D’accordo, a Ascot va fortissimo lo shock, piazzato il boh, e staccato di parecchio lo chic, ma se avrete la pazienza di arrivare in fondo potreste avere qualche sorpresa. Ecco dunque una rassegna, necessariamente ristretta, di ciò che si è visto nella settimana appena trascorso al concorso ippico più famoso del mondo.
Trotta trotta cavallin
Ascot è il regno dei cavalli, no? Boh
Lui il cavallo ce l’aveva, eppure ad Ascot c’è andato in treno, il pigrone! Shock
Due cuori e un cavallo, più un cavallo, più un cavallo, più un cavallo… Shock
Flower power
Il tema è piuttosto scontato, lo svolgimento meno, e Doña Ines Hernandes, dalla Repubblica Dominicana si veste da gerberona lime e shocking pink. Shock
Non mi ricordo dov’è che devo andare… boh
Si può essere eccessive in puro stile Ascot, piazzarsi in capo una rosa gigante, ed essere comunque chic.
Preferite la primavera o l’estate? Ma poi, quanto peseranno queste composizioni? Boh.
Rose rosa in testa, rosa addosso, rosa nel nome (Rosie Tapner, modella); avrei evitato i sandali alla schiava, ma la trovo piuttosto chic.
Delizioso e aereo il cappello che evoca un cestino di fiori; peccato per quegli occhiali ma ciò che si vede della mise rosa antico sembra adeguato, e poi ha i guanti! Chic
Viva viva viva l’Inghilterra
Ci sono sempre, non mi piacciono mai; quest’anno sono brutti sia i cappelli sia gli abiti. Shock
Pennacchi&Piumini
Altro grande classico dell’occasione. C’è la signora che ha sterminato una voliera, e sarebbe stata anche elegante, ispirandosi alla scena di My Fair Lady che si svolge proprio ad Ascot ma si sa, Audrey è difficilmente replicabile. Boh.
Ogni anno c’è sempre anche quella che si riempie il capo di swiffer, poi piove e non sa che fare, che notoriamente lo swiffer bagnato s’ammoscia. Ma siamo sicuri che il cartone sia impermeabile? Shock.
Quest’anno sono andati fortissimo anche i pompon: mi incuriosisce cosa abbia spinto la signora in rosa shocking a piazzare pure un fiocco sulle scarpe, temeva un’eccessiva sobrietà? Shock. La signora in giallo è elegantissima ma il cappello mi perplime assai, non in sé perché lo trovo eccessivo il giusto, ma per come le sta. Insomma, boh.
Poi c’è anche chi rispolvera i ricordi di astronomia, e coi pompon ci fa un sistema solare. Non avrei messo assolutamente quegli orecchini, ma mi piace assai. Chic.
Non solo cavalli
Va bene che Ascot è il regno dei cavalli, ma gli altri animali ce li vogliamo scordare? Nel dubbio scegliete: meglio il nugolo di farfalle shocking pink su abito in tinta e (brutti) accessori neri, o l’apecheronza con spacco malandrino? Shock + shock.
Io il mio campione, che coniuga mirabilmente il rigore dell’eleganza a quello del servizio, l’ho trovato. È lui, cane guida con cilindro, assolutamente chic.
Insieme è meglio
Perché andare da soli? In gruppo ci si diverte di più! Anche se queste signore sono ad Ascot per lavorare: fanno infatti parte dello staff. Mi piace molto l’abito arancio, anche se avrei scelto un modello più adattabile a fisici diversi, non mi fa impazzire il bolerino nero. Insomma, boh.
Abbiamo detto arancio? Magari una bella sfumatura mandarino? C’è. Chi sono queste signore, e che cosa ci fanno qui? Shock.
Ma poi perché scegliere un colore solo? Buttiamoci sulla palette dei pastello! Mettiamola così, la foto è divertente, alcune signore sono meglio di altre, ma se devo dare un parere cumulativo non può essere che shock. Però sappiate che tutte coi guanti m’avete commossa.
Sarà che io amo i colori brillanti e li preferisco decisamente ai pastello, sarà che gli abiti etnici li trovo sempre eleganti (la quarta signora è splendida), questo gruppo mi è piaciuto subito. Ma la signora col cappello giallo e quei guanti orrendi sappia che da sola l’avrei bocciata. Insieme però sono chic.
Facciamo una cosa, buttiamoci sul bianco e sono sicura che saremo tutti d’accordo. Le signore sembrano essersi ispirati alla mise Givenchy indossata lo scorso anno dalla Duchessa di Sussex e hanno fatto bene, molto belli i dettagli – cappelli e borse – che evitano l’effetto collegio, brave! Chic.
Sobrietà
A questo punto vi starete chiedendo se ad Ascot bisogna essere eccentrici per forza. Ovviamente no, ma naturalmente l’eccentricità viene fotografata di più. Però ve lo dico, sobrietà non è per forza sinonimo di eleganza, come dimostra Lady Kitty Spencer: senz’altro bello l’abito in pizzo Dolce&Gabbana (anche se gli abiti di pizzo francamente hanno stufato), però non mi piacciono gli accessori neri, e anche il cappellino Philip Treacy ha una forma che su di lei non mi convince. Boh.
La modella Georgia Fowler è sicuramente molto graziosa, e l’abito rosa antico le sta assai bene, ma non è una cosa da indossare per un pomeriggio alle corse. Anche l’altra signora è deliziosa, difficilmente si potrebbe dire che è vestita male, ma questo look da scolaretta per Ascot è veramente troppo triste. Boh per entrambe.
Non so chi siano, ma sono veramente la quintessenza dello stile British: un’immagine che rimanda dritti ai libri di Agatha Christie. Li trovo sublimi, compresso il dettaglio superchic del cestino da picnic di Fortnum&Mason. Chic e grazie per esserci.
Varie ed eventuali
Chiudiamo come ogni assemblea che si rispetti, quando si è un po’ indecisi sull’argomento da trattare. Indecisi come la supermodel Jodie Kidd, che non sapendo quale cappello scegliere ha risolto così. Boh.
E se piove? Niente paura, abbiamo l’ombrello! Boh.
E se invece fa caldo? Ovvio, un bel ventaglio e passa tutto. Nonostante il viola, shock.
La lunga settimana di Ascot finisce qui, e alla fine del viaggio vi lascio con le parole il Divino Poeta: E quindi uscimmo a riveder le stelle. Shock (sono certa che Dante mi perdonerà).
Molto bello il tessuto melange del pardessous – peccato che in nessuna foto si veda l’abito che indossa sotto – splendido il cappello ricoperto solo in parte, e arricchito da fiori gialli e bianchi; sulla spalla la Queen Mother’s Shell Brooch, una delle preferite della defunta regina. È con lei il figlio Andrew, che essendo l’unico a non avere moglie (finché dura…) si presta spesso ad accompagnarla da quando il Duca di Edimburgo si è ritirato a vita privata. Il Duca di York quest’anno è stato il più assiduo ad Ascot, ma ha partecipato parecchio anche Peter Phillips, figlio della Princess Royal.
Oggi con lui c’è anche la moglie Autumn, che come la zia Sophie non ha saputo resistere al fascino della tuta (per di più azzurra), con cappellino a quadretti Vichy: la mise non mi piace, il cappello, abbastanza, lei molto, trovo abbia un viso veramente interessante.
Her Majesty ha premiato tra i vincitori anche lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Signore di Dubai e Primo Ministro degli Emirati. Purtroppo nessuna traccia della moglie Haya e dei suoi favolosi cappelli, sarà per l’anno prossimo!
E, come già negli anni scorsi, ha omaggiato la ex suocera con uno dei suoi mitici cursty.
Her Majesty è arrivata come sempre in carrozza, accompagnata dalla nipote Lady Helen Taylor – figlia del Duca di Kent – il nipote Peter Phillips e Timothy Taylor, marito di Helen. Oggi ha scelto un colore brillante che le sta a meraviglia, il rosa carico; il taglio del pardessous di tweed rivela un abito dalla delicata fantasia floreale. Il cappello non mi piace troppo: sì alla forma ma no alle piume messe così sulla cupola; per fortuna con Sua Maestà si fa presto, basta spostare l’attenzione sulla spilla, che in questo caso è la Jardine Star Brooch: una stella a otto punte intervallate da otto diamanti.
Ci tocca contentarci di Demi Moore, che gioca a fare l’aristocratica britannica; purtroppo per renderla credibile ci vorrebbe ben altro delle sue non eccelse doti recitative. In compenso il cappello è splendido, uno dei più belli visti finora, e non mi stupisce se il creatore è il signore accanto a lei. Chi è? Philip Treacy, lui sì è che pura regalità della moda.
D’accordo, forse Her Majesty non è mai stata presa dal delirio mitologico che le attribuisce Lady Violet, ma oggi al Ladies Day rischia veramente di superarsi. Abbandonato l’azzurro indossato nei primi due giorni la sovrana opta per un raffinatissimo punto di grigio: soprabito in tessuto jacquard con ricamo di piccoli fiori oro a delineare il collo: sulla spalla sinistra è appuntata la Daffodil Spray Brooch: diamanti bianchi e gialli decorano il fiore simbolo del Galles (un messaggio dinastico?) in una spilla che le è stata donata probabilmente dal Sultano dell’Oman per il Diamond Jubilee.
Sul regal capo un bellissimo cappello in tinta con cupola ricoperta dallo stesso tessuto del soprabito e falda di chiffon plissé; la decorazione è composta da un gioco di piccole piume che ricordano spighe di grano, e piccoli fiori gialli. E potremmo quasi chiudere qui.
Senza dubbio questa tonalità di verde scuro con una punta di blu dona moltissimo al suo incarnato; l’abito in seta è semplice ma bello, e ha il pregio di esaltare la sua silhouette a clessidra distraendo l’attenzione sull’accenno di pancino che ha già innescato il totobaby. È il Mia dress di Cefinn, un brand da tenere d’occhio: la stilista è Samantha Cameron, moglie dell’ex premier e designer affermata. Delizioso
Elegante nel suo classico stile senza fronzoli: perfetto il soprabito in una tonalità chiara di ottanio, chic il dettaglio in ottanio più scuro che sbuca dallo scollo, bello il cappello in un modello che la principessa non porta spesso ma dovrebbe.
Oggi le mules Kurt Geiger – con fascetta tempestata di strass – spuntano da un abitino a righe bianche e rosa; completa il tutto un cappellino con veletta e pennacchio. Ella deciditi però, o strass pennacchio e veletta, o cotonina a righe, le due cose insieme no.
Naturalmente ci vuole altro che due gocce per fermare Her Majesty, che ha proseguito imperterrita, seduta in carrozza accanto alla nuora Camilla, dopo aver aperto uno dei famosi ombrelli Fulton: cupola trasparente perché i sudditi possano vedere il viso della sovrana, e il tocco di classe della banda e del manico in tinta con la mise regale. La Regina ne ha una collezione, praticamente in ogni colore, e la buona notizia è che se volete imitarla potete farlo senza problemi: Fulton è un classico brand inglese che distribuisce i suoi ombrelli in molti department stores, e questo modello ha un prezzo veramente popolare, una ventina di sterline.
Anche oggi preferite le mille tonalità del blu; per Her Majesty cappottino azzurro fiordaliso con bottoni dorati, cappellino in tinta con deliziosa decorazione di fiori nelle tonalità dal bianco al viola, la Prince Albert’s Sapphire Brooch e un sorriso smagliante; c’è bisogno d’altro?
La Duchessa di Cornovaglia studia da regina con garbo e misura, e il risultato è sempre molto gradevole; personalmente non amo quel punto di turchese che ormai si chiama tiffany, ma questa tonalità più chiara non mi dispiace; l’abito di Fiona Clare è tagliato bene, i dettagli – collo e polsini plissé – discreti ed efficaci, il cappello in paglia di Philip Treacy è bello ed è il modello che le dona di più. Vi prego di notare guanti e clutch color ghiaccio: sono perfetti con tutte le tinte estive e infatti da quando è arrivata la bella stagione glieli abbiamo visti praticamente sempre, il che vuol dire che è anche economa. Brava!
Il passaggio della carrozza reale è stato salutato entusiasticamente dalla Principessa Anne, in ottima forma e ottimo spirito. Evidentemente lei e la figlia Zara quest’anno si sono buttate sulla tappezzeria, ma il gioco di ramage in bianco e blu è abbastanza grafico – e lei è abbastanza sottile – da risultare piacevole.
Non hanno partecipato alla carriage procession ma c’erano anche loro, i Conti di Wessex, che proprio oggi festeggiano i vent’anni di matrimonio. Devo dire che lui con la maturità sta migliorando, lei è sempre molto graziosa e dopo qualche scivolone iniziale ha saputo conquistarsi un posto speciale nel cuore di Sua Maestà. Oggi è in bianco – un abito midi di Suzannah, che ha un inserto blu che parte dalla vita – con delizioso cappellino a pagoda decorato da paillettes bianche e blu.
Giugno nel Regno Unito è così, ogni giorno ce n’è una; oggi inizia l’appuntamento più glam dell’anno, il paradiso di ogni amante dei cappelli.
E sembra che le royal ladies si siano accordate su una sinfonia di blu con qualche – notevolissima – eccezione.
Diciamocelo, solo lei può rendere accettabili le rose blu, e così abbondanti e disordinate le trovo adorabili. Rose blu chiaro, e grigie, e rosa, più quelle azzurre del cappello per Zara Tindall, per uno di quegli abiti-tappezzeria che stanno male a chiunque.
Eugenie indossa un abito (Maje) ottanio, colore di gran moda lo scorso inverno, con divertenti dettagli gialli come la piccola toque Bundle MacLaren. Il problema qui è il fitting, veramente disastroso. La sua fortuna è che passa praticamente inosservata davanti alla mise della sorella: chemisier in pizzo con orlo asimmetrico firmato Calvin Klein con cappello da gaucho nello stesso punto di azzurro con nappina multicolor. Sprecate in entrambi i casi le Rockstud Valentino.
Cipria per la Duchessa di Cornovaglia: soprabito con applicazione perla, bellissimo cappello del fido Philip Treacy, accessori perfetti. Il collier di perle oggi ha quattro fili e fermaglio di diamanti. La mia impressione è che comunque sia vestita, Camilla sia l’unica ad avere un’allure che se non è regale poco ci manca, una signorilità innata che altre royal ladies, anche assai più giovani e graziose, si sognano.
Molto divertente e molto da corse di cavalli nella campagna inglese il tessuto a fiorellini dell’abito coordinato al cappello (che in altre foto mostra una cupola un po’ troppo rigida e squadrata), nell’insieme un’aria un po’ vecchiotta molto gradevole.
Un cappello floreale veramente mozzafiato, nel più puro stile Ascot, ma declinato in una tinta neutra che non lo rende eccessivo. Anche l’abito scelto dalla sovrana olandese è in una tonalità neutra ma calda, molto moderna e soprattutto molto adatta al suo incarnato.
Splendida; e lo sarebbe stata anche senza quegli orecchini, ma quando si parla di gioielli Máxima si merita un posto a parte. L’unica domanda a questo punto è: ma Letizia dov’è finita? Già tornata a casa? Peccato!
Che dire? Il concetto che il cappello bisogna saperlo portare temo sia estensibile anche agli uomini. Belli eh, ma certo il cappellone stile Tudor, con pennacchio, richiede un minimo di pratica. Pratica che certo non manca alle signore, abituate a ben altri pennacchi! Ecco qui riunite le principali Royal Ladies godersi lo spettacolo dei mariti che sfilano con gli altri Cavalieri.
La Contessa di Wessex in Suzannah: non le dona affatto, nonostante la linea anni ’50 le stia di solito assai bene. Il corpetto bianco la ingoffa e il gonnellone color pesca è troppo abbondante e pesante: in questi modelli l’equilibrio dei volumi è fondamentale; però il riciclatissimo cappello a disco volante di Jane Taylor è sempre bello.
La Reina Letizia forse s’è vestita così per non offuscare il marito, ma pure l’understatement va misurato. In questo caso sceglie un abito a disegni grafici della stilista sivigliana Cherubina. L’unico commento che mi viene in mente è che avrei potuto presentarle un mio zio adorato, di nome Serafino, ma purtroppo è morto (altrimenti si sarebbe divertito come un matto!). In testa un bandeau nero corredato da veletta e maxifiore, che mi sembra troppo drammatico per un abito così modesto. Peccato per la bella spilla di diamanti che tende a scomparire in quell’orgia di puntini.
La Duchessa di Cornovaglia opta per il rosa cipria ma ahimé quel gioco di impunture non la valorizza; in testa un Philip Treacy che avevamo già visto l’anno scorso il primo giorno ad Ascot, ma diciamoci la verità, ormai ne ha una collezione, tutti molto simili. In compenso porta il collier che amo: cinque fili di perle fermati da un grande topazio rosa circondato da diamanti.
Ormai ho capito come funziona con la Regina Máxima: quando sa che il marito si deve mettere il mantello per solidarietà coniugale se lo mette pure lei. In questo caso corre in suo soccorso Claes Iversen; bellissimo il colore, ma non è un modello che apprezzo, anche se forse col caldo consente di avere le braccia seminude senza sembrare. Il cappello però è pazzesco, e menzione d’onore per lei e Camilla, le uniche due dotate di guanti.
Last but not least la Duchessa di Cambridge in Catherine Walker: soprabitino bianco listato a lutto con colletto da scolaretta e inevitabile baschina arricciata; la parte inferiore è anch’essa arricciata, e sarebbe un bene se non fosse troppo corta, tanto da penalizzare anche le sue gambe. Belle le scarpe cutout (sono Prada, come quelle di Letizia), in testa un riciclo anche per lei: il cappello in paglia nera di Silvia Fletcher for Lock and Co ha debuttato sul principesco capino nel lontano giugno 2011. In generale lei mi piace spesso più delle sue mise, e poi non può mai abbassare la guardia, povera!
Insomma prima o poi bisognerà che ci andiamo anche noi ad assistere a questa cerimonia, mi sembra che tra mantelli e pennacchi si divertano tutti.
O forse no?
In attesa di vederla domani con Letizia di Spagna per la Cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera – i mariti di entrambe sono diventati Cavalieri di recente – godiamoci Máxima in tutto il suo pirotecnico splendore. L’abito verde militare (di Claes Iversen) indossato per il primo incontro col Presidente Michael D. Higgins e signora, con quel drappeggio/piega e le maniche con bracciali da gladiatore incorporati è troppo pure per lei, e tacerò sull’orlo. Shock. Non le è da meno la first lady irlandese, Sabina Coyne, in shocking pink con mantellina incorporata veramente troppo shocking. E infatti è shock.
Il giorno dopo com’è uso sono gli ospiti in visita ad offrire un ricevimento ai padroni di casa, e Máxima prosegue imperterrita con la regola del colore: loro sono o non sono gli Orange? E arancio sia! Natan le apparecchia un vestitino anni ’50 – che abbiamo già visto qualche anno fa – che non sarebbe male, se non fosse per il tessuto catarifrangente, ulteriormente evidenziato dalle calze lucide che la regina predilige. Di Natan anche le scarpe con inserto in pvc, altro caposaldo nel guardaroba di Máxima. La pettinatura a onde le dona assai, ma non basta. Shock.
Il presidente Moon Jae-in ha compiuto un tour in Scandinavia ma non temete, non vi propongo tutte le tappe, ci soffermiamo solo sul gala dinner alla corte di Svezia. Bellissimo l’hanbok, l’abito tradizionale della first lady Kim Jung-sook; di solito si vede con un giacchino corto, ma è molto elegante anche questa versione, la preferita di Kim. Chic. Il caso ha voluto che le due signore fossero anche perfettamente abbinate: l’una in blu e rosa con fascia blu dello svedese Ordine della Stella Polare, l’altra in total blue con fascia rosa del Sudcoreano Ordine al Merito del Servizio Diplomatico. L’abito di Silvia, della maison tedesca Georg et Arend, non è certo un modello innovativo ma si adatta bene al suo stile senza tempo e alla sua figura elegante; in più, la regina rivela un grande occhio per i dettagli: fashioniste questo è il vostro momento! Avete notato le scarpe della regina? Esatto, sono le immortali Hangisi di Manolo Blahnik, e proprio nella versione blu protagonista del primo film Sex And The City (anche se nella versione tacco 5). Chic.
L’erede al trono Victoria ricicla un Jenny Pakham che ricordo di averle visto durante l’incoronazione olandese, sono passati sei anni e ancora non mi piace: non le dona, il tessuto potrebbe anche essere interessante ma quel collare stile Tutankhamun è atroce. Shock.

Al Grosvenor House Hotel giovedì sera è andato in scena questo ballo di beneficenza a favore dell’infanzia, e Sarah Duchessa di York ha preso un po’ troppo alla lettera il dress code, presentandosi vestita da farfallona. Shock.
Nella Cattedrale di Siviglia ieri Sergio Ramos – capitano del Real Madrid e della Selección, la nazionale di calcio spagnola – ha sposato la compagna Pilar Rubio, giunta all’altare con un notevole bouquet nero. Tra gli invitati anche gli onnipresenti Beckham, e se Victoria voleva passare inosservata, cosa di cui dubitiamo fortemente, non c’è riuscita. A parte che a Siviglia ci saranno stati 40 gradi e lei era in maniche lunghe e collo alto, il dress code chiedeva di astenersi dai colori rosso, arancio, rosa, verde e bianco e lei cosa indossa? Abito bianco a disegni verdi e scarpe rosa. Fossi stata nella sposa il bouquet nero glielo avrei tirato in testa. Se poi l’abito vi sembra familiare naturalmente avete ragione, la fantasia è la stessa di quello indossato dalla Duchessa di Sussex nel suo ultimo impegno ufficiale prima di andare in maternity leave, il Commonwealth Day (qui trovate il post 



E chi sarà Mademoiselle Chevallier tra queste fanciulle? Non la prima a sinistra, che è Jessica Alba (in Prabal Gurung), né la dea in abito fiorato Oscar de la Renta: quella è Gabrielle Union.
Dunque il prossimo ingresso nella Famille Princière – le nozze sono state annunciate senza specificarne la data – sarà questa esotica bellezza, abbigliata in puro stile disco anni ’80: tessuto laminato bluette, scollatura ombelicale, spacco inguinale su cosciotto, manica arricciata con polsino alto. Il suo fidanzato le ha galantemente lasciato la scena, e ha cercato di passare inosservato vestendosi da necroforo. Lady Violet confessa, non vede l’ora di assistere alle nozze, sopratutto se Oncle Albert replicherà l’abitino blu da travet e la posa alla sparami in petto.