Confesso, ieri avrei voluto scrivere un Royal Calendar dedicato al principe di Monaco che compiva 61 anni, ma non ho potuto. Oggi faccio ammenda con una delle fotografie pubblicate dalla moglie Charlène sul suo account instagram.
Torta al cioccolato, due candeline azzurre più due di quei diabolici candelotti (li detesto, e sono pure dannosi perché la combustione provoca la caduta di particelle di metalli pesanti sulla torta). Sarà il look impiegatizio del principe, sarà il sottotorta di carta su vassoio d’argento, il tutto ha un’aria un po’ mesta. Per fortuna ci sono i gemelli a movimentare la scena! Soprattutto Gabriella, che sembra più aperta e allegra del fratello, e sembra anche somigliare a nonna Grace, mentre Jacques ha ripreso l’aspetto convenzionalmente teutonico della madre. In gioventù Albert era veramente il prototipo del principe azzurro, biondo, sportivo, colto, gentile. Col passare degli anni ha perso molti capelli e gran parte di quell’aura incantata, mantiene una certa piacevolezza ma è ormai più un cugino affidabile che un eroe romantico. Come il Principato su cui regna, gran parte del glamour dei tempi d’oro è evaporato, e la mogia presenza della sua sposa non aiuta. Ancora una volta, speriamo nei gemelli!
Albert II –
Bambini
Bambini 1.
Il piccolo Oscar, anni tre, figlio minore della principessa ereditaria di Svezia Victoria, è andato con papà Daniel a visitare una caserma dei pompieri nella zona sud di Stoccolma. Salire sul camion rosso, suonare la campanella, capire cosa succede quando scatta l’emergenza: un’esperienza che avrebbe fatto impazzire qualunque bambino.
E infatti l’espressione felice e soddisfatta di Oscar è inequivocabile. Insomma, quasi. Ma lui è così, sempre serio, magari un po’ timido. Però che vi devo dire, io per questo bambino che ti guarda e un po’ ti sfida con quell’espressione ci vuole ben altro per convincermi ho proprio un debole.
Bambini 2.
Ieri, 15 febbraio, era la giornata dedicata ai tumori infantili e alle malattie rare. La sofferenza di un bambino è ingiusta, insopportabile, indimenticabile. Tanti anni fa la mia amichetta del cuore si ammalò di osteosarcoma, io avevo sette anni e anche se non sapevo tutto, non capivo tutto, vedevo la luce spegnersi nei suoi occhi, mentre una grande tristezza soffocava ogni cosa. Oggi per fortuna tanti bambini guariscono perfettamente, ma tanto c’è ancora da fare, tanta ricerca, tante terapie, tanta assistenza ai piccoli malati e alle loro famiglie.
A Monaco il Palazzo del Principe si è tinto di arancione per la quarta marcia simbolica della Fondation Flavien, che lotta contro i tumori pediatrici in memoria di un bimbo che non è riuscito a guarire. Il colore amato da Flavien era proprio l’arancione, e ora è diventato il simbolo della battaglia di suo padre e di tutti coloro che lo sostengono.
In Albert II forse manca quell’allure cui la sua famiglia ci aveva abituati, magari è privo del glamour caratteristico di madre e sorella, sicuramente insieme ai capelli ha perso la bellezza apollinea che aveva da ragazzo, però sembra una brava persona, molto down-to-earth, e sa trasmettere empatia e calore umano. Anche in fotografie un po’ così.
Merry Christmas!
Arrivano le royal Christmas card, e sono una più bella dell’altra! Guardiamole insieme, andiamo a ritroso in ordine di matrimonio.
I Sussex

(Ph. Chris Allerton)
Dal ricevimento di nozze a Frogmore House, gli sposi dell’anno abbracciati davanti allo spettacolo dei fuochi artificiali. Immagine molto romantica, si vede l’abito da sera di Stella McCartney, ma si vedono soprattutto le mani intrecciate dietro la schiena di lui. La fotografia in bianco e nero coglie quel momento magico in cui gli sposi si distaccano dalla socialità della festa e restano soli. Bella, per me un filo troppo stile boss delle cerimonie, ma l’anno prossimo col/la pupetto/a saranno perfetti.
I Grimaldi
Messi a confronto coi Cambridge della prossima foto si capisce l’importanza di un buon ufficio stampa e comunicazione. Charlène molto bella in rosso, forse nella sua versione più simil Grace, ma con l’abituale aria mesta non particolarmente adatta al festoso clima natalizio. Contagiati dalla mestizia materna i gemellini non cambiano espressione nemmeno quando sono da soli (però Gabriella somiglia a nonna, speriamo!). Albert sorride, ma sarà la giacca chiara, sarà l’assenza di cravatta, sembra un po’ un commerciante di auto usate del Michigan. Insomma, se vi scordate di mandarmi questa Christmas card tranquilli, non mi offendo.
I Cambridge

(Ph. Matt Porteous)
C’è da dirlo? Vincono a mani basse. Deliziosi i bambini, e in generale in queste occasioni preferisco le foto meno posate. Facciamo un gioco, secondo voi che cosa stanno pensando? Per me così:
I Wales

(Ph. Hugo Burnand)
Non vi sorpenderà la ma confessione, sono i miei favoriti. Per Natale vi auguro qualcuno con cui scambiarvi sguardi così (e non protestate per le gambe accavallate, le ha sdoganate Sua Maestà stessa in un’intervista televisiva; in occasioni informali si può).
Merry Christmas!