Esaurita la fase famiglia-cibo-tombola (ehi, ma questo è un terno!) parliamo finalmente dell’evento clou del royal Christmas: la messa di Natale a Sandringham. E lo facciamo partendo dal vertice.
Her Majesty
Con rispettoso dispiacere, devo dire che Sua Maestà ha ricevuto parecchie critiche per la mise indossata ieri: troppo chiaro e ‘primaverile’ il grigio del cappotto, bizzarra la posizione dei bottoni, poco elegante la bordura fuxia, pasticciato pure il cappello (tutto Angela Kelly). Diciamocelo tra noi, non è la sua versione più convincente, ma io la amo sempre, pure col cappello alla D’Artagnan con piuma svolazzante.
La Duchessa di Cambridge
Perfetta per l’occasione: bella la tonalità di rosso del cappotto (Catherine Walker) bellissimo soprattutto l’abbinamento con gli accessori in una nuance più scura (le scarpe sono Gianvito Rossi e la clutch Mulberry; i guanti non saprei, ma sono perfetti). Il copricapo (questo è il modello Halo di Jane Taylor) è sulla scia di altri indossati quest’anno, e trovo che le doni molto. Un look vagamente anni ’40 molto femminile; le calze però sono brutte assai.
Catherine aveva già indossato questo cappotto, ma in verde, in altre occasioni; l’ultima l’undici novembre scorso alla commemorazione per la fine della Prima Guerra Mondiale, anche in questo caso abbinato a un copricapo simile. (Poi vi prego di notare il Principe di Galles con classico supercollaudato cappotto di cammello da cui fa capolino una pochette. Chic è dire poco).
La Duchessa di Sussex
Vestita Victoria Beckam dai piedi al collo, nella palette blu/nero che le è cara. L’abito sembra bello, una scelta interessante in gravidanza; il cappotto è un modello classico che abbiamo tutte nell’armadio, anche il cappellino (Awon Golding) per colore e forma è simile a molti altri già indossati. In compenso la borsa è molto originale, e orrenda. Insomma, senza infamia e senza lode; mi sembra che lei si ostini ad essere fedele allo stile urban chic tipico delle metropoli americane, che nella campagna inglese è un po’ fuori tema. P.S. il cappotto di Harry grida vendetta.
Eugenie di York
L’altra sposa dell’anno indossa un cappotto rosso con dettagli neri (Andrew GN), che è divertente ma non le dona particolarmente. Ni le scarpe, troppo leggere, no le calze; sarebbero state meglio opache nere con scarpe invernali, o direttamente degli stivali; interessante la fascia/turbante (Emily London), che si poteva mettere un filo meglio. Detto questo, confesso che a me Eugenie piace sempre di più, la vedo forte e consapevole, decisa nelle sue scelte e sicura di sé. Probabilmente non sarà mai come le cugine acquisite, e perché dovrebbe? Va bene così. E poi parliamoci chiaro: il suo abito da sposa passerà alla storia, altri francamente non credo.
I Wessex (e la Princess Royal)
Bello il cappello di velluto di Sophie, con un meraviglioso tocco vintage (Jane Taylor), ma il cappotto firmato Suzannah no dai. A parte che il modello a vestaglia ingoffa (quasi) tutte, quel colore azzurro cielo è un po’ tanto. Promosse calze e scarpe. Louise parte bene dall’alto – una scelta sorprendente quel baschetto maculato, Jane Taulor pure lui – ma peggiora scendendo: cappotto insomma, molto chiaro, calze no, ancora più chiare, scarpe per carità. Louise tieni duro, che l’età ingrata passa presto. All’estremo destro la Princess Royal in uno dei suoi migliori look: intendiamoci, quel turchesone è un colore che detesto, però il cappotto coi revers più chiari è bello, il cappello modello Borsalino le sta d’incanto, ed è perfettamente abbinato (e non era cosa facile). Ma un cappotto, un giaccone, un piumino a James glielo vogliamo mettere? Sta gelando!
Beatrice di York e Autumn Phillips
Ragazze andate a cambiarvi e facciamo finta di niente. La bella Autumn con un cappotto di rara bruttezza, più corto davanti e più lungo dietro (ma perché?), con fodera maculata, non sia mai che fosse troppo chic, modello tonaca con l’aggravante del polso con similfiocco. Brutta la borsa, sbagliate le calze (pure lei), non male il cappello, ma non basta a salvarla dal disastro; per me la peggiore. Bea cara, riporta il cappotto dove l’hai preso e fatti dare la tua taglia. E tieni presenti che col cappello fedora l’effetto fungo è sempre in agguato (entrambi i cappotti sono Claire Mischevani).
I Phillips
Non contenta Autumn ha voluto infierire pure sulle sue bambine e le ha vestite da orfanelle, con due cappottoni in crescenza (le bambine degli anni ’50 e ’60 ancora tremano al ricordo di quei capi comprati di due taglie più grandi perché durassero più di una stagione). E poi guarda che ti hanno imbrogliata: a Savannah – la bambina a destra – il cappotto va già corto, le vanno lunghe solo le maniche. Così risparmiate sui guanti.
Zara Tindall
Bel cappello (Sarah Cant) sul viso simpatico, forse un po’ piccolo, interessante l’abbinamento viola fluo/blu col cappotto Hugo Boss che avvolge bene le forme post maternità. Mica sono tutte Catherine, col vitino da vespa dopo tre figli!
Qui li vedete in azione
Albero classico, elegante e un po’ fané – come in fondo sono i padroni di casa – ma veramente inaspettato quell’angelo che veleggia sulla sommità.
a stasera per tutte le foto e i commenti, e non dimenticate il Chrismas speech alle 16.00 italiane.


come questo delizioso alberello firmato Pell, al secolo Pellegrino Gaeta (che come accade anche ne Il Padrino in origine non si chiamava Gaeta, veniva da Gaeta, ma all’arrivo a Ellis Island ci fu un misunderstanding con l’ufficiale all’immigrazione). L’alberello, risalente agli anni ’60, è decorato nei classici colori natalizi, rosso e verde, che con gli strass bianchi rimanda anche alla nostra bandiera, riempiendoci di patrio orgoglio. E gli artigiani come Pell, credetemi, di lustro all’Italia ne hanno portato tanto.
Se questo breve excursus vi ha incuriosito, vi rimando al testo di Maria Teresa Cannizzaro, mia grande amica e vera autorità in materia. Perché tenete presente che dopo Natale viene San Valentino, e ci sono splendidi bijoux anche per quella occasione!
Tra Elisabeth decollata, Philippe rassegnato ed Emmanuel che non ne può più quasi quasi preferisco quella piramidale, col principino di sguincio.
Victoria di Svezia, forse influenzata dal 75° compleanno della madre – o magari dal centenario della Prima Guerra Mondiale – ci propone questa foto similseppia in cui la graziosa famigliola sembra il ritratto su una lapide. Dite la verità, non avete pagato il fotografo e quello si è vendicato! Una prece.
Per riprendermi mi ci vuole un panettone. Intero.
Tradizione in verità diffusa più nel Nord Europa e negli Stati Uniti, che a volte raggiunge vette di suggestiva bellezza. Che dire ad esempio di questa immagine, catturata dalla nostra inviata nel pittoresco villaggio alsaziano di Riquewhir? Certo, il fatto che il centro storico del paese sia rimasto praticamente identico a come era nel Cinquecento, e potrebbe essere lo sfondo ideale alle fiabe dei fratelli Grimm, aiuta decisamente l’effetto finale.
questo ad esempio è un pub londinese – il Churchill Arms, tra Kensington Palace e Notting Hill – il cui proprietario già da alcuni anni con l’avvicinarsi del periodo natalizio sostituisce la ricca decorazione floreale con qualcosa di più indicato, e ogni anno sempre più ricco. Oggi siamo a 97 (novantasette!) alberi di Natale addobbati con un totale di 21.500 luci. Niente male eh?
Ma loro sono abituati a fare le cose in grande: i cesti pieni di fiori che ne decorano la facciata nella bella stagione hanno ottenuto il riconoscimento del Chelsea Flower Show, la rassegna floreale più prestigiosa del mondo, solitamente inaugurata da Sua Maestà, che dà inizio alla season londinese.
La magia inizia già dal piccolo slargo antistante l’hotel, con i cavalli da giostra che spiccano contro la ricca decorazione dell’ingresso, caratterizzata dagli alberi di Natale sistemati sull’ampia tettoia.
Una volta dentro un altro cavallino dà uno speciale benvenuto agli ospiti, caso mai qualcuno avesse trovato la decorazione degli alberi troppo modesta.
Ed ecco la sala detta Promenade, che è quella dove viene servito l’Afternoon Tea. I divani di velluto verde e il bel pavimento fanno da sfondo a decorazioni floreali, alberi con le luci e dorate e ancora cavallini di legno dipinto. Non è un sogno?
Posa classica e ipernatalizia per i reali norvegesi: tutti davanti all’albero coi nonni sovrani seduti in primo piano e dietro di loro in piedi i principi ereditari Haakon e Mette-Marit coi figli: Alexandra Ingrid, che seguirà il padre sul trono, e Sverre Magnus, l’ultimogenito che sembra più vecchio di papà (ma siamo certi che superata l’infame adolescenza ci darà belle soddisfazioni). Da ammirare i tocchi natalizi: arredi e tappezzerie in oro e rosso, più le cravatte di re e principe ereditario e le scarpette della regina, tutte in una vibrante tonalità scarlatta. Decisamente il Grinch non abita qui!
Niente di particolarmente festivo per i Borbone, che hanno optato per un’immagine ispirata alla rigorosa sobrietà cara a Letizia. La quale è singolarmente inclinata a 30 gradi e pesantemente (per quanto tale avverbio possa riferirsi alla Reina, cioè poco) appoggiata alla figlia Leonor. Freudiana paura di cadere? Unico tocco natalizio, el Rey col pastorale.
La foto scelta dai sovrani belgi è un po’ la sintesi delle precedenti: una forma vagamente piramidale con al vertice l’erede al trono Elisabeth, i genitori seduti sulle poltroncine dorate – evidentemente un must in ogni palazzo reale – e il terzogenito Emmanuel plasticamente piazzato in diagonale.
Naturalmente, essendo la royal family hashemita di religione islamica, non di auguri di Natale si tratta ma di quelli per il nuovo anno. Nel quale tra l’altro il re Abd Allah (che sul suo sito è chiamato Abdullah, misteri della traslitterazione) festeggerà i 20 anni di regno, essendo salito al trono il 7 febbraio 1999. Guardando questi quattro bei ragazzi sembra piuttosto evidente che i geni del re siano più forti di quelli della regina.
Qui ogni anno si può scivolare sul ghiaccio nella Lower Plaza, ai piedi della statua di Prometeo, alle cui spalle si innalza il gigantesco albero di Natale.
Quello di quest’anno è alto 22 metri, addobbato con migliaia di luci colorate e coronato da un nuovo puntale, una stella che Swarovski ha realizzato apposta con tre milioni di cristalli.
Se non ce la fate ad andare a New York niente paura, la pista funziona fino al 21 aprile 2019, domenica di Pasqua, ma diciamo la verità, chi ha voglia di pattinare sul ghiaccio in primavera?
Si trova a Londra, e viene allestita nella corte d’onore di Somerset House, splendido palazzo georgiano tra lo Strand e il Tamigi, che sorge sull’area dove Edward Seymour Duca di Somerset, uno dei numerosi cognati di Enrico VIII, aveva iniziato a costruire la sua lussuosa residenza prima di cadere in disgrazia ed essere giustiziato. Quest’anno in più c’è la mostra evento Good grief, Charlie Brown, aperta fino al 3 marzo, e vi può capitare di pattinare direttamente con Snoopy.
Se siete tra quelli che a pattinare sul ghiaccio non ci pensano proprio, andate lo stesso, potete sempre consolarvi con un tè – o caffè o cioccolata calda – nello spazio allestito da Fortnum&Mason dove, c’è da dirlo? potete dedicarvi a un raffinato Christmas shopping. 