Royal chic shock e boh

Riprende dopo la (lunga) pausa estiva la rubrica domenicale sui royal outfit della settimana.

Ottobre è periodo di riapertura del Parlamento in vari paesi; il primo martedì del mese per tradizione è il giorno in cui la famiglia reale danese inaugura il nuovo anno del Folketinget. chic A La Regina Margrethe II, nonostante i problemi di salute, la recente vedovanza (e la forma del cappello) risplende in un completo color fiordaliso – bello il colore, bellissimo il taglio – con accessori grigio perla. chic.

Più deludenti le due nuore; la principessa ereditaria Mary, solitamente molto chic, stavolta ha un po’ pasticciato tra la ricca gonna bouclé di Oscar de la Renta e la sobrietà della giacca nera, che è bella ma finisce col sembrare banale, così come il pillbox nero. chic ma anche boh. Dalla cognata Marie, moglie del principe cadetto Joachim, ci aspettiamo di solito meno; ad onta dell’aspetto grazioso e dell’origine francese è sempre vestita un po’ così. Stavolta ha pensato bene di scegliere il bianco e blu, come se fosse in partenza per una crociera. Intendiamoci, il bianco in autunno/inverno può essere molto chic, ma non così (e quel profilone sul soprabito di Paule Ka è terribile, almeno per la stagione, l’occasione e l’abbinamento). boh ma anche shock.

Il giorno dopo si è replicato ad Oslo: in questo caso partecipano solo i sovrani e il principe ereditario. chic A 2 La regina Sonja in bianco e nero è così perfetta che non sfigura neanche davanti all’alta uniforme con decorazioni dei suoi due cavalieri. chic e basta.

Più informale l’impegno della Principessa Caroline di Monaco e di sua figlia, l’incintissima Charlotte Casiraghi, che hanno presenziato alla consegna del premio della Prince Pierre Foundation. boh A 3 Infagottata in una palandrana che mortifica la sua bellezza, sarebbe facile censurare l’apparizione della futura mamma. Poi lo sguardo scivola su quelle pantofole nere, che si immaginano ripiene di piedi gonfi, e allora direi né chic né shock né boh, che va bene pure se in momenti del genere si decide di non essere impeccabili (e tanti auguri). Sua madre Caroline è un’altra di quelle (poche) royal ladies elegante a prescindere, ma in questo caso il completo non mi fa impazzire, e avrei evitato soprattutto quei sandali così alti, che nelle varie immagini della serata si vede quanto la costringano a una posizione innaturale e faticosa. E poi proprio stavolta, che la figlia è in scarpe flat… boh.

Pomeriggio ad alto tasso di glamour quello di venerdì a Parigi, quando la coppia presidenziale ha accolto i sovrani di Spagna in visita alla mostra Miró, la couleur de mes rêves che celebra l’artista catalano (in cartellone al Grand Palais fino al 4 febbraio 2019).

La Reina ha riciclato l’abito blu firmato DelPozo già indossato a una gala nel dicembre scorso, accessoriandolo con scarpe Nina Ricci e una clutch banalotta – ma Letizia è nota per azzeccare raramente una borsa – più uno di quei messy bun tanto cari alla Duchessa di Sussex. L’abito è impeccabile? No, la gonna le è un po’ grande (e dai close up si vede pure spuntare dalla spalla sinistra il laccetto per appendere il vestito). La pettinatura funziona? Così così, è vero che alleggerisce l’importanza dell’abito, ma il messy bun dovrebbe rimanere come appena fatto, sennò fa spettinato e stop. Però la Reina è veramente dress to impress, soprattutto se paragonata alla povera Brigitte Macron, col camice da infermiera. Una nota sulla foto a destra: a parte l’ineleganza di mettere le mani addosso alla tua ospite, che è pure una sovrana, ma quanto sono brutte quelle calze pesanti sotto l’abito corto e bianco? Insomma, irrimediabilmente shock, mentre la Reina è davvero chicLetizia-Brigitte-Macron-1 Anche perché, diciamo la verità, la presenza di quel marito valorizza qualunque outfit.

News – visita di stato francese in Danimarca

Primo giorno ieri della visita del presidente Macron in Danimarca, occasione significativa non solo a livello diplomatico ma anche personale e familiare, dato che il defunto principe consorte era francese, e dal 2008 gli eredi di Margrethe portano anche il titolo di Conti di Montpezat.Danish-Royal-Family-3

In rosso sia la première dame Brigitte sia la principessa ereditaria Mary, che non è mai una situazione piacevole. Più adatta all’occasione la prima, con un completo dress+coat scarlatto, scarpe nere (come i bottoni del soprabito) e borsa rossa. Saranno i capelli sempre troppo gonfi e arruffati, saranno i volumi, ma anche quando è vestita bene la première dame non è mai davvero elegante. Al contrario di Mary, che ha bellezza e classe sufficienti a salvarla in ogni situazione, comprese mise non particolarmente indovinate, come in questo caso. L’abito in georgette di Raquel Diniz è un po’ troppo formale per l’occasione e il modello – soprattutto se abbinato a quello chignon basso e pesante – fa tanto quadro antico. Certo che tanto è impeccabile lei, quanto è stropicciato il marito, mentre Macron non ha ancora fatto il passo da fighetto a Presidente. Perfetta la regina, una sinfonia di bianco e grigio.Joachim-Marie

Banalotta in rosso e nero – blusa nuova, gonna riciclata – ma graziosa e di ottimo umore la francese Marie, seconda moglie del principe cadetto Joachim, che la scorta fiero, con cravatta abbinata. 

Archiviata la giornata arriva finalmente il momento clou: la cena di gala. E quando il gioco si fa duro le signore danesi sanno senz’altro come si gioca. _han0191  Marie indossa uno degli abiti più belli mai visti su di lei: splendido il colore, molto donante il modello. Gli occhi di tutti però erano puntati sulla sua testolina dove troneggiava una nuova tiara: un intreccio di diamanti con al centro uno zaffiro. Nuova acquisizione, prestito o regalo per i dieci anni di matrimonio?

Quanto a Mary abbiamo già visto, è veramente una che sa how to dress to impress_han9923

In questo caso ha scelto uno scenografico abito bianco e nero del danese Lasse Spangenberg. Il monospalla è la base perfetta per la fascia dell’Ordre Nationale du Mérite (un unico appunto: quella è la fascia per gli uomini, infatti è identica a quella che porta il marito, mentre di solito le signore ne indossano di più sottili). Tutto passa in second’ordine però al cospetto della tiara di diamanti e rubini, pezzo forte della favolosa parure che comprende anche due fermagli per capelli, una spilla, orecchini e un importante collier. Data l’occasione, è interessante ricordare che la parure ha origine da un set acquistato dal Maresciallo Bernadotte e indossato dalla moglie Désirée all’incoronazione di Napoleone (o donati direttamente da Napoleone a Désirée). Quando i due divennero sovrani di Svezia portarono ovviamente con sé anche questi gioielli, che poi raggiunsero la Danimarca nel 1869, quando la svedese principessa Louise sposò il futuro re danese Frederick VIII. La sposa ricevette la parure come dono di nozze dalla nonna, la regina Josephine, che di Désirée era stata la nuora.

Francia Danimarca gala

Sua Maestà – in un regalissimo viola scuro –  ha optato per le perle, e ha indossato la Pearl Poire Tiara, completandola con orecchini, collier e un favoloso devant de corsage che ferma la fascia scarlatta della Gran Croce dell’Ordre de la Légion d’Honneur, massima onorificenza francese.

brigitte macron danimarca

E la Première Dame? Lei ha deciso di interpretare Barbie Star Trek.

Live long and prosper, un saluto vulcaniano a voi!

 

 

News – Le monde est bleu!

Parliamo di calcio naturellement e come ormai chiunque sa la nazionale francese – Les Bleus – ha vinto la Coppa del Mondo 2018. Parterre de rois in tribuna, con i presidenti delle due squadre finaliste: la vulcanica Kolinda Grabar-Kitarović per la Croazia e l’azzimato Macron per la Francia.

E scommetto che ardete dal desiderio di sapere se c’era anche la Première Dame. Mais oui, c’era, e per sostenere les Bleus si era vestita – indovinate? – di blu. Avanguardia pura! direbbe Miranda. Stridente il contrasto tra la minuta Brigitte e la procace Kolinda, che ha sostenuto la sua Nazionale indossando la maglia a scacchi bianchi e rossi della squadra.

finale mondiale brigitte e presidenta

La maglia della nazionale francese ce l’ha pure Brigitte, che vi credete. è solo che non se l’è messa; optando invece per un semplice blazer blu.

Da Mosca è tutto, ma torneremo in terra di Russia a breve.

Aurevoir

Benvenuto 14 luglio!

 

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E dopo il battesimo di Ascot per la neo Duchessa di Sussex giunse anche quello di Wimbledon (amici, dimostrate la vostra scioltezza con l’inglese e pronunciate sempre correttamente “wimBELdon”, bella figura assicurata). Accompagnata dalla cognata Catherine, lasciati i mariti a casa, Meghan è comparsa nel Royal Box per vedere Djokovic battere Nadal e assistere alla finale dell’amica Serena Williams.

wimbledon cognate

Le due duchesse sono apparse rilassate e in ottima forma, dimostrando di aver creato un buon rapporto. Catherine un po’ troppo sciuretta in un abitino Jenny Packham con borsetta rigida Dolce&Gabbana e décolleteé – indovinate? – in suede.

 

 

 

 

 

 

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Più sportiva Meghan in Ralph Lauren: bella la camicia a righe bianche e azzurre, ridicolmente lunghi i pantaloni di lino bianco. Spettinata il giusto, forse anche a causa del cappello, in questo caso Lady Violet la preferisce alla più coiffata cognata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mattina era però iniziata nella maniera meno royal possibile: con la celebrazione della Rivoluzione Francese – iniziata oggi 229 anni fa con la presa della Bastille – e l’immancabile parata militare sugli Champs-Élisées.

FRANCE-BASTILLE-DAY-PARADE

Dopo aver visto Monsieur le Président passare in rassegna le truppe con la giacca sbottonata (lo possino!) Lady Violet ha rivolto la propria attenzione alla Première Dame in tribuna. Madame Macron indossava un completino bianco con profili che vengono descritti come bleu marine – ma potrebbero sembrare neri – con grossi bottoni dorati e accessori in tinta. Bruttissime le calze, ma d’altronde quasi tutte le calze sono brutte d’estate con le gambe abbronzate. Lady Violet si permettere di suggerire a madame di allungare un po’ gli orli, il che le consentirebbe di non mettere le calze – pratica ormai sdoganata anche per gli impegni mediamente formali – e avere un aspetto più fresco.

Altro consiglio che ci permettiamo di dare alla couple presidentiel – ma siamo ragionevolmente sicure resterà inascoltato – evitare se possibile, soprattutto quando Monsieur rappresenta la France, ammiccamenti, sguardi languidi e mani incrociate, che il tempo delle mele è passato da un po’.

 

News – Visita del Presidente Macron e della Première Dame in Vaticano

Oggi la Première Dame Brigitte ha accompagnato il marito Monsieur le President en marche fino in Vaticano, a incontrare per la prima volta Papa Francesco.

macron vaticano

Madame indossava un abito nero carbone che più sobrio non si può: accollatissimo, maniche al polso, lunghezza a coprire il ginocchio. Molto bene. Ai piedini delle semplici pump nere dal tacco altissimo. Un po’ femme fatale, ma esaltano con grazie le sue caviglie. Bene.

Le famose gambe, ancora belle e di solito ancor più generosamente esibite erano inguainate in calze color carne. Male.

Brigitte non ha ritenuto di indossare una mantiglia, e si è presentata a capo scoperto. Malissimo. Apprezzo l’idea dello chignon, ma poteva essere realizzato meglio.

Coerentemente con la scelta di una mise formale-ma-non-troppo non c’era ombra di guanti. Male, ma ormai è una battaglia persa.

Riassumendo: è senz’altro una delle occasioni in cui la Première Dame è sembrata più elegante, ma la forma è forma e va rispettata alla lettera, altrimenti passare da “udienza privata in Vaticano” a “cocktail in prefettura” è un attimo.

P.S. Lady Violet si permette di consigliare a Madame orli di questa lunghezza: le gambe ne risultano assai valorizzate.

P.S. 2 nell’occasione, Monsieur le President ha ricevuto il titolo di Canonico del Laterano, un onore dei Re di Francia che risale a Enrico IV, quello per cui Parigi valeva una messa.