Nonostante ieri io abbia pubblicato il post sul Día de La Hispanidad, che cade indubbiamente il 12 ottobre, non so perché mi sono alzata convinta che il 12 fosse oggi, una specie del giorno della marmotta, per cui il ricordo dei cinque anni dalle nozze tra Eugenie di York e Jack Brooksbank arriva la sera del 13 (e molti lo leggeranno direttamente il 14). Per fortuna i signori Brooksbank non hanno aspettato Lady Violet e hanno fatto da soli, autoricordandosi con un reel sul profilo Instagram di lei.
Da cui ho tratto tre deliziose foto, a partire da quella che ritrae l’allegra famigliola: mamma, papà, August e Ernest al mare, forse in Portogallo dove trascorrono parte dell’anno a causa del lavoro di lui. Una coppia consolidata, che ha dato sempre l’idea di solidità e armonia. Il loro matrimonio, il 12 ottobre 2018, arrivava cinque mesi dopo quello dei Duchi di Sussex e fu celebrato nello stesso luogo, la St. George’s Chapel a Windsor, dove ora riposano i nonni paterni di lei. Matrimonio che non risultò schiacciato né messo in ombra da quello dei più importanti cugini, ma anzi si è ritagliato un suo piccolo posto nella storia dei royal wedding innanzi tutto per l’assenza di velo della sposa, che vi aveva rinunciato perché rimanesse visibile la cicatrice degli interventi per la scoliosi subiti da bambina, testimonianza di difficoltà affrontate e superate.
Ho avuto la fortuna di vedere dal vivo gli abiti degli sposi, quelli delle damigelle, e la favolosa tiara di smeraldi e diamanti, e la creazione di Peter Pilotto si conferma in vetta alle mie preferenze, superato forse solo dall’abito che Valentino creò per Máxima. Splendido anche il vestito color cipria con cui Zac Posen vestì Eugenie per il ricevimento serale.
Oggi in Spagna è el Día de la Fiesta Nacional, el Día de la Hispanidad.
Ma è soprattutto el Día de Leonor che per la prima volta affianca i genitori con tutta la formalità dell’uniforme di gala dell’Esercito di Terra, come le consente l’aver giurato fedeltà alla bandiera appena cinque giorni fa.
(Ph: Gtresonline)
Il padre Felipe, essendo il capo di tutte le Forze armate, alterna le uniformi dei vari corpi, e quest’anno indossa quella di Capitano Generale dell’Esercito dell’Aria, l’aeronautica militare.
(Ph: Getty Images)
L’aspetto più adorabile: gli sguardi di amorevole complicità tra padre e figlia.
(Ph: Gtresonline)
In tale marziale splendore, la Reina ha pensato di mettersi una vestaglietta a fiori. Che vi devo dire, ne parleremo. Una cosa però possiamo dire subito: a lungo ci siamo chiesti – almeno Lady Violet l’ha fatto – se Letizia sarebbe entrata in competizione con le figlie nel momento in cui le ragazze fossero diventate adulte. Mi sembra di poter dire di no, confesso che la sovrana mi sta piacendo molto. Vestaglietta a parte.
(Ph: Gtresonline)
Dopo la tradizionale cerimonia nella madrilena plaza de Cánovas del Castillo, la Princesa de Asturias ha partecipato anche al ricevimento nella sontuosa sala del trono a Palacio Real, dove ha salutato con grazia autorità e personalità di ogni tipo. Molti signori anzianotti e signore improbabilmente addobbate; per fortuna c’è anche chi rialza decisamente la media.
(Ph: Gtresonline)
Il primo passo è fatto Leonor, la vita è davanti a te.
Certo La società dei magnaccioni probabilmente non è la prima canzone che verrebbe in mente da abbinare a degli eredi al trono – soprattutto se parliamo anche di una graziosa fanciulla – ma quel verso è il primo che mi è venuto in mente guardando queste immagini.
Nei prossimi venti giorni ben due futuri sovrani raggiungeranno la maggiore età, e il traguardo verrà adeguatamente festeggiato. Il primo è Christian, secondo nella successione al trono di Danimarca dopo il padre Frederik, che domenica diventa maggiorenne. Per lui sono previsti l’affaccio al balcone di Amalienborg e una cena di gala offerta dalla nonna regina, cui parteciperanno autorità, rappresentanti di associazioni giovanili, sportive ed artistiche, e 200 coetanei del principe provenienti dai quattro angoli del Paese. Per cui forse avrei evitato la pompa magna, ma la bellezza e l’allegria della gioventù illumineranno la serata pure senza diamanti in testa.
In suo onore è già pronto un francobollo da 50 corone (in euro circa 6,5) emesso da Tusass, la società di poste e telecomunicazioni della Groenlandia, enorme isola artica cha dalla Danimarca dipende. Il baldo giovanotto, ritratto da Franne Voigt, indossa una giacca impermeabile bianca che si chiama anorak e fa parte del tradizionale costume maschile groenlandese. Una sinfonia di bianco e azzurro un po’ fredda e molto artica, che Lady Violet stremata dl caldo accoglie con un certo sollievo. Il francobollo sarà in vendita da lunedì 16, il giorno dopo il compleanno di Christian.
Il 31 tocca invece a Leonor, erede al trono di Spagna. Per lei celebrazioni caratterizzate dell’understatement tanto caro alla famiglia, ma un omaggio più importante del “collega”: una moneta celebrativa in argento, del valore di 40 euro, in tiratura limitata di un milione di esemplari (che mi sembrano tanti, ma confesso di non avere esperienza di numismatica). La moneta presenza su un verso le insegne della Princesa, che dovrebbero essere colorate, come mostra la foto. Sull’altro un bel ritratto, per il quale Leonor ha posato nei mesi scorsi. I figli crescono, le mamme imbiancano, le royal watcher non ne parliamo.
La maggiore età degli eredi non è l’unico punto di contatto tra le due famiglie reali; è stato annunciato che Los Reyes compiranno una visita di stato da lunedì 6 a mercoledì 8 novembre in Danimarca; tra mise e tiare ne vedremo delle belle!
Confesso che nel fine settimana le tragiche notizie internazionali mi hanno un po’ sopraffatta, e non vi nego che in questi casi – è già successo, purtroppo – il dubbio se continuare a parlare di frivolezze davanti a tanto orrore si fa molto forte. Poi mi sono imbattuta in questa foto, che francamente non conoscevo, e forse per la serena fermezza della mai troppo rimpianta Queen, forse per l’abito modello caftano che mi ha fatto stabilire un legame ideale con l’area della tragedia, ma ho deciso di proporvela, cogliendo l’occasione per una piccola informazione.
(Ph: Getty Images)
La foto è del 12 maggio 2006, ed è stata scattata alla cena del Royal Windsor Hore Show, uno dei concorsi ippici che amava di più. Notevole il caftano, in un tessuto che sembra ciniglia, o velluto. Un modello insolito che lei, fresca ottantenne, indossa con la solita grazia. Interessante la demi-parure di zaffiri, che non conoscevo.
(Ph: Getty Images)
Secondo l’informatissimo blog The Royal Watcher dovrebbe trattarsi di un dono proveniente dal Medio Oriente, indossato a partire dal 2002 – anno del Golden Jubilee – per varie occasioni importanti tra cui il banchetto di stato col sovrano saudita Abdullah nel 2007. Scelta che rafforzerebbe le ipotesi sulla sua provenienza, dato che non mi sembra esattamente il suo stile.
(Ph: Reuters)
Il set comprende un collier a tre fili di diamanti fermato da un nodo centrale con zaffiro e tre elementi pendenti che terminano a loro volta con uno zaffiro. Piuttosto moderni – e non particolarmente abbinati come stile – gli orecchini, chissà che non li rivedremo su qualche royal lady. Mi permetto di dire un insieme non particolarmente entusiasmante, ma mai come stavolta vale l’espressione a caval donato…
La piccola notizia che volevo darvi invece riguarda la serie The Crown, arrivata alla sesta serie che per ora è anche l’ultima. Sarà disponibile su Netflix in due fasi: i primi quattro episodi il 16 novembre, i restanti sei il 14 dicembre. La narrazione spazierà dall’ultima fase della vita di Diana alla nascita dell’amore tra William e Catherine. Parte il conto alla rovescia!
Leonor, Princesa de Asturias, alla soglia dei 18 anni che compirà a fine mese, ha iniziato l’addestramento da futura sovrana, e al momento è cadetta dell’Accademia Militare di Saragozza. Oggi, con i suoi compagni di corso – e l’espressione del ragazzo alle sue spalle è tutto un programma – ha partecipato al tradizionale omaggio alla Vergine del Pilar, alla vigilia del giuramento alla bandiera.
Il kaki dell’uniforme non le sta male, anche se forse dona di più a chi ha la pelle ambrata, ma quel rosso scarlatto, che dal basco scende sulle spalline e sul cordone riflettendosi con discrezione sulle labbra principesche fa la differenza anche per il look. Sappiamo che Leonor non parteciperà al gala per i diciotto anni del “collega” Christian di Danimarca (hanno invece confermato la loro presenza Elisabeth del Belgio e Ingrid Alexandra di Norvegia, col padre Haakon), e sicuramente per la sua maggiore età non sono previsti festeggiamenti ufficiali, ma qualcosa ci sarà. Pensate pure a noi royal watcher!
Aspettando di vederla con il primo dei tanti diademi che la aspettano, per ora accontentiamoci del basco, sempre deliziosa è.
L’inizio dell’autunno segna in molti Paesi la ripartenza dell’attività legislativa, e se si tratta di monarchie ciò di solito avviene alla presenza del monarca. Se martedì a riaprire i battenti è stato il Folketing, il parlamento danese, ho scoperto che domenica 1 ottobre la stesso è accaduto in Bhutan, con la ritualità che a quella cultura appartiene.
Si tratta dell’ultima sessione dell’attuale Parlamento prima delle nuove elezioni. Il sistema bhutanese prevede due camere, riunite per l’occasione: la camera bassa è l’Assemblea Nazionale composta da 47 membri, in rappresentanza dei 47 collegi in cui è diviso il Paese; la camera alta è invece il Consiglio Nazionale, composto da 25 membri di cui fa parte anche il sovrano; il Bhutan è dal 2008 una monarchia costituzionale; se il numero esiguo dei parlamentari vi colpisce, considerate che i bhutanesi sono meno di ottocentomila.
Immancabile la ricca e coloratissima coreografia che ha accompagnato il sovrano, come la processione dei Chipdrel, che affonda la sua origine nell’antica tradizione buddhista.
Col Re non c’era l’incantevole moglie, che ha partorito il terzo bebé – dopo due maschi una bimba che non vediamo l’ora di conoscere – meno di un mese fa; a riceverlo due sorelle e un fratello. La prima a destra, la Principessa Dechem, ha in comune col sovrano entrambi i genitori, essendo figli del Re Emerito e della sua terza moglie; gli altri due, la Principessa Kesang e il Principe Ugyen, sono figli invece della seconda moglie.
Se ricordate, il quarto Re Drago, padre dell’attuale sovrano, ha sposato quattro sorelle in un’unica cerimonia privata nel 1979; una cerimonia pubblica con le quattro consorti è stata tenuta nel 1988. La cosa interessante è che al momento del matrimonio tutte e quattro le sorelle hanno avuto il titolo di Regina, e ora hanno tutte e quattro quello di Regina Madre, che mi sembra una cosa fantastica. Il numero ordinale che le individua è relativo all’ordine di nascita, dalla maggiore alla minore. Da questo matrimonio multiplo sono nati in totale dieci figli, cinque femmine e cinque maschi.
In conclusione di questo breve post su un Paese che ci affascina sempre di più, dopo aver adeguatamente ammirato gli abiti delle principesse (e gli stivali del principe) Lady Violet avrebbe una domanda: sono vere quelle ciglia?
Oggi è il primo lunedì di ottobre, mese dedicato alla lotta ai tumori femminili.
Ce lo ricorda, come ha fatto negli ultimi quindici anni, la Principessa Ereditaria Victoria di Svezia, che ha appuntato il suo bel nastrino rosa su una camicia altrettanto rosa; magari si vede poco, ma il messaggio è forte e chiaro. Come probabilmente molti di voi, anche nella mia mente e nel mio cuore vive il ricordo di alcune amiche che sono morte per un tumore al seno, alcune anche molto giovani. Per fortuna la ricerca procede spedita, penso siamo fortunate a vivere in questo momento, e a poter accedere alle terapie adeguate. A noi è richiesto solo un piccolo impegno, occuparci della prevenzione; se non l’avete ancora fatto, prenotate una mammografia. So che è una scocciatura, avete altro da fare, o magari preferite non pensare alla (remota) possibilità di ammalarvi. Ma fatelo, per voi stesse, per chi amate e vi ama, per chi non ha avuto la stesa fortuna.
Questo post è in memoria di Paki. Non sei stata dimenticata.
Questa settimana iniziamo giocando in casa, con la Duchessa di Edimburgo a Roma, al funerale del Presidente Emerito Napolitano a Montecitorio, in rappresentanza di King Charles. L’abbiamo vista in diretta (La foto del giorno – Il cordoglio del Re, e di Sophie), ne abbiamo apprezzato il garbo e la misura, oggi dedichiamo maggiore attenzione alla sua mise.
Forse in omaggio all’Italia Sophie indossa un abito Valentino senza dubbio perfetto per l’occasione; lunghezza impegnativa ma adeguata, molto bello lo scollo, qualche dubbio sul fitting nell’area vita/addome. Mi sono piaciuti molto i gioielli, che pur essendo piccoli e discreti rimarcano lo stile Royal Family. La duchessa tiene in mano una clutch dell’amata maison Sophie von Haubsburg, che ad onta del nome inequovocabilmente asburgico vive e lavora in Italia, dunque la consideriamo una di noi. Le scarpe invece sono Dior, ma sono belle e noi la perdoniamo. Chic.
La Princess Royal è da lungo tempo il senior member più attivo, con un numero impressionante di impegni annuali in rappresentanza della Firm. La scomparsa della madre ha messo lei e il suo lavoro in maggiore evidenza e ora abbiamo anche noi la possibilità di incontrarla più spesso sul nostro sofà. Venerdì 22 ha inaugurato una nuova area del Porto di Aberdeen, ed eccola in tutto il suo violaceo splendore. Ho scelto questa foto anche se non mostra le scarpe (delle semplici décolleté a tacco basso) per mostrarvi il dettaglio della ciarpa annodata alla borsa, da perfetta it girl degli anni 60/70. Bello il cappotto col collo allegramente fuori moda, informali i guanti di lana, impeccabile la sciarpa – naturalmente scozzese, sempre in Scozia siamo – pronta a scaldare il collo della principessa. La adoro, chic.
Concludiamo le mise della Royal Family con la Principessa di Galles, tornata al lavoro dalle lunghe vacanze estive. Per la visita a una sede dell’associazione Portage, che si occupa dei bimbi con necessità speciali, Catherine ha scelto un blazer di tweed rosso aragosta fintoChanel autenticamente Zara, pantaloni a sigaretta e ballerine del trendissimo brand britannico Boden. Scelte forse perché si tratta un incontro con i bambini, a me piacciono più dei tacchi a oltranza. Non mi convince il begiarello del sottogiacca, ma chic.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
Attraversiamo la Manica, rientriamo sul continente e arriviamo in Lussemburgo, dove la coppia dei sovrani attuali e quella dei futuri hanno offerto una cena ai membri dei Consiglio di Stato. Forse era meglio rimanere dove eravamo. Maria Teresa in total black: in pantaloni come l’abbiamo vista praticamente sempre negli ultimi mesi, con una tuta Parosh caratterizzata dalle maniche arricchite da quello che sembra marabù. Cosa abbia impresso questa svolta al suo stile è un mistero, ma a volte funziona, chic.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
La nuora Stéphanie invece sceglie un abito bicolore, senza forma, senza logica, senza senso, e pure senza la cintura prevista in originale. Qui i misteri sono due: chi abbia potuto disegnare questo modello – lo sappiamo, il britannico Joseph – e chi abbia potuto pensare di acquistarlo, e sappiamo anche questo; ciò che non sappiamo è perché. Quel horreur, shock.
Una tuta? Perché lei sì e io no? Quasi me la vedo Máxima che prende spunto dalla Granduchessa lussemburghese e per inaugurare il festival UNLimited dell’Associazione delle Università dei Paesi Bassi tira fuori dall’armadio la tuta blu di Natan creata qualche anno fa, quando il capo era tornato assai di moda. Personalmente non sono una fan, ma mi piace l’abbinamento con orecchini, borsa e scarpe rosse (le Gianvito 105 di Gianvito Rossi). Chic.
Il giorno prima la sovrana ha visitato un centro che fornisce assistenza alle persone che vivono sole, per scelta o necessità, nell’ambito delle iniziative per la Settimana contro la solitudine (e quanto ci sarebbe da dire sull’argomento). In particolare il centro visitato si chiama Oma’s Soep (la zuppa di nonna) e prepara pasti, attività che ha coinvolto anche Máxima. Ecco, magari per cucinare il minestrone avrei scelto qualcosa di diverso da una camicia con sciarpa che pende, però la blusa a disegno cravatta (Natan) non è male; la gonna (sempre Natan) è in un materiale stranissimo – una sorta di pelle vegana creata con la fibra di un cactus – che sembra nato per fare difetto, ma direi che il vero problema sono i capelli. Ci si può fare qualcosa? Boh.
Sistemati i capelli, la sera del 28 la regina ha partecipato alla serata in favore del Prinses Máxima Centrum per l’oncologia pediatrica, che festeggiava i cinque anni di attività. Mise scelta per la serata un abito già indossato dell’amato Claes Iversen, della serie principessa del foro, come il trench indossato a Milano qualche mese fa (Royal chic shock e boh – Stile e design). L’abito è talmente paradossale che neanche mi dispiace, ma quello che è veramente ingiustificabile è la sua realizzazione, dall’oblò piazzato in quel punto sul braccio, che sbecca e fa uscire la ciccetta, alle grinze da seduta, che sono francamente le più antiestetiche immaginabili. Shock.
Venerdì 29 il re di Svezia Carl XVI Gustaf, accompagnato dalla sorella Christina e dalla figlia Victoria, ha visitato nella capitale l’Östasiatiska museet, il museo di antichità dell’Estremo Oriente. La principessa ereditaria ha optato per un completo scozzese, nello stile che a casa mia si chiamava Don Felice Sciosciammocca. Non avrei mai detto che Malin Ek Andrén, fondatrice e stilista svedese di origine greca del brand by Malina conoscesse il teatro di Eduardo Scarpetta, ma mai dire mai. Shock.
Oggi si mangia indiano? La coloratissima mise di Mathilde mi fa pensare a uno di quei piatti profumati, con curry e peperoncino. In visita alla scuola Musica Mundi di Waterloo la Reine – complice il solito Natan, autore di soprabito pantaloni e camicia – propone un’armonia di colori autunnali e speziati. La trovo allegramente chic.
(Ph: David Nivière)
A proposito di India, vi ricordate gli Hare Krishna? Ieri, sabato 30, si è sposato Alexander d’Asburgo-Lorena, ultimo ad andare all’altare dei cinque figli – tre maschi e due femmine – di Marie Astrid di Lussemburgo, sorella maggiore del Granduca Henri. La famiglia vive in Belgio, e nelle cittadina di Beloeil sono state celebrate le nozze, alla presenza della Famille grand-ducale. Impossibile comprendere quale fosse il dress code, dato che Marie Astrid era vestita da madre dello sposo, mentre i parenti più come se fossero a un matrimonio di pomeriggio in spiaggia. Stéphanie è arrivata paludata in un caftano in crêpe de chine di Taller Marmo, brand italoargentino che produce in Italia. Divertente, poco adatto all’occasione, indossato senza la necessaria nonchalanche, sarebbe stato meglio alla suocera Granduchessa. Boh.
(Ph: David Nivière)
Granduchessa che non si fa oscurare da nessuna, e incede al braccio dell’elegante marito con un completo turchese Alexander McQueen. A parte gli enormi orecchini, a parte l’abbondante ricamo che termina con quella specie di fragolona sul pancino, basterebbe il segno del reggiseno a fascia che si vede attraverso il tessuto per bocciarlo. Shock.
(Ph: GTRES)
Chi tanto e chi niente. Invitata a un matrimonio in Andalusia – si sposava il figlio del presidente di Madiaset Spagna – si rivede la Infanta Cristina con una mise che più demi-monde non si può: vestitino midi a mezze maniche in una fantasia un po’ triste, scarpa spuntata con mezzotacco e clutch che la stampa spagnola definisce bicolore. Stampa che ricopre di elogi la Infanta e la sua toilette; Cristina non è mai stata elegante, ma dotata di una bellezza interessante e di una certa classe. Le sue vicende personali e matrimoniali, benché ampiamente sua responsabilità, non sono passate invano, né avrebbero potuto. Diciamo che mi fa piacere rivederla in pubblico; quanto alla sua mise ci affidiamo al giudizio dei presenti. Boh.
La cognata Letizia in settimana ha avuto ha avuto due appuntamenti principali, per il primo dei quali ha riutilizzato l’abito optical di Hugo Boss già visto e rivisto. Per il secondo, la consegna dei premi Retina Eco (non c’entrano niente gli occhi come pensavo io, ma l’ecosistema) un abito midi Zara in misto lino verde giada, che nel momento in cui scrivo, è ancora disponibile sul sito: https://www.zara.com/it/it/vestito-arricciato-misto-lino-p09479268.html. A me non piace, e non solo per il colore; non mi sembra un abito da impegno reale. Anche l’idea di renderlo più formale, snaturandolo, e aggiungendo come in questo caso una cinturina e un paio di eleganti Aquazzura secondo me non funziona sempre. In compenso, pur essendo composto di lino, non è spiegazzato. Ci accontentiamo? Boh.
Lo so, non è un royal, ma chi potremmo scegliere per chiudere il nostro breve menù estivo a base di gnocchi se non lui? Quello che tutti e tutte, con auspicata familiarità, chiamano Johnny, è Jonathan Thompson, recentemente promosso da Maggiore a Tenente Colonnello del 5th Battalion Royal Regiment of Scotland.
Ha abbracciato la vita militare nel 2006 dopo una laurea in economia, e iniziato ad attirare una certa attenzione dal 2018, quando è entrato al servizio di Sua Maestà come ufficiale addetto alla sicurezza (va detto che anche noi lo abbiamo notato presto Le foto del giorno – 6 agosto).
La sua popolarità è esplosa quando è diventato Equerry, e si è trovato presente e a gestire la scomparsa della sovrana e l’ascesa al trono di King Charles, che lo ha confermato nell’incarico. Benché sia molto apprezzato con indosso il kilt, che indossa con virile naturalezza, non è scozzese; è infatti nato a Morpeth, cittadina di neanche 15.000 abitanti nel Northumberland, che con la Scozia confina. Personalmente lo preferisco in uniforme, ma fa la sua figura anche in borghese. E comunque, avercene!
Comprensibilmente, data la delicatezza del suo ruolo, è molto difficile trovare informazioni sulla vita; dovrebbe essere nato nel 1984, per cui l’anno prossimo diventerà a pieno titolo uno splendido quarantenne. Purtroppo non è single, ma sposato da ben 13 anni con Caroline, già esperta di marketing e personal trainer, che oggi offre consulenze personalizzate (se vi incuriosisce, questo è il suo sito https://www.whiteheartcomms.co.uk/). La coppia ha avuto un bambino nel 2018, la cui privacy è custodita rigorosamente, tanto che non ne conosciamo neanche il nome.
Pur essendo uno di quegli uomini che secondo me migliorano con l’età era bellino pure da giovane (qui trentenne coi gradi da capitano).
Il fisico asciutto e muscoloso è naturalmente frutto dell’addestramento militare coniugato con l’attività sportiva, sempre di moda e purtroppo anche benefica.
Si dimostra essere un uomo per tutte le stagioni, eventualmente disponibile anche come portafiori. Mi si è giusto rotto un vaso… Il buon Dio ci conservi a lungo King Charles, e il Re ci conservi – e ci mostri il più possibile – il suo Equerry.
Se poi volete il bel Johnny sempre con voi, potete farlo; una cara amica del sofà di Lady Violet ci segnala questa shopper he contiene un piccolo gioco di parole: kilty per il kilt al posto di guilty; guilty pleasure vuol dire piacere proibito.
E se al posto del kilt mettessimo dei pantaloni? Vi dirò, non mi dispiace per niente, e pure più adatto all’autunno!
Vi avevo promesso, una piccola nota? Eccola. L’argomento è tornato d’attualità di recente: signore che a eventi di gran gala si ritrovano vestite con mise simili, se non addirittura uguali. Credo che in futuro di invitate con lo stesso abito ne vedremo in numero crescente, dato che si dà sempre più la preferenza a capi di moda, magari pure prêt-à-porter piuttosto che a creazioni su misura, e che l’acquisto ormai avviene attraverso canali diversi: a partire dalle boutiques sparse in tutto il mondo che vendono tutte le stesse collezioni, per finire al web. Penso ad esempio al recente royal wedding giordano, dove le zie dello sposo si sono trovate in questa situazione, francamente difficile se non impossibile da evitare con un parterre così ampio e internazionale. E si potrebbe fare pure un discorso sulla omologazione del gusto, ma ce lo lasciamo per un’altra volta.
(Ph: Ingemar Lindevall/Kungl. Hovstaterna)
Altro è però se le protagoniste della serata arrivano con abiti esclusivi ma dello stesso colore, tipo Silvia di Svezia e Sonja di Norvegia due settimane fa: su tre regine presenti due erano in giallo. In questo caso un minimo di coordinazione sarebbe auspicabile, sono pure parenti! E vale ancor di più per colori sgargianti: due signore in arancione faranno un effetto diverso da due signore in grigio, anzi, la ricerca di certe armonie potrebbe perfino essere un vantaggio; quanto ci sono piaciute Camilla e Brigitte in un blu praticamente identico?
(Ph: Arthur Edwards/Pool via REUTERS)
Vi sembra una sciocchezza? Certo non è un argomento che influisce sui destini del mondo ma ha un suo perché, come dimostra un famosissimo aneddoto. Che vuole Elizabeth II e il suo Prime Minister di allora, Margaret Thatcher, ritrovarsi a un ricevimento ufficiale vestite nello stesso colore. Il giorno seguente Thatcher fece contattare Buckingham Palace sottolineando l’opportunità di coordinare le proprie mise in futuro, per sentirsi rispondere di non preoccuparsi, perché la Regina non si curava di ciò che indossavano gli altri. Sbam! Da allora siamo stati sempre certi che quella fosse la realtà, vestitevi come vi pare che tanto i sovrani non se ne curano. Fino a una ventina di giorni fa, quando abbiamo scoperto questo.
Il giorno 8 di questo mese tutto il mondo ha ricordato Her Majesty nel primo anniversario della morte. Molti hanno condiviso un ricordo personale, e questo è uno di quelli. Carrie Johnson, moglie dell’ex Prime Minister Boris, ha pubblicato questo biglietto, che aveva trovato sul suo letto durante una di quelle brevi visite che i capi del governo facevano alla sovrana in Scozia durante le vacanze estive. A sorpresa, il biglietto dice: Signora, Sua Maestà indosserà un abito da cocktail color azzurro ghiaccio alla cena di questa sera.
Dunque alla fine la Regina non era contraria a coordinarsi con le altre signore; come abbiamo sempre sospettato, era proprio Margaret Thatcher a starle sullo stomaco. Realmente.