Del Re del Bhutan abbiamo parlato giusto ieri, in occasione del compleanno della Regina Consorte (La foto del giorno – Compleanno in bellezza) ed eccolo al Palazzo Reale di Stoccolma, in compagnia del sovrano svedese Carl XVI Gustaf.
(Ph: Sara Friberg/Kungl. Slottet)
Jigme Khesar Namgyel Wangchuck è l’ospite d’onore di Brilliant Minds, piattaforma globale che promuove creatività e il confronto tra nuove idee, i cui membri si incontrano annualmente nella capitale scandinava.
A parte la simpatia personale – e l’indubbio fascino, lasciatemelo dire – il sovrano bhutanese politicamente si sta muovendo in modo molto interessante, liberando il suo Paese dal tradizionale isolamento e promuovendo un’apertura costante verso il resto del mondo. Sempre nel rispetto dei valori della cultura buddista: compassione, rispetto, salvaguardia della natura e di tutte le sue creature.
(Ph: Sara Friberg/Kungl. Slottet)
Fondamentale la capacità di interagire con gli altri leader, e il fatto che si sia laureato a Oxford lo aiuta senz’altro. Personalmente trovo il fatto che molti dei giovani reali fre questino le più prestigiose scuole del monde, anche fuori del proprio Paese, un’ottima cosa; poi c’è la povera Elisabeth, erede al trono belga, che frequenta un corso post laurea ad Harvard ma non sa se potrà ultimarlo, a causa della recente decisione del Presidente Trump contro gli studenti stranieri. Limitare lo studio, la circolazione della cultura e delle idee è la cosa più stupida e miope che si possa fare, e se foste stato ammesso a Harvard lo saprebbe pure lui.
Abbiamo appena fatto gli auguri alla piccola Lilibet Diana di Sussex, quattro anni oggi (La foto del giorno – Compleanno in bellezza) sottolineando che non ne conosciamo l’aspetto, che la sua mamma Meghan, allo scoccare della mezzanotte il California, pubblica due foto della bimba.
Che si vede poco o niente, come nello stile dei Sussex. Cui non mi sento di dare tutti i torti, dato che i bambini non hanno un ruolo pubblico è giusto non esporli. Anzi, personalmente più che farli intravvedere non li mostrerei affatto.
Anyway, sappiamo che Lilibet ha i capelli biondo-rossi immagino ereditati dal padre, e più precisamente dalla famiglia Spencer. Quando sarà più grande, e faremo la conoscenza sua e del fratello maggiore, ne saremo deliziati. Happy birthday piccola!
Iniziamo la giornata in bellezza, grazie alla famiglia reale più bella che c’è.
Compie oggi 35 anni Jetsun Pema, incantevole Regina Consorte del Bhutan, e i social della Casa reale la festeggiano con questa deliziosa fotografia. È il nuovo ritratto dei sovrani con i tre figli Jigme Ugyen, 5 anni, Sonam Yangden, un anno e mezzo, e l’erede al trono Jigme Namgyel, che di anni ne ha nove.
La foto è stata scattata dal celebre fotografo francese Stéphan Gladieu – invidiatissimo da Lady Violet – nel complesso di Tashichho Dzong, antico monastero-fortezza che sorge in un’area periferica della capitale Thimphu e oggi ospita il Governo, la sala del trono e gli uffici del sovrano.
La regina divide il giorno del compleanno con una piccola principessa, Lilibet Diana di Sussex, nata in California il 4 giugno 2021. Foto della bambina, come di suo fratello maggiore Archie, sono rarissime e i bambini non appaiono mai in primo piano, per cui immagino che anche la piccola Lilibet sia incantevole, pur non avendola mai vista. Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che durante l’ultimo viaggio nel Regno Unito il padre della bambina, il principe Harry, avrebbe discusso con lo zio materno la possibilità di adottare il cognome Spencer, ma ne sarebbe stato sconsigliato. Quale sia la realtà non sappiamo, e come sempre parlando dei Sussex vi invito a prendere ogni notizia, o presunta tale, con le molle.
Auguri dunque alle birthday girls di oggi, e che la grazia, la serenità e l’armonia che vengono dal Bhutan si diffondano ovunque nel mondo, nelle nostre vite e nei nostri pensieri.
Domenica 1 giugno, vigilia della Festa della Repubblica, i portoni del Quirinale si sono aperti per cerimonia e concerto alla presenza delle massime autorità del Paese, e di personalità di livello altissimo, alto, e pure medio. Dopo l’analisi delle mise indossate dai rappresentanti della maggioranza di governo (Republican chic shock e boh – Festa della Repubblica 2025 (parte prima) oggi tocca a tutti gli altri.
La minoranza
Arriva l’opposizione. Nicola Fratoianni con la moglie Elisabetta Piccolotti, dietro di loro Elly Schlein, scortata non già dalla compagna Paola Belloni ma da Chiara Braga, capogruppo alla Camera. Lui si dev’essere confuso con le recenti cerimonie papali, e si è vestito tutto di nero; le due signore in primo piano abbastanza simili in tailleur pantalone grigio. Più sgarzolina Piccolotti, con le maniche tagliate tipo mantello e le scarpe bordeaux, soberrima Schlein, in una tonalità di grigio che non credo consigliata all’armocromista. Tra le due francamente preferisco la seconda; resta intonso il mio disappunto per tutte queste signore in pantaloni anche se a onor del vero Schlein non l’ho mai vista con indosso altro. Che vi devo dire, boh.
(Ph: Messaggero)
Andatura decisa e fiero cipiglio, Anna Ascani, vice presidente PD della Camera, arriva al passo col suo accompagnatore, con cui ha coordinato anche la mise. Non mi piace, e queste giacche così mosce mi fanno tristezza. Boh meno meno.
(Ph: Messaggero)
Lei è forse quella che mi è piaciuta di più. Agnese Landini in Renzi mi dà l’idea di aver fatto esperienza quando era moglie del Presidente del Consiglio, ed oggi appare molto più convincente e sicura di sé, sicurezza probabilmente favorita anche dall’intervento di rinoplastica che le ha dato un profilo meno importante (che a me comunque non dispiaceva). La scelta della mise per l’occasione è impeccabile: tailleur beige, in perfetta armonia col suo incarnato, composto da gonna con pizzo e giacca a scatoletta con decoro scintillante, più miniborsa pitonata. Agnese schiva abilmente il rischio “madre dello sposo” grazie alla falcata atletica nonostante il tacco altissimo. Creatore di cotanta eleganza potrebbe essere il fiorentino Ermanno Scervino, spesso scelto dalla coppia, ma non posso giurarlo. Chic.
(Ph: Messaggero)
Violante Guidotti Bentivoglio è la moglie di Carlo Calenda. È bella, coraggiosa e naturalmente elegante, per cui fa figura anche se non si sforza troppo, come in questo caso: pantaloni bianchi, blusa nera e clutch Zara. Chic ma noiosetta.
(Ph: Messaggero)
Qualche anno fa Angelo Bonelli ha sposato la compagna Chiara Pozzer, trentina di Rovereto, dicendo che in fondo non si era mai pensato accasato, e di aver scelto Chiara perché “è allegra e ha gli occhi belli” e non è mica poco. Nella foto gli occhi – che sembra siano uno blu e uno verde – non si possono apprezzare, ma un certo spirito allegro si intuisce dalla bizzarra mise scelta. Probabilmente Chiara è simpatica, sicuramente non è troppo attenta a ciò che indossa, e ce ne faremo una ragione, ma almeno una pettinata? Shock.
Maria Elena Boschi è senz’altro una bella donna, e ha pure un bel fidanzato, il dentista aspirante attore Giulio Berruti. Giocano molto a fare i belli, e probabilmente si credono un po’ i BrAngelina della politica italiana, però mancano di chic. L’abito di pizzo nero è proprio sbagliato, démodé, peggiorato dai sandaletti più adatti a calpestare una pista da ballo che i meravigliosi pavimenti del Quirinale. Sorprendente l’idea di coordinare il rossetto alla borsa (dovrebbe essere la Manhattan di Saint Laurent), che però così grande e rigida col resto della mise ci azzecca poco o niente. Sorry, shock.
(Ph: Messaggero)
Michela Di Biase è deputata PD e moglie di Dario Franceschini. È abbastanza giovane, bellina, di solito veste anche piuttosto bene ma raramente lascia traccia. Come in questo caso: a parte il total black ha un abitino un po’ corto ma grazioso, le scarpe chiuse, una cappa scenografica eppure, almeno a meno, dice poco o nulla. Magari è colpa mia, boh.
Gli ubiqui
(Ph: Messaggero)
Gli ubiqui sono coloro che per ruolo attitudine o devozione cadono sempre in piedi, e mentre alcuni soffrono molti s’offrono. Inserisco in questa categoria gli Elkann che naturalmente trattano con ogni governo, e non potrebbero fare altrimenti. L’algida Lavinia, nata Borromeo Arese Taverna, ama uno stile minimal che tende a sfociare nel monacale, e nemmeno oggi si smentisce. Dopodiché, che vi devo dire, se pure lei si presenta in pantaloni ci restano poche speranze. Chic ma che pizza!
(Ph: Messaggero)
Torinese di rito Agnelli/Fiat Evelina Christillin coniugata Galateri di Genola è un’abile dispensatrice dei suoi talenti che generosamente distribuisce in consigli di amministrazione dei più diversi, dal Museo Egizio della sua città a istituzioni sportive di altissimo rango. Non resiste al fascino del vestitino a pois da zia zitella, e non sfugge nemmeno al sandaletto a prova di alluce valgo. Shock.
In queste occasioni la bella signora vestita da hostess non manca mai. Questa volta è Alessia D’Alessandro, compagna di Luigi Di Maio, Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, e madre del suo bambino. Da una ex modella ci aspettavamo qualcosa di meglio, shock.
Myrta Merlino, in uscita dal non brillantissimo Pomeriggio 5 e in cerca di nuova collocazione che senza dubbio troverà, è bella e napoletanamente travolgente. Spesso osa, anche con gli abiti, e fa bene; osa pure stavolta, ma purtroppo il top che si allunga sui pantaloni non funziona, e la stola fa peggio (date retta a Lady Violet, quando l’evento richiede un certo movimento le stole sono difficili da gestire). E che ci sarà in quella shopper che tiene in mano? La merenda? Le scarpe di ricambio? Shock.
Ma perché? Perché a settant’anni dopo una vita piena, una bella famiglia, una carriera che va ancora a gonfie vele ti devi conciare così? Barbara Palombelli arriva al braccio del marito Francesco Rutelli (che fa sempre la sua figura) vestita da vispa Teresa. E meno male che non si è fatta i codini. Strashock.
Claudia Gerini gioca spesso a fare la vamp, la star di Hollywood. Unfortunately nessuna vera star avrebbe mai sbagliato così clamorosamente mise, indossando di pomeriggio un abito da gran sera, con tanto di schiena nuda. Shock senza pietà.
Concludiamo con una fuoriclasse: Geppi Cucciari, della quale tutto si può dire tranne che sia ubiqua, essendo una che non ha difficoltà a dichiarare il proprio pensiero. Mi sarebbe piaciuto che applicasse tale lucidità nella scelta della mise, invece di drappeggiarsi in questa specie di lenzuolo che scopre décolleté e pancino. Orripilanti gli zatteroni. Shock.
Comunque sia, alla fine di tutto, sempre viva l’Italia e viva la Repubblica!
Oggi è il 2 giugno, la Festa della Repubblica, a ricordare quel giorno del 1946 in cui gli italiani votarono con un referendum la nuova forma dello stato. È il giorno della parata militare ai Fori Imperiali: inserita per la prima volta nel protocollo dei festeggiamenti nel 1950, sospesa per alcuni anni a partire dal 1976, poi ripresa nel 1983 per volere del Presidente Pertini. A quella edizione partecipò pure una giovanissima Lady Violet, allieva Infermiera Volontaria CRI.
(Ph: Quirinale)
Ieri l’altrettanto tradizionale appuntamento al Quirinale: ricevimento e concerto per autorità e personalità varie. Solito look bonjour tristesse di Laura Mattarella: la giacca sembra bella e piuttosto sofisticata, purtroppo banalizzata dai tremendi pantaloni bianchi. Più adatto alla spiaggia della tenuta presidenziale di Castel Porziano il secchiello che ha in mano. Il solito grande boh. Fatemi dire una cosa, prima di iniziare: l’invito al Quirinale da parte del Presidente della Repubblica è un evento formale, e richiederebbe scarpe chiuse e preferibilmente di lasciare i pantaloni nell’armadio. Non essendo di sera ci si dovrebbe vestire da pomeriggio, rimandando scelte più d’effetto ad altre occasioni. Come vedrete siamo rimasti in pochi a pensarla così.
La maggioranza
Mi è piaciuta la Presidente del Consiglio, in una mise inedita per lei: un abito di pizzo azzurro che le dona assai di più di molti dei completi pantalone che indossa abitualmente. Capisco anche perché non vesta spesso così: l’insieme dell’abitino, della figura minuta e dei capelli biondi la rendono molto girlie, poco adatta ad affrontare un mondo in cui gli uomini di potere sono la assoluta maggioranza. Perfette anche le scarpe, delle slingback nude, brava! Chic di incoraggiamento.
(Ph: Quirinale)
Accanto a lei durante la cerimonio la signora Laura Di Cicco in La Russa, consorte del Presidente del Senato, in completo pantalone di raso giallo. Si vede poco e in fondo non è un male, trovo la sua mise francamente orripilante. Attente al raso, sta male quasi a tutte: riflettendo a luce tende ad ampliare i volumi, e spesso sembra cheap. Come in questo caso, e non basta un paio di scarpe blasonatissime – le Hangisi di Manolo Blahnik che spuntano dai pantaloni – a fare il miracolo. Shock.
(Ph: Messaggero)
Licia Ronzulli del Senato è Vice Presidente; come la Premier anche lei sceglie il pizzo azzurro, ma in una bella tonalità fredda. L’abito anni ’50 è uno dei più adatti all’occasione, corretti gli accessori blu. Avendo la signora un carattere piuttosto energico – mi fa spesso pensare alle cattive del cinema, sul tipo di Joan Crawford, per intenderci – questa mise da fatina crea un divertente contrasto. Mi ci vestirei? No, ma non posso dire che stia male, soprattutto alla luce di ciò che vedremo in seguito. Boh quasi chic.
(Ph: Pizzi/Formiche.net)
Nell’orgia di pizzo che ci attende Brunella Tajani, moglie del vicepremier e Ministro degli Esteri è una bella sorpresa. Per lei un completo giacchina e pantaloni ampi della collezione Pleats Please di Issey Miyake, stilista giapponese che si è inventato il tessuto plissé che caratterizza le sue creazioni. Io lo adoro, la sua è una moda che trasmette tutto il fascino della cultura nipponica, e trovo la signora superchic.
Pizzo per Francesca Verdini, compagna del vicepremier e Ministro dei trasporti Salvini. La fanciulla è tanto graziosa quanto solitamente amante di uno stile più trasandato, per cui è interessante vederla vestita da sciura. Non mi piace granché ma apprezzo la scelta di esporre una quantità ridotta di pelle, per una volta. Boh.
Gaia Saponaro è la moglie di Guido Crosetto, Ministro della difesa; è una donna in carriera, e ciò si riflette anche nelle sue scelte di stile. La giacchina sembra proprio un pezzo di Armani della stagione autunno inverno 23/24, in organza e pelle, mi sarebbe piaciuto un abbinamento più contemporaneo di quello coi pantaloni di raso grigio, puntualmenti abbinati alla clutch. Tutta la mia solidarietà per i tacchi altissimi, scelti immagino per bilanciare il 1,96 del marito. Chic ma si può fare meglio.
Il ministro della cultura Alessandro Giuli passa per essere un dandy, purtroppo a volte finisce per ricordare di più Er dandi di Romanzo criminale. Come in questo caso: pantaloni troppo corti, giacca troppo stretta, fermacravatta troppo alto. È sposato con una collega giornalista, Valeria Falcioni, della quale ammiro lo sforzo di adeguarsi all’occasione: mise da pomeriggio e scarpe chiuse. Ma perché si è messa il vestitino della cresima, fatto dalla sartina sotto casa? Boh.
Evidentemente avvisata in ritardo, la signora Maria Grazia, consorte del Ministro dello sport Andrea Abodi, non ha fatto in tempo a cambiarsi ed è venuta in pigiama. E pure grigio. Ha indovinato la borsa, che quest’anno si porta crossbody, cioè a tracolla; per il resto shock.
Chiara Colosimo è la presidente della Commissione parlamentare antimafia. Essendo nata nel 1986 (tra l’altro il 2 giugno, auguri!) non c’era nei favolosi anni ’70, quando andavano di moda i tessuti laminati tipo quello che compone la parte principale della sua mise, tuta o completo pantaloni non è chiaro. L’unica cosa che mi viene in mente è che nell’ambito del suo incarico abbia sequestrato un po’ della tappezzeria dei Casamonica. E chi ha realizzato quella giacca meriterebbe una pena esemplare. Strashock.
Al suo opposto Mara Carfagna, che dopo una stagione in Azione, il partito di Carlo Calenda, è rientrata nella maggioranza come segretaria di Noi Moderati. Va bene la moderazione, ma quello chemisier color vinaccia più che altro sembra una punizione. Apprezzo molto le scarpe chiuse, mi azzardo a ipotizzare l’uso delle calze, la Lady Dior fa sempre la sua figura, ma perché mortificarsi così? Boh.
(Ph: Messaggero)
Concludiamo con i tre moschettieri in versione governativa: da sinistra Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario alla Giustizia e organizzatore di veglioni col botto; a destra Galeazzo Bignami, Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia; tra loro Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del medesimo partito, e gentile consorte. Probabile che il gruppo arrivi direttamente da una festa a Ibiza, o a Milano Marittima, dato che i tre caballeros hanno evidentemente dormito nei loro completini blu.
(Ph: Messaggero)
Classico abito a sirena da party sulla spiaggia per Alessia Donzelli: colore di moda un lustro fa e modello che non ne valorizza la silhouette. Shock di gruppo.
Non perdetevi la seconda parte, e buona Festa della Repubblica!
Secondo compleanno da Re per Frederik X di Danimarca, che compie oggi 57 anni.
(Ph: Steen Evald, Kongehuset)
La Casa reale lo festeggia con una foto piuttosto formale in cui il sovrano appare con l’uniforme della marina e l’espressione vagamente sconsolata che ha spesso in queste occasioni.
A mezzogiorno Frederik si affaccerà con la famiglia al balcone del palazzo di Frederik VIII ad Amalienborg; qui si potrà ascoltare in anteprima la nuova Marcia d’Onore, composta da David MAP Palmquist e risultata vincitrice del concorso indetto lo scorso ottobre. I danesi sono invitati a partecipare ai festeggiamenti; a Copenaghen l’appuntamento è a Slotspladsen.
So che cosa state pensando, che se doveste festeggiare così il vostro compleanno, l’espressione sconsolata verrebbe pure a voi, ma se volete migliorare l’umore del festeggiato potete inviargli i vostri auguri sul sito della Casa reale: http://www.kongehuset.dk, cosa che Lady Violet ha fatto questa mattina.
E che possa essere una splendida giornata per tutti voi, anche se non è il vostro compleanno.
…e venne il giorno del Leone. O meglio di Leone, Leone XIV, il cui pontificato è iniziato ufficialmente domenica 18 maggio.
Non ho mai capito perché, almeno per quanto riguarda molti ospiti (e le loro mise), venga considerato meno solenne dei funerali del Papa, ma di fatto molti dei membri delle delegazioni internazionali hanno un ranking inferiore di quelli che partecipano ai funerali. Esempio: gli eredi al trono britannico hanno partecipato ai funerali, Charles per Giovanni Paolo II e William per Francesco. All’intronizzazione di Benedetto XVI c’era il principe Philip, a quella di Francesco i Duchi di Gloucester, mentre per Leone XIV è arrivato il Duca di Edimburgo. Quanto alle mise dei presenti stiamo per vederne parecchie che mi hanno lasciata piuttosto perplessa. Con una necessaria premessa: si partecipa a queste cerimonie non per chi si è, ma per ciò che si è. Persone che hanno il privilegio di rappresentare il proprio Paese, e di solito non hanno difficoltà a procurarsi abiti adeguati. Per cui, anche nel caso in cui non esistesse più un rigido protocollo, vale la tradizione. E le signore al cospetto del Papa vestono di nero.
Non concorda evidentemente con Lady Violet Laura Mattarella che, in seguito alla scomparsa della madre Marisa, esercita il ruolo di Prima Signora d’Italia accompagnando spesso il padre Sergio. E questa volta l’ha accompagnato con un completo pantaloni blu. No dai, è l’intronizzazione del Papa non la cresima di un nipote. Shock.
Sceglie il blu anche Giorgia Meloni; non abbiamo fatto in tempo a lodarla per i bottoni ton-sur-ton del completo indossato al funerale di Francesco (Royal chic shock e boh – Special papal edition (parte prima)che eccola sfoggiare un altro completo, sempre pantaloni, con esplosione di bottoni dorati. Si sarà confusa con la visita alla Amerigo Vespucci? Boh, ma per certi versi pure shock. Invece Ursula von der Leyen rinuncia ai bottoni dorati esibiti al funerale mantiene il nero d’ordinanza; purtroppo nulla di tutto ciò aiuta il risultato finale: pantaloni skinny, scarpette di vernice, cinturone, giacca moscia, un disastro. Shock.
Quattro sovrane cattoliche presenti hanno usufruito del privilège du blanc – con Maria Teresa di Lussemburgo incredibilmente a capo scoperto – mettendo in evidenza un piccolo, piccolissimo problema che si evidenzia oggi che le signore non indossano più abiti lunghi: la scelta del colore della scarpa, per alcune bianche per altre nude.
(Ph: Antonio Masiello/Getty Images)
Total white per Mathilde dei Belgi, che va sul sicuro puntando su un look Dior: tailleur con gonna plissé, borsa e scarpe (dal tacco troppo alto). Una mise elegante e coerente, mi è piaciuta. Unico appunto, avrei evitato quegli occhiali da sole. Visto che sono ormai ampiamente sdoganati, e altrettanto ampiamente usati sotto il sole di Roma, avrei preferito una montatura meno impattante del nero (ancorché a firma Gucci). Anyway, chic.
(Ph: Sean Gallup/Getty Images)
Sceglie il total white anche Charlène de Monaco, che abbina borsa (Akris) e scarpe candide all’abito ricamato di Elie Saab. Abito bello e sofisticato che francamente non saprei quando indossare se non in questa occasione. E però, con la mantiglia di pizzo diventa tutto un po’ troppo, in aggiunta al fatto che quando Charlène non è convintissima di quello che indossa si vede. Non mi piace il modello delle scarpe, e quella tonalità di bianco non si sposa troppo bene col suo incarnato, che è esattamente il problema delle scarpe bianche. Insomma, boh.
(Ph: Getty Images)
Forse perché viene dal Paese in cui la mantiglia si porta ancora in diverse occasioni, Letizia di Spagna abbina abilmente la sontuosità del copricapo al rigore geometrico dell’abito in crêpe che la maison spagnola Redondo ha creato su misura per lei. Devo dire che adoro queste linee e come sublimano la magrezza di chi le indossa, l’abito mi piace molto e la realizzazione sfiora la perfezione. Letizia è una delle dame in bianco che preferisce scarpe nude (Magrit), ma questa tonalità non mi sembra una scelta felice. Chic con riserva.
(Ph: Antonio Masiello/Getty Images)
Scarpe nude (Prada) anche per Maria Teresa del Lussemburgo, e devo dire che questa è la tonalità che mi convince più di tutte (anche se avrei evitato almeno la clutch Bottega Veneta color roccia). Magrissima consolazione; per il resto Maria Teresa, che è donna di mondo, deve aver confuso gli appuntamenti e pensato di dover partecipare a un picnic nei giardini vaticani. Il perfido Natan la avvolge in un vestitone di sangallo che oltre a non donarle particolarmente non è assolutamente adatto. Va bene il bianco, ma l’abito deve avere una sua formalità. E il capo va coperto, non si può fare a piacere. Shock. In conclusione, se proprio dovessi scegliere delle scarpe da indossare col privilegio del bianco, opterei per quelle di Mathilde nel corso di una visita in Vaticano a Papa Francesco (Le foto del giorno – Privilegi).
(Ph: Antonio Masiello/Getty Images)
I principi ereditari (e reggenti) del Liechtenstein. La Principessa Sophie, nata Duchessa in Baviera, è l’unica che non ha il privilegio del bianco e c’è una ragione: fino a un po’ di anni fa era riservato alle sovrane di Paesi di una certa dimensione, ma se è stato concesso a Charlène lo vogliamo pure per la sovrana del Liechtenstein, che è un Principato come Monaco, e pure più grande. Nel frattempo Sophie è arrivata in nero, perfetta fino alle ginocchia, per poi scoprire calze chiare e un paio di ballerine. Ma perché? Boh.
(Ph: Marco Iacobucci)
A rappresentare la corona olandese c’era la Regina; lei e il marito non avevano partecipato ai funerali di Francesco per la concomitanza con la festa nazionale. Máxima è cattolica ma il Paese su cui regna no, dunque per lei nero d’ordinanza senza privilegi. La regina non rinuncia al suo stile d’effetto scegliendo una drammatica gonna lunga di Valentino, composta da pannelli che si aprono col movimento. Troppo lungo l’orlo, troppo alti gli spacchi, non adatto all’occasione. Peccato, perché il nero sobrio della mise contrapposto alla mantiglia, le calze opache, i guanti, me l’avrebbero fatta apprezzare assai. Boh.
(Ph: Antonio Masiello/Getty Images)
Victoria di Svezia non è cattolica, ma potrebbe insegnare a molte signore devote a Santa Romana Chiesa come ci si veste. Abito midi, semplice e senza orpelli, scarpe nere (Gianvito Rossi), calze opache, mantiglia e guanti. La perfezione, col sorriso più bello del mondo. Chic.
Riprendendo il discorso del ranking inferiore fatto all’inizio di questo post, gli USA, presenti ai funerali di Papa Francesco col Presidente e la First Lady, per l’intronizzazione del primo pontefice statunitense hanno inviato il Vice Presidente e la Second Lady; dietro di loro il Segretario di Stato Marco Rubio e signora, entrambi cattolici. Così come i Trump, anche i Vance sono una coppia mista con un cattolico: se nella prima coppia la cattolica è Melania, nella seconda è JD Vance ad aver aderito alla Chiesa di Roma qualche anno fa. Tutto ciò premesso, la signora Rubio osserva correttamente il tradizionale dress code (anche se con un abito che non la valorizza affatto, shock). Usha Vance, di origine indiana, è rimasta fedele all’induismo degli antenati, ma si è applicata abbastanza; certo le maniche avrebbero dovuto allungarsi al polso, e le alze sempre meglio nere ma insomma, con quello che si è visto ha sfiorato la promozione.
Poi ti giri un attimo ed eccoli qui: due quarantenni sul tetto del mondo che si sentono Sandy e Danny di Grease. Ma perché?
Forse ce lo può spiegare Oprah Winfrey, presente all’intronizzazione del primo Papa suo connazionale con due amiche.
La signora in mezzo è la giornalista e anchorwoman Gayle King, quella a sinistra Maria Shriver, giornalista anche lei ma nota, soprattutto da noi, come nipote di JFK ed ex moglie di Arnold Schwarzenegger.
Máxima è nata a Buenos Aires il 17 maggio 1971 da Jorge Horacio Zorreguieta Stefanini e la sua seconda moglie María del Cármen Cerruti Carricart; come evidente dai cognomi, sangue italiano scorre abbondante nelle vene della sovrana, che conta numerosi antenati tra Piemonte e Liguria. Proprietario terriero assai benestante, Jorge Zorreguieta fu anche Ministro dell’Agricoltura per un periodo piuttosto breve – due anni – ma non abbastanza breve ad assolverlo dall’aver partecipato all’infame Governo Videla che, frutto di un colpo di stato, tra il 1976 e il 1981 si rese responsabile della sparizione di migliaia di oppositori, rendendo tragicamente noto nel mondo il termine dasaparecido.
La colpa del padre – che ha sempre negato di essere a conoscenza degli orrori del regime di cui faceva parte – stava ricadendo sulla figlia, che dopo la laurea in economia alla Universidad Católica Argentina lavorava nella finanza a New York e durante una vacanza a Siviglia per la Feria de Abril conobbe l’erede al trono d’Orange. L’innamoratissimo Willem-Alexander non aveva dubbi di aver trovato la sua regina ma doveva sottoporre la sua scelta all’approvazione del Parlamento, poco disposto a legare il Paese a uno degli episodi più infami della storia contemporanea. La soluzione fu trovata non ammettendo in terra olandese il reprobo nelle occasioni di importanza nazionale, quali il matrimonio dei due e la loro incoronazione; presente invece al battesimo delle tre figlie della coppia, Catharina-Amalia, Alexia e Ariane, in quanto considerato evento privato. Ora le tre ragazze stanno trovando la loro strada nel mondo, e Máxima ha dichiarato di soffrire un po’ della sindrome del nido vuoto. Non sappiamo come festeggerà il compleanno, ma è certo che a un certo punto si imbarcherà su un volo alla volta di Roma, dove domani rappresenterà la corona alla cerimonia di intronizzazione di Papa Leone XIV. Lei, argentina, che è rimasta cattolica anche dopo il matrimonio senza convertirsi alla Chiesa protestante olandese, non ha potuto partecipare alle esequie del connazionale Papa Francesco che cadevano lo stesso giorno della festa nazionale. Il re non ci sarà neanche stavolta, la regina sarà accompagnata dal primo ministro Schoof. E vestirà di nero, non avendo diritto al privilège du blanc, che spetta solo alle sovrane di Paesi cattolici, e neanche tutti.
Auguri a Máxima; quanto più opache sarebbero le cronache reali senza di lei?
Microrassegna di due sovrani e un presidente in particolari faccende affaccendati: il risultato sono delle fotografie quanto meno insolite.
(Ph: The Times)
Si parte con King Charles pollaiolo, non nel senso dell’insigne pittore rinascimentale ma in quello di allevatore di polli. Anzi di galline, tra cui regna la signorina Henrietta, che risulta essere il milionesimo pennuto ricollocato da apposita associazione a nome BHWT, British Hen Welfare Trust, cioè il fondo britannico che si occupa del benessere avicolo. Miss Henrietta è stata adottata nientepopodimeno che dal re in persona lo scorso 17 agosto, e da allora risiede nella casa di campagna di Highgrove, dove è giunta a bordo di un trasportino creato dalla celebre stilista Lulu Guinness. Riuscite a immaginare qualcosa di più inglese di questo? Per tacere di quanto sia squisita, e anch’essa squisitamente inglese, la sovrana eleganza esibita in questo insolito frangente: camicia con gemelli, pantaloni color corda e un paio di lucidissimi wellies. E non si dica che Charles non conosce i suoi polli!
(Ph: Casa de S.M. el Rey)
Il Portogallo è stato in questi giorni teatro dell’annuale riunione del COTEC, che riunisce i tre Paesi del Mediterraneo occidentale. El Rey Felipe VI e il Presidente Mattarella sono stati ospiti del Presidente lusitano Marcelo Rebelo de Sousa a Coimbra, sede dell’università che, fondata nel 1290, è la più antica del Paese e tra le più antiche al mondo. Potevano gli illustri ospiti non essere insigniti di una laurea Honoris Causa dall’altrettanto illustre ateneo? Ovviamente non potevano, e infatti ecco qui Felipe Dottore in Diritto e Sergio Dottore in Economia. L’uno in rosso, l’altro in bianco con decori rossi con la complessa e per certi versi affascinante tenuta dei membri del Senato Accademico: ricca mantellina decorata da coccarde e al posto del tradizionale tocco questo originale copricapo a torretta. Cosa darei per sapere cosa si dicevano i due così addobbati!
(Ph: UC/DCM)
Tutti i presenti indossano l’abito tradizionale, detto capa e batina; obbligatorio fino a un secolo fa, è ancora oggi indossato molto spesso dagli studenti. Si compone di un completo nero con giacca lunga – per le donne un semplice tailleur – camicia bianca, e il caratteristico ampio mantello. Che secondo tradizione non dovrebbe essere mai lavato per tutto il percorso degli studi fino alla laurea (secondo alcuni dovrebbe essere anche arricchito da alcune medaglie di origine diciamo così organica, e mi fermo qui).
Anche Sergio e Felipe hanno compiuto il loro percorso verso la laurea col mantello, nel senso che hanno camminato su quelli di alcuni studenti. Un onore davvero originale che a me è piaciuto. Molto pittoresco!
Non so se capita anche a voi di credere che i figli di amici conoscenti e lontani parenti siano più piccoli di quanto sono in realtà. A me accade regolarmente, per cui quando stamattina ho visto queste foto sono rimasta molto sorpresa: i gemelli monegaschi, il principe ereditario Jacques e la sorella Gabriella, hanno ricevuto oggi la Prima Comunione. E avendo loro compiuto dieci anni a dicembre era senz’altro arrivato il momento.
(Ph: Axel Bastello/Princier Palace)
Eccoli dunque insieme, con la classica tunica bianca e al collo la croce Tau in legno di ulivo, che non so se sia di uso abituale ma mi piace molto. Loro deliziosi, in particolare il gesto di lei che tiene la mano – in effetti il pollice – di lui; sarà la loro condizione di gemelli ma questi due bambini hanno un legame solido e tenero, che li rende adorabili.
Seconda foto, quella classica con i genitori. Classica anche Charlène, mamma in blu con un trucco leggero. Peccato che i quattro, sullo sfondo della cattedrale di Notre-Dame Immaculée, sembrino un po’ un cartonato. Ma complimenti per l’organizzazione con la scelta della data perfetta per la cerimonia; immagino che domenica prossima i principi sovrani saranno di nuovo a Roma per l’intronizzazione di Papa Leone XIV, e vedremo se Charlène sfrutterà il privilegio del bianco, concesso piuttosto di recente alle sovrane monegasche (lei è stata la prima, nella visita a Papa Benedetto XVI nel 2013). Domenica 25 sarà invece il giorno di uno dei più importanti riti laici del Principato: il GP di Formula 1. E poi saremo pronti per l’estate.