I giorni dei papaveri

Quando Lady Violet era una ragazzina rimase piuttosto sorpresa leggendo – chissà dove – che novembre è un mese particolarmente caro alla Royal Family, tanto da averlo scelto per ben quattro matrimoni in meno di 40 anni.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Il più celebre il 20 novembre 1947, quando la principessa Elizabeth sposò il suo Philip, probabilmente incontrato per la prima volta il 29 novembre 1934, giorno in cui George Duca di Kent, zio di lei (che fu anche deliziosa damigella), impalmò Marina di Grecia, cugina di lui. L’anno seguente un altro zio di Elizabeth si sposò a novembre: il 6 Henry Duca di Gloucester portò all’altare nella cappella privata di Buckingham Palace Lady Alice Montagu Douglas Scott, con la piccola Elizabeth ancora damigella, questa volta con la sorellina Margaret. Nel 1973 fu il turno dell’unica figlia di Elizabeth e Philip, che il 14 si unì in matrimonio con l’allora Capitano dei Dragoni Mark Phillips. Era anche il giorno in cui il fratello maggiore, l’attuale sovrano, compiva 25 anni; il che ci ricorda che tra due giorni King Charles festeggerà il settantacinquesimo compleanno. Oltre alle ricorrenze liete e all’amore per novembre (che condivido senza riserve) parte del mese è comunque dedicato al ricordo di chi non è più, e alla memoria personale e familiare si unisce quella pubblica, soprattutto per la coincidenza con la fine della Grande Guerra.

(Ph: Royal British Legion)

Se noi celebriamo il 4 novembre, ricordando l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, con cui il giorno precedente – 3 novembre 1918 – l’Impero austro ungarico si arrese all’Italia, nel Regno Unito si celebra l’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese, quando divenne effettivo il cessate il fuoco deciso nell’armistizio di Compiègne. Ieri dunque la Royal Family si è riunita nella Royal Albert Hall per il tradizionale Festival of Remembrance, e oggi nel centro di Londra, per l’altrettanto tradizionale e sentita cerimonia al Cenotaph.

Dove hanno deposto le corone di fiori il Re, il Principe di Galles, la Princess Royal, il Duca di Edimburgo (e sì, pure il nostro equerry preferito, presente anche nella fotografia in alto, mica penserete che ci sia capitato per caso!). Un po’ sguarnite rispetto ai bei tempi andati le tre finestre del Foreign office da cui il resto della Royal Family assiste alla cerimonia. Da un lato c’erano i Duchi di Gloucester, unici tra i cugini della defunta Regina a svolgere ancora qualche incarico.

(Ph: Yui Mok/PA Images/Alamy)

Dall’altro Sophie, Duchessa di Edimburgo e il cognato, il Vice Ammiraglio Tim Laurence, consorte della Princess Royal. Sembra che nella cronaca della giornata la BBC abbia omesso di menzionare la povera Sophie, nonostante l’impegno e l’attenzione con cui porta avanti gli incarichi reali. Non si fa!

(Ph: Yui Mok/PA Images/Alamy)

In mezzo Queen Consort e Princess of Wales, presente e futuro della Royal Family. Camilla si è infilata uno dei suoi amati cappottini con zip; questo, di Fiona Clare Couture, lo aveva già indossato, mentre è nuovissimo il clamoroso il cappello, opera del genio di Philip Treacy. Anche Catherine è andata sul sicuro con uno dei pastrani paramilitari che le piacciono tanto; creato da Catherine Walker lo aveva indossato nel 2019 per la stessa cerimonia. Anche il suo cappello è Philip Treacy ma tutt’altro che nuovo: lo sfoggiò la prima volta nel 2006 a Sandhurst, quando William terminò il suo addestramento militare. Se il cappello è stato indossato in diverse occasioni anche royal, questa volta è interessante l’abbinamento con gli orecchini a forma di foglia con grande perla centrale e diamanti, appartenuti a Queen Elizabeth. Come dire, il punto di partenza e quello di arrivo (per ora).

(Ph: Doug Peters/EMPICS/Alamy)

Alla fine si torna sempre a lei, The Queen, lost but not forgotten, perduta ma non dimenticata, ieri ancora più presente del solito, e non solo per il ricordo dei defunti.

Sabato, prima dell’inizio della serata, i sovrani hanno svelato due statue. L’una ritrae Elizabeth in tutto il suo leggendario splendore, l’altra Philip, che si china verso di lei in un gesto consueto e prezioso.

Commosso alle lacrime King Charles. Uno stile che gli è proprio, assai più emotivo di quello impeccabile della madre, che però, va detto, salì al trono giovanissima e dunque probabilmente più capace di controllare le emozioni. Invece devo dire che a me questo anziano re con gli occhi lucidi piace molto.

Nel video il momento dello svelamento: sovrano per sovrana, consorte per consorte https://www.youtube.com/watch?v=HPdm-B-Zswc

Le foto del giorno – Dieci anni (e qualche mese)

Con una tempistica non chiarissima, almeno per me, la Casa reale olandese ha pubblicato i nuovi ritratti ufficiali dei sovrani, per marcare i loro dieci anni sul trono.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Ciò che mi lascia perplessa è che l’incoronazione, preceduta al mattino dall’atto formale di abdicazione, è avvenuta il 30 aprile 2013; va bene lo stesso, non tutto deve avere una logica. Le foto sono state scattate a settembre da Anton Corbijn nella Sala della Galleria del Palazzo Noordeinde, che non è la loro residenza ma l’ufficio del Re.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lui in frac con decorazioni e la fascia del Militaire Willems-Orde, l’ordine militare di Guglielmo, in una posa assai rigida, direi quasi stoccafissica (neologismo nato così, tipo petaloso).

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lei più calda e comunicativa, nonostante sia avvolta da una luce fredda e grigiastra. Per fortuna con Máxima si cade sempre in piedi, e nonostante la sua mise non sia messa particolarmente in risalto dal pavimento della sala, e men che meno dai pesanti tendaggi giallo oro, la regina fa la sua figura nell’abito rosa cipria di Jan Taminiau, soprattutto grazie alla sontuosissima parure Stuart, col diamantone da 40 carati che brilla sul diadema. Fascia a parte – lì quella del belga Ordine di Leopoldo, qui quella dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi – è la stessa scelta fatta a giugno per la visita di stato in Belgio (Royal chic shock e boh – Visite e sorprese).

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lui serio, sguardo fisso, sopracciglia spazzolate e capello leccato.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lei un po’ troppo filtrata, che data la sua bellezza mi sembra un accorgimento superfluo.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Poteva mancare la foto in bianco e nero? Domanda retorica. Qui l’attenzione è tutta sulla regina, l’unica a fuoco. Benché io ami gli specchi, queste pose non mi fanno impazzire, e le trovo scontatissime. Però almeno possiamo vedere la regina ben pettinata, accontentiamoci.

Men at work

Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro di due giorni, prima che la scena se la prendesse tutta Frederik di Danimarca, e per un motivo non elegantissimo. Martedì 7, complice il fuso orario, sono andati praticamente in contemporanea due eventi assai significativi per i due protagonisti, che sono anche i due signori più importanti del regno. Il Regno Unito of course.

Prima State Opening of Parliament da sovrano per King Charles III, con tutta la pompa che conosciamo e anche con un (piccolo) occhio alla sostenibilità: sia lui sia la Queen Consort hanno riutilizzato abiti e mantelli indossati per essere incoronati lo scorso 6 maggio. È questa una cerimonia che si ripete alla presenza del monarca dal 1901, con qualche assenza dovuta solitamente a problemi di salute; come avvenne per il nonno di Charles, King George VI, che non fu presente nel 1951, pochi mesi prima della morte. Dopo la lunga era elisabettiana è di nuovo un Re ad inaugurare i lavori parlamentari, come non accadeva dal 1950. Anche The Queen mancò qualche volta: nel 1959 e nel 1963 perché incinta dei due figli minori Andrew e Edward, e poi lo scorso anno, quando il suo discorso fu letto dal figlio ed erede, seduto sul trono del consorte.

Quest’anno Charles ha conquistato il sedile principale, e con quello l’onore e l’onere di leggere il discorso, istituzionalmente il più rilevante dell’anno. Infatti è l’unico che viene scritto dal Prime Minister; stavolta è toccato al mediocre Rishi Sunak, che si prepara alle elezioni politiche del 2024 e dunque ha presentato un programma di governo che è anche un programma elettorale. E possiamo solo immaginare quanto sia costato al Re affermare alcune cose che vanno totalmente contro il suo pensiero e la sua coscienza ecologica, come le nuove trivellazioni previste nel Mare del Nord. All’inizio del discorso non è comunque mancato un pensiero per la defunta regina, nella doppia veste di madre della famiglia e della nazione: “My Lords and Members of the House of Commons. It is mindful of the legacy of service and devotion to this country set by my beloved Mother, The Late Queen, that I deliver this, the first King’s Speech in over 70 years.” (miei Lord e membri della Camera dei Comuni. È consapevole del legato di servizio e devozione a questo Paese lasciato dalla mia amata madre, la defunta regina, che pronuncio il primo discorso del re in più di 70 anni).

(Ph: Getty Images)

La corona che durante la cerimonia è stata posta sul capo del monarca, la Imperial State crown, ha viaggiato per i fatti suoi su una carrozza, la Queen Alexandra’s State Coach; la coppia reale invece ha raggiunto Westminster a bordo della Diamond Jubilee State Coach, carrozza chiusa a sei cavalli che avrebbe dovuto celebrare gli ottant’anni di Queen Elizabeth, ma a causa dei ritardi nella realizzazione (a volte capita anche a loro!) fu riciclata per il giubileo di diamante.

(Ph: Getty Images)

King Charles indossava l’uniforme della marina – per essere precisi l’Admiral of the Fleet Royal Naval Number 1 Dress – con cappello e spada, su cui poi è stato appoggiato il Robe of State, il mantello con cui il 6 maggio è entrato a Westminster Abbey per essere incoronato, come aveva fatto suo nonno, con lo stesso mantello, nel 1937.

(Ph: Getty Images)

Al suo fianco la Queen Consort, con indosso l’abito creato da Bruce Oldfield p1er l’incoronazione, corredato a sua volta dal Robe of State di velluto cremisi indossato nella prima fase dell’incoronazione, appartenuta a Queen Elizabeth II. Scommetto però che l’attenzione dei più si sia focalizzata sulla testa di Camilla, dove brillava il George IV State Diadem, molto amato e spesso indossato dalla defunta sovrana.

(Ph: Tolga Akmen/Getty Images)

Scelta fatta da Queen Elizabeth negli ultimi anni, al posto della più pesante e ingombrante Imperial State Crown, di cui lei stessa aveva parlato in pubblico, spiegando che altrimenti non sarebbe riuscita a muovere il capo per leggere il discorso.

Tradizionalmente alla cerimonia non partecipa l’intera Royal Family, ma solo i sovrani e gli eredi. Charles invece ha potuto contare su una presenza solida e leale: la Princess Royal, nel suo ruolo di speciale guardia del corpo del Re (il titolo è Gold Stick in Waiting). Splendida.

(Ph: Getty Images)

Assenti i Principi di Galles, visto che William si trovava a undicimila chilometri di distanza per uno degli appuntamenti cui tiene di più, gli Earthshot Prize: questa edizione si è tenuta a Singapore.

Verde il tappeto, verde il tuxedo, la giacca dello smoking in velluto color bosco, già indossata un paio d’anni fa nella stessa occasione. Con lui Cate, ma non la solita; parliamo di Cate Blanchett, in completo pantaloni così così, in broccato dorato, della collezione primavera 24 di Stella McCartney, la cui attenzione alla sostenibilità è ben nota. mentre l’attrice Hannah Waddingham ha drappeggiato il suo metro e 80 in un abito nero e verde riciclato da una precedente occasione: se dev’essere green, green sia!

(Ph: Getty Images)

Ed ecco i vincitori, con un ringraziamento e la speranza che i loro progetti possano aiutare un po’ questo povero, meraviglioso pianeta.

Per fortuna niente è eterno

Non malignate, non mi sto riferendo alla durata dei matrimoni reali, né del matrimonio in generale. Mi riferisco al fatto che la visita di stato dei sovrani spagnoli in Danimarca, iniziata trionfalmente e rapidamente sprofondata nell’imbarazzo è arrivata al suo ultimo giorno. Oggi Felipe e Letizia se ne tornano in patria dove sicuramente si continuerà a parlare del fatto del giorno, che però loro potranno elegantemente ignorare (se non avete idea di ciò che sto dicendo, andate a leggere C’è del marcio in Danimarca?).

(Ph: Ida Marie Odgaard, Ritzau Scanpix)

Questa mattina Los Reyes, accompagnati dai principi ereditari, hanno partecipato a un incontro sull’architettura danese, ospitato nel BLOX, interessantissimo edificio contemporaneo affacciato sul porto di Copenaghen. Lascio a voi il commento sul linguaggio dei corpi.

(Ph: Kongehuset)

Congedandosi da Margrethe II, hanno firmato il libro degli ospiti di Fredensborg e non solo; è infatti tradizione che i capi di stato in visita firmino, con una penna dalla punta di diamante, il vetro di una delle finestre del palazzo.

(Ph: Kongehuset)

E finalmente si torna a casa!

P.S. il titolo è una citazione (a memoria) di un commento che sembra Grace de Monaco fece all’indirizzo di Onassis e Maria Callas durante la crisi tra il magnate greco e il Principe Rainier per il possesso della SBM. La lessi su un giornale molti anni dopo e mi colpì alquanto: niente è eterno, nemmeno il peccato. Ecco.

C’è del marcio in Danimarca?

Questa settimana è partita col botto quanto a eventi royal di alto, altissimo profilo. E mentre preparavo il post su King Charles e il Principe di Galles, che ai due lati della terra sono stati protagonisti di due eventi particolari, mentre pianificavo un ricco Royal chic shock e boh per raccontare attraverso le mise indossate la visita di stato dei sovrani spagnoli in Danimarca, arriva una notizia che rischia davvero di fare il botto, e si muove proprio sulla direttrice Madrid-Copenaghen.

Accade che la rivista spagnola Lecturas piazzi in copertina, e di conseguenza diffonda via social in tutto il globo terracqueo, una fotografia che mostra Frederik di Danimarca con una misteriosa bionda. Che è misteriosa per molti di noi, ma nei paesi iberci è ben nota: trattasi di Genoveva Casanova – un nome he sarebbe piaciuto alla divina Anna Marchesini – socialite di origine messicana che ha fatto fortuna e (almeno un) buon matrimonio con Cayetano Martínez de Irujo y Fitz-James Stuart. Che altri non è se non uno dei figli della compianta Duchessa d’Alba, cui prima del divorzio ha pure scodellato un paio di pupi. Se non ricordo male, Genoveva ebbe pure una liaison col connazionale cantante Luis Miguel (vi ricordate? Noi, ragazzi di oggi noooiii… Sanremo da qualche parte negli anni ’80), e insomma mi sembra una di quelle signore cui capita di innamorarsi solo di ricchi&famosi. Succede, soprattutto alle socialite. Ora viene fuori che Frederik avrebbe fatto un salto a Madrid, dove avrebbe incontrato quella che naturalmente è solo un’amica, la quale lo avrebbe ospitato per la notte. Ovviamente Lady Violet non ha idee in merito, ovviamente pensa che la gente che non vuole farsi beccare non esce insieme, a meno che invece dica di non volere ma voglia davvero farsi beccare; però mi permetto di dire che la tempistica è stata terribile. Di Frederik sono note passioni giovanili per biondissime fanciulle, e il matrimonio con una bruna fu accolto con divertita sorpresa; per il resto a me è sempre sembrato piuttosto distratto, certo non uno che pianifica tradimenti come se giocasse a Risiko. E la bella Mary in quei giorni dov’era? Sembra che l’incontro sia avvenuto nel breve periodo (23/25 ottobre) da lei trascorso negli USA per un incontro sul bullismo giovanile, e soprattutto per perorare la causa della Danimarca a membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il prossimo biennio. Nazioni unite e coppie scoppiate? Vedremo, al momento alla corte danese tutto tace, mentre Genoveva si è affrettata a smentire.

Lady Violet si permette però di dare un piccolo consiglio a Sua Maestà Margrethe II: esamini la possibilità di darsi definitivamente al bricolage, lasciando trono e incombenze al figlio maggiore, che a 55 anni non sa più come impegnare il tempo e rischia qualche distrazione di troppo. Olè.

Royal chic shock e boh – Sweet November

Royal Halloween

Giuro, ho visto questa foto e mi sono chiesta se l’impareggiabile Máxima si fosse unita ai bambini a caccia di dolcetto o scherzetto. E invece no, è solo la mise scelta per uno dei suoi tanti impegni, in questo caso i trent’anni di Home-Start Nederland, programma mondiale di supporto per le famiglie, con l’obiettivo principale di assisterle nella crescita dei bambini piccoli. L’abito in tweed bianco e nero di Dolce & Gabbana (ce l’ha uguale Amal Clooney), arricchito da una grande spilla Natan, mi piace e le sta bene; il cappello è Philip Treacy e benché io ami lui e le sue creazioni in questo caso secondo me rende tutto troppo overdressed; lei è bella, anche elegante – calze lucide a parte – ma mi sembra un po’ troppo. Attendo con interesse il vostro parere, per me francamente boh. Però certo non si può dire che quando arriva lei, camminando sulle Gianvito 105 di Gianvito Rossi, non si capisca che è la regina.

Nonostante abbia annunciato da vari mesi il rientro con la famiglia nella madrepatria, la Principessa Madeleine di Svezia vive ancora negli USA, a Miami; e una foto degli O’Neal mascherati per Halloween non manca mai. Quest’anno il figlio si è messo la maschera di Scream, le due bambine non ho capito da cosa sono vestite, i genitori sembrano due cantanti country, o una cosa così. Una breve ricerca ha spiegato l’arcano: Adrienne, la piccola di casa, è Anna, la sorella della bionda Elsa nel cartone Frozen, Nicolas è l’unico che avevo indovinato, la figlia maggiore Leonore è la Barbie dell’omonimo film. I genitori invece dovrebbero essere lei Beth (con un abito Derek Lam 10 Crosby) e lui Rip della serie televisiva Yellowstone (confesso, mai vista). Boh, io invero li trovo terribili, mi assale il dubbio di essere troppo antica.

Tartan Queens

Torniamo su un terreno meno rischioso, squisitamente autunnale, e adorato da Lady Violet: il tartan. E riprendiamo da Máxima, che lo ha scelto per il Prix de Rome (nonostante il nome, è un premio olandese dedicato agli artisti, che immagino ottengano la possibilità di un periodo di studi nell’Accademia del loro Paese a Roma). L’abito è Natan, la borsa il modello Moneypenny di Sophie Habsburg. Non sono una fan di quel cappello, ma nell’insieme (come avrebbe detto mia madre) la trovo chic.

La Principessa di Galles non si è vista moltissimo nelle ultime settimane, ma il 2 novembre era in Scozia con il marito William (che ora ha raggiunto Singapore per gli Earthshot Prize). Lo scopo, conoscere iniziative dedicate ai più piccoli e alla loro salute fisica e mentale, che è il suo principale campo di interesse e di impegno. William non si è ancora convinto a indossare il kilt – prima o poi lo farà, ne sono certa – Catherine intanto ha sfoggiato una bella giacca imbottita Burberry, con simpatici pantaloni a zampetta (Mother Denim). Trovo orrendi gli scarponcini Ba&Sh, per il resto chic.

Terza royal lady, terza interpretazione del tartan; questa volta è Mary di Danimarca, che si è concessa un bagno di folla nella cittadina di Esbjerg con un giaccone reversibile di Massimo Dutti indossato dal lato scozzese (l’altro è in tinta unita navy) e completato con pantaloni ampi, dolcevita e guanti blu. Chic. Si è capito che mi piace il tartan?

Ma quanto sono carini? E come sta bene Mary col beanie di cashmere, cioè quel modello di cappello/cuffia che sta male praticamente a chiunque abbia superato l’adolescenza?

.

La sera la coppia ha consegnato i premi a loro intitolati, i Kronprinsparrets Priser; la futura regina consorte di Danimarca ha scelto un abito midi di velluto blu, del brand danese Rotate, trapunto di cristalli che lo accendono come il cielo del Nord. Non mi fa impazzire, però è il suo stile ed è adatto all’occasione; ma perché il marito si è presentato con un abito da giorno, per di più marrone? Boh.

Chi si rivede!

(Ph: Fredrik Varfjell/NTB)

Nell’ultimo post (Royal chic shock e boh – Bye bye October) avevamo accennato al fatto che il Re di Norvegia era stato colpito dal covid ma si era già ripreso, ed ecco la prova: il 31 ottobre i sovrani, accompagnati dagli eredi, hanno offerto un pranzo per i 75 anni del Nordic Council, che riunisce i paesi scandinavi – Danimarca Norvegia Svezia, più Islanda e isole – per armonizzarne le politiche. Se Sonja è chic as usual in una mise bordeaux che indossa spesso, Mette-Marit è apparsa un po’ infagottata in un abito a riquadri crema e lime Dior, da cui francamente mi aspetterei qualcosa di meglio. Shock.

In serata, sotto la prima neve di Oslo, i Principi Ereditari sono arrivati all’Opera per consegnare i premi per l’Ambiente assegnati dal Nordic Council. Sotto una cappa di pelliccia su cui non mi pronuncio la principessa indossa un lungo abito a fiori (byTiMo). Mia madre aveva qualcosa del genere, ma lo portava d’estate. Mi sembra un po’ informe, pasticciato.

E visto che Haakon porta un semplice completo blu, non era meglio un abito più semplice, magari midi? Boh, ma complimenti alla signora con gli scarponi fucsia.

Il 3 novembre c’è stato il gemellaggio tra il comune di Monaco e quello ligure di Dolceacqua; dal Palais princier ci informano che la firma “avviene esattamente cinque secoli dopo il giuramento di fedeltà degli amministratori di Dolceacqua, Apricale, Isolabona e Perinaldo, ad Augustin Grimaldi, signore di Monaco e vescovo di Grasse, a Monaco, il 3 novembre 1523”. In effetti nella foto non compare nessuno dei due sindaci, Georges Marsan e Fulvio Gazzola, in compenso si può apprezzare a figura intera Charlène e il suo completo pantaloni misto cachemire firmato Chloe. Tralasciando il colore, che non deve piacere a me (e infatti non mi piace) ma non mi sembra che la valorizzi particolarmente, il taglio così over non mi convince per niente; le fa le spalle ancora più ampie e la testa ancora più piccola. Boh. Segnalo che il primo signore a sinistra, col completo che deve essersi ritirato dopo un passaggio in lavatrice, è S.E. Giulio Alaimo, il nostro ambasciatore nel Principato.

E per continuare a farci del male, ecco una immagine del pomeriggio, quando la scena si è spostata a Dolceacqua; Charlène è rimasta a casa (diamole torto…) mentre ha fatto la sua non particolarmente elegante comparsa il senatore Gasparri, ché alla fine Albert II è sempre un capo di stato straniero, e va ricevuto con una certa formalità. La prossima volta facciamo un piccolo sforzo in più, dai.

Madri e figlie

Se la notizia della settimana è senz’altro il diciottesimo compleanno della Princesa de Asturias con conseguente giuramento sulla Costituzione che ne sancisce l’assunzione ufficiale del ruolo di principessa ereditaria, quella di stile potrebbe tranquillamente essere l’abito della sorella Sofía. Che per il gran día di Leonor ha scelto un leggero capedress Erdem leggero romantico e svolazzante, ma invece che comprarlo l’ha noleggiato sulla piattaforma spagnola Borow, dimostrando così che la scelta consapevole l’attenzione allo spreco e alla sostenibilità si confermano centrali per le nuove generazioni, anche royal.

(Ph: EFE/ Jesús Diges)

Tre giorni dopo la loro madre Letizia ha partecipato al Festival cinematografico Ópera Prima a Tudela, in Navarra, dove ha consegnato alla vedova una targa in memoria di Carlos Saura. per l’occasione ha scelto il grigio, un abito Cortana con stivali alti sopra al ginocchio di Nina Ricci. A seconda delle foto, l’abito sembra a volte brutto a volte bello, quindi facciamo la media: boh.

(Ph: The Temple Church)

Chiudiamo con lei, la Princess Royal, che nei giorni scorsi ha partecipato alla Choral Evensong a Temple Church, incantevole chiesa londinese da visitare assolutamente la prossima volta che andrete a Londra, nel caso non la conosceste. Nel corso del servizio religioso, celebrato il 2 novembre, la principessa ha letto un brano della lettera ai Corinzi, lo stesso letto al funerale della defunta Regina. E lo ha fatto indossando un mantello che abbiamo spesso visto indossato da sua madre. In panno di lana nero, chiuso da un alamaro e quattro bottoni dorati, creato dalla manifattura Admiral.

Si può immaginare qualcosa di più chic?

Royal chic shock e boh – Bye bye October

Di recente il re di Norvegia, Harald, si è preso il covid, condizione che ha richiesto un periodo di riposo lontano da tutto e tutti; ora è perfettamente guarito, ha ripreso l’attività ed è ricomparso in pubblico, ma giovedì 26 non ha potuto partecipare alla tradizionale cena in onore dei membri del Parlamento. A fare le sue veci il principe ereditario Haakon che, arrivato al braccio della madre Sonja, ha poi letto il discorso del re.

(Ph: Frederik Ringnes/NTB)

Elegante as usual la sovrana, che ha abbinato il bianco di uno dei suoi classici abiti autenticamente vintage (questo è un Balmain del 1992) alle perle della raffinata tiara della Regina Maud; notevolissimo anche il collier de chien: cinque fili di perle di grandezza diversa, con perlona pendente. Chic. La nuora Mette-Marit riusa una mise già indossata varie volte e in varie versioni; contrariamente a quanto si potrebbe pensare non si tratta di un abito ma di due pezzi separati, e a dire il vero anche di due brand diversi: gonna grigia con fiori applicati di Lela Rose e blusa in pizzo ricamato di cristalli di Biyan. Lo trovo francamente terribile, shock. Però è una grande gioia trovarla in buona forma così come la zia, la Principessa Astrid, che avevamo visto di recente in sedia a rotelle.

La principessa Claire – moglie del neosessantenne Laurent del Belgio, figlio minore di Paola – non ha un ruolo ufficiale e si vede poco, dunque non ce la facciamo sfuggire. Giovedì 26 ha visitato la comunità di Molenbeek per il progetto Léon dans la classe, che ha ricevuto un riconoscimento anche dal Prix Reine Paola 2022-23. Si tratta di laboratori di danza intergenerazionali, progetto meno scontato di come potrebbe sembrare, tenendo presente che Molenbeek, comune dell’hinterland della capitale, è un’area delle più disagiate, con una forte presenza di immigrati poco integrati e a rischio di radicalizzazione.

Claire non è una donna particolarmente elegante ma è piuttosto signorile di suo, a me è molto simpatica, e trovo che questa volta abbia veramente azzeccato la mise, col lungo gilet di modissima questo autunno. Poi tutto può essere migliorato – forse il monocolore nero, blu, marrone, grigio per blusa e pantaloni avrebbe funzionato meglio – ma si sa che il meglio è nemico del bene. Chic.

Restando in Belgio, un paio di settimane fa il Presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa è stato accolto in visita ufficiale; Mathilde ha indossato mise già viste ed altre nuove tipo questa, metà brigantessa metà quacchera, con mantella (Natan x Alicia & Audrey) su un nuovo abito (sempre Natan) con una fantasia a graffiti che si vede poco, cosa che non posso dire mi dispiaccia; purtroppo la lunga fascia che pende sulla schiena si vede pure troppo.

E tanto per non farci mancare niente un bel cappellone (Dior, come la clutch) piazzato in testa. Ma perché? Capisco le esigenze della formalità, che avrebbero però richiesto un modello più elegante nonché adatto all’interno, meno da passeggiata a cavallo. Non tutto fa brodo – anzi consommé – non è che se mi metto il cappelletto da baseball con la visiera sulla nuca lo consideriamo un abbigliamento formale perché il capo è coperto. Strashock.

(Ph: Miguel Figueiredo Lopes/Presidência da República)

Nuovo anche l’abito indossato per il concerto di musica portoghese offerto dal Presidente ai sovrani per ringraziare dell’ospitalità. La Reine sceglie di nuovo Dries Van Noten, abito blu a macchie rosse, con incomprensibile mantellina. La cosa singolare è che in quasi ogni foto Mathilde ha un’espressione come minimo perplessa, non le piace il fado o si è vista allo specchio? Sorry, lei è bella e avrebbe anche il fisico, ma non ha il temperamento e quel pizzico di eccentricità per questi modelli. Shock.

Chi invece ha il fisico e soprattutto l’eccentricità è Máxima, che il 18 ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Sudafrica, per poi proseguire da sola alla volta del Kenia. Impossibile presentare per intero il carosello di mise indossate dalla vulcanica sovrana. In molti casi si tratta di toilettes già indossate, come l’abito bianco con quell’orgia di fiori a mezzo busto, o quello in taffetà color corallo; entrambi Natan, non sono certo al top delle mie preferenze ma almeno non scompaiono davanti ai colori dell’Africa; boh il primo, shock il secondo.

Qualche altra mise è nuova per metà, come questo insieme a grosse paillettes svolazzanti color bronzo, sempre opera di Natan. Un mesetto fa la sovrana aveva indossato la sola gonna con una camicia bianca, e mi era piaciuta; devo dire che funziona anche tutto il completo, è un po’ tanto, ma confesso che le paillettes di giorno, se indossate col giusto mood, mi piacciono più che di sera; avrei evitato le scarpe di quel colore (sono le solite Gianvito 105 di Gianvito Rossi, nel colore mango metallic, very impressive) ma per me è chic.

Il pezzo forte del viaggio è senza dubbio questo, una enorme, fantasmagorica caramellona al mirtillo firmata Natan (of course) rispetto alla quale ogni descrizione sarebbe francamente pleonastica. Nuovo di pacca, non avevamo mai visto quest’abito prima, ma qualcosa mi dice che lo vedremo ancora. Posso dire una cosa? Solo lei può portare un cosa del genere; shock, ma assolutamente fantastica.

(Ph: UNSGSA)

Smessi i panni della regina Máxima assume quelli del rappresentante del Segretario Generale dell’ONU per la finanza inclusiva e lo sviluppo, e in tale veste arriva in Kenia. Interessante e appropriata la sua mise, un vecchio completo tunica e pantaloni Max Mara. Il colore, un brillante giallo sole, è sicuramente da lei, lo sono meno le ballerine flat (Giuseppe Zanotti): come tutte le signore abituate ai tacchi alti non ci cammina troppo elegantemente, ma apprezziamo lo sforzo. Probabilmente sarete incuriositi dal suo copricapo: è una sorta di “corona” che naturalmente non fa parte della mise originale, è un esempio dell’artigianato locale che probabilmente le avranno offerto in dono, e la sovrana ha indossato con spirito e come forma di cortesia verso gli ospiti. Ecco, questo è un caso in cui un cappello sbagliato è non solo accettabile, ma addirittura apprezzabile, per cui chic.

(Ph: Max Kneefel)

Il completo pantaloni è anche la scelta per il primo appuntamento una volta rientrata in patria, la visita alla Dutch Design Week a Eindhoven. Questo è di Dries Van Noten; il colore è terribile (considerazione personale), le proporzioni sono oggettivamente strane: la giacca è corta e i pantaloni larghi, e non amo le camicie abbottonate fino al collo. La regina olandese ha aggiunto accessori neri: borsa Bottega Veneta, stivaletti Gianvito Rossi e pure una mantella Natan (il modello è simile, ma non è la stessa indossata in rosso da Mathilde).

Che vi devo dire? Boh.

El día de la Heredera

Oggi Leonor de Borbon y Ortiz, Princesa de Asturias, compie diciotto anni e li festeggia giurando davanti al Parlamento in seduta congiunta fedeltà alla costituzione. Da questo momento è ufficialmente Principessa Ereditaria, e può iniziare ad assumere compiti istituzionali, ad esempio sostituendo suo padre come Reggente ove se ne presentasse la necessità.

Leonor è arrivata con la sorella minore Sofía a bordo di una Rolls Royce Phantom IV col tettuccio trasparente, preceduta dai sovrani a bordo di un’altra Rolls Royce.

(Ph: EFE)

Per lei tailleur pantaloni bianco, una mise che per la famiglia ha un particolare significato: ne indossava uno anche Letizia per l’annuncio del fidanzamento con Felipe, esattamente vent’anni fa, ed è difficile pensare che si tratti di una semplice coincidenza. Un completo creato su misura per lei da Sastrería Serna, sartoria di fiducia del re per le uniformi militari. Spagnole anche le scarpe, modello Maleo del brand Lodi, aperto sui lati e caratterizzato dal tacco squadrato un po’ troppo grosso, ma l’importante è che fosse comodo e solido, caratteristiche che le saranno molto utili nei molti anni a venire. Belli anche il trucco, chiaro luminoso e leggermente rosato, e il parrucco, una semplice coda di cavallo.

El Rey, la mano sinistra ancora stretta nel tutore, è apparso emozionato, orgoglioso e scicchissimo in tight; in perfetto contraltare col capo del Governo Pedro Sanchez, ugualmente alto, un filo meno elegante, un tantinello più bello. Versione moderna e spagnola dei Dioscuri in morning suit.

Letizia ha optato per un abito bluette (sembra sia il colore preferito della figlia) di Carolina Herrera già indossato lo scorso anno durante la visita in Germania. Caso ha voluto che la stessa identica tonalità sia stata scelta da Francina Almengol – la Presidente dei Deputati, che ha condotto la cerimonia – il che non ha contribuito a dare risalto alla Reina, apparsa peraltro piuttosto tesa, a tratti quasi insofferente; vogliamo dire che l’ha tradita l’emozione? Sfarfalleggiante la sedicenne Sofia con un capedress un po’ troppo corto e svolazzante; non ci azzeccava niente con la solennità del contesto ma l’ho trovata divertente.

Il giuramento della giovanissima futura regina è stato accolto da una standing ovation con un applauso interminabile, talmente lungo (ben quattro minuti) che Letizia ha iniziato a innervosirsi; questa donna è veramente un mistero. Leonor ha ringraziato, ponendo spesso la mano sul cuore; alla fine Felipe è riuscito con garbata fermezza – quella che a volte manca alla moglie – a far terminare l’applauso per passare alla fase seguente, il saluto ai presenti in un’altra sala del palazzo. El Rey è sembrato però soddisfatto e forse anche lusingato; in fondo questo entusiasmo per la figlia va letto anche come un apprezzamento a lui e al suo operato. E non era per niente scontato.

Poi la scena si è spostata a Palacio Real, dove Leonor ha ricevuto il collare della Real y Muy Distinguida Orden de Carlos III, massima onorificenza civile del Paese, cui è seguito un pranzo per autorità e illustri ospiti; speriamo che stasera questa dolce fanciulla possa festeggiare in maniera un po’ più easy. Giro di tapas?

Alla fine della fase dei saluti a palazzo reale, pure questa piuttosto lunghetta, la figlia ha abbracciato la madre con un gesto sorprendentemente protettivo; e se è vero che una immagine vale più di mille di parole, Lady Violet non deve aggiungere altro.

Intanto per le vie di Madrid è già Leonor-mania; le strade del corteo reale erano piene di gente che ha colto l’occasione per fare gli auguri alla Princesa, facendo sentire vicinanza calore e sostegno in un momento così importante per lei, in un giorno che non dimenticherà.

Ora un po’ di video per cogliere gli aspetti principali della giornata, trovate la versione integrale sul canale youtube della famiglia reale: casarealtv

L’arrivo al Parlamento https://www.youtube.com/watch?v=kyslQ43eXtI

Il giuramento, con il lungo applauso: https://www.youtube.com/watch?v=QVq9x9Az7-4

Il primo discorso di Leonor: https://www.youtube.com/watch?v=FK_kUxlHl9g

Le foto del giorno – È un cuginetto

Di cosa parlavamo oggi (Auntie Katie)?

Bene, in casa Middleton devono averci letto, e hanno deciso di svelare l’arcano. George Charlotte e Louis hanno un nuovo cuginetto: gli zii James e Alizée hanno avuto un maschietto.

(Ph: Instagram @jmidy)

Cui è stato imposto un nome di particolare importanza e raffinatezza, Inigo, come Inigo Jones, l’architetto paesaggista e scenografo che per primo portò in Albione il Rinascimento. Jones morì nel 1652, quattordici anni prima del terribile incendio che distrusse gran parte di Londra, dunque di sue opere non ce ne sono tante, ma la sua impronta c’è ancora: la chiesa di St. Paul a Covent Garden, ad esempio, è sua. Poi insomma, Inigo Middleton è un po’ pomposo, ma ci abitueremo.

(Ph: Instagram @jmidy)

Non abbiamo dubbi che anche Baby Inigo farà cose magnifiche; intanto ha già svolto con successo il suo primo compito, portare una grande felicità in famiglia. Non sappiamo se il piccolo abbia già conosciuto gli augusti cugini, sicuramente ha già incontrato i cani di famiglia, e il padre gli ha già parlato di Ella, l’adorata cagnetta morta alcuni mesi fa, la cui vicinanza forte e serena aiutò James a superare la depressione, meraviglioso esempio di pet therapy.

Ma quanto ci piace il lieto fine?

Auntie Katie

Sono giorni in cui una bella notizia non può che far piacere, e oggi ce n’è una piccola ma adorabile. Qualche mese fa James Middleton aveva annunciato che la moglie Alizee era in attesa del primo bebè, ed ecco arrivare la lieta novella: il Daily Mail ieri ha mostrato in esclusiva le foto dei neogenitori a passeggio per Londra, a Westbourne Grove, nella scicchissima Notting Hill: https://www.dailymail.co.uk/femail/article-12675009/James-Middleton-Alizee-Thevenet-welcome-baby.html

(Ph: Instagram @jmidy)

Fedeli allo stile sobrio e defilato scelto dai giovani signori Middleton, nessun dettaglio sulla nascita è stato reso noto, né la data, né il luogo, né il nome del bebè e nemmeno il suo sesso, ma come si dice in questi casi, l’importante è che stia bene.

Le ultime foto della coppia risalgono a settembre, pubblicate da lui sul suo account Instagram per celebrare i due anni di matrimonio. James non ha mai fatto mistero delle sue fragilità né della sua depressione, e l’anno per lui era iniziato nel peggiore dei modi, con la morte di Ella, il più amato dei suoi cani. Per fortuna a volte le cose migliorano da sole; quanto a noi, nel pieno rispetto delle loro scelte, speriamo di poter vedere prima o poi il pupo o la pupa giocare con i cani di famiglia, oltre che ovviamente con i cugini George Charlotte e Louis (e Arthur, Grace e Rose, che sono i tre figli della terza Middleton, Pippa).

P.S. oggi è venerdì ma se volete, causa la debolezza che Lady Violet ha per lui, James è stato uno dei nostri gnocchi (Giovedì gnocchi! James)