I beg your pardon cari amici del sofà, la prima foto di oggi dovevo proporvela ieri; perdonatemi, ma sono impegnata in un mezzo trasloco, dunque chiedo venia in anticipo per le prossime settimane ma vi rassicuro, il sofà resta al suo posto.
Ieri dunque era mercoledì, che è il giorno della settimana in cui il sovrano concede the audience al Prime Minister per essere informato degli affari di stato. Appuntamento che di solito resta avvolto in un sobrio riserbo ma stavolta no, e giustamente. In uno dei salotti della residenza di Clarence House il re si è mostrato sorridente e in una forma che mi pare buona, non mi sembra neanche così dimagrito come mi era apparso nella passeggiata domenicale. E la reazione di Lady Violet si divide tra gioia e ammirazione: bravo, nonostante il momento delicato sta riuscendo molto bene a mantenere una relazione con i suoi connazionali. Penso che la malattia e questo mix di fragilità e senso del dovere gli procurerà molti consensi, quelli che in fondo ha cercato per tutta la vita. Ha anche la fortuna di poter contare sul solido supporto di coloro che gli sono accanto; a partire dalla moglie Camilla che a sua volta, secondo me, alla fine di questa storia avrà conquistato quasi tutti, compresi molti irriducibili del culto dianesco.
Mi perdonerà la Queen Consort se per una volta dedichiamo spazio ai suoi cognati; a partire dal Duca di Edimburgo, che in trasferta a Oxford ha incontrato gruppi di volontari impegnati in diverse attività a favore della loro comunità. E si è dato anche da fare, che ormai il tempo dei reali che si limitano a fare ciao ciao con la manina è finito per sempre.
(Ph: royal.uk)
Non manca Lei, The Princess Royal, che a dire il vero non si risparmia mai. Oggi era in visita nel sobborgo londinese di Wandsworth per festeggiare i dieci anni di attività del negozio di Save The Children UK, uno dei 90 sparsi per il Paese, Anne è stata presidente dell’associazione a favore dell’infanzia dal 1970, per poi assumerne il patronage reale nel 2017. Lady Violet ha una speranza: che la principessa abbia voluto partecipare all’attività dello shop – il cui ricavo va interamente a sostegno dei progetti di Save The Children – acquistando gli stivaletti maculati in primo piano. Le starebbero da dea!
La segreteria del Principe di Galles ha appena diffuso una dichiarazione sulla tragedia di Gaza. William non si schiera né per l’uno né per l’altro, ma la notizia è molto interessante perché non è tanto ciò che dice o non dice, ma il fatto che parli pubblicamente.
Con l’equilibrio richiesto dalla funzione della Corona – ricordate? il sovrano britannico regna ma non governa – fa comunque sentire la sua voce. Questo potrebbe voler dire varie cose, intanto segnaliamo la sua discesa nell’agone politico, o meglio l’assunzione di un ruolo politico che non smetterà più; speriamo che King Charles sconfigga la malattia recuperando rapidamente e appieno la salute, ma è probabile che William sarà sempre più presente, e il suo ruolo sempre più definito. Mi sembra giusto, oltre che inevitabile.
Il testo della dichiarazione (tradotto all’impronta, perdonatemi ma sono fuori): “Sono profondamente addolorato dal terribile costo umano del conflitto in Medio Oriente dall’attacco terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre. Troppi sono stati uccisi. Io, come molti altri, voglio vedere la fine degli scontri al più presto. C’è un disperato bisogno di aumentare il supporto umanitario a Gaza. È fondamentale che gli aiuti possano entrare e gli ostaggi vengano rilasciati. A volte è solo l’enormità della sofferenza umana che rende chiara l’importanza di una pace duratura. Anche nell’ora più scura non dobbiamo soccombere alla disperazione. Continuo ad aggrapparmi alla speranza che possa esistere un futuro migliore, e rifiuto di arrendermi.”
Due notizie di segno contrastante; e noi partiamo da quella bella. Ieri è entrata negli anta Stéphanie, consorte dell’erede al trono del Granducato di Lussemburgo. Nata il 18 febbraio 1984 a Renaix, in Belgio, è l’ultima figlia – l’ottava! – dei Conti de Lannoy; lei e Mathilde sono le uniche due consorti reali di questi decenni a provenire dall’aristocrazia.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
Buone scuole, che terminano dopo il diploma in un anno sabbatico a Mosca, dove studia lingua e letteratura russe; poi si iscrive all’università di Lovanio, dove si laurea con lode in filologia germanica. Nell’aprile 2012 la Cour grande-ducale annuncia il fidanzamento del principe ereditario Guillaume con la bionda fanciulla, conosciuta qualche anno prima. Il 20 ottobre, per la sontuosa cerimonia religiosa nella Cattedrale di Lussemburgo, la sposa indossa un elegante abito in pizzo di Elie Saab, col velo trattenuto da una piccola tiara di famiglia (la sua). Stéphanie ha perso a madre appena due mesi prima, e viene accompagnata all’altare dal fratello maggiore, dato che il padre, novantenne, è in sedia a rotelle. Un matrimonio che a parte le note tristi, stemperate però dalla gioia della giornata, passerà alla storia principalmente per la presenza di un fagiano che corona la testa di Máxima, all’epoca non ancora regina (A Royal Calendar – 20 ottobre 2012). Il giorno prima c’erano state le nozze civili, e la mise Chanel della sposa ci aveva illusi; invece dopo il matrimonio Stéphanie rivela uno stile un po’ approssimativo, ricco di colori e forme improbabili, polyestere e mollettoni per i capelli. Seguono anni in cui la principessa sembra avviata a strappare a Charlène de Monaco il titolo di principessa triste della sua generazione, sottolineata dal confronto con l’esuberante suocera, poi accade qualcosa che cambia tutto: il 10 maggio 2020 Stéphanie dà alla luce il primogenito Charles, seguito il 27 marzo 2023 da François.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
Due bimbi adorabili e molto simpatici, che hanno regalato felicità e grande allegria al Granducato e alla famiglia; i genitori li portano con sé dappertutto, e il piccolino compare anche in braccio alla mamma in una delle tre fotografie diffuse dalla Cour grande-ducale per celebrare i primi 40 anni della principessa.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
Che resta una delle reali peggio vestite, continua a scegliere mise che la sbattono, o la invecchiano, o entrambe le cose, ma sembra infischiarsene allegramente, e noi con lei. Joyeux Anniversaire!
La seconda notizia arriva dalla Giordania, ed è quella brutta: è venuto a mancare Khaled bin Musaed bin Saif bin Abdulaziz Al Saif, padre della principessa Rajwa. Settantenne, era presidente di Al Saif Group, una delle principali realtà nel mondo del business saudita, con interessi che vanno dalle costruzioni alla salute.
Re Abdullah II ha stabilito tre giorni di lutto (a partire da ieri, 18 febbraio) in onore del consuocero scomparso. Ignoriamo la causa della morte, ma è possibile che in presenza di una malattia la figlia abbia voluto trascorrere più tempo col padre, il che spiegherebbe la sua moderata attività di questi primi mesi da principessa ereditaria. Un pensiero a lei e alla sua famiglia perché per quanto ci si voglia preparare non si è mai pronti.
Le foto di oggi arrivano da Albione e dalla sua Royal Family, che come una nave della sua gloriosa marina governa la tempesta e mantiene la rotta.
Scena 1: bello come un attore (vabbè quasi), elegante in uno smoking con la giacca in velluto blu notte lasciata aperta con nonchalance, l’occhio ceruleo appena velato di malinconia – a me francamente non sembra, ma facciamo come se, lo storytelling viene meglio – il Principe di Galles è arrivato questa sera alla consegna dei premi BAFTAS (praticamente gli Oscar britannici) di cui è presidente. Naturalmente senza la consorte Catherine, che continua la sua lunga convalescenza. Sorridente, disinvolto, ha salutato quelli che conosceva e anche quelli che non conosceva, casomai ce ne fosse qualcuno, ma in questi casi si fa così. Ha porto le scuse per l’assenza della consorte, rassicurato sulle sue condizioni e accettato con grazia gli auguri di pronta guarigione per lei, il padre, e magari pure la ex zia. Bravo, non ci aspettavamo nulla di diverso, mi sembra sempre più il connubio riuscito tra l’elegante contegno paterno e la calda socievolezza materna. Magari gli mancheranno il carisma di nonna o i modi scanzonati di nonno, ma insomma accontentiamoci che non è poco; ha pure confessato di non avere visto il film Barbie!
Ma quant’è tenero con Cate Blanchett? Alla fine sempre di una Cate si tratta…
(Ph: Mark Cuthbert/GettyImages)
Scena 2: spostiamoci a Sandringham, dove ancora una volta i sovrani sono stati fotografati mentre raggiungevano la chiesa di St. Mary Magdalene per la funzione domenicale. Mi direte che avevo postato la stessa fotografia la settimana scorsa, e pure due settimane fa; certo, infatti la notizia è proprio che il re continua a fare la stessa vita di sempre, ed è un’ottima notizia. Spero di poter continuare a postare la stessa immagine finché non ce ne sarà più bisogno e la malattia sarà solo un brutto ricordo. In compenso oggi pioveva, e non sono sicura che Charles si ripari col famoso ombrello di bambù e seta creato per lui da Mario Talarico; dev’essere uno di quelli che gli non apre gli ombrelli belli sotto la pioggia, sennò si bagnano!
Oggi è una giornata strana, dovunque mi giri mi imbatto in qualcuno che compie gli anni (auguri a tutti). E dato che c’è anche un compleanno reale festeggiamolo!
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
The birthday girl è Alexandra di Lussemburgo, nata il 16 febbraio 1991, che di anni, beata lei, ne compie 33. La fanciulla è la quarta figlia – e l’unica femmina – dei Granduchi Henri e Maria Teresa. Vive a Parigi col marito francese Nicolas Bagory, sposato lo scorso aprile; la coppia è in attesa del primo bebè che dovrebbe nascere “in primavera”, oriente temporale piuttosto ampio per cui non resta che aspettare anche a noi. Voi mi direte che nella foto non si vede il pancino, come mai? Semplice, la foto è riciclata, essendo stata usata pari pari per il compleanno di due anni fa, E siccome allora era il 2022 e si era in piena pandemia, probabilmente si trattava già allora di un riciclo, visto che nel precedente ottobre erano stati diffusi i ritratti dei figli dei granduchi con l’eccezione dell’erede, e quella di Alexandra era questa qui (lo trovate ancora sul sito). Non si dica che Lady Violet non fa giornalismo d’inchiesta!
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
Tra due giorni sarà la principessa ereditaria Stéphanie a compiere gli anni, e per lei saranno 40 tondi tondi, le toccherà un ritratto nuovo? Vediamo! Poi se vi devo dire, forse la fotografia di Alexandra che continuo ad amare di più è questa, bambina al mare con suo padre.
(Ph: Collections photographiques de la Maison grand-ducale de Luxembourg)
Alexandra è nata due giorni dopo il decimo anniversario di nozze dei genitori; a me piacciono questi arrivi in concomitanza con altre ricorrenze, mi sembra quasi che i piccoli vogliano festeggiare anche loro. Nella famiglia di Alexandra, ad esempio, il fratello minore Sébastien è nato il 16 aprile 1992, giorno in cui il padre, l’attuale Granduca Henri, compiva 37 anni; data la folla di compleanni lussemburghesi in primavera il suo bebè farà a sua volta qualche bella sorpresa? Sarebbe simpatico, e magari l’ottavo nipotino dei granduchi sarà una nipotina. Speriamo che sia femmina, sarebbe la seconda contro sei maschi! .
Ma quanto erano belli quel giorno i futuri nonni, e quanto fu romantico il loro matrimonio? Se avete voglia di ricordarlo, il post lo lo trovate qui: A Royal Calendar – 14 febbraio 1981
Ieri era il 14 febbraio, San Valentino, festa degli innamorati dei fiorai e dei cioccolatai. Quest’anno è capitato che la zuccherosa ricorrenza coincidesse col ben più austero Mercoledì delle Ceneri, per cui abbiamo preferito tenere un profilo basso. Anche perché, diciamolo, tutta questa voglia di festeggiare probabilmente non l’avevano neanche molti royals. Ma chi lo ha detto che l’unico amore da celebrare è quello tra una coppia? E infatti… Infatti The Queen Consort ieri ha omaggiato l’amore per Shakespeare; passione sua, del suo augusto sposo, e di gran parte dei Britannici (e pure di Lady Violet, ma non conta). Ieri dunque Camilla ha partecipato alla serata in onore del Bardo organizzata da Gyles Brandreth, scrittore, giornalista, presentatore televisivo, politico e molte altre cose (l’ultima la scoprirete in fondo al post).
(Ph: royal.uk)
Parterre de rois e de reines per la sovrana, accolta da una squadra di grandi attrici. Da sinistra in prima fila: Virginia McKenna, Sian Phillips (prima moglie di Peter O’Toole), Judi Dench e Vanessa Redgrave accanto alla regina, e poi Penelope Keith e Patricia Routledge. Dietro in piedi, sempre da sinistra: Joanna Lumley, Floella Benjamin, Twiggy Lawson (ricordate la celeberrima, sottilissima modella degli anni’60?), Harriet Walter, Penelope Wilton, Maureen Lipman.
(Ph: royal.uk)
C’erano anche i signori: Freddie Fox con le ginocchia semipiegate davanti a Alex Jennings (il Duca di Windsor nelle prime serie di The Crown), Jeremy Irons, Brian Cox (anche lui ha interpretato un re: era Agamennone in Troy), Tom Courtenay, Peter Egan, Robert Lindsay, Martin Jarvis, Simon Russell Beale, Robert Powell (lo storico Gesù di Zeffirelli), Samuel West (anche lui ha recitato in The Crown, terza serie: era Sir Anthony Blunt, storico dell’arte e spia russa).
(Ph: Getty Images)
Ho l’impressione che sia stata una gran bella serata, cui anche Lady Violet avrebbe partecipato volentieri, magari solo per sbirciare. E il padrone di casa ha fatto un regalo particolare alla regale ospite. Gyles Brandreth è famoso anche per gli originali (a volte bizzarri) pullover – ne ha pure con corone e corgi per gli eventi reali – tanto da fondare un proprio brand col designer George Hostler, Ieri ha donato a Camilla una coppia di pullover per lei e Charles, con un bel cuore rosso per stare al caldo in queste fredde notti invernali.
Ma quanto ci è piaciuto il cappotto indossato da Rania per i 25 anni di regno del marito, e dunque pure suoi? E vogliamo lasciarlo nell’oblio? Giammai! Partiamo dunque da lei per questo chic shock e boh straordinario.
Con una sobria cerimonia, che il momento non invita a troppi festeggiamenti, mercoledì 7 la Giordania ha celebrato il giubileo d’argento del sovrano. Notavamo come le signore del nucleo familiare del sovrano fossero in nero; probabilmente in onore di Re Hussein scomparso 25 anni fa, ma secondo altri in segno di lutto per la tragica situazione a Gaza che la regina, di origine palestinese, segue con determinata passione. Rania sublime in un cappotto Dior dall’ampio collo incrociato e dalla linea che si ispira ai classici della maison, È in lana double un particolare tessuto, molto sofisticato, di gran moda fino a qualche decennio fa. Un tessuto doppio, costituito da due orditi e una trama o due trame e un ordito, non necessariamente double face, ma l’aspetto è quello. Ricordo che mia madre aveva alcuni cappotti, tra cui uno cammello all’esterno e avorio all’interno.
Un tessuto la cui lavorazione richiede una capacità artigianale, ragion per cui si trova sempre più di rado; ai tempi d’oro era uno dei grandi saperi della maison Dior. Perdonatemi se mi sono dilungata, ma questo capo non è solo bello, è anche colto se mi passate il termine; Rania lo ha abbinato a borsa Vuitton, modello Chain it. Superchic.
La figlia maggiore dei sovrani, la principessa Iman, è la più informale con pantaloni, dolcevita, e un cappotto sfrangiato Alaïa. Vi dirò, non mi dispiace per niente e mi sembra anche piuttosto adatto alla sua figura minuta. Chic. Mi convince meno la scelta della sorella Iman, con un cappottino Vuitton che non la valorizza appieno, con un orlo che litiga con quello che c’è sotto. È un capo della collezione 2001, per cui potrebbe arrivare dallo sterminato guardaroba materno, il che giustificherebbe l’incerto fitting. Boh.
Dulcis in fundo la principessa ereditaria Rajwa, che evidentemente non è freddolosa e al posto del cappotto indossa un abito midi, semplice ed elegante (ME+EM) completato da un paio di slingback, le Vendome 70 di YSL . Tocco originale la borsa in color verde smeraldo. È la Gabrielle della maison Moynat, molto popolare tra le royal ladies: la regina Camilla ne ha almeno un paio. Sicuramente chic, ma non si può fare a meno di notare come finora la futura regina sia piuttosto defilata. Ieri, 12 febbraio, i sovrani – impegnati in un viaggio in vari Paesi per sollecitare il cessate il fuoco a Gaza – sono stati ricevuti alla White House dal Presidente e dalla First Lady. Con loro c’era il principe ereditario Hussain, ma la moglie Rajwa è evidentemente rimasta a casa. Ora, è vero che questa è una rubrica che si occupa di stile, ma non si può fare a meno di notare l’espressione dei giordani, contrapposta al sorriso – magari solo di circostanza – dei Biden.
(Ph: Jim Watson/Getty Images)
Differenza che si nota anche nei colori scelti dalle due signore: lampone per Jill, molto graziosa, ma come spesso le accade sbaglia i volumi, boh. Nero e grigio per Rania, in total look Dior: polo in cashmere, gonna a ruota, scarpe e clutch. Chic. Prende sempre più corpo l’ipotesi che la regina mostri i suoi sentimenti per la crisi a Gaza anche usando l’abbigliamento; dal 7 ottobre ha infatti indossato solo bianco, nero e colori neutri; un metamessaggio fortemente simbolico e sicuramente interessante. Non so invece come inquadrare la latitanza di Rajwa, interessante anch’essa anche se per motivi diversi. Capisco che il tour dei sovrani sia più politico che diplomatico, per cui magari la sua presenza potesse essere considerata superflua, ma in questi primi mesi di matrimonio si è vista davvero poco. Ha accompagnato il marito in qualche appuntamento all’estero, ma mai in patria, mentre siamo abituati a vedere le nuove principesse, soprattutto se straniere (Rajwa è saudita) impegnate a conoscere direttamente il loro nuovo Paese. Forse l’uso locale è diverso, vedremo, ma i tour reali sono un elemento costante dell’attività di sovrani presenti e futuri. A tal proposito, sono stati annunciati i primi due viaggi all’estero dei nuovi sovrani danesi: Frederik X e Mary saranno in Svezia il 6 e 7 maggio, e in Norvegia il 14 e 15; il 14 maggio è anche il loro ventesimo anniversario di matrimonio, vedremo cosa si inventeranno. Intanto una cosa è certa, non vedremo più i profondi curtsy di cui Mary era maestra.
Proprio di una visita di stato, e proprio in Svezia, tratta la seconda parte di questo post. Ed è una visita dal sapore particolare: quella della coppia presidenziale francese nel Paese scandinavo la cui famiglia reale, i Bernadotte, ha molti legami con la Francia a partire dall’origine. Origine che ha consentito di rifornire i forzieri di gioielli straordinari.
(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)
Ecco dunque i Macron ricevuti a palazzo dai sovrani con due dei tre figli e rispettivi coniugi. Sofia, moglie del principe Carl Philip, ha una certa fascinazione per lo stile lolitesco, nonostante si avvicini ai 40 (li compirà a dicembre). L’abito è di Philosophy, linea disegnata da Lorenzo Serafini; non è brutto, anzi, ma l’indosso è un po’ troppo gnegne: orlo al ginocchio proprio perché più corto non si poteva, calze color carne, scarpine da brava bambina, e capelli sparsi a pioggia; la trovo terribile, è veramente lo stile che piace a lei e io detesto. Shock, senza rancore. Dal lato opposto la principessa ereditaria Victoria vestita dallo stilista del suo cuore, quel Pär Engsheden che firmò il suo abito da sposa. Perfetta per l’occasione: belli il modello e il punto di rosso, inevitabili le Gianvito 105 di Gianvito Rossi, mi piace meno il copricapo che la schiaccia un po’, avrei preferito qualcosa con maggior volume. Comunque chic. Accanto a lei la Première Dame in uno di suoi soliti completini abito+cappotto, immagino Vuitton come quasi tutto ciò che indossa, questa volta in un color menta delicato e piuttosto freddo. Avrei evitato le scarpe nere – che mi sembra siano le sue preferite – ma personalmente mi sarei astenuta anche da quel colorino, dunque… non mi entusiasma, ma abbastanza chic. E arriviamo alla Regina Silvia, che compie uno dei suoi non moltissimi passi falsi. Non tanto e non solo per il datatissimo completo con abito in una fantasia geometrica usata anche per i dettagli della giacchina nera, ma per il basco. Che non è un cappello elegante, e va indossato con la necessaria nonchalanche e non piazzato in capo così rigidamente.
(Ph: Olle Lindeborg / SCANPIX)
Mi sorge un dubbio: la bella Silvia avrà tratto ispirazione da Anne-Aymone Giscard d’Estaing, ritratta in questa fotografia in compagnia del marito allora presidente Valéry e i sovrani di Svezia all’uopo pubblicata dalla Casa reale a testimonianza dei precedenti incontri tra i due Paesi? Shock.
(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)
Scende la sera, e porta con sé il banchetto di stato, le toilettes da gran sera e i diademi. Silvia in viola, ripropone l’abito della maison di fiducia Georg et Arend indossato alla consegna dei premi Nobel 2022. Allora non ci piacque, e francamente nemmeno ora, ma trovo molto divertente la clutch, la Queen of hearts di Judit Leiber. Non aiuta l’equilibrio della mise la fascia della Légion d’honneur indossata nella versione più ampia e non quella sottile riservata di solito le signore. Ma ogni cosa scompare davanti alla storica bellezza della parure di camei: diadema, collier, orecchini, e da quello che intravvedo anche il bracciale. Boh, ma che splendore! Accanto a lei la Première Dame vestita da nonna di Elsa, con uno dei soliti abiti dalla linea smilza, arricchito da una cascata di cristalli. Dalla smorfia direi che non è convinta neanche lei; Lady Violet la trova convintamente shock.
La Principessa Ereditaria Victoria ha scelto uno dei diademi più interessanti della collezione svedese e non solo; una tiara di acciaio il cui sbrilluccichio è dato dalla lavorazione del metallo, essendo totalmente priva di gemme. Un pezzo favoloso, francamente uno dei miei preferiti della collezione svedese. Risale anch’esa all’epoca napoleonica, e si ritiene sia stata creata per Hortense de Beauharnais, figlia dell’imperatrice Joséphine. Accantonata per decenni, fu ritrovata per caso dalla regina Silvia poco dopo le sue nozze, tornando a godere dell’attenzione che merita. E ve lo dico, ce n’è anche un’altra, più piccola, risalente sempre allo stesso periodo. Confesso, ho preferito concentrarmi sulla tiara per sorvolare sul vestito di broccato indossato da Victoria, creato da H&M e indossato in precedenza, di sicuro per la serata dei premi Nobel del 2016. Anno in cui il sofà di Lady Violet non esisteva ancora, sennò lo avrebbe stroncato anche allora. Sembra la carta di un enorme cioccolatino, e pure il marito Daniel mi sembra perplesso. Shock.
Annega nei drappeggi anche Sofia, con una creazione del couturier svedese Lars Wallin. Troppo tutto: troppo ricco, troppo lungo, troppo pasticciato, pure troppe pieghe; e non aiuta la pettinatura con le ciocche che sfuggono morbidamente dal diadema, la sua solita tiara nuziale, questa volta decorata con perle. E mi taccio sulle scarpe con platform Charlotte Olympia; per fortuna si vedono poco! Inevitabilmente shock.
Ecco le fotografie che speravamo di vedere: King Charles, accompagnato dalla Queen Consort, questa mattina ha raggiunto a piedi la St Mary Magdalene’s Church per la funzione domenicale.
(Ph: Getty Images)
Il re, che appare in buona forma, ha salutato da lontano le persone che erano in attesa sperando di vederlo. Le cronache raccontano che trascorre il suo tempo riposando, godendosi il giardino, e dipingendo i suoi acquerelli. Dopo la dichiarazione diffusa ieri (Un messaggio da King Charles) c’era un po’ di attesa per rendersi conto, per quanto possibile, delle condizioni del sovrano, e direi che per ora possiamo essere soddisfatti.
(Ph: Getty Images)
Una piccola nota che ci riempirà di patrio orgoglio: il re portava con sé il famoso ombrello blu con la struttura in bambù creato per lui dalla sapienza artigiana del napoletano Mario Talarico (Il caffè del lunedì – Grab the brolly!). Your Majesty, oggi ci permetta un augurio: A Maronna v’accumpagna!
Capisco che abbiate altro da fare: è notte fonda, diluvia e c’è pure Sanremo, ma ho appena visto questo e volevo proporvelo. La Casa reale ha diffuso un comunicato di King Charles in cui il sovrano parla della propria malattia e ringrazia per il sostegno.
Il testo dice: “Desidero esprimere i miei più sinceri ringraziamenti ai tanti messaggi di supporto e di auguri che ho ricevuto in questi giorni. Come sanno tutte le persone colpite dal cancro, questi premurosi pensieri sono di straordinario conforto e incoraggiamento. Così come mi rende felice sentire che la condivisione della mia diagnosi abbia aiutato a promuovere una maggiore consapevolezza, e a mettere in luce il lavoro di tutte quelle organizzazioni che supportano i pazienti oncologici e le loro famiglie nel Regno Unito e nel mondo. La mia perenne ammirazione per l’impegno e la dedizione instancabili, grazie anche alla mia personale esperienza, non potrebbe essere più grande.”
Sappiamo inoltre che il re e la ex cognata Sarah, accomunati in questo momento dalla malattia, mantengono un affettuoso legame epistolare.
Piccola riflessione: ero certa che il regno di Charles, sebbene imparagonabile per durata a quello materno, avrebbe impresso un certo rinnovamento. Ma non pensavo così, né così presto. Long live the King.
Confesso, io non l’ho visto, perché avevo la tv accesa mentre facevo altro, ma ieri a Sanremo c’era Albert de Monaco. No, non ha duettato con nessuno, era lì come “semplice” spettatore, piazzato nel palchetto d’onore che lo scorso anno ospitò Mattarella. Il principe oggi partecipa a Torino ai funerali di Vittorio Emanuele di Savoia, dunque sembra essersi concesso un mezzo fine settimana italico. Era solo, evidentemente la sua bionda consorte non ama il belcanto. Come si dice in questi casi, ce ne faremo una ragione.
La seconda notizia, ci perdonerà Monseigneur, è più importante: Richard Eden del Daily Mail rivela in esclusiva che i Principi di Galles hanno lasciato la residenza di Windsor per trascorrere qualche giorno di vacanza con i tre figli nel Norfolk. Dov’è la loro casa di campagna, Anmer Hall, e dove si trova anche King Charles che trascorre questo periodo di terapie e riposo a Sandringham. Insomma, per William casa e bottega, ma soprattutto il segno che Catherine inizia davvero a stare meglio. Quanto al re, può contare sulla presenza salda e costante della moglie Camilla; che in tutto il trambusto di questi giorni non dimentica i suoi doveri di regina e giovedì sera ha raggiunto Salisbury (da Sandringham dista circa 350 chilometri) per un concerto di beneficenza. E si è messa pure un abito maculato, tiè!
(Ph: The Royal family)
Vogliamo chiudere in bellezza? Buffa e simpatica la foto che Eugenie di York ha scelto per festeggiare il figlio maggiore Augie, che ieri ha compiuto tre anni. Alla preoccupazione per la salute di zio e cugina, le ragazze York aggiungono quella per la madre Sarah, che dopo essere stata operata per un carcinoma mammario lo scorso anno, ha rivelato di recente di essere stata colpita da un melanoma. Niente di meglio per alleggerire l’atmosfera che godersi i figli.
(Ph: Instagram @princesseugenie)
E il piccolo Brooksbank, “una forza della natura” come lo definisce la madre, è uno sempre pronto a farsi una bella risata. God bless him.