E venne il giorno – anzi la sera – in cui anche la Queen Consort Camilla si arrese al cape dress.
Per la cena di gala a Versailles, di cui parleremo diffusamente domani, la regina arriva senza tiara (peccato!) ma con una mise blu notte firmata Dior, in accordo perfetto con l’abito della Première Dame, molto più smilzo ma praticamente dello stesso colore. Devo dire che la scelta mi convince, il cape dress dona a Camilla un’allure regale che in qualche modo riequilibra l’assenza di diadema, e il movimento donato dal vento è veramente scenografico. E poi il capo sarà anche scoperto, ma collo orecchie e polsi sfavillano grazie alla sontuosa parure di zaffiri ereditata dalla suocera e indossata – con tiara – per la prima visita ufficiale ricevuta da sovrana. Vi ricordo inoltre che il blu è il colore dei Re di Francia, una scelta voluta? Nel caso sarebbe un omaggio notevole, altrimenti va bene lo stesso. Buona serata nella vostra personale Versailles.
Oggi si può dire davvero che il regno di King Charles III (e Queen Camilla) è iniziato: i sovrani hanno varcato la Manica per la loro prima visita ufficiale all’estero e sono andati a incontrare gli amici/nemici francesi.
Le prime foto raccontano di una grande cordialità tra i due capi di stato, della grandeur della prima tappa all’Arc de Triomphe, e dell’inevitabile bruttezza del cuscino di fiori nei colori delle bandiere, che poi sono gli stessi: blu bianco e rosso (la verità è che certa di farvi cosa gradita ho scelto questa foto per la presenza dello scudiero di Sua Maestà, il Tenente Colonnello Johnny Thompson).
Naturalmente seguiremo questa due giorni in terra gallica – oltre a Parigi gli ospiti visiteranno anche Bordeaux – naturalmente la cena di questa sera a Versailles si annuncia come uno degli eventi dell’anno; e ovviamente dedicheremo la dovuta attenzione alle differenti mise. Intanto ecco a voi les quatre mousquetaires, con Camilla tutta in rosa in stile Barbie zia d’Albione e la rigorosa Madame Macron in uno dei suoi asciutti completini da vendeuse delle Galeries Lafayette.
Il Prinsjesdag, che si è tenuto oggi nei Paesi Bassi, se tradotto alla lettera sarebbe il giorno del piccolo principe; è invece di fatto il Giorno del bilancio: il terzo martedì di settembre il monarca inaugura la nuova sessione del Parlamento, leggendo il discorso programmatico per l’anno entrante.
Il dress code prevede che i signori di Casa Reale – in questo caso il Re e il fratello minore – indossino il tight con gilet grigio, su cui Willem-Alexander porta le insegne dell’Ordine Militare dei Cavalieri di Guglielmo, mentre Constantijn il bottone della Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi.
Le signore sono – dovrebbero essere – in lungo da giorno con cappello (più nastro e stella dell’ordine cavalleresco) per cui negli anni ne abbiamo viste di ogni, ma stavolta si sono quasi superate, accaparrandosi tutta l’attenzione almeno di quanti non siano strettamente interessanti alla politica olandese (anche perché comunque si vota a breve, dunque poi si vedrà). Máxima parte col botto: una creazione di Claes Iversen: completo blusa e pantaloni ampi rosa – è o non è l’anno di Barbie? – sotto un soprabito smerlato, in seta, caratterizzato da una fantasia a grandi fiori dipinti a mano e poi stampati in digitale sul tessuto.
Per mantenere il low profile la regina si è piazzata in capo un fiore grande come un gran cavolfiore, in un marroncino coordinato al soprabito, realizzato appositamente per lei da Berry Rutjes. Capisco che sia il problema minore, ma oltre al non essere adeguatamente formali molti pantaloni se ci si siede fanno le grinze. Non ci resta che ridere.
La primogenita e futura regina Catharina-Amalia sceglie un abito Safiyaa in una tonalità di blu che le sta benissimo, ma il fitting è terribile. Il drappeggio obliquo dona alla principessa, ma la parte superiore non la abbraccia adeguatamente: le spalle sono troppo strette e la scollatura si apre col movimento, mettendo esageratamente in vista il florido décolleté. Interessante l’abbinamento con accessori beige: in testa un copricapo in seta già visto sulla madre. Si può fare meglio.Provaci ancora Cat.
Le figlie dei sovrani crescono, quest’anno partecipa anche la diciottenne Alexia, che spesso gioca a fare un po’ la diva: in questo caso grazie all’abito in jersey stretch color magenta di Zhivago con mantellina, un po’ troppo aderente sul popò e dalla lunghezza eccessiva. In testa un’acconciatura floreale presa dall’armadio materno e rimaneggiata per lei. Molto carina, molto giovane, un po’ pasticciata ma simpatica. Funny girl.
La grande sorpresa quest’anno è arrivata dalla principessa Laurentien, moglie di Constantijn, donna molto graziosa e piacevole, finora decisamente non nota per la propria eleganza. Ebbene, questa volta ha davvero indovinato: non male l’abito realizzato in cady elasticizzato di Hardies, maison che veste molte signore olandesi. I quattro bottoni sulle spalle costituiscono il punto focale, e accolgono pure a perfezione la fascia dell’Ordine della Casa d’Orange. In testa un fascinator realizzato espressamente a mano da Evelien Gentis-Smit di Eudia, utilizzando tessuto e bottone dell’abito. Avrei evitato la collana, lasciando emergere la linea del modello, e pure la pochette di paglia, però brava! Mai dire mai.
Questa volta cominciamo dalla fine con le foto dell’ultima giornata dedicata al giubileo d’oro di Carl XVI Gustav di Svezia, che ieri ha festeggiato i suoi primi 50 anni sul trono, dove siede dalla morte del nonno Gustav VI Adolf avvenuta il 15 settembre 1973.
(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)
Le celebrazioni sono iniziate mercoledì 13, entrando nel vivo giovedì con concerto e cena privata alla presenza della famiglia reale e di altre teste coronate, per la gioia di Lady Violet e dei suoi ospiti accomodati sul sofà. Ieri due i momenti clou: il Te Deum nella cattedrale di Stoccolma e la cena di gala, con la partecipazione degli ospiti di cui sopra. Tutti questi eventi – o meglio, le mise indossate per i medesimi – saranno oggetto del prossimo Royal chic shock e boh, ma non possiamo lasciar passare senza una menzione questo importante anniversario.
Le celebrazioni si sono concluse oggi con la passeggiata dei sovrani in carrozza per le vie di Stoccolma, e visto che la città è costruita su un arcipelago la passeggiata è proseguita a bordo del battello reale. La regina Silvia era in giallo, colore che ha eletto a suo simbolo per questi festeggiamenti insieme all’azzurro – i colori della bandiera svedese – con una sola eccezione, che vedremo; oggi deliziosa nello stile Jackie che è uno dei suoi preferiti. Il re, in gioventù uno dei più bei royal giovanotti in circolazione, ha ormai sempre quell’espressione vaga da Raimondo Vianello che s’è scordato le battute, che è diventata il suo marchio di fabbrica.
Ieri, accanto al fasto, c’è stato un momento più intimo e privato: il re e la sua famiglia, la regina Margrethe di Danimarca con i principi ereditari e la (ex) regina Anne-Marie di Grecia hanno visitato la tomba del nonno, il defunto Re Gustav VI Adolf, nel cinquantesimo anniversario della morte. Il padre di Carl Gustav – deceduto in un incidente aereo quando il figlio aveva pochi mesi – e la madre di Margrethe e Anne-Marie erano fratello e sorella. Il sovrano riposa nel cimitero reale di Haga accanto alle sue due consorti: la prima, Margaret di Connaught, madre dei suoi cinque figli, e la seconda, lady Louise Mountbatten, zia paterna di Philip, il Duca di Edimburgo.
Oggi è andato in scena l’ultimo atto, il concerto offerto dalla città di Stoccolma. Cantanti e musicisti hanno ripercorso i momenti salienti della musica svedese degli ultimi cinquant’anni; protagoniste assolute, ovviamente, le hit degli ABBA. Quando dal palco è partita Dancing Queen in onore della regina la figlia Victoria e la nipote Estelle non hanno resistito a canticchiare pure loro.
La celebre canzone fu eseguita la prima volta la sera del 18 giugno 1976, al concerto prenuziale per Carl Gustav e Silvia, una dedica speciale alla ragazza che stava per diventare regina. Se non l’avete mai visto seguite il link e godetevi il video fino alla fine, così vedrete pure la sposa nella sua sfolgorante bellezza. https://www.youtube.com/watch?v=fmBM-qJpEz4
Oggi è il 15 settembre, giorno ricchissimo di royal compleanni.
Nella più assoluta discrezione, come da tradizione, la Reina Letizia compie oggi 51 anni. Per lei una giornata senza impegni ufficiali, e magari un weekend da trascorrere con le persone che ama. In assenza di un ritratto pubblicato all’uopo, anche qui secondo tradizione, Lady Violet ha scelto una foto scattata lunedì durante la visita a una scuola in Galizia per l’apertura del nuovo anno scolastico. Letizia è una di quelle donne che invecchia con grazia: mi sembra che sia più rilassata e stia perdendo un po’ di quella rigidità che l’ha contraddistinta a lungo. E anche se non mi azzarderei a parlare di simpatia mi sembra che gestisca in modo più empatico il rapporto con le persone, soprattutto i cittadini che accolgono festosi i sovrani. Quanto al suo stile, non abbiamo che conferme; delizioso anche questo look, che fa tanto Francia anni ’60. ¡Feliz cumpleaños!
(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)
Lui oggi compie cinquant’anni, e dovrebbe essere il protagonista della giornata. Invece gli capita di essere nato il giorno in cui il Re di Svezia, suo suocero, è asceso al trono. Questo, se da una parte gli dà un’aura quasi da predestinato, dall’altra finisce per metterlo in secondo piano, o terzo, o quarto… È la dura vita dei principi consorti, magari tra dieci anni la moglie sarà regina e lui potrà festeggiare come si deve il nuovo traguardo, intanto fa quello che deve, sostiene la principessa ereditaria con ammirevole solidità. Olof Daniel Westling è nato il 15 settembre 1973 alle 06.54 a Örebro; per il mezzo secolo gli è toccato un nuovo ritratto, ma va detto che essendo egli sempre uguale, avrebbero potuto riciclarne uno vecchio. Potranno comunque usare questo per i prossimi 10 anni, a meno di un crollo improvviso e secondo me improbabile; alla fine sempre di un ex personal trainer si tratta, e la salute, dopo aver superato gravi problemi culminati in un trapianto di rene, probabilmente richiede una certa diciamo così manutenzione. Grattis!
Last but not least, anzi, il Duca di Sussex, che compie oggi 39 anni festeggiato dai partecipanti agli Invictus Games, attualmente in corso a Düsseldorf. Spero che abbiate visto un po’ delle tante fotografie che circolano (e che non riesco a postarvi, questa settimana tanto materiale e poco tempo), è veramente una bellissima festa, di sport di energia di speranza e positività. Penso che gli Invictus Games siano la cosa migliore che abbia fatto Harry nella sua vita pubblica, la cosa che lo rappresenta di più, lo racconta meglio e probabilmente gli regala una particolare soddisfazione. A festeggiare con lui non ci sono i bambini ma c’è Meghan, che a sua volta in queste occasioni dà il meglio di sé. La Duchessa, forse memore delle critiche che le sue toilettes firmatissime avevano raccolto nella scorsa edizione, ha puntato tutto sullo street fashion: abiti di brand alla portata dei più, senza dimenticare qualche dettaglio high fashion tipo le ballerine Chanel della foto. Meghan ha indossato più di una volta gli shorts, che personalmente non amo in contesti urbani superata l’adolescenza, a meno di avere gambe spettacolari (ma non mi convincono neanche in quel caso).
Tanto per rassicurarvi, i titoli della stampa italiana, britannica e internazionale, non si sono smentiti: si va da Harry agli Invictus Games senza Meghan a Meghan agli Invictus Games senza la fede nuziale. Io tutt’al più avrei titolato Harry agli Invictus Games senza capelli: direi che limitarci al dramma tricologico basta e avanza, e sarebbe pure un punto di contatto col fratello, chissà. Happy birthday! a lui e complimenti al nostro team, al momento vincitore di 9 medaglie.
Ladies&Gents, ecco a voi il vero autentico privilegio: il privilège du blanc.
Questa mattina i sovrani belgi sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco, e Mathilde si è presentata in total white, sulla base del privilegio che divide con pochissime altre signore: la suocera Paola, le Reina Letizia e la Emerita Sofía, Maria Teresa di Lussemburgo, e (concesso solo di recente) Charlène de Monaco. Oltre a Marina Doria, consorte del Principe di Napoli, il cui privilegio dipende dall’essere sposata in casa Savoia; lei ne ha usufruito con una certa soddisfazione, io francamente avrei evitato ed eviterei, ma questa è un’altra storia.
Mathilde invece era perfetta: robe-manteau candido e splendida nivea mantiglia, immagino di pizzo belga. Borsetta en pendant con le scarpe, in un color greige freddo chiarissimo; scelta che può destare qualche perplessità ma in fondo è obbligata: quando l’abito era lungo le scarpe erano bianche, senza problemi né discussioni. Oggi, con gli abiti corti, le scarpe bianche rischiano di essere un po’ troppo per cui si opta per queste mezze tinte, e devo dire che la Reine osa qualcosa di più interessante del solito nude.
Philippe e Mathilde avevano incontrato precedentemente Francesco nel 2015, ma in quel caso si era trattato di una visita ufficiale, mentre questa è stata un’udienza privata. Di cosa avranno parlato? Secondo la stampa belga del nuovo Arcivescovo di Malines – Bruxelles, appena insediato alla presenza dei sovrani, e della situazione internazionale; in particolare della guerra in Ucraina e della crisi in Congo, ex colonia belga. Roi Philippe potrebbe anche aver invitato il pontefice all’ottavo centenario dell’Università Cattolica di Lovanio, che sarà celebrato il prossimo anno.
Non è mancato il tradizionale scambio di doni: i sovrani hanno omaggiato il pontefice di un’opera in ceramica raffigurante il Buon Pastore, creazione di un’artista belga, che dovrebbe essere quella mattonella arancione sul vassoio che sembra un po’ una torta. In cambio hanno ricevuto un bassorilievo bronzeo che raffigura un dettaglio della porta centrale della basilica di San Pietro, una copia del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest’anno, un volume dedicato all’Appartamento Pontificio delle Udienze, e il libro sulla Statio Orbis del 27 marzo 2020.
Al loro arrivo nel cortile di San Damaso Philippe e Mathilde sono stati ricevuti dai membri di un altro circolo superelitario, composto da quelli che una volta si chiamavano Gentiluomini del Papa. Il signore al centro della foto, dal bel profilo forte, è Hugo Windisch-Graetz, capo del suo casato nonché marito di Sophie von Haubsburg, che oltre a discendere da sì magnanimi lombi è anche creatrice di quelle borse che di recente abbiamo visto piuttosto spesso, particolarmente apprezzate anche dalle royal ladies. A match made in heaven, alla lettera.
Questa è una notizia piccola ma graziosa, e la diffondo con allegria. Poste Italiane ha dedicato un francobollo alla defunta Queen Elizabeth, in questo caso Regina Elisabetta II, ed è un caso straordinario, perché finora i personaggi non italiani a ricevere questo omaggio sono stati davvero pochi, e provenienti principalmente dal mondo religioso: papi, santi, beati e via così.
La Regina è ritratta in cinque profili che si riferiscono ad età diverse, e quello centrale, coronato dal George IV State Diadem, di che colore è? Viola!
Il francobollo è stato presentato ieri dai vertici dell’azienda con il ministro Adolfo Urso e l’ambasciatore britannico Ed Llewellyn, che ha twittato entusiasta la notizia. Notizia che è stata ritwittata dall’account della Royal Family, che soddisfazione!
Thank you @PosteItaliane for a wonderful tribute to Her late Majesty Queen Elizabeth II 🙏🇮🇹
The newly issued postage stamp is a special and rare instance of Italy dedicating a stamp to a non-Italian. https://t.co/PnPR3eFbV7
Dovrebbe essere disponibile negli uffici postali delle principali città, io l’ho preso oggi alle poste centrali di San Silvestro a Roma. Potete altrimenti acquistarlo online; ma vedrete che la disponibilità è per il solo francobollo, mentre la cartolina affrancata e il folder creato appositamente (che mi sarebbe tanto piaciuto!) sono già esauriti. https://tgposte.poste.it/2023/09/12/un-francobollo-per-elisabetta-ii/
Din don din don din don sentite le campane? Se non le sentite oggi le sentirete tra poco meno di un anno, quando Märtha Louise di Norvegia sposerà il suo fidanzato, lo sciamano Durek Verrett. Le nozze saranno celebrate sabato 31 agosto 2024 all’Hotel Union sull’incantevole fiordo di Geiranger, che è patrimonio dell’UNESCO.
(Ph: Daryl Henderson/NTB)
La coppia aveva annunciato il fidanzamento (proprio con questa foto) il 7 giugno 2022; ora sappiamo che facevano sul serio. Lady Violet non nasconde qualche perplessità, soprattutto per alcuni aspetti dello sposo, autore di qualche uscita complottista di troppo e inseguito dal sospetto di essere un truffatore. Diciamo che finché lo insegue il sospetto e non direttamente la polizia va ancora bene. D’altronde lei sta per compiere 52 anni, lui ne compirà 49 a novembre, sono grandi abbastanza per decidere per sé, e speriamo per il meglio. Auguro alla sposa di trovare serenità oltre alla felicità, perché il precedente matrimonio con Ari Behn, finito in un divorzio e suggellato dal suicidio di lui, deve avergliene data poca, di serenità. Comunque andrà, un aspetto positivo c’è già: la dimostrazione che nella vita si può sempre ricominciare.
Parte il countdown, perché come diciamo noi, i royal wedding non finiscono mai!
Un po’ ci speravamo, e alla fine la notizia è arrivata: dopo due maschietti Jetsun Pema, l’incantevole regina del Bhutan, ha dato alla luce una bambina.
Avevamo avuto sentore di una gravidanza in giugno, al royal wedding giordano, cui la sovrana aveva partecipato – peraltro vestita di rosa, forse voleva dirci qualcosa? – in compagnia della cognata Euphelma; la notizia era stata poi confermata dalla corte. Oggi il lieto evento; madre e bimba stanno bene, gli astrologi di palazzo sono già al lavoro e ci informano che la piccola, di cui ancora non si conosce il nome, è nata nel venticinquesimo giorno del settimo mese nell’anno del coniglio, anno femminile, il cui elemento è l’acqua. Qualsiasi cosa tutto ciò voglia dire.
Dopo aver visto il delizioso annuncio ufficiale declinato in rosa, Lady Violet non vede l’ora di conoscere la piccola, che con quei geni (materni, ma pure paterni) si annuncia una piccola stella, e di ammirarla nel costume tipico, vi immaginate che spettacolo? Cosa ancor più bella è che in una settimana sono arrivate tra noi ben due principessine; giusto sabato scorso è nata a Bruxelles Alix, figlia di Amedeo d’Asburgo-Este e della moglie italiana Elisabetta. Anche in questo caso una bimba sana e bellissima, che ha reso i sovrani emeriti Albert e Paola bisnonni per la terza volta. Paola lunedì compirà 86 anni e immaginiamo la gioia di questo compleanno.
Oggi vi tocca una notizia, un po’ di royal gossip e pure un tocco d’arte.
(Ph: Eric Mathon/Palais princier)
La notizia è questa: ieri Albert II, accompagnato dalla consorte Charlène, ha ricevuto le credenziali del nuovo Ambasciatore di Francia nel Principato. Dati i complessi rapporti tra i due Paesi è un incarico importante, più di quanto si potrebbe pensare, infatti negli anni passati è stato ricoperto da stretti collaboratori di più di un presidente francese. Questa volta tocca a Jean d’Haussonville, 55 anni, uscito dall’ENA, l’École nationale d’administration che sforna la crème de la crème dei dirigenti pubblici d’oltralpe, e noi tanto ammiriamo senza riuscire a replicarla. Una carriera tra diplomazia e cultura che nel 2010 lo porta a diventare il direttore generale del castello di Chambord e della tenuta che lo circonda. Concluso l’incarico a gennaio di quest’anno ci si aspettava che passasse a fare lo stesso a Versailles, invece è stato assegnato al Principato.
(Ph: Palais princier)
Se fosse andato a sovrintendere Versailles si sarebbe creata una situazione interessante perché il nostro, il cui nome completo è Jean d’Andlau de Cléron d’Haussonville (e se non ci fosse stata la Révolution potrebbe fregiarsi del titolo di conte) alla soglia dei cinquant’anni si è maritato, impalmando la deliziosa Maria Magdalena de Tornos y Steinhart, ritratta con lui e i sovrani – è la signora col cappello – e due funzionari a me ignoti ( anche se francamente trovo la signora in bianco la più elegante delle tre). Maria Magdalena è un’aristocratica ispanoaustriaca, sorella minore della più nota Philomena, sposa di un altro Jean, Jean d’Orleans, pure lui conte.
(Ph: Instagram @royaltyandprotocol)
Ma Conte di Parigi, cioè il capo della casata d’Orléans nonché il pretendente al trono di Francia, ove ce ne fosse ancora uno. Dunque il primo Jean sarebbe divenuto responsabile di quella che fu la residenza di famiglia del secondo Jean, così che magari le due sorelle avrebbero potuto riaprire i Trianon. E forse è proprio per questo che la nomina è sfumata.
Fin qui la notizia e il gossip, ma l’arte? Arriva pure quella, perché se vi trovate – o state pianificando – un viaggetto a New York, vi consiglio caldamente una visita alla Frick Collection sulla Fifth Avenue (la sede storica è a 1 East 70th Street ma in questo momento è chiusa, aperta una sede temporanea sulla Madison).
(Ph: The Frick Collection)
Qui tra le tante opere di gran pregio che avete imparato ad amare sui libri di storia di storia dell’arte c’è anche questa: un dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres, che nel 1845 ritrae lei, Louise de Broglie, nipote di Madame de Staël, andata in sposa a Joseph, conte de Cléron d’Haussonville. Il nostro ambasciatore non discende direttamente da loro, ma la famiglia quella è. Insomma una situazione assai interessante, e sono certa che Monsieur l’Ambassadeur nel suo delicato incarico si dimostrerà più abile che nell’annodarsi la cravatta.