Oggi vi tocca una notizia, un po’ di royal gossip e pure un tocco d’arte.
(Ph: Eric Mathon/Palais princier)
La notizia è questa: ieri Albert II, accompagnato dalla consorte Charlène, ha ricevuto le credenziali del nuovo Ambasciatore di Francia nel Principato. Dati i complessi rapporti tra i due Paesi è un incarico importante, più di quanto si potrebbe pensare, infatti negli anni passati è stato ricoperto da stretti collaboratori di più di un presidente francese. Questa volta tocca a Jean d’Haussonville, 55 anni, uscito dall’ENA, l’École nationale d’administration che sforna la crème de la crème dei dirigenti pubblici d’oltralpe, e noi tanto ammiriamo senza riuscire a replicarla. Una carriera tra diplomazia e cultura che nel 2010 lo porta a diventare il direttore generale del castello di Chambord e della tenuta che lo circonda. Concluso l’incarico a gennaio di quest’anno ci si aspettava che passasse a fare lo stesso a Versailles, invece è stato assegnato al Principato.
(Ph: Palais princier)
Se fosse andato a sovrintendere Versailles si sarebbe creata una situazione interessante perché il nostro, il cui nome completo è Jean d’Andlau de Cléron d’Haussonville (e se non ci fosse stata la Révolution potrebbe fregiarsi del titolo di conte) alla soglia dei cinquant’anni si è maritato, impalmando la deliziosa Maria Magdalena de Tornos y Steinhart, ritratta con lui e i sovrani – è la signora col cappello – e due funzionari a me ignoti ( anche se francamente trovo la signora in bianco la più elegante delle tre). Maria Magdalena è un’aristocratica ispanoaustriaca, sorella minore della più nota Philomena, sposa di un altro Jean, Jean d’Orleans, pure lui conte.
(Ph: Instagram @royaltyandprotocol)
Ma Conte di Parigi, cioè il capo della casata d’Orléans nonché il pretendente al trono di Francia, ove ce ne fosse ancora uno. Dunque il primo Jean sarebbe divenuto responsabile di quella che fu la residenza di famiglia del secondo Jean, così che magari le due sorelle avrebbero potuto riaprire i Trianon. E forse è proprio per questo che la nomina è sfumata.
Fin qui la notizia e il gossip, ma l’arte? Arriva pure quella, perché se vi trovate – o state pianificando – un viaggetto a New York, vi consiglio caldamente una visita alla Frick Collection sulla Fifth Avenue (la sede storica è a 1 East 70th Street ma in questo momento è chiusa, aperta una sede temporanea sulla Madison).
(Ph: The Frick Collection)
Qui tra le tante opere di gran pregio che avete imparato ad amare sui libri di storia di storia dell’arte c’è anche questa: un dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres, che nel 1845 ritrae lei, Louise de Broglie, nipote di Madame de Staël, andata in sposa a Joseph, conte de Cléron d’Haussonville. Il nostro ambasciatore non discende direttamente da loro, ma la famiglia quella è. Insomma una situazione assai interessante, e sono certa che Monsieur l’Ambassadeur nel suo delicato incarico si dimostrerà più abile che nell’annodarsi la cravatta.
No, non è la BBC, questa è la RAI, la RAI tivvù cantavano Arbore e Boncompagni negli anni ’70, in quel gioiello radiofonico che era Alto Gradimento. Ebbene, neppure quella di cui oggi vi parla Lady Violet è la BBC, ma TVMonaco, la nuova televisione pubblica del Principato, che si è affacciata ufficialmente nell’etere ieri sera, 1 settembre, alle 19.22, quando Albert II ha dato il via alla prima trasmissione.
Le Palais princier ci informa che la programmazione si incentrerà principalmente su quattro argomenti: attualità, sport, ambiente e art de vivre. Sarà cioè la voce di Monaco in merito agli ambiti che meglio definiscono il Principato. L’apertura di nuovi canali di informazione è sempre una buona notizia, soprattutto se sarà possibile seguirla in streaming oltre che in televisione (sennò a chi la porta la voce di Monaco?). Al momento confesso di non essere riuscita a trovare il sito, ma immagino arriverà a breve.
Albert era accompagnato dalla consorte Charlène – elegante in blusa smanicata nera e pantaloni morbidi color crema – con una delle sue espressioni più tipiche: presto che perdo l’autobus.
(Ph: Éric Mathon/Palais princier)
Se volete ecco il video del lancio di questa nuova realtà. Prima che il marito spinga la leva fatidica, a Charlène viene fatta una domanda, cui risponde con ben otto parole, di cui una sola in francese e le restanti in inglese. E via alle trasmissioni. https://www.facebook.com/watch/?v=1269965703656368
La prima foto e la prima notizia riguardano l’Italia, anche se di riflesso: è arrivata nel nostro Paese la più giovane delle principesse olandesi, la sedicenne Ariane, pronta per iniziare il nuovo anno scolastico presso lo UWC Adriatic, sede italiana del Collegio del Mondo Unito Adriatico, che si trova a Duino sul golfo di Trieste. Una bella scelta, che rimarca gli ottimi rapporti dei reali con l’Italia; vi ricorderete che per molti anni la sede delle loro vacanze era l’Argentario, nella villa L’Elefante Felice, poi venduta.
(Ph: RVD/ZM de Koning)
Simpatica e spigliata, molto cresciuta e già molto attenta al look sulle orme di mamma Máxima (notare i pantaloni ampi la canotta marinière e la tonalità dello smalto), a me Ariane piace tanto. Le diamo un caloroso benvenuto e speriamo si trovi benissimo.
Ad andare invece sono i sovrani britannici che no, non vanno a quel paese dove qualcuno forse vorrebbe mandarli, ma hanno finalmente riprogrammato la prima visita estera da quando sono sul trono. Visiteranno gli amici/nemici francesi, compiendo quel viaggio già annunciato e poi rimandato per le tensioni sociali che di recente hanno infiammato la Francia. Il programma deve ancora essere dettagliato, di certo al momento al momento c’è la data, dal 20 al 22 settembre, e la meta, Parigi e Bordeaux. Noi restiamo in educata attesa di vedere ciò che in fondo ci interessa di più: i gioielli che sceglierà la regina e in subordine le mise della Première Dame. À bientôt.
C’è invece un po’ di confusione sull’arrivo in Europa dei Duchi di Sussex; il 7 settembre è confermata la presenza di Harry alla consegna dei premi dell’associazione WellChild, di cui ha il patronage. Poi le cose si complicano perché il giorno dopo è il primo anniversario della morte della nonna regina, e dunque potrebbe ricordarla con la famiglia – non sono previste cerimonie ufficiali – e secondo alcuni cogliere l’occasione per chiarirsi almeno con il padre, cosa che a dar retta a certe voci entrambi vorrebbero. Il 9 il principe sarà sicuramente in Germania, a Düsseldorf, per l’apertura degli Invictus Games, che si protrarranno fino al 16; qui dovrebbe essere raggiunto dalla moglie Meghan e forse dai figli, visto che il 15 Harry compirà 39 anni. Insomma altro non so, aspettiamo e speriamo.
A lasciare, per ora solo l’account Instagram, è invece Charlène de Monaco che ha appunto chiuso il suo profilo. In questi giorni sulla stampa sono uscite notizie che vorrebbero i principi sovrani insieme solo formalmente con la princesse che risiederebbe in Svizzera e comparirebbe a fianco al marito solo in determinate occasioni. Cosa ci sia di vero per ora non è dato sapere, però va detto che la coppia è appena stata in vacanza con i due figli e sembrava in buona armonia. È certo invece che questa estate il Principato è stato agitato da uno scandalo politico (e dunque economico) con protagonista il braccio destro di Albert II, che è stato prontamente allontanato. Dato il proverbiale riserbo (chiamiamolo così) che protegge le cose monegasche al momento ho capito abbastanza poco, e non saprei dire se c’entra qualcosa con la scelta di Charlène di chiudere un profilo social; l’unica cosa che mi viene in mente è che il fratello Gareth, dilagante nel Principato, possa avere avuto un qualche ruolo, ma al momento nulla so di sicuro.
(Ph: Instagram @nicole.coste)
C’è invece altro che potrebbe aver irritato (eufemismo anche questo) Charlène, e lo vedete rappresentato in queste immagini: ieri, 24 agosto, ha compiuto vent’anni Alexandre Coste, figlio naturale poi riconosciuto da Albert, nato dalla relazione con l’allora hostess di origine togolese Nicole Coste. La quale invece il suo profilo Instagram lo tiene ben aperto, e ci ha postato le foto del party di compleanno del figlio, cui era presente anche il padre principe, seduto tra madre e figlio.
(Ph: Instagram @nicole.coste)
E la torta era quanto di più principesco e monegasco si potesse immaginare. Io ci avrei visto bene la scritta hic manebimus optime, e chi vuole capire capisca.
Agosto è arrivato portando con sé la voglia di svagarsi, anche con piccole storie e il classico gossip che va bene sotto l’ombrellone come in un rifugio montano o al fresco della collina. Pronti? Via!
Gossip 1: Barbie fever
(Ph: Instagram @mike_tindall12)
Mike e Zara Tindall il 30 luglio hanno festeggiato i 12 anni di matrimonio; come i cugini William e Catherine, come Albert e Charlène, come i sovrani del Bhutan, anche loro si sono sposati in quel magico 2011. E hanno ringraziato così per gli auguri ricevuti, trasformandosi in Zara/Barbie e Mike/Ken. Mica male! Ora io non so se esiste l’amore eterno, e se davvero ci sono coppie che stanno insieme tutta la vita, ma certo questi due mi sembrano sulla buona strada, si sono veramente trovati. Due cuori e una Barbie capanna.
Gossip 2: so’ ragazzi
Christian di Danimarca, che dopo suo padre, in un futuro lontano, siederà sul trono al momento saldamente occupato dalla nonna, compirà 18 anni in ottobre. Non avendo ancora una vita pubblica non è neanche presente sui social, almeno non ufficialmente. Conta però su un buon numero di fan i cui profili – soprattutto Instagram, almeno quelli che ho visto io – sono inondati dal gossip estivo che lo riguarda: dopo le vacanze a Ibiza con la famiglia il principe si è fermato qualche giorno a St Tropez, dove ha incontrato (di nuovo!) Maria Chiara di Borbone. Benché le famiglie si frequentino da tempo – il padre di lei, Carlo, è padrino di battesimo della sorella di luì, Josephine – vedere i due ragazzi insieme nei giorni del Grand Prix di Montecarlo (Il caffè del lunedì – Sacro profano e polar) aveva destato una certa curiosità, riattizzata da questo nuovo incontro. Ora, che donna Camilla di Borbone née Crociani farà di tutto per ben maritare le figliole è indubbio. Che Christian sarà lo scapolo d’oro della sua generazione, unico giovanotto con un futuro sul trono (come lui George di Galles e Charles di Lussemburgo, che però sono assai più giovani) anche. Che forse sia un po’ presto per iniziare l’operazione royal wedding, col rischio di bruciarsi, altrettanto.
(Ph: Instagram @chiaradebourbon)
Nel frattempo Maria Chiara, dotata del bizzarro titolo di “Duchessa di Capri” che non sarebbe venuto in mente neanche a Totò, posta foto con orgiastico bouquet floreale (un principesco omaggio?), insieme con un messaggio allusivo che recita: Un segreto per la felicità è lasciare che ogni situazione sia ciò che è invece di quello che pensi dovrebbe essere e trarne il meglio. E alzi la mano chi leggendo post del genere sulle bacheche degli amici non pensa che c’è del marcio in Danimarca, in questo caso letteralmente
(Ph: Instagram @chiaradebourbon)
Come si dice, se son rose fioriranno, e noi qui stiamo.
Gossip 3: ooops!
(Ph: Instagram @nicole.coste)
Lo so, a molti di voi questa signora in rosso dirà poco o nulla, ma Lady Violet che ci sta a fare? La signora è Nicole Coste, già hostess di Air France ora riconvertitasi in stilista (credo). Proprio mentre lavorava come assistente di volo incontrò Albert, allora principe ereditario di Monaco. Ne nacquero un grande amore e un bambino, chiamato Alexandre, che incidentalmente è il secondo nome del figlio di Grace. Il principe padre Rainier di queste storie non voleva sapere nulla, ma morto lui Albert si prese le sue responsabilità riconoscendo sia Alexandre sia la sorella maggiore Jazmin Grace, frutto di una precedente relazione. Nessuno dei due è nella successione al trono dei Grimaldi, ma entrambi sembrano avere un buon rapporto col padre. Non altrettanto con la legittima consorte Charlène, che si racconta accetti con difficoltà (eufemismo) il figliastro e la di lui madre. Che peraltro la vulgata sostiene essere (stata?) il grande amore del principe. Tutto ciò premesso per dirvi che sabato sera Nicole, di rosso vestita, ha fatto il suo ingresso al Gala de la Croix Rouge. Aveva partecipato anche due anni fa, insieme al figlio, ma allora Charlène si stava curando in Sudafrica. Ora, io non so se i rapporti si siano fatti più distesi, altrimenti fossi nella candida, dolce Princesse tanto piacere non mi farebbe. Che pazienza.
Riprendiamo da dove avevamo lasciato ieri, dal Gala de la Croix Rouge allo Sporting di Montecarlo.
Premessa. I lettori meno giovani, quelli che ricordano i tempi di Grace, probabilmente avranno la stessa impressione che ho avuto io, e non solo in questa occasione: col passare del tempo Monaco ha perso molto del suo smalto e tutto il suo glamour. L’unica ad avere ereditato lo stile materno è Caroline, ma più passa il tempo, più le nuove generazioni crescono, più evapora quell’aura particolare che il Principato aveva nel Novecento. Questo secondo me è particolarmente evidente nel Gala della Croce Rossa, appuntamento clou dell’estate, che durante il regno di Rainier e Grace riempiva pagine e pagine di ogni rivista da sfogliare sotto l’ombrellone e ora a me fa spesso un po’ tristezza. Probabilmente anche perché a un certo punto i fratelli si sono divisi le soirée: a Caroline il primaverile Bal de la Rose, a Albert – e alla sua gentile signora, ove disponibile – l’estivo gala. Dobbiamo ammettere che il sovrano, vero principe azzurro della mia generazione, ha perso con i riccioli biondi (ce li aveva, giuro!) molto del suo fascino, almeno quello che si apprezza dalle foto patinate. E Charlène, mi spiace dirlo, pur con la sua bellezza, e pure quando indovina la mise, non ha quello charme che dava a Monaco una allure incantevole e incantata. Tutto ciò premesso, passiamo all’edizione di quest’anno; presenti della Famille Princière solo i sovrani e la giovane Camille, figlia minore di Stéphanie.
(Ph: Dominique Jacovides/Bestimage)
La Princesse era in bianco, una tunica accollata con maniche lunghe e cinturina in vita, percorsa da paillettes ordinatamente disposte in righe parallele. Ha qualcosa che non mi convince, ad esempio la parte superiore mi sembra un po’ grande per lei. Il modello, quasi monacale, nella parte posteriore rivela la sorpresa di una profonda scollatura sottolineata da una rouche sul fondoschiena.
(Ph: Dominique Jacovides/Bestimage)
Charlène va prediligendo sempre di più linee sobrie e colori puri, sottolineando il tutto con i capelli cortissimi che ora porta in una tonalità di castano secondo me molto donante. Decisamente meno minimal gli importantissimi orecchini in diamanti e zaffiri di Van Cleef & Arpels, secondo la maison ispirati alla storia di Giulietta e Romeo; non mi fanno impazzire ma certo sono notevoli. Non è ancora chiaro chi sia il creatore dell’abito, io penso che se la Princesse vuole continuare a dare la preferenza a uno stile essenziale c’è una persona sola cui rivolgersi: Giorgio Armani, autore del suo abito da sposa e poi trascurato, non so perché, in favore di altri, in particolare gli svizzeri di Akris.
Qualche mese fa, Re Giorgio ha vestito con una mise molto simile Isabelle Huppert agli Oscar, e vedete bene che, pur tenendo presenti le naturali differenze tra le due signore l’effetto finale cambia molto. Per me un grande boh, mentre losmoking del principe è irrimediabilmente shock.
(Ph: Pierre Villard/SBM)
Delle sei nipotine che Grace non ha mai conosciuto Camille secondo me è quella che le assomiglia di più nei lineamenti delicati; purtroppo non ha, almeno per ora, la stessa eleganza né lo stesso portamento aggraziato della nonna. In questo caso la ricorda molto, con una mise di Zuhair Murad composta di due elementi messi insieme: un abito cui è stata aggiunta una cappa pensata in origine per un altro modello. Il colore pervinca è molto bello e adatto a una ragazza di quell’età e con quei colori; però il mantello in tulle (secondo qualcuno pure di polyestere) secondo me rende tutto un po’ cheap, francamente avrei evitato, per una ragazza così giovane non è necessario. Boh.
Pensavo e speravo di vederla un po’ di più – in fondo è la sovrana dell’unico regno che è anche meta di vacanze estive – ma la Reina sta dosando le sue uscite, quindi dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo. Che non è poco, anzi! Perché martedì 25 Los Reyes hanno inaugurato a Madrid la Galería de las Colecciones Reales, e Letizia ha fatto furore con un abito da cocktail di Carolina Herrera, che firma anche le slingback nere. Corpino sagomato e definito dalla cinta a nastro, scollatura abbondante ma resa meno osé dalla spallina larga, gonna a ruota di lunghezza perfetta, fantasia di grande eleganza. Gli anni ’50 rivisitati in maniera eccelsa. Si è capito che mi è piaciuta? Chic!
(Ph: Instagram @aliaalhussein)
È un anno di matrimoni per la Casa Reale di Giordania: dopo la principessa Iman il 12 marzo, il principe ereditario il 1 giugno, è la volta di Talal, figlio della principessa Alia, la maggiore del defunto re Hussein, unica nata dalle nozze con la sua prima moglie. Va da sé che più che agli sposi, a noi ignoti, prestiamo più attenzione agli invitati, in particolare i principi ereditari, e ancor più in particolare lei, Rajwa.
(Ph: Instagram @aliaalhussein)
Che per uno dei momenti di festa – non la cerimonia vera e propria – ha ripescato Paco Rabanne, stilista spagnolo famosissimo negli anni Sessanta e Settanta, nonché autore di alcuni celebri abiti indossati in celebri film, come quelli per Jane Fonda/Barbarella, in qualche modo la Barbie dell’epoca. Rabanne è morto a febbraio, dunque non sapremo mai se sarebbe stato felice della scelta di Rajwa. Personalmente l’abito non mi dispiace, ma tra il pessimo underwear e le orrende scarpette bianche per me è shock.
Dopo tutta l’attenzione di questi mesi, la morte di Queen Elizabeth, i primi passi di King Charles, la ridistribuzione dei titoli, l’incoronazione di maggio, la cerimonia scozzese del luglio, i riflettori sempre puntati sulla Royal Family si sono spenti. Questa settimana abbiamo visto solo i sovrani al Sandringham Flower Show e Beatrice di York in vacanza col marito a Saint Tropez dopo le nozze della sorellastra di lui Phoebe Williams-Ellis. Deliziosa nel suo abitino floreale ME+EM completato dalle ballerine Chanel la principessa si conferma l’autentica English rose, la rosa inglese della sua generazione. Chic.
Ho aspettato fino a quest’ora pensando di proporvi le immagini dell’arrivo della Reina Letizia con le figlie a Palma de Mallorca per il tradizionale soggiorno estivo – chiamarlo vacanza è un po’ esagerato – nella residenza di Marivent. El Rey è già da qualche giorno nel capoluogo delle Baleari, impegnato in regata. E invece niente, la dea del contemporaneo understatement (non so come si dica in spagnolo) è arrivata alla chetichella con una piccola scorta ed è entrata a Marivent da un ingresso secondario.
Per fortuna c’è Monaco che questa sera nella Salle des Étoiles dello Sporting di Monte Carlo ospita uno degli eventi clou dell’anno, il Gala de la Croix Rouge. Allora ecco a voi la prima foto che ho trovato della serata, iniziata alle 20.30. Presenti i sovrani: Albert II, che della Croce Rossa monegasca è il presidente, e la moglie Charlène. Con loro la nipote Camille Gottlieb, figlia minore di Stéphanie. Vi rimando a domani per l’analisi delle mise, intanto vi prego di notare il papillon rosso del principe, che abbinato al tuxedo bianco evoca sia la bandiera del Principato sia quella della Croce Rossa, entrambe bianco/rosse; e vi rassicuro sulla lunghezza dei suoi pantaloni, esagerata as usual.
Guardando la mise en place direi che in attesa del concerto di Robbie Williams la cena sarà piuttosto parca ma abbondantemente annaffiata, però almeno c’è in omaggio un ventaglio!
Ieri, 23 giugno, era il Nationalfeierdag, la festa nazionale del Lussemburgo. Celebrata dalla famiglia granducale con il tradizionale Te Deum in cattedrale, e date le facce non oso immaginare l’argomento dell’omelia.
I sovrani coi principi ereditari, i figli maschi e la nuora Claire – mancava la figlia Alexandra col neomarito Nicolas Bagory – hanno attraversato le vie della capitale e ricevuto il saluto dei Lussemburghesi; da come sono abbigliate le tre signore, direi che volessero evocare i colori della bandiera del Granducato. Operazione cromaticamente abbastanza riuscita, per il resto evitiamo di infierire.
Ieri però era anche la vigilia di San Giovanni, che in molte culture, soprattutto agricole, viene salutata con l’accensione di falò. Una tradizione molto sentita anche nel non così agricolo Principato di Monaco.
I principi sovrani, insieme con i gemellini Jacques e Gabriella, hanno assistito al rito dal balcone del Palais princier; oltre all’accensione del fuoco c’è stata una piccola esibizione di danzatrici nel delizioso costume del Principato (qui un breve filmato https://www.facebook.com/monacomatin/videos/1874218076286353).
Nonostante l’atmosfera generalmente lieta, la piccola principessa non sembra aver gradito più di tanto, e ha mantenuto un notevole broncio; forse le dava fastidio lo chignon piazzato sulla capoccetta? Sorridente – pure troppo – la madre Charlène, elegante in pantaloni neri e blusa in raso champagne. Intanto tutto procede per l’evento clou dell’estate monegasca, il Gala della Croix Rouge, che si terrà sabato 29 luglio nella Salle des Étoiles dello Sporting di Monte Carlo, col superospite Robbie Williams.
Nei paesi del nord Europa nella notte di San Giovanni si celebrava Midsommar, la festa dell’estate piena; una tradizione ancora molto sentita in Svezia. Quando Lady Violet era una bambina, sull’onda del successo di Pippi Calzelunghe arrivarono in Italia i libri di Astrid Lindgren, che ci fecero scoprire anche questi aspetti di culture relativamente lontane e allora meno conosciute.
Glad midsommar! Ma anche buon onomastico a tutte le Giovanne e i Giovanni, le Gianne e i Gianni, e come dicono gli amici fiorentini che celebrano il santo patrono, Viva Fiorenza!
Alle sei del mattino del 31 maggio 1923 a Monaco vede la luce il secondogenito della principessa Charlotte, figlia illegittima poi legittimata da Louis II, accasata con Pierre de Polignac, ramo cadetto ma nobiltà antica.
La coppia, sposata nel 1920, ha già una figlia, Antoinette; l’arrivo del principino mette al sicuro la successione e dunque il trono del Principato, che in assenza di un erede legittimo e monegasco perderebbe la sua indipendenza diventando francese. Il piccolo principe, battezzato Rainier Louis Henri Maxence Bertrand, salverà la reputazione di Monaco durante la guerra andando a combattere dalla parte giusta, e salirà al trono alla morte del nonno, il 9 maggio 1949. Nel corso del suo regno diventerà l’immagine stessa del Principato, cui cambierà faccia, e sublimerà una vita già straordinaria sposando la donna più bella ed elegante.
Abbiamo spesso riflettuto sul fatto che lo charme che aveva Monaco negli anni della nostra gioventù è tramontato da quel dì, e queste foto me ne sembrano la conferma.
Oggi, centenario della nascita di Rainier III, hanno avuto inizio le celebrazioni con una serie di iniziative: l’inaugurazione di una mostra, uno Chemin des Sculptures (il principe si dilettava nella scultura in ferro) e una sfilata di auto d’epoca, di cui era appassionato collezionista.
Una festa di popolo, anche un po’ paesana. Lady Violet è un po’ perplessa, soprattutto dalle palandrane rosse indossate a un certo punto.
Eloquente lo sguardo tra cognate, un classico di ogni riunione familiare.
Personalmente ho adorato il bimbo di Charlotte con annesso strofinaccio-in-capo.
E la classe di Caroline, in auto con la nipotina India, entrambe in occhiali scuri, riporta un po’ di quel glamour ormai latitante.
Oggi è Venerdì Santo, le vicende del mondo sono quelle che sono, e dunque mi piace molto avere la possibilità di parlare di bambini. Di una bambina piccola piccola, appena nata: i neo genitori Louis e Marie, figlio e nuora di Stéphanie di Monaco annunciano con questa deliziosa fotografia il nome della loro bambina.
La piccola, nata il 4 aprile, è stata chiamata Victoire, Victoire Ducruet, che mi sembra leggermente cacofonico e, per il mio francese, non facilissimo da pronunciare. Scoperto il nome non ci resta che conoscerne il visino, magari tra le braccia della nonna. Con calma, senza fretta.
Perfetta la scelta della tempistica in casa Grimaldi: l’annuncio del nome arriva a tre giorni dalla nascita, senza sovrapporsi alla cerimonia che mercoledì 5 ha celebrato i diciotto anni dalla scomparsa del principe Rainier III. Nella cattedrale di Monaco era presente la nonna della bimba, Stéphanie con i principi sovrani e la sorella Caroline.
Assente giustificato papà Louis, c’erano le neo zie Paline e Camille, insieme con i cugini Casiraghi. Charlotte e Camille hanno avuto un ruolo nel rito: all’una è toccata la prima lettura, all’altra la preghiera universale.
Dopo i fasti mondani questa settimana scorre nel Principato tra l’omaggio alla morte e la festosa accoglienza della vita. Non è forse questo il significato della Pasqua?
A una settimana di distanza, facciamo finalmente due chiacchiere sulla soirée che apre gli eventi monegaschi di primavera – ma si interrompono mai gli eventi nel Principato? credo di no – il Bal de la Rose, profumatissimo rito laico celebrato quest’anno nella serata di sabato 25 marzo nella Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo. Il direttore artistico Christian Louboutin ha seguito l’indicazione della principessa Caroline scegliendo il tema Bollywood, sulla base della comune passione per l’India. Invero, per come era vestita la famille princière, avrebbe potuto essere anche la festa del carciofo romanesco che in questi giorni anima il Ghetto della nostra capitale. Chiedo venia per l’irriguardosa iperbole, non intendo certo suggerire che la scicchissima Caroline, i suoi 4 figli e rispettivi partner fossero vestiti da carciofari, jamais! Ma balza agli occhi che le loro eleganti mise poco o niente avevano a che fare col pirotecnico stile della Hollywood sul Gange, e lo stesso Louboutin sembrava più un figurante dell’operetta Cin Ci Là.
Assente come da copione Charlène, cui spetta il ballo della Croix Rouge in estate, assente anche Dimitri Rassam – consorte di Charlotte – che evita tutte le volte che può, schierato quasi al completo il ramo Casiraghi-Hannover. Raffinata al limite dell’ascetismo la Princesse Caroline, madrina della serata, in abito midi di paillettes che in movimento sembra una cascata di platino liquido; una creazione Chanel Haute Couture della collezione Autunno Inverno 2012/2013. Evoca l’India? Direi di no – quella collezione si ispirava a modelli vintage – però evoca Karl Lagerfeld, a lungo direttore creativo del Bal de la Rose, grande amico della principessa e creatore di quest’abito. Che forse ha qualcosa che rimanda all’India: i dettagli in un rosa intenso che possiamo fingere di considerare un rose indien, sorta di magenta amatissimo da Hermès.
(Ph: Pascal Le Segretain/Pool/ABACAPRESS.COM)
Se la mise ha una sua eleganza, l’acconciatura non rende un buon servizio a Caroline; tutte quelle ciocche grigie piuttosto che addolcirle i lineamenti la intristiscono rendendola quasi trasandata; però, la meraviglia degli orecchini! Questi quadrifogli multicolori sono opera di Joel A. Rosenthal, noto come JAR, gioielliere americano trapiantato a Parigi, di raffinatezza ed esclusività uniche. Il suo atelier al numero 7 di Place Vendôme non è neanche contrassegnato da una targa, la sua clientela non ne ha bisogno; ogni suo pezzo di gioielleria è unico, perciò in un anno vengono realizzati una settantina di pezzi, non di più .
(Ph: Daniel Cole/POOL/AFP via Getty Images)
Se il tema della serata era Bollywood, figlie e nuore di Caroline hanno portato l’argomento a piacere. Chanel per Charlotte Casiraghi coniugata con l’assente Rassam: abito bianco e rosa chiaro della collezione prêt-à-porter attualmente nelle boutique: su un fourreau corto una tunica in pizzo glitter con bordo di piume, sorretto da spalline sottilissime e quasi sempre scese. Completato da lunghi guanti e borsetta da giorno. Aiutatemi a dire brutto, e pure banalotto, cosa che un abito Chanel, ancorché ready to wear come questo, non dovrebbe essere. Affinità con l’India: boh.
Da Tatiana Santo Domingo, moglie di un Andrea Casiraghi più stropicciato del solito, ci aspettavamo qualcosa di meglio, visto che la sua passione per la moda di ispirazione etnica è tale da essere diventata un lavoro. Invece no, ha scelto Jenny Packham: tunica a mezze maniche con gradi paillettes, alla moda degli anni’70, quando l’India era meta di giovani e artisti. Non proprio Bollywood ma ci dobbiamo accontentare. La piccola di casa, Alexandra di Hannover, accompagnata dall’aitante fidanzato Ben Sylvester Strautmann, è in chiffon nero Giambattista Valli. L’abito è bello e le sta bene, peccato che in India il nero sia il colore del male, dell’oscurità e della negatività. Però la trovo graziosa ed elegante.
(Ph: SC Pool – Corbis/Getty Images)
Last but not least, Beatrice Borromeo. In una mise Dior della collezione Cruise, ispirata all’Andalusia e a suo tempo presentata con una sfilata a Siviglia. L’abito mischia lo chiffon nero a pizzi e ricami d’oro – un’accoppiata talvolta raffinata, più spesso funerea – non c’entra niente col contesto e non le dona neanche particolarmente. Come se non bastasse, la signora Casiraghi si è pure messa una coroncina in testa, sempre Dior, sempre aliena dal contesto. Consentitemi due osservazioni, la prima è che va bene essere testimonial (più o meno) di una maison, e pure così prestigiosa, ma indossarne gli abiti non dovrebbe trasformarsi in un obbligo da osservare sempre e comunque. La seconda riguarda proprio Beatrice: la mia impressione è che sia così concentrata nel giocare alla nuova Grace che a volte esagera, come questa volta. Pure lo strascico no, dai.
Insomma, alla fine mi sento di poter dire che il tema della serata, più che le mise degli ospiti, riguardasse spettacolo, allestimento e mise en place. Dopo lo show in stile Bollywood, gli ospiti si sono scatenati con la musica di Mika (grande amico di Louboutin) che iniziò la sua sfolgorante carriera con un brano intitolato Grace Kelly e ora posa accanto alla figlia di Grace.
Vi segnalo il primo signore a sinistra: è Stéphane Bern, giornalista franco-lussemburghese, uno dei massimi esperti al mondo di famiglie reali e aristocratiche, insignito dell’Ordre des Arts e des Lettres in Francia, dell’Ordre de Grimaldi a Monaco e dell’Order of the British Empire nel Regno Unito. Da tenere sott’occhio, assolutamente.