La foto del giorno

Forse questa foto l’avete già vista, perché è stata riportata anche dalla nostra stampa, ma mi piacerebbe conoscere il vostro parere. meghan one25Ieri a Bristol i Duchi di Sussex hanno visitato, tra le altre, la sede dell’associazione One25, che fornisce sostegno e assistenza – all’occorrenza anche legale – alle sex worker, le prostitute che lavorano sulle strade della città. Mentre insieme con i volontari preparava dei sacchetti con cibo e bevande da distribuire alle assistite, Meghan ha avuto l’idea di scrivere frasi incoraggianti sulla buccia delle banane, ispirandosi a un progetto dedicato agli studenti in una scuola negli USA. Capisco sia una cosa piuttosto americana, un po’ da paladini del pensiero positivo, ma sarà l’età (mia), sarà la giornata faticosa, sarà la pioggia, l’idea che aprendo il sacchetto qualche ragazza possa leggere “sei speciale, coraggiosa, forte, amata” e sentire che c’è qualcuno che si interessa a lei mi ha intenerita. Mi devo preoccupare?

Harry dal canto suo, visitando un’altra organizzazione, la Empire Fighting Chance, si è trovato davanti un quindicenne che si è commosso mentre gli raccontava della perdita dei suoi genitori. Il principe ha allora chiesto a tutti di uscire ed è rimasto una decina di minuti faccia a faccia col ragazzo. E non ho dubbi che, vista la sua esperienza, abbia trovato le parole giuste per consolarlo.

A Royal Calendar – 2 febbraio 2002

Questo mese vorrei parlare un po’ di abiti belli. E iniziamo oggi, diciassettesimo anniversario di nozze dei sovrani olandesi, perché il Valentino Couture indossato quel giorno da Máxima è secondo me il più bello di questi anni.

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(Ph. Paris Match)

Willem-Alexander e l’argentina Máxima si conoscono per caso a Siviglia, alla Feria de Abril del 1998. Come da manuale, lei non capisce chi sia lui, lo trova simpatico ma un po’ goffo; lui invece si innamora subito, e il mese seguente la raggiunge a New York, dove lei lavora. La corteggia, e si innamora anche lei. La storia si fa seria, Máxima lascia l’America e si trasferisce a Bruxelles; studia il fiammingo e la realtà olandese. I due vorrebbero sposarsi, ma lui deve ottenere il via libera dal Parlamento; e qui c’è un problema, perché lei, Máxima Zorreguieta Cerruti, è figlia di Jorge, Ministro dell’Agricoltura nel Governo del sanguinario dittatore Videla, e gli olandesi non intendono proprio mischiarsi con una cosa così.

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(Ph. Antony Jones/Julian Parker/Mark Cuthbert)

Una lunga opera di mediazione tesa a dimostrare che Jorge Zorreguieta non è coinvolto con l’aspetto più truce del regime – e che Máxima ha tutte le qualità per essere un’ottima regina – convince i parlamentari che approvano il matrimonio, a patto che i genitori della sposa non si facciano vedere.

E così sia, sabato 2 febbraio 2002 la sposa non è accompagnata all’altare dal padre, ma direttamente dallo sposo in alta uniforme della Marina; insieme per la cerimonia civile alla Beurs van Berlage, la Borsa di Amsterdam, davanti al sindaco e a 600 invitati, insieme per quella religiosa alla Nieuwe Kerk, la chiesa che sorge accanto al Palazzo Reale.

La prossima regina d’Olanda si rivolge all’imperatore dei couturiers, Valentino, cui chiede un abito semplice ma di grande effetto, e lui crea per lei un vestito sontuoso e regale, ideale per una futura sovrana. Un abito avorio chiaro in mikado – una seta pesante perfetta per la stagione fredda –  il corpetto aderente con un collo montante che incornicia il bel viso della sposa senza stringere il collo (un taglio chiamato benitier); le maniche 7/8 alleggeriscono l’insieme, ma il pezzo forte è la gonna dal taglio pulito che scende perfettamente a piombo, scoprendo appena la punta delle scarpe. maxima wedding dressLa linea della gonna è sottolineata da lunghi inserti di pizzo che si svelano solo nel movimento, e definiscono lo strascico di cinque metri, calibrato sulla ragguardevole altezza della sposa. Se guardate bene nei video, lo strascico che sembra partire da due pieghe laterali, è in effetti separato dalla gonna per consentire una seduta comoda mantenendo un aspetto impeccabile (le cronache dell’epoca raccontarono che nella Maison di piazza Mignanelli fu portato anche lo sgabello che avrebbe usato la sposa, per verificare che abito e strascico rimanessero perfetti durante la cerimonia). A completare il tutto un meraviglioso velo in tulle di seta ricamato, talmente raffinato che molti sono convinti si tratti di un pezzo antico tramandato in famiglia; è invece il frutto delle mani preziose delle lavoranti di Valentino che hanno dato vita al disegno del maestro: arabeschi e ramage di rara bellezza, altro che i veli ricamati che abbiamo visto in anni più recenti. La realizzazione completamente artigianale richiede tre mesi di lavoro e solo tre prove; in una di queste la sposa è accompagnata dalla regina Beatrice, che partecipa alla creazione e gioca un ruolo fondamentale nell’individuazione dei gioielli più adatti, a partire dalla tiara. Per fermare il velo viene creato un nuovo diadema combinando pezzi diversi usciti dal ricchissimo forziere reale.

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(Ph. Pinterest)

La scelta cade sulla Pearl Button Tiara,  che Beatrice indossava il giorno dell’incoronazione, un gioco di festoni di diamanti scanditi da cinque broche di perle; per Máxima queste vengono rimosse e sostituite con cinque stelle di diamanti a dieci punte, in precedenza usate come spille o per decorare le acconciature.

In conclusione qualche dettaglio su cui porre la vostra attenzione: il taglio del collo, che si vede bene in questa foto; l’inserto in vita che serve a definire in alto la linea del corpino, in basso quella della gonna e l’inserimento dello strascico; la scelta del tessuto, pesante abbastanza da non far congelare la sposa e da restare, perfetto, senza una sola grinza; la ricchezza del velo, che parte dalla tiara e incornicia splendidamente il viso. Menzione d’onore alle quattro damigelle in color magenta, abbastanza grandi da svolgere perfettamente il loro ruolo, che è quello di aiutare la sposa con strascico e velo.

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(Ph. Picasa 3.0)

La cerimonia civile, in cui l’abito e la sposa si apprezzano in tutto il loro splendore (non perdetevi il momento ikea al minuto 7’25!) https://www.youtube.com/watch?v=tjbYHhgzGM4

Il momento più emozionante della cerimonia religiosa: il tango di Piazzolla al bandoneon in onore delle origini argentine di Máxima https://www.youtube.com/watch?v=AYU-n7Ket-c

A Royal Calendar – 1 febbraio 1965

Nasce nel Palazzo del Principe a Monaco l’ultima figlia di Ranier e Grace, Stéphanie Marie Elisabeth. Vivacissima e ribelle fin da piccola – sua madre la chiama enfant terrible – Stéphanie abbandona presto la danza classica per la ginnastica, dove ottiene risultati di tutto rispetto.

Royal Family Holiday

(Ph. Keystone/Getty Images)

Dopo la scuola primaria a Monaco continua gli studi a Parigi, ma la sua adolescenza si interrompe bruscamente un giorno di settembre, quando l’auto in cui viaggia con sua madre esce di strada. Grace muore per le conseguenze dell’incidente, Stéphanie ne esce con una lesione vertebrale e il sospetto di aver avuto un ruolo nella morte della madre, per un acceso litigio che avrebbe distratto la donna al volante, o addirittura per esserci stata lei al volante, diciassettenne e senza patente (la versione ufficiale è che Grace ebbe un ictus mentre guidava). stéphanie pool position

Dopo la tragedia va a fare uno stage da Dior, sotto l’ala protettrice del couturier di famiglia e direttore della Maison, Marc Bohan. Lo stage produrrà una linea di costumi da bagno chiamata Pool Position, il cui aspetto più notevole è senz’altro la modella che li indossa. Stéphanie, naturalmente.

Poi è la volta della musica pop, come dimenticare la sua (unica) hit, Ouragan, che in Europa vendette più copie di Like a virgin? Insomma, volendo… stéphanie ouragan

Accanto a lei in questi anni giovanotti più o meno noti, più o meno adeguati (spesso meno): Paul Belmondo (figlio di), Anthony Delon (pure), Rob Lowe (attore, coinvolto in una storiaccia di sex tape), Christopher Lambert (attore), Mario Olivier Jutard (proprietario di locali notturni a Los Angeles, coinvolto in una storia di stupro). Poi arriva Jean-Yves Le Fur, figlio di un famoso architetto francese. È bello, de bonne famille, nonostante la giovane età è già un imprenditore immobiliare di successo, potrebbe essere quello giusto. Stavolta c’è l’anello, e si parla già di una data per le nozze, il 12 luglio 1990.

RETRO MONACO : La princesse Stephanie et Jean-Yves Le Fur

(Ph. SIPA)

A interrompere l’idillio giunge come una doccia fredda la notizia pubblicata da un giornale francese, secondo cui il giovanotto nasconderebbe nel suo passato una denuncia per truffa e appropriazione indebita, e addirittura il carcere. Dalla velocità con cui Ranier interviene è ipotizzabile che abbia avuto notizie tanto gravi quanto attendibili; luglio passa senza che del matrimonio si sappia più nulla.

Due anni dopo arriva finalmente il grande amore; lui si chiama Daniel Ducruet, e lavora per i Grimaldi occupandosi della loro sicurezza. Il povero Ranier probabilmente cerca di intervenire anche in questo caso, ma nascono due bimbi – Louis il 26 novembre 1992 e Pauline il 4 maggio 1994 – e questa volta a luglio le nozze arrivano davvero. stc3a9phanie-ducruet.jpgIl matrimonio dura 15 mesi, e finisce per la più ridicola storia di tradimenti mai accaduta in una famiglia reale. Stéphanie è ancora sola, dopo qualche anno partorisce una terza bambina, Camille, figlia di un’altra guardia del corpo che però la principessa non sposa.

È il momento della fase circense: prima c’è il domatore di elefanti Franco Knie: Stéphanie e i suoi tre bambini vanno a vivere con lui, in un grande camper.

Finisce anche questa storia, e poco dopo Stéphanie sposa un acrobata del circo Knie, il portoghese Adans Lopez Perez, di dieci anni più giovane. E dieci mesi dura il matrimonio.

La principessa torna a Monaco e inizia una nuova fase della sua vita: cresce da sola i tre figli, si occupa del negozio di jeans che ha aperto nel 1986, sembra anche che si diverta a cucinare.

stéphanie unaids

(Ph. Getty Images)

E si impegna con passione determinazione e grande serietà in una nuova impresa: la lotta all’AIDS. Arriva anche il riconoscimento dell’ONU la nomina ambasciatore di buona volontà dell UNAIDS.

Oggi Stéphanie mostra ancora la sua linea sottile e nervosa, il viso è segnato da una fitta rete di rughe – testimonianza di una vita senz’altro complessa e di qualche stravizio di troppo – ma gli occhi azzurri  sembrano rivelare una serenità finalmente, faticosamente raggiunta. Partecipa spesso agli eventi del Principato, sola o con i figli. Indossa raramente tacchi alti, e mai il cappello.

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(Ph. Reuters)

Perché serena magari sì, ma bon ton no, quello mai.

La foto del giorno

Per fortuna che ci ha dato retta e si è messa un bel cappotto e gli stivali, perché oggi a Bristol nevica! La foto del giorno che ho scelto per voi però è una presa in interni, non è di grande qualità ma è quella dove si vede meglio l’abito Oscar de la Renta che la duchessa ha indossato sotto al cappotto. meghan bristol oscar de la rentaA me piace molto, e tra tutti i capi che Meghan ha deciso di indossare in gravidanza, evitando i classici prémaman, mi sembra la scelta più interessante. Un abito di tessuto leggero (tulle?) che ha ovviamente una fodera, probabilmente di maglina, molto comoda nelle sue condizioni. È un trend che si è affermato già da qualche stagione, ma ciò che qui fa la differenza è la stampa, favolosa! La mise intera la vedete nei video postati in fondo: bello il cappotto – peccato per il tulle del vestito che spunta dall’orlo! – belli gli stivali in uno scicchissimo verde oliva (Sarah Flint) in suede come i guanti, con clutch più o meno abbinata. Però Your Royal Highness stia attenta, che con la neve il camoscio si infradicia, e poi è buono per la pattumiera dell’indifferenziata.

Esaurito l’aspetto fashion, un paio di aggiornamenti di cronaca. Sembra ufficiale che la coppia si trasferirà a Frogmore Cottage in marzo, in tempo per aspettare senza ulteriori pressioni la nascita dell’erede. Nascita che, nonostante le dimensioni del pancione facciano dubitare alcuni malfidati tipo Lady Violet, è prevista in aprile. E proprio per aprile giunge la notizia che tutto il personale che lavora alla Lindo Wing – l’ala solventi del St.Mary Hospital dove Catherine, e Diana prima di lei, hanno dato alla luce i propri pupetti – sia stato invitato a non prendere ferie. Vorrà dire qualcosa? Di sicuro ci aspettano mesi intriganti, intanto godetevi le immagini da Bristol, con i piccoli di una scuola materna che festeggiano l’arrivo dei duchi.

 

La foto del giorno

Eccezionalmente oggi la foto del giorno arriva in compagnia di un’altra foto, assai famosa. Come vi ho già accennato, il Victoria&Albert Museum di Londra sta per aprire i battenti sulla mostra Christian Dior: Designer of Dreams, la più importante mai organizzata in UK sul couturier francese. La mostra, visibile da sabato 2 febbraio a domenica 14 luglio, riprende quella con lo stesso titolo – Christian Dior couturier du rêve – organizzata a Parigi, al Musée des Arts Décoratifs nel 2017, per celebrare i 70 anni della Maison che nel 1947 lanciò il New Look. ladysarahchattodiorIeri sera un gala dinner ha accolto un gruppo selezionato di ospiti tra cui Lady Sarah Chatto, figlia della principessa Margaret. Un momento emozionante della serata è stato quello raffigurato nella foto: Lady Sarah, insieme col marito Daniel Chatto, è ritratta davanti a uno dei pezzi clou, il meraviglioso abito da sera in tulle ricamato creato da Dior in persona per Margaret in occasione del suo ventunesimo compleanno, il 21 agosto 1951, che la principessa indossa nel ritratto fotografico firmato da Cecil Beaton. margaretdiorNaturalmente Lady Violet ha visto la mostra a Parigi, e naturalmente visiterà anche quella di Londra, per mettere a confronto gli allestimenti e scoprire eventuali aggiornamenti e integrazioni. L’abito di Margaret, presente anche nella mostra originaria, magari non è il mio preferito ma è veramente favoloso. Un miracolo di eleganza, stile e romanticismo, l’abito perfetto per una ragazza così giovane. Almeno per una ragazza degli anni ’50.

Io vi consiglio caldamente di dare un’occhiata ai voli per Londra, Brexit o non Brexit. Se proprio non poteste andare, vi aggiornerò una volta vista la mostra. Intanto vi sto preparando una piccola sorpresa per il weekend.

Sisters-in-law

Ieri abbiamo di parlato di Catherine ( La foto del giorno )? Oggi parliamo di Meghan, che non sia mai le cognate litigano e poi è colpa nostra! Ebbene, oggi la Duchessa di Sussex ha visitato per la prima volta il National Theatre, di cui qualche settimana fa ha “ereditato” il patronage da Sua Maestà in persona. Il che dovrebbe chiarire quale sia al momento la posizione della sovrana nei confronti della nipote acquisita, nonostante le voci insistenti di imminente divorzio. meghan national theatreLa duchessa era deliziosa in rosa pesca, con un completo abito+giacca del brand americano Brandon Maxwell, più scarpe Aquazzurra e clutch Carolina Herrera. Partiamo dalla fine: la clutch non è per un impegno del genere, poco formale e pure di mattina; interessante ma sbagliata. Bello lo chignon alto con riga da un lato, ma dobbiamo specificare che a un certo punto il bandeau laterale se n’è andato per i fatti suoi? No, vero? Torniamo allora alla mise, e mi perdonerete se non mi dilungo sulle scarpe con incrocio sul collo del piede e cinturino alla caviglia, che abbinate a quel pancione sono un miracolo della natura e della circolazione periferica. Il completo, dunque. Il colore le dona molto, mi piace la giacca col collo sciallato e trovo che la gonna godet si una scelta forse inconsueta ma molto azzeccata per una signora in dolce attesa. meghan animal charityMolto meglio della mise simile indossata un paio di settimane fa: cappottino Emporio Armani, borsa Falabella Stella McCartney, scarpe Manolo (col tallone scoperto, a gennaio) e abitino H&M (nel senso del brand svedese di streetfashion, non di Harry&Meghan); una delle sue apparizioni più ineleganti di sempre, in my humble opinion.

Oggi invece la trovo molto graziosa, con due sole obiezioni. La prima: l’insieme è un po’ troppo formale per l’occasione, sarebbe perfetto se invitata a  matrimonio/comunione/battesimo. La seconda cela anche una mia preoccupazione: ma col gelo di questi giorni, i più freddi dell’anno, HRH mi va in giro solo con la giacchetta, e pure senza calze? La creatura mi si congela! Mi resta un solo dubbio, la patina lucida che si vede sulle gambe, è uno di quei prodotti di make up noto come calze spray, o il gel riscaldante che usano gli sportivi? Spero il secondo.

 

La foto del giorno

Oggi el Rey Felipe VI compie 51, e li festeggia con una visita di dieci ore al contingente spagnolo di stanza in Iraq.

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(Ph. Casa de S.M. el Rey)

Questa mattina alle sei il sovrano è arrivato a Baghdad per una missione tenuta segreta fino all’ultimo, tant’è che neppure i giornalisti che hanno viaggiato con lui a bordo dell’Airbus 310 conoscevano la destinazione finale. Vestito con l’uniforme mimetica – anche se il desert camouflage lo sbatte un po’ – ha incontrato le autorità civili e militari ma soprattutto le donne e gli uomini del contingente, ai quali ha detto una frase inevitabilmente retorica ma bella: “Gracias por llevar nuestra bandera siempre en el brazo y en el corazón”.

Nel video qualche immagine della giornata (e el Rey in tutto il suo splendore) https://www.youtube.com/watch?time_continue=15&v=_KcJsqJDwjU

Questo è il quinto compleanno di Felipe come re di Spagna; vi ricordate come ha trascorso gli altri quattro? Ve lo dice Lady Violet! Nel 2015 in Etiopia per un vertice dell’Unione Africana; nel 2016 in privato, benché fosse il trentesimo anniversario del suo giuramento sulla Costituzione come Principe delle Asturie; nel 2017 al Palacio Real, dove si celebrava Miguel de Cervantes; nel 2018, giorno del cinquantesimo compleanno, conferisce alla figlia ed erede Leonor il Toson d’Oro, massima onorificenza spagnola (qui trovate il filmato 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto )

Felicidades Señor, feliz cumpleaños!

La foto del giorno

Oggi i Duchi di Cambridge sono a Dundee, in Scozia, dove il loro titolo è Earl and Countess of Strathearn. Tra i vari impegni, il principale è l’inaugurazione della sezione locale del Victoria&Albert Museum, che per la prima volta nella sua storia apre una sede distaccata da quella londinese. v&a dundeeIl V&A – probabilmente molti di voi lo conosceranno – è il più importante museo di arti applicate del mondo, con una collezione che spazia dai cartoni preparatori per gli arazzi realizzati da Raffaello per la Cappella Sistina agli abiti della principessa Diana. Organizza mostre tra le più belle che abbia mai visto in vita mia ed eventi culturali di ogni tipo. Stephen Jones, il cappellaio matto autore di molti dei cappellini di Meghan, io l’ho conosciuto qui (a proposito di mostre, sabato inaugurano quella su Dior che a Parigi lo scorso anno ha fatto il tutto esaurito, e naturalmente ne parleremo).

Il V&A di Dundee è la gemma della ristrutturazione miliardaria del lungomare della città scozzese, dimostrazione plastica dell’espressione investire in cultura, da noi ripetuta fino alla noia e poi solitamente estrinsecata nell’elargizione di un po’ di denaro pubblico al cugino di qualcuno (e mi fermo qui, sennò mi rovino la serata e la rovino pure a voi).

Dallo scorso febbraio tra i patronage di Catherine c’è il V&A, ed è in questa veste che la duchessa ha oggi inaugurato il museo di Dundee. Catherine. In una parola, perfetta. Oggi ha riciclato un cappotto dell’amato McQueen, un modello che le abbiamo visto molte volte in molti colori e versioni, ma realizzato in un tartan blu-verde-nero è proprio bello. Scarpe nere in suede di Tod’s, anche queste indossate spesso, calze nere opache (finalmente!) e una borsetta verde Manu Atelier che online risulta sold out, ma io non mi preoccupo perché comunque non l’avrei comprata. La duchessa – anzi, la contessa di Strathearn – ha affrontato il freddo gelido con l’ausilio saltuario di una pashmina ma senza cappello, i lunghi capelli al vento. E proprio i capelli sono stati protagonisti di un siparietto con una piccola diavoletta bionda che ha voluto assolutamente accarezzarli. Ciò ha consentito ad almeno un giornale di dispiegare l’ineguagliabile humour britannico titolando Hair of the throne.

Potete ammirare Catherine nel video del Daily Mail (autore del titolo incriminato) in cui si apprezza meglio la linea del cappotto e ci si gode l’inaugurazione. Buona visione! https://www.youtube.com/watch?v=PECsEGxc5dg

Un video da Buckingham Palace

Oggi Buckingham Palace mi ha mandato una mail. img_20190129_183449Ne ricevo con discreta frequenza, con annunci di vario genere ma anche con auguri, ad esempio a Natale. Oggi mi invitano a guardare un video con le varie della lavorazione degli oggetti in porcellana realizzati per il royal wedding di Harry&Meghan. Diciamocelo tra di noi, gliene devono essere rimasti ancora tanti invenduti. Sono sorpresa? Non tanto. Confesso, li trovo bruttarelli assai.

Anyway ecco a voi il video, io l’ho trovato interessante

Un weekend da devoti

Devota alla tradizione (e alla memoria del padre)queen sandringham 27-1-19Una delle ragioni per cui Her Majesty prolunga la permanenza invernale a Sandringham ben oltre il periodo natalizio è la consuetudine di ricordare la scomparsa del padre, morto nel sonno mentre si trovava nelle tenuta del Norfolk il 6 febbraio 1952. La regina dovrebbe rientrare a Londra proprio mercoledì prossimo, giorno che segna anche i 67 anni dall’ascesa al trono. Ieri, domenica – cappottino turchese e cappello coordinato, la Queen Mary’s Turquoise and Diamond Brooch appuntata sulla spalla sinistra – non è mancata all’appuntamento con la messa alla St.Mary Magdalene Church. Con lei la figlia Anne col marito Tim Laurence e un amico di vecchia data, Sir Jackie Stewart. jackie stewart sandringhamIl dubbio di Lady Violet è: il tre volte campione mondiale di Formula 1 avrà dato qualche consiglio di guida al Principe Consorte?

Devoto alla conduzione (e alla condotta)

philip letter

(Ph. MIRRORPIX/Steve Bainbridge)

E a proposito di Philip, è stata resa nota la lettera che ha scritto alla signora Emma Fairweather, uscita con un polso rotto dall’incidente automobilistico dello scorso 17 gennaio. Il Duca di Edimburgo ha spiegato che guidando su una strada già percorsa moltissime volte è rimasto accecato dal riverbero del sole pomeridiano, che gli ha impedito di vedere l’altra vettura. Subito dopo lo scontro, pur molto scosso, è stato sollevato dal sapere che non c’erano feriti gravi, ma la polizia gli ha consigliato di rientrare subito a Sandringham a causa della quantità di persone che si stava radunando sul luogo dell’incidente. Dopo essersi dichiarato “very contrite about the consequences” augura alla signora una pronta guarigione, firmando di suo pugno semplicemente Philip, senza alcun titolo, cosa che sembra Ms. Fairweather abbia gradito assai.

Devoti a Santa Devota

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(Ph. Getty Images)

Il 27 gennaio i Monegaschi festeggiano la loro patrona, Santa Devota, fanciulla di origine corsa martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano. La sera prima della festa si tiene un caratteristico rito molto sentito dagli abitanti del Principato: una barca viene data alle fiamme in ricordo di un miracolo della santa. Tradizione rispettata anche quest’anno, con la famiglia del principe quasi al completo: c’era Albert II, c’era la principessa consorte Charlène – in cappotto/plaid e stivali Loro Piana – c’era il piccolo Jacques ma mancava la sorella gemella Gabriella, forse vittima dell’influenza. Il delizioso, biondissimo principe ereditario, anni quattro, era abbigliato – ma mi verrebbe di dire “marchiato” – con un cappotto di cammello chiaramente Gucci. Confesso che i bimbi così piccoli supergriffati mi fanno tristezza. E poi, lo vogliamo dire? Quel cappotto con quei due fascioni è proprio brutto brutto. Ma volete mettere quei bei cappottini all’inglese con colletto bottoni e martingala di velluto? E  sennò un piumino, un giaccone, quello che vi pare, ma incartare una povera creatura in una shopping bag no, dai.

La mattina di domenica messa solenne nella cattedrale dell’Immacolata Concezione. Charlène, forse presa da furor religioso, si è presentata vestita direttamente di prevosto.

Lezione di oggi: ricordarsi che devozione fa rima con tradizione, ma anche con moderazione.