Festa grande, ma veramente grande, in Belgio, che in un colpo solo celebra la Fête Nationale e i dieci anni sul trono di Roi Philippe, divenuto sovrano del Paese il 21 luglio 2013, in seguito all’abdicazione del padre Albert II.
Prendere nota: abdicare nel giorno della festa nazionale consente la perfetta ottimizzazione di ogni cosa e probabilmente pure un certo risparmio, una scelta molto saggia. Il Re emerito, in fondo anche lui protagonista della giornata, con la sua presenza ha rassicurato sulle sue condizioni di salute dopo il ricovero in ospedale di qualche settimana fa a causa di una disidratazione. Con lui la Regina Emerita, la nostra Paola, anche lei un po’ malconcia ma indomita, insomma due bastoni e una capanna.
Entrambi amorevolmente assisiti dal re figlio e dai bei nipoti. Dalle foto che ho visto mi sembra sia proprio la famiglia a emergere in queste celebrazioni: una famiglia reale che naturalmente incarna la nazione, ma propone anche un modello di regalità più semplice e moderno.
Ecco la Reine e l’erede vestite in giallo e rosso, col nero i colori della bandiera; tra loro deliziosa Eléonore, che ha un’età in cui può ancora fare come vuole, e lo fa bene. Mentre il re con i figli maschi accogliere il saluto dei belgi all’arrivo in cattedrale per il Te Deum.
Famiglia protagonista, e un po’ di emozione per la Reine – che non teme mai di far vedere le sue lacrime – anche alla parata militare, dove tra i soldati hanno sfilato i due figli maggiori dei sovrani.
Molto concentrato il ventenne Gabriel, più sorridente e sicura di sé Elisabeth, Duchessa di Brabante e futura regina, una ragazza che ci darà molte soddisfazioni.
Lady Violet, e le mise? Chiederete voi. Nessun timore, ne parleremo diffusamente domenica: della giornata di oggi e anche del ballo di ieri, che ha aperto le celebrazioni. Á bientôt!
Con 24 ore di ritardo sul Palazzo pubblichiamo anche noi i nuovi ritratti ufficiali dei sovrani belgi, che il 21 celebreranno il decimo anniversario di regno.
(Ph: Michel Gronemberger)
Se Philippe ha, per ovvie ragioni, meno possibilità di manovra, le scelte di Mathilde sono piuttosto interessanti.
(Ph: Michel Gronemberger)(Ph: Michel Gronemberger)
Partiamo dall’abito da sera: la Reine sceglie un abito che ha già indossato durante una visita ufficiale in Lussemburgo (potete vederlo in questo post, anche se non si parla esattamente di lei Royal chic shock e boh – Disney edition). Una creazione Armani Privé con corpino ricamato di cristalli e gonna plissé che si apprezza bene nell’immagine in cui la sovrana è seduta.
(Ph: Michel Gronemberger)
Naturalmente adoro il colore, ma apprezzo soprattutto la raffinatezza del perfetto abbinamento il viola della fascia dell’Ordre de Léopold, definito violet amarant, anche se a me sembra più ametista/ciclamino. Sul capo Mathilde porta la tiara delle Nove Province nella versione completa, la più importante del forziere belga (che non è ricchissimo, va detto), alle orecchie gli orecchini di diamanti che la regina indossa spesso nelle occasioni più importanti, di cui vi posto una fotografia scattata in altra occasione.
Oltre all’abito di gala i sovrani compaiono anche in abito da giorno. Glisserò sull’orlo dei pantaloni di Philippe per fermarmi sull’abito Mathilde: Natan (come poteva mancare?), bianco, in crêpe, anche questo già visto (La foto del giorno – Women).
(Ph: Michel Gronemberger)
Al bianco Mathilde abbina orecchini in diamanti e perle, lunghi ed eleganti. ma non fa l’errore delle scarpe bianche: queste nude (Dior) anche se troppo chiare per le sue gambe, sono un’ottima scelta.
(Ph: Michel Gronemberger)(Ph: Michel Gronemberger)
Mi sono fatta l’idea che la Reine abbia voluto ricordare la mise indossata il giorno dell’ascesa al trono: anche in quel caso bianco, sempre firmato Natan ma è solo il mio pensiero,
In generale direi che questa coppia abbia trovato la chiave per presentarsi, rappresentarsi e farsi apprezzare. Aspettiamo il 21!
Venerdì 21 Roi Philippe dei Belgi festeggerà i 10 anni sul trono, nel dì in cui il Paese celebra la sua festa nazionale: ci aspetta una due giorni ricca di appuntamenti, secondo il programma appena annunciato dal Palazzo.
(Ph: Nicolas Lambert/AFP)
La sera di giovedì 20 i sovrani, accompagnati dai fratelli del re, Astrid e Laurent, assisteranno a un concerto a Flagey, importante istituzione culturale della capitale situata nella zona di Ixelles. In seguito Philippe e Mathilde raggiungeranno la Place du Jeu de Balle – sede tutti i giorni di un famoso mercatino – per il Ballo Nazionale, com’era già accaduto nel 2013. Il giorno seguente il re e la regina presiederanno il Te Deum nella Cattedrale di Bruxelles dedicata ai Santi Michel e Gudule. Alla funzione religiosa è annunciata la presenza del sovrani emeriti Albert e Paola, il che testimonia un buon recupero dell’ex re, recentemente ricoverato in ospedale per disidratazione. La principessa Astrid col marito Lorenz presenzieranno al Te Deum nella città di Wavre, il principe Laurent con la moglie Claire saranno invece a Lovanio. La famiglia reale al completo, con l’esclusione degli ex sovrani, si ritroverà sulla Place des Palais per la parata militare, cui parteciperanno l’erede al trono Elisabeth e il fratello Gabriel, allievo della Scuola Militare Reale. Prevista anche la presenza della principessa Délphine con il suo compagno Jim O’Hare. Dopo il saluto dei sovrani al Parc Royal – con loro Astrid e Lorenz – la festa si concluderà al Parc du Cinquantenaire con uno spettacolo di fuochi d’artificio.
Insomma, una festa sobria ma con parecchie occasioni di contatto con la famiglia reale. Signore, vestitevi come volete, perfino Natan, ma fateci sognare!
Settimana pienissima di appuntamenti royal di alto profilo quella appena trascorsa, iniziata con una sorpresa (anzi due).
In Spagna
Lunedì 19 i sovrani di Giordania sono comparsi in Spagna, non in visita di stato ma per l’appuntamento previsto a Cordoba il giorno seguente: il Processo di Aqaba, un incontro tra capi di stato per la lotta al terrorismo nelle aree del Sahel e dell’Africa occidentale. Sorpresa nella sorpresa, Abdulla II e Rania si sono portati il figlio minore Hashem, mandando in fibrillazione i royal watcher: in fondo il giovanotto, benché musulmano, a 18 anni appena compiuti sarebbe un interessante match per le principesse spagnole. Religione a parte, sono convinta che le nuove generazioni l’amore se lo troveranno da sé, ma penso che qualche manovra – soprattutto tra i reali senza trono – ci sarà, e sarà divertente assistere. Le due Regine non hanno partecipato all’evento di Cordoba e si sono incontrate solo il lunedì: Letizia con un abitino smanicato un po’ troppo lungo, in seta jacquard, dello spagnolo Diego Estrada. Ancora in nero Rania, con una creazione Dior Resort 2024 che sarebbe stata più indicato a ottobre. Gli abiti sono entrambi di pregio, ma quello di Letizia non mi fa impazzire, e l’altro è veramente fuori stagione.
Però loro due insieme sono deliziose, simili per colori, età, altezza, struttura fisica (e pure ritocchi, via) per cui mi piacciono, e questa foto – le scarpe di Letizia sono Carolina Herrera, quelle di Rania le Sugata di Manolo Blahnik) – è molto divertente. Chic meno meno a entrambe, così non litigano.
(Ph: Gtresonline)
Qualche giorno dopo, giovedì 22, i sovrani spagnoli hanno presenziato al Palacio Real la riunione annuale della Fundación Princesa de Asturias. Letizia ha rispolverato un vecchio amore, il tailleur pantalone bianco. Indossato vent’anni fa all’annuncio delle nozze con Felipe – quello era di Armani – ma anche in occasioni meno formali, come la consegna del diploma alla figlia maggiore, il mese scorso in Galles (Le foto del giorno – Le diplomate). Brava, fa bene, questo (Carolina Herrera, con top Zara) le sta da dea. Chic.
A Monaco
Ladies&Gents, sorpresa! Forse siamo all’alba di una nuova era: mi sta piacendo Charlène! Martedì 20 la Princesse ha consegnato alcuni premi durante la serata finale del Festival de Télévision de Monte-Carlo. Trovo l’abito in seta blu scuro (Akris) adatto al suo fisico sportivo. La linea quasi da giorno del modello mi sembra esalti la sua natura semplice e il taglio di capelli essenziale; anche la geometria del favoloso set orecchini e collier di diamanti bianchi e gialli completa felicemente il tutto. Chic.
In Belgio
Una visita ufficiale in settimana c’è stata, tra due Paesi vicini, i cui sovrani quest’anno celebrano entrambi i dieci anni sul trono: Willem-Alexander e Máxima dei Paesi Bassi sono andati in Belgio (in treno), ospiti di Philippe e Mathilde. Incontro di cui Lady Violet ha praticamente assistito in diretta, grazie a una cara amica del sofà che si trovava proprio in quell’angolo di Bruxelles nel momento dell’incontro tra le due coppie. La nostra amica ha approvato la mise di Máxima e io mi sento di concordare, il completo in seta avorio del belga Natan – sì, a volte indovina anche lui! – è perfetto per una serie di impegni di giorno, e la silhouette che ricorda gli anni ’50 esalta la linea della regina (dal vivo più sottile di come compare in foto). Philip Treacy firma il bellissimo cappello, chic. Ai piedi delle due sovrane le stesse scarpe, le Gianvito 105Gianvito Rossi, ma le somiglianze finiscono qua. Mathilde sceglie Claes Iversen, stilista olandese (di origine danese): il diplomatic dressing è servito. Però l’abito rosso lampone con maniche di chiffon e applicazioni sulla gonna, se proprio non se ne può fare a meno, è più adatto al pomeriggio. Raffinato – ma un po’ sprecato – il cappello Envolée di Fabienne Delvigne, che mischia seta e fibre di banano. Boh.
La prima sera di una visita di stato è quella del ricevimento di gala, che vuol dire pomp and circumstance, cioè: diademi! Máxima ci va giù pesante e sfodera la tiara Stuart, la più importante del forziere olandese, completa dell’enorme diamante a goccia di ben 40 carati, con collier en pendant e orecchini ugualmente ricchi di diamanti e ugualmente importanti. Per sorreggere cotanto splendore ci vuole il fisico, e anche una mise adeguata, e la regina ha entrambi: dopo aver aggiunto al suo metro e 78 ben 13 cm di tacco (con plateau, i sandali Evita di Aquazzurra) drappeggia la sua figura in un abito rosa Jan Taminiau dalla gonna caratterizzata da volant di tulle, in contrasto con la linea e i ricami del corpino. Non m i fa impazzire ma lo trovo adatto alla bisogna, chic. Meno, molto meno ricco il reparto tiare in Belgio, Mathilde indossa comunque la più importante, quella delle Nove Province, più la tiara Wolfers come collier. Con un cape dress, che ormai è il suo simbolo; in pizzo azzurro illuminato da piccoli strass, composto da un abito senza spalline e un mantello sfoderato. Lo trovo terribile, sembra una camicia da notte con relativo négligé, e il mio disappunto cresce scoprendo che si tratta di un creazione Armani Privé. Giorgio, ma perché? Sorry, shock.
All’indomani le due sovrane si ritrovano per altri impegni, con o senza mariti. E scelgono lo stesso couturier, Natan. Per Máxima il modello Delphin, dipinto a mano da Pablo Piatti, artista argentino che vive e lavora in Belgio, si può immaginare qualcosa di più opportuno? L’abito non mi piace particolarmente, ma mi piace molto l’operazione; d’altra parte la relazione e le collaborazioni di Natan col mondo dell’arte sono forse il suo aspetto più interessante, dunque chic. Invece Mathilde tira fuori dall’armadio il modello Merri, una sorta di camicione informe con inutile drappeggio sul fianco, completato da una calottina Fabienne Delvigne. Non mi piace, shock.
La sera del secondo giorno è quella in cui gli ospiti ricambiano l’invito ai padroni di casa. Spesso è una serata musicale come in questo caso; un concerto d’archi dell’Amsterdam Sinfonietta nel cento culturale Flagey. Va detto che le signore sono apparse sempre piuttosto abbinate, e per l’occasione scelgono di nuovo lo stesso stilista; questa volta Jan Taminiau, olandese del Brabante, regione vicinissima al Belgio. Máxima ripropone un monospalla sfoggiato la prima volta per il quarantesimo compleanno, nel 2011; il colore non mi fa impazzire ma trovo che il modello le stia molto bene, e poi ci si può sempre far distrarre da quel favoloso collier… Neanche il colore dell’abito di Mathilde mi convince del tutto, ma il modello è elegante e sottolinea piacevolmente la sua figura. Però qualcosa sui loro mariti la vogliamo dire? Willem-Alexander osa lo smoking doppio petto, che in generale non mi dispiace, ma l’orlo ai pantaloni grida vendetta. Da parte sua, Philippe indovina i pantaloni ma sbaglia la giacca; pancia in dentro e petto in fuori non si usa più? Chic le regine, shock i re.
Ultimo giorno la scena si sposta ad Anversa. Tra i vari appuntamenti c’è anche una colazione di lavoro sui temi dell’integrazione per i giovani meno favoriti a livello scolastico e professionale. Colazione organizzata nella Sala Rubens del Musée des Beaux-Arts della città, il che avrà ispirato la mise della Reine Mathilde, che sembra uscita da un quadro del Seicento fiammingo (no, non vuol essere un complimento). Per lei un abito a fiori stilizzati di Dries van Noten, già indossato il mese scorso, completato da ampio soprabito in seta e ampio cappello realizzati per l’occasione nel color orange, evidente omaggio agli ospiti. Boh. Máxima ripete una mise già vista in un bellissimo rosso amarena, cappello Fabienne Delvigne – come quello arancio di Mathilde – e un abito Natan arricchito da una stola/mantella che non mi dispiace affatto, è uno stile che la regina olandese porta molto bene, chic. Prima curiosità: la clutch Dior è un dono di Brigitte Macron durante il recente viaggio della coppia presidenziale francese nei Paese Bassi (Royal chic shock e boh – Un due tre visite!). Seconda curiosità: entrambe le signore hanno le stesse scarpe, le PVC D’Orsay, anch’esse Natan, ma la sovrana belga ha i piedini un po’ gonfi.
E per finire…
Alla cena di gala a Laeken c’era anche la sorella di Roi Philippe, Astrid, col marito Lorenz. Se la cognata Mathilde ha scelto l’azzurro per la fascia blu e oro dell’Orde van de Nederlandse Leeuw; se l’ospite Máxima ha poggiato sul rosa quella viola dell’Ordre de Léopold; Astrid mi ha veramente sorpresa. Abito shocking pink, mantello rosso pomodoro, fascia giallo arancio dell’Orde van Oranje-Nassau, e in testa la tiara Savoia-Aosta. Sorprendente, inattesa, divertente, la adoro. Chic!
Dopo gli sposi e la cerimonia che li ha uniti in questa straordinaria giornata, ecco gli ospiti di particolare importanza, il cui arrivo alle nozze abbiamo potuto apprezzare grazie alla perfetta organizzazione e all’accoglienza che i sovrani hanno riservato ad ognuno. Un affascinante mix di Oriente e Occidente, di favolose toilettes e abiti già visti, di costumi tradizionali e creazioni couture. E pure qualche incidente, per fortuna solo sfiorato: con la Principessa Muna, seconda moglie del defunto Re Hussein e madre dell’attuale sovrano, sono arrivate le figlie gemelle, Aisha e Zein.
Zein, la signora bruna coi capelli corti, indossa un abito verde bosco di Carolina Herrera con borsetta Bulgari mentre la sorella Aisha, la signora bionda, ha scelto un elegante abito beige di Reem Acra. Che oplà, poche ore dopo è comparso uguale uguale addosso a Beatrice di York. Per fortuna che era la cena di gala e Aisha si era cambiata! Va detto che l’abito sta molto bene a entrambe, nonostante tra le due royal ladies ci siano ben vent’anni di differenza, 55 contro 35. La sintesi tra Oriente e Occidente è compiuta.
Della mise serale di Beatrice parleremo prossimamente, per la cerimonia Mrs Mapellli Mozzi aveva scelto un’altra toilette che a me è piaciuta molto: un abito di Needle & Thread, in polyestere riciclato come le paillettes che lo decorano; il riciclo è ormai la nuova frontiera del lusso. Il modello è caratterizzato da una morbida linea ad A che Beatrice ha reso più aderente con una cintura nera, en pendant col fiocco che trattiene i capelli. Rispettato il dress code: abito scuro per gli uomini e lungo da giorno per le signore, senza tiara (ma non temete, più tardi c’è stato spazio anche per loro).
La presenza di Edo e Bea è stata un po’ una sorpresa, data la partecipazione – confermata a poche ore dal matrimonio – dei Principi di Galles in rappresentanza della Corona. Grande attesa per vedere Catherine all’opera sullo scenario internazionale nel suo nuovo ruolo, e soprattutto per vederla abbigliata per l’occasione. Non ha deluso, anzi ha messo a segno pure un bel colpo, scegliendo lo stesso couturier che firmava l’abito della sposa, Elie Saab. Abito rosa antico (molto antico) collo alto, maniche lunghe, linea flou. Il ricamo è molto raffinato, lei è sicuramente bella, gli orecchini sono tanto ma non stonano, non si è messa nemmeno un fiocco in testa, come hanno fatto altre, ma se dovessi dirvi che mi ha conquistata mentirei. Un incanto che non mi ha catturata.
Molto interessante per me osservare gli ospiti mediorientali: donne in generale molto belle e molto curate (a volte troppo) alcune vestite all’occidentale altre secondo la tradizione, altre ancora mischiando gli stili. Ad esempio, ho trovato elegante la Principessa Basma bint Talal, zia del sovrano. Per noi tanto oro indossato di pomeriggio sarebbe troppo, ma l’abito è molto bello e lei, compagna di studi di Anne The Princess Royal porta assai bene i suoi 72 anni.
Ugualmente interessanti le interazioni, tenendo naturalmente presente che non conosciamo tutti e ignoriamo la profondità dei rapporti; ho notato ad esempio i signori sauditi non baciare la regina, né le signore il re; e colpisce il fatto che praticamente nessuno fa il curtsy ai sovrani. Rimedia Mary di Danimarca, che si produce come sempre in una riverenza profondissima, pure troppo. La principessa danese, accompagnata dal marito con la sua tradizionale andatura caracollante (mi aspetto sempre che affibbi qualche pacca sulle spalla, e raramente resto delusa) ha riproposto un abito Erdem, francamente non il mio preferito, peggiorato dal fiocco azzurro tra i capelli, da attempata adolescente; la salvano le scarpe, che qui non si vedono ma sono le celeberrime Hangisi di Manolo Blahnik, rese immortali dalla Carrie Bradshaw di Sex and the city.
Dalla Scandinavia con furore altri due eredi al trono: il povero Haakon di Norvegia giunto, come annunciato, solo soletto e dunque passato praticamente inosservato. Victoria di Svezia in un maxi dress a fiorellini del brand svedese byMalina all’occorrenza utilizzabile anche come camicia da notte.
Altra coppia di eredi che stiamo vedendo spesso sono Alois e Sophie del Liechtenstein; come i sovrani giordani, stanno per festeggiare i trent’anni di matrimonio (il 3 luglio). Lei mi piace moltissimo anche in questa sobria versione in pizzo blu – l’abito è il modello Julianna di Diane von Furstenberg – arricchita dagli zaffiri di famiglia, E che falcata!
Presente anche qualche erede al trono non ancora accoppiato e dunque in compagnia del genitore sovrano come la duchessa di Brabante scortata dal padre, Roi Philippe. La deliziosa fanciulla sembra aver ereditato la passione per i cape dress della madre, ma il suo, di Essentiel Antwerp, ha il pregio di essere più allegro e leggero, meno matronale. In mano Elisabeth ha una clutch di Armani, modello La Prima, altro must di famiglia.
(Ph: Patrick Van Katwijk/Getty Images)
Nonostante la sua presenza fosse stata annunciata, non s’è vista un’altra giovane erede al trono: Catharina-Amalia farà la sua comparsa solo al ricevimento serale lasciando la cerimonia nuziale ai genitori. Máxima ripropone un abito di Luisa Beccaria, che addosso a lei perde l’eleganza rarefatta e romantica del brand per assumere un’aria quasi flamenca; non mi ha convinta. Non so se fosse successo qualcosa, ma i sovrani mi sembravano piuttosto immusoniti, e c’è stato anche un siparietto al momento di salutare Abdullah II che dal basso del suo metro e 60 (più o meno) si è alzato sulle punte dei piedi ridendo davanti all’altissima e sempre taccatissima Máxima.
Oltre alla coppia olandese, e il già citato Philippe dei Belgi, presenti in ordine sparso altri sovrani, regnanti o emeriti: visto e riconosciuto il sultano malese con la moglie e il sultano del Brunei accompagnato da uno dei figli minori, Abdul Mateen. Non è l’erede al trono – ma mai dire mai – però il giovinotto, invero piuttosto belloccio, è una mezza star di Instagram (che insomma, puoi essere pure un principe ereditario, ma se non regni sui social non sei nessuno).
Accompagnata non dal marito ma da una delle di lui sorelle, la principessa (il titolo è Ashi) Euphelma, ecco Jetsun Pema Regina del Bhutan. E sorpresa! Abbiamo scoperto un colore che non le dona tanto. Siamo innamorati da sempre della love story tra i sovrani, che ha portato il Re a rinunciare alla poligamia dedicandosi solo a lei, ma la tradizione del Paese è diversa. Il Quarto Re Drago, padre dell’attuale monarca, ha sposato quattro donne: Euphelma e il Re hanno in comune il padre ma madre diversa. Però le quattro mogli sono sorelle tra loro, dunque i vari figli nati sono fratelli e cugini. Non bastasse, Euphelma ha sposato un fratello minore della Regina. Anche le signore del Bhutan sono interessate alla moda, e per questo matrimonio hanno abbinato agli abiti tradizionali due clutch firmatissime: Louboutin per la regina, Dior per la principessa.
(Ph: Patrick Van Katwijk/Getty Images)
Entrata super scenografica per la Sheikha Moza bint Nasser, madre dell’emiro del Qatar. Il suo lungo soprabito rosa e nero, ispirato alla secessione viennese – in particolare all’architetto Josef Hoffman – mi ricordava qualcosa, e infatti ecco qui Valentino collezione haute couture autunno inverno 1989 https://www.youtube.com/watch?v=X65UeiSOXlA
Valentino vintage (ne ha una vera collezione) anche per la Reina Emerita Sofía, giunta a rappresentare la Spagna in compagnia dell’acciaccatissimo Juan Carlos, proveniente però da Abu Dhabi, dove ormai risiede. L’abito rosa a balze è stato indossato dalla Reina per i 60 anni di Carl Gustav di Svezia, nel 2006; la spilla invece fu vista la prima volta al battesimo del figlio Felipe, 55 anni fa.
Nessun Grimaldi presente per Monaco, qualcuno ha inviato anche membri di secondo piano; gesto non particolarmente rispettoso, trattandosi del matrimonio di futuri sovrani, ma tant’è. Dal Lussemburgo c’era il minore dei figli dei Granduchi Sébastien; dal Giappone è arrivata Hisako, Principessa Takamado – il marito, scomparso vent’anni fa, era cugino dell’Imperatore Emerito Akihito – con la maggiore delle figlie, Tsuguko. La Principessa Takamado è una donna di grande cultura e dinamismo, sicuramente la più “moderna” delle molte principesse giapponesi. Poi certo, questo damascato blu è un po’ fuori moda, ma non è facile vestire in uno stile così diverso dal proprio. E vi prego di notare la clutch a forma di civetta della figlia.
Ultime degli ospiti ad arrivare Jill Biden con la figlia Ashley, cui chiederei: se il dress code prevede il lungo, perché midi? La First Lady invece rispetta le regole: Reem Acra anche per lei – la stilista libanese è piuttosto popolare negli USA – un caftano color ostrica non particolarmente donante.
Nell’attesa di parlarvi della cena di gala mi è venuta un’idea: che ne dite di sfruttare le tantissime immagini delle signore giordane, più che per ammirane le mise per cercare di definire le intricate parentele all’interno della famiglia reale? Palesatevi!
Ormai il tempo che ci separa dalla Coronation si conta in ore, ma uno dei grandi quesiti sul tavolo riguarda il dress code. Come saranno vestiti i sovrani? E gli ospiti? Catherine indosserà una tiara o invece, come si vocifera, un’acconciatura floreale? E nel caso, questa scelta è per fare brillare solo Camilla? Oggi forse abbiamo avuto un indizio: sotto una pioggia battente si è svolta la prova finale a Westminster Abbey, e William si è intravisto abbigliato così.
Il Principe di Galles indossa il mantello dell’Order of the Garther, comparirà così anche domani? Nel caso mi sembrerebbe un’ottima soluzione, un abito adeguatamente formale ma da giorno, per cui le signore potrebbero essere a loro volta in abito corto, con cappello o acconciatura. Certo, domani saranno presenti molte teste coronate, che potrebbero indossare qualcosa di diverso: Máxima, Letizia, Mary saranno in lungo con tiara? Ho l’impressione di no, vedremo. Sicuramente in tutto il loro formale splendore appariranno coloro con un ruolo ufficiale: Nicholas Lyons, Lord Mayor della City, indosserà questo sontuoso mantello, come il suo predecessore all’incoronazione dei Queen Elizabeth II.
Intanto stanno arrivando gli ospiti più importanti, Re Philippe dei Belgi ha raggiunto Londra in treno, in compagnia di Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo.
E a proposito di trasporti, Londinesi e turisti che in questi giorni affollano la capitale prendendo la Tube, la celeberrima metropolitana della città – la più antica del mondo e la più estesa d’Europa – verranno accolti da un messaggio dei sovrani: https://fb.watch/kkN27d6EsE/
Altissima densità di royal compleanni nel weekend appena passato: ben tre monarchi più due altezze reali, curiosamente figli di due dei tre sovrani festeggiati, peraltro cugini tra loro. Più un’outsider, che scoprirete continuando a leggere. Procediamo in ordine rigidamente cronologico: sabato 15 Philippe, Rei dei Belgi, ha compiuto 63 anni; il primogenito di Albert II e Paola è nato a Bruxelles il 15 aprile 1960, nove mesi e tredici giorni dopo il matrimonio dei suoi genitori. Quest’anno festeggerà anche i dieci anni sul trono, è infatti divenuto re nel luglio 2013, in conseguenza dell’abdicazione di suo padre. Philippe è appena rientrato da un breve viaggio nella Guyana francese, dove insieme col figlio Gabriel ha assistito al lancio della sonda JUICE per l’esplorazione del pianeta Giove e dove probabilmente è stata scattata questa fotografia. Anche se in effetti quello che ospita la base dell’ESA, l’ente spaziale europeo cui appartiene il progetto, è un paese caraibico direi che lo sfondo esotico ha quell’aria stile la mia Africa, che dona quasi a tutti. Impagabile l’humour belga che accompagna la foto: “c’è un compleanno nell’aria”. Spazio-aria, irresistibile.
(Ph: Frédéric Andrieu)
Domenica ha compiuto 83 anni Margrethe II di Danimarca, reduce da un importante intervento alla schiena, che non si è negata i festeggiamenti e i bagni di folla che tanto ama. Al posto del tristanzuolo ritratto scattato per l’occasione, pubblichiamo con piacere la foto che la mostra al balcone del palazzo di Amalienborg, mentre riceve l’omaggio dei Danesi circondata da tutti e otto i nipoti. Dati gli ultimi eventi e le polemiche che ne sono inevitabilmente seguite, mi sembra una scena bella assai.
(Ph: Billed Bladet)
Un giorno due compleanni alla corte lussemburghese: il Granduca Henri – che di Roi Philippe è cugino primo – ha compiuto ieri 68 anni, e il minore dei suoi figli, il principe Sébastien, 31. Lo sappiamo, il Granducato si prepara al matrimonio di Alexandra, unica figlia e unica sorella dei festeggiati, per cui la giornata di domenica è dedicata a loro, ma poi tutti pronti per le nozze. Alexandra sposerà il fidanzato Nicolas Bagory con due cerimonie: quella civile sabato alle 15:30 all’Hôtel de Ville de Luxembourg mentre quella religiosa sarà celebrata il sabato seguente, il 29 (che è anche il dodicesimo anniversario dei Principi di Galles) in Provenza. E sono certa che molte lettrici non aspettino che di vedere l’elegante padre accompagnare la figlia all’altare. Trattenete l’ansia, che ormai manca pochissimo!
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
L’ultimo compleanno reale è quello della deliziosa Eléonore, ultima dei quattro figli dei sovrani belgi, Philippe e Mathilde. La fanciulla compie 15 anni, e sta fiorendo sotto i nostri occhi, circostanza che intenerisce il cuore di Lady Violet, zia di due ragazze più grandi ma ugualmente deliziose. Studentessa del Collegio del Sacro Cuore, scuola cattolica di Tervuren, Eléonore suona il violino e pratica vari sport, tra cui l’aïkido. Durante la pandemia – come altri reali – si è impegnata telefonando alle persone sole e preparando dolci per chi era in difficoltà. Posa nel parco del palazzo di Laeken con una camicia di Zara che le sta una meraviglia. E sì, direi che tra le nipoti è quella che somiglia di più a nonna Paola, nei lineamenti e nel modo di porsi.
(Ph: Bas Bogaerts)(Ph: Bas Bogaerts)
L’outsider è una signora che non è membro di una famiglia reale, ma ha rapporti talmente stretti con la Royal Family da essere stata una dei trenta invitati a partecipare alle esequie di Prince Philip, celebrate esattamente due anni fa, il 17 aprile 2021.
Tra i compleanni di ieri c’è anche il suo, Penelope Knatchbull, nata a Londra il 16 aprile 1953 da Marian e Reginald Eastwood, macellaio che aveva fatto fortuna (molta) con la catena di ristoranti Angus Steakhouse. Ottimi studi, tra cui la London School of Economics, poi il 20 ottobre 1979 il matrimonio con Norton Knatchbull, pronipote di Queen Victoria e nipote di Lord Mountbatten, scomparso nell’attentato dell’IRA solo due mesi premi con la nonna paterna e un fratellino dello sposo. Best man il Principe di Galles, cugino in secondo grado di Norton. La coppia fissa la residenza a Broadlands, residenza palladiana nell’Hampshire dove la Regina e Philip trascorsero parte della luna di miele. Nascono tre figli: prima Nicholas, poi Alexandra – tenuti a battesimo rispettivamente da Charles e Diana – e infine Leonora. Una vita dorata cui non mancano tragedie e drammi: a cinque anni la figlia minore muore per un tumore infantile mentre il figlio maggiore crescendo ha seri problemi di tossicodipendenza, tanto che il padre minaccia di diseredarlo. Infine la ciliegina sulla torta: il marito la lascia dopo trent’anni di matrimonio e va a vivere alle Bahamas con un’altra donna. Lei riesce a tenere tutto sotto controllo; non abbandona la residenza avita – anzi, sostituisce il marito negli incarichi legati al suo rango – anche perché nel parco è sepolta la sua bambina.
(Ph: Antony Jones/Getty Images)
Può sempre contare sull’amicizia e il supporto reale; la sua amicizia con Philip fa nascere rumors e pettegolezzi, sempre smontati dalla vicinanza che la regina in persona dimostra a Penny. Nei circoli reali la chiamano “and also”, cioè e anche, perché viene sempre aggiunta agli inviti fatti dalla Royal Family:…and also Penny. Ieri questa elegante signora ha compiuto settant’anni, che le auguriamo pieni di serenità; vedremo tra pochi giorni se comparirà tra gli invitati all’incoronazione di Charles e Camilla, cui parteciperanno reali, aristocratici, autorità… and also Penny?
Tutto è pronto per i Mondiali di calcio in Qatar cui la nostra Nazionale non partecipa non essendo riuscita a qualificarsi, nonostante la vittoria agli ultimi Europei (festeggiata con qualche petulanza di troppo e improbabili lezioni di protocollo).
Tra le trentadue squadre in gara numerose quelle che rappresentano monarchie: oltre ai padroni di casa, Belgio Danimarca Inghilterra Giappone Marocco Olanda Spagna, e mettiamoci pure il Galles, che non è un regno a parte ma da due mesi ha un nuovo Principe appassionato di sport in generale, e di calcio in particolare.
Mentre dunque aspettiamo di scoprire qualche reale spettatore, a partire dalla bellissima Mozah bint Nasser al-Missned, moglie numero due dello Sceicco del Qatar, dal Belgio arriva l’incoraggiamento (e non solo quello) di Roi Philippe ai Diavoli Rossi. Il sovrano non è solito a queste operazioni simpatia, e mantiene una leggera goffaggine che rende il video delizioso. It’s Devil Time!
Pensavamo di accoglierli finalmente questa settimana in viaggio ufficiale nel nostro Paese, speravamo di vedere un po’ di abiti da gran sera e almeno la Reine Mathilde con uno dei suoi (pochi) diademi in testa, e invece ci siamo dovuti accontentare di una rapida visita di Roi Philippe: un salto al Quirinale da Mattarella, uno in Campidoglio dal neosindaco Gualtieri, un incontro col Premier Draghi e in serata il ritorno a Bruxelles.
(Ph: Bas Bogaerts)
A parziale risarcimento possiamo goderci oggi la bella foto diffusa da Palazzo in occasione dell’anniversario di nozze dei sovrani, che si sposarono il 4 dicembre 1999 in quello che fu l’ultimo royal wedding del secolo e del millennio.
Le Roi, un po’ impacciato e simpaticamente stazzonato, dimostra più dei suoi 61 anni – e i capelli pettinati nel classico stile leccata di mucca non aiutano – ma lo splendore della sua regina lo riscatta ampiamente. La Regina Consorte ricicla un abito plissé che mischia il fucsia all’arancione, colore che sembra amare particolarmente e le sta veramente bene. Se vi state chiedendo chi sia il creatore dell’allegra mise, ipotizzando (sperando?) che possa trattarsi del giapponese Issey Myake – che colpo di inusitata modernità sarebbe! – Lady Violet vi darà forse una piccola delusione ma no, l’abito è Natan, suo couturier del cuore da quando la vestì quel giorno di 22 anni fa la bella Mathilde d’Udekem d’Acoz affrontò con la grazia e la fermezza che abbiamo imparato a conoscere e ad ammirare il freddo dell’inverno belga e la complessità di uno sposalizio reale.
La storia, si sa, si ripete, ma in questo caso avremmo francamente preferito di no.
Nel marzo 2020 era prevista la visita di stato nel nostro Paese dei sovrani belgi, evento sempre interessante e in questo caso ancora di più, visto che nelle vene di Re Philippe scorre sangue per metà italico. Ma la storia è tristemente nota: l’Italia è il primo Paese occidentale ad essere attaccato dal virus e di conseguenza il primo a entrare in lockdown, per cui il presidente Mattarella è costretto ad annullare la visita, e Philippe e Mathilde restano a Bruxelles. A distanza di venti mesi ci si riprova, e la coppia reale si prepara a sbarcare nella Città Eterna dal 1 al 3 dicembre. A fermarla però arriva una nuova variante, la omicron, che di nuovo scompagina le carte. Ci risiamo: viaggio annullato; Mattarella si dovrà accontentare, mercoledì 1, di una visita lampo del Re, che viene a salutarlo in vista della fine del settennato, e a rinsaldare i già ottimi legami trai due Paesi. Per il resto, si vedrà.
A questo punto forse vi chiederete perché ho scelto come foto del giorno il ben noto ritratto dei sovrani. La ragione sta nella seconda parte di questa storia.
Perché Mathilde indossa un favoloso abito in raso di seta Armani Privé, e Mattarella in attesa di Roi Philippe intanto ha ricevuto al Quirinale proprio Re Giorgio, monarca assoluto dello stile, per conferirgli l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Ma quanta classe, quanto stile, quanto chic hanno questi due ottantenni con le loro elegantiscime criniere bianche?