Se la settimana scorsa una Stéphanie è diventata mamma, questa settimana un’altra Stéphanie è diventata nonna. Lunedì 27 Stéphanie, Granduchessa ereditaria di Lussemburgo, ha partorito il secondogenito François; ieri il Principato di Monaco si è addobbato con un bel fiocco rosa: Marie, moglie di Louis Ducruet ha dato alla luce una bimba, rendendo la principessa Stéphanie nonna per la prima volta.
Nulla si sa della nuova nata, in effetti neanche la data esatta di nascita, dato che l’annuncio del suo arrivo è stato dato ieri dal prozio Albert nel corso di una cerimonia. Tacciono anche i profili social, solitamente piuttosto attivi, dei due nei genitori.
Nei giorni del ricordo del principe Rainier, di cui domani ricorre il diciottesimo anniversario della morte, e che quest’anno sarà particolarmente celebrato nel centenario della nascita, un nuovo arrivo ha un sapore particolarmente dolce. La nuova nata è la seconda femmina della sua generazione: i figli di Caroline le hanno dato (finora) sette nipoti, di cui una sola femmina: la figlia di Andrea e Tatiana, che si chiama India. E qui mi fermo, che dei rapporti tra le signore monegasche e l’India, intesa come Paese, abbiamo parlato abbastanza in questi giorni. Intanto auguri alla nuova nata e ai suoi genitori, non vediamo l’ora di vedervi!
Avevamo appena finito di disquisire sull’interpretazione di mise ispirate all’India delle real signore monegasche, ed ecco che da Mumbai arrivano nuove interessanti notizie (ma quanto mi piacciono queste coincidenze!). Dopo la deludente prova offerta quest’anno al ballo della rosa ispirato a Bollywood (Bal-lywood de la Rose) le cognate Casiraghi ci riprovano.
(Ph: Pascal Le Segretain/Getty Images for Christian Dior)
Giovedì 30 marzo Beatrice Borromeo, global ambassador della maison Dior, ha partecipato di fucsia vestita alla sfilata della collezione Autunno 2023 organizzata al Gateway of India, monumento simbolo di Mumbai, l’antica Bombay. Con lei il marito Pierre, global ambassador Dior pure lui. La sera seguente una delle soirée più importanti dell’anno ha acceso le luci sulla capitale del Mahārāṣṭra; la miliardaria e filantropa Nita Mukesh Ambani ha inaugurato il centro culturale che porta il suo nome con la prima del musical The Great Indian Musical: Civilization to Nation. Nita è la moglie di Mukesh Ambani, uomo d’affari con un patrimonio stimato in 83.4 miliardi di dollari, il che ne fa uno dei più ricchi al mondo. Al lussuosissimo ricevimento hanno partecipato ospiti da tutto il mondo; le cronache non citano Beatrice Borromeo, c’era però la sorella Lavinia col marito Jaki Elkann più altri Agnelli in ordine sparso. C’era Maria Grazia Chiuri, direttore creativo di Dior, e c’era Tatiana Santo Domingo, moglie di Andrea Casiraghi.
Tatiana indossava un monospalla di paillettes nel colore indian rose firmato dallo stilista indiano Ashish Gupta. Come nelle migliori tradizioni, la moglie di Andrea Casiraghi ha unito l’utile al dilettevole, cercando ispirazione dall’artigianato locale per il suo brand di abiti accessori ed elementi d’arredo, Muzungu Sister. Insomma signore, il rosa intenso – indiano, fucsia, shocking – è il colore dei prossimi mesi. Prendete nota!
La foto di oggi non può essere che questa: il Re e il suo erede, piantano l’ultimo albero in conclusione del Queen’s Green Canopy, che ha accresciuto il patrimonio boschivo del Paese di oltre tre milioni di piante. Charles e William insieme hanno messo a dimora un acero nei giardini di Sandringham.
Il progetto era stato lanciato a maggio 2021, in vista del Platinum Jubilee che Queen Elizabeth avrebbe celebrato l’anno seguente. Nel messaggio che ha accompagnato la chiusura dell’iniziativa, King Charles ha sottolineato che da quel giorno a Windsor in cui fu piantato il primo albero alla presenza della Regina sono passati due anni. E molte cose sono accadute, mi permetto di aggiungere. Allora la famiglia iniziava a fare i conti con il lutto per la scomparsa del Duca di Edimburgo; in mezzo la pandemia, il giubileo della sovrana, la sua morte, l’ascesa al trono del nuovo Re. E un nuovo Duke of Edinburgh.
A me sembra che il confronto tra le due fotografie racconti meglio delle parole i cambiamenti avvenuti in un lasso di tempo lungo e breve: ieri lei in loden e foulard Hermès, lui nell’elegante cappotto di cammello da cui sbucano i pantaloni grigi di un completo, la vanga tenuta in mano come un bastone da passeggio, più spettatori – oggi si direbbe testimonial – che attori. Oggi col figlio la formalità lascia il posto a una maggiore semplicità: Charles in pantaloni di fustagno (o velluto) e giaccone Barbour, da cui fa sobriamente capolino la cravatta, non perde la sua eleganza e sembra il re dei gentiluomini di campagna. Molto più casual e meno chic William: più che un gentleman impegnato nel giardinaggio sembra qualcuno cui s’è allagato il garage. La posa però suggerisce che i due hanno lavorato insieme, e il futuro della Corona è tra le mani di chi non teme di sporcarsele.
A una settimana di distanza, facciamo finalmente due chiacchiere sulla soirée che apre gli eventi monegaschi di primavera – ma si interrompono mai gli eventi nel Principato? credo di no – il Bal de la Rose, profumatissimo rito laico celebrato quest’anno nella serata di sabato 25 marzo nella Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo. Il direttore artistico Christian Louboutin ha seguito l’indicazione della principessa Caroline scegliendo il tema Bollywood, sulla base della comune passione per l’India. Invero, per come era vestita la famille princière, avrebbe potuto essere anche la festa del carciofo romanesco che in questi giorni anima il Ghetto della nostra capitale. Chiedo venia per l’irriguardosa iperbole, non intendo certo suggerire che la scicchissima Caroline, i suoi 4 figli e rispettivi partner fossero vestiti da carciofari, jamais! Ma balza agli occhi che le loro eleganti mise poco o niente avevano a che fare col pirotecnico stile della Hollywood sul Gange, e lo stesso Louboutin sembrava più un figurante dell’operetta Cin Ci Là.
Assente come da copione Charlène, cui spetta il ballo della Croix Rouge in estate, assente anche Dimitri Rassam – consorte di Charlotte – che evita tutte le volte che può, schierato quasi al completo il ramo Casiraghi-Hannover. Raffinata al limite dell’ascetismo la Princesse Caroline, madrina della serata, in abito midi di paillettes che in movimento sembra una cascata di platino liquido; una creazione Chanel Haute Couture della collezione Autunno Inverno 2012/2013. Evoca l’India? Direi di no – quella collezione si ispirava a modelli vintage – però evoca Karl Lagerfeld, a lungo direttore creativo del Bal de la Rose, grande amico della principessa e creatore di quest’abito. Che forse ha qualcosa che rimanda all’India: i dettagli in un rosa intenso che possiamo fingere di considerare un rose indien, sorta di magenta amatissimo da Hermès.
(Ph: Pascal Le Segretain/Pool/ABACAPRESS.COM)
Se la mise ha una sua eleganza, l’acconciatura non rende un buon servizio a Caroline; tutte quelle ciocche grigie piuttosto che addolcirle i lineamenti la intristiscono rendendola quasi trasandata; però, la meraviglia degli orecchini! Questi quadrifogli multicolori sono opera di Joel A. Rosenthal, noto come JAR, gioielliere americano trapiantato a Parigi, di raffinatezza ed esclusività uniche. Il suo atelier al numero 7 di Place Vendôme non è neanche contrassegnato da una targa, la sua clientela non ne ha bisogno; ogni suo pezzo di gioielleria è unico, perciò in un anno vengono realizzati una settantina di pezzi, non di più .
(Ph: Daniel Cole/POOL/AFP via Getty Images)
Se il tema della serata era Bollywood, figlie e nuore di Caroline hanno portato l’argomento a piacere. Chanel per Charlotte Casiraghi coniugata con l’assente Rassam: abito bianco e rosa chiaro della collezione prêt-à-porter attualmente nelle boutique: su un fourreau corto una tunica in pizzo glitter con bordo di piume, sorretto da spalline sottilissime e quasi sempre scese. Completato da lunghi guanti e borsetta da giorno. Aiutatemi a dire brutto, e pure banalotto, cosa che un abito Chanel, ancorché ready to wear come questo, non dovrebbe essere. Affinità con l’India: boh.
Da Tatiana Santo Domingo, moglie di un Andrea Casiraghi più stropicciato del solito, ci aspettavamo qualcosa di meglio, visto che la sua passione per la moda di ispirazione etnica è tale da essere diventata un lavoro. Invece no, ha scelto Jenny Packham: tunica a mezze maniche con gradi paillettes, alla moda degli anni’70, quando l’India era meta di giovani e artisti. Non proprio Bollywood ma ci dobbiamo accontentare. La piccola di casa, Alexandra di Hannover, accompagnata dall’aitante fidanzato Ben Sylvester Strautmann, è in chiffon nero Giambattista Valli. L’abito è bello e le sta bene, peccato che in India il nero sia il colore del male, dell’oscurità e della negatività. Però la trovo graziosa ed elegante.
(Ph: SC Pool – Corbis/Getty Images)
Last but not least, Beatrice Borromeo. In una mise Dior della collezione Cruise, ispirata all’Andalusia e a suo tempo presentata con una sfilata a Siviglia. L’abito mischia lo chiffon nero a pizzi e ricami d’oro – un’accoppiata talvolta raffinata, più spesso funerea – non c’entra niente col contesto e non le dona neanche particolarmente. Come se non bastasse, la signora Casiraghi si è pure messa una coroncina in testa, sempre Dior, sempre aliena dal contesto. Consentitemi due osservazioni, la prima è che va bene essere testimonial (più o meno) di una maison, e pure così prestigiosa, ma indossarne gli abiti non dovrebbe trasformarsi in un obbligo da osservare sempre e comunque. La seconda riguarda proprio Beatrice: la mia impressione è che sia così concentrata nel giocare alla nuova Grace che a volte esagera, come questa volta. Pure lo strascico no, dai.
Insomma, alla fine mi sento di poter dire che il tema della serata, più che le mise degli ospiti, riguardasse spettacolo, allestimento e mise en place. Dopo lo show in stile Bollywood, gli ospiti si sono scatenati con la musica di Mika (grande amico di Louboutin) che iniziò la sua sfolgorante carriera con un brano intitolato Grace Kelly e ora posa accanto alla figlia di Grace.
Vi segnalo il primo signore a sinistra: è Stéphane Bern, giornalista franco-lussemburghese, uno dei massimi esperti al mondo di famiglie reali e aristocratiche, insignito dell’Ordre des Arts e des Lettres in Francia, dell’Ordre de Grimaldi a Monaco e dell’Order of the British Empire nel Regno Unito. Da tenere sott’occhio, assolutamente.