Compie oggi 68 Caroline de Monaco. La più bella, la più ammirata, la più fotografata principessa della sua generazione. Anche la più invidiata, finché la vita ha iniziato ad assestarle colpi a ripetizione.
(Ph: Manuele Mangiarotti/IPA-agency.net)
Nata il 23 gennaio 1957 nel massimo privilegio di una ricchissima famiglia regnante, e nella massima scomodità dell’essere figlia di una delle più belle donne del mondo – se non la più bella – non si è mai fatta imbrigliare dal ruolo e ha fatto (quasi) sempre di testa sua. Dallo sciagurato matrimonio con Philippe Junot alla fuga d’amore con Guillermo Vilas, fascinoso tennista argentino.
(Ph: Getty Images)
Fino a oggi, alla testa nature e alle rughe portate con nonchalance e – secondo me – persino una certa divertita noia rispetto a qualche reazione. Ancora chic come poche, pochissime, la silhouette sottile infilata in abiti couture, quasi sempre Chanel. Ma anche con mise molto più semplici e informali quando l’occasione lo consenta: Lady Violet l’ha incontrata più di una volta a Capri, in blusa pantaloni di lino e cappello panama.
Innamorata, riamata, tradita, corteggiata ma anche abbandonata, insomma come tutte noi, più o meno, il che alla fine ce la rende vicina, forse anche aldilà dei suoi desideri.
(Ph: Karl Lagerfeld)
Ebbe la fortuna di incontrare il grande amore, e visse la tragedia di perderlo. Rimase con tre figli piccolissimi, bellissimi e biondissimi – cui se ne aggiunse una quarta, Alexandra, dal terzo marito – che le hanno dato sette nipoti, e credo siano uno dei suoi interessi principali. Insieme alle attività culturali che promuove nel Principato.
Sempre meno attiva sulla scena monegasca, oggi non è mancata al funerale di Didier Guillaume, sessantacinquenne politico francese che a settembre era diventato Ministro di Stato (cioè capo del Governo) di Monaco, il 21 dicembre aveva sposato la compagna Béatrice Frecenon e il 17 gennaio è morto all’improvviso.
Vestita rigorosamente a lutto, il capo coperta dalla mantiglia di pizzo che tante volte le abbiamo visto.
E speriamo che domani sia davvero un altro giorno; almeno un giorno sereno.
Quando ho visto questa fotografia, la prima reazione è stata trovarla interessante, la seconda pensare “che Dio li benedica!”.
(Ph: Det kongelige hoff)
Andiamo per ordine: il signore a sinistra è Re Harald di Norvegia, e ieri ha ricevuto a Palazzo il signore a destra. Che è il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede. A favorire l’incontro è stata l’ordinazione episcopale di Fredrik Hansen, nominato da Papa Francesco vescovo coadiutore della diocesi di Oslo per supportare l’attività dell’anziano vescovo Berndt Eisvig e succedergli non appena andrà in pensione. Il cardinale Parolin ha raggiunto la Norvegia proprio per consacrare il nuovo vescovo; e il suo ruolo di Segretario di Stato, assimilabile a quello di primo ministro, spiega l’incontro col sovrano. Naturalmente Harald non è cattolico ma protestante – luterano, per l’esattezza – però considerando tutto ciò che è accaduto a lui e alla sua famiglia negli ultimi mesi un soccorso divino, da chiunque sia favorito, immagino sia sempre il benvenuto. Lo scorso febbraio, in vacanza in Malesia per festeggiare l’ottantasettesimo compleanno, il sovrano era stato ricoverato d’urgenza e gli era stato impiantato un pacemaker; l’estate è stata allietata dalle nozze della figlia Märtha Louise col sedicente sciamano Durek Verrett e l’autunno funestato dai gravi problemi legali di Marius Borg Høiby figlio di primo letto della principessa ereditaria Mette-Marit. Il nuovo anno è poi iniziato col ricovero della regina Sonja per problemi cardiaci che hanno richiesto l’applicazione di un pacemaker anche a lei (Sonja è stata operata giovedì, è andato tutto bene ed è già tornata a casa).
Quanto al cardiale, ieri era il suo compleanno: settant’anni tondi tondi festeggiati in modo veramente regale. Dunque auguri a tutti, e che Dio li benedica.
Chiedo venia per il ritardo, probabilmente ormai lo sapete tutti, ma siccome ho aspettato un anno per scrivere questo post, lo scrivo comunque.
Catherine e’ guarita!
Oggi è stato un giorno per me pieno di impegni; sono uscita con la notizia che la Principessa di Galles – che ha appena compiuto 43 anni – aveva scelto come prima uscita pubblica la visita al Royal Marsden, l’ospedale oncologico in cui è stata curata e che è appena diventato patronage dei futuri sovrani.
Rientro a casa e scopro che Catherine ha annunciato di essere in remissione. Perdonatemi se non aggiungo nulla, ogni commento sarebbe superfluo.
Ma auguro a chiunque si trovi nella stessa situazione di poter vivere la stessa gioia. Presto.
Questa mattina dal porto di Cadice è partita la Juan Sebastián de Elcano, nave scuola della marina militare spagnola, che ha iniziato la crociera di addestramento: sei mesi di navigazione che toccheranno molti porti nel continente americano.
(Ph: Casa de S.M. el Rey)
Notizia che ci interessa in quanto tra i 75 guardiamarina c’è la diciannovenne Leonor, che ripercorre la strada già fatta dal padre, e dal nonno prima di lui. Grande emozione per tutti a partire dalla Reina, che non ha trattenuto le lacrime e – come le accade da un po’ – si è mostrata molto più emotiva di come eravamo abituati a vederla.
(Ph: Robert Smith)
Come pure ci stiamo abituando, ai gesti affettuosi tra lei e il marito, che non sono mancati in questa giornata in cui l’allegria si è mischiata alla commozione, e immagino appena una punta di tristezza; sei mesi senza vedere la figlia sono tanti, ha dichiarato Letizia. La maturità di questa coppia mi sta piacendo molto; all’epoca delle nozze non molti avrebbero giurato sulla durata di questo matrimonio: troppo rigida e “dura” lei, in contrasto col carattere di lui, che sembrava schiacciato dal soffocante amore materno e dal confronto con l’energia paterna.
(Ph: Casa de S.M. el Rey)
E invece si sono trovati, e mi sembra che vivere insieme abbia favorito una positiva evoluzione di entrambi. Poi certo anche altri fattori hanno contribuito, a partire dalla rivelazione delle numerose opacità – chiamiamole così – della vita di Juan Carlos, delle sue vicende amorose e, soprattutto, di quelle economiche.
(Ph: Robert Smith)
È notizia di questi giorni il conferimento del Toson d’Oro, massima onorificenza spagnola, alla Reina Emerita Sofía, la seconda a ricevere tale onore da Rey Felipe, dopo la nipote Leonor, che pone la ex sovrana in una ristretta compagnia femminile composta dalle tre regine regnanti del dopoguerra: la defunta Elizabeth II, Margrethe II e Beatrix dei Paesi Bassi. Accanto agli indubbi meriti da sovrano di Juan Carlos, l’aspetto che più mi ha deluso di lui è la poca considerazione (ma sarebbe meglio dire disprezzo) mostrato verso le donne, sua moglie in primis, solo in parte giustificabile con l’appartenenza del Rey a una generazione in cui gli uomini si ritenevano in diritto di tradire le compagne. Cosa che hanno fatto in moltissimi, reali e commoner, ma con più eleganza e più rispetto. Per cui il rispetto, la considerazione e la tenerezza che Felipe mostra nei confronti delle sue donne arriva davvero come legge del contrappasso. E a conferma di ciò, ecco il re commosso alle lacrime mentre saluta la sua bambina (e grazie all’amica che mi ha segnalato il video). https://stories.europapress.es/newstory/reels/71f38898afee0e6bd384
Non può che essere dedicata a lei la foto di oggi, a lei che chiude un pesantissimo anno e ne inizia un altro. che speriamo sia una vera rinascita.
(Ph: Matt Porteous)
Oggi Catherine The Princess of Wales compie 43 anni, e la sua famiglia la celebra con una bella foto inedita, scattata qualche mese fa a Windsor da Matt Porteous. Jeans, camicia bianca, blazer e sciarpa a quadretti, all’anulare sinistro l’anello di fidanzamento; Catherine mostra il grazioso sorriso che non è mancato quasi mai, lo sguardo ancora un po’ affaticato ma sereno. La fotografia è accompagnata sui social da un messaggio scritto personalmente dal marito (come si capisce dalla W che lo firma): “To the most incredible wife and mother. The strength you’ve shown over the last year has been remarkable. George, Charlotte, Louis and I are so proud of you. Happy Birthday, Catherine. We love you. W” (Alla più incredibile delle mogli e delle madri. La forza che hai mostrato durante tutto l’anno passato è stata veramente notevole. George, Charlotte, Louis e io siamo così fieri! Buon compleanno Catherine, ti amiamo).
L’anno scorso il compleanno della Principessa di Galles passò sotto relativo silenzio, dato che eravamo concentrati sull’imminente cambio della guardia a Copenaghen (Le donne del giorno). Ora sappiamo che il dramma era già in atto: uno degli ultimi giorni di dicembre un’auto proveniente da Sandringham aveva raggiunto il King Edward VII’s Hospital, nel centro di Londra; a bordo probabilmente Catherine, che il 17 sarebbe stata ricoverata alla London Clinic per un intervento chirurgico all’addome (Breaking News – Chirurgia per la Principessa di Galles). Lo stesso giorno veniva annunciato il ricovero del Re nello stesso nosocomio per trattare un problema alla prostata (Breaking News – Ce n’è un’altra); oggi sappiamo che in entrambi i casi ai regali pazienti fu diagnosticato un cancro: iniziava così per i Windsor un annus horribilis da far impallidire il famigerato 1992.
Auguri di amore serenità salute e lunga vita a Catherine. E a tutti coloro che come lei hanno affrontato -o stanno ancora affrontando – la malattia; che questo nuovo anno sia davvero una rinascita.
È Natale, e se ovviamente tutte le famiglie reali festeggiano, è quella britannica la protagonista della giornata. Col tradizionale discorso del monarca, e con la camminata che porta la Royal Family alla messa nella chiesa di St.Mary Magdalene, non lontano dalla residenza di Sandringham.
(Ph: Getty Images)
Che si è svolta come sempre, con il percorso delineato dalle tante persone che sfidano il freddo di dicembre pur di vedere i reali e fare loro gli auguri. Con qualche assenza significativa ancorché annunciata, come quella del Duca di York, e qualche presenza confermata a sorpresa: quella della figlia Beatrice col marito Edo Mapelli Pozzi. Il primo caldamente invitato a restarsene a casa dopo l’ultima sciocchezza compiuta (e magari fosse davvero l’ultima…) cioè l’aver aperto il proprio inner circle e le porte delle residenze reali ad un uomo d’affari cinese sospettato di essere una spia; la seconda data in vacanza con la famiglia del marito, poi sconsigliata dai medici per via della gravidanza.
Se il colore di questa stagione è generalmente considerato il bordeaux, per i Windsor deve invece essere il verde scuro, tonalità scelta sia dalla Queen Consort sia dalla Principessa di Galles per due cappotti abbastanza simili, entrambi già indossati in precedenza (quello di Catherine è Alexander McQueen), completati da cappelli verdi anch’essi, stivali guanti e borsa nera (quella di Camilla è Chanel).
(Ph: Getty Images)
La principessa ha aggiunto anche una sciarpa scozzese sui toni del verde e del blu, che richiama il deliziosissimo cappottino della figlia, altissima come i due fratelli.
(Ph: Aaron Chown – PA Images//Getty Images)
Tartan anche per la Princess Royal, nel suo caso una gonna a pieghe scaldata da un bel giaccone rosso. Anne è la dimostrazione plastica di cosa sia lo stile, che ha a che fare più con la consapevolezza di sé che con i vestiti (e men che meno con a sempre difficilmente definibile eleganza).
(Ph: Aaron Chown – PA Images//Getty Images)
Poche cose mi piacciono meno dei cappotti azzurri; evidentemente la Duchessa di Edimburgo non lo sa, o non mi avrebbe dato questo dolore. Anche se va detto che ciò che ammazza definitivamente la sua mise è quel cappello bizzarramente piazzato sulla testa. Mi fa pensare a uno shtreimel, quel copricapo di pelo indossato in alcune occasioni speciali dagli ebrei ortodossi; molto graziosa la figlia Louise, in cappotto color cipria e berretto bianco latte. Mi sembra che la fanciulla stia definendo il suo stile, quando capirà che non è sempre necessario portare quelle scarpine saremo a buon punto.
(Ph: Aaron Chown – PA Images//Getty Images)
La futura mamma Beatrice sceglie un cappotto cammello con cintura in vita che la ingoffa il giusto, ma siccome son tutte belle le mamme del mondo va bene così. Invece mi permetterei di suggerire al marito Edo un cappotto o almeno un giaccone, perché ha l’aspetto di chi sta congelando. Adorabile il piccolo Wolfie.
Più che bordeaux – come ho letto da qualche parte – a me sembra melanzana la mise di Zara Tindall, colore che le dona moltissimo. Eccessiva la decorazione del cerchietto – che mi sembra simile a quello della cugina Bea – ma lei da brava amazzone è in grado di domare e controllare quasi ogni eccentricità.
(Ph: Aaron Chown – PA Images//Getty Images)
Presenti anche i figli della principessa Margaret: Lord Snowdon è il signore col cappotto cammello mentre la sorella Lady Sarah, che si intravvede accanto a lui, è arrivata col marito Daniel Chatto e i due figli. Il maggiore Samuel è in compagnia di quella che è probabilmente la sua ragazza, la giovane artista di origine armena Eleanor Ekserdjian. Il minore Arthur, che fa il personal trainer (e direi che si vede) cammina fianco a fianco con nientepopodimenoché il colonnello Johnny Thompson, per la gioia di alcune delle mie lettrici. Quando si dice un finale col botto!
(Ph: WPA Pool/Getty Images)
Alle tre del pomeriggio del giorno di Natale la BBC tradizionalmente trasmette il discorso del monarca, registrato in precedenza. Nel suo breve speech King Charles si è augurato che la pace torni presto in Ucraina, in Medio Oriente e in Africa (vi ricordo che il sovrano britannico “regna ma non governa” per cui non è che possa fare molto di più), poi ha ringraziato i medici e gli infermieri che lo hanno seguito per tutto l’anno nella sua lotta contro il cancro. Come sede per il discorso di quest’anno è stata opportunamente scelta la Fitzrovia Chapel nel centro di Londra, edificio ottocentesco che anticamente era la cappella del Middlesex Hospital. E qui scatta una riflessione: abbiamo più volte ragionato sul fatto che Queen Elizabeth II fosse diventata lei stessa l’incarnazione monarchica, per cui anche i suoi discorsi seguivano un canovaccio sempre simile. Argomenti a parte – ovviamente adeguati allo scorrere del tempo – era in qualche modo la rappresentazione della monarchia, che celebrava sé stessa. Alla fine non era particolarmente importante cosa dicesse, ma che parlasse, tanto era forte il suo valore simbolico. Charles secondo me utilizza diversamente il linguaggio del simbolo: la scelta di quest’anno è chiara, ma penso che lui si sia datala missione di avvicinare la monarchia ai cittadini, cercando e trovando di volta la materia, il linguaggio, il modo e il luogo per comunicare, Se è come io penso, sta trasformando la sua debolezza, soprattutto paragonata alla forza materna – e cioè il limitato carisma, l’autorevolezza che probabilmente non avrà il tempo di conquistare, anche la scarsa simpatia che le sue scelte personali hanno generato – nel suo punto di forza, e nella chiave di rinnovamento della monarchia. Se è così, il suo regno sarà magari non particolarmente lungo, ma potrebbe essere più significativo di quanto ci aspettiamo.
Come da tradizione, oggi King Charles ha riunito in un lunch a Buckingham Palace la famiglia allargata per scambiarsi gli auguri di Natale. Quando c’era The Queen l’appuntamento segnava anche gli ultimi giorni a Londra prima del trasferimento a Sandringham, dove Elizabeth II trascorreva le feste di fine anno, trattenendosi di solito fino al 6 febbraio, anniversario della morte dell’amatissimo padre. Nei prossimi giorni anche Charles e Camilla raggiungeranno la residenza nel Norfolk, dove il giorno di Natale, accompagnati da fratelli (tranne Andrew) figli e nipoti, ascolteranno la messa nella vicina chiesa di St. Mary Magdalene. L’incontro di oggi per tradizione resta privato, per cui le uniche fotografie sono quelle degli invitati che raggiungono Buckingham Palace in auto. Assente anche qui il Duca di York, dopo il recente, ennesimo scivolone (Parenti serpenti, pure un po’ allocchi), c’erano però le sue figlie, che trascorreranno il Natale non a Sandringham, ma probabilmente con le famiglie dei mariti.
In ogni caso la foto più bella di oggi è questa, con Augustus Brookbanks con cappello babbonatalesco d’ordinanza, addormentato sul sedile posteriore. C’era anche Beatrice; a lei e al marito Edo il 2025 porterà il secondo bebé, atteso per l’inizio della primavera.
Il re e la regina sono arrivati su due auto diverse. Vi ricordo che loro continuano a vivere a Clarence House; Charles ha il suo ufficio a Buckingham Palace, mentre Camilla ci va quando ha qualche impegno. In ogni caso è un piacere vedere la regina ristabilita dall’infezione polmonare che l’ha colpita di recente. È pure vestita di viola…
E a proposito di tradizioni reali, oggi Philip Treacy – geniale creatore di favolosi cappelli nonché cappellaio di fiducia di Camilla – ha annunciato di aver ottenuto il Royal Warrant come fedele fornitore della regina.
(Ph: Instagram @philiptreacy)
Perdonatemi la brutta foto ma è un fermo immagine dalla pagina Instagram di Treacy, un vero artista della modisteria. È stato lui stesso ad annunciare la notizia e Lady Violet che lo adora – e divide con lui la data del compleanno – ne è assai felice.
Sono a Roma i sovrani di Spagna per una visita di stato di due giorni. Oggi l’incontro con le massime autorità e il discorso davanti alle Camere riunite, domani Felipe e Letizia si trasferiranno a Napoli, dove el Rey riceverà il dottorato di ricerca ad honorem in Scienze sociali e statistiche dalla università Federico II, che quest’anno festeggia 800 anni di vita. Questa sera la cena di gala al Quirinale, ma non vedremo diademi, in ossequio al Paese ospitante che non è monarchico (e mi sembra che Letizia in questi casi non si faccia pregare, anzi).
Posso dire che non mi piace nessuna delle due? Letizia sfoggia un tailleurino in stile anni ’80, caratterizzato dalle ricche spalle e dai ricami sul davanti, con gonna lunghetta, in un improbabile rosa confetto, firmato Carolina Herrera. Laura Mattarella con uno dei suoi abiti tirati fuori da chissà dove, arricchito in esterno da una breve cappa bordeaux.
Ogni considerazione passa però in secondo piano davanti allo spettacolo di questa immagine, con Roma nella sua veste migliore che occhieggia dalle finestre. E devo dire che in questa sinfonia di colori polverosi – il verde dei tendaggi, il grigio delle poltroncine – le tonalità rosate delle mise delle due signore hanno un loro perché.
Questa foto ce la metto non perché mi piaccia particolarmente, ma perché almeno il ministro Crosetto regge adeguatamente l’altezza di Felipe, cosa non scontata.
Che vi devo dire, purtroppo la foto ma che te ridi? non manca quasi mai.
Gli anglicani non celebrano l’Immacolata – e men che meno il Re che della Chiesa è il capo – ma oggi è stata diffusa l’immagine del cartoncino di auguri delle Loro Maestà, ed essendo il giorno che per noi apre davvero il periodo natalizio, direi che cade proprio a fagiuolo.
Sorridenti, sereni, Charles e Camilla hanno selezionato per gli auguri una fotografia scattata ad aprile da Millie Pilkington nei giardini di Buckingham Palace.
In aprile il re stava affrontando la sua battaglia contro il cancro, e Catherine aveva appena rivelato la sua. E avevamo saputo del melanoma di Sarah di York, giunto pochi mesi dopo la diagnosi di tumore al seno. Da allora ci sono stati anche il trauma cranico di Anne e l’infezione polmonare da cui Camilla non è ancora guarita perfettamente.
Insomma un anno complicato e doloroso, per cui questa immagine è secondo me una scelta assai convincente, visto che guardandola la prima parola che mi viene in mente è serenità: che è l’augurio migliore che si possa fare a loro, e anche a noi.
Sono in ritardo di un giorno, ma siccome le foto sono belle, e soprattutto riguardano eventi lieti, vane la pena di proporvele.
(Ph: Vlad VDK)
Ieri Philippe e Mathilde hanno festeggiato le nozze d’argento, 25 anni di matrimonio, di cui 11 sul trono belga. Si sono sposati infatti il 4 dicembre 1999, primi tra i sovrani della loro generazione. L’annuncio del fidanzamento giunse a sorpresa – credo anche per gli stessi belgi – lei sconosciuta ai più, lui non esattamente un personaggio da copertina (e avendo 39 anni considerato praticamente fuori tempo massimo). Invece si sono rivelati una coppia affiatata, equilibrata, e direi anche simpatica. Insieme hanno avuto quattro bei figli, e la loro primogenita Elisabeth sarà la prima regina regnante del Paese.
(Ph: Vlad VDK)
Con la grazia e la misura che li contraddistingue, celebrano l’anniversario con due fotografie. Lei in bianco come una sposa, evita l’effetto glucosio scegliendo una tuta che tra l’altro le abbiamo già visto alla serata di gala per l’apertura delle Olimpiadi (Le foto del giorno – L’importante è partecipare). Autore di questa mise è il fido Natan, che creò anche l’abito da sposa; ne abbiamo parlato qui: A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito.
Se la Royal Family amava i matrimoni in novembre, i reali belgi evidentemente preferivano dicembre, visto che anche lo zio di Philippe, Baudouin, sposò l’amatissima Fabiola nello stesso mese, il 15 dicembre 1960. L’ultimo mese dell’anno è quello del destino per Fabiola, che morì esattamente 10 anni fa, il 5 dicembre 2014. La casa reale la ricorda con una serie di fotografie scattate dal marito, tra le quali questa mi piace particolarmente. Lady Violet, da sempre innamorata di quel meraviglioso abito di Balenciaga (pelliccia a parte) ve la ricorda con questo post: Un royal wedding di 60 anni fa.
(Ph: Instagram @louisducruet)
E finiamo con la massima gioia: Stéphanie de Monaco è nonna per la seconda volta: Marie, moglie del figlio Louis Ducruet, ha dato alla luce una seconda bambina, cui è stato dato il delizioso nome di Constance. Come si vede dal braccialetto, la bimba è nata lunedì mattina dopo le nove, e ha trovato ad accoglierla la sorellina Victoire, di un anno e mezzo.
(Ph: Instagram @louisducruet)
L’arrivo di questa bambina mi ha fatto pensare non solo alla nonna, ma anche alla bisnonna. Grace era nata il 12 novembre 1929, avrebbe dunque 95 anni, e sarà perché conosco molte signore di quell’età immagino la felicità che le avrebbe portato la nona pronipotina.
(Ph: Instagram @louisducruet)
È andata diversamente, ma oggi celebriamo la gioia della vita.