Le donne del giorno

Oggi usiamo una foto di un paio di anni fa relativa a una visita di Catherine – allora Duchessa di Cambridge – in Danimarca, per parlare delle donne del giorno.

Divenuta nel frattempo Principessa di Galles, oggi Catherine compie 42 anni e probabilmente festeggerà privatamente in famiglia, come sua abitudine. Le facciamo i nostri auguri e rimaniamo in Danimarca per i dettagli appena resi noti dalla Casa reale sull’abdicazione della regina Margrethe, che domenica renderà Mary la nuova regina consorte.

Alle 13.35 i Principi Ereditari insieme con il figlio maggiore Christian partiranno dalla residenza di Amalienborg a bordo di un’automobile, alla volta del palazzo di Christiansborg.

Due minuti dopo, alle 13.37, Margrethe lascerà Amalienborg e raggiungerà Christiansborg a bordo di un carrozza scortata da uno squadrone di Ussari a cavallo.

Alle 14.00 è fissato il Consiglio di Stato nel Palazzo di Christiansborg, cui parteciperanno Margrethe II, Frederik e Christian. Mary evidentemente aspetterà fuori, ma sarà l’ultima volta. La firma della regina sull’atto di abdicazione è l’atto che segna il passaggio dei poteri, in quel momento il Principe Ereditario diventerà Re Frederik X. La cerimonia durerà pochi minuti; alle 14.15 Margrethe rientrerà nella residenza di Amalienborg, mentre alle 14.30 i nuovi sovrani offriranno un piccolo ricevimento per selezionatissimi ospiti.

Ore 15.00 il nuovo Re uscirà sul balcone di Christiansborg, dove sarà proclamato dal Primo Ministro Mette Frederiksen, pronuncerà il suo primo discorso al Paese e rivelerà il motto che ha scelto per il suo regno.

Alle 15.10 salve di cannone saranno sparate in onore del nuovo sovrano, mentre lo stendardo reale verrà ammainato dalla residenza di Margrethe.

Ore 15.30 i nuovi sovrani rientreranno ad Amalienborg, questa volta la carrozza e la scorta degli Ussari a cavallo toccherà a loro.

Ore 17.00 ad Amalienborg le insegne reali saranno trasferite dal palazzo di Christian IX, residenza di Margrethe, a quello di Frederik VIII, residenza dei nuovi sovrani.

Il giorno dopo, lunedì 15 alle ore 10.00, i sovrani saranno in Parlamento, dove il presidente e il Primo Ministro terranno un discorso.

La domenica seguente, 21 gennaio, la famiglia reale parteciperà ad una cerimonia religiosa nella cattedrale di Aarhus.

E sarà l’inizio di una nuova era.

(penso sarà possibile seguire il tutto in streaming, stay tuned per ulteriori informazioni)

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Mancano nove giorni al passaggio di testimone sul trono danese, e la mia impressione è che l’anziana regina non sia mai stata così popolare.

Ieri la sovrana ha, per l’ultima volta da monarca regnante, viaggiato sulla carrozza d’oro di Christian VIII da Amalienborg – il complesso di edifici dove risiede la famiglia reale – a Christiansborg, dove ha sede il governo. Avvolta in una delle sue pellicce, nella citta innevata, la scena sembrava veramente la sintesi della fine di un’epoca.

(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Scanpix)

Dopo la grand soirée del primo giorno dell’anno altri due ricevimenti sono seguiti: il 3 e il 4 gennaio, per incontrare tutte le autorità del Paese, dagli alti ranghi militari al corpo diplomatico accreditato in Danimarca. Appuntamenti tradizionali che quest’anno sicuramente saranno stati l’occasione per Margrethe II di accomiatarsi. La regina abdica, viva il re.

(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Scanpix)

Quanto a domenica 14, giorno scelto per l’abdicazione, è stato diffuso lo stringatissimo programma: alle ore 14.00 il Consiglio di Stato si riunirà a Christiansborg; qui Margrethe II firmerà il documento di abdicazione in favore del figlio. Alle 15.00 il Primo Ministro Mette Frederiksen proclamerà Re Frederik X al balcone del palazzo. Alle 17.00 la scena si sposterà nel complesso di Amalienborg: qui gli stendardi reali verranno trasferiti dal palazzo di Christian IX, residenza di Margrethe, a quello di Frederik VIII, dove abita il nuovo sovrano con la famiglia. Al momento non ci sono altre notizie; non sappiamo dunque se ad esempio i nuovi regnanti faranno un giro per le vie della capitale con conseguente bagno di folla. Intanto lunedì 8 si festeggia il tredicesimo compleanno dei gemelli Vincent e Josephine, figli minori di Frederik e Mary.

E per quelli che se lo stanno chiedendo, ricordo che i sovrani danesi per tradizione si chiamano alternativamente Christian e Frederik, e l’uso è così radicato che quando è toccato a Margrethe ha chiamato il figlio Frederik come suo padre, in modo che il ritmo uno sì/uno no fosse rispettato. Mary invece sarà la prima regina ad essere nata in terra d’Australia: ha infatti visto la luce in Tasmania il 5 febbraio 1972. Chissà se il suo compleanno sarà l’occasione per un primo gala da sovrana. Sarà poi anche interessante capire chi rappresenterà nei vari eventi la Corona, dato che al momento in pista ci sono solo i futuri sovrani, vedremo!

La foto del giorno – Nuovo anno, nuovo corso

Ecco i protagonisti del giorno, e pure dell’anno. Questa sera la tradizionale cena di capodanno a Copenaghen si trasforma nel palcoscenico su cui va in scena l’ultima serata di gala di Margrethe come monarca e di Frederik e Mary come principi ereditari; tra due settimane lui sarà Sua Maestà il Re, lei Sua Maestà la Regina, mentre la sovrana, a quel punto ex, manterrà titolo e predicato, diventando Sua Maestà la Regina Margrethe.

(Ph: Jesper Sunesen)

Poco prima delle otto arriva l’auto con i futuri sovrani. Sotto una pioggia fastidiosa scende il futuro Frederik X in alta uniforme, la futura Queen Consort al suo fianco. Per una delle serate più importanti della sua vita Mary si è infilata di nuovo in un abito spesso indossato in questa occasione: in velluto rosso rubino, creato dalla danese Birgit Hallstein e rimaneggiato più volte. Perfetto con la splendida parure di rubini (Happy RubYear!), perfetto per i suoi colori e tra l’altro, come tutte le sfumature del bordeaux, pazzescamente di moda quest’anno. Soprattutto perfetto per non sembrare troppo overdressed con qualcosa nuova di pacca che urlasse soddisfazione; qui il messaggio è: tutto nella norma, tutto scorre. Geniale, brava, il suo regno ci darà molte soddisfazioni.

Per la cronaca, anche la regina uscente Margrethe ha riproposto un abito già indossato: quello color corallo che le abbiamo visto più di una volta, ad esempio alla cena di gala per il diciottesimo compleanno del nipote Christian (Royal chic shock e boh – Birthday gala edition); stessa tiara, quella di perle poirée, con la più importante collana en parure e naturalmente le insegne del suo rango, trattandosi di ricevimento ufficiale. Ora vedremo quali diademi potrà indossare Mary, Lady Violet trattiene a stento la sua curiosità.

Per quanto riguarda la cerimonia, più che di una incoronazione à la Charles dovrebbe trattarsi di una proclamazione, vedremo i dettagli nei prossimi giorni.

Il 2024 non poteva iniziare in modo migliore!

Le foto del giorno – Il cacciator nel bosco

Settimana un po’ complicata questa per Lady Violet, con qualche spostamento. Alla fine, comodamente piazzata su un pullman alla volta di casa, controllo un po’ di pagine/siti, con una certa attenzione alla Danimarca, per ovvie ragioni. E paf! Eccolo qua.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

Il principe ereditario – forse fedifrago, sicuramente incauto – Frederik, impegnato in una caccia reale a Gribskov, la cui visione mi innesca tre brevi riflessioni. Uno: la dicitura “caccia reale”- che ci informano svolgersi con la partecipazione di qualche royal dal 1 ottobre a metà gennaio nelle foreste statali del Paese – mi riporta subito alla mente certe scene di certi film con Henry VIII avvolto in mantelli di velluto con cappelli piumati e ingioiellati mentre cavalca nel countryside inglese a caccia di cervi, ordinando magari nel contempo qualche decapitazione. Comunque tutto un altro stile rispetto a questi signori, che sembrano usciti da un’edizione amatoriale del Franco cacciatore di Weber.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

Due: ho letto da qualche parte che Frederik avrebbe incontrato la señora Genoveva Casanova proprio nel corso di una battuta di caccia, una di quelle esclusivissime, organizzate di solito tra Austria Germania ed Est Europa, per partecipare alle quali bisogna sganciare bei quattrini. Lady Violet sempre più convinta, meglio evitarla proprio, la caccia.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

E soprattutto, tre: Frederik, non so come dirtelo ma quello che indossi più che winter camouflage sembra pitonato. Diciamo la verità, mimetizzarti non ti riesce granché. In nessuna occasione.

Le foto del giorno – Lo giuro!

Questa è giornata di notizie che riguardano royal compleanni. Dopo aver festeggiato Charles III, oggi settantacinquenne (Tre quarti di secolo) e – complice l’attuale situazione nell’area – aver inviato un piccolo pensiero Hussein I, padre dell’attuale sovrano di Giordania, che se non fosse stato ucciso da un linfoma ne avrebbe compiuti 88, dedichiamo un po’ di attenzione a Christian di Danimarca. Che non compie gli anni oggi, essendo diventato maggiorenne un mese fa, ma proprio in virtù della maggiore età questa mattina ha compiuto un passo fondamentale.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Nella Sala del Consiglio di Stato del Castello di Christiansborg il neodiciottenne Christian ha giurato fedeltà alla Costituzione, compiendo un passo necessario per esercitare all’occorrenza il ruolo di reggente. Se avete ancora negli occhi la bellezza della cerimonia analoga sostenuta due settimane fa dalla principessa delle Asturie, ecco, a Copenaghen non c’è stato nulla del genere. Secondo la legge danese, Christian ha sottoscritto una dichiarazione solenne, e speriamo che non abbia firmato con la matita!

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Il regno di Danimarca può contare su altri membri della famiglia reale per il ruolo di reggente: il figlio cadetto della sovrana, Joachim, la sorella minore Benedikte, e la principessa ereditaria Mary, che però, come gli altri due appena citati, non fa parte del Consiglio di Stato, dunque è comparsa solo per le foto. E viste quelle che in questi giorni girano sul marito non era per nulla scontato. Ma lei è una professionista, e si sarà anche voluta godere il gran momento del figlio.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Se la mise non è una delle sue migliori il gioiello scelto è un manifesto di intenti: la spilla Connaught con zaffiro diamanti e perle, storico gioiello di famiglia ricevuto in dono dai suoceri proprio per la nascita del primogenito, e indossato per il suo battesimo e per altri importanti eventi familiari. Una nuova versione di Dio me l’ha data e io me la tengo: Mary è lì e resta al suo posto. E anzi penso che quel cappottino celestino sia stato scelto proprio per far risaltare la spilla.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Più o meno chic, la futura regina è comunque molto più adeguata del Primo Ministro Mette Frederiksen, la signora in nero alla destra di Christian, con la gonna troppo corta e le ginocchia assai generosamente esposte.

Per fortuna niente è eterno

Non malignate, non mi sto riferendo alla durata dei matrimoni reali, né del matrimonio in generale. Mi riferisco al fatto che la visita di stato dei sovrani spagnoli in Danimarca, iniziata trionfalmente e rapidamente sprofondata nell’imbarazzo è arrivata al suo ultimo giorno. Oggi Felipe e Letizia se ne tornano in patria dove sicuramente si continuerà a parlare del fatto del giorno, che però loro potranno elegantemente ignorare (se non avete idea di ciò che sto dicendo, andate a leggere C’è del marcio in Danimarca?).

(Ph: Ida Marie Odgaard, Ritzau Scanpix)

Questa mattina Los Reyes, accompagnati dai principi ereditari, hanno partecipato a un incontro sull’architettura danese, ospitato nel BLOX, interessantissimo edificio contemporaneo affacciato sul porto di Copenaghen. Lascio a voi il commento sul linguaggio dei corpi.

(Ph: Kongehuset)

Congedandosi da Margrethe II, hanno firmato il libro degli ospiti di Fredensborg e non solo; è infatti tradizione che i capi di stato in visita firmino, con una penna dalla punta di diamante, il vetro di una delle finestre del palazzo.

(Ph: Kongehuset)

E finalmente si torna a casa!

P.S. il titolo è una citazione (a memoria) di un commento che sembra Grace de Monaco fece all’indirizzo di Onassis e Maria Callas durante la crisi tra il magnate greco e il Principe Rainier per il possesso della SBM. La lessi su un giornale molti anni dopo e mi colpì alquanto: niente è eterno, nemmeno il peccato. Ecco.

Le foto del giorno – La vie devant soi

Il primo passo è fatto, nel giorno in cui raggiunge la maggiore età il Principe Christian di Danimarca ha avuto la sua prima celebrazione, con l’affaccio al balcone di Amalienborg da solo, con la nonna regina e con la famiglia.

(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)

Alto e simpatico, con un abito very British; il nodo alla cravatta è migliorabile, ma il giovanotto si farà.

(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)

Piuttosto commossa la nonna, che forse a 83 anni inizia a realizzare di aver fatto il suo dovere, e di aver assicurato sana robusta e corposa discendenza al regno, per cui alla fine potrebbe anche ritirarsi e dedicarsi a tempo pieno al découpage e a tutte le altre attività artisticoartigianali che tanto la appassionano. Non credo lo farà, ma sognare non costa nulla.

(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)

Giustamente orgogliosi i genitori di cotanto ragazzone, Frederik simpaticamente svagato (io me lo immagino sempre come se avesse appena appoggiato un bicchiere di birra) e Mary impeccabile as usual. Per il gran giorno del figlio la principessa indossa un robe-manteau piuttosto neutro del danese Soeren Le Schmidt, sul cui tessuto azzurro polvere brilla una spilla. Non una qualunque, naturalmente, ma la Connaught Sapphire Brooch, un gioiello che mischia a perfezione valori storici e sentimenti familiari. La spilla, composta da un grande zaffiro circondato da diamanti con perle a formare due piccoli festoni, fu donata a Luise Margarete di Prussia nel 1879, in occasione delle sue nozze con Arthur, Duca di Connaught e Strathearn, terzo figlio maschio di Queen Victoria. A questo punto avete già capito, il gioiello arriva in Scandinavia con la figlia della coppia, Margaret, che sposa Gustaf Adolf, futuro sovrano di Svezia. Alla morte di Margaret, scomparsa a soli 38 anni durante la sesta gravidanza, viene ereditato dalla figlia Ingrid, che se lo porta in Danimarca sposando l’erede al trono. Indossata spesso per eventi familiari importanti, Margrethe II ha donato la spilla alla nuora Mary per la nascita del nipote che oggi compie diciotto anni, Christian. Mary l’ha indossata per il battesimo del bambino, e anche per quello dei suoi gemelli. Si poteva fare scelta migliore?

Molto simpatico il filmato dell’uscita sul balcone, e lui se la gode proprio https://fb.watch/nHASYAf-QS/

Va in scena il royal wedding – Gli invitati

Dopo gli sposi e la cerimonia che li ha uniti in questa straordinaria giornata, ecco gli ospiti di particolare importanza, il cui arrivo alle nozze abbiamo potuto apprezzare grazie alla perfetta organizzazione e all’accoglienza che i sovrani hanno riservato ad ognuno. Un affascinante mix di Oriente e Occidente, di favolose toilettes e abiti già visti, di costumi tradizionali e creazioni couture. E pure qualche incidente, per fortuna solo sfiorato: con la Principessa Muna, seconda moglie del defunto Re Hussein e madre dell’attuale sovrano, sono arrivate le figlie gemelle, Aisha e Zein.

Zein, la signora bruna coi capelli corti, indossa un abito verde bosco di Carolina Herrera con borsetta Bulgari mentre la sorella Aisha, la signora bionda, ha scelto un elegante abito beige di Reem Acra. Che oplà, poche ore dopo è comparso uguale uguale addosso a Beatrice di York. Per fortuna che era la cena di gala e Aisha si era cambiata! Va detto che l’abito sta molto bene a entrambe, nonostante tra le due royal ladies ci siano ben vent’anni di differenza, 55 contro 35. La sintesi tra Oriente e Occidente è compiuta.

Della mise serale di Beatrice parleremo prossimamente, per la cerimonia Mrs Mapellli Mozzi aveva scelto un’altra toilette che a me è piaciuta molto: un abito di Needle & Thread, in polyestere riciclato come le paillettes che lo decorano; il riciclo è ormai la nuova frontiera del lusso. Il modello è caratterizzato da una morbida linea ad A che Beatrice ha reso più aderente con una cintura nera, en pendant col fiocco che trattiene i capelli. Rispettato il dress code: abito scuro per gli uomini e lungo da giorno per le signore, senza tiara (ma non temete, più tardi c’è stato spazio anche per loro).

La presenza di Edo e Bea è stata un po’ una sorpresa, data la partecipazione – confermata a poche ore dal matrimonio – dei Principi di Galles in rappresentanza della Corona. Grande attesa per vedere Catherine all’opera sullo scenario internazionale nel suo nuovo ruolo, e soprattutto per vederla abbigliata per l’occasione. Non ha deluso, anzi ha messo a segno pure un bel colpo, scegliendo lo stesso couturier che firmava l’abito della sposa, Elie Saab. Abito rosa antico (molto antico) collo alto, maniche lunghe, linea flou. Il ricamo è molto raffinato, lei è sicuramente bella, gli orecchini sono tanto ma non stonano, non si è messa nemmeno un fiocco in testa, come hanno fatto altre, ma se dovessi dirvi che mi ha conquistata mentirei. Un incanto che non mi ha catturata.

Molto interessante per me osservare gli ospiti mediorientali: donne in generale molto belle e molto curate (a volte troppo) alcune vestite all’occidentale altre secondo la tradizione, altre ancora mischiando gli stili. Ad esempio, ho trovato elegante la Principessa Basma bint Talal, zia del sovrano. Per noi tanto oro indossato di pomeriggio sarebbe troppo, ma l’abito è molto bello e lei, compagna di studi di Anne The Princess Royal porta assai bene i suoi 72 anni.

Ugualmente interessanti le interazioni, tenendo naturalmente presente che non conosciamo tutti e ignoriamo la profondità dei rapporti; ho notato ad esempio i signori sauditi non baciare la regina, né le signore il re; e colpisce il fatto che praticamente nessuno fa il curtsy ai sovrani. Rimedia Mary di Danimarca, che si produce come sempre in una riverenza profondissima, pure troppo. La principessa danese, accompagnata dal marito con la sua tradizionale andatura caracollante (mi aspetto sempre che affibbi qualche pacca sulle spalla, e raramente resto delusa) ha riproposto un abito Erdem, francamente non il mio preferito, peggiorato dal fiocco azzurro tra i capelli, da attempata adolescente; la salvano le scarpe, che qui non si vedono ma sono le celeberrime Hangisi di Manolo Blahnik, rese immortali dalla Carrie Bradshaw di Sex and the city.

Dalla Scandinavia con furore altri due eredi al trono: il povero Haakon di Norvegia giunto, come annunciato, solo soletto e dunque passato praticamente inosservato. Victoria di Svezia in un maxi dress a fiorellini del brand svedese byMalina all’occorrenza utilizzabile anche come camicia da notte.

Altra coppia di eredi che stiamo vedendo spesso sono Alois e Sophie del Liechtenstein; come i sovrani giordani, stanno per festeggiare i trent’anni di matrimonio (il 3 luglio). Lei mi piace moltissimo anche in questa sobria versione in pizzo blu – l’abito è il modello Julianna di Diane von Furstenberg – arricchita dagli zaffiri di famiglia, E che falcata!

Presente anche qualche erede al trono non ancora accoppiato e dunque in compagnia del genitore sovrano come la duchessa di Brabante scortata dal padre, Roi Philippe. La deliziosa fanciulla sembra aver ereditato la passione per i cape dress della madre, ma il suo, di Essentiel Antwerp, ha il pregio di essere più allegro e leggero, meno matronale. In mano Elisabeth ha una clutch di Armani, modello La Prima, altro must di famiglia.

(Ph: Patrick Van Katwijk/Getty Images)

Nonostante la sua presenza fosse stata annunciata, non s’è vista un’altra giovane erede al trono: Catharina-Amalia farà la sua comparsa solo al ricevimento serale lasciando la cerimonia nuziale ai genitori. Máxima ripropone un abito di Luisa Beccaria, che addosso a lei perde l’eleganza rarefatta e romantica del brand per assumere un’aria quasi flamenca; non mi ha convinta. Non so se fosse successo qualcosa, ma i sovrani mi sembravano piuttosto immusoniti, e c’è stato anche un siparietto al momento di salutare Abdullah II che dal basso del suo metro e 60 (più o meno) si è alzato sulle punte dei piedi ridendo davanti all’altissima e sempre taccatissima Máxima.

Oltre alla coppia olandese, e il già citato Philippe dei Belgi, presenti in ordine sparso altri sovrani, regnanti o emeriti: visto e riconosciuto il sultano malese con la moglie e il sultano del Brunei accompagnato da uno dei figli minori, Abdul Mateen. Non è l’erede al trono – ma mai dire mai – però il giovinotto, invero piuttosto belloccio, è una mezza star di Instagram (che insomma, puoi essere pure un principe ereditario, ma se non regni sui social non sei nessuno).

Accompagnata non dal marito ma da una delle di lui sorelle, la principessa (il titolo è Ashi) Euphelma, ecco Jetsun Pema Regina del Bhutan. E sorpresa! Abbiamo scoperto un colore che non le dona tanto. Siamo innamorati da sempre della love story tra i sovrani, che ha portato il Re a rinunciare alla poligamia dedicandosi solo a lei, ma la tradizione del Paese è diversa. Il Quarto Re Drago, padre dell’attuale monarca, ha sposato quattro donne: Euphelma e il Re hanno in comune il padre ma madre diversa. Però le quattro mogli sono sorelle tra loro, dunque i vari figli nati sono fratelli e cugini. Non bastasse, Euphelma ha sposato un fratello minore della Regina. Anche le signore del Bhutan sono interessate alla moda, e per questo matrimonio hanno abbinato agli abiti tradizionali due clutch firmatissime: Louboutin per la regina, Dior per la principessa.

(Ph: Patrick Van Katwijk/Getty Images)

Entrata super scenografica per la Sheikha Moza bint Nasser, madre dell’emiro del Qatar. Il suo lungo soprabito rosa e nero, ispirato alla secessione viennese – in particolare all’architetto Josef Hoffman – mi ricordava qualcosa, e infatti ecco qui Valentino collezione haute couture autunno inverno 1989 https://www.youtube.com/watch?v=X65UeiSOXlA

Valentino vintage (ne ha una vera collezione) anche per la Reina Emerita Sofía, giunta a rappresentare la Spagna in compagnia dell’acciaccatissimo Juan Carlos, proveniente però da Abu Dhabi, dove ormai risiede. L’abito rosa a balze è stato indossato dalla Reina per i 60 anni di Carl Gustav di Svezia, nel 2006; la spilla invece fu vista la prima volta al battesimo del figlio Felipe, 55 anni fa.

Nessun Grimaldi presente per Monaco, qualcuno ha inviato anche membri di secondo piano; gesto non particolarmente rispettoso, trattandosi del matrimonio di futuri sovrani, ma tant’è. Dal Lussemburgo c’era il minore dei figli dei Granduchi Sébastien; dal Giappone è arrivata Hisako, Principessa Takamado – il marito, scomparso vent’anni fa, era cugino dell’Imperatore Emerito Akihito – con la maggiore delle figlie, Tsuguko. La Principessa Takamado è una donna di grande cultura e dinamismo, sicuramente la più “moderna” delle molte principesse giapponesi. Poi certo, questo damascato blu è un po’ fuori moda, ma non è facile vestire in uno stile così diverso dal proprio. E vi prego di notare la clutch a forma di civetta della figlia.

Ultime degli ospiti ad arrivare Jill Biden con la figlia Ashley, cui chiederei: se il dress code prevede il lungo, perché midi? La First Lady invece rispetta le regole: Reem Acra anche per lei – la stilista libanese è piuttosto popolare negli USA – un caftano color ostrica non particolarmente donante.

Nell’attesa di parlarvi della cena di gala mi è venuta un’idea: che ne dite di sfruttare le tantissime immagini delle signore giordane, più che per ammirane le mise per cercare di definire le intricate parentele all’interno della famiglia reale? Palesatevi!

Royal chic shok e boh

Mancano tre settimane all’equinozio (quest’anno alle ore 22.24 del 20 marzo) che porta con sé la primavera, ma oggi il tempo è freddo, umido, grigio. Per fortuna possiamo colorare questa domenica con le mise di varie royal ladies, alcune delle quali impegnate in viaggi all’estero.

Mary

(Ph: Hanne Juul)

I Principi ereditari di Danimarca sono in India per una missione ufficiale, che ha causato una strana situazione a Copenaghen. Dato che la regina Margrethe è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico alla schiena, l’erede al trono ha assunto la reggenza. Ora che Frederik è all’estero, la reggenza è stata trasferita alla sorella della sovrana, principessa Benedikte, e naturalmente tutti hanno notato la stranezza di tenere fuori l’altro figlio di Margrethe, Joachim, che a molti sarebbe sembrato la scelta più logica. Insomma, al momento la Danimarca ricorda quelle feste di adolescenti dove a un certo punto si faceva il gioco della sedia. E Joachim è quello che rimane in piedi. Il fratello Frederik invece appena arrivato in India ha visitato insieme con sua moglie la Fortezza di Agra per poi sedersi sulla famosa panchina davanti al Taj Mahal, classica photo opportunity per vip e nip. Mary riesce nel difficile equilibrio di indossare qualcosa dal sapore etnico senza sembrare mascherata. La gonna Etro – già vista qualche anno fa nel corso di un’altra visita, quella volta in Etiopia – fa il suo lavoro, e mi piace l’abbinamento con la semplice camicia bianca. Chic. Guardando il video potrete rendervi conto della bellezza di quella gonna in movimento https://fb.watch/iXq2FTfsm1/

Sophie

I Conti di Wessex hanno trascorso la settimana in tour ai Caraibi, con grande sfoggio di abiti leggeri e lunghetti da parte di Sophie. Naturalmente non mi sono piaciuti tutti, naturalmente non tutti donano alla stessa maniera, ma in generale una scelta corretta per la contessa, sempre graziosa e femminile. All’arrivo a George Town, capitale delle isole Cayman, la mise che preferisco tra quelle che ho visto: maxidress color cobalto intesso in seta e viscosa del brand britannico ME+EM abbinato ad accessori color cognac: scarpe Jimmy Choo e borsa Isabel Marant. Chic.

Simpatico il maxidress (anche questo di ME+EM) in chambray di cotone azzurro cielo. Considerando l’occasione, l’inaugurazione di una fiera agricola, lo trovo anche chic.

Mi piace meno l’abito firmato Etro, che tra fantasia del tessuto e modello mi sembra un po’ pasticciato. Quando Lady Violet era giovane, e Berlino era ancora divisa da un muro, questi più che pomposamente maxidress si chiamavano “camicioni”, nome che rendeva di più, secondo me, la loro natura leggera e comoda. Oggi l’ansia di farne abiti quasi eleganti secondo me li snatura, e non è sempre efficace. Boh.

Letizia

La Reina è rimasta in patria, ma evidentemente è stata colta da una smania di primavera e lunedì 20, a Saragozza per la consegna dei premi nazionali di cultura, ha tirato fuori dall’armadio un vestitino adatto a quella jeune fille en fleur che non è mai stata. Firmato Temperley London e già indossato in precedenza, a quest’abito non manca nulla ma avanza parecchio: balze trasparenze ricami fiori grafismi. Per me un vero shock, non tanto perché l’abito è brutto, categoria squisitamente soggettiva, ma perché non è adatto a lei.

L’unica cosa che mi piace, dato che adoro le asimmetrie, sono gli orecchini: uno nelle tonalità del verde l’altro del rosa. Tre giorni dopo, all’inaugurazione di ARCO, fiera dell’arte contemporanea,la Reina sceglie ancora un paio di orecchini di bigiotteria in colori diversi: in uno il color ametista si accompagna al il peridot, l’altro abbina al topazio giallo quello topazio azzurro.

In vendita a 65 euro sul sito https://cashfana.com/ sono andati rapidamente sold out e sono in riassortimento. Una scelta così rock collide un po’ con la mise firmata dallo spagnolo Moisés Nieto: un abito rosa, colore verso il quale Letizia sta dimostrando una pericolosa predilezione, che sembra un po’ informe, forse troppo grande per lei?

In mano la Toni Mini Ballerina di Furla, un modello che più girlie non si può. Boh.

Catherine

È vero, non c’entra molto con gli abiti leggeri e quasi primaverili di cui abbiamo parlato finora, ma potevamo evitare di commentare il cappottino con cui ieri The Princess of Wales ha assistito all’incontro del torneo Six Nations di Rugby tra l’Inghilterra, di cui ha il patronage, e il Galles, patronage di William? Ovviamente no, e sono certa che molti di voi l’avranno riconosciuto; Catherine lo ha indossato cinque anni fa, incinta di Louis, nel corso di una visita in Svezia. In tessuto bianco e rosso pied-de coq (che sarebbe la versione maxi del pied-de-poule, in inglese houndstooth, dente di segugio) il cappottino, creato da Catherine Walker, interpreta alla lettera il concetto di couture, visto che evidentemente è stato rimesso a modello per la principessa che non ha più il pancione (anche se davanti sembra sbeccare un po’). Non mi fa impazzire l’abbinamento con calze pesanti, stivaletti e collo alto in total black che lo rende meno bon ton e più yeye ma insomma, non mi dispiace e mi sembra adatto a un pomeriggio d’inverno allo stadio, a patto di lasciare a casa quella borsetta candida (la Small Amberley di Mulberry). Non sono convintissima, ma comunque chic. Menzione d’onore per William, con cravatta e sciarpa del Team Wales. Quanto a Catherine, sul bavero si intravvede il luccichio di una piccola spilla, potrebbe essere un riferimento al Team England. Gli orecchini di diamanti, gli Empress di Mappin & Webb, devono essere tra i suoi preferiti perché li porta spesso, anche abbinati al collier en pendant, ma qui mi sembrano francamente eccessivi.

Per la cronaca, ha vinto l’Inghilterra 20 a 10. Noi giocavamo contro l’Irlanda che ci ha sconfitti 34 a 20. Poteva andare peggio!

Il caffè del lunedì – Fifty-fifty

Nel 2023 Re Carl XVI Gustav celebrerà il giubileo d’oro, e non ha perso tempo nel pubblicare una foto che lo ritrae in tutto abbacinante splendore.

(Ph:Thron Ullberg/Kungl.Hovstaterna)

In piedi accanto al trono d’argento – uno dei simboli del regno di Svezia – il sovrano si trova nella stessa sala del palazzo dove fu incoronato nel settembre 1973. Carl Gustav indossa l’uniforme da ammiraglio della regia marina, e un notevole numero di collari a prova di cervicale, simbolo degli ordini cavallereschi del Paese. Dall’esterno verso l’interno: l’Ordine dei Serafini, che alterna 11 croci a doppio braccio smaltate d’azzurro ad altrettante teste angeliche; l’Ordine della Spada caratterizzato ovviamente da spade, accompagnate da scudi; l’Ordine della Stella Polare con le stelle bianche intervallate dalla doppia lettera F, iniziale del fondatore Federico I; e infine l’Ordine Vasa. Se sull’amore dei reali scandinavi per il fasto e la magnificenza ci sono pochi dubbi, Lady Violet si chiede se celebrata l’importante ricorrenza il sovrano abdicherà in favore della primogenita Victoria, che ci piacerebbe vedere presto sul trono. Non ci resta che attendere!

Nel 2022 invece il giubileo d’oro l’ha celebrato Margrethe II di Danimarca. Conoscendola un po’, probabilmente avrebbe voluto farlo con molto più risalto ma prima si è dovuta ridimensionare causa pandemia, poi è stata oscurata dal Platinum Jubilee di Queen Elizabeth II, e infine dalla sua morte, anche se i festeggiamenti previsti per i giorni immediatamente seguenti alla dipartita si sono tenuti lo stesso, pur se in tono minore.

(Ph: Per Morten Abrahamsen/Kongehuset)

E in ossequio all’amore per le celebrazioni – e l’autocelebrazione – della sovrana danese, in chiusura dell’anno sono state diffuse due fotografie ufficiali a sancire il traguardo raggiunto. Nella prima Margrethe – che indossa la tiara di perle poiré e la demi parure in perle e diamanti, entrambe arrivate a Copenaghen con la bisnonna regina Louise – è in compagnia dei principi ereditari Frederik e Mary; lui un alta uniforme e insegne, lei in abito lungo con la preziosa parure di rubini (per saperne di più Happy RubYear!). Gioielli a parte, è una fotografia piuttosto strana: le figure appaiono innaturalmente allungate e sembra che le argentee scarpine indossate dalla pur longilinea sovrana siano misura 47.

(Ph: Per Morten Abrahamsen/Kongehuset)

La seconda fotografia non fuga le perplessità, piuttosto le accentua. Questa volta sono presenti anche i cadetti, il figlio minore Joachim e la moglie Marie. L’impianto è francamente terribile: la regina è seduta comodamente su un similtrono, mentre l’erede appare in bilico sullo strapuntino, e comunque sembra dare le spalle alla madre sovrana; gli altri, chiaramente meno importanti, sono in piedi. Con un ampio spazio tra Mary e Joachim che sembra sottolineare la distanza tra loro.

Con l’ingresso del nuovo anno i figli di Joachim – quelli avuti con Marie e quelli di primo letto – perdono i titoli reali, pur rimanendo nella linea di successione. Una decisione che, soprattutto per come è stata presa e soprattutto resa nota, ha lasciato molti perplessi (a partire da noi) e alienato parecchie simpatie per i reali danesi. Magari col tempo ci abitueremo e le cose torneranno a sembrarci normali, al momento non nego nei loro confronti una certa perplessità sfumata di fastidio.

Speriamo che l’anno nuovo ci porti tante royal novità, qualche bella sorpresa e tutto il caffè che ciascuno desidera.