Oggi Christian, Principe Ereditario di Danimarca, compie 19 anni; inizia l’ultimo anno da teenager, dal prossimo dovremo considerarlo un giovane uomo.
(Ph: Kongehuset)
La casa reale lo festeggia con questa fotografia, dove il giovanotto è ripreso sullo sfondo di una suggestiva alba africana (per le mie modeste conoscenze astronomiche potrebbe essere pure un tramonto, ma l’alba mi sembra simbolicamente più adatta). Oltre ad essere utile per fare gli auguri al futuro sovrano, l’immagine serve anche a testimoniare la sua attuale occupazione: un periodo di impegno sociale in un non meglio specificato Paese dell’Africa Orientale.
La straordinaria bellezza dello sfondo genera inevitabilmente l’associazione con La mia africa, celeberrimo film con Meryl Streep e Robert Redford lontanamente ispirato all’omonimo romanzo di Karen Blixen che infatti – vedi a volte le coincidenze – era danese. Ma rimanendo nel campo cinematografico devo dire che Christian, con questo nuovo taglio di capelli, mi fa pensare più a Full Metal Jacket, opera che ho senz’altro preferito alla prima.
Tra un paio di settimane sarà un’altra futura monarca – la deliziosa Leonor di Spagna – a compiere 19 anni mentre prima di lei, il 25 ottobre, Elisabeth prossima regina regnante dei Belgi ne compirà 23. In futuro quindi ci saranno tre sovrani europei nati in ottobre, ma permettetemi di dire che al momento le due ragazze sembrano più impegnate nel training reale del loro omologo, che mi dà più l’idea di bon vivant, modulata sulla lievità paterna. Christian è così giovane, non ho dubbi che avrà tutto il tempo per mostrare faville de la sua virtute come Cangrande della Scala. Intanto tillykke, auguri!
Mezzo cambio della guardia in Lussemburgo; oggi, come annunciato qualche mese fa (Piccoli eredi crescono) è stata celebrata la Cérémonie de Lieutenance. Il Granduca Henri ha firmato il trasferimento di alcune deleghe al figlio maggiore Guillaume, che è diventato Lieutenant-Représentant. È il primo passo verso l’abdicazione, che è il modo tradizionale con cui avviene la successione nel Granducato.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Kary Barthelmey)
Forse è un problema della mia generazione, ma guadandoli Henri mi sembra ancora giovane e aitante (compirà settant’anni tra sei mesi) mentre il quarantatreenne erede sembra ancora, se non proprio un ragazzino, quasi. Invece devo dire che questa forma di avvicendamento è in fondo la più logica, anche se più borghese che monarchica. Il sovrano uscente ha la possibilità di vedere l’erede sul trono e quella di godersi la vita quando è ancora discretamente giovane, mentre quello entrante può farsi un po’ di esperienza sul campo. Certo, la fascinazione della monarchia latita un poco, ma insomma tocca accontentarsi.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Kary Barthelmey)
Se poi aspettavamo di essere affascinati dalle due signore presenti alla cerimonia, la Granduchessa Maria Teresa e la Granduchessa Ereditaria Stéphanie, ci attendeva una piccola delusione. L’una in magenta, l’altra in giallo pallido, hanno almeno qualcosa in comune: l’orlo dell’abito. Troppo lungo e mortificante quello della sovrana, troppo corto – e perdonatemi, pure un po’ ridicolo – quello dell’erede.
(Ph: Maison du Grand-Duc/PANCAKE! Photographie)
Guillaume però ha preso con grande senso di responsabilità, non senza commozione, il nuovo incarico, e senza dubbio farà del suo meglio. Lo giura!
Pian piano sta accadendo quello che abbiamo sperato per mesi: la Principessa di Galles torna al lavoro, prova che la sua salute sta migliorando. Particolarmente emozionante l’appuntamento di oggi: William ha chiesto di unirsi a lui per le investiture di oggi a Windsor la giovanissima fotografa Liz Hatton. Che a soli 16 anni si trova ad affrontare un cancro raro e aggressivo.
Il futuro sovrano – non particolarmente convincente con la barba – ha conosciuto Liz e le sue fotografie attraverso un’associazione di cui ha il patronage, e ha invitato lei e la sua famiglia a lasciare lo Yorkshire dove risiedono, e ad unirsi a lui per questa giornata.
La famiglia Hatton è stata poi ricevuta privatamente dai principi, e non è mancato un caloroso abbraccio con Catherine. Lei e William hanno pubblicato sui social queste belle fotografie con un messaggio altrettanto bello, firmandolo con le loro iniziali: A pleasure to meet with Liz at Windsor today. A talented young photographer whose creativity and strength has inspired us both. Thank you for sharing your photos and story with us. W&C (Un piacere incontrare Liz Hatton a Windsor oggi. Una giovane talentuosa fotografa: la sua creatività e la sua forza sono state per noi un’ispirazione. Grazie per aver diviso con noi le tue foto e a tua storia. W&C
E Lady Violet non aggiunge nulla, ché nulla c’è da aggiungere.
Inizia ottobre, che è anche il mese dedicato alla lotta ai tumori femminili. Come ormai tradizione, Victoria di Svezia presta il volto alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla Cancerfondens, di cui ha il patronage da sedici anni.
Anche Lady Violet si unisce all’appello della principessa e delle tante associazioni che in tutti i Paesi ricordano l’importanza della prevenzione, diffondono informazioni utili e promuovono raccolte di fondi per la ricerca. Mi permetto di dirvi, se potete donate, la ricerca è l’unica arma che abbiamo per sconfiggere il male (e fondi non ce ne sono mai abbastanza); ma in ogni caso, un regalo fatelo a voi stesse. Prenotate quella mammografia o quel pap test che rimandate sempre, perché c’è sempre qualcosa di più importante da fare. Non aspettate, perché ogni anno in Italia più o meno un donna su mille scopre che di tempo non ce n’è più.
La malattia è molto democratica e può colpire chiunque, come possono raccontare diversi membri della Royal Family a partire dal Re e dalla Principessa di Galles. Sarah di York ne ha affrontate ben due nel giro di pochi mesi: a giugno 2023 è stata operata per un cancro al seno, e a gennaio di quest’anno le è stato diagnosticato un tumore della pelle. Prontamente curata, sembra proprio che le cose stiano andando nel migliore dei modi, e oggi arriva una bellissima notizia: la figlia Beatrice e il marito Edoardo Mapelli Mozzi aspettano il secondo bebè, che nascerà all’inizio della primavera. Il pupetto o la pupetta andrà ad occupare l’undicesimo posto nella linea di successione dopo i Wales padre e figli, i Sussex padre e figli, il Duca di York, mamma Beatrice e la sorella maggiore Sienna. Direi che difficilmente si siederà sul trono, ma sicuramente porterà una grande gioia e riceverà amore e coccole.
E noi siamo felici, di buone notizie abbiamo sempre bisogno.
Ieri è andato in scena ad Atene quello che, a meno di qualche sorpresa che non so immaginare, dovrebbe essere l’ultimo royal wedding dell’anno. La principessa Theodora, quarta dei cinque figli degli ex sovrani di Grecia, ha sposato il fidanzato di lungo corso, l’avvocato californiano Matthew Kumar. Nozze annunciate nel 2018 (Una fidanzata e una sposa) e rinviate dapprima per la pandemia, poi per la morte di re Costantino. Ieri finalmente l’happy ending nella cattedrale ortodossa della capitale ellenica, alla presenza di amici e parenti.
(Ph: NDP/Petros Hontos)
La sposa è cugina di due sovrani: Felipe VI di Spagna dal lato paterno, e Frederik X di Danimarca da quello materno; non se n’è presentato uno, e nemmeno in rappresentanza una delle due regine consorti. Altra assenza ampiamente notata quella di qualche membro della Royal Family britannica; ma siamo sicuri che li avevano invitati? La madrina della sposa, Queen Elizabeth II, non c’è più, quindi… Amen, è stata una bella giornata comunque. E se alle mise dedicheremo il prossimo Royal chic shock e boh, volevo intanto mostrarvi qualche dettaglio.
(Ph: Nikolas Komini)
Ecco Theodora e Matthew durante la cerimonia, celebrata con l’antico rito bizantino detto Typikon. Sono in piedi davanti a quello che se non sbaglio si chiama tetrapodion, su cui vengono appoggiati gli oggetti rituali, tra cui le corone poste sul capo degli sposi durante la celebrazione. In ossequio al rango, nonostante la famiglia della sposa dovrebbe andare a sinistra, in questo caso ha il posto d’onore a destra. In prima fila la regina, il diadoco e la moglie, in seconda fila le due zie – la Reina Sofía e la principessa Benedikte – i due fratelli della sposa che credo avessero l’incarico di incoronare gli sposi, e i due figli maggiori di Pavlos, che penso avessero anche loro un ruolo, benché non sappia dire quale. La sorella maggiore Alexia siede invece in prima fila nella navata, dietro le damigelle (è la signora in rosso). Come ci aspettavamo, Theodora indossa il velo di famiglia, e lo ferma con la celebre, splendida tiara del Khedivé, la cui storia potete leggere qui, ricordando le nozze dei suoi genitori, celebrate nella stessa cattedrale 60 anni fa (A Royal Calendar – A Greek royal wedding).
(Ph: Nikolas Kominis)
Come ogni royal wedding che si rispetti, non manca la foto di famiglia. Qui mi colpiscono due cose: la simmetria delle due signore in sedia a rotelle – quella a destra è la principessa Irene, zia paterna della sposa, che non era presente in cattedrale – e l’ambientazione, sobria al limite del misero, con la parete di fondo fastidiosamente geometrica. D’altronde gli ambienti fastosi cui siamo abituati appartengono a residenze reali, che qui non sono più a disposizione della famiglia. Il ricevimento è stato fatto all’One&Only Aesthesis, hotel alla moda sul mare, non certo in un palazzo reale; non so se la foto sia stata scattata lì, ma insomma tocca adattarsi. In compenso potete vedere gli unici ospiti più o meno italiani; Aimone e Olga di Savoia-Aosta. Sono in terza fila, sul lato destro, alle spalle della infanta Cristina e di Nikolaos di Grecia (un po’ italiano anche lui, essendo nato a Roma). Italiani, ma anche loro parte della famiglia: il nonno della sposa, re Pavlos, e la nonna di Aimone, Irene, erano fratello e sorella, e il padre di Olga, Michele di Grecia, recentemente scomparso, un loro cugino.
(Ph: Hanne Juul)(Ph: Hanne Juul)
Molte invitate eleganti, altre meno, ma ad attirare l’attenzione generale sono state le borsette di Anne-Marie e della sorella Benedikte, create esclusivamente per loro dalla sorella maggiore di entrambe, Margrethe. Che in questo modo è riuscita ad essere in qualche modo presente nonostante fosse bloccata a Copenaghen dal recente incidente domestico con conseguenti fratture. La creatività della regina emerita è ben nota, e molte signore, non solo di famiglia, hanno ricevuto in omaggio una borsa ricamata da lei – direi con la tecnica del petit point – caratterizzata dall’iniziale (o dalle iniziali) del nome della destinataria.
(Ph: Hanne Juul)
Questa è quella donata alla nuora Mary, e ora sapete qual è il nuovo oggetto del desiderio di Lady Violet (che con tali iniziali potrebbe sempre ripiegare su Louis Vuitton, ma che banalità!).
Lo sposo con i suoi fratelli/amici/garçons d’honneur. Diciamo che il tight sarebbe meglio fatto su misura, e soprattutto sarebbe meglio che il sarto sapesse come si fa. Un quadretto che mi ha evocato l’arrivo in chiesa di Mike Tindall, che andava a sposare Zara scortato dai compagni di squadra (la nazionale inglese di rugby). Inarrivabili.
Concludendo questa breve carrellata, una foto che mi ha fatto sorridere. Invecchiando Anne-Marie mi ricorda sempre di più mia madre; somiglianza non così evidente quando era in vita, dato che tra le due c’erano una ventina d’anni di differenza. Ora che Anne-Marie ha quasi l’età in cui lei è mancata, ce la rivedo molto.
Ecco, quando mia madre baciava qualcuno, spesso faceva la stessa smorfia. Secondo me perché non si trovava troppo a suo agio in questa forma di intimità con estranei, o se l’altro era troppo impetuoso, come in questo caso il neogenero Matthew, che da quello che si è visto ieri di secondo nome dovrebbe chiamarsi Irruenza.
In fondo, come diceva il grande scrittore, Tutte le famiglie felici si somigliano.
Sabato ci eravamo chiesti dove fosse finito il Re di Danimarca, scomparso per tutto il weekend a causa di un viaggio all’estero non meglio definito, lasciando a casa la moglie Mary nel ruolo di reggente a tenere insieme la real baracca.
Ieri il mistero è stato rivelato: il sovrano era in Germania, ospite del cugino Gustav zu Sayn-Wittgenstein-Berleburg, figlio della principessa Benedikte. Ragione della sortita, più che una rimpatriata tra cugini o una visita ai pupetti – Gustav e la moglie Carina sono genitori di due bimbi piccoli – l’occasione del passaggio delle Porsche impegnate nel rally Röhrl-Klassik. Immagino organizzato da (o in onore di) Walter Röhrl, pilota di rally così celebre che ancora gli chiedono l’autografo, come si vede nella foto.
Mi permetto di fare una domanda, anzi due: non si faceva prima a rendere noti meta e scopo del viaggio senza che tutto il mondo pensasse a un weekend di adulterina passione? E soprattutto, Frederik, ma veramente vuoi iniziare pure tu ad allacciarti i pantaloni sotto la panzetta? No dai, questo sarebbe veramente imperdonabile.
Una volta l’anno i capi dei tre stati del Mediterraneo nordoccidentale – Italia, Spagna e Portogallo – si riuniscono per il simposio del COTEC (acronimo di COmpetitività TECnologica), fondazione che si occupa di tecnologia e competenze, in uno dei tre Paesi che ospitano le sedi della fondazione stessa. Quest’anno tocca alla Spagna ospitare l’incontro, e sia gli account social del Quirinale, sia quelli della Casa Real sono pieni di belle foto del Presidente e del Rey, mentre per ora non ho visto il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa.
(Ph: Casa de S.M. el Rey)
Sede dell’incontro Las Palmas de Gran Canaria, le cui strade El Rey e il Presidente hanno percorso ieri: una bella visita con bagno di popolo e di cultura per due uomini che al di là degli ottimi rapporti tra il loro paesi evidentemente si stimano molto, e secondo me si piacciono proprio.
(Ph: Casa de S. M. el Rey)
Guardandoli insieme ovviamente si nota la differenza d’altezza; d’altra parte El Rey è 1,97 e difficilmente trova qualcuno alla sua altezza. Questa volta però secondo me l’ha trovato, dato che Mattarella non sarà altissimo, ma per molti aspetti è un gigante. E alla fine l’autorevolezza, e anche direi la consapevolezza di sé fanno la differenza.
(Ph: Casa de S.M. el Rey)
Questa piccola riflessione è nata non solo per le belle foto, ma anche per un evento che si celebra oggi e che con quanto scritto finora non c’entra nulla: i novant’anni di Sophia Loren. .
Tra i molti aneddoti sulla diva quelli di Enrico Lucherini, decano degli uffici stampa dedicati al cinema; oggi ha raccontato qualcosa già nota, cioè i cattivi rapporti tra Sophia e Marlon Brando, che resero un inferno il set di La contessa di Hong Kong, finito in un mezzo flop nonostante la presenza delle due star e la direzione addirittura di Charlie Chaplin. Ebbene, una delle ragioni dei malumori era il fatto che Marlon soffriva l’essere più basso di Sophia. Mentre il di lei marito Carlo Ponti, anche lui bassetto, non ebbe mai tali problemi anzi, teneva che tutti potessero ammirare la bellezza della compagna. E con lui tanti altri uomini che non temono il confronto ma anzi amano mettere in risalto le qualità di chi hanno accanto. Insomma, genetica a parte ognuno ha l’altezza che si merita, e tanti auguri a Sophia!
Il ritorno dell’autunno nel calendario royal segna praticamente dappertutto, seppure in date diverse, la ripresa della piena attività politica con la riapertura del Parlamento. Oggi è toccato ai Paesi Bassi con il Prinsjesdag, giorno in cui davanti agli Stati Generali il monarca pronuncia il discorso programmatico per l’anno a venire. Praticamente la nostra Finanziaria, ma con moooltooo più sfarzo: signori in tight e signore in lungo da giorno, con cappello (o acconciatura) e le insegne del massimo Ordine che hanno a disposizione: quello del Leone dei Paesi Bassi per Máxima e le ragazze, quello della Casa d’Orange Per Laurentien.
Con i sovrani, come l’anno scorso (Prinsjesdag o Damiesdag?) ci sono le due figlie maggiori, oltre al principe Constantijn – fratello del re – con la moglie Laurentien. La prima notizia è che anche Catharina-Amalia ha ceduto definitivamente al fascino del capedress firmato Safiyaa. Eccola col modello Sarita: il colore le dona moltissimo e lei sta diventando uno splendore.
Poi certo il modello è molto da sera e poco da giorno (lo stesso identico abito è stato visto un paio di settimane fa addosso a Sarah di York, per una serata in Svezia), sensazione peggiorata dal sandalo che lascia il piede quasi completamente nudo; però mi piace l’idea di fermare i capelli con un cerchietto superlow cost (Bijoux Brigitte, euro 9.90).
Alexia in rosso si è infilata un abito indossato dalla madre più di vent’anni fa; a me le rosse in rosso piacciono, mi perplimono assai i capelli così phonati e cotonati, effetto cofana anni ’60.
Quasi sobria Máxima che sceglie un abito azzurro ghiaccio di Claes Iversen con calottina abbinata. Tutto sommato andava bene – e pure meglio – così, in purezza, invece è stato arricchito da un fiocco monstre. Con un’aggravante: nemmeno la regina resiste al resistibilissimo fascino dei sandali; d’altronde lei è così, prendere o lasciare, e noi prendiamo!
Abito fucsia e cappellino in tinta per Laurentien, sia mai che passi inosservata! La mise è del brand tedesco Talbot Runhof (composto da Johnny Talbot & Adrian Runhof); se almeno avessero evitato quei tocchi di pizzo… In compenso lei è l’unica delle royal ladies a portare le scarpe chiuse, e non è poco.
Insomma, se in Svezia per l’inaugurazione del Parlamento ci si veste di bianco e nero, ispirandosi ai vecchi abiti di corte (l’avevamo raccontato qui La foto del giorno – 25 settembre) in Olanda domina il colore, vincono le signore, trionfano le ragazze.
Oggi Prince Harry The Duke of Sussex entra negli anta, e contrariamente a quanto da molti ipotizzato (Lady Violet invece dubbi ne aveva pochi) da Buckingham Palace sono arrivati gli auguri, accompagnati da una bella fotografia del festeggiato.
Henry Charles Albert David nasce a Londra, al St. Mary’s Hospital di Paddington, come il fratello, i nipoti e qualche cugino. Sin dalla nascita la stampa si accanisce sul rapporto padre/figlio, rivelando che Charles avrebbe voluto una femmina, e che rimase perplesso davanti ai capelli rossi, più Spencer che Windsor. La testa rossa è anche alla base di uno dei più odiosi pettegolezzi che girano da quattro decenni, che cioè il piccolo principe fosse figlio naturale dell’irrimediabilmente rosso Maggiore Hewitt, istruttore di equitazione di Diana poi promosso dall’infelice principessa a più personale e intimo incarico. La storia, scandagliata in ogni più piccolo dettaglio, rivela che la relazione tra Diana e il maggiore iniziò ben dopo la nascita di Harry, dopo la quale si manifestò la prima grave crisi nel matrimonio dei Principi di Galles. Harry era veramente troppo piccolo quando perse la madre, e nonostante tutti i tentativi di proteggerlo messi in atto dal padre adolescenza e giovinezza non sono state semplici. Probabilmente la vita militare è ciò che gli si confaceva di più, sicuramente una delle cose che ha amato di più. Abbondantemente superati i trent’anni ha incontrato quella che sembrerebbe la donna della sua vita, Meghan, con la quale, nonostante le origini che più diverse non si potrebbe, ha notevoli punti di contatto, a partire da una famiglia di provenienza, diciamo così, complicata. Con lei ha deciso di lasciare Londra e approdare in California; il timing, e non per colpa loro, è stato francamente disastroso: prima la pandemia, che ne ha limitato fortemente le eventuali attività, poi la morte di Queen Elizabeth e infine la doppia malattia che all’inizio di quest’anno ha colpito King Charles e Catherine; situazioni queste ultime che avrebbero dato ai Sussex quella visibilità e quella autorevolezza a lungo cercate. Come sapete non sono particolarmente appassionata alle attività di Harry&Meghan, che in genere non mi sembrano particolarmente interessanti, Invictus Games a parte, il progetto cui Harry probabilmente tiene di più, sicuramente quello che lo rappresenta meglio. Oggi il principe festeggerà in famiglia, con i suoi bimbi Archie e Lili che ha spesso definito come il più bel dono che la vita gli ha fatto. A Natale la famigliola è stata invitata dallo zio Charles Spencer; accetteranno l’invito e passeranno le feste di fine anno nel Regno Unito? Vedremo, intanto auguri a questo splendido quarantenne.
P.S. oggi è un giorno ad alto tasso di royal compleanni: la Reina Letizia compie 52 anni e Daniel, consorte di Victoria di Svezia, ne compie 51. Mi perdoneranno se li cito solo en passant, ma i compleanni a cifra tonda hanno sempre la precedenza!
Meno di una settimana fa ragionavamo sul fatto che probabilmente tutti ricordano dov’erano quando la BBC diede la notizia della morte di Her Majesty Queen Elizabeth II (La foto del giorno – Due anni); Lady Violet ha abbastanza anni e abbastanza memoria da ricordare anche quando arrivò la notizia della morte di Grace de Monaco.
O meglio, ricordare quel momento sospeso tra l’incidente, la mattina di lunedì 13 settembre, la morte della principessa, la sera del giorno seguente, e la diffusione della notizia, la mattina del 15. Ricordo della rivista che per battere la concorrenza, quando Grace era ancora in vita, uscì con l’atroce titolo “Grace e Stefania vive per miracolo”, e il pezzo per il TG1 di Lello Bersani, esperto di cinema e di costume, il cui incipit (cito a memoria) era qualcosa tipo: Musa di Hitchcock e vincitrice di un Oscar, un’attrice non può volere di più; moglie di un sovrano e madre di tre bei figli, una donna non può volere di più. Tutto vero, ma una vita banalizzata così mi fece una grande impressione.
Come sarebbe accaduto 15 anni dopo per Diana – ma con toni molto più soft – si parlò di complotto, nella fattispecie della volontà di tacere che responsabile della morte della madre fosse la diciassette Stéphanie, alla guida senza patente. Dopo tanti anni la verità sembra acclarata in tutta la sua straordinaria banalità: madre e figlia partono verso le 9.30 dalla residenza di Roc Angel; la principessa deve partecipare ad un ricevimento e decide di adagiare sul sedile posteriore l’abito che deve indossare, perfettamente stirato. Dunque si mette lei direttamente alla guida della Rover, con la figlia accanto. Poco dopo l’auto sbanda, rompe il guard rail e precipita per una quarantina di metri nella sottostante scarpata, ribaltandosi varie volte. Stéphanie viene estratta nell’unico modo possibile, dal finestrino del guidatore (da qui il sospetto che guidasse lei). Ha fratture varie ma se la cava mentre Grace appare subito in condizioni disperate. L’autopsia rivelerà due distinte emorragie cerebrali; una probabilmente causata dall’incidente mentre l’altra potrebbe essere causa stessa dell’incidente: la principessa, che aveva lamentato forti mal di testa nei giorni precedenti, potrebbe aver avuto un ictus o un’ischemia, perso i sensi e dunque il controllo dell’auto. Si conclude così, in modo assurdamente “normale” una vita per molti aspetti straordinaria, Stéphanie, risanata nel corpo, si trascinerà a lungo le conseguenze di quel giorno, responsabile di molta della sua infelicità e delle sue stranezze, che solo ora, alla soglia dei sessant’anni, sembra aver superato trovando la pace. Per Lady Violet fu la fine di un sogno, ma l’incanto di quella bellezza così perfetta e inimitabile, resterà per sempre.
Trovate qui il ricordo per il quarantesimo anniversario, e link ad altri articoli su di lei: 40 anni senza Grace