Il caffè del lunedì – Sacro profano e polar

Sacro

Giovedì 25 la Infanta Sofía ha ricevuto la Cresima. A Madrid, nella parrocchia della Asunción de Nuestra Señora de Aravaca, con i suoi compagni di scuola. Con Sofía c’erano naturalmente i genitori, la sorella Leonor fresca di diploma, e tre nonni su quattro: la Reina Emerita, Paloma Rocasolano e Jesus Ortiz, genitori di Letizia. Assente Juan Carlos, che è rimasto ad Abu Dhabi, c’era però la seconda moglie di Ortiz, a dimostrazione di come le famiglie allargate siano ormai sdoganate dappertutto e ad ogni livello.

Le immagini raccontano una cerimonia gioiosa e sicuramente meno formale dei nostri tempi a partire dagli abiti: con le signore tutte nella paletta del rosa – ormai il colore ufficiale a Palazzo – mi ha fatto una certa sensazione vedere la cresimanda col pancino semiscoperto. Confesso che lì per lì mi era sembrata una di quelle cose da ragazzina, un po’ cheap, invece sono andata a cercare ed è una bella tuta in doppio crêpe di polyester del brand spagnolo Caryo (ecco il link https://cayrowoman.com/mono-petunia/).

Mi ha colpito anche Letizia, in espadrillas – è iniziata la stagione! – pantaloni e blusa. Insomma, dalla mia cresima, con madre e madrina in tailleur e cappello, è passata un’era geologica. Sofía ha avuto come padrino suo padre, ma tutto il gruppetto si è prodotto in grandi abbracci, baci e manifestazioni di affetto varie.

Festeggiata a parte, la foto che mi è piaciuta di più è questo, col nonno che omaggia la nipote.

Profano

Profano, ma non privo di una sua laica sacralità, il GP di Formula 1 a Montecarlo: circuito cittadino, pubblico delle grandi (e medie) occasioni, mondanità a mille. Famille princière ottima e abbondante sparsa per ogni dove sia per le qualificazioni sia per la gara vera e propria.

Avvistati Andrea a Tatiana con tutti e tre i figli, Charlotte con marito e figlio maggiore, Pierre e Beatrice da soli, Alexandra con fidanzato, i neo genitori Louis e Marie Ducruet. Come da manuale, Charlotte griffata Chanel – con un abito indossato l’anno scorso nella vicina Cannes da penelope Cruz – Beatrice griffata Dior, le altre a gusto proprio. Vi segnalo Tatiana, di origine colombiana, con un abito della conterranea Johanna Ortiz, già incontrata di recente, ad esempio indosso a Meghan (Le foto del giorno – Tre principesse e una regina)

Triste come un pomeriggio di pioggia la povera Charlène, cui non bastano le strisce arcobaleno nell’abito Akris per riacquistare il sorriso, che compare sul suo volto solo davanti ai suoi gemelli. La Princesse ha scurito i capelli, una scelta che mi perplime abbastanza; non mi sembra che doni troppo al suo incarnato, e in fotografia viene scurissimo, non particolarmente donante.

Non va meglio al gala serale, in compagnia di reali malesi, in cui sprofonda in un abitone monospalla – che sta diventando per lei come il rosa per Letizia – firmato Valentino. Speriamo sia solo una fase.

Polar

(Ph: Christine Olsson/TT)

Prima o poi bisognerà andarci a questo Polarpriset, che assegna premi in campo musicale, con una messa inscena che Sanremo sembra una recita all’oratorio. Ci andrei anche solo per vedere Victoria, che memore di un incredibile abito di tulle rosa indossato prepandemia (Le foto del giorno – 12 giugno) quest’anno ha raddoppiato con un monospalla (pure lei!) giallo limone di H&M veramente notevole. Ed è stata pure fortunata con l’abbinamento del bouquet!

e per finire un piccolo gossip

Finiamo con un piccolo gossip, dedicato ai quei tre di voi che se lo fossero perso. Dopo aver imèerversato al festival di Cannes, le principessine di Borbone Due Sicilie si sono spostate a Monaco per la F1. Maria Carolina (al centro, in grigio) ha pubblicato su Instagram questo scatto che la mostra in compagnia della sorella Maria Chiara (a destra, in azzurro) e alcuni amici, tra cui Christian di Danimarca (tra le due, in giacca beige e capelli a carciofo). Love story in vista? Lady Violet non ha dubbi che la madre della fanciulle, la Duchessa di Castro Camilla nata Crociani, metterà in campo qualunque cosa per sistemare le sue creature al meglio, ma va detto che il padre Carlo fu tra i padrini della sorellina di Christian, Josephine. I semi sono stati già piantati, se poi fioriranno noi saremo qui a goderci lo spettacolo.

Le foto del giorno – Tre principesse e una regina

Oggi partiamo con un post leggero, sperando di alleviare un po’ – per quello che può Lady Violet, cioè poco e male – la preoccupazione per la situazione tragica in cui versa metà del Pase. Dunque, la regina è una regina vera, Máxima dei Paesi Bassi, che oggi compie 52 anni. La data è ricordata dalla casa reale con questa bella e semplice fotografia, magari non tanto Máxima-style, ma che permette di apprezzarne la bellezza, se non il brio travolgente.

(Ph: MMP/Mischa Schoemaker)

Le tre principesse invece non sono proprio tali, ma le ho riunite sotto questo titolo unico per amor di brevità. La prima è sposata con un principe e ha il titolo di Duchessa di Sussex: Meghan, che ieri accompagnata da Harry e da mammà ha ricevuto a New York il premio Women of Vision della Ms Foundation for Women, creatura della celebre Gloria Steinem, che ha personalmente premiato la duchessa. La quale, probabilmente presa dall’entusiasmo e memore della precedente carriera nella decima arte, s’è vestita direttamente da Oscar (nel senso della statuetta), con un abito tutto d’oro della stilista colombiana Johanna Ortiz.

(Ph: Kevin Mazur)

Abito bruttarello, in un tessuto rigido (uno jacquard che mischia acrilico, cellulosa acetato e polyestere) che non le dona particolarmente; bellissimo sorriso, sguardo adorante un po’ forzato, terribili il segno del costume evidente dalla scollatura e, perdonatemi, anche i piedi. Insomma, come nel film di Troisi, quando c’è l’amore c’è tutto.

Le altre due fanciulle protagoniste del nostro post più che essere principesse vengono da un Principato; una è figlia di una principessa ma non ha titoli, l’altra, nata contessa, ha sposato un fratello della prima; insomma principesse per estensione. Charlotte Casiraghi e Beatrice Borromeo ieri hanno partecipato alla proiezione del film Jeanne du Barry (con Johnny Depp nel ruolo di Louis XV) che ha inaugurato il Festival di Cannes.

(Ph:BestImage)

Accompagnate da Dimitri Rassam, marito di Charlotte e produttore cinematografico, le due fanciulle hanno indossato creazioni delle maison di cui sono global ambassador. Chanel per la Casiraghi, un abito della collezione couture Autunno Inverno 2020: linea ad A, in seta blu, con una ricca decorazione di camelie tridimensionali. Bello ma non bellissimo. Beatrice invece indossa un abito Dior dalla profonda scollatura in pizzo beige e nero, che la fa sembrare la protagonista di uno di quei film tanto popolari negli anni ’70, tipo La sepolta viva. Incomprensibile la borsetta rigida, d’altra parte con questo coso che cosa si può abbinare? Le due insieme fanno un po’ quadro antico, come avrebbe detto mia madre. Personalmente mantengo le mie perplessità sul farsi trasformare in un manichino deambulante; per me scegliere delle testimonial di così alto profilo non ha un grande senso se le si veste esclusivamente con capi e accessori della maison, senza alcuna personalizzazione, alcuna interpretazione. Mah, probabilmente sono io che non capisco e non so, e penso che resterò in questa lieta ignoranza.

Le foto del giorno – Victoire (et son arrière-grand-père)

Oggi è Venerdì Santo, le vicende del mondo sono quelle che sono, e dunque mi piace molto avere la possibilità di parlare di bambini. Di una bambina piccola piccola, appena nata: i neo genitori Louis e Marie, figlio e nuora di Stéphanie di Monaco annunciano con questa deliziosa fotografia il nome della loro bambina.

La piccola, nata il 4 aprile, è stata chiamata Victoire, Victoire Ducruet, che mi sembra leggermente cacofonico e, per il mio francese, non facilissimo da pronunciare. Scoperto il nome non ci resta che conoscerne il visino, magari tra le braccia della nonna. Con calma, senza fretta.

Perfetta la scelta della tempistica in casa Grimaldi: l’annuncio del nome arriva a tre giorni dalla nascita, senza sovrapporsi alla cerimonia che mercoledì 5 ha celebrato i diciotto anni dalla scomparsa del principe Rainier III. Nella cattedrale di Monaco era presente la nonna della bimba, Stéphanie con i principi sovrani e la sorella Caroline.

Assente giustificato papà Louis, c’erano le neo zie Paline e Camille, insieme con i cugini Casiraghi. Charlotte e Camille hanno avuto un ruolo nel rito: all’una è toccata la prima lettura, all’altra la preghiera universale.

Dopo i fasti mondani questa settimana scorre nel Principato tra l’omaggio alla morte e la festosa accoglienza della vita. Non è forse questo il significato della Pasqua?

Bal-lywood de la Rose

A una settimana di distanza, facciamo finalmente due chiacchiere sulla soirée che apre gli eventi monegaschi di primavera – ma si interrompono mai gli eventi nel Principato? credo di no – il Bal de la Rose, profumatissimo rito laico celebrato quest’anno nella serata di sabato 25 marzo nella Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo. Il direttore artistico Christian Louboutin ha seguito l’indicazione della principessa Caroline scegliendo il tema Bollywood, sulla base della comune passione per l’India. Invero, per come era vestita la famille princière, avrebbe potuto essere anche la festa del carciofo romanesco che in questi giorni anima il Ghetto della nostra capitale. Chiedo venia per l’irriguardosa iperbole, non intendo certo suggerire che la scicchissima Caroline, i suoi 4 figli e rispettivi partner fossero vestiti da carciofari, jamais! Ma balza agli occhi che le loro eleganti mise poco o niente avevano a che fare col pirotecnico stile della Hollywood sul Gange, e lo stesso Louboutin sembrava più un figurante dell’operetta Cin Ci Là.

Assente come da copione Charlène, cui spetta il ballo della Croix Rouge in estate, assente anche Dimitri Rassam – consorte di Charlotte – che evita tutte le volte che può, schierato quasi al completo il ramo Casiraghi-Hannover. Raffinata al limite dell’ascetismo la Princesse Caroline, madrina della serata, in abito midi di paillettes che in movimento sembra una cascata di platino liquido; una creazione Chanel Haute Couture della collezione Autunno Inverno 2012/2013. Evoca l’India? Direi di no – quella collezione si ispirava a modelli vintage – però evoca Karl Lagerfeld, a lungo direttore creativo del Bal de la Rose, grande amico della principessa e creatore di quest’abito. Che forse ha qualcosa che rimanda all’India: i dettagli in un rosa intenso che possiamo fingere di considerare un rose indien, sorta di magenta amatissimo da Hermès.

(Ph: Pascal Le Segretain/Pool/ABACAPRESS.COM)

Se la mise ha una sua eleganza, l’acconciatura non rende un buon servizio a Caroline; tutte quelle ciocche grigie piuttosto che addolcirle i lineamenti la intristiscono rendendola quasi trasandata; però, la meraviglia degli orecchini! Questi quadrifogli multicolori sono opera di Joel A. Rosenthal, noto come JAR, gioielliere americano trapiantato a Parigi, di raffinatezza ed esclusività uniche. Il suo atelier al numero 7 di Place Vendôme non è neanche contrassegnato da una targa, la sua clientela non ne ha bisogno; ogni suo pezzo di gioielleria è unico, perciò in un anno vengono realizzati una settantina di pezzi, non di più .

(Ph: Daniel Cole/POOL/AFP via Getty Images)

Se il tema della serata era Bollywood, figlie e nuore di Caroline hanno portato l’argomento a piacere. Chanel per Charlotte Casiraghi coniugata con l’assente Rassam: abito bianco e rosa chiaro della collezione prêt-à-porter attualmente nelle boutique: su un fourreau corto una tunica in pizzo glitter con bordo di piume, sorretto da spalline sottilissime e quasi sempre scese. Completato da lunghi guanti e borsetta da giorno. Aiutatemi a dire brutto, e pure banalotto, cosa che un abito Chanel, ancorché ready to wear come questo, non dovrebbe essere. Affinità con l’India: boh.

Da Tatiana Santo Domingo, moglie di un Andrea Casiraghi più stropicciato del solito, ci aspettavamo qualcosa di meglio, visto che la sua passione per la moda di ispirazione etnica è tale da essere diventata un lavoro. Invece no, ha scelto Jenny Packham: tunica a mezze maniche con gradi paillettes, alla moda degli anni’70, quando l’India era meta di giovani e artisti. Non proprio Bollywood ma ci dobbiamo accontentare. La piccola di casa, Alexandra di Hannover, accompagnata dall’aitante fidanzato Ben Sylvester Strautmann, è in chiffon nero Giambattista Valli. L’abito è bello e le sta bene, peccato che in India il nero sia il colore del male, dell’oscurità e della negatività. Però la trovo graziosa ed elegante.

(Ph: SC Pool – Corbis/Getty Images)

Last but not least, Beatrice Borromeo. In una mise Dior della collezione Cruise, ispirata all’Andalusia e a suo tempo presentata con una sfilata a Siviglia. L’abito mischia lo chiffon nero a pizzi e ricami d’oro – un’accoppiata talvolta raffinata, più spesso funerea – non c’entra niente col contesto e non le dona neanche particolarmente. Come se non bastasse, la signora Casiraghi si è pure messa una coroncina in testa, sempre Dior, sempre aliena dal contesto. Consentitemi due osservazioni, la prima è che va bene essere testimonial (più o meno) di una maison, e pure così prestigiosa, ma indossarne gli abiti non dovrebbe trasformarsi in un obbligo da osservare sempre e comunque. La seconda riguarda proprio Beatrice: la mia impressione è che sia così concentrata nel giocare alla nuova Grace che a volte esagera, come questa volta. Pure lo strascico no, dai.

Insomma, alla fine mi sento di poter dire che il tema della serata, più che le mise degli ospiti, riguardasse spettacolo, allestimento e mise en place. Dopo lo show in stile Bollywood, gli ospiti si sono scatenati con la musica di Mika (grande amico di Louboutin) che iniziò la sua sfolgorante carriera con un brano intitolato Grace Kelly e ora posa accanto alla figlia di Grace.

Vi segnalo il primo signore a sinistra: è Stéphane Bern, giornalista franco-lussemburghese, uno dei massimi esperti al mondo di famiglie reali e aristocratiche, insignito dell’Ordre des Arts e des Lettres in Francia, dell’Ordre de Grimaldi a Monaco e dell’Order of the British Empire nel Regno Unito. Da tenere sott’occhio, assolutamente.

Royal chic shock e boh

È domenica, ed è anche l’ultimo giorno di luglio; quale occasione migliore per una puntata della nostra rubrica sui royal look del mese?

Regno Unito

(Ph: David Ramos/Getty Images)

Partiamo dall’evento più recente, i Giochi del Commonwealth, inaugurati il 28 a Birmingham dal Principe di Galles e da sua moglie la Duchessa di Cornovaglia in rappresentanza di Sua Maestà, che se ne è andata a Balmoral iniziando le meritate vacanze. Charles e Camilla sono arrivati a bordo della celebre Aston Martin dell’erede al trono (ricordate? La usarono anche William e Catherine il giorno del matrimonio), ora alimentata da un carburante ottenuto da sottoprodotti di vino e formaggio. Caro Charles, diffondiamo questo motore così noi e la Francia diventiamo i nuovi Arabi, altro che petrolio!

(Ph: Karwai Tang/WireImage)

Quando Camilla è scesa, ha rivelato una mise veramente inattesa: ladies&gentlemen the jumpsuit, la tuta! Una creazione della fida Anna Valentine che la duchessa ha già indossato a uno degli innumerevoli eventi nel weekend del Platinum Jubilee, ma dato che le foto la ritraevano seduta non avevamo notato. Ora diciamolo, il fitting non è perfetto, il modello non mi convince del tutto, avrei evitato le scarpine décolletée in favore di un paio di stringate (anche se dopo una certa età evitiamo di criticare le scarpe, scelte magari guardando più alla comodità che all’estetica), ma questa settantacinquenne in tuta mi ha conquistato. In fondo cosa c’è di più elegante del non prendersi troppo sul serio? Chic.

Belgio

Il 21 luglio i Belgi celebrano la loro Fête Nationale nonché l’ascesa al trono di Philippe, che divenne Re in questo stesso giorno del 2013 in conseguenza dell’abdicazione del padre Albert. La giornata è iniziata col tradizionale Te Deum nella cattedrale dei Santi Michel e Gudule, alla presenza della famiglia reale al completo. Il colpo d’occhio è stato assai piacevole, con la regina e l’erede al trono vestite di due dei colori della bandiera nazionale (un tricolore a bande verticali nero giallo e rosso).

(Ph: Royalportraits Europe)

Mathilde in questa occasione sfoggia quasi sempre dei grandi cappelli di paglia e fa bene: col suo bel viso e la sua altezza le stanno un incanto (anche se questo ha una decorazione che avvolgendosi intorno alla cupola pare un serpente). E di solito, come in questo caso, sono firmati dalla belga Fabienne Delvigne. Anche per la mise si è affidata alle sua maison preferita, Natan, che ha creato per lei un abito in crêpe color giallo bouton d’or, che dovrebbe essere il ranuncolo, ma in francese fa un altro effetto. L’abito è “un modèle cape drapé de façon asymétrique” caratterizzato da un dettaglio un po’ drappeggio e un po’ mantella. L’effetto è un po’ pasticciato, né va meglio col fitting.

Sulla spalla sinistra a sottolineare il drappeggio c’è una grande spilla composta di foglie dorate, en pendant con gli orecchini, entrambi firmati Natan. Data l’importanza dell’occasione, non sarebbe stato meglio sfoggiare qualche gioia de famille? Boh.

(Ph: Utrecht Robin)

La Duchessa di Brabante ha fatto una scelta più moderna, adatta ai suoi vent’anni, e ha optato per un abito rosso in viscosa di Victoria Beckham. Sarà perché non ho più vent’anni da vari decenni, ma non mi fa impazzire, ha una lunghezza strana che le allunga un po’ troppo il busto; e mi sembra che anche il cerchietto sia fuori scala, rendendo tutto un po’ disarmonico. Lei è graziosa come sempre, ma in questo caso boh.

La giornata è proseguita con l’inevitabile parata militare, ottima occasione per ammirare le altre royal ladies. La principessa Astrid assiste alla parata indossando l’uniforme di Colonnello della Composante Médicale dell’Esercito e non compare in questa foto, ma penso (spero) che avrà evitato di parlare al cellulare come il fratello minore Laurent, cui potremmo presentare la nostra Presidente del Senato, ormai decadente, che alla parata del 2 giugno leggeva l’ipad masticando la gomma americana. Torniamo alle mise, che è meglio. La moglie di Laurent, quella santa donna della principessa Claire, è una bella signora non particolarmente elegante anche se questa volta è vestita meglio del solito, o almeno meno peggio. Non brutto ma un po’ moscetto l’abito grigio a ramages viola, abbinato a un cerchietto dello stesso colore che sembra fatto con la fascia dell’Ordine di Leopoldo. Ma che senso ha quella clutch arancione? Boh.

(Ph; Dirk Alexander)

Occhi puntati anche quest’anno sulla neocognata, Delphine Boël divenuta Principessa Delphine del Belgio dopo essere stata riconosciuta dal padre naturale, il Re Emerito Albert II. Delphine è un’artista e, forse anche per il suo complicato vissuto, usa queste occasioni per lanciare messaggi su ciò che le sta cuore. Se l’anno scorso era la cultura africana (Le foto del giorno – Principessa di ruolo), quest’anno il tema scelto è, inevitabilmente, la pace. Il suo robemanteau è una creazione del giovane stilista belga Pol Vogels. L’idea non è particolarmente originale (già me la vedo Miranda Priestly dire: una colomba? per la pace? avanguardia pura!), il modello ha dettagli interessanti, come la cintura a pieghe, ma spalle e maniche sono terribili. Come le scarpe col plateau e taccone che sembrano proprio la versione bianca delle Mary Jane Morobé indossate l’anno scorso. Shock.

Le celebrazioni per la festa nazionale erano iniziate la sera prima con un concerto dell’orchestra nazionale con la violinista Stella Chen. Presenti i sovrani e la principessa Astrid accompagnata dal marito Lorenz d’Austria-Este, che nonostante non sia un adone direi che appare come il migliore dei quattro. Tolto il re, che sembra una versione vecchia di Mattarella (nonostante abbia vent’anni di meno) neanche le signore brillano. La Reine Mathilde indossa un monospalla del belga Dries van Noten, stilista cerebralmente innovativo, che però la rende matronale, ed è banalizzato dalle scarpine dorate; insomma più che un rock una quadriglia. Astrid sfoggia un kimono firmato Essentiel Antwerp. Ora, il kimono è un capo che può essere di uno chic unico, col vantaggio di essere no size no age, cioè sta bene a qualunque età e a qualunque taglia, più stile di vita che capo di abbigliamento, e anche follemente di moda. L’unico rischio è che sbagliando modello, o materiale, o taglia, può sembrare una vestaglia. Appunto. Shock.

Monaco

Come annunciato, venerdì 8 luglio la Salle des Étoils dello Sporting-Montecarlo ha ospitato il Bal de la Rose, previsto per marzo e rinviato causa pandemia. E come previsto, Charlène brillava per la sua assenza. Dieci giorni dopo, lunedì 18, è stata la volta del Gala de la Croix Rouge che, smessi i fasti (fastosissimi) del passato è ridotto a un concerto sulla piazza del Casino, preceduto da un cocktail dînatoire – che mi sa tanto di aperitivo cenato – in terrazza.

L’incertezza nel tono della soirée si è drammaticamente ripetuta nell’abbigliamento dei padroni di casa: la rediviva Charlène era in un abito gran sera Prada, in un bellissimo color azzurro/glicine, con un pannello a fare da strascico. Mentre Albert II, che nell’occasione celebrava i suoi primi quarant’anni da Presidente della Croce Rossa monegasca, ha scelto un look tricolore, metà marinaretto alla Querelle de Brest (chi di voi ricorda il film di Fassbinder con Brad Davis?) metà atleta – va bene, diciamo tecnico – alle olimpiadi, vestito coi colori della bandiera. Che peraltro non è la sua, ma forse tutto in bianco e rosso sarebbe stato troppo pure per lui. Lei chic, lui buontempone.

Con loro la nipotina Camille Gottlieb, figlia minore della principessa Stéphanie, responsabile della sezione giovanile della Croix Rouge. La fanciulla, ventiquattro anni compiuti qualche giorno prima, sta evidentemente ancora cercando il proprio stile, ma mi sento di poter dire che l’abito Red Valentino non le rende un buon servizio, a meno che Camille non pensasse di andare a un ballo mascherato, per cui ha puntato tutto sull’Egyptian Revival e si è vestita da Joan Collins ne La regina delle Piramidi. Che però non aveva la cofana à la Moira. Sorry, shock.

Letteralmente tutta un’altra musica venerdì 8 luglio per il Bal de la Rose.

Qui la padrona di casa da quarant’anni è Caroline (dopo la morte di Grace, il 14 settembre 1982, ai due figli maggiori furono conferiti i più importanti incarichi della madre, per cui a Albert toccò la Croce Rossa e a Caroline la Fondation Princesse Grace, cui vanno i proventi del ballo).

Tema della serata i ruggenti anni Venti, maestro di cerimonie Christian Louboutin, abbigliato con un bizzarro completo percorso da nastri e coccarde, e in testa un fez en pendant. Shock (ma divertente)

(Ph: Pierre Villard / SBM)

In Chanel, ça va sans dire, Caroline, con un abito dalla gonna che si arriccia in un palloncino, per poi scendere alla caviglia. Una mise un po’ scura, un po’ cupa, rattristata dall’acconciatura – mia madre l’avrebbe definita “un quadro antico” – ma per me sempre chic, con menzione speciale per gli splendidi gioielli déco, a partire dalla spilla.

Presenti tutti e quattro i suoi figli con relativi partner, è stata la piccola Alexandra ad attirare su di sé tutti gli sguardi grazie al ricchissimo abito in tulle di Giambattista Valli, declinato nei colori del Principato, bianco e rosso. Con i suoi 23 anni Alexandra è comunque una delizia, ma che c’entra questa meringa fragola e panna con gli anni Venti? Boh. In compenso, se il ricamo sulla scarpa del suo boyfriend Ben-Sylvester Strautmann rappresenta un corgi, Lady Violet approva deliziata

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Scelta opposta per la sorella Charlotte, che ha sublimato la propria magrezza in un abito Chanel, bianco e leggero, che avrebbe potuto essere creato direttamente da Mademoiselle Coco con le sue sapienti manine. Frange, fiocco nero, scarpine bicolore, non manca niente. Per me la più chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Chanel sta a Charlotte come Dior a Beatrice Borromeo, e infatti la bionda moglie di Pierre Casiraghi ha scelto una mise della celebre maison: un abito grigio a ramages ton sur ton con un piccolo strascico. Guardando l’insieme gli anni ’20 non sono la prima cosa che mi viene in mente – tra l’altro Christian Dior aprì la sua maison solo nel 1946 – però è sicuramente chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Last but not least Tatiana Santo Domingo, che aspetta il quarto figlio dal marito Andrea Casiraghi. Per accogliere il pancino ha scelto un abito Temperley London in paillettes color cipria, che sicuramente rimanda agli anni folli più della cascata di capelli sciolti, più stile Veronica Lake. A me è piaciuta, chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Al contrario dei pantaloni di marito e cognato, la cui lunghezza ormai surclassa quella dei pantaloni di zio Albert. Che pazienza…

Monaco Fête Nationale 2021 

Come pensavamo (e temevamo) la festa nazionale monegasca è stato un evento improntato a massima sobrietà – per non dire mestizia – culminato con i gemelli affacciati col padre al balcone di palazzo, che mostrano i loro messaggi per la madre: we miss you (ci manchi) quello di Gabriella e we love you quello di Jacques.

La giornata era iniziata prestissimo e in maniera inattesa: alle tre del mattino sull’account Instagram di Charlène è comparso un post con bandiere del Principato sventolanti sulle note dell’inno nazionale, e questa è stata la partecipazione della principessa, che prosegue la convalescenza in un luogo non lontano da Monaco, che non è stato reso noto.

Alle nove e trenta è iniziata la cerimonia ufficiale con il Te Dum in cattedrale, presenziato da Albert II accompagnato dalle due sorelle: Caroline in tailleur Chanel nero, guanti bianchi e cerchietto con piccola veletta, e Stéphanie con un ampio, e un po’ informe, cappotto grigio chiaro.

Le due principesse si sono prese grande cura dei nipotini che sono sembrati un po’ disorientati; in particolare Jacques, nella sua piccola uniforme da carabinier.

Una cosa che mi ha dato da pensare è la presenza di entrambi i fratelli di Charlène; non solo Gareth, che vive e lavora nel Principato e spesso appare in occasioni formali insieme con la famille princière, ma anche il minore, Sean, che invece risiede in Sudafrica, e a Monaco si vede meno.

Per fortuna ci hanno pensato i giovani Grimaldi ad alleggerire un po’ l’atmosfera, soprattutto i più piccoli: i tre bimbi di Andrea e Tatiana, Max India e Sasha; Raphaël, il figlio maggiore di Charlotte nato dall’amore con l’attore Gad Elmaleh; poi Francesco e Stefano, i due biondissimi e bellissimi bambini di Pierre e Beatrice Borromeo.

Beatrice, vestita Dior dalla testa ai piedi in uno stile che evoca il new look inventato dal couturier nel 1947, è senza dubbio la più chic delle signore presenti. Va sul sicuro la cognata Alexandra di Hannover con un cappottino Chanel adatto all’occasione, alla stagione e alla sua giovanissima età. Non mi piace invece Tatiana con la gonna di pizzo sotto la giacca piuttosto pesante, l’acconciatura da casalinga americana degli anni ’50 e le scarpe col laccetto che taglia la caviglia.

L’unico tocco di allegria lo porta lei, Charlotte, che sceglie Chanel come la madre e la sorella: un cappottino nel classico matelassé della maison in un’inedita tonalità oro, maxiorecchini e capelli al vento. Anche lei indossa scarpe con laccetto alla caviglia, ma essendo posto sotto il malleolo non taglia la linea della gamba (e questa è una lezione di mia madre).

Al termine della giornata, l’impressione di Lady Violet può sintetizzati con: anche questo impegno ce lo siamo tolto; ora non possiamo che restare in attesa di migliori notizie dal Principato. Speriamo.

Senza Charlène

Quando Lady Violet era una ragazzina, le lunghe pigre estati adriatiche subivano un’impennata glamour all’inizio di agosto, con le riviste che si riempivano delle immagini del ballo della Croce Rossa monegasca. Abiti sontuosi, gioielli da favola, lusso e opulenza raccontavano una serata fiabesca, su cui regnava prima l’eleganza un po’ barocca della Grace degli ultimi anni, poi lo chic più contemporaneo della figlia Caroline.

Nei saloni dello Sporting passava di tutto: attori hollywoodiani e imprenditori brianzoli, bei ragazzi in cerca di fortuna, belle ragazze in cerca di contatti, vecchie glorie in cerca di un altro red carpet, come la Norma Desmond di Viale del tramonto. Crescendo, i ragazzi Casiraghi hanno portato un po’ di freschezza, poca, perché il Bal de la Croix Rouge è un rito più che un party per giovani, celebrato dal Principe Sovrano: prima il vecchio, ieratico Rainier III, poi Albert II, più giovane e easy, ma manco tanto.

Negli ultimi decenni entrambi hanno potuto contare sull’allure regale di Caroline, che tra grandi felicità e altrettanto grandi tragedie ha smesso i ridotti abiti della principessa ribelle che era in gioventù, per abbracciare quella dedizione alla causa ereditata dalla madre americana e svolta con impeccabile professionalità. Poi è arrivata Charlène, la nuotatrice olimpica che veniva dal Sudafrica, la cui vaghissima somiglianza con Grace aveva fatto sperare qualcuno in un ritorno ai giorni gloriosi del tempo che fu. Caroline abbandonò dunque il ruolo fino allora esercitato di first lady – e alla nascita del piccolo Jacques, erede del padre, anche l’idea di vedere un giorno sul trono il figlio Andrea – ma a dirla tutta Charlène non ha mai assunto fino in fondo il suo. Comunque le due cognate – i cui rapporti si dice non siano particolarmente stretti – avevano raggiunto un accordo sui due principali appuntamenti benefici, e mondani, del Principato: a Caroline il Bal de la Rose, a Charlène quello della Croix Rouge.

Nel 2020 è andata com’è andata, ma quest’anno si cerca di tornare timidamente alla normalità, e Monaco non fa eccezione. Per cui si è pensato di organizzare ugualmente una manifestazione per la Croix Rouge; non il tradizionale ballo, ma un concerto, più sobrio e più facile da gestire.

Ed ecco che venerdì sera la piazza del Casinò si è riempita di ospiti per ascoltare il jazz di Jamie Cullum. Un evento un po’ ibrido, in cui ognuno si è vestito come voleva: uomini in abito scuro, ad eccezione del sovrano che ha preferito una tenuta ispirata ai colori dell’ente: camicia e pantaloni bianchi più cravatta rossa. Completati da una giacca nera, in un look da yachtman anni settanta. Elegantissima, pure troppo, Caroline, con una mise nei toni del marrone disegnata dal mai troppo rimpianto amico Karl Lagerfeld per la collezione Chanel Primavera Estate 2016. Sicuramente chic, ma Lady Violet ha l’impressione che la principessa non abbia ancora chiarissimo quali colori donino di più ai capelli grigi che ha adottato da poco. Chanel anche per Charlotte Casiraghi – che della maison è testimonial – senza il marito Dimitri Rassam. Per lei un abito corto molto rock; d’altronde la fanciulla, nonostante i due figli e i quasi trentacinque anni, sembra un’adolescente.

Tatiana, moglie di Andrea Casiraghi, ha riproposto il suo classico stile boho chic, in un abito lungo e fluttuante nella fantasia ramage rose di Giambattista Valli, e sandali flat Gianvito Rossi. Una mise che può sembrare troppo semplice, ma lo spezzato del marito non consentiva troppo di più

Al contrario la cognata Beatrice Borromeo, moglie di Pierre, il minore dei fratelli Casiraghi, apparecchiatissima in Dior, sempre bella ed elegante. L’abito è forse eccessivo per l’occasione, tutto tempestato di elementi brillanti e ulteriormente arricchito dal collier Buccellati, ma lei è talmente un bel vedere che la perdoniamo (purtroppo però le foto che la ritraggono non sono granché).

Tutto ciò premesso, arriviamo al clou: Charlène. Che naturalmente non c’era, essendo ancora in Sudafrica Ma il punto è: tornerà a Monaco? E nel caso, quando? Per rispondere dovremmo naturalmente sapere con certezza perché la principessa riluttante sia tornata in patria. Le ipotesi sono principalmente tre: una malattia preesintente che possa essere trattata con successo in Sudafrica, godendo di assistenza e vicinanza della famiglia d’origine. Oppure la famosa infezione otorinilaringoiatrica di cui si parla senza approfondire, evento sempre possibile, anche se questa missione per il salvataggio dei rinoceronti cominciata addirittura a marzo, ben prima che si parlasse di infezione, sembra piuttosto lunghetta. O infine quello che ormai pensa la maggioranza, che si tratti cioè di prove tecniche di separazione; o come si dice tra comuni mortali, una pausa di riflessione. Confesso che pur non essendo madre mi chiedo quanto sia difficile vivere lontano dai propri figli, per giunta così piccoli, e quanto grandi debbano essere la sofferenza e il disagio se portano a un gesto del genere, ove questa si rivelasse la verità. Certo, Charlène non è mai sembrata troppo a proprio agio nei panni principeschi, né nei confini angusti del Principato; basti pensare che dopo tanti anni si esprime ancora con difficoltà in francese. E d’altra parte è noto che la corte monegasca – nonostante le dimensioni ridotte, o forse proprio per quello – non sia un luogo semplice. La stessa Grace ebbe i suoi problemi, nonostante avesse altro temperamento e altro uso di mondo della nuora che non ha mai conosciuto. Alle critiche montanti – e sempre odiose – sul non essere una buona madre, Charlène ha risposto qualche giorno fa postando su Instagram delle foto in videochiamata con i figli, senza che questo ovviamente abbia risolto alcunché.

Ora poi gira – anche in Italia, su Oggi, ripresa da vari siti – l’intervista di Christa Mayrhofer-Dukor, un’aristocratica austriaca che afferma di essere cugina della compianta Grace, e in effetti le somiglia un po’, anche se francamente non sono riuscita a trovare la linea di tale parentela. La signora, che in altre occasioni ha avuto per Charlène parole sia belle sia meno, afferma che la principessa per ora non intende tornare, e non è detto che lo faccia in futuro, avendo ormai compiuto il principale dei suoi obblighi: partorire l’erede. Ora, è vero che questo è pensiero diffuso, ma non potendo verificare vi invito a prendere con cautela questo genere di dichiarazioni; il mondo è pieno di millantatori.

Fermo restando il rispetto per condizioni di salute che possono non essere buone, Lady Violet pensa che al momento tutto sia in divenire, e la presenza al concerto, insieme alla famille princière, di Gareth Wittstock e moglie – la signora in abito verde petrolio, che poco educatamente, mostra un po’ di spalle a Caroline – indichi che al momento la versione ufficiale resta quella della malattia, negando ogni ipotesi di rottura. Vedremo il futuro cosa ci porterà.

Edit: non c’era Charlène ma c’era Nicole Coste, ex di Albert e madre di Alexandre, che compirà 18 anni il mese prossimo. Anche il giovanotto, riconosciuto dal padre nel 2005 ma fuori dalla successione al trono del Principato, ha partecipato alla serata. La Principessa Consorte non sarà contenta.

Una novità e un ricordo

Qualche giorno prima di Natale la Maison Chanel ha annunciato di aver scelto la nuova testimonial: Charlotte Casiraghi.

Testimonial che ha l’incarico di passare definitivamente il testimone da Karl Lagerfeld, scomparso ormai quasi due anni fa (Adieu Karl) a Virginie Viard, che ha sostituito Kaiser Karl come direttore creativo Chanel. Charlotte non porta in dote solo la bellezza, ma una lunga consuetudine familiare con la maison, sigillata dalla grande amicizia tra sua madre e lo stilista tedesco.

E tutta vestita Chanel, ormai il suo marchio di fabbrica, declinato nel classico black&white, è comparsa la madre principessa sei settimane fa alla festa nazionale del Principato, un’uscita che ha fatto parlare soprattutto per i capelli, insolitamente grigi.

Poi non l’abbiamo vista più, ma oggi non possiamo fare a meno di dedicarle un pensiero, nel giorno che sarebbe stato il trentasettesimo anniversario del matrimonio con Stefano Casiraghi. Me lo ricordo bene quel giorno, quindici mesi dopo lo shock dell’improvvisa morte di Grace sulla Rocca tornava a splendere il sole; una grande felicità che finì in tragedia pochi anni dopo. Sarà per la giornata grigia e un po’ triste, ma ci penso da stamattina. Se anche voi oggi vi sentite un po’ così, questo è il post A Royal Calendar – 29 dicembre 1983.

Royal chic shock e boh

Regno Unito

Inizia col botto la settimana grazie alla Duchessa di Cambridge, che in qualità di patronessa del Natural History Museum ha premiato il vincitore del Wildlife Photographer of the Year. Premiazione virtuale, per cui le immagini della duchessa sono poche e neppure a figura intera, ma quello che si vede a me piace assai. Reso celebre da Marlene Dietrich, codificato da Yves Saint Laurent, lo smoking ormai è da decenni un classico nell’armadio delle signore. Quello indossato da Catherine viene dalla sua maison preferita, Alexander McQueen: splendido il taglio e ottima l’idea di sdrammatizzarlo con tshirt, cintura e un paio di orecchini di bigiotteria (Accessorize). Chic.

Catherine recupera il mood bon chic bon genre per la visita a Tommy, centro che si occupa di fecondazione e gravidanze a rischio. L’abito di Emilia Wickstead è veramente rappresentativo del suo stile, e infatti non solo l’ha già indossato, ma ce l’ha anche in lilla e verde oliva. Molto bello il punto di blu e scelta azzeccata, vista la necessità di indossare un camice; perfetto e very British l’abbinamento con la mascherina in tessuto Liberty, anche se in un ambiente sanitario forse sarebbe stata più indicata la quella chirurgica. Comunque chic.

Paesi Bassi

Settimana complicata per i sovrani olandesi, che appena atterrati nel sud della Grecia per un breve periodo di vacanza nella loro villa sulla costa del Peloponneso sono dovuti rientrare in patria in fretta e furia, subissati dalle critiche dei cittadini che si sono sentiti abbandonati nel momento dell’emergenza. La curva dei contagi covid nei Paesi Bassi si è impennata bruscamente nelle ultime settimane, ed essendo ora necessario un uso più rigoroso della mascherina i sovrani se la sono fatta ad hoc, in royal blue con corona ricamata.

La indossavano così martedì a un meeting con SchuldenlabNL, dove Máxima ha riciclato un bell’abito Bottega Veneta di qualche anno fa. Colore – un raffinato mauve – che non la valorizza, fitting pessimo, capelli più spettinati dal solito, insomma poteva fare meglio.

Inoltre il modello originale, come potete vedere, è più lungo e a mio avviso accorciarlo ne ha rovinata la linea. Era proprio necessario? Boh.

Sola, senza l’augusto consorte, la regina ha visitato l’Enik Recovery College, che si occupa di salute mentale a Utrecht. Abito rosso pomodoro firmato Natan, di una taglia in meno del necessario, collant semiopaco – torna l’autunno, torna l’incubo delle calze – giacchino nero come scarpe e clutch. Una mise che farebbe storcere il naso pure al più accanito milanista (e sui capelli non mi pronuncio più). Shock.

Monaco

Mascherina royal – in questo caso c’è lo scudo bianco/rosso dello stemma principesco – per Caroline de Monaco impegnata martedì sera con la figlia Charlotte nella consegna dei Premi della Fondation Prince Pierre. Mi piace il suo abito? Non mi fa impazzire, tra il tipo di ricamo la lunghezza e le maniche corte starebbe francamente male a chiunque. Ma lei, ora che si è liberata dai vincoli della bellezza e della moda, ha sublimato la figura esile in chic assoluto. Cosa penso di Charlotte? Sempre bella, sempre un po’ imbronciata, spesso in style boho parisienne che a me non dispiace, ma magari avrei scelto altro per un’occasione del genere. Boh.

Spagna

Settimana intensissima per i Borbone, dopo il Día de la Hispanidad, lunedì 12, si sono trasferiti a Oviedo per il premio Princesa de Asturias. Per la serata clou Letizia ha riciclato un abito dello spagnolo Atelier Delpozo, talmente scenografico da eclissare chiunque. Molto più moderno delle mise delle due figlie; Leonor vestita da madre della sposa, Sofía da bambola LENCI. Strepitosa la Reina Emérita, con uno dei suoi amati tailleur in una fantasia tra il pied-de-coq e il campuflage. Chic+chic le due Regine, le ragazze le giudicheremo quando saranno più grandi.

Per il ricevimento che ha preceduto la giornata del Premio la Reina ha riciclato di nuovo, questa volta un abito Carolina Herrera che vi era piaciuto tanto la prima volta che lo indossò, per l’inaugurazione della mostra Sorolla, Spanish master of light alla National Gallery (La foto del giorno – 14 marzo). Chic, poche storie. Molto graziose le due ragazze, e pure patriottiche, con abiti di brand spagnoli: fiorellini delicati per Leonor (Poète), rosso giovane e allegro per Sofía (Mango). Giustamente orgoglioso delle sue donne Felipe (che è chic a prescindere, ma questa è un’altra storia).

Le foto del giorno – 8 ottobre

Weekend di impegni che più diversi non si può per alcune royal ladies monegasche. Caroline ha accompagnato Albert (che se aspettiamo Charlène mi sa che stiamo freschi) a un party dal titolo The Secret Games. Si sarà trattato di una cena con delitto? Gioco di ruolo? Caccia al tesoro? monaco the secret gamesNon è dato saperlo. È invece certo che con loro ci fossero due dei tre figli della sorella Stéphanie: la piccola di casa Camille e Louis con la fresca sposa Marie. Scelta scontata per Caroline, in Chanel Haute Couture, as usual; meno scontato il modello: un’orgia di piume bianche su un abito impalpabile e trasparente, tagliato come una lunga tshirt e dotato di tasche.monaco the secret games 2Mi chiedo francamente come starebbe addosso a una donna con meno classe, e la perplessità sul vestirsi da Spennacchiotto (il nemico giurato di Superpippo) resta tutta. Quando pensavo di aver visto abbastanza, m’è caduto lo sguardo sulle scarpe bimateriche – quasi un’evocazione delle ghette – di Albert, e ho rivalutato il plumage dell’augusta sorella. monaco the secret games 3Piume anche per la giovane Camille, che ha riciclato l’abito indossato al party nuziale del fratello; ma quanto somiglia a nonna Grace in questa foto? Al confronto delle signore Grimaldi l’esotica Marie è in tono assai minore, con un abito che le starà bene tra trent’anni (e che potrebbe piacere alle amanti del marrone in ogni sua nuance, consorteria cui mi onoro di non appartenere). charlotte casiraghi milanoTotalmente diversi l’impegno e il look di Charlotte Casiraghi, ora Madame Rassam, che a Milano ha presentato il libro Arcipelago di passioni, scritto a quattro mani col suo professore Robert Maggiori e appeno uscito in Italia. La passione di Charlotte è la filosofia, di cui ha parlato anche con Massimo Gramellini (!) ospite della trasmissione Le parole della settimana. Magrissima e in total black come una novella musa esistenzialista, a me piace molto anche la frangia, che le è stata piuttosto criticata. Pignoli! Con quello che si vede in giro…