Oggi è il Thanksgiving Day, la festa più sentita negli USA, e la domanda del giorno è: festeggerà anche la più americana delle royal ladies in circolazione, la californiana Meghan Markle? La risposta probabilmente è sì, dato che i Duchi di Sussex non hanno impegni ufficiali.
Molti siti hanno pubblicato una foto di due anni fa in cui la bruna fanciulla, allora nota solo come la Rachel di Suits e la dispensatrice di consigli di lifestyle attraverso il blog The Tig (da Tignanello, vino rosso di grande reputazione e costo adeguato prodotto nelle Cantine Antinori), presentava la propria opera culinaria: un enorme tacchino da lei stessa definito “a pretty perfect Thanksgiving turkey”. D’altra parte è noto che Meg ami cucinare, tanto che la proposta di matrimonio da parte di Harry secondo quanto hanno raccontato è avvenuta durante una cenetta romantica nella cucina del Nottingham Cottage, per la precisione davanti un pollo al forno, il che sembrerebbe testimoniare una certa abilità della duchessa nell’arrostire pennuti.
E le altre signore della Firm come se la cavano in cucina? Si sa che l’adorata mamma del duca, la defunta Diana, fosse una cuoca pessima, veramente terribile, mentre la cognata Catherine sembra cavarsela bene, tanto che un Natale ha pure regalato vasetti di marmellata homemade. Durante i primi tempi del matrimonio, quando viveva col marito elicotterista sull’isola di Anglesey, in Galles, la duchessa di Cambridge conduceva un’esistenza comune a molte giovani spose, facendo la spesa e cucinando. E spesso preparava a William il suo piatto preferito che, indovinate, è il pollo arrosto; ma allora è un vizio di famiglia! Anche Camilla sembra essere una discreta cuoca, purtroppo penalizzata dall’avere un figlio chef e critico gastronomico, che non le fa mancare i suoi commenti e poi si lamenta che lei lo caccia dalla cucina. Ma benedetto ragazzo, ringrazia che tua madre è una signora, ed è pure dotata di britannico aplomb; ti presenterei certe mamme che conosco io, vediamo se hai il coraggio di criticare i loro piatti, sento già roteare il mattarello (in inglese rolling pin)!
Ma la curiosità maggiore che abbiamo tutti, ammettiamolo, riguarda una sola signora: Sua Maestà. Come se la cava in cucina? O meglio, ci ha mai messo piede? In assenza di notizie precise, è ipotizzabile che negli anni passati a Malta come “semplice” moglie di un ufficiale di Marina, all’inizio del matrimonio, abbia imparato e in momenti strettamente privati prepari – o abbia preparato – qualcosa per i suoi cari. Invece si sa che il principe Philip spesso si è dato da fare al barbecue, e quando la sovrana era distratta dagli affari di stato si è preoccupato dei pasti dei figli e del breakfast della moglie, cui più di una volta ha preparato le sue famose omelette o le scrambled eggs (che non sono altro che uova strapazzate, ma detto così sembra un piatto esotico). Voi mi direte che non è esattamente Master Chef, ma in fondo manco Cannavacciuolo saprebbe portare con eleganza un kilt. A ognuno il suo!
Si rincontrano tre anni dopo, nel 1937, all’incoronazione del padre di lei, ma la regina confesserà poi di non averlo notato né nella prima né nella seconda occasione. La terza è quella giusta: nel luglio del ’39, poco prima che scoppi la guerra, Lord Mountbatten, zio di lui e ufficiale della Royal Navy organizza la visita dei sovrani al collegio navale di Dartmouth, e il cadetto Philip Mountbatten è incaricato di scortare le principesse. È l’incontro fatale.
Scoppia la guerra, i rapporti tra i due sono principalmente epistolari; poi la guerra finisce, Elizabeth compie 21 anni e il re dà il suo consenso: il 9 luglio 1947 viene annunciato il fidanzamento. Per l’abito ci sirivolge a Sir Norman Hartnell, sarto di fiducia della regina consorte, che propone vari modelli; quello definitivo si decide a metà agosto, e dunque ci sono solo tre mesi per realizzarlo. Hartnell confida di essersi ispirato alla Primavera di Botticelli; Lady Violet confessa a sua volta che grandi somiglianze non ne vede, ma il significato simbolico del ritorno della primavera è particolarmente adatto al momento postbellico.
Il giorno del matrimonio al collo della giovane Elizabeth splendono due fili di perle. Si tratta di due collane distinte, la Queen Anne e la Queen Caroline, e sono il dono di nozze dei genitori. La più corta, di 46 perle, si ritiene sia appartenuta alla Regina Anne, l’ultima sovrana Stuart; l’altra è composta da 50 perle provenienti probabilmente dai gioielli della consorte di re George II. La prima collana dovrebbe dunque risalire all’inizio del ‘700, l’altra al secolo seguente; sicuramente old.
A causa del razionamento i tessuti necessari per la realizzazione dell’abito dell’abito vengono acquistati con le tessere annonarie. Moltissime persone dai quattro angoli del regno inviano alla giovane principessa le loro tessere per aiutarla, ma essendo tale pratica illegale viene rispedito tutto indietro. La seta duchesse egli altri materiali sono espressamente realizzati da manifatture britanniche, mentre le 10.000 perline e i cristalli usati nei ricami arrivano dagli Stati Uniti.
Il velo in tulle ricamato, che Elizabeth preferisce al più classico pizzo, è tenuto fermo dalla Fringe Tiara, avuta in prestito dalla madre, che l’aveva ricevuta in dono dalla suocera nel 1936. La tiara era stata creata dal gioielliere Garrand nel 1919, ispirandosi all’imperante stile russo, allora molto di moda. Gran parte dei diamanti utilizzati veniva dalla tiara/collier acquistata dalla regina Victoria come dono di nozze per Mary, che la indossò nel giorno del suo matrimonio col futuro George V il 6 luglio 1893. Sua Maestà ha ereditato la tiara alla morte della Regina Madre, nel 2002. Le cronache raccontano che il giorno delle nozze con Philip la tiara, maneggiata male, si spezzò e fu risaldata sul momento: bisognerebbe avere sempre un gioielliere a portata di mano!
Sir Norman Hartnell dichiarò di avere inserito per buona fortuna, nella ricca decorazione dell’abito, un piccolo quadrifoglio sul lato sinistro della gonna, così che la sposa potesse sfiorarlo con la mano durante la cerimonia. Per il resto, non è mai stato reso noto se la giovane Elizabeth indossasse qualcosa di blu; magari le bastava il blu profondo dell’uniforme dello sposo.
A causa dell’età avanzata – 97 anni compiuti il 10 giugno – Philip deciderà direttamente venerdì mattina se partecipare al matrimonio della nipote Eugenie, e le fonti hanno smentito che una eventuale assenza possa essere dovuta ai rapporti freddi (o per meglio dire assenti) con la ex nuora Sarah Ferguson.
Sì, è lui, Philip, 97 gagliardissimi anni alla guida della sua Land Rover sulle strade scozzesi, nei pressi di Balmoral, dove con la Regina sua moglie passerà ancora qualche giorno prima di rientrare a Londra; in quel caso però non guiderà lui, I presume. E dire che alcuni di noi avevano formulato qualche dubbio sul fatto che potesse partecipare al matrimonio del nipote Harry – e in caso, in che condizioni – a sole sei settimane dall’intervento all’anca.





