Occhio al dettaglio!

Probabilmente molti di voi, cari miei royal watcher, avranno visto le immagini del terzo garden party offerto dalla Royal Family a Buckingham Palace. Che si è contraddistinto soprattutto per due caratteristiche: la pioggia e la presenza dei giovani di famiglia, con l’onorevole eccezione dei diligenti Duchi di Gloucester.

A dare manforte al Principe di Galles, che rappresentava il re, tre delle sue cugine: le principesse York e Zara Tindall (con fratello Peter e marito Mike). In questo periodo si parla molto di un possibile loro coinvolgimento – più delle York, dotate di titolo reale, che di Zara, che è solo Mrs Tindall – nelle attività della Firm, data l’assenza di Catherine per malattia che va a sommarsi all’esilio dei Sussex, con le condizioni di salute del sovrano che hanno ulteriormente complicato la situazione.

E già che ci siamo, mentre King Charles riesce a coniugare le terapie con una discreta attività pubblica – e il 6 dovrebbe volare in Francia per l’ottantesimo anniversario del D Day, lo sbarco in Normandia – per la Principessa di Galles sappiamo solo che saranno i medici a stabilire quando potrà tornare al lavoro. Intanto ci sono le elezioni anticipate del Parlamento, fissate per il 4 luglio, che potrebbero interferire con l’attività della Royal Family, la quale per tradizione non partecipa ad eventi che potrebbero avere un valore politico e influenzare la scelta degli elettori, per cui vedremo come si organizzeranno.

Sotto la pioggia londinese Beatrice brillava con un abito rosso fragola di Beulah London e accessori neutri, coronata da un cerchietto ricamato di strass che non so perché mi fa pensare alle dame di epoca Tudor.

La sorella Eugenie aveva scelto il bianco, un modello un po’ arruffato con incerto orlo, di quelli che ammazzano qualunque caviglia; anche lei come sua sorella aveva in testa uno dei soliti bandeau, nel suo caso completato da un fiocco sulla nuca e indossato come un diadema. Basta con questi cosi, ridateci qualche bel cappello vi prego!.

Per fortuna che c’è Zara – un po’ Mary Poppins un po’ My Fair Lady – che questa volta ha incantato veramente tutti. Abito chemisier bianco già indossato ad Ascot, un delizioso cappello boater inclinato sulle ventitré, rosa come la clutch e le scarpe dal tacco alto e sottile. L’ideale per affondare nel prato bagnato.

E qui il colpo di genio: dei salvatacchi trasparenti. Io non li avevo mai visti, e voi? Se già non li conoscevate e pensate che potrebbero farvi comodo per qualche cena in giardino o una di quelle cerimonie che in questo periodo abbondano, li trovate online.

Buona serata a voi, e che il weekend abbia inizio!

Royal chic shock e boh – Una settimana di mezza primavera

Martedi 14 il principe di Monaco Albert II ha ricevuto all’Eliseo, dalle mani del presidente Macron, l’onorificenza di Commendatore dell’Ordre du mérite agricole, ordine cavalleresco prestigioso, che francamente non so se abbia ancora qualcosa a che fare con l’agricoltura. Però, ripensandoci, credo che allo Château de Marchais, proprietà dei Grimaldi nel nord della Francia, siano associate anche coltivazioni di vario genere, per cui probabilmente l’onorificenza ha più senso di quanto non sembri.

Il sovrano era accompagnato da moglie figli e sorella maggiore, a sua volta insignita della stessa onorificenza alcuni anni fa. Non c’ è una foto a figura intera, ma si può apprezzare lo stesso l’eleganza sicura di Caroline, con soprabito crema su vestitino nero, e borsetta Chanel. Che le vogliamo dire se non chic?

Charlène deve aver frainteso e ha pensato di doversi vestire in stile casual/agricolo con un tailleur pantalone scozzesone, un po’ lumberjack (che poi sarebbe il taglialegna), un po’ Scaramacai (celebre clown televisivo del tempo che fu). Shock. Assai meglio la figlia Gabriella, con un cappottino bianco Dolce e Gabbana molto più vicino allo stile della zia che a quello della madre.

(Ph: Rodrigo Freitas / NTB)

Martedì 14 è anche il primo giorno del viaggio ufficiale in Norvegia di Frederik e Mary di Danimarca, nel ventesimo anniversario del loro matrimonio. Mary sbarca dal vascello reale con cui la coppia ha raggiunto Oslo da Copenaghen (traversata fatta anche da Lady Violet tanti anni fa) nel suo più classico stile bon ton: giacchina color panna Ralph Lauren, gonna fantasia Erdem, borsetta Max Mara e i soliti stiletti Gianvito Rossi. Completa il tutto un fascinator più adatto a un matrimonio; chic ma noiosetta. Ugualmente soporifera la mise di Mette Marit, in abito Fendi color taupe con banda avorio che riprende il cappellone; data l’altezza la principessa pare un po’ un ombrellone. La trovo terribile, shock. Non si può certo parlare di noia con le due signore più agée; la regina Sonja accende la sua mise beige chiaro grazie a un soprabitino color aragosta con ramages e dettagli avorio. A ottantasette anni vorrei essere così. Ma pure a sessantasette. Chic. E come non amare la principessa Astrid che ripropone l’abito Polo Ralph Lauren che le avevamo già visto e apprezzato la settimana scorsa (Royal chic shock e boh – Special edition (parte prima), aggiungendo un cappello boater piazzato sulle ventitré. Irresistibile, l’eleganza del chissene…

Al banchetto di stato accade una cosa particolare: tutte e tre le principali signore scelgono mise che avevano indossato in precedenza, a royal wedding svedesi. La stilista di fiducia Birgit Hallstein ha rimaneggiato l’abito color lavanda con cui Mary aveva partecipato alle nozze tra Carl Philip e Sofia nel 2015. È stato aggiunto dello chiffon a coprire spalle e braccia (scelta strategica, anche se la regina danese mi sembra ancora piuttosto tonica) e il volume della gonna è stato dimezzato. Ma il senso di quell’orlo così corto? Va bene che sotto Mary porta le celeberrime Hangisi di Manolo Blahnik, ma francamente sono perplessa. Sul capo della neosovrana brilla la tiara di perle Poiré, in parure con orecchini e spilla. Non so, non mi convince, boh.

Anche Mette Marit ripropone la mise – o meglio, una parte – indossata al matrimonio di Carl Philip e Sofia: la gonna a fiori di Temperley London, che allora era abbinata a un corpino a mezze maniche rosa, ora è invece indossata con una creazione del brand francese Gunhild Paris, fondato da una stilista norvegese che ha lavorato anche per Dior e Givenchy ma non sembra proprio. Un modello che non esalta il punto vita e si allunga sulla pancia senza però raggiungere l’arricciatura della gonna. Salvo solo, per ovvi motivi, la tiara di ametista; il resto è shock.

Sonja ripropone tale e quale l’incredibile abito arancio con gonna e mantellina plissé indossata alle nozze di Victoria e Daniel di Svezia, il 19 giugno 2010; ora come allora lo ha abbinato alla sontuosissima parure di smeraldi. La adoro, ma questa volta passo, shock.

Il giorno dopo appuntamento col Primo Ministro Jonas Gahr Støre per un pranzo al castello di Akershus. Mary propone il manifesto del suo stile più classico: pencil skirt midi (Emilia Wickstead) che esalta la sua silhouette e blusa color cielo (Jesper Høvring) che illumina il viso. Le scarpe Prada replicano l’incarnato della regina a perfezione, e la clutch, Prada pure lei, non può che adeguarsi. Chic.

Tanta chirurgica perfezione finisce con l’oscurare l’onesto vestitino blu, firmato Oscar de la Renta, di Mette Marit. Ma prenderlo della propria misura pareva brutto? Boh. Chi non si fa oscurare da nessuno è la regina Sonja, con un tailleurino azzurro a bande fosforescenti. Shock, ma pur così abbigliata la sovrana non perde un grammo del suo charme.

C’è stata anche una passeggiata sul fronte del porto di Oslo, che in questi anni ha subito una profonda trasformazione con interventi architettonici ad hoc e l’apertura di istituzioni culturali di rilievo come il nuovo museo Munch o il teatro dell’opera. Très chic la regina Sonja, che da grande appassionata e sostenitrice delle arti appare perfettamente a suo agio sia nell’ambiente, sia col candido insieme pantaloni sportivi camicia di sangallo e sneakers. Non si può dire lo stesso della nuora Mette Marit, ingoffata da ampi (troppo!) pantaloni beige di Sportmax e blusa di Pia Tjelta Studio, brand fondato da un’attrice norvegese che probabilmente è meglio che continui a recitare. Shock.

Deliziosamente impeccabile Mary, che durante queste giornate è stata vista spesso mano nella mano col marito. Per lei ampia gonna blu, una bella camicia bianca che fa sempre la sua figura (Bagutta), ballerine bicolore Chanel, tracolla Chloe e un cappello stile panama (ma di un brand australiano) per ripararsi dal sole del nord. Molto chic, e quanto è carina questa foto?

Concludiamo con due ladies in green.

(Ph: NLImage/Patrick van Emst)

Venerdì 17 Máxima ha festeggiato in privato il cinquantatreesimo compleanno, ma il giorno precedente era stato ricco di impegni. Ne ho scelto uno, la visita a realtà che si occupano della popolazione anziana nella città di Almere. L’abito di viscosa è del solito Natan, e vi confesso che non mi dispiace per niente, nonostante le spiegazzature, anche perché ho una gran simpatia per il color lime e devo dire che a lei sta benissimo. La clutch è di Sophie von Haubsburg, brand italiano – anzi romano – fondato dalla bionda principessa d’Asburgo, coniugata Windisch Graetz, sempre più amato dalle royal ladies. Italiane anche le scarpe, le solite Gianvito 105 di Gianvito Rossi. Chic, e auguri.

Prima di volare in Italia per celebrare gli 80 anni della battaglia di Montecassino la Duchessa di Edimburgo ha partecipato col marito ad una cerimonia nella capitale scozzese. Dì la verità Sophie, hai perso una scommessa, sennò non si spiega come ti sia venuto in mente di farti appioppare da Suzannah London, che tante volte ti ha vestita carina, questo completino anni ’50 pesante come un topper per il letto. Ho visto un’immagine ravvicinata del tessuto, che ha una interessante lavorazione diamantata, ma gonfia la gonna in maniera assurda (e mi taccio sull’orlo). Non mi convincono nemmeno le scarpe nude di Prada, meglio la clutch con catenella, anch’essa di Sophie von Haubsburg, nella stessa tonalità del completo. Se mai c’è stata una mise che porta la persona che la indossa è questa. Shock!

Le foto del giorno – Veinte años

Il weekend si apre con una sorpresona che arriva direttamente dal Palacio Real di Madrid. Anzi, dai suoi giardini. Un’intera sessione fotografica – ben undici scatti – di Felipe e Letizia con le figlie. L’occasione sono i vent’anni di matrimonio che loro, che si sposarono otto giorni dopo Frederik e Mary di Danimarca, festeggiano mercoledì 22.

(Ph: Casa de S.M. el Rey)

Una novità, dato che reali spagnoli non sono avvezzi a pubblicare nuove foto per celebrare compleanni anniversari e cose così. Una scelta corretta per sottolineare la bella normalità di questa famiglia e la solidità del legame tra i sovrani, che sembra passato indenne tra le chiacchiere di qualche mese fa e un ventennio ricco di problemi.

(Ph: Casa de S.M. el Rey)

Ho scelto le immagini che mi sono piaciute di più, ma devo dire che sono tutte deliziose; il re appare felice e soddisfatto tra le sue donne, e gli perdoniamo pure i pantaloni carta da zucchero. Letizia e le due ragazze hanno scelto lo street fashion, naturalmente spagnolo: Mango per la giacca in tweed rosso fragola della Reina e il giacchino color panna di Sofía, Zara per il blazer azzurro di Leonor.

(Ph: Casa de S.M. el Rey)

La stampa spagnola, e non solo la prensa del corazón, sta dedicando una certa attenzione all’anniversario, e a uscirne vincitrice è lei, Letizia. Che nell’opinione generale non è simpatica né empatica, non ha un carattere facile – anche se mi sembra che il tempo abbia limato un po’ di spigoli – ma col suo rigore, la serietà l’impegno svolge molto bene il suo lavoro e di fatto ha salvato la monarchia che rischiava di essere travolta dagli scandali (e, opinione personale, da un certo atteggiamento alla Marchese del Grillo non più sostenibile).

(Ph: Casa de S.M. el Rey)

Aggiungerò che le ragazze mi sembra siano state cresciute molto bene, e Leonor, unica tra i giovani eredi al trono ad aver sostenuto impegni ufficiali di rilievo, se l’è cavata egregiamente.

Ricordo che quando ero ragazza si diceva che gli spagnoli non erano monarchici ma juancarlisti; ora rischiamo di diventare tutti felipisti, e magari pure un po’ letizisti.

Potete vedere tutte le fotografie qui https://www.hola.com/realeza/casa_espanola/galeria/20240518253945/reyes-felipe-letizia-20-aniversario-boda-fotos/1/

Royal chic shock e boh – Special edition (parte seconda)

“Come giovedì in mezzo alla settimana” diceva mia madre per indicare qualcosa piazzata nel mezzo, e noi scegliamo il giovedì, che sta in mezzo a due domeniche, per la seconda parte della nostra rubrica.

La dedichiamo alla Royal Family, che mercoledì 8 ha ospitato nei giardini di Buckingham Palace il primo dei tradizionali garden party primaverili (il secondo c’è stato ieri). Era presente il re, il che è una buona notizia, e con lui vari membri tutti schierati a sostegno della Firm e del suo boss; così si fa!

Accanto all’elegantissimo marito – adoro il tight grigio nella bella stagione – Queen Camilla non sfigura pur restando nella sua comfort zone con uno dei classici abiti che Fiona Clare crea per lei, questa volta bianco con dettagli neri, un po’ nervature un po’ righe. Bello l’abbinamento col cappello di Philip Treacy, che alterna a sua volte le righe black&white ma orientate in diagonale (ci era già piaciuto l’anno scorso, anche in quel caso era un garden party ma a Holyroodhouse, la residenza reale di Edimburgo Royal chic shock e boh – Luglio, col bene che vi voglio…). Scarpa bicolore Chanel, borsetta bianca Anna Valentine e andrebbe già bene così. Se non fosse che la regina ha deciso di calare un asso.

La favolosa spilla Cullinan V. Che magari per l’occasione è un po’ eccessiva, ma apprezzo la strategia di Camilla per sottolineare e rafforzare il suo ruolo anche attraverso l’uso dei simboli. Brava e chic.

Accanto al re i suoi fratelli, quelli presentabili: la Princess Royal e il Duca di Edimburgo con la sua gentile signora. Anne tira fuori dall’armadio di chissà quale decennio un completino composto da abitino a fiori, con giacca e vezzoso cappellino royal blue – noblesse oblige – che è anche uno dei colori di stagione. Come non amarla? Chic. Non mi convince Sophie, matronale nell’abito rosa confetto che la sua creatrice, Suzannah London, definisce Paris pink. Terribili le calze 800 denari che spuntano dalla lunga gonna. Anche il cappello, il modello Hersilia di Jane Taylor, mi lascia perplessa. Shock.

Mi è piaciuta la Duchessa di Gloucester; credo che la scelta delle scarpe flat sotto il maxidress sia stata dettata da esigenze di comodità: due ore in piedi – il royal garden party inizia alle 16.00 e termina alle 18.00 – girando e socializzando non sono uno scherzo, ma è comunque una scelta di grande tendenza. Interessante l’abbinamento dell’abito color corda col cappello blu tè. Chic.

Restiamo in famiglia ma cambiano continente, perché nello scorso weekend i Duchi di Sussex hanno visitato la Nigeria, per promuovere gli Invictus Games. Debutto nella capitale Abija con una visita alla Lightway Academy per il lancio di un summit sulla salute mentale, frutto di una partnership tra la Archewell Foundation and la Geanco Foundation. Meghan indossa un abito della californiana Heidi Merrick che casualmente, o forse no, si chiama Windsor. Il colore è terribile ma devo dire che a lei sta bene, il modello con la schiena totalmente nuda sarebbe adatto, forse, per un cocktail sulla spiaggia (uno di quelli che Lady Violet evita accuratamente). Naturalmente a patto di accorciarlo di 20 centimetri. Ma l’orlo non era compreso nel prezzo? Shock.

Più tardi la visita al Defence Headquarters, il quartiere generale del Ministro della Difesa (come sapete gli Invictus Games sono dedicati ai reduci). Tailleur pantaloni bianco di Altuzarra, brand fondato negli USA da un giovane stilista cresciuto a Parigi, nato da madre sinomericana e padre francese. In generale non mi fa impazzire, mentre il colore le sta benissimo la linea non altrettanto, ed eviterò di commentare le scarpe, che sono pure Manolo Blahnik, in quello che una volta si chiamava color tané. A questo punto mi resta un dubbio: ma la polsiera floreale? Boh.

Giorno due, partita di pallavolo tra una squadra in rappresentanza di Harry (che ha perso) e una locale. Occasione informale, mise informale, molto stile California/America Latina, della colombiana Johanna Ortiz, che da un po’ di tempo ha attirato l’attenzione di diverse royal ladies. Brutto brutto, una delle cose meno donanti che abbia mai indossato, shock.

(Ph: Andrew Esiebo/Getty Images)

Uno degli aspetti interessanti di questo viaggio, su invito del Ministero della Difesa, è che accanto all’impegno di lui – innanzi tutto per gli Invictus Games, ma anche per la salute mentale – anche lei avesse un’agenda di rilievo. Così il secondo giorno Meghan ha partecipato a un evento di alto profilo: il convegno Women in Leadership con la dottoressa Ngozi Okonjo-Iweala, Direttore Generale della World Trade Organization. Sembra che la duchessa si sia resa conto di aver portato tutti abiti in tonalità neutre che un po’ sparivano davanti alle meravigliose policromie delle signore locali per cui è corsa ai ripari, ed è comparsa con un bell’abito rosso del brand nigeriano Orirè. Lo so, per noi è più adatto a una milonga che a un meeting, e difficilmente Marisa Bellisario l’avrebbe indossato, ma insomma non siamo troppo pignoli. Chic.

Il terzo e ultimo giorno, a Lagos, inizia con una partita di polo (anche in questo caso il team di Harry è stato sconfitto); Meghan insiste con Johanna Ortiz e indossa un abito in viscosa. Totalmente inadatto all’occasione, in un colore che ammazzerebbe chiunque e sartorialmente ridicolo. La peggiore delle sue mise in questo viaggio, strashock.

Molto molto meglio la duchessa in versione etnica; per l’arrivo nella più grande città del Paese Meghan trasforma in una gonna pareo il tessuto tradizionale Aso-Oke ricevuto in dono il giorno prima, e lo abbina a una semplice camicia bianca (Carolina Herrera). Nonostante la stazzonatura della blusa, che fa il paio coi capelli piatti e scompigliati, a me piace. Chic.

(Ph: Kola Sulaimon/Getty Images)

Per l’ultimo atto in terra nigeriana Meghan va sul sicuro riproponendo un abito di Carolina Herrera già indossato (ma nell’occasione non apprezzabile appieno) per l’annuncio della seconda gravidanza. Bellissimo, anche con l’aggiunta della stola tradizionale.

(Ph: Ibrahim Mansur/Anadolu/Getty Images)

Secondo me la migliore delle sue mise durante questo viaggio, talmente chic da distrarre l’attenzione dagli orrendi mocassini del marito. Insomma, quasi.

Last but not least, ancora la Queen Consort, che ieri a St.Paul’s Cathedral ha presenziato con il re alla cerimonia dedicata all’Order of the British Empire, di cui Camilla è Grand Master.

E Camilla cosa fa? Sotto la sontuosità del gran mantello rosso piazza un abitino a fiori (di Fiona Clare) più adatto a un pomeriggio in campagna. Ed è pure floreale, in primavera, groundbreaking! Un grande boh, ma la adoro.

La foto del giorno – Oh quante belle mamme!

Ho appena visto questa fotografia, l’ho trovata deliziosa e ho pensato quanto mi sarebbe piaciuto mostrarvela, per cui eccola qui (e no, la festa della mamma celebrata domenica scorsa non c’entra niente).

Domani aprirà nella King’s Gallery di Buckingham Palace la mostra Royal Portraits: A Century of Photography, che immagino ricca di immagini inedite.

Come questa: nel 1964 Tony Armstrong-Jones, marito della principessa Margaret, ritrae le quattro royal mothers che quell’anno in poco più di due mesi misero al mondo i loro bimbi, due maschi e due femmine. La prima a sinistra, in piedi, è la principessa Alexandra di Kent, che il 29 febbraio aveva dato alla luce il primo figlio, James Ogilvy. Accanto a lei, seduta, HM The Queen tiene tra le braccia il piccolo Edward, nato il 10 marzo; divide la seduta con la moglie del cugino: Katharine, Duchessa di Kent, che guarda incantata Helen (ora Lady Helen Taylor), nata il 28 aprile. Più in basso c’è Margaret con la figlia minore Sarah (Lady Sarah Chatto), nata il 1 maggio.

Quattro cugini coetanei che spesso si sono trovati insieme per occasioni pubbliche e private; come Edward e Sarah, paggetti della principessa Anne per il suo primo matrimonio, con Mark Phillips. Nel 1985 la Regina organizzò un ballo a Windsor per celebrare i 21 anni di questi Fab Four, allora bellini, ora splendidi sessantenni.

Mamma mia, come passa il tempo!

Breaking News – Victoire!

La aspettavamo, un po’ ci speravamo, lei è arrivata, ed è femmina!

Oggi a Parigi è nata la primogenita della principessa Alexandra di Lussemburgo e del marito Nicolas Bagory. Nulla sappiamo della bimba se non che sia lei sia la sua mamma stanno bene, e non è poco. La piccola è l’ottava nipotina dei granduchi, ma solo la seconda femmina; non oso immaginare l’allegria di Maria Teresa e la commozione Henri. La neonata si chiama Victoire, mi piace anche il nome!

La foto del giorno – Vent’anni dopo

I sovrani di Danimarca sono imbarcati sul vascello reale Dannebrog alla volta di Oslo, per la seconda visita ufficiale del loro regno. Oggi però per Frederik e Mary è anche un giorno speciale, il ventesimo anniversario di matrimonio.

Matrimonio che fino a un po’ di tempo fa sembrava solido, oggi forse un po’ meno, ma insomma troveranno il loro equilibrio se ancora non l’hanno fatto. In attesa degli splendori del tour Norvegese – che tiara avrà scelto la neoregina? – l’anniversario è celebrato con questa foto piacevolmente informale: abbracciati, sorridenti, vestiti con lo stesso piumino. Poi, siccome a noi interessano sempre i dettagli, il fatto che lei porti gli occhiali scuri, sicuramente giustificati dalla luce del nord, tende ad allontanarla un po’. D’altra parte anche quel 14 maggio 2004 non mancarono dettagli particolari, dalle lacrime di Frederik all’arrivo della sua sposa, che videro tutti, a quello che non vide nessuno: la fede nuziale della madre, morta qualche anno prima, che Mary volle cucita all’altezza del cuore.

Auguri alle Loro Maestà, e fateci sognare ancora come vent’anni fa.

La foto del giorno – Grattis!

Compie oggi 45 anni – come passa il tempo! – Carl Philip, principe di Svezia e duca di Värmland. Dato che non sempre prestiamo attenzione ai cadetti, oggi dedichiamogli qualche riga e qualche minuto; anche perché a dirla tutta lui non era nato cadetto, ma principe ereditario.

(Ph: H.K.H. Prinsessan Sofia)

Quando vede la luce, il 13 maggio 1979 a Stoccolma, Carl Philip Edmund Bertil è il secondogenito dei sovrani Carl Gustaf e Silvia, già genitori di Victoria; ma la successione al trono di Svezia è regolata dalla legge agnatica, che dà la preferenza ai maschi rispetto alle femmine, indipendentemente dall’ordine di nascita. Come suo padre, divenuto re nonostante fosse nato dopo ben quattro principesse, sembra che il destino del piccolo sia il trono, ma il parlamento decide diversamente: il 1 gennaio 1980 viene introdotto il principio di primogenitura assoluta, Victoria diventa principessa ereditaria e Carl Philip viene retrocesso; ha sette mesi e mezzo, un record. Privato di onori e oneri, la sua formazione non è diversa da quella di tanti suoi pari: buone scuole in patria, addestramento militare – per lui nella Regia Marina – qualche esperienza di studio e lavoro all’estero. Appassionato di design, segue i corsi della prestigiosa Rhode Island School of Design a Providence, un posto che Lady Violet conosce, da visitatrice, piuttosto bene, e dove ha studiato anche uno dei suoi miti: il grande creatore di bijoux Kenneth Jay Lane (se no lo conoscete leggete qui Jackie, Kenneth e la collana dei sogni). È stato, secondo me suo malgrado, uno dei principi azzurri della sua generazione: sicuramente bellino, ha preso dalla madre i colori ambrati, accesi da un sorriso simpatico, fortunatamente ben lontano dall’imbambolata fissità paterna. Nel capitolo fidanzate compare praticamente solo Emma Pernald, graziosa brunetta con cui il principe ha diviso una decina d’anni, dai 20 ai 30. Poi è arrivata sulla scena Sofia Hellqvist, e non ce n’è stato più per nessuna. Anzi, sembra che la povera Emma abbia dovuto accogliere col sorriso sulle labbra le dichiarazioni del suo ex, che alla vigilia delle nozze con Sofia (A Royal Calendar – 13 giugno 2015) dichiarava di non aver mai veramente amato prima dell’incontro fatale. Che carino… Il matrimonio, arricchito da tre figli – Alexander Gabriel e Julian – sembra solido e felice, e la coppia ben assortita. La foto che celebra questo compleanno è stata scattata proprio da Sofia, probabilmente appassionata di fotografia come molti royal nati o acquisiti. Il principe è ripreso nella natura che tanto ama e dove trascorre parecchio del suo tempo libero. Tutto bene, benissimo, ma quando ce lo leviamo il cappellino con la visiera sulla nuca come un adolescente nella Chicago di trent’anni fa? In ogni caso, auguri!

P.S. Carl Philip compare anche nella prima serie di Giovedì gnocchi (La foto del giorno limited edition – giovedì gnocchi!), scelta dettata dalla ragione più che dal cuore.

Royal chic shock e boh – Special edition (parte prima)

Torniamo a fare quattro chiacchiere sul sofà? Riprendiamo con la nostra rubrica di stile, e per festeggiare il superamento di un momento difficile ve la propongo eccezionalmente in due parti, che ne dite?

La prima parte la dedichiamo alle due visite di stato di questa settimana, che hanno interessato la Scandinavia. Il primo viaggio ufficiale da sovrani di Danimarca Frederik e Mary lo fanno lunedì 6 e martedì 7 nella vicina Svezia, restando in qualche modo in famiglia: Re Carl Gustaf e la Regina Emerita Margrethe sono cugini di primo grado; inoltre la principessa ereditaria di Svezia è madrina di battesimo di Christian, primogenito della coppia danese, che ha ricambiato con i due figli di Victoria: Mary madrina di Estelle, Frederik padrino di Oscar. Sarà pure una riunione di famiglia, ma sempre di famiglia reale si tratta, dunque con un certo apparato, comprese le mise delle signore, che per un verso o per l’altro non ci deluderanno.

Mary indossa per l’ennesima volta l’abito avorio del brand danese MKDT Studio, che le abbiamo visto spesso e in varie versioni (ci era piaciuta tanto questa: Royal chic shock e boh – Ottobre, si riparte!). Qui lo abbina al blu: una mantella – scelta interessante ma non semplicissima da gestire, soprattutto col vento – le classiche Gianvito 105 di Gianvito Rossi e soprattutto un copricapo con un enorme fiocco, molto anni ’80 ma senza lo spirito scanzonato dell’epoca. Un modello della britannica Jane Taylor, che ha pensato bene di chiamarlo Cybele. La quale era una delle incarnazioni della Grande Madre, dea bella e terribile, solitamente rappresentata turrita, cioè con un copricapo a forma di torre, che mai e poi mai si sarebbe messa un fiocco in testa. Ve lo dico, Mary in versione regine mi sta perplimendo assai e questo caso non fa eccezione. Boh. Anche la bella Silvia ripropone una mise già indossata: abito in una fantasia pied-de-poul rosa e gialla, ripresa nei revers e nei polsini del soprabito shocking pink, a sua volta en pendant col pillbox che fa tanto Jackie. Dato che la regina ha indossato questo completino durante una visita in Giordania il 15 novembre 2022, e il primo trailer del film Barbie è uscito un mese dopo, possiamo affermare senza tema di smentita che la vera Barbie è lei. Boh.

La principessa ereditaria Victoria indossa sempre il più bello degli accessori, il suo meraviglioso sorriso. E meno male, perché la sua mise… Una creazione di Christer Lindarw dalle proporzioni tutte sbagliate: abito troppo lungo per essere midi e troppo corto per essere lungo, un soprabito 7/8 quasi 8/9 e come se non bastasse pure un fiorone stilizzato piazzato sulla capoccetta. Perfino la clutch, che non è di Bottega Veneta ma del brand danese Abro, sembra avere una misura strana. Shock.

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Sceglie il bianco anche Sofia, nel suo caso un abito di Veronica Virta tutto abbottonato davanti che sarebbe interessante se non fosse interpretato nel solito stile un po’ lolita un po’ infermiera sexy. Boh. La foto di gruppo in interno vi consente di vedere meglio l’abito di Victoria, ma non credo sia un vantaggio. Alla fine quella che mi piace di più è Estelle, nell’abitino rosa frufru di By Malina.

La sera è il momento dello state banquet; Silvia cala la carta Leuchtenberg, parure di diamanti e zaffiri di grande bellezza, sicuramente una delle più preziose del forziere Bernadotte. Interessante l’abbinamento con il verde scuro dell’abito di pizzo, un modello della fida maison tedesca Georg et Arend molto adatto alla sovrana ottantenne che infatti lo indossa assai spesso nelle serate di gala. Certo uno stile un po’ démodé, ma non si può non ammirare il modo in cui la scollatura accoglie l’importante collier. Menzione d’onore per la borsetta vintage Ferragamo, chic. Continua la mia perplessità nei confronti di Mary; già principessa e ora regina del riuso, propone l’ennesima versione della gonna in seta pesante beige dorato di Jesper Høvring cui questa volta è stato abbinato un corpetto di tulle ricamato. A parte le maniche dall’incerto aspetto, a parte il ricamo asimmetrico, il mio dubbio è proprio sul modello dell’abito. Personalmente penso che quando si indossa una quantità di decorazioni così importanti per numero valore e significato, sia meglio qualcosa dalla linea più pulita. Nello specifico Mary porta: fascia e placca dello svedese Ordine dei Serafini, placca del danese Ordine dell’elefante, ordine familiare reale di Frederik X, più vari pezzi della parure di rubini: diadema collier, orecchini (piccoli, ce n’è anche un paio più grande) spilla bracciale. Insomma boh. Scontato l’omaggio alla regina consorte Ingrid, nonna di Frederik nata principessa di Svezia e precedente proprietaria della parure di rubini – lasciata espressamente alla fanciulla che avrebbe sposato il nipote – ma se vi aspettavate di vedere uno dei diademi riservati alla sovrana, cui ha finalmente diritto, tenete presente che molti di tali gioielli non possono lasciare il suolo danese, dunque per ammirarli dobbiamo aspettare che i neosovrani inizino a ricevere.

Banalotta Victoria in azzurro ghiaccio, altra creazione di Christer Lindarw, arricchita da un pannello fluttuante che parte dalla spalla sinistra, ma nelle foto non si vede granché. Mi piace invece la clutch di Gucci, ma in generale boh. Però lo vogliamo dire? Sotto gli archi leggeri e i diamanti danzanti della tiara Connaught che indossa la futura regina alla fine è bello tutto.

Stessa tonalità di colore per Sofia, che si rinfila nel suo abito da principessa dei ghiacci di Ida Lanto, già indossato per la cerimonia dei Nobel 2022 (December chic shock e boh (parte seconda). Sui capelli sciolti da bambola la consorte di Carl Philip porta come quasi sempre la sua tiara nuziale, questa volta arricchita da topazi blu. Questo gioco di cambiare le pietre a seconda della mise è piuttosto divertente, ma il resto è veramente too much, shock.

(Ph: Henric Wauge/Swedish Press Agency)

Il secondo giorno come da tradizione è dedicato a vistare istituzioni benefiche e culturali, e culmina col pranzo offerto a ospiti e padroni di casa dal sindaco di Stoccolma. Mary ripropone l’abito in crêpe de chine scarlatto Raquel Diniz – stilista brasiliana d’origine e italiana d’adozione – già indossato in occasioni simili (News – visita di stato francese in Danimarca) con scarpe in tinta – le solite Gianvito 105, ne ha una collezione – sotto una cappa cammello Oscar de la Renta che riprende il colore della borsa di Anya Hindmarch. Abbinatissima, diligentemente elegante, ma nessun guizzo a parte la spilla. Comunque chic.

Silvia sceglie un tailleur bouclé verde menta, colore che le dona molto, ma c’è qualcosa che non mi convince: forse avrei allungato di un dito la gonna, e quella blusa di raso pasticcia un po’ il tutto. La mantella bianca non aggiunge né toglie nulla. Boh.

Al lunch in municipio sono presenti anche i principi; Victoria in rosa shocking replica l’abito Roland Mouret indossato per il ricevimento a Buckingham Palace il giorno prima dell’incoronazione di King Charles III (Royal chic shock e boh – Pre Coronation party). Gli accessori di quel colore (scarpe Gianvito Rossi borsa Abro) non mi fanno impazzire, ma mi piace molto. Chic.

Sofia questa volta preferisce la sicurezza della lunghezza midi, l’abito Lilli Jahilo è sempre del genere che piace a lei, che non si capisce dove comincia e dove finisce. Nella foto è penalizzata dalla presenza della signora che la precede, vestita in un colore simile che fa un po’ effetto collegio. Peraltro la tuta della signora è bruttarella e totalmente inadatta, ma la borsa giallo uovo è, forse suo malgrado, trendissima. Insomma, boh.

Stessi giorni, stessa area geografica, i sovrani di Norvegia accolgono la signora Maia Sandu, primo Presidente della Moldavia a  compiere un viaggio ufficiale nel Paese scandinavo. Elegante Madame la Présidente con un tailleur grigio perla, forse la gonna è un filino lunga ma questa signora ha qualcosa che manca a molti politici, un alone di autorevolezza mista a un’allure che la rende, tra le altre cose, anche chic. La regina Sonja dimostra ancora una volta il suo gusto sicuro con un completo color ciclamino di Rena Lange, completato da un pillbox in una sfumatura leggermente diversa, che richiama il profilo della giacca e il fiore. Chic! La principessa ereditaria Mette Marit sceglie una giacca nera con gonna avorio a ruota e un cappello di paglia calato sugli occhi che penso non piacerà a tutti, ma trovo sottolinei in qualche modo quella forma di delicato candore che mantiene anche a cinquant’anni. Boh, ma vederla in salute è sempre una gioia. Menzione d’onore per la principessa Astrid, sorella del sovrano: 92 anni, qualche problema di deambulazione che la costringe sulla sedia a rotelle, e un delizioso chemisier in seta Polo Ralph Lauren bianco e azzurro. La adoro, chic.

(Ph: Kimm Saatvedt, Det kongelige hoff)

Per il banchetto di gala la signora Sandu opta per il bianco e nero, gonna e una blusa che sembra ispirata alla tradizione del suo Paese. Mi piace moltissimo, chic. La regina non si sforza piùdi tanto, ma l’insieme perle+grigio perla farebbe felice pure il nostro king Giorgio. Chic. La nuora Mette Marit si butta sul floreale (sì in primavera), un abito Carolina Herrera la cui leggerezza viene inutilmente appesantita dalla decorazione sulle spalle. Perdonatemi, ma quando l’ho vista ho pensato a Valeria Marina. Shock stellare.

Il secondo giorno lo stile tende a precipitare: Maia Sandu tira fuori dall’armadio della nonna – o forse di mia nonna, dove c’era sicuro – un cappottino nero triste triste, col collettino di velluto, un po’ punitivo, ma perché? Boh. Al colore ci pensa Mette Marit, che abbina la bella giacca rossa Dior a una gonna palandrana bianca senza forma né speranza. Shock.

La visita si chiude con la mostra dell’artista moldava Valeria Duca, che risiede in Norvegia. Très chic la Presidente, in completo pantaloni di raso nero; deliziosa Mette Marit con un abito giallo intenso, che vi ricordo essere uno dei grandi trend di stagione (e non è vero che sta bene a poche). Chic anche lei.

Siete pronti per la seconda parte? Mi raccomando non perdetevela!

Nine!

Nono compleanno per l’unica figlia dei Principi di Galles, Charlotte Elizabeth Diana, nata il due maggio 2015 alle 08.34 al londinese St. Mary’s Hospital, come padre zio e fratelli.

Per lei una foto in giardino scattata dalla madre Catherine, non sappiamo esattamente quando, but who cares? Minigonna jeans e cardigan colore lampone – sì, è lo stesso della foto incriminata per la festa della mamma – del brand francese Cyrillus, una it-girl in erba non priva di innocente spontaneità.

E a proposito di erba, la stampa britannica sottolinea la posizione appoggiata a un arbusto di clematide della specie montana Elizabeth. Un omaggio alla bisnonna? Come sia, mi piace molto l’inserimento di questo fiore, popolarissimo in evoca vittoriana, che gli Inglesi chiamano traveller’s joy la gioia del viaggiatore, un pensiero delizioso per un compleanno.

Buon viaggio, bimba.