, dove si sposarono il diadoco Pavlos e pure sua sorella Alexia. Il fotografo ha catturato questo scatto: Nikolaos, terzogenito del defunto sovrano, si commuove e la madre Anne-Marie lo sostiene con tenerezza. Perché la verità è che non si smette mai di essere figli, neanche a 54 anni; e non si smette mai di essere madre, e padre, anche se i figli sono adulti e hanno i capelli grigi.
Il pensiero non può che correre ad altri genitori: ai principi di Kent che ieri non hanno mancato ai doveri reali nonostante assai probabilmente sapessero già della tragedia che aveva colpito la figlia con la morte del marito, sposato meno di cinque anni fa. Per non parlare dei signori Kingston, i genitori di Tom, che prima di entrare nella Royal Family aveva fatto il negoziatore di ostaggi, era scampato a un attacco suicida, aveva frequentato Pippa Middleton, e si era creato una carriera nella finanza. Proprio a casa dei genitori, una tenuta nel Gloucestershire, sarebbe morto il figlio domenica sera (lo scoop è del Daily Mail, che è un giornalaccio ma a volte ci indovina).
(Ph: Blitz)
L’ultima fotografia di Ella e Tom risale a due settimane fa, quando avevano accompagnato Queen Camilla alla serata in onore di Shakespeare (The Queen Valentine): sorridenti, probabilmente innamorati, sicuramente coordinati.
E mentre neppure uno spiffero giunge da casa Galles, il Re, pur nello stress di malattia e terapia, continua a fare del suo meglio.
(Ph: Nick Edwards)
Ieri mattina era a Windsor ma è rientrato nella capitale prima che iniziasse la funzione per Costantino. Che ha comunque voluto omaggiare con una cravatta particolare, su cui sventolano tante piccole bandiere greche (in questa foto di repertorio la vedete meglio).
Oggi poi Sua Maestà ha ricevuto il Prime Minister per l’udienza settimanale. Si va avanti, un passo alla volta, un giorno alla volta.
Non è quello che da qualche settimana molti di noi temono, ma è comunque una notizia brutta, bruttissima.
È appena stata comunicata la morte improvvisa di Thomas Kingston, quarantacinquenne finanziere marito di Lady Gabriella Windsor, figlia di Michael di Kent. La notizia è appena stata diffusa, ma il poveretto non è morto oggi: è stato trovato senza vita domenica sera dai soccorsi chiamati in una casa della contea di Gloucestershire; al momento sembra si tratti di morte per cause naturali.
Potrebbero essere queste le ragioni personali per cui il principe William oggi non è intervenuto alla cerimonia in memoria di Costantino di Grecia?
Naturalmente è possibile, ma la cosa strana è che invece erano presenti Michael e Marie Christine, suoceri dello scomparso. Thomas Kingston e Lady Gabriella si erano sposati proprio a St. George’s Chapel il 18 maggio 2019 (Another Royal Wedding! – Arriva la sposa).
Confesso che sono rimasta senza parole; mi sembra che per i Windsor quest’anno abbia deciso di strappare al 1992 il titolo di annus horribilis. Speriamo che basti così.
Questa mattina una pletora di teste coronate si è riunita nella St. George’s Chapel a Windsor per partecipare alla funzione in memoria di Costantino di Grecia. L’ex sovrano degli Elleni è scomparso il 10 gennaio 2023 e la cerimonia avrebbe dovuto tenersi un mese fa, nell’ambito delle celebrazioni per il primo anniversario. Poi è successo quello che è successo, e si è scelta la data odierna.
(Ph: PA)
Presente la vedova Anne-Marie e i cinque figli con rispettivi coniugi; le due sorelle Sofia Regina Emerita di Spagna e Irene, più due cognati: Benedikte di Danimarca e Juan Carlos. Nipotame vario: dai figli del Diadoco Pavlos ai sovrani di Spagna, Felipe e Letizia, alle di lui sorelle, le Infante Elena e Cristina (col figlio Juan) ai figli di Benedikte. C’era la ex regina di Giordania Noor – arrivata con Kiril di Bulgaria – e i cognati Hassan bin Talal con la consorte Sarvath, che spesso rappresentano la famiglia all’estero. Presenti anche i principi ereditari dell’inesistente regno di Yugoslavia; anche loro partecipano spesso a questi eventi ma in questo caso non potevano mancare; se non ricordo male lei è greca, e sono sicura che Costantino fu best man alle loro nozze, celebrate nella chiesa ortodossa di Londra nel 1985. C’era l’ex Prime Minister John Major e l’ex campione di F1 Jackie Stewart; lo so, molti ex, come accade spesso nel declino della vita. Diversamente da quanto mi aspettassi quasi nessuna signora era in nero, ma ne parleremo.
(Ph. Gtresonline)
Nutrito e sorprendente il drappello della Royal Family, capitanato dalla Queen Consort; assente il re – è stato visto rientrare in auto nella residenza londinese di Clarence House, il che mi fa pensare che fosse impegnato con una terapia o un controllo medico – presente la Princess Royal col marito. C’era il Duca di York, arrivato con la ex moglie Sarah, e la figlia Beatrice col marito Edoardo. E poi i Duchi di Gloucester, e i Kent, e i Tindall, e i Chatto, e i Knatchbull, e… e basta. Il Principe di Galles, che dal defunto era stato tenuto a battesimo, questa mattina ha fatto sapere che non sarebbe andato per “personal reasons”, motivi personali, pur rassicurando che la convalescenza della moglie procede bene. Continua dunque la totale assenza di notizie; sperando naturalmente che il principe sia stato impossibilitato da qualcosa di poco grave ma molto disturbante (mal di pancia?), io continuo a pensare che questa strategia comunicativa sia incomprensibile e potenzialmente disastrosa.
Immagino che molti di voi lo abbiano già visto, ma comunque vale la pena di iniziare il weekend con questa delizia.
Ieri sera sui social della Royal Family è stato pubblicato questo reel con cui il re ringrazia per tutti i biglietti di auguri ricevuti da quando è stata rivelata la malattia che lo ha colpito. Cartoncini sobri, ma anche letterine, disegni: messaggi di incoraggiamento e di sostegno o, ancor più importante, testimonianze di un’esperienza comune; forme di un affetto vero che forse sorprende lui per primo.
Io sono carlista, lo sapete, sempre lo sono stata e sempre lo sarò, e da quando è diventato evidente che quella per il trono sarebbe stata un’attesa lunga credevo che la sua vicenda fosse comunque notevole per la presenza di aspetti non comuni, un misto di interessante, serio, sublime, scontato, sconcertante, perfino patetico. Quando è arrivata la notizia della malattia ho pensato che dopo tanta attesa una diagnosi che a volte – non sempre, e sempre meno – può essere una condanna sembrava quasi una beffa del destino. Ora invece credo che questa vicenda si sta rivelando un bene, rendendolo più vicino alle persone, e che la sua opera di rinnovamento della Corona passerà anche da qui, percorrendo strade che non ci saremmo aspettati. Una sorta di rivoluzione gentile (lo so, è uno slogan politico, ma ci siamo capiti) d’altronde, fatte le debite proporzioni, la trasformazione più importante avvenuta in seno alla Chiesa Cattolica in secoli non è stata opera di un papa che regnò meno di cinque anni? Però spero e credo che il nostro Charles regnerà più a lungo, molto più a lungo!
✉️ The King has had a chance to read a wide selection of the thousands of Get Well cards and letters that have been sent to Buckingham Palace since his diagnosis.
I beg your pardon cari amici del sofà, la prima foto di oggi dovevo proporvela ieri; perdonatemi, ma sono impegnata in un mezzo trasloco, dunque chiedo venia in anticipo per le prossime settimane ma vi rassicuro, il sofà resta al suo posto.
Ieri dunque era mercoledì, che è il giorno della settimana in cui il sovrano concede the audience al Prime Minister per essere informato degli affari di stato. Appuntamento che di solito resta avvolto in un sobrio riserbo ma stavolta no, e giustamente. In uno dei salotti della residenza di Clarence House il re si è mostrato sorridente e in una forma che mi pare buona, non mi sembra neanche così dimagrito come mi era apparso nella passeggiata domenicale. E la reazione di Lady Violet si divide tra gioia e ammirazione: bravo, nonostante il momento delicato sta riuscendo molto bene a mantenere una relazione con i suoi connazionali. Penso che la malattia e questo mix di fragilità e senso del dovere gli procurerà molti consensi, quelli che in fondo ha cercato per tutta la vita. Ha anche la fortuna di poter contare sul solido supporto di coloro che gli sono accanto; a partire dalla moglie Camilla che a sua volta, secondo me, alla fine di questa storia avrà conquistato quasi tutti, compresi molti irriducibili del culto dianesco.
Mi perdonerà la Queen Consort se per una volta dedichiamo spazio ai suoi cognati; a partire dal Duca di Edimburgo, che in trasferta a Oxford ha incontrato gruppi di volontari impegnati in diverse attività a favore della loro comunità. E si è dato anche da fare, che ormai il tempo dei reali che si limitano a fare ciao ciao con la manina è finito per sempre.
(Ph: royal.uk)
Non manca Lei, The Princess Royal, che a dire il vero non si risparmia mai. Oggi era in visita nel sobborgo londinese di Wandsworth per festeggiare i dieci anni di attività del negozio di Save The Children UK, uno dei 90 sparsi per il Paese, Anne è stata presidente dell’associazione a favore dell’infanzia dal 1970, per poi assumerne il patronage reale nel 2017. Lady Violet ha una speranza: che la principessa abbia voluto partecipare all’attività dello shop – il cui ricavo va interamente a sostegno dei progetti di Save The Children – acquistando gli stivaletti maculati in primo piano. Le starebbero da dea!
La segreteria del Principe di Galles ha appena diffuso una dichiarazione sulla tragedia di Gaza. William non si schiera né per l’uno né per l’altro, ma la notizia è molto interessante perché non è tanto ciò che dice o non dice, ma il fatto che parli pubblicamente.
Con l’equilibrio richiesto dalla funzione della Corona – ricordate? il sovrano britannico regna ma non governa – fa comunque sentire la sua voce. Questo potrebbe voler dire varie cose, intanto segnaliamo la sua discesa nell’agone politico, o meglio l’assunzione di un ruolo politico che non smetterà più; speriamo che King Charles sconfigga la malattia recuperando rapidamente e appieno la salute, ma è probabile che William sarà sempre più presente, e il suo ruolo sempre più definito. Mi sembra giusto, oltre che inevitabile.
Il testo della dichiarazione (tradotto all’impronta, perdonatemi ma sono fuori): “Sono profondamente addolorato dal terribile costo umano del conflitto in Medio Oriente dall’attacco terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre. Troppi sono stati uccisi. Io, come molti altri, voglio vedere la fine degli scontri al più presto. C’è un disperato bisogno di aumentare il supporto umanitario a Gaza. È fondamentale che gli aiuti possano entrare e gli ostaggi vengano rilasciati. A volte è solo l’enormità della sofferenza umana che rende chiara l’importanza di una pace duratura. Anche nell’ora più scura non dobbiamo soccombere alla disperazione. Continuo ad aggrapparmi alla speranza che possa esistere un futuro migliore, e rifiuto di arrendermi.”