Questa settimana la Royal Family è impegnata a celebrare il VE Day, (Victory in Europe Day), la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale che ha garantito all’Europa e al mondo intero la libertà dai regimi nazifascisti e il sogno di una (relativa) pace.
King Charles e Queen Camilla hanno guidato l’evento principale (ce ne saranno altri fino a venerdì) che ha riempito Londra di bandiere e dei non moltissimi veterani ancora in vita. La famiglia si è affacciata al balcone di Buckingham Palace come è solita fare nelle grandi occasioni, e come fece anche quel giorno di maggio del 1945, ospitando eccezionalmente il Prime Minister Winston Churchill (che dopo aver salvato il mondo, e scusatemi l’enfasi, perse le elezioni; perché certe cose non cambiano mai).
(Ph: Getty Images)
In onore del nonno, l’amato George VI, il Re ha indossato l’uniforme della marina; il Principe di Galles quella della RAF. La Princess Royal, accompagnata dal marito, il Vice Ammiraglio Tim Laurence, indossa l’uniforme da First Aid Nursing Yeomanry; la stessa della madre Elizabeth nl 1945; anche il Duca d’Edimburgo e l’ottantanovenne Duca di Kent sono in uniforme. La Regina ha scelto uno dei tanti soprabiti azzurro scuro con cappello en pendant, Sophie un robe manteau a quadretti rosa e avorio, Catherine la mise color bacca di Emilia Wickstead che abbiamo già ammirato in precedenza (soprattutto Lady Violet, che quando vede queste tonalità fa gli occhi a cuoricino).La principessa ha appuntato sul bavero le ali d’oro della RAF, probabilmente in onore del nonno Peter Middleton, pilota combattente in quella guerra.
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Come sempre i tre principini hanno catalizzato tutta l’attenzione: Charlotte deliziosa con cappottino tartan, i suoi fratelli in giacca blu e cravatta. George sempre più disinvolto, Louis sempre allegro ma un po’, passatemi il termine, professionale.
Sembra che il piccolo di casa abbia partecipato con entusiasmo dato che è nella fase in cui pensa di fare da grande il pilota di caccia.
Come si fa a restare impassibili al passaggio delle Red Arrows, la versione britannica delle frecce tricolori? Non si può.
Il primo boh è più di metodo che di merito e nasce dall’osservazione delle mise scelte dalle signore presenti non come mogli di, ma per il ruolo politico che esercitano direttamente. Le più importanti, almeno per noi – la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni – erano vestite in maniera simile: capo scoperto e completo pantaloni nero. In pratica erano vestite da uomo. Sulle donne di potere che preferiscono abiti più o meno maschili si potrebbe scrivere un libro, e forse un giorno Lady Violet scriverà se non libro almeno un post, intanto osserviamo nel dettaglio le due signore.
Ursula von der Leyen non è cattolica ma è baronessa, dovrebbe quindi sapere che i bottoni dorati sono troppo chiassosi per un funerale. E francamente avrei anche evitato il giacchino corto in favore di una giacca più lunga e strutturata, così mi fa pensare a un ballerino di tango, tacchetti compresi. A meno che non volesse omaggiare le origini argentine del Papa defunto.
Meglio il completo scelto da Giorgia Meloni: bella la giacca, non male i pantaloni, a palazzo ma non ampi come quelli che indossa spesso e più che un palazzo ricordano il Colosseo, e non donano alla sua figura minuta. Cui non donano neppure le calze color cipria che si ostina a indossare: in generale creano uno stacco cromatico e non la slanciano, in questa occasione sono sbagliate e stop. Devo però rimarcare che qui non sono tanto le calze il problema, quanto la presenza della signora Patrizia Scurti, segretaria particola della presidente, che segue come un’ombra anche dove non dovrebbe, tipo il parterre dedicato alle autorità in rappresentanza dei Paesi. Che, vale la pena ricordarlo, spetta a chi rappresenta il proprio Paese, non chi ha un ruolo professionale anche se di assoluto prestigio.
Restando in ambito politico, lui è stato senz’altro uno dei protagonisti della giornata (e di un paio di fotografie di rara potenza). Dal febbraio 2022 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky indossa tenute di sapore di militare, per ricordare a tutti che il suo Paese è in guerra. Molti approvano, molti altri no; personalmente approvo lo sforzo di vestirsi di nero, sforzo che vari signori, di ben altre condizioni, non hanno fatto. Corretta la consorte Olena, seduta alla sua destra.
(Ph: Filippo Monteforte/Getty Images)
E veniamo a chi, pur non avendo problemi di guardaroba, ha preferito il blu. Che non è un errore in senso stretto, in quanto agli uomini era richiesto abito nero o scurissimo, che vuol dire grigio (scelta migliore, dopo il nero), o appunto il blu. Che però sotto la luce diretta del sole spesso vira in tonalità più accese. Ora, siccome non parliamo di persone che hanno un solo abito scuro, non capisco questa riluttanza. William di Galles è recidivo, non è la prima volta che si presenta in blu invece che in nero; anzi, penso che un abito nero non ce l’abbia proprio. Non capisco, e non mi adeguo.
Però questa foto con lui che saluta Giorgia, i raggi del sole che si riflettono sulla sua ampia fronte, è assai simpatica.
(Ph: Instagram @queenrania)
I sovrani di Giordania in questa occasione mi sembrano quegli studenti intelligenti che non si impegnano. Lui è un altro dei blue brothers, lei indossa correttamente il nero e il capo velato, ma sceglie una mise un po’ così, a partire dal giubbotto di Alaïa, non particolarmente adatto all’occasione, abbinato a una bella gonna a trapezio Dior, in mano la borsa Gabrielle di Moynat
(Ph: Vandeville Eric/ABACA /ipa-agency.net)
Scivola poi sulle calze nude e sulle scarpe Christian Loubutin, il modello Iriza 100 che ha dunque tacchi di 10 centimetri; troppo alti, che non le davano nemmeno un’andatura troppo elegante, come si vede nei video. E a volerla dire tutta hanno pure le suole dipinte di rosso, simbolo della maison; per carità. Insomma, potrebbe impegnarsi di più, e non ho dubbi che lo farà.
(Ph: Getty Images)
Lei le calze le ha nere, e sarebbe impeccabile se non fosse per l’orlo della gonna. La fascinazione di Laura Mattarella per le gonne sopra al ginocchio resta per me un mistero.
ASSOLUTAMENTE SHOCK
(Ph: Raphael Lafargue/ABACA)
Terribile Maria Teresa del Lussemburgo, che è arrivata a capo scoperto (ma ha in mano una mantiglia, per cui penso che durante la cerimonia se la sia messa). A parte la linea dell’abito – che credo sia un soprabito, non le dona affatto e confesso mi ha fatto pensare a un copriteiera – peggiorata dal cinturone Etro, le maniche di chiffon sono assolutamente inadatte, come la caviglia chiara che sbuca dall’orlo. Deludente anche il Granduca, di solito assai chic; lui è uno di quelli che ha indossato l’abito blu, ce ne faremo una ragione. Eviterò di parlare della lunghezza dell’abito sfoggiato dalla signora che li segue, ma come si fa?
Il blu di ogni abito maschile impallidisce davanti a quello scelto dal Presidente USA Donald Trump, aggravato dalla cravatta blu fosforescente (Don, sulla cravatta non si discute, dev’essere nera). Costernato anche il gentiluomo del Papa Mariano Hugo Windisch-Graetz, lui sì veramente impeccabile. Tra loro la First Lady Melania, che è cattolica e quel giorno compiva 55 anni. Una piccola premessa, dato che della signora sicuramente parleremo ancora nei prossimi mesi e per qualche anno. Personalmente la trovo sicuramente bella, piuttosto interessante, spesso ben vestita ma quasi mai davvero elegante. Ha un fisico notevole e un eccellente portamento imparato immagino sulle passerelle del suo passato da modella, ove mai ne avesse calcata una (io non ne ho mai viste, ma magari mi sbaglio). Ha buon gusto, sa cosa le sta bene, e ha la possibilità di acquistarlo. Però la trovo sempre piuttosto artefatta, mai naturale. La trovo insomma enigmatica (aggettivo che mi piace molto) e dotata di allure, ma la classe è altro che portare bene un bell’abito. Tutto ciò premesso, analizziamo la mise di oggi: soprabito doppiopetto Dolce&Gabbana, bellissimo, sobrio anche se più potente che modesto. Piazzata in testa una mantiglia calata sulla fronte, quasi fosse una frangetta; completano la mise delle calze nude talmente leggere da sembrare che non le avesse, e il solito tacco 12(mila).
(Ph: Dan Kitwood/Getty Images)
Ciliegina sulla torta, i guantini di pizzo, che assestano un brutto colpo all’amore di Lady Violet per i guanti.
Il peggio del peggio, altro che shock, ultrashock: le foto fatte col cellulare dalle autorità. Comportamento già assai criticabile nei comuni mortali, assolutamente imperdonabile da chi ha un ruolo di primo piano. Alla fine ci siamo dovuti abituare agli applausi, ma le foto no, dai.
A questo punto non vedo l’ora di scoprire chi sarà il prossimo Pontefice, e di assistere alla sua intronizzazione. Dunque a presto, spero.
Compie oggi dieci anni – ed entra così ufficialmente nei compleanni a due cifre – l’adorabile Princess Charlotte of Wales, festeggiata sui social di famiglia, e dunque nel mondo, con questa bella fotografia.
(Ph: The Princess of Wales)
Fotografia scattata dalla madre – come faceva negli anni passati, altro piccolo segno di una riconquistata normalità – durante una recente vacanza nel Lake District, nell’Inghilterra del nordovest. Cresciutissima, sempre carina e simpatica, Charlotte si prepara a scendere in pista come una delle principesse più alla moda e dunque da imitare: eccola trendissima con un giubbotto singolarmente ma veramente camouflage, con tanto di foglie stampate sopra. La amo.
La fotografia l’ho vista solo questa notte, ma è troppo bella per non riproporvela.
Ieri i Principi di Galles hanno festeggiato 14 anni di matrimonio. Lo hanno fatto con una visita in Scozia, nell’isola di Mull. Visita priva di formalità, ma non di significato; in fondo non è proprio in Scozia, all’università di St.Andrews, che i due si sono conosciuti da ragazzi?
Tanto è accaduto in questi anni: una vita senza dubbio privilegiata, piena di impegni, viaggi e incontri interessanti, tre bei figli, un futuro magari meno libero di altri ma senz’altro luminoso. E poi la crisi, il cancro di lei che rimette tutto in gioco. Ora Catherine è in remissione, e speriamo che sia il preludio alla guarigione totale; la mia impressione è che quello che poteva distruggere ha rafforzato e reso più solido. Grazie alla maturità, all’equilibrio, alla forza; grazie ai genitori di lei e alla famiglia di lui, che li hanno compresi, supportati, protetti. E questa splendida foto, in particolare il tenero atteggiamento di William, mi fa pensare che questa nuova vita sarà ancora migliore della precedente.
Ieri Roma è stata il centro del mondo e forse, speriamo, il teatro di un miracolo che aspettiamo da più di tre anni. In ossequio alla personalità del defunto, accanto ai grandi della terra si sono visti – magari non tantissimo, ma certo più del solito – anche gli ultimi. A questa giornata straordinaria è dedicata una versione speciale della nostra rubrica, allo stile e al rigore con cui è stato osservato il dress code, accorpando ciò che mi è piaciuto tanto, di meno, per nulla. Col rispetto che l’occasione merita, ma anche con quel tocco di leggerezza che Papa Francesco amava tanto.
Per le signore è richiesto il total black: abito sotto il ginocchio con maniche lunghe, calze e accessori neri, velo o mantiglia graditi ma non obbligatori. Ci vorrebbero pure i guanti, ma ormai ho perso le speranze.
Da cose che ho letto in giro sono costretta a sottolineare che alcune delle signore presenti – Mathilde dei Belgi, Letizia di Spagna, Maria Teresa di Lussemburgo, Charlène di Monaco – hanno il privilegio del bianco che, ça va sans dire, non si usa ai funerali.
I signori indossano il mourning suit: in alcuni Paesi, dove si porta ancora molto il tight, lo si sceglie abbinandolo al gilet nero anziché grigio. In questo caso era invece richiesto il semplice completo nero con camicia bianca e cravatta nera; meglio evitare altre tonalità, anche se scure; oltre tutto al sole il colore di alcuni tessuti vira. Come vedremo.
Impeccabile al posto d’onore il presidente Mattarella accompagnato dalla figlia Laura. Che secondo me non sempre indovina le mise, ma è quella che mia madre avrebbe definito una signora, e dunque ha sempre un aspetto signorile, anche se vedremo che un piccolo peccato lo ha commesso. Subito prima di loro Javier Milei, Presidente dell’Argentina, patria di Papa Francesco, con la sorella Karina, nella doppia veste di primera hermana e di Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Se Laura indossa la mantiglia Karina esibisce sciolti capelli biondi; considerando il cespuglio che troneggia sul testone del fratello ancora bene c’è andata. E a proposito di Argentina, non ha partecipato la regina dei Paesi Bassi, Máxima, argentina di origine, né il marito Willem-Alexander, né altri membri della famiglia reale, a causa della concomitanza con il Koningsdag, la festa nazionale che celebra il compleanno del re.
ASSOLUTAMENTE CHIC
Belgio
Perfetto l’abito e impressionante la lunga mantiglia di Mathilde, Regina dei Belgi; abbinata all’alto collier di perle – ben sette fili! – le dà un’aria da signora degli inizi del secolo scorso (è un complimento). Per la gioia di Lady Violet, la Reine teneva in mano un paio di guanti, insieme con la clutch Natan. Abbastanza sorprendenti le scarpe Gianvito Rossi, dotate di tacchi altissimi che la sovrana di solito non porta. In un’occasione del genere bisognerebbe evitare, ma mi sembra che le royal e le first ladies da quel lato ci sentano poco.
Danimarca
Una cosa che ammiro molto della Regina Mary è che prende tutte le cose molto seriamente, e si prepara adeguatamente. Come in questo caso: chiamata a rappresentare in solitaria il suo Paese – il marito Frederik è in visita in Giappone, visita quanto mai opportuna anche per evitare di trovarsi faccia a faccia con Trump, che magari avrebbe attaccato con la storia della Groenlandia – la regina, che non è cattolica, ha scelto bene: tailleur con gonna midi (Andiata), mantiglia, gioielli “bianchi”, smalto neutro. Non sono convintissima della borsa Mulberry, e sono convinta che le scarpe Gianvito Rossi siano troppo alte, ma amen. E se vi sembra che il gentiluomo che l’accompagna sia un viso conosciuto avete ragione: è Matteo Colaninno. Già imprenditore, erede dell’impero paterno, già parlamentare del PD, poi passato a Italia Viva. E nell’ottobre scorso nominato Gentiluomo del Papa. Che non resiste alla cafonata di tenere gli occhiali da sole davanti alla regina, che non li porta. Avrà problemi di cataratta?
Francia
(Ph: Antonio Masiello/Getty Images)
Pur se non indossava il velo – che vi ricordo, non è obbligatorio – mi è piaciuta Brigitte Macron: le linee asciutte che indossa di solito interpretano bene il concetto di sobrietà che ispirava la cerimonia, e l’orlo della mise (Vuitton) più lungo del solito, secondo me le dona molto. Peccato per la cinturina col logo in bellavista, e peccato per la doppia tasca sulla giacca di Monsier le President, ma la perfezione non è di questa terra.
Liechtenstein
(Ph: Instagram @oldroyalty)
Loro si vedono poco, ma la loro figura la fanno sempre. Lui è Alois, Principe Ereditario del Liechtenstein con funzione di reggente. Lei è sua moglie Sophie, nata Duchessa in Baviera e discendente dagli Stuart. Abito nero (leggermente corto), mantiglia, perle; ed è una delle poche a indossare scarpe da giorno, senza vertiginosi tacchi a spillo.
Monaco
(Ph: Raphael Lafargue/ABACA)
Molto ammirati i Principi di Monaco. O meglio, molto ammirata lei, perché lui sembra aver dormito nell’abito, nero ma un po’ délabré (questo invece non è un complimento). Se posso fare un appunto – anzi due – a Charlène, le calze sono troppo leggere, e sarebbe preferibile non esporre il marchio della borsa (Prada, come la mise); regola che vale sempre, ma soprattutto in questi casi.
Norvegia
(Ph: Reuters)
In rappresentanza dei sovrani di Norvegia, anzianotti e acciaccatelli, sono arrivati i principi ereditari, dandoci così la gioia di vedere Mette-Marit in buona forma. Accompagnata dall’impeccabile marito la principessa non ha deluso con un bel cappotto a redingote, forse un po’ pesante per la giornata, breve mantiglia sui capelli sciolti, tacchi di 7 cm Manolo Blahnik e in mano la clutch Bottega Veneta.
Svezia
(Ph: Raphael Lafargue/ABACA)
Come dovrebbe vestirsi una regina in un’occasione del genere? Come Silvia di Svezia, abito lungo nero, mantiglia e perle. Sedendo sul trono da più di mezzo secolo (e avendo superato gli 80) è rimasta fedele allo stile di qualche anno fa, che diventa anche strategico per camuffare il piede operato di recente. Oggi magari vedere le signore in lungo ci sarebbe sembrato troppo, ma lei è una meraviglia.
Spagna, i miei preferiti
(Ph; Casa de S.M. el Rey)
La proverbiale sobrietà di Letizia ha trovato il palcoscenico più adatto nella maestosa austerità di questa cerimonia. Praticamente perfetta la Reina: abito midi a sostenere la sontuosa mantiglia, calze nere, kitten heels in camoscio Nina Ricci, borsa Carolina Herrera, e sulla spalla sinistra appuntata una delle joyas de pasar, riservate alla sovrana. Con lei il più bell’accessorio concepibile, il marito Felipe, che dire impeccabile è dire poco. El Rey è stato elogiato anche da Jack Schlossberg, simpatico e aitante figlio trentaduenne di Caroline Kennedy, dunque nipote di John e Jackie.
Con un giorno di ritardo – evento unico, mai successo prima per quanto ne so – arriva la foto dell’irresistibile Louis di Galles, sette anni di simpatia.
(Ph: Josh Shinner)
Cresciuto a vista d’occhio, il giovanotto sorride all’obiettivo, sfacciatamente sdentato, nel giardino della residenza di campagna della famiglia, Anmer Hall, nel Norfolk.
Non mi risulta che in inglese esista un proverbio analogo al nostro Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi (se voi lo conoscete intervenite!). Sarà per questo che i membri della Royal Family – con l’eccezione dei Wales, che hanno preferito la residenza di campagna del Norfolk con i loro tre figli – si sono ritrovati a celebrare il giorno della Resurrezione tutti insieme.
(Ph: Getty Images)
Rispettata la tradizione reale di trascorrere la Pasqua a Windsor, questa mattina la St George’s Chapel si è riempita dei discendenti di Elizabeth e Philip, tutti rilassati e sorridenti.
(Ph: The Royal Family)
A partire dal Re, in un bellissimo completo blu en pendant con la mise della Regina, in azzurro cielo assai primaverile. Tutto già indossato; accanto al soprabito di Fiona Clare e il cappelli di Philip Treacy fa bella mostra di sé la borsa Bottega Veneta – modello Andiamo – che ha debuttato nella visita ufficiale in Italia un paio di settimane fa.
Meno primaverile la Princess Royal, con un soprabito che quest’anno abbiamo visto assai spesso, completato da un trilby grigio e un paio di ancor meno primaverili stivali.
(Ph: Max Mumby)
Evidentemente sentiva freddo anche Sophie, che ha esibito un cappottone color prugna, della Maison Alaïa, bello ma un po’ invernale, completato da un cappellino in crêpe di Jane Taylor, scarpe Jimmy Choo e clutch Sophie Habsburg. Con i Duchi di Edimburgo non c’era la figlia Louise, che studia all’Università di Saint Andrews come hanno fatto il cugino William e la di lui consorte Catherine. C’era invece il diciassettenne James, che mi sembra assai cresciuto (ed è sempre uno dei preferiti di Lady Violet).
(Ph: Getty Images)
La signora in bianco che si intravede dietro di loro è Eugenie di York, accompagnata dal sempre simpatico marito Jack Brooksbank. Bello il trench bianco di Reiss, abbinato a un abito dello stesso brand, cappellino candido con veletta un po’ eccessiva (Emily London) e accessori in suede beige: scarpe Gianvito Rossi e borsa floscia (e direi pure moscia) del brand svedese Flattered.
(Ph: Getty Images)
C’era anche la sorella Beatrice col marito Edo; e anche lei ha scelto una mise poco primaverile: abito verde bosco Beulah London, mary jane in tinta, in satin, di Emilia Wickstead. A trattenere (poco) i capelli un bandeau in pizzo metallico italiano di Justine Bradley-Hill, e borsetta nera Chanel, che non si vede ma c’è.
Easter Reminds Us Of Second Chances
Non proprio un proverbio, ma un’espressione (Pasqua ci riporta alla mente seconde possibilità) che potrebbe adattarsi perfettamente a lui, Andrew, Duca di York, presente un po’ a sorpresa.
(Ph: Ian Vogler/Daily Mirror)
Arrivato in compagnia della ex moglie Sarah in completino finto Chanel con accessori veri Celine. Lei ha la fortuna di avere un bel carattere che l’ha aiutata anche nei momenti più difficili. Lui invecchiato e imbolsito non ha più nulla dello splendore giovanile, e anche se lo avesse non riuscirei a vederlo. E però ha sempre qualche donna che gli vuole bene, spero sia consapevole della sua immeritata fortuna.
Carissimi amici, spero abbiate trascorso una Pasqua felice, e vi auguro ancora giorni sereni.
Ce l’aspettavamo poco, ci avevamo quasi rinunciato, e invece King Charles ha deciso di godersi fino in fondo questo viaggio, traendone il massimo. E dunque ieri pomeriggio lui e la sua consorte si sono cambiati d’abito e vestiti comme il faut sono andati a trovare il convalescente Papa Francesco.
Anziani entrambi – 88 anni il Pontefice 76 il Re – entrambi con problemi salute, i due uomini condividono anche la volontà di continuare con la loro missione senza farsi fermare dalla malattia. Riservato il colloquio, ma io me li immagino parlare – con quel tocco di humour che li accomuna – di forza, di sofferenza, di impegno. E di futuro, perché questi due mi sembrano incarnare a pieno l’antico proverbio greco: anziani che piantano alberi sotto la cui ombra non siederanno mai.
Non sono mancati gli auguri del Papa per i vent’anni di matrimonio di Charles e Camilla che, questo lo sappiamo, hanno molto gradito.
Quanto a Lady Violet, essendo sfacciatamente di parte, non può che essere deliziata di queste giornate e del felice incontro tra il proprio Paese e gli augusti ospiti.
Scommetto che eravate certi di vedere altro, come minimo una foto della Presidente Meloni con King Charles III, da lei ricevuto oggi a Villa Doria Pamphilj, sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
E invece ecco qualcosa che forse non vi aspettavate; perché dopo il sovrano britannico Meloni ha avuto un’altra visita regale. Ospite questa volta la Regina Consorte di Giordania. A quanto è dato sapere, Rania ha incontrato il capo del Governo per parlare della catastrofe umanitaria a Gaza. Com’è noto la regina è in prima fila accanto a popolo palestinese dal terribile 7 ottobre 2023, sia perché di origine palestinese essa stessa, sia perché la situazione geopolitica della Giordania è molto delicata, e immagino che lei e il re si dividano i compiti per riuscire ad affrontare più aspetti della crisi. Sempre sorridente e chic la sovrana, in total bordeaux con borsa Vuitton; meno elegante Meloni, con un rischioso completo pantaloni off white dalle maniche traforate molto stile anni ’80.
Ieri Charles e Camilla sono atterrati a Roma, oggi è iniziata ufficialmente la visita di stato, con un programma denso ma anche spazi per consentire al re, ancora in cura per il cancro, di riposare.
I sovrani alloggiano nella splendida Villa Wolkonsky, residenza dell’ambasciatore britannico; nel suo meraviglioso giardino – che contiene le arcate dell’acquedotto di Nerone – sono state scattate le belle foto pubblicate ieri (Le foto del giorno – That’s Amore).
Da qui stamattina sono partiti per incontrare al Quirinale il Presidente Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura (e dall’interprete Olga Fernando, che tra gli appuntamenti di altissimo profilo non se ne perde uno, beata!). Mentre Charles – cui è sfuggito un moto di stizza al momento delle foto (forse cercava una penna?) – era a colloquio col presidente, Camilla ha potuto soddisfare la sua passione di bibliofila ammirando i libri antichi custodita nella Biblioteca del Piffetti, dal nome dell’ebanista autore di questa meraviglia, creata nel Settecento per la corte sabauda e trasferita a Roma nel 1879 e adattata all’appartamento della Regina Margherita al Quirinale.
È seguita la visita all’Altare della Patria, scortati dal Ministro della Difesa Crosetto. Qui i sovrani sono saliti insieme a deporre la corona al Milite Ignoto, e scendendo lei si è appoggiata a lui, in un gesto consueto e prezioso. Per questa prima giornata la Queen Consort ha scelto una mise royal blue – noblesse oblige! – sul robe-manteau della fida Fiona Clare brilla la spilla con zaffiro centrale contornato di diamanti, donata a Queen Victoria dal marito Albert, e spesso indossata da Queen Elizabeth; in mano un omaggio all’Italia, la borsa Andiamo di Bottega Veneta.
Poi come ogni turista che si rispetti giro al Colosseo, con annesso allegro bagno di folla. Cambio della guardia tra ministri, questa volta a riceverli c’era Alessandro Giuli, titolare della Cultura. E come cicerone Alberto Angela. Spero che gli ospiti abbiano gradito, e ne sono certa; personalmente non lo amo. Ma dato che lui stesso, con sublime modestia, ha confidato ad una nota rivista che la regina sarebbe una fan dei suoi programmi, va bene così.
Anyway, la giornata si è conclusa con un ricevimento a Villa Wolkonsky per la comunità italo-britannica; domani i momenti più importanti con il discorso a Camere unite; primo sovrano britannico, e soltanto il terzo ad avere questo onore dopo Juan Carlos di Spagna – peraltro nato a Roma – e suo figlio Felipe VI. E alla sera la cena di gala al Quirinale, dove i sovrani festeggeranno i vent’anni di matrimonio.