20 gennaio, un giorno regale

La protagonista della giornata è lei: Mathilde, Regina dei Belgi, che oggi compie cinquant’anni. Come accadde anche per i 40, viene festeggiata con un francobollo dove compare da sola; già disponibile su bpost e da lunedì nei principali uffici postali del Paese.

La Regina ha scelto personalmente uno scatto di Michel Gronemberger che la ritrae davanti a una delle serre reali nel giardino d’inverno del Castello di Laeken. A tal proposito mi stupisce un po’ un ritratto in maniche di camicia nei giorni più freddi dell’inverno, ma tant’è. La mise scelta – blusa bianca e gonna a strisce bianche e nere – è riciclata e naturalmente firmata Natan, così come il completo pantaloni che indossa nell’altro ritratto diffuso per celebrare l’evento.

(Ph: Michel Gronemberger)

Nata a Uccle, Mathilde è la maggiore dei cinque figli del barone Patrick d’Udekem d’Acoz, che viene elevato a conte in seguito al matrimonio della figlia. Sua madre è un’aristocratica polacca, discendente dall’importante famiglia baltica dei Sapieha; al contrario di altre spose reali della sua generazioni dunque non nasce borghese, ma non porta certo un titolo di particolare prestigio. Prima di sposare, abbastanza a sorpresa, Philippe il 4 dicembre 1999 (A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito) Mathilde lavora come logopedista; si laureerà in psicologia tre anni dopo, quando è già madre dell’erede al trono. A volte penso che tra i sovrani belgi c’è praticamente la stessa differenza d’età che c’era tra Charles e Diana – tredici anni meno qualche mese – ma nonostante questo, e la perplessità con cui il loro matrimonio fu accolto, i sovrani belgi mi sembrano una coppia ben assortita e il loro un matrimonio solido. Soprattutto grazie a lei; la sua delicata e dolce bellezza cela una tempra d’acciaio, il classico guanto di ferro in guanto di velluto. Firmato Natan, ça va sans dire.

Altro compleanno eccellente di oggi, i cinquantotto anni della Contessa di Wessex, festeggiata ieri con una bella torta dagli allievi della Connaught School, dov’è stata in visita. Moglie dell’ultimo figlio della scomparsa Regina, dotata del titolo minore tra i senior members della Royal Family, ha accolto con grazia un suo ruolo di secondo piano, ma con lavoro è impegno è riuscita a diventare indispensabile, nonché amatissima dalla suocera. All’inizio anche lei si è resa protagonista di qualche scivolone, ma ha saputo recuperare ed emendarsi. E se state pensando che stia alludendo a qualcuno e a qualcosa, avete ragione. Vedremo se prima o poi – magari a maggio, in occasione dell’incoronazione di King Charles III – arriverà l’agognato (da noi sicuramente) titolo di Duchessa di Edimburgo, ma non credo cambierà molto nella vita di Sophie.

Questa la cronaca, cui vorrei aggiungere un po’ di storia. È il 20 gennaio 1936 quando, poco prima di mezzanotte, nella residenza di Sandringham nel Norfolk muore Re George V. Il sovrano ha settant’anni e soffre da anni di un’infezione polmonare; nelle ultime settimane le sue condizioni sono peggiorate, e la sua morte certo non arriva inattesa, ma nel 1986 viene pubblicato il diario del medico curante, Lord Bertrand Dawson, che afferma di aver abbreviato l’agonia del sovrano con iniettando morfina e cocaina.

Nello stesso giorno a poche centinaia di metri Ruth Roche, moglie del Barone Firmoy, dà alla luce alla terza figlia della coppia. La bambina nasce a Park House all’interno della tenuta reale di Sandringham, e viene chiamata Frances Ruth. Diciotto anni e tre sovrani dopo – sul trono siede la nipote di George V, Elizabeth II; lo zio Edward VIII diventato re quel 20 gennaio 1936 ha abdicato in favore del fratello undici mesi dopo; il padre George VI è scomparso il 6 febbraio 1952 – la bambina nata nel giorno della morte del re si sposa. È il 1 giugno 1954; lo sposo è il Visconte Althorp, John Spencer. Sono i genitori di Diana, Principessa del Galles.