Fin de la historia

C’era una volta un paese baciato dal sole, dove viveva una principessa bionda e bella come quasi tutte le principesse nei libri di favole della nostra infanzia. Probabilmente la sua vita non era tanto diversa da quella di noi altre bambine degli anni 60: un po’ di regole, un po’ di coccole, i giochi con la sorella maggiore, i dispetti del fratello minore, magari il contrario.

Lo studio, gli sport. Lei arriva fino alle Olimpiadi, che per molti moderni reali hanno preso il posto degli antichi tornei.

Forse anche la principessa cercava il suo principe azzurro, o forse no, eppure lo trovò. Su un campo sportivo ovviamente, un campo di pallamano. Un vero príncipe encantador: altissimo, bellissimo, sportivissimo. Gli mancava solo il titolo, ma tanto quello ce lo avrebbe messo lei.

Successe però una cosa strana: in ogni favola che si rispetti il bacio del principe risveglia la fanciulla, in questo caso invece l’addormentò. E da quel momento, come preda di un incantesimo triste ma anche un po’ irritante, lei non vide. O finse di non vedere. O si convinse di non avere visto. E che nessun altro potesse vedere, capire, parlare.

Eppure il loro matrimonio era stato uno dei più belli, tanto erano belli loro, lui in tight sorridente e scanzonato come un divo del cinema, lei emozionata in uno splendido abito che Lorenzo Caprile aveva creato apposta, il capo biondo coronato da uno dei più preziosi diademi di famiglia, dalle eleganti linee floreali.

Il padre di lei, il Re, li fece Duchi di Palma de Mallorca, un titolo che a Lady Violet ha sempre evocato Totò Imperatore di Capri, e forse una ragione c’era.

Nacquero quattro figli, tutti naturalmente bellissimi biondissimi e sportivissimi come i genitori.

A questo punto nelle favole arriverebbe il cattivo che tenta di distruggere la felicità dei protagonisti, in questo caso invece hanno fatto tutto da soli; scompaginando il racconto, imbrogliando le carte e non solo quelle. Lui con sfacciata disinvoltura gestisce i conti e scambia mail con señoras y chicas, lei fa finta di niente – e in fondo sono fatti suoi – ma probabilmente non usa altrettanto sobrio distacco in altri meno personali e più rischiosi campi.

I giudici si sono pronunciati in favore di lei e tanto a noi deve bastare, anche se le perplessità sul suo operato sono ancora tante. Dubbi sulla colpevolezza di lui invece non ce ne sono, e l’uomo baciato dalla dea fortuna che in vita ha avuto tutto prova anche l’esperienza del carcere. Rischiando di portarsi dietro nel disastro non solo la moglie ma la stessa monarchia, traballante come il vecchio re, che alla fine ritiene più opportuno mollare tutto e andarsene ad Abu Dhabi.

La coppia perde il titolo, lui sposta la sua residenza nelle patrie galere, lei resta all’estero dove a lungo, prudentemente, la famiglia ha vissuto, prima a Washington poi a Ginevra.

Finché un grigio giorno di gennaio il bel campione sportivo, promosso duca e poi declassato a galeotto, viene beccato mano nella mano con un’altra, avvocata quarantenne conosciuta nello studio legale dove lavora mentre termina di scontare la sua pena. E con la (mancanza di) classe che si è ahimé rivelata suo tratto distintivo dice qualcosa tipo: sono cose che capitano.

A lei purtroppo è capitato lui, e le è costato la faccia il titolo e buona parte dei legami familiari.

Infine arriva lo scarno comunicato ufficiale in cui la Infanta Cristina e Iñaki Urdangarin annunciano che hanno deciso di comune accordo di “interrumpir su relación matrimonial”; lui è a Vitoria dove ha ottenuto di scontare pena, lei probabilmente a casa a Ginevra, con la figlia minore Irene. E immaginiamo che la madre Sofía non le farà mancare il suo sostegno ancora una volta.

Irene, la pace, e Sofia, la saggezza, sono ottime compagne sempre, soprattutto in momenti di crisi come questo. E chissà, magari la saggezza ricorderà a Cristina ciò che diceva in situazioni del genere una signora davvero saggia: mia cara, in fondo è sempre uno che hai conosciuto per strada.

Le foto del giorno – 15 febbraio

Oggi ci dedichiamo alla Spagna, dove qualche giorno fa sono state diffuse le nuove fotografie ufficiali dei sovrani in abito di gala, e in abito da giorno in compagnia delle figlie.

Nella prima serie Felipe VI indossa l’uniforme di capitano generale dell’esercito, su cui spicca il collare con il Toisón de Oro; Letizia, fascia a parte, è vestita come l’abbiamo vista alla cena che ha concluso la prima giornata dell’intronazione dell’Imperatore del Giappone Naruhito. L’abito rosa acceso, di Carolina Herrera, celebra il costume spagnolo sia nel modello sia nei ricami, ma personalmente non mi fa impazzire; sul capo il più importante dei diademi in uso alla regina, la tiara Fleur de Lys, composta di gigli di Francia, simbolo araldico dei Borbone, più grandi orecchini di diamanti che la Reina usa spesso.

Per le fotografie in abito da giorno si va a risparmio e riciclano tutti alla grande: per Letizia l’abito rosso che debuttò il 6 dicembre 2018 alla celebrazione per i 40 anni della Carta Costituzionale, replicato in altre occasioni; è un Carolina Herrera anche questo, e alla Reina deve piacere proprio tanto, visto che se lo è fatto fare anche blu, e l’ha indossato nelle altre foto. Della cravatta color salvia del re mi sento di dire solo: meno male che poi l’ha cambiata.

Rosa cipria per Leonor e azzurro per Sofía, con gli abiti del Dia de la Hispanidad dello scorso anno; deliziose, soprattutto nella foto in bianco e nero che spegne l’effetto pastello. reyes parque nacional de doñanaLe figlie ieri sono invece rimaste a casa, e i sovrani hanno viaggiato da soli in Andalusia; durante la visita al Parque Nacional de Doñana, forse contagiati dal love is in the air del giorno di San Valentino, sono apparsi insolitamente affettuosi e “fisici”, anche se magari un po’ rigidi. cristina inaki segundo-permisoNon possiamo liquidare il Valentine’s Day 2020 senza un’ultima foto, che arriva anch’essa dalla Spagna. Ieri è uscito dal carcere per il suo secondo permesso di sei giorni Iñaki Urdangarin, che come sempre ha trovato da attenderlo sua moglie, l’infanta Cristina, e con lei ha raggiunto la casa della madre, dove trascorrerà questi giorni. Di loro si potrebbe parlare a lungo: lui ha commesso dei reati odiosi – e pure stupidi – lei forse pure, anche se è stata scagionata; hanno arrecato un danno enorme alla famiglia e alla Spagna, hanno distribuito imbarazzo vergogna e dolore. L’unica cosa che non si può dire è che lei non lo ami, spero ricambiata, e che non gli sia rimasta accanto nel bene e nel male, anche se il male lo hanno causato loro. Non voglio dire che ciò la riscatti, ma a me fa una certa impressione, e mi fa riflettere.

 

2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto

In giugno sono accadute molte cose. Innanzi tutto è nato Lady Violet’s Sofa – la data scelta lunedì 11, giorno in cui mio padre avrebbe festeggiato il compleanno – e poi il Trooping Colour, favoloso as usual con la novità dell’arrivo della Duchessa di Sussex, e la Cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera a Windsor, e Ascot con la sua marea di cappelli, e in più il battesimo di una nipotina di sovrani di Svezia.

Urdangarin en prisionLa Spagna ha però assistito a qualcosa che si vede di rado: l’ingresso in prigione di un membro (ora allontanato) della famiglia del re, capitolo finale di quello scandalo Nóos, che ha rischiato di avere conseguenze devastanti sulla stessa Corona. E così in una mattina di giugno, fallito il ricorso alla Suprema Corte, Iñaki Urdangarin già campione di pallamano, già atleta olimpico, già Duca di Palma de Mallorca in qualità di marito amatissimo della Infanta Cristina (che ha rischiato grosso pure lei) deve andare in carcere, dove sconterà una condanna a cinque anni e dieci mesi – e secondo molti gli è andata pure bene – (noi ne abbiamo parlato qui News – Diventa esecutiva la condanna di Iñaki Urdangarin ).

Incapaci di comprendere a fondo le ragioni di questa follia (a parte la solita avidità e probabilmente la falsa certezza di essere intoccabili) chiudiamo l’anno con una notizia non bella. Domani apriremo il nuovo con una piena di gioia, più un piccolo regalo per augurarvi buon anno.

Dunque, come diceva mia madre, buona fine e miglior principio! Noi ci vediamo qui, domani.

News – Diventa esecutiva la condanna di Iñaki Urdangarin

inaki condannato

Compleanno amaro per l’Infanta di Spagna Cristina. Dopo aver perso il ricorso presso la Suprema Corte, il Tribunale di Palma di Maiorca ha comunicato a suo marito Iñaki Urdangarin che ha cinque giorni di tempo per entrare in carcere di sua scelta e scontare la condanna a cinque anni e dieci mesi di reclusione. E’ l’atto finale dell’intricato affare dell’Istituto Nóos: Urdangarin avrebbe emesso false fatturazioni e stornato fondi pubblici. L’inchiesta ha toccato anche l’Infanta poi assolta.

Per cercare di limitare le ripercussioni dello scandalo sulla Casa Reale, re Felipe VI ha allontanato la coppia e l’ha privata del titolo di Duchi di Palma di Maiorca; e in merito alla condanna l’unico commento diffuso dalla Zarzuela è stato «Rispetto assoluto per l’indipendenza del potere giudiziario».

Dopo i trionfi olimpici con la Nazionale di pallamano, dopo le nozze regali, dopo la nascita di quattro splendidi figli la vita di questo bel giovanotto di origine basca che aveva aveva ammaliato la Spagna e la sua principessa ha imboccato una discesa brutta e disonorevole.

Una storia senza lieto fine.

(foto El Pais)