Iniziamo la giornata in bellezza, grazie alla famiglia reale più bella che c’è.
Compie oggi 35 anni Jetsun Pema, incantevole Regina Consorte del Bhutan, e i social della Casa reale la festeggiano con questa deliziosa fotografia. È il nuovo ritratto dei sovrani con i tre figli Jigme Ugyen, 5 anni, Sonam Yangden, un anno e mezzo, e l’erede al trono Jigme Namgyel, che di anni ne ha nove.
La foto è stata scattata dal celebre fotografo francese Stéphan Gladieu – invidiatissimo da Lady Violet – nel complesso di Tashichho Dzong, antico monastero-fortezza che sorge in un’area periferica della capitale Thimphu e oggi ospita il Governo, la sala del trono e gli uffici del sovrano.
La regina divide il giorno del compleanno con una piccola principessa, Lilibet Diana di Sussex, nata in California il 4 giugno 2021. Foto della bambina, come di suo fratello maggiore Archie, sono rarissime e i bambini non appaiono mai in primo piano, per cui immagino che anche la piccola Lilibet sia incantevole, pur non avendola mai vista. Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che durante l’ultimo viaggio nel Regno Unito il padre della bambina, il principe Harry, avrebbe discusso con lo zio materno la possibilità di adottare il cognome Spencer, ma ne sarebbe stato sconsigliato. Quale sia la realtà non sappiamo, e come sempre parlando dei Sussex vi invito a prendere ogni notizia, o presunta tale, con le molle.
Auguri dunque alle birthday girls di oggi, e che la grazia, la serenità e l’armonia che vengono dal Bhutan si diffondano ovunque nel mondo, nelle nostre vite e nei nostri pensieri.
Máxima è nata a Buenos Aires il 17 maggio 1971 da Jorge Horacio Zorreguieta Stefanini e la sua seconda moglie María del Cármen Cerruti Carricart; come evidente dai cognomi, sangue italiano scorre abbondante nelle vene della sovrana, che conta numerosi antenati tra Piemonte e Liguria. Proprietario terriero assai benestante, Jorge Zorreguieta fu anche Ministro dell’Agricoltura per un periodo piuttosto breve – due anni – ma non abbastanza breve ad assolverlo dall’aver partecipato all’infame Governo Videla che, frutto di un colpo di stato, tra il 1976 e il 1981 si rese responsabile della sparizione di migliaia di oppositori, rendendo tragicamente noto nel mondo il termine dasaparecido.
La colpa del padre – che ha sempre negato di essere a conoscenza degli orrori del regime di cui faceva parte – stava ricadendo sulla figlia, che dopo la laurea in economia alla Universidad Católica Argentina lavorava nella finanza a New York e durante una vacanza a Siviglia per la Feria de Abril conobbe l’erede al trono d’Orange. L’innamoratissimo Willem-Alexander non aveva dubbi di aver trovato la sua regina ma doveva sottoporre la sua scelta all’approvazione del Parlamento, poco disposto a legare il Paese a uno degli episodi più infami della storia contemporanea. La soluzione fu trovata non ammettendo in terra olandese il reprobo nelle occasioni di importanza nazionale, quali il matrimonio dei due e la loro incoronazione; presente invece al battesimo delle tre figlie della coppia, Catharina-Amalia, Alexia e Ariane, in quanto considerato evento privato. Ora le tre ragazze stanno trovando la loro strada nel mondo, e Máxima ha dichiarato di soffrire un po’ della sindrome del nido vuoto. Non sappiamo come festeggerà il compleanno, ma è certo che a un certo punto si imbarcherà su un volo alla volta di Roma, dove domani rappresenterà la corona alla cerimonia di intronizzazione di Papa Leone XIV. Lei, argentina, che è rimasta cattolica anche dopo il matrimonio senza convertirsi alla Chiesa protestante olandese, non ha potuto partecipare alle esequie del connazionale Papa Francesco che cadevano lo stesso giorno della festa nazionale. Il re non ci sarà neanche stavolta, la regina sarà accompagnata dal primo ministro Schoof. E vestirà di nero, non avendo diritto al privilège du blanc, che spetta solo alle sovrane di Paesi cattolici, e neanche tutti.
Auguri a Máxima; quanto più opache sarebbero le cronache reali senza di lei?
Microrassegna di due sovrani e un presidente in particolari faccende affaccendati: il risultato sono delle fotografie quanto meno insolite.
(Ph: The Times)
Si parte con King Charles pollaiolo, non nel senso dell’insigne pittore rinascimentale ma in quello di allevatore di polli. Anzi di galline, tra cui regna la signorina Henrietta, che risulta essere il milionesimo pennuto ricollocato da apposita associazione a nome BHWT, British Hen Welfare Trust, cioè il fondo britannico che si occupa del benessere avicolo. Miss Henrietta è stata adottata nientepopodimeno che dal re in persona lo scorso 17 agosto, e da allora risiede nella casa di campagna di Highgrove, dove è giunta a bordo di un trasportino creato dalla celebre stilista Lulu Guinness. Riuscite a immaginare qualcosa di più inglese di questo? Per tacere di quanto sia squisita, e anch’essa squisitamente inglese, la sovrana eleganza esibita in questo insolito frangente: camicia con gemelli, pantaloni color corda e un paio di lucidissimi wellies. E non si dica che Charles non conosce i suoi polli!
(Ph: Casa de S.M. el Rey)
Il Portogallo è stato in questi giorni teatro dell’annuale riunione del COTEC, che riunisce i tre Paesi del Mediterraneo occidentale. El Rey Felipe VI e il Presidente Mattarella sono stati ospiti del Presidente lusitano Marcelo Rebelo de Sousa a Coimbra, sede dell’università che, fondata nel 1290, è la più antica del Paese e tra le più antiche al mondo. Potevano gli illustri ospiti non essere insigniti di una laurea Honoris Causa dall’altrettanto illustre ateneo? Ovviamente non potevano, e infatti ecco qui Felipe Dottore in Diritto e Sergio Dottore in Economia. L’uno in rosso, l’altro in bianco con decori rossi con la complessa e per certi versi affascinante tenuta dei membri del Senato Accademico: ricca mantellina decorata da coccarde e al posto del tradizionale tocco questo originale copricapo a torretta. Cosa darei per sapere cosa si dicevano i due così addobbati!
(Ph: UC/DCM)
Tutti i presenti indossano l’abito tradizionale, detto capa e batina; obbligatorio fino a un secolo fa, è ancora oggi indossato molto spesso dagli studenti. Si compone di un completo nero con giacca lunga – per le donne un semplice tailleur – camicia bianca, e il caratteristico ampio mantello. Che secondo tradizione non dovrebbe essere mai lavato per tutto il percorso degli studi fino alla laurea (secondo alcuni dovrebbe essere anche arricchito da alcune medaglie di origine diciamo così organica, e mi fermo qui).
Anche Sergio e Felipe hanno compiuto il loro percorso verso la laurea col mantello, nel senso che hanno camminato su quelli di alcuni studenti. Un onore davvero originale che a me è piaciuto. Molto pittoresco!
Non so se capita anche a voi di credere che i figli di amici conoscenti e lontani parenti siano più piccoli di quanto sono in realtà. A me accade regolarmente, per cui quando stamattina ho visto queste foto sono rimasta molto sorpresa: i gemelli monegaschi, il principe ereditario Jacques e la sorella Gabriella, hanno ricevuto oggi la Prima Comunione. E avendo loro compiuto dieci anni a dicembre era senz’altro arrivato il momento.
(Ph: Axel Bastello/Princier Palace)
Eccoli dunque insieme, con la classica tunica bianca e al collo la croce Tau in legno di ulivo, che non so se sia di uso abituale ma mi piace molto. Loro deliziosi, in particolare il gesto di lei che tiene la mano – in effetti il pollice – di lui; sarà la loro condizione di gemelli ma questi due bambini hanno un legame solido e tenero, che li rende adorabili.
Seconda foto, quella classica con i genitori. Classica anche Charlène, mamma in blu con un trucco leggero. Peccato che i quattro, sullo sfondo della cattedrale di Notre-Dame Immaculée, sembrino un po’ un cartonato. Ma complimenti per l’organizzazione con la scelta della data perfetta per la cerimonia; immagino che domenica prossima i principi sovrani saranno di nuovo a Roma per l’intronizzazione di Papa Leone XIV, e vedremo se Charlène sfrutterà il privilegio del bianco, concesso piuttosto di recente alle sovrane monegasche (lei è stata la prima, nella visita a Papa Benedetto XVI nel 2013). Domenica 25 sarà invece il giorno di uno dei più importanti riti laici del Principato: il GP di Formula 1. E poi saremo pronti per l’estate.
Questa settimana la Royal Family è impegnata a celebrare il VE Day, (Victory in Europe Day), la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale che ha garantito all’Europa e al mondo intero la libertà dai regimi nazifascisti e il sogno di una (relativa) pace.
King Charles e Queen Camilla hanno guidato l’evento principale (ce ne saranno altri fino a venerdì) che ha riempito Londra di bandiere e dei non moltissimi veterani ancora in vita. La famiglia si è affacciata al balcone di Buckingham Palace come è solita fare nelle grandi occasioni, e come fece anche quel giorno di maggio del 1945, ospitando eccezionalmente il Prime Minister Winston Churchill (che dopo aver salvato il mondo, e scusatemi l’enfasi, perse le elezioni; perché certe cose non cambiano mai).
(Ph: Getty Images)
In onore del nonno, l’amato George VI, il Re ha indossato l’uniforme della marina; il Principe di Galles quella della RAF. La Princess Royal, accompagnata dal marito, il Vice Ammiraglio Tim Laurence, indossa l’uniforme da First Aid Nursing Yeomanry; la stessa della madre Elizabeth nl 1945; anche il Duca d’Edimburgo e l’ottantanovenne Duca di Kent sono in uniforme. La Regina ha scelto uno dei tanti soprabiti azzurro scuro con cappello en pendant, Sophie un robe manteau a quadretti rosa e avorio, Catherine la mise color bacca di Emilia Wickstead che abbiamo già ammirato in precedenza (soprattutto Lady Violet, che quando vede queste tonalità fa gli occhi a cuoricino).La principessa ha appuntato sul bavero le ali d’oro della RAF, probabilmente in onore del nonno Peter Middleton, pilota combattente in quella guerra.
(Ph: REUTERS)
Come sempre i tre principini hanno catalizzato tutta l’attenzione: Charlotte deliziosa con cappottino tartan, i suoi fratelli in giacca blu e cravatta. George sempre più disinvolto, Louis sempre allegro ma un po’, passatemi il termine, professionale.
Sembra che il piccolo di casa abbia partecipato con entusiasmo dato che è nella fase in cui pensa di fare da grande il pilota di caccia.
Come si fa a restare impassibili al passaggio delle Red Arrows, la versione britannica delle frecce tricolori? Non si può.
Il primo boh è più di metodo che di merito e nasce dall’osservazione delle mise scelte dalle signore presenti non come mogli di, ma per il ruolo politico che esercitano direttamente. Le più importanti, almeno per noi – la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni – erano vestite in maniera simile: capo scoperto e completo pantaloni nero. In pratica erano vestite da uomo. Sulle donne di potere che preferiscono abiti più o meno maschili si potrebbe scrivere un libro, e forse un giorno Lady Violet scriverà se non libro almeno un post, intanto osserviamo nel dettaglio le due signore.
Ursula von der Leyen non è cattolica ma è baronessa, dovrebbe quindi sapere che i bottoni dorati sono troppo chiassosi per un funerale. E francamente avrei anche evitato il giacchino corto in favore di una giacca più lunga e strutturata, così mi fa pensare a un ballerino di tango, tacchetti compresi. A meno che non volesse omaggiare le origini argentine del Papa defunto.
Meglio il completo scelto da Giorgia Meloni: bella la giacca, non male i pantaloni, a palazzo ma non ampi come quelli che indossa spesso e più che un palazzo ricordano il Colosseo, e non donano alla sua figura minuta. Cui non donano neppure le calze color cipria che si ostina a indossare: in generale creano uno stacco cromatico e non la slanciano, in questa occasione sono sbagliate e stop. Devo però rimarcare che qui non sono tanto le calze il problema, quanto la presenza della signora Patrizia Scurti, segretaria particola della presidente, che segue come un’ombra anche dove non dovrebbe, tipo il parterre dedicato alle autorità in rappresentanza dei Paesi. Che, vale la pena ricordarlo, spetta a chi rappresenta il proprio Paese, non chi ha un ruolo professionale anche se di assoluto prestigio.
Restando in ambito politico, lui è stato senz’altro uno dei protagonisti della giornata (e di un paio di fotografie di rara potenza). Dal febbraio 2022 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky indossa tenute di sapore di militare, per ricordare a tutti che il suo Paese è in guerra. Molti approvano, molti altri no; personalmente approvo lo sforzo di vestirsi di nero, sforzo che vari signori, di ben altre condizioni, non hanno fatto. Corretta la consorte Olena, seduta alla sua destra.
(Ph: Filippo Monteforte/Getty Images)
E veniamo a chi, pur non avendo problemi di guardaroba, ha preferito il blu. Che non è un errore in senso stretto, in quanto agli uomini era richiesto abito nero o scurissimo, che vuol dire grigio (scelta migliore, dopo il nero), o appunto il blu. Che però sotto la luce diretta del sole spesso vira in tonalità più accese. Ora, siccome non parliamo di persone che hanno un solo abito scuro, non capisco questa riluttanza. William di Galles è recidivo, non è la prima volta che si presenta in blu invece che in nero; anzi, penso che un abito nero non ce l’abbia proprio. Non capisco, e non mi adeguo.
Però questa foto con lui che saluta Giorgia, i raggi del sole che si riflettono sulla sua ampia fronte, è assai simpatica.
(Ph: Instagram @queenrania)
I sovrani di Giordania in questa occasione mi sembrano quegli studenti intelligenti che non si impegnano. Lui è un altro dei blue brothers, lei indossa correttamente il nero e il capo velato, ma sceglie una mise un po’ così, a partire dal giubbotto di Alaïa, non particolarmente adatto all’occasione, abbinato a una bella gonna a trapezio Dior, in mano la borsa Gabrielle di Moynat
(Ph: Vandeville Eric/ABACA /ipa-agency.net)
Scivola poi sulle calze nude e sulle scarpe Christian Loubutin, il modello Iriza 100 che ha dunque tacchi di 10 centimetri; troppo alti, che non le davano nemmeno un’andatura troppo elegante, come si vede nei video. E a volerla dire tutta hanno pure le suole dipinte di rosso, simbolo della maison; per carità. Insomma, potrebbe impegnarsi di più, e non ho dubbi che lo farà.
(Ph: Getty Images)
Lei le calze le ha nere, e sarebbe impeccabile se non fosse per l’orlo della gonna. La fascinazione di Laura Mattarella per le gonne sopra al ginocchio resta per me un mistero.
ASSOLUTAMENTE SHOCK
(Ph: Raphael Lafargue/ABACA)
Terribile Maria Teresa del Lussemburgo, che è arrivata a capo scoperto (ma ha in mano una mantiglia, per cui penso che durante la cerimonia se la sia messa). A parte la linea dell’abito – che credo sia un soprabito, non le dona affatto e confesso mi ha fatto pensare a un copriteiera – peggiorata dal cinturone Etro, le maniche di chiffon sono assolutamente inadatte, come la caviglia chiara che sbuca dall’orlo. Deludente anche il Granduca, di solito assai chic; lui è uno di quelli che ha indossato l’abito blu, ce ne faremo una ragione. Eviterò di parlare della lunghezza dell’abito sfoggiato dalla signora che li segue, ma come si fa?
Il blu di ogni abito maschile impallidisce davanti a quello scelto dal Presidente USA Donald Trump, aggravato dalla cravatta blu fosforescente (Don, sulla cravatta non si discute, dev’essere nera). Costernato anche il gentiluomo del Papa Mariano Hugo Windisch-Graetz, lui sì veramente impeccabile. Tra loro la First Lady Melania, che è cattolica e quel giorno compiva 55 anni. Una piccola premessa, dato che della signora sicuramente parleremo ancora nei prossimi mesi e per qualche anno. Personalmente la trovo sicuramente bella, piuttosto interessante, spesso ben vestita ma quasi mai davvero elegante. Ha un fisico notevole e un eccellente portamento imparato immagino sulle passerelle del suo passato da modella, ove mai ne avesse calcata una (io non ne ho mai viste, ma magari mi sbaglio). Ha buon gusto, sa cosa le sta bene, e ha la possibilità di acquistarlo. Però la trovo sempre piuttosto artefatta, mai naturale. La trovo insomma enigmatica (aggettivo che mi piace molto) e dotata di allure, ma la classe è altro che portare bene un bell’abito. Tutto ciò premesso, analizziamo la mise di oggi: soprabito doppiopetto Dolce&Gabbana, bellissimo, sobrio anche se più potente che modesto. Piazzata in testa una mantiglia calata sulla fronte, quasi fosse una frangetta; completano la mise delle calze nude talmente leggere da sembrare che non le avesse, e il solito tacco 12(mila).
(Ph: Dan Kitwood/Getty Images)
Ciliegina sulla torta, i guantini di pizzo, che assestano un brutto colpo all’amore di Lady Violet per i guanti.
Il peggio del peggio, altro che shock, ultrashock: le foto fatte col cellulare dalle autorità. Comportamento già assai criticabile nei comuni mortali, assolutamente imperdonabile da chi ha un ruolo di primo piano. Alla fine ci siamo dovuti abituare agli applausi, ma le foto no, dai.
A questo punto non vedo l’ora di scoprire chi sarà il prossimo Pontefice, e di assistere alla sua intronizzazione. Dunque a presto, spero.
Con un giorno di ritardo – evento unico, mai successo prima per quanto ne so – arriva la foto dell’irresistibile Louis di Galles, sette anni di simpatia.
(Ph: Josh Shinner)
Cresciuto a vista d’occhio, il giovanotto sorride all’obiettivo, sfacciatamente sdentato, nel giardino della residenza di campagna della famiglia, Anmer Hall, nel Norfolk.
Non mi risulta che in inglese esista un proverbio analogo al nostro Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi (se voi lo conoscete intervenite!). Sarà per questo che i membri della Royal Family – con l’eccezione dei Wales, che hanno preferito la residenza di campagna del Norfolk con i loro tre figli – si sono ritrovati a celebrare il giorno della Resurrezione tutti insieme.
(Ph: Getty Images)
Rispettata la tradizione reale di trascorrere la Pasqua a Windsor, questa mattina la St George’s Chapel si è riempita dei discendenti di Elizabeth e Philip, tutti rilassati e sorridenti.
(Ph: The Royal Family)
A partire dal Re, in un bellissimo completo blu en pendant con la mise della Regina, in azzurro cielo assai primaverile. Tutto già indossato; accanto al soprabito di Fiona Clare e il cappelli di Philip Treacy fa bella mostra di sé la borsa Bottega Veneta – modello Andiamo – che ha debuttato nella visita ufficiale in Italia un paio di settimane fa.
Meno primaverile la Princess Royal, con un soprabito che quest’anno abbiamo visto assai spesso, completato da un trilby grigio e un paio di ancor meno primaverili stivali.
(Ph: Max Mumby)
Evidentemente sentiva freddo anche Sophie, che ha esibito un cappottone color prugna, della Maison Alaïa, bello ma un po’ invernale, completato da un cappellino in crêpe di Jane Taylor, scarpe Jimmy Choo e clutch Sophie Habsburg. Con i Duchi di Edimburgo non c’era la figlia Louise, che studia all’Università di Saint Andrews come hanno fatto il cugino William e la di lui consorte Catherine. C’era invece il diciassettenne James, che mi sembra assai cresciuto (ed è sempre uno dei preferiti di Lady Violet).
(Ph: Getty Images)
La signora in bianco che si intravede dietro di loro è Eugenie di York, accompagnata dal sempre simpatico marito Jack Brooksbank. Bello il trench bianco di Reiss, abbinato a un abito dello stesso brand, cappellino candido con veletta un po’ eccessiva (Emily London) e accessori in suede beige: scarpe Gianvito Rossi e borsa floscia (e direi pure moscia) del brand svedese Flattered.
(Ph: Getty Images)
C’era anche la sorella Beatrice col marito Edo; e anche lei ha scelto una mise poco primaverile: abito verde bosco Beulah London, mary jane in tinta, in satin, di Emilia Wickstead. A trattenere (poco) i capelli un bandeau in pizzo metallico italiano di Justine Bradley-Hill, e borsetta nera Chanel, che non si vede ma c’è.
Easter Reminds Us Of Second Chances
Non proprio un proverbio, ma un’espressione (Pasqua ci riporta alla mente seconde possibilità) che potrebbe adattarsi perfettamente a lui, Andrew, Duca di York, presente un po’ a sorpresa.
(Ph: Ian Vogler/Daily Mirror)
Arrivato in compagnia della ex moglie Sarah in completino finto Chanel con accessori veri Celine. Lei ha la fortuna di avere un bel carattere che l’ha aiutata anche nei momenti più difficili. Lui invecchiato e imbolsito non ha più nulla dello splendore giovanile, e anche se lo avesse non riuscirei a vederlo. E però ha sempre qualche donna che gli vuole bene, spero sia consapevole della sua immeritata fortuna.
Carissimi amici, spero abbiate trascorso una Pasqua felice, e vi auguro ancora giorni sereni.
Ce l’aspettavamo poco, ci avevamo quasi rinunciato, e invece King Charles ha deciso di godersi fino in fondo questo viaggio, traendone il massimo. E dunque ieri pomeriggio lui e la sua consorte si sono cambiati d’abito e vestiti comme il faut sono andati a trovare il convalescente Papa Francesco.
Anziani entrambi – 88 anni il Pontefice 76 il Re – entrambi con problemi salute, i due uomini condividono anche la volontà di continuare con la loro missione senza farsi fermare dalla malattia. Riservato il colloquio, ma io me li immagino parlare – con quel tocco di humour che li accomuna – di forza, di sofferenza, di impegno. E di futuro, perché questi due mi sembrano incarnare a pieno l’antico proverbio greco: anziani che piantano alberi sotto la cui ombra non siederanno mai.
Non sono mancati gli auguri del Papa per i vent’anni di matrimonio di Charles e Camilla che, questo lo sappiamo, hanno molto gradito.
Quanto a Lady Violet, essendo sfacciatamente di parte, non può che essere deliziata di queste giornate e del felice incontro tra il proprio Paese e gli augusti ospiti.
Scommetto che eravate certi di vedere altro, come minimo una foto della Presidente Meloni con King Charles III, da lei ricevuto oggi a Villa Doria Pamphilj, sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
E invece ecco qualcosa che forse non vi aspettavate; perché dopo il sovrano britannico Meloni ha avuto un’altra visita regale. Ospite questa volta la Regina Consorte di Giordania. A quanto è dato sapere, Rania ha incontrato il capo del Governo per parlare della catastrofe umanitaria a Gaza. Com’è noto la regina è in prima fila accanto a popolo palestinese dal terribile 7 ottobre 2023, sia perché di origine palestinese essa stessa, sia perché la situazione geopolitica della Giordania è molto delicata, e immagino che lei e il re si dividano i compiti per riuscire ad affrontare più aspetti della crisi. Sempre sorridente e chic la sovrana, in total bordeaux con borsa Vuitton; meno elegante Meloni, con un rischioso completo pantaloni off white dalle maniche traforate molto stile anni ’80.