Scene da uno State banquet

Se i primi momenti della visita possono aver suscitato qualche perplessità – Charles troppo stazzonato, Emmanuel troppo galletto, Camilla troppo pastellosa, Brigitte troppo rigida – lo state banquet è stato un trionfo. Le signore splendide, in blu notte Dior, splendidamente coordinate.

Anzi, Camilla e Brigitte erano così in armonia che nell’entrata a Versailles la Première Dame ha aiutato la Queen Consort ad aggiustarsi il mantello, agitato dal vento. Vento che ha segnato molti ingressi dei 160 ospiti, scelti tra coloro – artisti, sportivi, uomini e donne d’affari – la cui attività ha favorito le relazioni tra i due Paesi.

(Ph: Benoît Tessier/Reuters)

Arriva a passo di carica Charlotte Gainsbourg, che figlia del francese Serge e dell’inglese Jane Birkin, è l’incarnazione dell’entente cordiale francobritannica. L’attrice era in abito lungo, ma il vento giocando con i profondi spacchi lo ha trasformato in una mini, uno stile irriverente che sarebbe piaciuto ai suoi genitori.

Rischia di volare via l’immarcescibile e magrissimo Mick Jagger, in smoking e sneakers con sciarpa svolazzante ancora più della zazzera, in un improbabile color marron glacé. Molto bella (e giovane) la compagna Melanie Hamrick, madre del suo ottavo figlio.

(Ph: Benoît Tessier/Reuters)

Monumentale Carole Bouquet, in camicia bianca e ampia gonna nera, per la gioia di Lady Violet, che con le camicie – maschili, eredità paterna – ci dorme pure. Carole è suocera di Charlotte Casiraghi, dunque consuocera di Caroline. Lo chic che incanta, ovviamente Chanel.

(Ph: Benoît Tessier/Reuters)

Al momento mi sfuggono le ragioni della presenza di Hugh Grant, ma ci saranno senz’altro. Lo scapolo d’oro del cinema British, dopo aver passato una vita da bello e impossibile, compiuti i cinquant’anni ha avuto la classica crisi della mezza età, in 15 mesi ha avuto tre figli da due donne diverse, poi una l’ha anche sposata (e sono nate altre due bimbe). La moglie, la produttrice televisiva e imprenditrice svedese Anna Elisabet Eberstein lo ha accompagnato a Versailles: lei bellina un po’ banale, lui sulla via della mummificazione. Quel dommage.

(Ph: Benoît Tessier/Reuters)

Forse ricorderete Jack Lang, a lungo ministro della cultura con Mitterand; con lui la moglie Monique Buczynski, due cuori e una tintura per capelli (madame, quelles chaussures!).

(Ph: Instagram @pierrehermeofficial)

Accompagnati dalle note del giovanissimo violinista svedese Daniel Lozakovich gli ospiti si sono accomodati nella Galerie des glaces, la galleria degli specchi, dove la tavola è apparecchiata con le porcellane di Sèvres dell’Eliseo. Trovo elegantissimo il colore della tovaglia e molto raffinata la decorazione floreale, scenografica ma semplice (e soprattutto bassa!).

(Ph: Instagram @annesophiepic)

Ecco un dettaglio della mise en place: l’apparecchiatura alla francese vuole le forchette con il dorso in alto e i rebbi verso la tavola, e immagino avrete notato il tovagliolo a destra. Nonostante ciò che si sostiene diffusamente, il tovagliolo a sinistra non è un diktat; lo si può sistemare da uno dei due lati del piatto, o sopra (però piegato semplicemente, non trasformato in un origami) e ci sono alcune importanti case dove lo trovereste immancabilmente a destra. Diciamo che può essere giocato per armonizzare il posto a tavola: in questo caso, ad esempio, a sinistra c’è il menu. Tutto bello direte voi, ma alla fine cos’hanno mangiato?

(Ph: Instagram @annesophiepic)

Coordinato da Fabrice Desvignes, chef del presidente, è sceso in cucina un vero dream team. Anne Sophie Pic, tre stelle Michelin, ha preparato l’entrée: aragosta blu e granchio (ne ignoro il colore) con mandorle e gélée di menta e cocco. Yannik Alléno ha proposto pollo di Bresse marinato allo champagne con porcini. Bernard Antony, Maestro Affinatore, ha sorpreso abbinando al Comté – il primo formaggio francese a fregiarsi del marchio AOC, ossia dell’Appellation d’origine contrôlée, ricevuto addirittura nel 1958 – l’inglese Stichelton, un particolare arborinato fatto con latte crudo.

(Ph: Instagram @pierrehermeofficial)

Chiusura in bellezza con una creazione del sublime Pierre Hermé, che ha riletto il suo celebre macaron Ispahan trasformandolo in un dolce al cucchiaio: composta di lamponi cotti e crudi, litchi, sorbetto di litchi e rosa, sorbetto al lampone e biscotto macaroon. Date retta a Lady Violet, se capitate in Francia (Parigi ma non solo) a Londra, a Baden Baden, a Montecarlo o in vari paesi del Medio ed Estremo Oriente entrate e assaggiate, poi mi direte (tutti gli indirizzi sul sito https://www.pierreherme.com/)

(Ph: Instagram @pierrehermeofficial)

E lui, avrà gradito?

Edit: solo The Queen Consort indossa Dior, l’abito della Première Dame è firmato Vuitton.

Le foto del giorno – Ils ont fait l’histoire

A volte capita anche a uno spazio frivolo come il sofà di Lady Violet di assistere al momento in cui si fa la storia, ed è quello che è accaduto questa mattina.

Nel secondo giorno della visita ufficiale in Francia King Charles III ha tenuto un discorso in Senato davanti ai parlamentari delle due Camere riuniti nell’emiciclo e ai loro presidenti. È la prima volta per l’erede dei Re d’Inghilterra, nel Paese che il suo lo mandò al patibolo.

E alla fine del discorso, quei parlamentari hanno riservato al re una standing ovation, chi glielo avrebbe detto a Robespierre? Ma forse, se lo sapesse, l’Incorruptible sarebbe felice di aver contribuito a disegnare un mondo nuovo. Lady Violet confessa: queste cose colpiscono, e quasi commuovono. Non perdetevi questo momento davvero storico https://twitter.com/i/status/1704836324555940214

Nel suo discorso Charles ha ricordato la madre, cosa che sta facendo spesso; ieri sera al banchetto di stato il sovrano ha raccontato che i genitori visitarono la Francia nel 1948, pochi mesi dopo il matrimonio, con Elizabeth già incinta; i giovani sposi ballarono cullati dalla voce unica di Edith Piaf, e Charles ha confessato che La vie en rose è ancora una delle sue canzoni preferite; sarà per questo che ieri Camilla ha scelto quella rosea mise? Anyway, sempre in ricordo di The Queen, ieri il re e il presidente hanno piantato un albero, offerto da Macron, nel giardino dell’ambasciata britannica, tradizione iniziata dalla defunta sovrana. In fondo, come si dice: una società progredisce quando i vecchi piantano alberi della cui ombra sanno che non godranno mai.

Breaking News! Indovinate? Cape dress

E venne il giorno – anzi la sera – in cui anche la Queen Consort Camilla si arrese al cape dress.

Per la cena di gala a Versailles, di cui parleremo diffusamente domani, la regina arriva senza tiara (peccato!) ma con una mise blu notte firmata Dior, in accordo perfetto con l’abito della Première Dame, molto più smilzo ma praticamente dello stesso colore. Devo dire che la scelta mi convince, il cape dress dona a Camilla un’allure regale che in qualche modo riequilibra l’assenza di diadema, e il movimento donato dal vento è veramente scenografico. E poi il capo sarà anche scoperto, ma collo orecchie e polsi sfavillano grazie alla sontuosa parure di zaffiri ereditata dalla suocera e indossata – con tiara – per la prima visita ufficiale ricevuta da sovrana. Vi ricordo inoltre che il blu è il colore dei Re di Francia, una scelta voluta? Nel caso sarebbe un omaggio notevole, altrimenti va bene lo stesso. Buona serata nella vostra personale Versailles.

Le foto del giorno – Le Roi et Mr President

Oggi si può dire davvero che il regno di King Charles III (e Queen Camilla) è iniziato: i sovrani hanno varcato la Manica per la loro prima visita ufficiale all’estero e sono andati a incontrare gli amici/nemici francesi.

Le prime foto raccontano di una grande cordialità tra i due capi di stato, della grandeur della prima tappa all’Arc de Triomphe, e dell’inevitabile bruttezza del cuscino di fiori nei colori delle bandiere, che poi sono gli stessi: blu bianco e rosso (la verità è che certa di farvi cosa gradita ho scelto questa foto per la presenza dello scudiero di Sua Maestà, il Tenente Colonnello Johnny Thompson).

Naturalmente seguiremo questa due giorni in terra gallica – oltre a Parigi gli ospiti visiteranno anche Bordeaux – naturalmente la cena di questa sera a Versailles si annuncia come uno degli eventi dell’anno; e ovviamente dedicheremo la dovuta attenzione alle differenti mise. Intanto ecco a voi les quatre mousquetaires, con Camilla tutta in rosa in stile Barbie zia d’Albione e la rigorosa Madame Macron in uno dei suoi asciutti completini da vendeuse delle Galeries Lafayette.

Que la fête commence!

Prinsjesdag o Damiesdag?

Il Prinsjesdag, che si è tenuto oggi nei Paesi Bassi, se tradotto alla lettera sarebbe il giorno del piccolo principe; è invece di fatto il Giorno del bilancio: il terzo martedì di settembre il monarca inaugura la nuova sessione del Parlamento, leggendo il discorso programmatico per l’anno entrante.

Il dress code prevede che i signori di Casa Reale – in questo caso il Re e il fratello minore – indossino il tight con gilet grigio, su cui Willem-Alexander porta le insegne dell’Ordine Militare dei Cavalieri di Guglielmo, mentre Constantijn il bottone della Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi.

Le signore sono – dovrebbero essere – in lungo da giorno con cappello (più nastro e stella dell’ordine cavalleresco) per cui negli anni ne abbiamo viste di ogni, ma stavolta si sono quasi superate, accaparrandosi tutta l’attenzione almeno di quanti non siano strettamente interessanti alla politica olandese (anche perché comunque si vota a breve, dunque poi si vedrà). Máxima parte col botto: una creazione di Claes Iversen: completo blusa e pantaloni ampi rosa – è o non è l’anno di Barbie? – sotto un soprabito smerlato, in seta, caratterizzato da una fantasia a grandi fiori dipinti a mano e poi stampati in digitale sul tessuto.

Per mantenere il low profile la regina si è piazzata in capo un fiore grande come un gran cavolfiore, in un marroncino coordinato al soprabito, realizzato appositamente per lei da Berry Rutjes. Capisco che sia il problema minore, ma oltre al non essere adeguatamente formali molti pantaloni se ci si siede fanno le grinze. Non ci resta che ridere.

La primogenita e futura regina Catharina-Amalia sceglie un abito Safiyaa in una tonalità di blu che le sta benissimo, ma il fitting è terribile. Il drappeggio obliquo dona alla principessa, ma la parte superiore non la abbraccia adeguatamente: le spalle sono troppo strette e la scollatura si apre col movimento, mettendo esageratamente in vista il florido décolleté. Interessante l’abbinamento con accessori beige: in testa un copricapo in seta già visto sulla madre. Si può fare meglio. Provaci ancora Cat.

Le figlie dei sovrani crescono, quest’anno partecipa anche la diciottenne Alexia, che spesso gioca a fare un po’ la diva: in questo caso grazie all’abito in jersey stretch color magenta di Zhivago con mantellina, un po’ troppo aderente sul popò e dalla lunghezza eccessiva. In testa un’acconciatura floreale presa dall’armadio materno e rimaneggiata per lei. Molto carina, molto giovane, un po’ pasticciata ma simpatica. Funny girl.

La grande sorpresa quest’anno è arrivata dalla principessa Laurentien, moglie di Constantijn, donna molto graziosa e piacevole, finora decisamente non nota per la propria eleganza. Ebbene, questa volta ha davvero indovinato: non male l’abito realizzato in cady elasticizzato di Hardies, maison che veste molte signore olandesi. I quattro bottoni sulle spalle costituiscono il punto focale, e accolgono pure a perfezione la fascia dell’Ordine della Casa d’Orange. In testa un fascinator realizzato espressamente a mano da Evelien Gentis-Smit di Eudia, utilizzando tessuto e bottone dell’abito. Avrei evitato la collana, lasciando emergere la linea del modello, e pure la pochette di paglia, però brava! Mai dire mai.

La foto del giorno – Che tipetto!

Come sapete non amo pubblicare foto di bambini, a meno che non siano state diffuse dai genitori, e comunque sempre con misura. Purtroppo i pupetti reali imparano presto che per alcune cose hanno meno libertà degli altri, e devono qualcosa ai loro concittadini. Poi certo, voi mi direte che ormai influencer (che parola ridicola) più o meno famosi inondano i social dei loro infanti, ripresi in momenti straordinari tipo dire nguè o mangiare una mela, ma sul sofà di Lady Violet preferiamo uno stile più old fashioned.

(Ph: Instagram @edomapellimozzi)

Oggi però non possiamo esimerci dal fare gli auguri – in ritardo! – a questa signorina, che ieri ha compiuto ben due anni. Sienna Elizabeth Mapelli Mozzi è nata la sera del 18 settembre 2021 al Chelsea and Westminster Hospital di Londra, prima e per ora unica figlia di Beatrice di York e del marito Edoardo, che ha un maschietto da una relazione precedente. Al suo arrivo Sienna era la seconda nipotina del Duca di York e della sua ex moglie Sarah, e dodicesima pronipote della Regina (il marito Philip era mancato cinque mesi prima). Questa foto deliziosa è stata postata sul suo account Instagram dall’orgoglioso papà con le parole Happy Birthday Baby Girl. You bring us so much love and joy every day (buon compleanno piccola, ogni giorno ci porti tanto amore e gioia) seguite dagli inevitabili cuoricini. C’è da dire che il romantico Edo spesso scrive messaggi grondanti amore&zucchero anche alla moglie: secondo me pure un po’ troppo, ma per ora va bene così. Alla piccola Sienna, che nasconde i capelli rossi di famiglia sotto il sombrero tutti i nostri auguri, conditi da un pizzico di soddisfazione nel sapere che nelle sue piccole vene scorre anche italico sangue; vederla crescere sarà una gioia. No, ma quei piedini?

Mini royal chic shock e boh – Royal Family, more or less

Come annunciato sto preparando il post sulle mise sfoggiate al giubileo d’oro di Carl XVI Gustaf di Svezia, ma poiché ci vuole un po’ più tempo del previsto accolgo l’invito ricevuto da alcuni di voi, di esprimermi sulle toilettes sfoggiate da signore legate alla Royal Family.

DA YORK…

(Ph: Mike Marsland/ Getty Images)

Giovedì sera the place to be a Londra era il Royal Drury Lane, storico teatro del West End, per l’evento Vogue World: London. Accompagnata dal marito Edo Mapelli Mozzi – in versione 007, con un tuxedo bianco portato con onore – Beatrice di York è arrivata con un originale cape dress a fiori con drappeggio sul busto. La trovo deliziosa. L’abito non mi convince fino in fondo ma mi piace molto il modo in cui lo indossa, amo trucco e parrucco, e perfino i guanti. E mi piace moltissimo il ricordo della nonna; l’abito è di Richard Queen, il giovane stilista britannico che fu premiato da The Queen che assistette anche alla sua sfilata, durante la London Fashion Week del 2018, ricordate? (2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto). Per me davvero chic.

(Ph:Yui Mok/PA/ Getty Images)

Con sorella e cognato, ma senza marito, c’era anche Eugenie di York, in total look Fendi, creato per lei da Kim Jones. La principessa, che è diventata mamma per la seconda volta a fine maggio, ha un viso splendido, ancora più del solito. Però la scelta dell’abito non è felicissima e quel modello non è per niente facile da portare (anche se francamente poteva andare pure peggio), personalmente ho due obiezioni: il raso lucido è sempre un rischio, e in generale – parlo per esperienza personale – chi ha una figura morbida sta meglio con linee pulite. Le cose che non hanno forma peggiorano quella di chi le indossa e spesso rendono difficile anche camminare con eleganza (ma pure senza); peccato perché il colore le sta d’incanto.

Pazzesche le scarpe, in tulle ricamato con strass argento e cristalli che formano la doppia F della maison, caratterizzate dal tacco scultura in palladio a forma di F rovesciata. Ma siamo sicuri che regge? Boh, io sarei terrorizzata.

…AL SUSSEX

Intanto a Düsseldorf si sono svolti, e sono pure finiti, gli Invictus Games, che a quanto ho visto sono stati un grande successo generale, e uno personale per i Duchi di Sussex. Meghan, probabilmente memore delle critiche ricevute nella precedente edizione, ha agito di conseguenza e dato preferenza allo street fashion, pur senza lasciare nell’armadio proprio tutti le grandi firme. Il primo giorno, appena arrivata, ha scelto un vestitino nero Banana Republic, accessoriato con le amate décolleté Aquazzurra, e una cintura intrecciata di Bottega Veneta. La mise le sta bene e le dà pure un po’ quell’aria da istitutrice perfida che ha una sua letteratura, non solo nella moda. Chic.

(Ph: Tim Rooke/PA)

La cosa che ho amato di mento, ve l’ho già accennato, sono gli shorts, che la duchessa indossa abbastanza spesso. Trovo quest’insieme terribile, e pure un po’ furbetto fintopovero: sulla tutina Zara Meghan indossa un blazer Céline, mentre le ciabattine sono le Tribute di YSL . Senza fare paragoni improbabili, gli shorts stavano bene alla povera Diana, con quelle gambe, e comunque anche lei li portava per andare al mare. Così a me proprio non piacciono, men che meno con le ciabatte, ancorché firmatissime. Shock.

(Ph: Getty Images/PA)

Altro modello usato spesso di recente, e non solo agli Invictus Games, sono questi abiti a tubo, che mi sembrano assai poco donanti. Questo è di Cult Gaia – brand con sede in Florida specializzato in abiti e accessori gettonatissimi nella stagione più calda – in un colore che sul sito viene definito seamoss, che sarebbe un’alga, non esattamente il mio genere, diciamo. Interessante la lavorazione a intaglio, peccato che il tessuto sia puro polyestere, e mi fa venire caldo da qua. Tra l’altro l’abito per come è mostrato sul sito arriva pochi centimetri al di sopra delle caviglie; su Meghan in alcune foto è più lungo in altre meno, per cui probabilmente muovendosi o sedendosi risale. Boh.

(Ph: Karwai Tang/Getty Images)

Per l’ultima mise ci vuole una premessa: più invecchio più mi trovo a dare ragione a mia madre, scomparsa da 15 anni. Non sempre eh, ma più spesso di quanto avrei pensato. Ecco, mia madre, appassionata sostenitrice del beige, questa mise l’avrebbe amata. Io proprio amarla magari no, non porto il beige che è il colore che mi sta peggio (l’incarnato devo averlo preso da mio padre) però lo trovo davvero elegante. Mi piace molto l’idea dell’insieme trench+pantaloni in seta crêpe de chine di Cuyana, brand femminile e sostenibile. E se le sue gambe non esaltano i calzoncini con i pantaloni cropped va molto meglio. Poi magari non avrei messo una t-shirt bianca, e in altre foto la vita alta dei pantaloni sembra veramente troppo alta, ma da questa foto mi sembra chic. E poi la mamma è sempre la mamma.

Le foto del giorno – I suoi primi cinquant’anni

Questa volta cominciamo dalla fine con le foto dell’ultima giornata dedicata al giubileo d’oro di Carl XVI Gustav di Svezia, che ieri ha festeggiato i suoi primi 50 anni sul trono, dove siede dalla morte del nonno Gustav VI Adolf avvenuta il 15 settembre 1973.

(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)

Le celebrazioni sono iniziate mercoledì 13, entrando nel vivo giovedì con concerto e cena privata alla presenza della famiglia reale e di altre teste coronate, per la gioia di Lady Violet e dei suoi ospiti accomodati sul sofà. Ieri due i momenti clou: il Te Deum nella cattedrale di Stoccolma e la cena di gala, con la partecipazione degli ospiti di cui sopra. Tutti questi eventi – o meglio, le mise indossate per i medesimi – saranno oggetto del prossimo Royal chic shock e boh, ma non possiamo lasciar passare senza una menzione questo importante anniversario.

Le celebrazioni si sono concluse oggi con la passeggiata dei sovrani in carrozza per le vie di Stoccolma, e visto che la città è costruita su un arcipelago la passeggiata è proseguita a bordo del battello reale. La regina Silvia era in giallo, colore che ha eletto a suo simbolo per questi festeggiamenti insieme all’azzurro – i colori della bandiera svedese – con una sola eccezione, che vedremo; oggi deliziosa nello stile Jackie che è uno dei suoi preferiti. Il re, in gioventù uno dei più bei royal giovanotti in circolazione, ha ormai sempre quell’espressione vaga da Raimondo Vianello che s’è scordato le battute, che è diventata il suo marchio di fabbrica.

Ieri, accanto al fasto, c’è stato un momento più intimo e privato: il re e la sua famiglia, la regina Margrethe di Danimarca con i principi ereditari e la (ex) regina Anne-Marie di Grecia hanno visitato la tomba del nonno, il defunto Re Gustav VI Adolf, nel cinquantesimo anniversario della morte. Il padre di Carl Gustav – deceduto in un incidente aereo quando il figlio aveva pochi mesi – e la madre di Margrethe e Anne-Marie erano fratello e sorella. Il sovrano riposa nel cimitero reale di Haga accanto alle sue due consorti: la prima, Margaret di Connaught, madre dei suoi cinque figli, e la seconda, lady Louise Mountbatten, zia paterna di Philip, il Duca di Edimburgo.

Oggi è andato in scena l’ultimo atto, il concerto offerto dalla città di Stoccolma. Cantanti e musicisti hanno ripercorso i momenti salienti della musica svedese degli ultimi cinquant’anni; protagoniste assolute, ovviamente, le hit degli ABBA. Quando dal palco è partita Dancing Queen in onore della regina la figlia Victoria e la nipote Estelle non hanno resistito a canticchiare pure loro.

La celebre canzone fu eseguita la prima volta la sera del 18 giugno 1976, al concerto prenuziale per Carl Gustav e Silvia, una dedica speciale alla ragazza che stava per diventare regina. Se non l’avete mai visto seguite il link e godetevi il video fino alla fine, così vedrete pure la sposa nella sua sfolgorante bellezza. https://www.youtube.com/watch?v=fmBM-qJpEz4

Invictus birthdays

Oggi è il 15 settembre, giorno ricchissimo di royal compleanni.

Nella più assoluta discrezione, come da tradizione, la Reina Letizia compie oggi 51 anni. Per lei una giornata senza impegni ufficiali, e magari un weekend da trascorrere con le persone che ama. In assenza di un ritratto pubblicato all’uopo, anche qui secondo tradizione, Lady Violet ha scelto una foto scattata lunedì durante la visita a una scuola in Galizia per l’apertura del nuovo anno scolastico. Letizia è una di quelle donne che invecchia con grazia: mi sembra che sia più rilassata e stia perdendo un po’ di quella rigidità che l’ha contraddistinta a lungo. E anche se non mi azzarderei a parlare di simpatia mi sembra che gestisca in modo più empatico il rapporto con le persone, soprattutto i cittadini che accolgono festosi i sovrani. Quanto al suo stile, non abbiamo che conferme; delizioso anche questo look, che fa tanto Francia anni ’60. ¡Feliz cumpleaños!

(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)

Lui oggi compie cinquant’anni, e dovrebbe essere il protagonista della giornata. Invece gli capita di essere nato il giorno in cui il Re di Svezia, suo suocero, è asceso al trono. Questo, se da una parte gli dà un’aura quasi da predestinato, dall’altra finisce per metterlo in secondo piano, o terzo, o quarto… È la dura vita dei principi consorti, magari tra dieci anni la moglie sarà regina e lui potrà festeggiare come si deve il nuovo traguardo, intanto fa quello che deve, sostiene la principessa ereditaria con ammirevole solidità. Olof Daniel Westling è nato il 15 settembre 1973 alle 06.54 a Örebro; per il mezzo secolo gli è toccato un nuovo ritratto, ma va detto che essendo egli sempre uguale, avrebbero potuto riciclarne uno vecchio. Potranno comunque usare questo per i prossimi 10 anni, a meno di un crollo improvviso e secondo me improbabile; alla fine sempre di un ex personal trainer si tratta, e la salute, dopo aver superato gravi problemi culminati in un trapianto di rene, probabilmente richiede una certa diciamo così manutenzione. Grattis!

Last but not least, anzi, il Duca di Sussex, che compie oggi 39 anni festeggiato dai partecipanti agli Invictus Games, attualmente in corso a Düsseldorf. Spero che abbiate visto un po’ delle tante fotografie che circolano (e che non riesco a postarvi, questa settimana tanto materiale e poco tempo), è veramente una bellissima festa, di sport di energia di speranza e positività. Penso che gli Invictus Games siano la cosa migliore che abbia fatto Harry nella sua vita pubblica, la cosa che lo rappresenta di più, lo racconta meglio e probabilmente gli regala una particolare soddisfazione. A festeggiare con lui non ci sono i bambini ma c’è Meghan, che a sua volta in queste occasioni dà il meglio di sé. La Duchessa, forse memore delle critiche che le sue toilettes firmatissime avevano raccolto nella scorsa edizione, ha puntato tutto sullo street fashion: abiti di brand alla portata dei più, senza dimenticare qualche dettaglio high fashion tipo le ballerine Chanel della foto. Meghan ha indossato più di una volta gli shorts, che personalmente non amo in contesti urbani superata l’adolescenza, a meno di avere gambe spettacolari (ma non mi convincono neanche in quel caso).

Tanto per rassicurarvi, i titoli della stampa italiana, britannica e internazionale, non si sono smentiti: si va da Harry agli Invictus Games senza Meghan a Meghan agli Invictus Games senza la fede nuziale. Io tutt’al più avrei titolato Harry agli Invictus Games senza capelli: direi che limitarci al dramma tricologico basta e avanza, e sarebbe pure un punto di contatto col fratello, chissà. Happy birthday! a lui e complimenti al nostro team, al momento vincitore di 9 medaglie.

Meghan, tieni da conto quella maglia!

Le foto del giorno – Privilegi

Ladies&Gents, ecco a voi il vero autentico privilegio: il privilège du blanc.

Questa mattina i sovrani belgi sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco, e Mathilde si è presentata in total white, sulla base del privilegio che divide con pochissime altre signore: la suocera Paola, le Reina Letizia e la Emerita Sofía, Maria Teresa di Lussemburgo, e (concesso solo di recente) Charlène de Monaco. Oltre a Marina Doria, consorte del Principe di Napoli, il cui privilegio dipende dall’essere sposata in casa Savoia; lei ne ha usufruito con una certa soddisfazione, io francamente avrei evitato ed eviterei, ma questa è un’altra storia.

Mathilde invece era perfetta: robe-manteau candido e splendida nivea mantiglia, immagino di pizzo belga. Borsetta en pendant con le scarpe, in un color greige freddo chiarissimo; scelta che può destare qualche perplessità ma in fondo è obbligata: quando l’abito era lungo le scarpe erano bianche, senza problemi né discussioni. Oggi, con gli abiti corti, le scarpe bianche rischiano di essere un po’ troppo per cui si opta per queste mezze tinte, e devo dire che la Reine osa qualcosa di più interessante del solito nude.

Philippe e Mathilde avevano incontrato precedentemente Francesco nel 2015, ma in quel caso si era trattato di una visita ufficiale, mentre questa è stata un’udienza privata. Di cosa avranno parlato? Secondo la stampa belga del nuovo Arcivescovo di Malines – Bruxelles, appena insediato alla presenza dei sovrani, e della situazione internazionale; in particolare della guerra in Ucraina e della crisi in Congo, ex colonia belga. Roi Philippe potrebbe anche aver invitato il pontefice all’ottavo centenario dell’Università Cattolica di Lovanio, che sarà celebrato il prossimo anno.

Non è mancato il tradizionale scambio di doni: i sovrani hanno omaggiato il pontefice di un’opera in ceramica raffigurante il Buon Pastore, creazione di un’artista belga, che dovrebbe essere quella mattonella arancione sul vassoio che sembra un po’ una torta. In cambio hanno ricevuto un bassorilievo bronzeo che raffigura un dettaglio della porta centrale della basilica di San Pietro, una copia del Messaggio per la Giornata Mondiale della  Pace di quest’anno, un volume dedicato all’Appartamento Pontificio delle Udienze, e il libro sulla Statio Orbis del 27 marzo 2020.

Al loro arrivo nel cortile di San Damaso Philippe e Mathilde sono stati ricevuti dai membri di un altro circolo superelitario, composto da quelli che una volta si chiamavano Gentiluomini del Papa. Il signore al centro della foto, dal bel profilo forte, è Hugo Windisch-Graetz, capo del suo casato nonché marito di Sophie von Haubsburg, che oltre a discendere da sì magnanimi lombi è anche creatrice di quelle borse che di recente abbiamo visto piuttosto spesso, particolarmente apprezzate anche dalle royal ladies. A match made in heaven, alla lettera.