L’albero – o meglio gli alberi – di oggi arrivano per voi direttamente da Windsor, le cui immagini e il video sono stati gentilmente inviati dal Royal Collection Trust.

(Ph. PA)
Windsor è la sede della dinastia regnante, ma è anche il posto dove il primo albero di Natale vide la luce in Inghilterra, ad opera di Albert, il Principe Consorte di Queen Victoria, e dunque un bell’albero nella St.George’s Hall non può mancare. Quello di quest’anno è un Nordmann Fir di ben sette metri, cresciuto nel parco del castello e addobbato con settemila luci sfavillanti, le classiche sfere, più, indovinate? delle corone!
Per montarlo c’è voluto un team di persone che ha lavorato per un giorno e mezzo, che è sempre molto meno del tempo che ci impiega Lady Violet per il suo albero da 70 centimetri. Gentilmente inviato per mail dal RCT anche il video timelapse così potete curiosare.
Nella Crimson Drawing Room invece troneggia un albero di soli quattro metri e mezzo nei toni del rosso e viola – che come potete facilmente immaginare Lady Violet adora – in armonia con la tappezzeria della sala.

(Ph. Royal Collection Trust)
Come probabilmente saprete Sua Maestà non si gode a lungo queste meraviglie, dato che passa il periodo delle feste di fine anno nella tenuta di Sandringham dove gli addobbi natalizi vengono tolti il 6 febbraio, data della morte del padre George VI, che viene ricordato in privato. E dunque sfida la malasorte, che per una tradizione britannica si accanirebbe sulla casa dove il Christmas tree sia in piedi ancora dopo la Dodicesima Notte (quella tra il 5 e il 6 gennaio). Viene invece sempre rispettata un’altra tradizione, quella che vede la Royal Family donare alberi a tutte le scuole e le chiese dell’area di Sandringham; altri alberi di provenienza reale raggiungono la cattedrale di St. Paul’s e Westminster Abbey a Londra, la St Giles’ Cathedral e la Canongate Kirk a Edimburgo.
Questa corona si trova abitualmente nelle case, soprattutto in Nord Europa, ma se siete a Strasburgo potreste andare a vedere questa meraviglia nella gotica Cattedrale di Notre Dame, fotografata in esclusiva per voi dalla nostra inviata.



La duchessa a tratti è apparsa stanca e con il viso segnato, anche se molto graziosa in un cappottino bianco e nero di Catherine Walker con le décolletées di Tod’s che le abbiamo già visto e una borsa nera di Aspinal of London (nella foto non la porta ma ce l’aveva, giuro!). Notizia non particolarmente eccitante, ne convengo, se non fosse per due dettagli che vi potete godere nel video qui sotto. Il primo riguarda il nastro di velluto che le trattiene la coda di cavallo, uno dei trend più chic di stagione, che ha il pregio di poter essere replicato da chiunque, e con una spesa minima. Il secondo è ancora più cool: la futura regina si imbatte in una signora del pubblico, che dichiara di essere italiana (secondo le cronache si chiamerebbe Debbie, tipico nome italico frequente nei nostri borghi almeno quanto Concetta e Teresa). La nostra connazionale le chiede di dire qualcosa nella nostra bella lingua e Catherine – che in gioventù ha studiato per alcuni mesi Storia dell’Arte a Firenze – con sprezzo del pericolo se ne esce addirittura con un ciao! A dire il vero precisa subito di essere una schiappa nelle lingue straniere, ma io mi sento di rassicurarla: impari a dire mamma, pizza e amore mio e potrà dire di conoscere i fondamentali.
Scherzi a parte, mentre la duchessa di Sussex si riposa a Londra, coccolata da mamma Doria, il duca è volato in Zambia – dove tre settimane fa erano stati in tour anche Charles e Camilla – per una breve visita dedicata ad alcuni progetti soggetti sociali. La possibilità che Harry fosse accompagnato dalla moglie del resto non è stata mai neanche ventilata, non solo perché sembra che Meghan risenta ancora della stanchezza del lungo e faticoso viaggio in Oceania, ma anche per la presenza nel paese africano del virus Zika, molto pericoloso in gravidanza. E poi ora bisogna pensare al royal baby in arrivo; la futura mamma si sarà data al tricot?
Ignoriamo se e cosa Letizia abbia acquistato, speriamo caldamente in un cappotto della sua misura, o almeno in un adeguato servizio di sartoria che aggiusti la lunghezza della manica, perché si sa, con l’oversize è sempre in agguato l’effetto Scaramacai (per gli under fifties: un pagliaccio televisivo di grande popolarità ed abiti sgargianti, ma siccome la tivvù era in bianco e nero se ne notavano solo le misure eccessive).
Nella giornata dedicata alla lotta contro la violenza di genere penso a lei (e a tutte le bambine come lei – molte delle quali l’orco l’hanno già incontrato, e alcune non sono più qui a raccontarlo). Le auguro di non dover mai soffrire per la violenza dell’amato, che è molto democratica e non guarda in faccia nessuno, ma le auguro soprattutto di non doversi impegnare in questa battaglia, perché sogno che quando sarà grande questa strage sarà solo un brutto ricordo. Noi, che potremmo esserle madri, zie, nonne, non abbiamo ancora vinto, ma continuiamo a lottare, e non ci fermeremo. Mai.
Realizzata da Cartier nel 1902 su commissione del VI Duca di Portland, la tiara fu creata in occasione dell’incoronazione di Re Edward VII; la duchessa consorte, Winifred, era una delle quattro ladies incaricate di reggere il baldacchino sulla testa della Regina Alexandra (nell’opera di Laurits Tuxen è la prima sulla sinistra).
Un gioiello di grande importanza, perfetto per le acconciature alte di primo ‘900: una serie di volute di diamanti che si susseguono in forme circolari con al centro diamanti briolette o taglio cuscino, tra cui il famoso diamante Portland.
La notizia era già uscita ieri, uno scoop di Emily Andrews, Royal Correspondent del Sun, ma dato che da queste parti non siamo esattamente estimatori di Murdoch e dello stile sensazionalistico del suo tabloid abbiamo preferito attendere. La conferma è arrivata immediatamente, forse proprio a causa dello scoop: i Sussex lasceranno Kensington Palace – che rimarrà la sede della loro segreteria – per stabilire la loro residenza ufficiale a Frogmore Cottage all’interno del parco di Windsor, nei pressi dell’elegante Frogmore House dove organizzarono il ricevimento privato la sera del loro matrimonio, lo scorso 19 maggio. Sin dall’annuncio del fidanzamento Harry e Meghan hanno vissuto nel Nottingham Cottage, nel condominio reale di Kensington Palace; una casa sicuramente troppo piccola per una famiglia. Era previsto il trasloco in un ampio appartamento che i Duchi di Gloucester intendevano lasciare, accanto a quello di William e Catherine, invece oggi la notizia del trasferimento a Windsor, che alcuni attribuiscono anche a recenti frizioni tra i fratelli. La futura residenza, che dagli anni ’80 ha ospitato membri dello staff della Royal Household, ha una decina di stanze per cui, finita la necessaria ristrutturazione, ci sarà ampio spazio per la nursery e magari anche per una saletta yoga dedicata a nonna Doria. Nell’area sorge anche il mausoleo dove riposano la Regina Victoria e il Principe Albert, e il Royal Burial Ground dov’è sepolta un’altra americana divorziata che entrò nella Royal Family: Wallis Simpson. Accanto a lei il marito Edward VIII poi Duca di Windsor, colui che fece per amore il gran rifiuto.