Le foto del giorno – Joyeux anniversaire

Giornata in famiglia per Albert II de Monaco che compie oggi 65 anni. A mezzogiorno, al momento del cambio della guardia davanti al Palais princier, i Carabiniers hanno fatto gli auguri in musica al sovrano, affacciato al balcone con i figli ma senza la moglie.

Il sovrano, che un tempo avrebbe festeggiato con una serie di party selvaggi (e non vado oltre) è apparso come sempre divertito e di buon umore, equipaggiato di una notevole cravatta.

Dopo un pranzo in famiglia, Jacques e Gabriella hanno invitato i genitori a teatro, al Théâtre des Muses, nei pressi del Jardin Exotique, dove Anthéa Sogno, attrice e proprietaria del teatro, ha messo in scena per loro, con la sua compagnia, La sorcière du placard aux balais (la strega dell’armadio delle scope). Un regalo delizioso.

Nuova cravatta originale per Monsieur Le Prince, solito sorriso fragilmente forzato di Charlene – a me sembra sempre che stia per rompersi – mentre i gemelli fanno del loro meglio, più aperta e disinvolta lei, più riservato lui.

Una piccola confessione: io guardo questa famiglia sempre con un misto di simpatia e apprensione; il matrimonio dei sovrani mi è sembrato sempre un po’ improbabile, lui è un papà affettuoso ma francamente troppo agé e i bambini non appaiono sempre a loro agio. Però Albert è stato il Principe Azzurro dei miei tempi, bello, biondo, sportivo e pure timido, perciò per lui avrò sempre un debole. Nonostante la stempiatura, la pancetta e quell’orlo ai pantaloni ormai diventato un suo marchio di fabbrica. E tanti auguri.

Scene da un matrimonio

Questa domenica è dedicata al primo royal wedding dell’anno, quello tra la principessa giordana Iman bint Abdullah II E Jameel Alexander Thermiotis.

Alcune immagini non sono eccezionali, essendo tratte dalla ripresa video della TV giordana; le altre vengono dal profilo IG della regina Rania. Tutte però raccontano di un bel matrimonio semplice (nei limiti del possibile per la figlia di un re) e romantico, perfetta sintesi tra oriente e occidente, secondo lo stile della Corte hashemita. Tema della decorazione il bianco: fiori candele cuscini in un allestimento curato dalla società giordana ADegrees.

La sposa è arrivata al luogo delle nozze, all’interno della residenza reale, al braccio del fratello maggiore, accompagnata solo da due piccole damigelle.

Deliziosa, indossa un abito di linea molto semplice, con dettagli in un tessuto semitrasparente arricchito da leggeri tocchi di pizzo, creato esclusivamente per lei da Dior. In testa un bellissimo velo di tulle ricamato, fermato da una piccola tiara di diamanti a me sconosciuta, che non è quella appartenente alla madre con cui Iman era stata fotografata in un recente ritratto, troppo importante per una sposa così giovane e un matrimonio intimo.

Fedele a sé stessa la bella madre della sposa, commossa come da copione, in un lungo abito plissé della collezione Dior Haute Couture 2022/23, con una clutch color argento. Maria Grazia Chiuri, direttore creativo della storica maison francese, piazza dunque un doppio colpo vestendo le due signore più in vista della giornata. Complimenti e un pizzico di italico orgoglio.

La sorella minore della sposa, la ventiduenne Salma, osa uno dei colori più di moda della stagione, il fucsia intenso, per un abito Andrew GN. Scelta bold anche per Rajwa, prossima sposa alla Corte giordana, che punta sul giallo acceso di un cape dress firmato Roksanda, secondo me un mezzo scivolone perché rischia di distogliere l’attenzione dalla sposa, unico peccato capitale in una cerimonia nuziale.

Mi è piaciuto molto il saluto tra il re e sua madre, la principessa Muna. Nata Antoinette Avril Gardiner, suo padre era un alto ufficiale britannico di stanza in Medio Oriente. Sposò il defunto re Husayn – si dice che i due si fossero conosciuti durante le riprese di Lawrence d’Arabia – il 25 maggio 1961 ma il matrimonio non fu ben accolto dai giordani, che non apprezzavano una regina occidentale che per di più aveva ascendenze ebraiche. La coppia ebbe quattro figli: oltre all’attuale sovrano, il principe Faysal e le principesse gemelle Aisha e Zain. Nonostante il divorzio del 1971, Muna è rimasta in Giordania, dove si è occupata principalmente della formazione delle infermiere.

Non è mancata la torta piramidale, che lo sposo, leggermente imbarazzato, ha tagliato con una sciabola che evidentemente, fortunatamente, non è abituato a maneggiare; in definitiva una bella festa di famiglia.

Auguri agli sposi! L’appuntamento ad Amman è per giovedì 1 giugno.

Le foto del giorno – Bella come una sposa

Ieri la Regina Rania ha ospitato la cerimonia dell’henné in onore della figlia Iman, che domenica si unirà in matrimonio con Jameel Alexander Thermiotis.

La sposa è arrivata vestita di bianco, in un abito ispirato alla tradizione del suo Paese creato da Reema Dahbour stilista Giordana d’origine palestinese, come Rania. La regina ha aggiunto un tocco pieno di significato dando alla figlia la cintura del suo abito da sposa, disegnato dal britannico Bruce Oldfield (probabile creatore dell’abito dell’incoronazione di Camilla).

A festeggiare Iman c’era anche la futura cognata Rajwa Al Saif che come la futura suocera ha scelto una mise di ispirazione tradizionale – saudita l’una, giordana l’altra – nelle tonalità del magenta con tocchi di arancione odi rosa cipria. Una visione di grazia, bellezza, eleganza veramente rare.

L’uso dell’henné a scopo medicinale e per decorare la pelle in occasione di feste o eventi sacri è attestato in tempi antichissimi tra le popolazioni sahariane, in Mesopotamia in Egitto e tra gli Ebrei; in testi assiri del VII secolo a.C. si parla della decorazione con l’henné delle mani di una fanciulla che si prepara al matrimonio. La cerimonia dell’henné celebra il momento in cui la sposa dice addio alla casa paterna, festeggiata dalla madre e dalle donne di famiglia, e probabilmente fino a qualche decennio serviva anche a istruire la fanciulla sulla vita coniugale, cosa che francamente oggi mi sentirei di escludere.

Mi ha un po’ sorpreso la presenza di fotografi uomini in quello che avrebbe dovuto essere un gineceo, ma in fondo è la testimonianza di come sia possibile mantenere il fascino delle tradizioni adattandole a uno stile di vita contemporaneo. Un’altra cosa che non manca mai di colpirmi è la relazione che la regina Rania riesce a stabilire con le donne del suo Paese, così diverse da lei. Un Paese (come tutti quelli dell’area) organizzato in un sistema tribale dal tempo dei Nabatei, se non prima. L’identità araba è cosa assai più complessa di quanto si pensi e di quanto io sappia dire.

Non ci resta che aspettare domenica, godendoci questi giorni di preparazione, chissà se porteranno altre sorprese.

Le foto del giorno – Colori reali

Greige

(Ph: Linda Broström/Kungl. Hovstaterna)

In una settimana Victoria di Svezia e il marito Daniel festeggiano il compleanno di entrambi i figli. Il 23 febbraio la primogenita (e futura regina) Estelle ha compiuto 11 anni, oggi il piccolo di casa, Oscar, ne compie 7. Come da tradizione, il loro compleanno è stato marcato da un ritratto fotografico.

Estelle ormai preadolescente, capelli lunghi sguardo serio ed espressione enigmatica, pronta ad aprirsi in una di quelle belle risate per cui è famosa. Non vi sfuggirà la gonna pied-de-coq, fantasia di cui abbiamo parlato di recente (Royal chic shok e boh).

(Ph: Linda Broström/Kungl. Hovstaterna)

Oscar, capelli impomatati e divisi da una bella riga secondo lo stile paterno, accenna un sorriso sdentato mentre coccola il cane di famiglia, Rio, incrocio tra un Cavalier King e un barboncino.

(Ph: Linda Broström/Kungl. Hovstaterna)

Dalla foto che ritrae insieme sorella e fratello è evidente che i ritratti siano stati scattati in un’unica seduta fotografica: ottimizzare evidentemente è la parola d’ordine. Questa scelta mi ha fatto ripensare a mia madre la quale, dato che mio fratello e io festeggiamo il compleanno a due settimana di distanza, aveva preso l’abitudine di fare una festa unica, un anno il giorno del suo compleanno, un anno quello del mio. Per fortuna, nonostante fossero la sua passione, non ha mai osato vestirci nelle tonalità del greige, che è tanto chic nelle mise di Armani, ma un po’ triste per i giovanissimi. Però l’espressione scanzonata di Oscar nella foto con la sorella è tutto un programma: non vi ricorda Danny Zuko di Grease?

Rosso e verde

Il colore non manca a Windsor, dove i principi ereditari (di Norvegia) sono stati ricevuti dai principi ereditari (del Regno Unito),.Al blu degli abiti dei signori fanno da contraltare le tonalità vibranti delle mise delle signore. Rosso scarlatto per Mette Marit, uno dei colori che le sta meglio e che porta più volentieri. Verde per il diligente completo di Catherine, scelto forse perché l’incontro era su tematiche green. Ma perché tutti e quattro in posa così? Sembrano una barriera di calciatori.

Ginger

Ed ecco la ragione di questo post! Carnevale è appena passato, e non sono mancate le maschere ispirate al mondo royal. Più che a regine e principesse delle fiabe, molte bimbe si sono vestite come la defunta Queen Elizabeth: colori pastello, cappellino e corgi di peluche, qualcuna perfino scortata da una (o due) grenadier guard. Questo però non l’avevamo mai visto: un piccolo gingerhead per celebrare il World Book Day, la giornata internazionale del libro. Game set match.

Le foto del giorno – Trendy Queen

Reduce dal covid, che l’ha contagiata per la seconda volta a un anno esatto dalla prima, la Queen Consort è tornata al lavoro, e oggi ha fatto un’incursione nel mondo della moda visitando la JCA London Fashion Academy nella sede di Hanover Square, nel cuore della Londra più chic.

L’accompagnava il fondatore, Jimmy Choo, che peraltro deve molta della sua fama nel Regno Unito alla defunta Diana. D’altra parte si sa che molte storie, come molti amori, non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. E in questi giorni si parla con insistenza di un altro stilista diviso tra le due mogli di Charles; secondo alcune fonti Bruce Oldfield sarebbe stato incaricato di creare l’abito per l’incoronazione. Quello di lei, perché lui dovrebbe indossare l’uniforme, avendo rinunciato, sembra, a presentarsi in polpe (cioè con calzoni al ginocchio e calze di seta) come invece fece suo nonno George VI nel 1937.

Anche se oggi la sovrana indossava il cappotto Anna Valentine che ha esordito a a Natale (December/January chic shock e boh) Oldfield ha già fornito a Camilla alcune pregevoli mise (e ad essere sinceri anche alcune non altrettanto pregevoli), e tra quelle create per Diana qualcuna si è ritagliato un posto nella storia della moda.

Ieri, con l’abito che completa il cappotto – arricchito da una favolosa spilla a forma di corona – la regina in compagnia del re ha aperto le porte della sua residenza di Clarence House per il secondo anniversario della sua Riding Room che, nata su Instagram durante la pandemia, è diventata prima un sito (https://royalreadingroom.uk) e ora un ente di beneficenza con lo scopo di promuovere la lettura e l’amore per i libri nel Regno Unito e nel mondo intero. Nel suo discorso Camilla si è espressa con decisione sulla querelle che ha appena investito l’incolpevole Roald Dahl, accusato di usare termini non politicamente corretti come brutto e grasso.

“Per favore, restate fedeli alla vostra vocazione, liberi da chi vorrebbe frenare la libertà di espressione e porre limiti all’immaginazione!” Enough said, abbiamo detto abbastanza.

A Royal Calendar – Coppia di Re

Venghino signore e signori venghino, a una delle giornate più regali dell’anno! Oggi festeggiamo due compleanni, ma mica di due royal qualunque, addirittura di due Re. E non è neanche il primo caso; negli anni passati il 5 gennaio si festeggiava il compleanno di due sovrani, el Rey Juan Carlos e Jean di Lussemburgo, che però era solo un Granduca.

Ecco dunque alla vostra sinistra Harald V Re di Norvegia, nato il 21 febbraio 1937 a Skogum, nei pressi di Oslo. Alla vostra destra Jigme Khesar Namgyel Wangchuck Re del Bhutan, nato a Katmandu il 21 febbraio 1980. Il primo compie oggi 86 anni, l’altro esattamente la metà, 43.

Ultimo di tre figli, e unico maschio, i genitori di Harald erano il principe ereditario Olav – poi Re Olav V – e sua moglie Märtha, nata principessa di Svezia e morta quando il figlio aveva appena 17 anni.

Jigme Kaesar è figlio di Jigme Singye Wangchuck e di una delle sue quattro mogli, quattro sorelle che hanno sposato l’allora Quarto Re Drago del Bhutan in una cerimonia unica, prendendo tutte e quattro contemporaneamente il titolo di Regina Consorte. In questa foto di famiglia vedete al centro i due sovrani, il regnante e l’emerito; a fianco di questo la regina e ai due lati le sue quattro spose.

Harald ha sposato il 29 agosto 1968 il suo grande amore Sonja Haraldsen, donna di notevole intelligenza e graziosa eleganza; coetanea del marito, Sonja al momento è la più anziana tra le regine consorti. Hanno due figli: Märtha Louise e il principe ereditario Haakon, e cinque nipoti naturali + 1, avendo accolto in famiglia anche Marius, figlio di primo letto della nuora Mette Marit.

Jigme Kaesar ha sposato il ottobre 2011 Jetsun Pema, cui ha giurato eterno ed esclusivo amore rinunciando per lei alla poligamia. Lei, nata nel 1990, è invece la più giovane delle regine consorti, e per me la più bella. Anche i sovrani bhutanesi hanno avuto due figli, due maschi. Potrei dire the heir and the spare ma forse è meglio di no; data la loro giovane età non è detto che non allarghino la famiglia.

Harald è salito al trono alla morte del padre, il 17 gennaio 1991 (Il giubileo di Harald e Sonja), Jigme Kaesar è diventato Re il 9 dicembre 2006 a seguito dell’abdicazione del padre, che all’epoca aveva appena 51 anni. Oggi ne ha 67, è in ottima forma (e non privo di fascino) ed è ancora sposato con tutte e quattro le consorti.

Il Re di Norvegia ama la vita all’aria aperto e gli sport; ne pratica diversi, dallo sci alla vela, e come velista partecipò alle Olimpiadi di Tokyo 1964, dove fu portabandiera per il suo Paese.

Non lo sapevo e non l’avrei mai detto, ma facendo ricerche per questo post ho scoperto che il Re del Bhutan gioca a calcio.

Per il suo compleanno Harald ha ricevuto un bellissimo regalo: la motocicletta che suo padre gli aveva donato settant’anni fa, per il sedicesimo compleanno. Mesi fa, visitando una mostra sulle automobili reali, il sovrano aveva chiesto se qualcuno sapeva che fine avesse fatto; il personale di Palazzo l’ha recuperata restaurata e consegnata, completa della targa originale.

(Ph: Sua Maestà la Regina)

Speriamo che il Re del Bhutan abbia a sua volta ricevuto un bel regalo, perché sui suoi account social gli hanno fatto gli auguri con questo ritratto digitale, opera di tal Chimi R Namgyal, che in altri tempi sarebbe finito sul patibolo.

Va bene dai, andrà meglio l’anno prossimo.

Le foto del giorno – Il bianco e il nero

Inizia la stagione dei premi cinematografici, e in attesa della serata degli Oscar, che andrà in scena al Dolby Theatre tra tre settimane, questa sera è la volta dei BAFTA, che sta per British Academy of Film and Television Arts. Presidente dell’Academy è il Principe di Galles, che è arrivato accompagnato dalla moglie Catherine; ed è subito black&white.

William sceglie uno smoking con giacca doppio petto in velluto (Tom Ford) che Lady Violet approva; un po’ meno invece è il papillon, che sembra uno di quelli che si comprava mio padre ma mia madre non gli faceva mettere mai perché Mario hai il faccione! Il principe invece ha un viso piuttosto lungo, ma il farfallone non mi piace lo stesso. Catherine, in perfetta ortodossia con lo stile promosso dal suocero, si è data diligentemente al riuso e ha tirato fuori una mise già vista, e proprio nella stessa occasione. L’abito bianco da dea greca di Alexander McQueen è lo stesso indossato per i premi BAFTA del 2019 (A Royal Goddess) ma è stato rimaneggiando togliendo i fiori sulla spalla, e aggiungendo un fiocco che prosegue sul dorso creando un bel movimento. A catturare l’attenzione è soprattutto l’abbinamento di tanto bianco con il nero degli accessori: i guanti lunghi – pure troppo, arrivano praticamente all’ascella – e la clutch Jimmy Choo. Mi piace? Non lo so, l’abito mi aveva conquistata nella prima versione e apprezzo anche questa; più raffinata la prima, più scenografica la seconda. Ciò che non mi convince è il rigore quasi calligrafico di quei guanti, che disegnano una linea così netta e pulita, contrapposto al movimento sfrenato dell’abito, dei capelli sciolti, dei grandi orecchini a fiori (Zara, 18 sterline). Insomma, la vecchia antitesi apollineo-dionisiaco se volessimo fare un commento colto. Ma dobbiamo proprio, la domenica sera?

Tutto ciò premesso, insieme mi piacciono molto, sempre di più. Nonostante la sproporzione tra i capelli, troppi lei, troppo pochi lui!

Gli sposi di San Valentino

Oggi, giorno dedicato a San Valentino e agli innamorati, c’è una coppia reale che festeggia l’anniversario di matrimonio. Era infatti il 14 febbraio 1981 quando Henri, erede al trono del Lussemburgo, impalmava la cubana Maria Teresa Mestre y Batista, sua compagna di studi all’università di Ginevra.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Alto, biondo, elegante ma un po’ rigido lui, piccolina, bruna e graziosa lei, che solo più tardi avrebbe rivelato un temperamento di fuoco. Un matrimonio d’amore, una favola perfetta per far sognare, se non fosse stato presto oscurato dalla notizia che molti aspettavano: il fidanzamento del Principe di Galles, che cinque giorni dopo annunciò al mondo che avrebbe sposato la giovanissima Lady Diana Spencer.

Eletti dunque a regal patroni della festa degli innamorati, i granduchi non si sottraggono e ogni anno ci propongono nuovi ritratti in coppia. Quest’anno c’è la versione da giornoe quella da gran sera; nella prima Henri è in abito scuro e cravatta azzurrina e Maria Teresa in completo pantaloni blu elegante ma non particolarmente donante; attenzione agli orecchini, che hanno due grandi perle in colori diversi: grigia all’orecchio destro, bianca a sinistra anche se la fotografia non rende merito. Lei è in splendida forma, lui è sempre un bell’uomo ma guardandolo Lady Violet non può fare a meno di pensare al museo dello stoccafisso, visto in Norvegia tanti anni fa.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

I due ritratti in tenuta di gala sono stati fatti venti giorni fa in occasione del ricevimento offerto dai sovrani al Governo e alle autorità del Paese. Lui in alta uniforme fa sempre la sua figura, lei con un cape dress che ha il pregio di allungarne la figura. L’abito è una creazione del brand tedesco Talbot Runhof (i cognomi dei due designer); il tessuto – sembra un maculato opaco/lucido – è francamente terribile, ma almeno sta bene col giallo oro della fascia dell’ordine del Leone d’oro di Nassau.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Anche in questo caso Maria Teresa indossa alle orecchie delle splendide perle, abbinate ad uno dei suoi diademi preferiti, la tiara che la suocera Josephine Charlotte ricevette come dono di nozze dalla Société Générale, con la sua elegante forma a volute e il grande diamante centrale, che supera gli otto carati.

Questo è un periodo di festa per il Granducato; tra due giorni il compleanno della figlia Alexandra, che andrà sposa a fine aprile; il 18 quello della granduchessa ereditaria Stéphanie, che in primavera partorirà per la seconda volta. Love is in the air!

Se non siete ancora soddisfatti, qui trovate la più bella storia d’amore reale: Bertil e Lilian, omnia vincit amor

e qui il matrimonio reale più romantico; Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

Il caffè del lunedì – Il Re del foro

Notizia seria, o quantomeno ufficiale: è stato reso noto il logo dell’incoronazione di King Charles III.

Contrariamente a quanto accaduto per gli ultimi giubilei della defunta Regina non è il frutto di un concorso indetto tra i più giovani, ma la creazione del designer Sir Jony Ive con il suo collettivo LoveFrom.

Realizzato nei colori della bandiera, il disegno ha al centro la St Edward’s Crown, con cui il Re verrà incoronato, composta con i fiori che rappresentano i quattro Paesi che formano il Regno unito: la rosa d’Inghilterra, il cardo di Scozia, il narciso del Galles e il trifoglio dell’Irlanda del Nord. L’autore ha dichiarato di aver tratto ispirazione dal ben noto amore del Re per il pianeta e dal suo profondo interesse per la natura; racconta del “felice ottimismo della primavera” e celebra l’inizio di una nuova era. La delicatezza di queste forme naturali contribuisce a creare un emblema che vuol coniugare la grande importanza di questa straordinaria occasione con la gioia per un uovo inizio mentre si stempera il dolore del lutto.

Sir Jony Ive attualmente è il Rettore del Royal College of Art. Una delle personalità più notevoli del design britannico, è stato Chief Design Officer alla Apple, e ha ricevuto innumerevoli premi nella sua carriera, tra cui la Benjamin Franklin Medal della Royal Society of Arts e la Professor Stephen Hawking Fellowship dalla Cambridge Union Society. Nel 2019 ha fondato LoveFrom, che riunisce designer, artisti, scrittori musicisti, filmmaker e ingegneri, e ha sedi a Londra e a San Francisco. Designer e collettivo avevano già collaborato con Charles, allora Principe di Galles, nella realizzazione del logo per Terra Carta, iniziativa per i mercati sostenibili, lanciata a Davos nel 2020.

Esaurita la seria ufficialità dedichiamoci a una piccola, faceta parentesi. Impegnato in incontri con le varie comunità che compongono il regno, Charles ha visitato quella bengalese nella zona est di Londra ed è stato ricevuto nella moschea. Qui come richiesto si è tolto le scarpe rivelando un bel buco nel calzino.

A onor del vero non si tratta del classico buco sul pollicione, ma di una sfilatura che si è allargata partendo dalla cucitura. Non sappiamo che fine abbia fatto il valet de chambre responsabile del mancato controllo della real biancheria, certo è che l’incidente può anche aver imbarazzato il sovrano, ma lo ha reso più simpatico. Insomma l’operazione Charles uno di noi procede speditamente. A meno che…

A meno che il Re non abbia voluto offrire un ramoscello d’ulivo ai Sussex imitando la nuora Meghan, che il 5 marzo 2019 si presentò a Buckingham Palace, all’incontro per celebrare i 50 anni dall’investitura del suocero a Prince of Wales, con un vistoso buco nella calza. Evidentemente ignara che è sempre raccomandabile portare un secondo paio di calze in borsetta, perché non si sa mai (grazie mamma!). Immagino però che quando si a casa mia si parlava di principe del foro non ci si riferisse a questo. Caffè.

Le foto del giorno – Regina di compassione

Sono giorni un po’ strani, tra l’immarcescibile Festival di Sanremo – che non ho seguito, dunque i commenti sulle mise li rinviamo alla prossima edizione – e la tragedia del terremoto in Turchia e Siria, che ha visto oggi superare la soglia delle venticinquemila vittime.

In sintesi: non avevo particolare voglia di frizzi e lazzi, ma nemmeno di rattristarvi troppo. La cifra perfetta l’ha trovata per me Jetsun Pema, Regina Consorte del Bhutan, che ha dalla sua due grandi atout. Da una parte la saggezza buddhista, incentrata sulla compassione e sulla capacità di distacco dalle cose terrene, dall’altra la grazia incantevole e i gesti misurati della sovrana la rendono l’interprete perfetta per i sentimenti di questi giorni. Ieri la regina ha guidato una cerimonia con Primo Ministro e autorità del suo Paese insieme con gli ambasciatori presenti in Bhutan. Sono state accese mille lampade a burro nel Palazzo di Tashichho Dzong, antica fortezza religiosa che ora ospita le istituzioni a capo del Paese.

Le lampade a burro utilizzano solitamente come combustibile il burro di yak e sono sempre presenti nei templi e nelle cerimonie del Buddhismo tibetano da cui quello bhutanese deriva. Secondo la tradizione, la fiamma delle lampade aiuta la concentrazione e la pratica della meditazione, consente la dissoluzione delle afflizioni e favorisce il raggiungimento dell’illuminazione. In questo caso l’intenzione è accompagnare i defunti e consolare coloro che stanno soffrendo. Alla fine, nulla di troppo diverso dalle nostre candele.

Sono sempre colpita dal tempo e dall’energia che gli uomini spendono nel disegnare confini, e dalla facilità con cui la loro intima essenza li superi.