La foto del giorno – 3 aprile

Her Majesty The Queen, insieme con la figlia Anne The Princess Royal e i cugini Duchi di Gloucester ha partecipato al ricevimento offerto a Windsor Castle in onore dei cento anni del National Council of Voluntary Organisations.

queen windsor volunteers

(Ph. Getty Images)

Il Council riunisce circa un terzo di tutte le organizzazioni di volontariato che operano nel Regno Unito, rappresentando migliaia di volontari impegnati in moltissime diverse attività. Sua Maestà ha sempre sostenuto attivamente il volontariato per tutta la durata del suo regno, e avendo il patronage di circa 600 associazioni, si può dire che sia una volontaria anche lei.

Tra le persone incontrate durante il ricevimento la regina, splendente in turchese, ha incontrato Louise Munro, Helpforce’s Young Volunteer of the Year, una ragazza che pur affetta da una condizione cronica assiste volontariamente i malati anziani in ospedale. Il signore ritratto con lei nella fotografia si chiama Ron, ha 87 anni, e fa volontariato tre giorni a settimana al West Suffolk Hospital. Ha raccontato di aver scoperto questa possibilità per caso dieci anni fa, andando a trovare un amico ricoverato in ospedale, ma che questa attività gli ha cambiato la vita, aiutandolo anche a superare la morte della moglie. Gente capace di reinventarsi la vita alla soglia degli 80 anni, che meraviglia!

Finale a sorpresa. Dov’è avvenuta parte del ricevimento? Nella sala che ospita gli abiti di Eugenie&Jack! (al pensiero che Her Majesty e Lady Violet hanno calpestato la stessa moquette nel breve spazio di cinque giorni sto per avere un mancamento) https://twitter.com/i/status/1113159307732889601

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – tutto tranne la sposa

eugenie dress exhibitionDopo lungo e periglioso (ma non scomodo) cammino Lady Violet giunse finalmente nella sala della mostra, dominata da un’ampia teca di vetro contenente tutto ciò che ci si poteva aspettare, e anche qualcosa in più. Andiamo a cominciare con l’abito dello sposo, fondamentale accessorio di ogni matrimonio. jack&eu exhibitionMorning suit – l’abito che noi chiamiamo tight – molto ben tagliato dalle sapienti mani di Huntsman&Sons, storica sartoria di Savile Row che ha vestito gentlemen di ogni tipo, da Paul Newman a Manolo Blanhik, da Gregory Peck a Marc Jacobs. Un filo troppo lunghi i classici pantaloni grigio scuro, perfetta la giacca nera; non ho apprezzato troppo la profilatura dei revers – che evidentemente invece Jack deve amare, perché gliel’ho già vista in precedenti occasioni (Jack, ma tu l’hai mai visto Uncle Charles con una giacca come la tua? E ti sei mai chiesto il perché? Ecco, la prossima volta fatti la domanda e datti la risposta). Panciotto piuttosto accollato, blu con profilo bianco (pure qua!); capisco che il colore sia stato scelto in armonia con l’interno della chiesa, il cui pavimento era ricoperto da una guida blu (come  anche il tessuto che ricopre i sedili lignei del coro, dove prende posto la Royal Family), ma la palette nero-grigio-blu non mi convince affatto. Insomma, Jack è promosso per simpatia, ma non si adagi sugli allori.

Deliziosi paggetti e damigelle, vestiti dal brand londinese Amaia Kids. Per i due maschietti, il principino George e Louis de Givenchy, pantaloni lunghi di velluto royal blue e camicia bianca con profili blu; per le bambine – Charlotte, le tre nipotine della principessa Anne Savannah, Isla e Mia, Lady Maud Windsor e Theodora Williams, figlia di Robbie – abitino bianco con maniche al gomito con spacchetto e piccola ruche, uguale a quella che chiude il collo.

Per tutti in vita una fascia la cui stampa riprende l’opera Here dell’artista americano Mark Bradford. Belli. Finalmente bambini vestiti da bambini eleganti con un tocco moderno, e non mascherati da marinaretti/soldatini/Colombine&Brighella. Per la cronaca, gli abiti esposti sono quelli di Louis e Theodora, gli unici due estranei alla Royal Family.

Se il fratello di Jack, Thomas, è stato il suo best man – ruolo di supporto allo sposo che comprende una serie di incombenze e responsabilità ed è quindi assai più complesso di quello del nostro testimone – la sorella della sposa, Beatrice, era la sua maid of honor. Ammettiamo che durante la cerimonia il suo impegno peculiare ci sia sfuggito, avrà organizzato l’addio al nubilato? Tenuto un breve discorso con brindisi durante il ricevimento nuziale? Comunque sia andata, in mostra c’è anche la sua mise. 

Restando fedele al colore-guida del matrimonio, il blu, Beatrice ha scelto Ralph&Russo. La maison inglese in grande ascesa – fondata dagli australiani Tamara Ralph e Michael Russo, di cui si era parlato per gli abiti nuziali di entrambe le ultime spose reali – l’ha  vestita con un completo composto da giacchina con scollo a barca asimmetrico e danzante gonna a spicchi. Per la principessa, che spesso osa abiti di grande tendenza che non la valorizzano, una delle mise migliori di sempre. Vi sorprenderà sapere che il bandeau che le fermava i capelli mi ha un lasciato perplessa perché la seta viola del nodo era in una tonalità un po’ stridente col resto. Però la spilla a forma di ape, dono per i suoi trent’anni, mi ha entusiasmata; scommettete che ne parleremo ancora? Esposte anche le scarpe indossate da Bea, le Empire pumps firmate sempre da Ralph&Russo, in una bellissima tonalità di grigio-lilla. princess-beatrice-shoes-1Ma accidenti che piedino la ragazza, porterà il 42!

(Ph. PA)

Se vi siete persi la giornata di Lady Violet a Windsor la trovate qui Travel in style part two

 

 

 

Travel in style part two

Travel in style si diceva qualche giorno fa, e ispirandosi a questo mantra Lady Violet è partita per le sue 48 ore nel regno di Sua Maestà Britannica.

Vi avevo lasciati che arrancavo verso il castello avito; finalmente entro e vengo indirizzata ai controlli di sicurezza. Fermi tutti! Cosa c’è in quel sacchetto? Tra le espressioni deliziate dei presenti l’addetta tira fuori questa. davOh Ma’am, Her Majesty, back home! Ma’am la verità è che io ho amiche che non solo ti offrono la colazione, ma ti fanno pure i regali (grazie Kezia!). All’interno delle storiche mura cerco di capire la via più breve e meno faticosa per andare dove volevo andare, cioè a vedere l’abito da sposa di Eugenie. Indovinate? La via più breve non c’è! Ti fai tutto il giro e pedalare. Cerco di assumere atteggiamento disinvolto e falcata sportiva, e ci riesco così bene che qualche minuto dopo si ferma una bella custodessa bionda a bordo di un’automobilina elettrica, mi guarda con occhio maternamente preoccupato, e Ma’am, let me give you a lift versione anglochic del classico “bella, voi ‘no strappo?”.

Salgo, ringrazio e spiego che il Castle è bellissimo, per carità, ma io sono venuta per una cosa sola. Ma’am ma se è qui per il royal wedding vada anche a visitare the Chapel che chiude prima, penso a tutto io. Come rifiutare tale gentile invito? st george's chapelEntro nella St. George’s Chapel, teatro degli ultimi due royal wedding, interessata soprattutto a due cose: l’eventuale odore di muffa (gira una storia sulla nubenda Meghan che avrebbe voluto spruzzare deodorante per alleggerire lo storico tanfo, ma ormai sulla povera Meghan gira di tutto, comunque io non ho percepito nulla), e il luogo di sepoltura di Henry VIII, uno che di royal wedding se ne intendeva assai. maxresdefaultChe dire? Per una Tudor-a-holic un po’ d’emozione c’è.

Lascio la chiesa, preparandomi all’inevitabile scarpinata, invece un’altra gentile signora del personale mi ferma, parla brevemente al telefono e tempo due minuti ricompare il mio angelo biondo che mi carica sulla vetturetta elettrica e mi accompagna alla meta.

È finita qui? Certo che no, perché vengo affidata ad un simpatico custode dell’apparente età di ottant’anni (ho notato che spesso la guardiania dei Royal Palaces è anzianotta) dotato di un voluminoso mazzo di chiavi stile San Pietro. E qui inizia il bello, perché parliamoci chiaro, ad andare a Windsor sono buoni tutti, ma per le segrete stanze vi porta solo Lady Violet! E allora via per stanze corridoi e altre stanze e altri corridoi, attraverso pesanti porte di legno chiaro aperte dalle chiavi della mia guida. Pareti neutre, moquette ovunque nella consolidata tradizione britannica, tutta rosso scuro in tinta unita, o con ramages dorati, o la più bella, con la rosa d’Inghilterra a cinque petali; appliques e lampadari in un trionfo di dorature e vetri molati. Il momento clou quando il custode mi fa entrare, da sola, in un’ascensore tutto di legno, che oltre alla normale porta ha pure uno di quei cancelli estensibili di ferro, tipo montacarichi. Ma’am, don’t push any button! No no per carità, dovessi ritrovarmi al cospetto di Her Majesty in vestaglia! Sale svelto al piano superiore e aziona l’ascensore (che figura, potrebbe essere mio padre! ah no, mio padre col cavolo che saliva a piedi)princess eugenie exhibitionAbiti e gioielli da favola, apprezzati con calma in ogni dettaglio (ve li racconterò in un altro post), ma ora come torno indietro? Che domande, c’è un’altra signora che mi accompagna attraverso un percorso riservato.

Mi siedo per una breve sosta su una panchina di legno, a riposare e a godermi finalmente un po’ di fresco ma l’ennesimo custode mi vede e indovinate che fa?Parla al telefono, ed ecco riapparire la mia cocchiera personale che mi riprende a bordo e mi accompagna all’uscita, roba che manco Cenerentola!

Conclusione: è mia opinione che il travel in style non dipenda da elementi esterni, tipo un bagaglio elegante, ma sia piuttosto una disposizione dell’anima, condita da un pizzico di fortuna.

Tornando verso la stazione decido di aggiungere un ulteriore tocco royal alla mia esperienza, davanti ad un negozietto che vendeva maschere di carta col viso dei Windsor. E quale potevo scegliere se non questa?

 

P.S. il primo Travel in style lo trovate qui Travel in style

(le foto degli interni sono prese dal web, essendo proibito fotografare all’interno, le altre sono mie, e si vede!)

La foto del giorno – 28 marzo

…e alla fine Cenerentola Violet arrivò al castello… davsappiatelo, me lo sposo davvero un principe se devo venire qua un’altra volta, che almeno mi porta in macchina e mi evita la faticaccia che ho fatto oggi.

Per raggiungere Windsor da Londra bisogna prendere il treno: da Paddington un viaggio di circa tre quarti d’ora con un cambio, da Victoria invece un’oretta, sempre con un cambio. Per cui dopo aver incontrato una deliziosa amica per un caffè, ed essere passata da Liberty per una spesetta, decido che è ora di partire fermandomi prima un attimo in albergo. Detto fatto prendo un bus ma mi distraggo, perdo la mia fermata e mi ritrovo oltre il ponte di Westmister. Cammino un po’ alla ricerca di un bus che torni indietro, senza trovarne. Finalmente becco un taxi, e temendo che si faccia troppo tardi opto per andare direttamente in stazione. Victoria o Paddington? Tra una grande regina e un orso di peluche con l’impermeabile secondo voi cosa ho scelto? Victoria, of course. Per carità non mi imitate. Indicazioni confuse, addetto all’information desk dall’accento incomprensibile, bigliettaia in preda ad attacco di riso irrefrenabile. Anyway alla fine parto, cambio a Clepham Junction; da notare l’abbondanza di luoghi che si chiamano qualcosa Junction, se non state attenti vi ritrovate a Catanzaro Junction. Uscendo dalla stazione nel grazioso paesino il castello è lì, austero e imponente, e si raggiunge con una bella passeggiata. In salita. Sotto il sole. Il racconto della visita sarà oggetto di un altro post (due, in effetti). Per ora sappiate che quando, stanca e accaldata (che è un modo elegante per dire che sembravo reduce dalla raccolta dei pomodori) ho ripreso il treno, ho scoperto che una linea diretta c’è, e parte dalla stazione Waterloo. 

Ricapitolando, se vi salta il ghiribizzo di andare a trovare Her Majesty a Windsor, ricordare di prendere il treno diretto da Waterloo (55 minuti) o da Paddington (45 minuti, con cambio a Slough). Indossate scarpe comode, e soprattutto allenatevi prima con un po’ di trekking.

La foto del giorno – 3 marzo

Cari lettori, vi ricordate che in primavera è previsto non solo l’arrivo di Baby Sussex, ma anche un altro royal wedding (che sarà senz’altro in tono minore e senza diretta tivvù, ma qualche bel cappello ci scappa sempre)? La sposa è Lady Gabriella Windsor, figlia di Michael di Kent, il fratello minore del Duke of Kent, cui spetta il titolo, lo sposo è Thomas Kingston, è un ex di Pippa Middleton – a volte qui è peggio di Beautiful – e noi ne avevamo dato l’annuncio qui Breaking News – un altro royal wedding!

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Lady Gabriella Windsor è la prima a sinistra

Ora sembra che luogo e data siano stati fissati: St. George’s Chapel a Windsor, sabato 18 maggio. Cioè a un anno esatto dalle nozze di Harry&Meghan. Non sappiamo quanti e quali membri della royal family saranno presenti – dato che gli sposi non hanno partecipato al matrimonio dei Sussex, ma a quello di Eugenie con Jack Brooksbank sì – però nel caso per William si riproporrebbe lo stesso problema dell’anno scorso, perché quella stessa sera c’è a Wembley la FA Final Cup, che è il torneo di calcio più importante del Regno Unito, di cui tra l’altro il principe è presidente. Stadio o matrimonio della cugina? Nessun uomo dovrebbe essere davanti a un dilemma simile.

La foto del giorno

Ricordate l’abito che Eugenie indossò la sera del suo matrimonio, per il ricevimento nel Royal Lodge a Windsor, residenza di suo padre il Duca di York? Quell’abito di seta color beige rosato, per la cui creazione lo stilista Zac Posen ha dichiarato di essersi ispirato alle rose inglesi? Quello di cui esiste una sola foto frontale, per cui ci siamo a lungo chiesti come fosse davvero il modello, visto a tutto tondo? Ebbene, stiamo per scoprirlo! eugenie evening dressDa oggi e fino al 22 aprile al castello di Windsor sono esposti gli abiti nuziali di Eugenie e Jack, compresa la favolosa Greville Emerald Kokoshnik Tiara (e ci speravo) ma anche il famoso abito da sera; questa è una sorpresa, non me l’aspettavo e ne sono deliziata. Dunque, nel breve giro di quattro settimane io vedrò tutto, e voi saprete tutto in tempo reale! Non siete felici?

Abiti, dicevamo?

Non facciamo in tempo a parlare di abiti che ecco da Londra arrivare un’interessante notizia. Vi ricordate l’abito da sposa di Eugenie di York, che tanto c’era piaciuto?eugenie wedding bouquetDomanda retorica, certo che ve lo ricordate. Bene, questa meraviglia – insieme col tight dello sposo – sarà in mostra al castello di Windsor nei prossimi mesi di marzo e aprile. E chi andrà per voi a vederlo per poi raccontarvi tutto? Altra domanda retorica.

Nel frattempo, per rinfrescarvi la memoria, ecco il post dedicato a Eugenie splendida sposa: Royal Wedding! La Sposa

Se poi, Brexit permettendo, state pensando di fare un salto in Albione e non vi dispiacerebbe una gita fuori porta al castello, qui trovate tutte le informazioni: https://www.rct.uk

2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto

MAGGIO. Meghan all’altare col padre. Di Harry. IMG_20180827_113320

A voler essere onesti l’evento di maggio per Lady Violet è stato il suo compleanno, ma ovviamente per il resto del mondo l’ora x è scoccata alle 12.00 di quel sabato 19 in cui Meghan è diventata Duchessa di Sussex. Tra le innumerevoli immagini del royal wedding scegliamo questa per un paio di motivi: ritrae uno dei momenti più commoventi e delicati della cerimonia, e proprio questa foto così come la vedete, in bianco e nero, è stata donata dalla neoduchessa al suocero, ed è visibile a Clarence House, dove ha deliziato al vista di Lady Violet – nota estimatrice del Principe di Galles – nel corso della sua visita alla residenza londinese di Charles&Camilla in agosto.

All’epoca del matrimonio questo blog non era ancora online, però un po’ di chiacchiere su Facebook le abbiamo fatte lo stesso e dunque ve le posto, nel caso vi facesse piacere leggerle (o rileggerle). Ecco allora i miei SI NI e NO per la cerimonia.

È quasi Natale!

L’appuntamento col discorso di Natale della Regina è per domani alle 16.00 ora italiana, che io seguirò su twitter dall’account @RoyalFamily (ma vi ricordo che tutti i sovrani parleranno ai loro sudditi, ne avremo di materiale!). Come sapete Sua Maestà è a Sandringham – dove passerà le feste di fino anno, trattenendosi fino ai primi di febbraio – e ieri – in un supertrendy cappotto bouclé con dettagli in velluto –  ha partecipato alla Messa a St. Mary Magdalene accompagnata dalla nuora Sophie di Wessex. queen-sunday-service-tE per entrare nel mood natalizio ecco il coro della St.George Chapel a Windsor, che quest’anno è stata lo scenario dei principali avvenimenti della Royal Family.

https://www.royal.uk/st-george%E2%80%99s-chapel-choir-sing-%E2%80%98carol-bells%E2%80%99

Buona Vigilia!

Lady Violet’s Advent Calendar – Day 3

L’albero – o meglio gli alberi – di oggi arrivano per voi direttamente da Windsor, le cui immagini e il video sono stati gentilmente inviati dal Royal Collection Trust.

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(Ph. PA)

Windsor è la sede della dinastia regnante, ma è anche il posto dove il primo albero di Natale vide la luce in Inghilterra, ad opera di Albert, il Principe Consorte di Queen Victoria, e dunque un bell’albero nella  St.George’s Hall non può mancare. Quello di quest’anno è un Nordmann Fir di ben sette metri, cresciuto nel parco del castello e addobbato con settemila luci sfavillanti, le classiche sfere, più, indovinate? delle corone! Christmas at Windsor CastlePer montarlo c’è voluto un team di persone che ha lavorato per un giorno e mezzo, che è sempre molto meno del tempo che ci impiega Lady Violet per il suo albero da 70 centimetri. Gentilmente inviato per mail dal RCT anche il video timelapse così potete curiosare.

Nella Crimson Drawing Room invece troneggia un albero di soli quattro metri e mezzo nei toni del rosso e viola – che come potete facilmente immaginare Lady Violet adora – in armonia con la tappezzeria della sala.

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(Ph. Royal Collection Trust)

Come probabilmente saprete Sua Maestà non si gode a lungo queste meraviglie, dato che passa il periodo delle feste di fine anno nella tenuta di Sandringham dove gli addobbi natalizi vengono tolti il 6 febbraio, data della morte del padre George VI, che viene ricordato in privato. E dunque sfida la malasorte, che per una tradizione britannica si accanirebbe sulla casa dove il Christmas tree sia in piedi ancora dopo la Dodicesima Notte (quella tra il 5 e il 6 gennaio). Viene invece sempre rispettata un’altra tradizione, quella che vede la Royal Family donare alberi a tutte le scuole e le chiese dell’area di Sandringham; altri alberi di provenienza reale raggiungono la cattedrale di St. Paul’s e  Westminster Abbey a Londra, la St Giles’ Cathedral e la Canongate Kirk a Edimburgo.