Royal blue

Col blu non si sbaglia mai devono aver pensato le varie signore che per affrontare l’evento clou dell’anno si sono affidate al colore più rassicurante del mondo occidentale. A partire dall’incintissima Eugenie di York, che ha avvolto il suo pancione quasi a termine in un look total bue, firmato Fendi dal collo ai piedi (il cappello è di autore sconosciuto). E proprio i due estremi mi perplimono: da una parte quel pillbox piazzato in testa come un tegamino, dall’altra i sandali open toe. Che oltre ad essere francamente inadatti sembrano pure piuttosto scomodi, ma la gravidanza è una di quelle liete condizioni in cui le scarpe non vanno criticate. Notevolissimo l’insieme in diamanti di Garrard, il collier e gli orecchini Albemarle di cui per ora non abbiamo altre notizie. Un dono, un prestito? vedremo. Per me sarebbe boh, che diventa chic col bonus bebè.

Maria Teresa di Lussemburgo mi lascia senza parole, una donna di mondo come lei dovrebbe sapere che in una occasione del genere i pantaloni sono banditi. Non vorrei che questa recente passione fosse dovuta a un qualche problema fisico, unico caso in cui si potrebbe scusate una tale scelta. Altrimenti no, e il completo Alexander McQueen, tra le spalle, la banda sui pantaloni e quel drappo ammainato sul davanti, nemmeno la slancia. Sorry, shock.

Favolosa la regina Suthida di Thailandia in abito tradizionale. Non saprei dire se abbia scelto il blu – divinamente abbinato con l’argento e un tocco di lilla – perché le piace o per far brillare la leggendaria demiparure di zaffiri e diamanti della suocera, l’altrettanto leggendaria regina Sirikit, ma l’effetto è veramente wow. Unico dubbio per la borsetta che sembra un vecchio ferro da stiro, ma basta spostare lo sguardo… Chic.

Con un’affezionata lettrice di questo blog ci stavamo chiedendo se ci libereremo mai del bluette/royal blue/blu elettrico. Temo di no, infatti ecco appropinquarsi Victoria di Svezia, con l’intera mise in tonalità Klein blue. Il suo abito è opera dello stilista svedese Pär Engsheden, nome che probabilmente vi dirà poco – il riservatissimo couturier non ha un sito né pagine social – ma negli anni egli ha creato molte delle mise indossate dalle signore Bernadotte, tra cui IL vestito, quello con cui Victoria ha sposato il suo Daniel. Svedese anche il creatore del pillbox, Tim Martenson, così come la creatrice della clutch – è la Port Doré di Susan Szatmary – disegnata in Svezia e realizzata in Italia, come tutti prodotti della designer. Al collo della futura regina brilla una rivière di diamanti che Victoria – beata lei – indossa spesso. Sulla spalla la spilla dell’ordine reale di famiglia con il ritratto del padre, re Carlo Gustavo. Un grande boh.

La principessa Margarita di Romania è la figlia maggiore del defunto re Mihail, (il padre, privo di figli maschi, l’aveva nominata erede presuntiva, in contrasto con la legge salica che non prevede la presenza di donne sul trono; ma il trono non c’è più, dunque problema risolto). Ha un bellissimo titolo: Custode della Corona di Romania; purtroppo ha anche una passione smodata per tessuti damascati, texture lucide e tagli improbabili. Salviamo quella sublime spilla a forma di giglio, ma il completino fosforescente, peggiorato dall’improbabile fascinator, va bocciato senza pietà. Shock.

Lei non è una vera royal lady, ma dopo William tutti i sovrani britannici avranno i suoi geni. È la suocera del regno, Carole Middleton, madre della Principessa di Galles. E nessuno mi toglie dalla mente che abbia scelto questa tonalità di blu come ideale rimando al mantello del Royal Victorian Order indossato dalla figlia. La sua mise è di Catherine Walker, maison spesso scelta da Carole, da Catherine, e a dirla tutta pure da Diana buon’anima. Non mi piace, il cappottino è troppo lungo (e pure stazzonato), tremendo il begiarello rosato delle scarpe, e a quasi settant’anni si potrebbe evitare il cerchietto coi fiorellini? Shock.

Riecco la versione ellenica della triade capitolina: Anne Marie Pavlos e Marie Chantal. La regina indossa una creazione blu inchiostro di Celia Kritharioti, la più antica maison greca, fondata ad Atene nel 1906. Sobria, signorile, come ci si immagina una sovrana (nel suo caso ex), non più giovanissima, sempre bella e dotata di garbata distinzione. Lei è elegante, il robe-manteau con quel taglio che si ferma sui fianchi boh. La mise della nuora Marie Chantal ci introduce al secondo gruppo, quello delle signore in azzurro. Sceglie ancora la stessa stilista che l’ha vestita per il ricevimento del giorno prima a Buckingham Palace, la greca Mary Katrantzou, mentre cappellino a goccia è di Philip Treacy. Non è il migliore dei suoi look – e lei nelle foto ha pure un discreto muso – ma difficilmente Marie Chantal sbaglia. Vorrei notaste la clutch a forma di libro, creazione di Olympia Le-Tan, brand di nicchia che sta attirando una certa attenzione, tra cui quella di un’altra Olympia, la figlia di Pavlos e di sua moglie; la fanciulla ne è anche testimonial. Marie Chantal portava una di queste pochette anche al party nel giorno prima dell’incoronazione, ma questa è particolarmente interessante per via del titolo: In search of the lost time, che sarebbe il titolo inglese della Récherche di Proust; scelta dettata dal colore o metamessaggio? Comunque chic.
Le azzurre

Non è in costume tradizionale un’altra sovrana esotica, ‘Masenate Mohato Seeiso, Regina Consorte del Lesotho. Un abito troppo lungo e abbondante, che noi non metteremmo mai di mattina, e certo non abbineremmo a un vezzoso cappellino, eppure io la trovo molto elegante, grazie anche allo splendido portamento, davvero regale. Chic.

La First Lady americana è una bella donna; è anche una donna che ha dedicato tutta la vita all’insegnamento, e infatti non perde mai quell’aspetto da professoressa simpatica sempre dalla parte degli studenti. All’incoronazione di King Charles e Queen Camilla ha rappresentato il marito, e pure la moda statunitense: in questo caso un tailleur Ralph Lauren in un bellissimo color fiordaliso. Non so perché non mi convince, sarà il fitting, sarà il fiocchetto sulla testa come un’attempata adolescente? Jill dev’essere proprio convinta, perché ne portava uno uguale, naturalmente nero, al funerale di Queen Elizabeth. Boh.

Forse la migliore versione di sempre di Zara Tindall che ha presenziato all’incoronazione dello zio, cui è legatissima (si narra che il nome Zara lo scelse lui), tutta d’azzurro vestita. Molto bello il robe manteau di Laura Green, con il cappellino della stessa tonalità (Juliette Botterill) mentre la borsa Strathberry (altro brand da tenere d’occhio) e le scarpe sono in un celeste più chiaro e polveroso. Perfetto il dettaglio della spilla di diamanti, dono di nozze di Charles alla sorella per il suo matrimonio con Mark Phillips, genitori di Zara. Chic.

Ve lo dico subito, con Louise non sono obiettiva, sto sviluppando una vera passione per questa fanciulla. L’anatroccolo di casa Windsor sta diventando un delizioso cigno, con un portamento che avrebbe incantato suo nonno. Abito da jeune fille en fleur – e chi meglio di lei? – di Suzannah London, che ha realizzato anche il vestito che sua madre portava sotto il mantello del Royal Victorian Order. Questo è il modello Kumiko, realizzato in una seta stampata con gli iris fotografati da Rachel Levy, artista francese specializzata in fotografia botanica. Sul capo, il cappello Pomona di Jane Taylor – a sua volta autrice dell’acconciatura della Duchessa di Edimburgo – realizzato nella sfumatura di azzurro violetto dei fiori dell’abito. Perfette anche le scarpe, in una tonalità nude molto simile al suo incarnato. Chic.
Le sfumature violacee della toilette di Louise ci portano verso un altri colori ed altre mise, che potrete leggere nella seconda parte del post. Stay tuned.
La sua esibizione ha chiuso il Bangkok’s International Festival of Dance & Music, alla presenza del Re Rama X, che gli ha consegnato l’onorificenza dell’Ordine dell’Elefante Bianco. Il sovrano era accompagnato dalla bellissima Regina Suthida, sposata lo scorso maggio, splendente in rosso cupo in parure con rubini (e diamanti) da favola.
Lei a questo punto resta l’unica moglie in carica, dato che l’altra, la Consorte Reale Sineenat, sposata in agosto, è stata ripudiata. La scorsa settimana il Re ha emanato un editto con cui la priva di ogni titolo, onorificenza, grado militare – e dello stesso nome Sineenat che gli aveva dato lui, per cui la signora ha ripreso il nome di nascita, Niramon Ounprom – accusandola di slealtà verso la Corona e la Regina Suthida. Sembra che Niramon contendesse alla rivale il primato nel real cuore quando entrambe erano ancora nel corpo di guardia del sovrano, e che dopo il matrimonio avesse iniziato a pretendere di essere trattata da regina; stando a ciò che riportano i giornali occidentali dato che in Thailandia è proibito parlare del re e della famiglia reale.
Va detto che i due matrimoni avvenuti a soli tre mesi di distanza potevano far pensare a una sorta di accordo preesistente tra i tre protagonisti; a me sembra che Suthida, da come guarda il suo re, sia piuttosto sicura della scelta e soddisfatta di come siano andate le cose.
A maggio infine è il turno di Suthida: non fa in tempo a sedersi sul trono che dopo appena tre mesi le tocca sedersi accanto al marito mentre un’altra donna striscia a terra davanti a lui, che la riconosce come sua moglie. La sposa si chiama Sineenat, ha 34 anni, è un’ex infermiera promossa generale pure lei; non avrà il titolo di regina ma quello di Consorte Reale.
D’altronde del re tutto si può dire, tranne che non abbia molte donne ai suoi piedi.
La coppia reale ha appena rilasciato una serie di fotografie della nuova regina con tutte le divise militari possibili, qualcuna really impressive, tipo questa col colbacco – ma come fanno col caldo umido del Sudest Asiatico? – oltre a una serie con entrambi i coniugi, abbinatissimi nelle loro uniformi (immagino siano pertinenti ai diversi corpi militari, che però non sono in grado di specificare).
Rosso, il grande classico della regalità; a parità di giacca, senz’altro meglio questa toque del colbacco.
Evidente anche Queen Suthida concorda con me sulla toque, e la ripropone in questa versione black&white, che si porta sempre ed è sempre chic. Intanto lei si è messa sotto braccio.
Sportivi con la tuta da pilota, lei sorridente e comunicativa, lui sempre ingrugnito e molto compreso nel suo ruolo.
E finalmente nello splendore degli abiti formali. Lei è veramente bella, lui magari meno, ma comunque meglio assai che nella versione ultracasual diffusa un po’ di tempo fa, con la coppia – non ancora marito e moglie – in partenza da un aeroporto tedesco. Per quale ragione il re e la sua compagna, entrambi col pancino lietamente all’aria, abbiano ritenuto che il cane avesse invece bisogno del cappottino, è cosa che sfugge ai più. 
Nello stesso anno l’allora principe ereditario divorzia dalla terza moglie Srirasmi Suwadee, che gli ha dato un figlio, e i rumors raccontano che il legame sentimentale tra i due risalga a quell’epoca. Il primo matrimonio del sessantaseienne sovrano era arrivato nel 1977, con una cugina; mentre il secondo nel 1994 con Yuvadhida Polpraserth dura solo due anni nonostante cinque figli. Speriamo che questa sia la volta buona! Nei prossimi giorni vedremo il ruolo della Regina Suthida nell’incoronazione, intanto sono state diffuse le immagini della cerimonia nuziale, dopo la notizia che la coppia si era unita in matrimonio “legalmente e in accordo con le tradizioni reali” senza specificare altro: luogo, data, testimoni. Il video mostra il matrimonio, celebrato nella Amphorn Sathan Residential Hall, residenza dello sposo, con la Principessa Sirindhorn (la signora in giallo chiaro, sorella di lui) e Prem Tinsulanonda, già Primo Ministro e ora Presidente del Privy Council, come testimoni.