Royal chic shock e boh – Gran finale (parte prima)

La prima serata dell’anno mette in scena il cambiamento sul trono di Danimarca: per l’ultima volta Margrethe partecipa a una cena di gala come monarca, per l’ultima volta Mary interviene come principessa ereditaria. Questo passaggio, che chiude un’annata e un’epoca e ne apre di nuove, è talmente perfetto che non ho resistito a usarlo per iniziare l’ultimo post della nostra rubrica dedicato al 2023. Una lettura, spero piacevole, che possa accompagnare questi giorni sospesi, nell’attesa di scoprire un anno pieno di nuove mise a scandirne giorni ed eventi. Sulle royal ladies danesi in effetti non c’è troppo da dire, visto che i loro abiti erano quasi tutti già stati indossati, ma facciamolo lo stesso.

(Ph; Hanne Juul)

La protagonista indiscussa è lei, col suo meraviglioso abito di velluto color rubino (Birgit Hallstein) che debuttò a capodanno del 2007, quando Mary era incinta della secondogenita Isabella; nel tempo il modello che nasceva con una linea impero è stato modificato, la vita risistemata al suo posto e segnata da un cinturino spesso arricchito da una spilla, come in questo caso. La scollatura invece si è alzata assumendo la forma ideale per sorreggere il collare dell’Ordine dell’elefante; la linea della gonna è perfetta (e lei manovra lo strascico con aggraziata sapienza). Aggiungiamoci la parure di rubini che appartenne a Désirée Bernadotte e il gioco è fatto. Chic.

(Ph: Hanne Juul)

I principi cadetti Joachim e consorte sono apparsi di ottimo umore, forse persino sollevati. Come la cognata futura regina, anche Marie ha indossato di nuovo un abito già visto, della stilista danese Rikke Gudnitz, in pizzo bluette (che noia sto colore!). Un tessuto poco adatto alla pioggia invernale, con lo strascico appesantito dall’acqua che intralciava il passo. Purtroppo a me la principessa non piace particolarmente, non la trovo quasi mai elegante, molte volte banale. Questa è una di quelle volte. Boh.

(Ph: Hanne Juul)

Su Margrethe non torniamo, dato che pelliccia a parte era vestita come al compleanno del nipote Christian, prossimo Principe Ereditario (Royal chic shock e boh – Birthday gala edition). Dedichiamo invece la nostra attenzione alla sorella Benedikte. Non posso negare la mia ammirazione per il suo stile regalmente chic, vagamente androgino, a volte persino sorprendente. Ieri è arrivata inguainata in un abito di paillettes color melanzana, con scarpette ugualmente sbrilluccicose. Potremmo dire che la borsetta dorata fa un po’ troppo bamboletta, che il collare dell’Ordine dell’elefante andrebbe messo meglio, che l’altro collier c’entra poco o niente ed era meglio lasciarlo a casa. Ma la ragazza ad aprile compirà i suoi primi 80 anni, per cui è arrivato il momento di infrangere ogni regola. Chic, la adoro.

In questo breve video potete farvi un’idea degli abiti in movimento (Video: DR ©️) https://www.facebook.com/detdanskekongehus/videos/687829579845008?locale=it_IT

Esaurito l’argomento Danimarca (il 2 c’è stato anche il ricevimento del corpo diplomatico, ma ve lo risparmio) che ne dite se salutiamo l’anno appena trascorso con una rassegna delle robe de soirée indossate dalle royal ladies nell’ultimo mesetto? Considero la mozione approvata, e vado a incominciare. Con chi? Ovviamente con Lei. Vi immaginate che vita sarebbe senza Máxima? Se Willem-Alexander avesse sposato una simpatica connazionale, che so una Saskia fiammingamente elegante, magari con un tocco di luterana austerità? E invece… E invece no, Dio ce l’ha data e noi ce la teniamo! Martedì 28 novembre a Parigi, al Musée des Arts Décoratifs, la regina e la Première Dame inauguravano la mostra Iris van Herpen: Sculpting the Senses dedicata alla geniale stilista olandese e visibile fino al 28 aprile. Bene, se Brigitte Macron ha optato per una mise total white semplice e lineare, molto nel suo stile, la regina dei Paesi Bassi ha deciso di omaggiare la protagonista della serata e si è presentata così.

Monumentale. Devo dire che io trovo le creazioni di Iris van Herpen molto interessanti, forse più come oggetti che come abiti; sicuramente non sono semplici da indossare. Questo vestito è caratterizzato da ramages ricamati a mano che si intrecciano su un corpetto di tulle trasparente, in tonalità che vanno dal bianco al beige. La gonna è composta di pannelli allungati di crêpe de chine delicatamente plissettati. E siccome parliamo di Máxima, non ci stupisce che per slanciare il suo 1,78 piazzi sotto l’abito dei sandali Aquazzurra con altissimo plateau.

Molto bella anche l’acconciatura, sottolineata dai favolosi orecchini con enormi diamanti. E fatemi spezzare una lancia in favore della povera Brigitte, ridotta al ruolo di ancella, che tuttavia riesce a svolgere con onore. Siccome nessuna delle categorie che usiamo di solito basta a definire lo spettacolo offerto dalle due signore, direi favolosa una, decorosa l’altra.

Due sere dopo a Londra andava in scena l’annuale Royal Variety Performance, alla presenza dei Principi di Galles. Ora diciamoci la verità, dopo l’exploit della regina olandese chiunque avrebbe fatto un po’ effetto Cenerentola, però Catherine, dai… La sua scelta è caduta su Safiyaa, brand di recente molto apprezzato dalle royal ladies che amano in particolare (pure troppo) i suoi cape dress (Il caffè del lunedì (di martedì) – Gemelle). Il modello indossato dalla principessa è il Destiny, caratterizzato dalle spalline aguzze e dalle maniche che si allungano fino a terra. Lo trovo terribile, non so se mi piace meno il modello o il colore, un blu pavone che la stilista definisce Poseidon, immagino memore dell’omonimo transatlantico che finisce affondato in ben due film catastrofici. Banalissima la decorazione pietrificata allo scollo, si è capito che non mi piace? Shock.

Con i futuri sovrani britannici c’erano i futuri sovrani di Svezia in missione lodinese. Uno degli impegni di Victoria più diligentemente portati avanti è la promozione dello stile e del design svedesi; questa volta indossa un total look TOTEME: mise – composta da abito più stola triangolare – e gioielli. A un primo sguardo non nego una grande perplessità: mi sono chiesta se si fosse vestita da orsetta di peluche. Poi ho capito che il tessuto, di cui continuo a non essere convinta fino in fondo, dovrebbe essere composto da una sorta di sfrangiatura che lo rende così fluffy, per cui immagino che visto dal vivo l’effetto fosse decisamente migliore. Non ho trovato la composizione, ma facendo un giro sul sito (https://toteme-studio.com/) ho notato con piacere l’utilizzo di fibre nobili; mentre l’abito di Catherine, per dire, è in crêpe di puro polyestere. Mi piace molto la linea, che trovo molto moderna, così come i gioielli. Insomma, non mi convince fino in fondo ma mi piaciucchia. Boh.

Restiamo nel Regno Unito per un altro classico appuntamento di fine anno: il ricevimento del corpo diplomatico, organizzato a Buckingham Palace martedì 5 dicembre. Dopo sei mesi esatti la Principessa di Galles replica pari pari la mise indossata al ricevimento di nozze di Hussein e Rajwa: abito di paillettes rosa Jenny Packman con la Cambridge Lover’s Knit Tiara e i favolosi orecchini di diamanti di nonna Lilibet (Royal chic shock e boh – Royal wedding banquet). Boh era e boh resta. Più complicato parlare di Queen Camilla, di cui esiste solo la foto che vedete sopra, più un’altra dove si intravvede a malapena. L’abito di Fiona Clare è nel suo classico stile; questo ha un collo montante che non credo di aver visto prima ma più di tanto è impossibile dire. Anche perché l’attenzione di tutti è stata attratta dall’importante gioiello sfoggiato: un notevolissimo devant de corsage che nessuno conosceva, peraltro bizzarramente appuntato. Buckingham Palace ha reso noto che apparteneva alla Queen Mother, tuttavia nessuno ricorda di averglielo mai visto indosso. Potrebbe essere parte dell’importante eredità di Margaret Greville, che morì senza discendenza nel 1942 lasciando le proprie preziosissime gioie all’allora Queen Consort, la madre Elizabeth. L’abito sembra bello, i gioielli da sogno, ma l’insieme boh.

Lo stesso giorno i sovrani belgi atterrano a Berlino per una visita di stato, e la sera partecipano al banchetto di gala in loro onore. Qui assistiamo a una di quelle magie che a volte accadono, perché la Reine Mathilde e Frau Steinmeier (si chiama Elke Büdenbender ed è una giurista) si sono ritrovate meravigliosamente abbinate. La sovrana ha replicato un abito di velluto bordeaux (uno dei colori di stagione, che andrà fortissimo per tutto il 2024) di Armani Privé, e si vede, indossato cinque anni prima per un’altra visita di stato, questa volta in Francia (Royal chic shock e boh – Novembre 2018). La tiara è la stessa, quella delle Nove Province, di cui ora come allora ha scelto di mettere il solo bandeau; mossa assai opportuna in presenza di una controparte repubblicana. Al posto della fascia della Legion d’onore indossata a Parigi qui c’è una stola, che mi piace molto, e gioca di rimando con la mise arancio bruciato della first lady. Chic+chic. Ora so che vi aspettate una parola sull’orrendo smoking di Herr President, ma considerando che ha donato un rene alla moglie salvandole la vita mi asterrò, certi gesti sono molto più eleganti di qualunque abito ben tagliato.

La sera seguente come sempre sono gli ospiti a invitare i padroni di casa; di solito si tratta di un concerto, e anche questa volta la tradizione è stata rispettata. Devo dire che in questa foto mi piace molto l’armonia cromatica, data non solo dal rispetto del diplomatic dress, che prevede di omaggiare i colori della bandiera dell’altro Paese, ma anche dalla similarità delle due bandiere: tricolore a bande verticali nero-giallo-rosso la belga, tricolore a bande orizzontali nero-rosso-giallo la tedesca. La Reine sceglie il rosso; l’abito Natan, già indossato in precedenza, in chiffon laminato. Ha ottenuto molti commenti positivi cui Lady Violet non può aggiungere il suo: trovo che il modello non valorizzi la silhouette di Mathilde, boh. Mi piace molto invece la mise della first lady tedesca, in nero con tocchi di paillettes. Qualche foto evidenza la necessità di rivedere drasticamente l’underwear, ma facciamo finta di niente, chic.

(Ph: Clément Morin/© Nobel Prize Outreach)

Dicembre in Svezia vuol dire innanzi tutto una cosa: Nobel, con ben due eventi di gala. Per la consegna del premio, la sera di domenica 10 dicembre, la Principessa Ereditaria Victoria sfoggia una sinfonia di viola che ha deliziato Lady Violet: abito monospalla – lo so che molte di voi non lo amano, ma fate uno sforzo – della svedese Camilla Thulin abbinato alla parure di ametiste, che indovinate? Lady Violet adora. Una mise già indossata para para, fatta eccezione per la fascia dell’ordine, per la visita di stato dei sovrani olandesi a ottobre 2022. Repetita iuvant, chic!

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

Profondendoci in scuse per citarla dopo la figlia ecco Sua Maestà la Regina, con un abito dell’amata maison tedesca George et Arend. Anche in questo caso era stato già indossato, anch’esso lo scorso anno ma al galà in onore dei cinquant’anni di regno di Margrethe II, passato praticamente inosservato visto che, rinviato a causa della pandemia, alla fine si tenne domenica 11 settembre, col resto del mondo distratto dalla scomparsa di Queen Elizabeth II avvenuta tre giorni prima. In quel caso Silvia aveva abbinato all’abito tra il rosa e il lilla la parure di ametiste che questa volta ha prestato alla figlia, preferendo la tiara della Regina Sofia, che somiglia un po’ a una tela di ragno. Leggermente affaticata ma chic.

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

Svolta semidark per Sofia, in abito  Andiata e cascata di Swarovski al collo. In nero mi piace molto, esalta i suoi colori; la gonna in tulle non mi fa impazzire ma tutto sommato la combinazione con il corpino opaco non è male. Divertenti gli strass dei due collier abbinati alla tiara nuziale nella prima versione, con diamanti e smeraldi; avrei evitato i due bracciali, sempre Swarovski, così pedantemente abbinati. La maison (finlandese) che ha creato l’abito cita delle rose fatte a mano sulla vita, e credo che ce ne siano anche dietro.

E fin qui poteva andare, finché non ho visto altre rose nere, inutili e pure un po’ funeree, adornare la testa della principessa. Ma perché? Boh.

Non perdetevi la seconda parte!

La foto del giorno – Nuovo anno, nuovo corso

Ecco i protagonisti del giorno, e pure dell’anno. Questa sera la tradizionale cena di capodanno a Copenaghen si trasforma nel palcoscenico su cui va in scena l’ultima serata di gala di Margrethe come monarca e di Frederik e Mary come principi ereditari; tra due settimane lui sarà Sua Maestà il Re, lei Sua Maestà la Regina, mentre la sovrana, a quel punto ex, manterrà titolo e predicato, diventando Sua Maestà la Regina Margrethe.

(Ph: Jesper Sunesen)

Poco prima delle otto arriva l’auto con i futuri sovrani. Sotto una pioggia fastidiosa scende il futuro Frederik X in alta uniforme, la futura Queen Consort al suo fianco. Per una delle serate più importanti della sua vita Mary si è infilata di nuovo in un abito spesso indossato in questa occasione: in velluto rosso rubino, creato dalla danese Birgit Hallstein e rimaneggiato più volte. Perfetto con la splendida parure di rubini (Happy RubYear!), perfetto per i suoi colori e tra l’altro, come tutte le sfumature del bordeaux, pazzescamente di moda quest’anno. Soprattutto perfetto per non sembrare troppo overdressed con qualcosa nuova di pacca che urlasse soddisfazione; qui il messaggio è: tutto nella norma, tutto scorre. Geniale, brava, il suo regno ci darà molte soddisfazioni.

Per la cronaca, anche la regina uscente Margrethe ha riproposto un abito già indossato: quello color corallo che le abbiamo visto più di una volta, ad esempio alla cena di gala per il diciottesimo compleanno del nipote Christian (Royal chic shock e boh – Birthday gala edition); stessa tiara, quella di perle poirée, con la più importante collana en parure e naturalmente le insegne del suo rango, trattandosi di ricevimento ufficiale. Ora vedremo quali diademi potrà indossare Mary, Lady Violet trattiene a stento la sua curiosità.

Per quanto riguarda la cerimonia, più che di una incoronazione à la Charles dovrebbe trattarsi di una proclamazione, vedremo i dettagli nei prossimi giorni.

Il 2024 non poteva iniziare in modo migliore!

Breaking News! – Un nuovo Re

Nel tradizionale discorso di capodanno, la regina Marghrethe II di Danimarca ha appena annunciato che il prossimo 14 gennaio, al compimento del suo cinquantaduesimo anno sul trono, abdicherà in favore del figlio Frederik.

(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Scanpix)

Qualcosa mi dice che ne parleremo molto, certo che il 2024 non è ancora arrivato ed è già pieno di notizie!

Auguri, buona fine e miglior principio, e restate vicini al sofà di Lady Violet, che avremo un sacco da chiacchierare.

Le foto del giorno – Un mese a Natale

Manca esattamente un mese a Natale, e anche il nostro sofà inizia ad attrezzarsi.

(Ph: Lars H. Laursen)

Per molti anni Lady Violet è stata un’appassionata frequentatrice della Bottega Danese, delizioso negozio non lontano da Piazza Navona che nel periodo natalizio si trasformava in una sorta di mercatino riempiendosi di oggetti a tema, magari un po’ naif ma graziosissimi: dalle più semplici decorazioni per l’albero alle raffinate porcellane Royal Copenaghen. Quella dei mercatini di Natale è una delle più consolidate tradizioni dell’intera Scandinavia, cui solitamente non manca l’appoggio di qualche personaggio reale, come accade per quello annualmente organizzato nella Svenska Gustafskyrkan a Copenaghen, la chiesa della comunità svedese in Danimarca.

(Ph: Lars H. Laursen)

Nato nel 1912,il mercatino per molti anni è stato un appuntamento fisso per la regina Ingrid, nata principessa di Svezia. Alla sua morte nel 2000 l’incarico è passato alla figlia Benedikte, che lo assolve con impeccabile eleganza. Perfetto il cappotto verde abete (se non ora quando?) al quale io avrei però aggiunto una bella spilla a soggetto natalizio, che non sarà proprio una tradizione nordeuropea ma è ormai sdoganata ad ogni latitudine.

(Ph: Lars H. Laursen)

Dalla Danimarca arriva però un’altra notizia relativa al Natale, e – non se la prenda la schicchissima Benedikte – per i royal watcher è parecchio più interessante. È stato annunciato che la famiglia reale al completo trascorrerà le feste nel palazzo di Marselisborg ad Aarhus, dove la sovrana passa di solito parte delle vacanze estive. Margrethe arriverà il 20 dicembre e sarà poi raggiunta dai principi ereditari con i quattro figli, e dal figlio minore Joachim con la moglie Marie, i loro due bambini e Felix, figlio del primo matrimonio del principe; mancherà solo il maggiore, Nikolai, che se n’è andato a studiare in Australia (e diamogli torto…). Si ritroveranno dunque la matriarca, il figlio forse fedifrago, la moglie forse tradita, il figlio declassato, i nipoti di serie a e di serie b.

(Ph: Kongehuset)

Lady Violet non non può a questo punto fare a meno di immaginarsi il suo film di Natale preferito in salsa danese. Che film è? Ovvio, Parenti serpenti! Nell’attesa non mi dispiacerebbe sbirciare cosa accade dietro le tende dell’augusta magione.

Che dite, chiedo aiuto al pastore?

Le foto del giorno – Il cacciator nel bosco

Settimana un po’ complicata questa per Lady Violet, con qualche spostamento. Alla fine, comodamente piazzata su un pullman alla volta di casa, controllo un po’ di pagine/siti, con una certa attenzione alla Danimarca, per ovvie ragioni. E paf! Eccolo qua.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

Il principe ereditario – forse fedifrago, sicuramente incauto – Frederik, impegnato in una caccia reale a Gribskov, la cui visione mi innesca tre brevi riflessioni. Uno: la dicitura “caccia reale”- che ci informano svolgersi con la partecipazione di qualche royal dal 1 ottobre a metà gennaio nelle foreste statali del Paese – mi riporta subito alla mente certe scene di certi film con Henry VIII avvolto in mantelli di velluto con cappelli piumati e ingioiellati mentre cavalca nel countryside inglese a caccia di cervi, ordinando magari nel contempo qualche decapitazione. Comunque tutto un altro stile rispetto a questi signori, che sembrano usciti da un’edizione amatoriale del Franco cacciatore di Weber.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

Due: ho letto da qualche parte che Frederik avrebbe incontrato la señora Genoveva Casanova proprio nel corso di una battuta di caccia, una di quelle esclusivissime, organizzate di solito tra Austria Germania ed Est Europa, per partecipare alle quali bisogna sganciare bei quattrini. Lady Violet sempre più convinta, meglio evitarla proprio, la caccia.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

E soprattutto, tre: Frederik, non so come dirtelo ma quello che indossi più che winter camouflage sembra pitonato. Diciamo la verità, mimetizzarti non ti riesce granché. In nessuna occasione.

Le foto del giorno – Lo giuro!

Questa è giornata di notizie che riguardano royal compleanni. Dopo aver festeggiato Charles III, oggi settantacinquenne (Tre quarti di secolo) e – complice l’attuale situazione nell’area – aver inviato un piccolo pensiero Hussein I, padre dell’attuale sovrano di Giordania, che se non fosse stato ucciso da un linfoma ne avrebbe compiuti 88, dedichiamo un po’ di attenzione a Christian di Danimarca. Che non compie gli anni oggi, essendo diventato maggiorenne un mese fa, ma proprio in virtù della maggiore età questa mattina ha compiuto un passo fondamentale.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Nella Sala del Consiglio di Stato del Castello di Christiansborg il neodiciottenne Christian ha giurato fedeltà alla Costituzione, compiendo un passo necessario per esercitare all’occorrenza il ruolo di reggente. Se avete ancora negli occhi la bellezza della cerimonia analoga sostenuta due settimane fa dalla principessa delle Asturie, ecco, a Copenaghen non c’è stato nulla del genere. Secondo la legge danese, Christian ha sottoscritto una dichiarazione solenne, e speriamo che non abbia firmato con la matita!

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Il regno di Danimarca può contare su altri membri della famiglia reale per il ruolo di reggente: il figlio cadetto della sovrana, Joachim, la sorella minore Benedikte, e la principessa ereditaria Mary, che però, come gli altri due appena citati, non fa parte del Consiglio di Stato, dunque è comparsa solo per le foto. E viste quelle che in questi giorni girano sul marito non era per nulla scontato. Ma lei è una professionista, e si sarà anche voluta godere il gran momento del figlio.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Se la mise non è una delle sue migliori il gioiello scelto è un manifesto di intenti: la spilla Connaught con zaffiro diamanti e perle, storico gioiello di famiglia ricevuto in dono dai suoceri proprio per la nascita del primogenito, e indossato per il suo battesimo e per altri importanti eventi familiari. Una nuova versione di Dio me l’ha data e io me la tengo: Mary è lì e resta al suo posto. E anzi penso che quel cappottino celestino sia stato scelto proprio per far risaltare la spilla.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Più o meno chic, la futura regina è comunque molto più adeguata del Primo Ministro Mette Frederiksen, la signora in nero alla destra di Christian, con la gonna troppo corta e le ginocchia assai generosamente esposte.

Per fortuna niente è eterno

Non malignate, non mi sto riferendo alla durata dei matrimoni reali, né del matrimonio in generale. Mi riferisco al fatto che la visita di stato dei sovrani spagnoli in Danimarca, iniziata trionfalmente e rapidamente sprofondata nell’imbarazzo è arrivata al suo ultimo giorno. Oggi Felipe e Letizia se ne tornano in patria dove sicuramente si continuerà a parlare del fatto del giorno, che però loro potranno elegantemente ignorare (se non avete idea di ciò che sto dicendo, andate a leggere C’è del marcio in Danimarca?).

(Ph: Ida Marie Odgaard, Ritzau Scanpix)

Questa mattina Los Reyes, accompagnati dai principi ereditari, hanno partecipato a un incontro sull’architettura danese, ospitato nel BLOX, interessantissimo edificio contemporaneo affacciato sul porto di Copenaghen. Lascio a voi il commento sul linguaggio dei corpi.

(Ph: Kongehuset)

Congedandosi da Margrethe II, hanno firmato il libro degli ospiti di Fredensborg e non solo; è infatti tradizione che i capi di stato in visita firmino, con una penna dalla punta di diamante, il vetro di una delle finestre del palazzo.

(Ph: Kongehuset)

E finalmente si torna a casa!

P.S. il titolo è una citazione (a memoria) di un commento che sembra Grace de Monaco fece all’indirizzo di Onassis e Maria Callas durante la crisi tra il magnate greco e il Principe Rainier per il possesso della SBM. La lessi su un giornale molti anni dopo e mi colpì alquanto: niente è eterno, nemmeno il peccato. Ecco.

C’è del marcio in Danimarca?

Questa settimana è partita col botto quanto a eventi royal di alto, altissimo profilo. E mentre preparavo il post su King Charles e il Principe di Galles, che ai due lati della terra sono stati protagonisti di due eventi particolari, mentre pianificavo un ricco Royal chic shock e boh per raccontare attraverso le mise indossate la visita di stato dei sovrani spagnoli in Danimarca, arriva una notizia che rischia davvero di fare il botto, e si muove proprio sulla direttrice Madrid-Copenaghen.

Accade che la rivista spagnola Lecturas piazzi in copertina, e di conseguenza diffonda via social in tutto il globo terracqueo, una fotografia che mostra Frederik di Danimarca con una misteriosa bionda. Che è misteriosa per molti di noi, ma nei paesi iberci è ben nota: trattasi di Genoveva Casanova – un nome he sarebbe piaciuto alla divina Anna Marchesini – socialite di origine messicana che ha fatto fortuna e (almeno un) buon matrimonio con Cayetano Martínez de Irujo y Fitz-James Stuart. Che altri non è se non uno dei figli della compianta Duchessa d’Alba, cui prima del divorzio ha pure scodellato un paio di pupi. Se non ricordo male, Genoveva ebbe pure una liaison col connazionale cantante Luis Miguel (vi ricordate? Noi, ragazzi di oggi noooiii… Sanremo da qualche parte negli anni ’80), e insomma mi sembra una di quelle signore cui capita di innamorarsi solo di ricchi&famosi. Succede, soprattutto alle socialite. Ora viene fuori che Frederik avrebbe fatto un salto a Madrid, dove avrebbe incontrato quella che naturalmente è solo un’amica, la quale lo avrebbe ospitato per la notte. Ovviamente Lady Violet non ha idee in merito, ovviamente pensa che la gente che non vuole farsi beccare non esce insieme, a meno che invece dica di non volere ma voglia davvero farsi beccare; però mi permetto di dire che la tempistica è stata terribile. Di Frederik sono note passioni giovanili per biondissime fanciulle, e il matrimonio con una bruna fu accolto con divertita sorpresa; per il resto a me è sempre sembrato piuttosto distratto, certo non uno che pianifica tradimenti come se giocasse a Risiko. E la bella Mary in quei giorni dov’era? Sembra che l’incontro sia avvenuto nel breve periodo (23/25 ottobre) da lei trascorso negli USA per un incontro sul bullismo giovanile, e soprattutto per perorare la causa della Danimarca a membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il prossimo biennio. Nazioni unite e coppie scoppiate? Vedremo, al momento alla corte danese tutto tace, mentre Genoveva si è affrettata a smentire.

Lady Violet si permette però di dare un piccolo consiglio a Sua Maestà Margrethe II: esamini la possibilità di darsi definitivamente al bricolage, lasciando trono e incombenze al figlio maggiore, che a 55 anni non sa più come impegnare il tempo e rischia qualche distrazione di troppo. Olè.

Royal chic shock e boh – Sweet November

Royal Halloween

Giuro, ho visto questa foto e mi sono chiesta se l’impareggiabile Máxima si fosse unita ai bambini a caccia di dolcetto o scherzetto. E invece no, è solo la mise scelta per uno dei suoi tanti impegni, in questo caso i trent’anni di Home-Start Nederland, programma mondiale di supporto per le famiglie, con l’obiettivo principale di assisterle nella crescita dei bambini piccoli. L’abito in tweed bianco e nero di Dolce & Gabbana (ce l’ha uguale Amal Clooney), arricchito da una grande spilla Natan, mi piace e le sta bene; il cappello è Philip Treacy e benché io ami lui e le sue creazioni in questo caso secondo me rende tutto troppo overdressed; lei è bella, anche elegante – calze lucide a parte – ma mi sembra un po’ troppo. Attendo con interesse il vostro parere, per me francamente boh. Però certo non si può dire che quando arriva lei, camminando sulle Gianvito 105 di Gianvito Rossi, non si capisca che è la regina.

Nonostante abbia annunciato da vari mesi il rientro con la famiglia nella madrepatria, la Principessa Madeleine di Svezia vive ancora negli USA, a Miami; e una foto degli O’Neal mascherati per Halloween non manca mai. Quest’anno il figlio si è messo la maschera di Scream, le due bambine non ho capito da cosa sono vestite, i genitori sembrano due cantanti country, o una cosa così. Una breve ricerca ha spiegato l’arcano: Adrienne, la piccola di casa, è Anna, la sorella della bionda Elsa nel cartone Frozen, Nicolas è l’unico che avevo indovinato, la figlia maggiore Leonore è la Barbie dell’omonimo film. I genitori invece dovrebbero essere lei Beth (con un abito Derek Lam 10 Crosby) e lui Rip della serie televisiva Yellowstone (confesso, mai vista). Boh, io invero li trovo terribili, mi assale il dubbio di essere troppo antica.

Tartan Queens

Torniamo su un terreno meno rischioso, squisitamente autunnale, e adorato da Lady Violet: il tartan. E riprendiamo da Máxima, che lo ha scelto per il Prix de Rome (nonostante il nome, è un premio olandese dedicato agli artisti, che immagino ottengano la possibilità di un periodo di studi nell’Accademia del loro Paese a Roma). L’abito è Natan, la borsa il modello Moneypenny di Sophie Habsburg. Non sono una fan di quel cappello, ma nell’insieme (come avrebbe detto mia madre) la trovo chic.

La Principessa di Galles non si è vista moltissimo nelle ultime settimane, ma il 2 novembre era in Scozia con il marito William (che ora ha raggiunto Singapore per gli Earthshot Prize). Lo scopo, conoscere iniziative dedicate ai più piccoli e alla loro salute fisica e mentale, che è il suo principale campo di interesse e di impegno. William non si è ancora convinto a indossare il kilt – prima o poi lo farà, ne sono certa – Catherine intanto ha sfoggiato una bella giacca imbottita Burberry, con simpatici pantaloni a zampetta (Mother Denim). Trovo orrendi gli scarponcini Ba&Sh, per il resto chic.

Terza royal lady, terza interpretazione del tartan; questa volta è Mary di Danimarca, che si è concessa un bagno di folla nella cittadina di Esbjerg con un giaccone reversibile di Massimo Dutti indossato dal lato scozzese (l’altro è in tinta unita navy) e completato con pantaloni ampi, dolcevita e guanti blu. Chic. Si è capito che mi piace il tartan?

Ma quanto sono carini? E come sta bene Mary col beanie di cashmere, cioè quel modello di cappello/cuffia che sta male praticamente a chiunque abbia superato l’adolescenza?

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La sera la coppia ha consegnato i premi a loro intitolati, i Kronprinsparrets Priser; la futura regina consorte di Danimarca ha scelto un abito midi di velluto blu, del brand danese Rotate, trapunto di cristalli che lo accendono come il cielo del Nord. Non mi fa impazzire, però è il suo stile ed è adatto all’occasione; ma perché il marito si è presentato con un abito da giorno, per di più marrone? Boh.

Chi si rivede!

(Ph: Fredrik Varfjell/NTB)

Nell’ultimo post (Royal chic shock e boh – Bye bye October) avevamo accennato al fatto che il Re di Norvegia era stato colpito dal covid ma si era già ripreso, ed ecco la prova: il 31 ottobre i sovrani, accompagnati dagli eredi, hanno offerto un pranzo per i 75 anni del Nordic Council, che riunisce i paesi scandinavi – Danimarca Norvegia Svezia, più Islanda e isole – per armonizzarne le politiche. Se Sonja è chic as usual in una mise bordeaux che indossa spesso, Mette-Marit è apparsa un po’ infagottata in un abito a riquadri crema e lime Dior, da cui francamente mi aspetterei qualcosa di meglio. Shock.

In serata, sotto la prima neve di Oslo, i Principi Ereditari sono arrivati all’Opera per consegnare i premi per l’Ambiente assegnati dal Nordic Council. Sotto una cappa di pelliccia su cui non mi pronuncio la principessa indossa un lungo abito a fiori (byTiMo). Mia madre aveva qualcosa del genere, ma lo portava d’estate. Mi sembra un po’ informe, pasticciato.

E visto che Haakon porta un semplice completo blu, non era meglio un abito più semplice, magari midi? Boh, ma complimenti alla signora con gli scarponi fucsia.

Il 3 novembre c’è stato il gemellaggio tra il comune di Monaco e quello ligure di Dolceacqua; dal Palais princier ci informano che la firma “avviene esattamente cinque secoli dopo il giuramento di fedeltà degli amministratori di Dolceacqua, Apricale, Isolabona e Perinaldo, ad Augustin Grimaldi, signore di Monaco e vescovo di Grasse, a Monaco, il 3 novembre 1523”. In effetti nella foto non compare nessuno dei due sindaci, Georges Marsan e Fulvio Gazzola, in compenso si può apprezzare a figura intera Charlène e il suo completo pantaloni misto cachemire firmato Chloe. Tralasciando il colore, che non deve piacere a me (e infatti non mi piace) ma non mi sembra che la valorizzi particolarmente, il taglio così over non mi convince per niente; le fa le spalle ancora più ampie e la testa ancora più piccola. Boh. Segnalo che il primo signore a sinistra, col completo che deve essersi ritirato dopo un passaggio in lavatrice, è S.E. Giulio Alaimo, il nostro ambasciatore nel Principato.

E per continuare a farci del male, ecco una immagine del pomeriggio, quando la scena si è spostata a Dolceacqua; Charlène è rimasta a casa (diamole torto…) mentre ha fatto la sua non particolarmente elegante comparsa il senatore Gasparri, ché alla fine Albert II è sempre un capo di stato straniero, e va ricevuto con una certa formalità. La prossima volta facciamo un piccolo sforzo in più, dai.

Madri e figlie

Se la notizia della settimana è senz’altro il diciottesimo compleanno della Princesa de Asturias con conseguente giuramento sulla Costituzione che ne sancisce l’assunzione ufficiale del ruolo di principessa ereditaria, quella di stile potrebbe tranquillamente essere l’abito della sorella Sofía. Che per il gran día di Leonor ha scelto un leggero capedress Erdem leggero romantico e svolazzante, ma invece che comprarlo l’ha noleggiato sulla piattaforma spagnola Borow, dimostrando così che la scelta consapevole l’attenzione allo spreco e alla sostenibilità si confermano centrali per le nuove generazioni, anche royal.

(Ph: EFE/ Jesús Diges)

Tre giorni dopo la loro madre Letizia ha partecipato al Festival cinematografico Ópera Prima a Tudela, in Navarra, dove ha consegnato alla vedova una targa in memoria di Carlos Saura. per l’occasione ha scelto il grigio, un abito Cortana con stivali alti sopra al ginocchio di Nina Ricci. A seconda delle foto, l’abito sembra a volte brutto a volte bello, quindi facciamo la media: boh.

(Ph: The Temple Church)

Chiudiamo con lei, la Princess Royal, che nei giorni scorsi ha partecipato alla Choral Evensong a Temple Church, incantevole chiesa londinese da visitare assolutamente la prossima volta che andrete a Londra, nel caso non la conosceste. Nel corso del servizio religioso, celebrato il 2 novembre, la principessa ha letto un brano della lettera ai Corinzi, lo stesso letto al funerale della defunta Regina. E lo ha fatto indossando un mantello che abbiamo spesso visto indossato da sua madre. In panno di lana nero, chiuso da un alamaro e quattro bottoni dorati, creato dalla manifattura Admiral.

Si può immaginare qualcosa di più chic?

Royal chic shock e boh – Birthday gala edition

Archiviati cronaca foto e dettagli, non ci resta da esaminare che le mise delle signore presenti alla cena di gala per il diciottesimo compleanno di Christian di Danimarca; scattati durante la serata anche i ritratti ufficiali del giovanotto, da solo e con la famiglia.

Core de mamma

(Ph: Dennis Stenild, Kongehuset)

Quasi tutte le royal ladies hanno preferito tirar fuori dall’armadio abiti già visti, e in fondo mi sembra una scelta saggia; così ha fatto Mary, apparsa varie volte molto emozionata nella prima serata tutta in onore del figlio. La futura regina consorte è rimasta in Danimarca con l’abito blu di Jesper Høvring: bella la linea, bello lo scollo, non sono convintissima di come ci si appoggia la fascia dell’Ordine dell’Elefante, ma in linea di massima tutto piacevole e tutto in perfetto equilibrio con la tiara che è quella nuziale, piccola e delicata.

(Ph: Dennis Stenild, Kongehuset)

Lo stesso Høvring ha firmato la mise, un po’ tuta un po’ capedress, della figlia minore Josephine, piuttosto overdressed come del resto la sorella maggiore Isabella, con un abito Safiyaa un po’ eccessivo per i suoi sedici anni. Chic la madre, troppo giovani le figlie per essere valutate.

Le ragazze di ieri

Anche la sovrana ha scelto, direi ovviamente, una creazione danese: un abito rosso corallo di Birgitte Thaulow, indossato altre volte. Il colore secondo me è terribile, ma alla fine è abbastanza allegro per l’occasione; peccato che, a mio avviso, non metta in adeguato risalto quella cascata di perle e diamanti che compongono la tiara Pearl Poiré, abbinata al suo dévant de corsage, a un collier con perle enormi e a importantissimi orecchini.

Ora che sono tutte vedove, le tre sorelle spesso compaiono insieme come quando erano ragazze. Per festeggiare Christian, Anne-Marie ripropone para para la scelta fatta per il giubileo di Carl Gustaf (Royal chic shock e boh – Cinquanta di questi giorni (parte seconda): abito blu metallico di Celia Kritharioti con la tiara del Khedivé; sulla spalla destra della ex sovrana di Grecia brilla la favolosa spilla di diamanti dono del marito per la nascita dell’erede Pavlos, nel 1967. La solitamente elegante Benedikte arriva con uno di quei modelli stile Burda, del couturier danese Johnny Alexander Wichmann, col corpetto tinta unita e la gonna – con pure un po’ di strascico – in una fantasia geometrica. Diciamo che mi piace lo scollo, perfetto per la fascia dell’ordine. E naturalmente il set collana e orecchini con grandi ametiste che sta bene anche con la Berleburg Fringe tiara. Un grande boh x tre.

Le ragazze di oggi

(Ph: Hanne Juul)

Il gala in onore di Christian è stato anche l’occasione per vedere riunite un po’ di future sovrane. La Svezia ne ha inviate addirittura due: Victoria, una delle madrine di battesimo del festeggiato, e la figlia Estelle. A parte l’errore nel posizionamento della placca (I 18 anni di Christian – Dettagli quisquilie e pinzillacchere) la prossima sovrana svedese non mi fa impazzire: non è tanto il modello dell’abito Elie Saab, già indossato precedentemente, ma il colore: quella sfumatura cappuccino è terribile; ulteriormente peggiorato dal celeste chiaro della fascia dell’ordine. La tiara Boucheron a foglie di alloro è quella ereditata dalla defunta prozia Lilian – protagonista di una delle più romantiche love story reali (Bertil e Lilian, omnia vincit amor) – che spesso la indossava insieme all’importante collana di diamanti appartenuta alla regina Josephina. Boh. Adorabile Estelle, che crescendo ci sommergerà di soddisfazioni. La principessina undicenne indossa un abito creato proprio per lei da Christer Lindarw, autore dell’abito arancio della madre che tanto ci era piaciuto (Royal chic shock e boh – Cinquanta di questi giorni (parte prima) ottima scelta!

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

Se non ricordo male sia Haakon sia Mette-Marit furono tra i padrini al battesimo di Christian, e la coppia è arrivata in pompa magna con la figlia Ingrid Alexandra, cui è stato riservato l’onore di sedere alla tavola con Margrethe e Christian. Ferma restando la gioia di vedere Mette-Marit sorridente e attiva, la sua mise è francamente terrificante. Creazione del norvegese Peter Dundas, che pure vanta un curriculum importante, l’abito in seta pesante azzurro cielo sembra proprio uno di quelli che nei decenni scorsi si portavano nei grandi ricevimenti reali, e nessuno di noi aveva mai visto nella vita reale, né mai avrebbe indossato. Non capisco a cosa serva quella decorazione che circonda le spalle – Lady Violet è della vecchia scuola, per cui anche nel design le cose devono avere un senso – unico aspetto passabile: il colore a lei così, chiara, non sta male. Shock.

Il discorso del colore non è secondario: guardate l’abito di Ingrid Alexandra: è una creazione Emilio Pucci che la madre indossò al ricevimento per le nozze tra Albert e Charlène, a luglio 2011. A parte il fitting che sulla giovane principessa non mi convince, penso che non doni troppo neanche ai suoi capelli castani. Singolare che la figlia indossi una tiara, la Boucheron a cerchi con perle che le è stata assegnata quando ha raggiunto la maggiore età, più importante di quella materna, il piccolo bandeau di margherite. Boh.

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

Le mie preferite, senza alcun dubbio; se il buon giorno si vede dal mattino, ci aspettano tempi gloriosi. A sinistra Catharina-Amalia, Principessa d’Orange, erede al trono olandese, 20 anni il prossimo 7 dicembre. Indossa un capedress di Essentiel Antwerp – il modello Batermelon – in una tonalità di blu inchiostro, che varia un pochino sotto le luci; perfetta la scelta dei gioielli: un collier a rete con diamanti e zaffiri a completare quelli della tiara della Regina Emma, realizzata nel 2009 utilizzando parti della parure di zaffiri della stessa sovrana e parti di un dono di nozze ricevuto da Wilhelmina. Ai piedi le Hangisi di Manolo Blanhik, e proprio nel colore reso indimenticabile dalla Carrie di Sex and the City. Chic. A destra Elisabeth, Duchessa di Brabante ed erede al trono belga, 22 anni il 25 ottobre. A lei è toccato Natan ma questa volta ci possiamo accontentare: abito color champagne che (forse) sarebbe piaciuto anche a Audrey Hepburn; non amo troppo quelle pieghe che partono dalla vita ma adoro i guanti, e trovo che la piccola tiara Wolfers doni ai suoi lineamenti delicati più di quella torreggiante che le abbiamo visto altre volte. Chic più chic. Se poi siete curiosi di vedere un punto di incontro tra l’abito di Catharina-Amalia e Elisabeth, andate a guardare la mise che la principessa belga indossava al royal wedding giordano: Va in scena il royal wedding – Gli invitati.

Le zie

Ci si chiedeva se Joachim e la sua famiglia sarebbero tornati da Washington per festeggiare il nipote, e la risposta è sì. Assente solo il primogenito Nikolai, al momento in Australia, abbiamo potuto apprezzare la delizia di Athena in abitino luccicante di paillette oro rosa (Grace Karin) e ballerine dorate di Zara. Tanto mi è piaciuta la figlia tanto poco la madre. Io raramente trovo Marie elegante, ma questa mise (Elie Saab) ha qualcosa, perdonatemi il termine, di disturbante, non vorrei dire che mi evoca quasi una certa nudità, forse a causa del terribile punto di rosa, ma insomma non mi piace per niente. Splendida la tiara floreale della principessa Dagmar, che Marie indossa quasi sempre a partire dal giorno delle nozze, ma il resto per me è shock, compresi i sandali dorati col plateau.

(Ph: Hanne Juul)

Pavlos di Grecia, oltre ad essere cugino di Frederik, è un altro dei padrini di battesimo di Christian. La moglie, la solitamente elegante Marie-Chantal, questa volta mi ha sorpresa: non solo per l’errore nell’indosso della fascia dell’ordine di Santa Olga e Sofia, ma anche per altro. Da qualche tempo sta incrementando l’uso di abiti di stilisti greci: questo rosa cipria, di Mary Katrantzou non sarebbe male, a parte le maniche tremenderrime. Ma la sontuosa tiara della Regina Sophia è troppo importante per l’occasione, e incomprensibile la clutch di cocco – o peggio ancora stampa cocco – che non c’entra nulla né con l’abito né soprattutto con l’occasione (i rettili, ove fossero indispensabili, sono da indossare di giorno, e per impegni non particolarmente formali). Boh.

Lui è Gustav von Sayn-Wittgenstein-Berleburg, unico figlio maschio della principessa Benedikte, dunque altro cugino di Frederik, lei è sua moglie Carina. Abbiamo parlato di loro di recente, in occasione del battesimo del loro bambino (E vissero tutti felici e contenti); in questo caso è Christian ad essere stato padrino del cuginetto. Da Carina, con un passato da modella, mi sarei aspettata qualcosa di meglio: difficile immaginare un modello meno donante di questo, firmato Birgit Hallstein, stilista che spesso crea mise per le reali danesi. Anche Carina porta le Hangisi di Manolo Blahnik, nel suo caso bordeaux, e la tiara indossata al suo matrimonio. Gioiello splendido, ma shock.

(Ph: Hanne Juul)

Chiudiamo con Jane, sorella maggiore della principessa Mary, accompagnata dal marito Craig Stephens (che vi dirò, col frac fa una gran bella figura). Jane, a sua volta madrina di battesimo del nipote Christian, ha scelto un semplice abito di velluto blu, senza infamia e senza lode, decorandolo con una favolosa spilla di cristalli ton-sur-ton. Nulla sappiamo di cotanto pezzo, ma sembra proprio una spilla vintage, simile a quelle tanto di moda negli anni ’50. Poi gli orecchini in oro giallo con la perla nulla ‘c’entrano, ma accontentiamoci. Abito boh, spilla wow!