Questa settimana si inizia con due visite di stato e si finisce con un matrimonio vip.
Olandesi in Irlanda
In attesa di vederla domani con Letizia di Spagna per la Cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera – i mariti di entrambe sono diventati Cavalieri di recente – godiamoci Máxima in tutto il suo pirotecnico splendore. L’abito verde militare (di Claes Iversen) indossato per il primo incontro col Presidente Michael D. Higgins e signora, con quel drappeggio/piega e le maniche con bracciali da gladiatore incorporati è troppo pure per lei, e tacerò sull’orlo. Shock. Non le è da meno la first lady irlandese, Sabina Coyne, in shocking pink con mantellina incorporata veramente troppo shocking. E infatti è shock.
Per il gala dinner la regina ha voluto omaggiare l’isola verde tirando fuori gli smeraldi di famiglia, dinnanzi ai quali resto in rispettoso silenzio. Li abbina a un abito di Jan Taminiau in una tonalità di verde/turchese alla penultima moda (e infatti è un riciclo); mia madre avrebbe detto: nell’insieme fa la sua figura. Però il vestito non mi convince, non amo troppo il tulle color carne su cui si arrampica il pizzo della scollatura, e non mi piace quell’incicciottimento in basso. Tremendo il sandalo di pvc effetto nudo. Boh.
Il giorno dopo com’è uso sono gli ospiti in visita ad offrire un ricevimento ai padroni di casa, e Máxima prosegue imperterrita con la regola del colore: loro sono o non sono gli Orange? E arancio sia! Natan le apparecchia un vestitino anni ’50 – che abbiamo già visto qualche anno fa – che non sarebbe male, se non fosse per il tessuto catarifrangente, ulteriormente evidenziato dalle calze lucide che la regina predilige. Di Natan anche le scarpe con inserto in pvc, altro caposaldo nel guardaroba di Máxima. La pettinatura a onde le dona assai, ma non basta. Shock.
Terzo e ultimo giorno in Irlanda: visita a Cork, ennesimo Natan riciclato. Superflua la decorazione sulla casacca, cappellino senza infamia e senza lode, ma l’abbinamento del giallo col beige è bellissimo, e la versione col trench mi piace davvero molto. Chic.
Sudcoreani in Svezia
Il presidente Moon Jae-in ha compiuto un tour in Scandinavia ma non temete, non vi propongo tutte le tappe, ci soffermiamo solo sul gala dinner alla corte di Svezia. Bellissimo l’hanbok, l’abito tradizionale della first lady Kim Jung-sook; di solito si vede con un giacchino corto, ma è molto elegante anche questa versione, la preferita di Kim. Chic. Il caso ha voluto che le due signore fossero anche perfettamente abbinate: l’una in blu e rosa con fascia blu dello svedese Ordine della Stella Polare, l’altra in total blue con fascia rosa del Sudcoreano Ordine al Merito del Servizio Diplomatico. L’abito di Silvia, della maison tedesca Georg et Arend, non è certo un modello innovativo ma si adatta bene al suo stile senza tempo e alla sua figura elegante; in più, la regina rivela un grande occhio per i dettagli: fashioniste questo è il vostro momento! Avete notato le scarpe della regina? Esatto, sono le immortali Hangisi di Manolo Blahnik, e proprio nella versione blu protagonista del primo film Sex And The City (anche se nella versione tacco 5). Chic.
L’erede al trono Victoria ricicla un Jenny Pakham che ricordo di averle visto durante l’incoronazione olandese, sono passati sei anni e ancora non mi piace: non le dona, il tessuto potrebbe anche essere interessante ma quel collare stile Tutankhamun è atroce. Shock.
La principessa Sofia, moglie di Carl Philip, sceglie incomprensibilmente un abito Self Portrait, già indossato dalla Duchessa di Cambridge nel 2016 (e da Paris Hilton, e da almeno due signore ad Ascot), fa spese negli outlet? Il modello con corpino di pizzo e gonna a pieghe per me è terribile, nella versione di Kate l’unica cosa che me lo rendeva accettabile era lo spacco malandrino, che qui sembra essere stato – comprensibilmente – cucito. Assai migliorabile anche l’underware. Shock.
La terzogenita Madeleine fa una rara apparizione con un abito Carolina Herrera, evidentemente parte della stessa collezione di quello indossato dalla Reina Letizia in Argentina qualche mese mese fa (date un’occhiata Travel in style ). Anche se preferisco la versione midi, Madeleine qui oltre che bella è anche chic.
The Butterfly Ball
Al Grosvenor House Hotel giovedì sera è andato in scena questo ballo di beneficenza a favore dell’infanzia, e Sarah Duchessa di York ha preso un po’ troppo alla lettera il dress code, presentandosi vestita da farfallona. Shock.
Nozze Ramos Rubio
Nella Cattedrale di Siviglia ieri Sergio Ramos – capitano del Real Madrid e della Selección, la nazionale di calcio spagnola – ha sposato la compagna Pilar Rubio, giunta all’altare con un notevole bouquet nero. Tra gli invitati anche gli onnipresenti Beckham, e se Victoria voleva passare inosservata, cosa di cui dubitiamo fortemente, non c’è riuscita. A parte che a Siviglia ci saranno stati 40 gradi e lei era in maniche lunghe e collo alto, il dress code chiedeva di astenersi dai colori rosso, arancio, rosa, verde e bianco e lei cosa indossa? Abito bianco a disegni verdi e scarpe rosa. Fossi stata nella sposa il bouquet nero glielo avrei tirato in testa. Se poi l’abito vi sembra familiare naturalmente avete ragione, la fantasia è la stessa di quello indossato dalla Duchessa di Sussex nel suo ultimo impegno ufficiale prima di andare in maternity leave, il Commonwealth Day (qui trovate il post Commonwealth Day 2019 ). Già che c’era si poteva mettere pure quel cappello, metà fez metà cuffia da infermiera che ha piazzato in capo alla povera Meghan. Shock.
Oggi è il compleanno della Regina Consorte d’Olanda, Máxima, di cui parliamo spesso e volentieri per l’attività sempre intensa, il sorriso sempre aperto, le mise sempre d’effetto (a volte pure troppo). Una donna che non si risparmia come testimoniato dagli ultimi spostamenti; ha iniziato la settimana in Etiopia, due giorni in missione economica per conto dell’ONU (è Special Advocate del Segretario generale per l’economia sostenibile). Ieri era al porto di Amsterdam per l’inaugurazione dei nuovi cantieri navali Feadship, cui si riferisce questa immagine: abito longuette Natan – un po’ eccessiva l’organza per un’occasione del genere – cappello in paglia verde oliva con ampia tesa rialzata di Fabienne Delvigne (ne ha una collezione, in paglia o feltro, di ogni colore). Una mise già indossata in precedenza, compresi quei favolosi orecchini a forma di conchiglia, che potrebbero essere David Webb o Seaman Schepps o, più difficilmente, Fulco di Verdura (ma a Lady Violet poco importa, dato che ne ha giusto un paio praticamente identico dell’amato Kenneth Jay Lane, e l’ha già tirato fuori. Perché smetterà di piovere, e noi saremo pronte per l’estate con tutta una serie di bijoux a tema).
La settimana precedente con tutta la famiglia ha impazzato a Siviglia per la Feria de Abril, dove lei e il marito si erano conosciuti vent’anni fa. Mentre Willem-Alexander s’è dovuto accontentare di un completuccio begiarello con cravatta in pendant (l’orrore proprio), le sue quattro signore erano a dir poco favolose, ciascuna nel suo traje flamenca, naturalmente (tutte creazioni Fabiola, fatevi un giro sul sito web se come Lady Violet amate il genere). Insomma, auguri a Máxima, che continui a riempirci gli occhi e il cuore.
L’altro superevento royal del giorno è la Festa Nazionale in Norvegia, e anche qui ci godiamo un’immagine della famiglia del principe ereditario in abito tradizionale (tutti tranne il giovane Sverre Magnus in completo blu ministeriale). Simpatici loro, belli i cani, eleganti i vestiti – impazzisco per quelle scarpe con le fibbie – apprezzo moltissimo l’uso del costume tipico, e ammiro la disinvoltura con cui lo indossano; Lady Violet approva.
Costantino e Anne-Marie, gli ultimi sovrani sul trono di Grecia hanno preso parte alla cerimonia celebrata nella notte tra sabato e domenica nella chiesa Agios Nikolaos a Spetses, l’isola nel golfo di Egina, tra Atene e Corinto, dove nel 2010 il figlio Nikolaos ha sposato la bellissima Tatiana Blatnik, proprio in quella chiesa. Fin qui nulla di notevole, al di là delle immagini suggestive; ma a guardare meglio si notano due ospiti che proprio non ci saremmo aspettati. Li riconoscete?
La Reina inizia la settimana col botto, presentandosi martedì 23 alla consegna del Premio Cervantes – andato alla poetessa uruguayana Ida Vitale – con un completo abito e cappottino Carolina Herrera, che le abbiamo visto altre volte con immutato piacere, perciò siamo disposte a perdonarle pure gli accessori pitonati. Se guardate con attenzione non solo le maniche risvoltate, ma anche il cappotto che si apre col passo e la cintura annodata dell’abito, appare evidente che il tessuto sia double, grigio e lavanda. E naturalmente Lady Violet l’indosserebbe dall’altro lato; è vero che a quel punto si abbottonerebbe a destra, ma basta lasciarlo aperto! Chic.
Il 27 aprile è il compleanno di re Willem-Alexander e i reali olandesi, compresi fratello e cugini con rispettive consorti, hanno celebrato il Koningsdag nella città di Amersfoort. Bellissimo il clima allegro e rilassato con cui quella che sembra davvero una famiglia unita e affettuosa ha festeggiato il birthday boy, ma le mise… Máxima sceglie Natan, un completo écru con gonna pantaloni più una casacca che sembra reduce dal carnevale di Ivrea, quello dove si lanciano le arance – ed è stata colpita parecchie volte! – il tutto accessoriato con clutch e scarpe arancio, ovvio riferimento alla casa reale degli Orange, più inutili guanti (che richiedono comunque un minimo di formalità, sennò fanno tanto giorno di pulizie, soprattutto se lunghi oltre il polso) e un cappello che per forma e piazzamento evoca una parabola tv. Shock.
L’abbiamo detto che è la più chic della sua generazione? Lo ripetiamo. eccola venerdì 26 al Léonie Sonning Music Prize; personalmente non vado pazza per abiti di pizzo del genere (questo è Dolce&Gabbana) ma lei è così perfetta che riesce a riequilibrare pure il completo del marito, troppo piccolo e vagamente fosforescente (ma gli abiti da principe ereditario non si fanno più su misura?). Bellissime le scarpe Gianvito Rossi. Chic
Giovedì 25 la regina ha consegnato il Baillet Latour Health Prize, un importante riconoscimento scientifico, che quest’anno ha premiato la ricerca cardiovascolare. Per l’occasione la mise scelta è un abitino scozzese di Dries Van Noten. L’abito mi piace, adoro ogni fantasia scozzese, lo stilista è noto per la raffinatezza delle sue creazioni; perché allora Mathilde sembra stia indossando un grembiulino da casa? Boh.
Grande affezionata del genere Máxima d’Olanda, su cui stona meno grazie all’atteggiamento più disinvolto e meno formale di altre, e che comunque spesso risolve con stole e mantelle. Questa settimana invece tocca a Letizia, che in visita al Real Monasetrio de la Incarnacion a Madrid, piazza il bellissimo, rigorosissimo, urbanissimo cappotto nero di Carolina Herrera (ammirato di recente a un funerale) sopra un vestitone finto etnico e fintamente composto da foulard, verdone con stampa a piccoli disegni cashmere e gonna plissé; più eleganti décolletées Prada. Insomma Vostra Maestà si decida, donna in carriera o figlia dei fiori? Nel dubbio, noi abbiamo già deciso. Shock
Martedì i sovrani, insieme con altri membri della famiglia reale – a partire dalla ex regina Beatrix – hanno presenziato al Gala per il Corpo Diplomatico, nel Palazzo Reale di Amsterdam. Una vecchia regola dice che le bionde in bianco facciano sempre un figurone e Máxima, in un candido Stella McCartney, non fa eccezione ma i dettagli – che sono poi quello che rendono veramente chic – non mi convincono. L’abito è bello, la tiara non ne parliamo, il devant de corsage favoloso (ma sono perplessa sull’appuntarlo sulla spalla in un modello del genere). Però l’insieme, saranno i capelli che non reggono l’acconciatura, sarà la stola che almeno nelle fotografie rovina l’effetto da dea greca, saranno i sandali Gianvito Rossi con quel cinturino alto che ammazza qualunque caviglia risulta un po’ pasticciato. Boh
Mi stavo mentalmente congratulando con Charlène per dividere con noi la sua grazia sognante, quando lo sguardo mi è caduto sui suoi pantaloni. Da quando è tornata di moda l’uniforme del convitto? Shock
Settimana dedicata all’artigianato femminile per la regina di Giordania, che mercoledì ha visitato un gruppo di donne nella Valle di Jethro impegnate in progetti solidali. Bellissima la tunica il cui carattere etnico è alleggerito dai pantaloni; Rania spesso mischia nelle sue mise capi di stile occidentale ad altri della sua cultura mediorientale, e il risultato mi piace sempre, per significato ed effetto finale. Chic
Nessun tocco etnico invece per la visita allo show room della Jordan River Foundation ad Amman, che annualmente organizza una mostra con manufatti di artigiane che si ispirano alla cultura millenaria del paese. L’abbinamento rosa/rosso è uno dei trend di stagione che se vi piace potete ripetere tranquillamente, anche senza la borsa Givenchy o le scarpe Gianvito Rossi. Chic
Sabato Rania ha accompagnato alla mostra della Jordan River Foundation la first lady turca Emine Erdoğan, abbinatissima alle mattonelle sulla parete (o sono vetri su una porta?). Anche in un altro ambiente, il suo soprabitino sarebbe comunque disastroso: se un capo è realizzato in un tessuto stampato, il disegno dovrebbe combaciare il più possibile (sono pignola lo so, ma sono questi i dettagli che fanno la differenza). Shock. Rania risponde con un trench beige con inutili inserti plissé rosa, con l’aggravante delle scarpette en pendant. Boh
Simpatia ed empatia non saranno il suo forte, ma quando la Reina ci si mette non ce n’è per nessuna. Los Reyes hanno partecipato giovedì al funerale di José Pedro Pérez-Llorca, uno dei sette padri costituenti di Spagna. Cappotto a vestaglia nero Carolina Herrera, splendido, con décolletées Magrit che fanno il loro dovere e clutch Felipe Varela così così, ma lei ha portato di peggio. Chic
Lo stesso giorno Letizia è stata alla presentazione del progetto (In)Format, promosso da Google insieme con FAD (fondazione che lotta contro il consumo di stupefacenti) e dedicato agli adolescenti. Letizia ricicla una mise già vista a gennaio: gonna pitonata bicolore Zara e tutto il resto – pullover cinturone e stivaloni – in nero. Era proprio necessario? Boh
Mary, Principessa Ereditaria di Danimarca, è probabilmente la più chic delle royal ladies in circolazione; grande estimatrice della moda italiana – Prada su tutti – a volte sembra un filo troppo autocompiaciuta, ma come darle torto? Mercoledì è intervenuta ai Danish Rainbow Awards, che riconoscono l’impegno a favore della comunità LGBT, e ha scelto Max Mara, con clutch Bottega Veneta. Attenti, ciò che indossa non è un completo blusa/pantaloni ma una tuta, capo cui la maison di Reggio Emilia ha dedicato un’intera collezione. Mary ha persino avuto la fortuna di un omaggio floreale in tinta! Chic
Ieri i Principi di Monaco hanno ricevuto la cittadinanza di Peille, borgo sulle Alpi Marittime che ha stretti legami col Principato. Charlène, pallida e mesta più di sempre, ha indossato un completo in un grigio perla che avrebbe ammosciato chiunque. Giacca a sacchetto in un tessuto che sembra bouclé, un po’ troppo grande come gliele fa di solito Akris, e gonna in tessuto liscio tutt’altro che impeccabile. Contribuiscono all’effetto ingoffamento gli stivali di suède. Boh
Il permanere di questa tradizione mi lascia sempre un po’ perplessa, dato che proprio durante una di queste vacanze il principe Friso, secondogenito della regina Beatrice e fratello minore del sovrano regnante Willem-Alexander, rimase sepolto da una valanga mentre sciava fuori pista e morì un anno e mezzo dopo per le conseguenze dell’incidente senza aver mai ripreso conoscenza. Quando sono qui invece, nonostante i miei timori, i reali olandesi sembrano sempre rilassati e felici, e infatti vediamo il re con scatto felino lanciarsi sulla neve scherzando con l’unico nipote maschio, che cresce circondato da due sorelle e cinque cugine, tutte femmine.

La linea della gonna è sottolineata da lunghi inserti di pizzo che si svelano solo nel movimento, e definiscono lo strascico di cinque metri, calibrato sulla ragguardevole altezza della sposa. Se guardate bene nei video, lo strascico che sembra partire da due pieghe laterali, è in effetti separato dalla gonna per consentire una seduta comoda mantenendo un aspetto impeccabile (le cronache dell’epoca raccontarono che nella Maison di piazza Mignanelli fu portato anche lo sgabello che avrebbe usato la sposa, per verificare che abito e strascico rimanessero perfetti durante la cerimonia). A completare il tutto un meraviglioso velo in tulle di seta ricamato, talmente raffinato che molti sono convinti si tratti di un pezzo antico tramandato in famiglia; è invece il frutto delle mani preziose delle lavoranti di Valentino che hanno dato vita al disegno del maestro: arabeschi e ramage di rara bellezza, altro che i veli ricamati che abbiamo visto in anni più recenti. La realizzazione completamente artigianale richiede tre mesi di lavoro e solo tre prove; in una di queste la sposa è accompagnata dalla regina Beatrice, che partecipa alla creazione e gioca un ruolo fondamentale nell’individuazione dei gioielli più adatti, a partire dalla tiara. Per fermare il velo viene creato un nuovo diadema combinando pezzi diversi usciti dal ricchissimo forziere reale.

Máxima, che prima di sposare Willem-Alexander era un’economista, partecipa come rappresentante speciale dell’ONU; William ha conversato a lungo con Sir David Attenborough sul futuro del pianeta (qui il video dell’incontro
Tra Elisabeth decollata, Philippe rassegnato ed Emmanuel che non ne può più quasi quasi preferisco quella piramidale, col principino di sguincio.
Victoria di Svezia, forse influenzata dal 75° compleanno della madre – o magari dal centenario della Prima Guerra Mondiale – ci propone questa foto similseppia in cui la graziosa famigliola sembra il ritratto su una lapide. Dite la verità, non avete pagato il fotografo e quello si è vendicato! Una prece.
Per riprendermi mi ci vuole un panettone. Intero.