Confesso, io non l’ho visto, perché avevo la tv accesa mentre facevo altro, ma ieri a Sanremo c’era Albert de Monaco. No, non ha duettato con nessuno, era lì come “semplice” spettatore, piazzato nel palchetto d’onore che lo scorso anno ospitò Mattarella. Il principe oggi partecipa a Torino ai funerali di Vittorio Emanuele di Savoia, dunque sembra essersi concesso un mezzo fine settimana italico. Era solo, evidentemente la sua bionda consorte non ama il belcanto. Come si dice in questi casi, ce ne faremo una ragione.
La seconda notizia, ci perdonerà Monseigneur, è più importante: Richard Eden del Daily Mail rivela in esclusiva che i Principi di Galles hanno lasciato la residenza di Windsor per trascorrere qualche giorno di vacanza con i tre figli nel Norfolk. Dov’è la loro casa di campagna, Anmer Hall, e dove si trova anche King Charles che trascorre questo periodo di terapie e riposo a Sandringham. Insomma, per William casa e bottega, ma soprattutto il segno che Catherine inizia davvero a stare meglio. Quanto al re, può contare sulla presenza salda e costante della moglie Camilla; che in tutto il trambusto di questi giorni non dimentica i suoi doveri di regina e giovedì sera ha raggiunto Salisbury (da Sandringham dista circa 350 chilometri) per un concerto di beneficenza. E si è messa pure un abito maculato, tiè!
(Ph: The Royal family)
Vogliamo chiudere in bellezza? Buffa e simpatica la foto che Eugenie di York ha scelto per festeggiare il figlio maggiore Augie, che ieri ha compiuto tre anni. Alla preoccupazione per la salute di zio e cugina, le ragazze York aggiungono quella per la madre Sarah, che dopo essere stata operata per un carcinoma mammario lo scorso anno, ha rivelato di recente di essere stata colpita da un melanoma. Niente di meglio per alleggerire l’atmosfera che godersi i figli.
(Ph: Instagram @princesseugenie)
E il piccolo Brooksbank, “una forza della natura” come lo definisce la madre, è uno sempre pronto a farsi una bella risata. God bless him.
Le ultime notizie da Londra: alle 15.35 King Charles, accompagnato dalla moglie Camilla, ha lasciato la residenza di Clarence House e raggiunto in auto il vicino Buckingham Palace; da qui un elicottero ha portato la coppia a Sandringham.
L’ambiente quieto del Norfolk consentirà al re maggiore tranquillità in questa prima fase, nella quale continuerà ad occuparsi degli affari di stato dalla sua residenza; per vederlo di nuovo condurre qualche impegno in pubblico ci vorrà qualche mese.
Alle 14.45 il sovrano aveva ricevuto la visita del figlio Harry appena arrivato, da solo, dalla California dove vive.
Detto questo, sediamoci sul sofà e facciamo due chiacchiere; vorrei proporvi qualche riflessione sulla situazione, e anche sul modo con cui affronteremo le prossime settimane.
Innanzi tutto evitiamo di piangere il morto prima del tempo, che speriamo sia mooolto lungo. Lo so, le persone meno giovani – e mi ci metto anch’io – a sentire la parola cancro vanno in panico, ricordando quando era una condanna quasi definitiva. Non è più così. La ricerca, la prevenzione, le terapie lo hanno reso una malattia quasi sempre curabile, molto spesso guaribile. Oggi ci sono moltissimi trattamenti che consentono la remissione completa, o sono in grado di controllare la malattia con successo. So che anche alcuni di voi stanno attraversando questa fase, e sono certa che le cose andranno sempre meglio.
Secondo, non consideriamo valida a prescindere la nostra esperienza; tutti ci siamo passati con parenti amici e persone care, ma la parola cancro comprende una quantità di forme diverse, di diversa gravità, che rispondono diversamente a terapie aggiornate di continuo. Per cui inutile pensare allo zio che aveva, forse, la stessa cosa e come andò a finire allora. In questo caso poi noi non sappiamo quale sia l’organo colpito, né quali siano le reali condizioni del re, dunque è veramente un’attività superflua quanto ansiogena.
Terzo, non misuriamo tutto col nostro metro: anche se ormai lo stile dei reali si è molto semplificato, e conducono una vita molto più simile alle nostre di quanto avvenisse in passato, sempre di capi di stato si tratta, che devono tenere presenti anche aspetti che noi trascureremmo. Esempio: molti si sono sorpresi che all’annuncio dei primi problemi di salute di Charles e Catherine Harry non si sia affrettato a raggiungere Londra; oggi che è arrivato altrettanti si chiedono se questo arrivo precipitoso non sottintenda una situazione grave. Voglio dire che a volte le cose sono più semplici di come sembrano, altre invece devono tenere conto di cose che noi non considereremmo.
E già che parliamo di Harry, non sono al momento previsti incontri tra i due fratelli. Né si sa quanto il Duca di Sussex resterà nella madrepatria, mentre William domani riapparirà in pubblico in due appuntamenti che erano stati già annunciati.
Quanto al re, io sono abbastanza tranquilla: è con la sua roccia.
Sottoposto a trattamento per i problemi alla prostata venerdì, dimesso lunedì, King Charles è tornato a Sandringham e questa mattina ha percorso il breve tratto tra la sua residenza e la St. Mary Magdalene’s Church per assistere alla funzione domenicale.
(Ph: Geoff Robinson/SplashNews/ABACA)
Passo spedito e cappotto di cammello, in buona forma, il sovrano si mostra al suo popolo rassicurandolo sulla sua presenza (e le sue condizioni). Questa mattina non erano moltissimi ad attenderlo fuori dalla chiesa, ma insomma si fa quel che si può, e alla fine che deve fare sto pover’uomo? Tiene duro, come in fondo gli hanno insegnato mamma e papà. Al suo fianco Camilla, come sempre uniti, complici, compagni di viaggio; sicuramente un sostegno valido e sicuro.
E a proposito di coppie reali legate da una relazione forte al di là di tutto, si stano intensificando le voci che vorrebbero il Duca di York e la sua ex moglie considerare seriamente la possibilità di risposarsi, con la benedizione del Re, a 28 anni dal divorzio. Che colpo di teatro sarebbe! D’altro canto parliamoci chiaro, gli uomini invecchiando stanno meglio ammogliati, e Andrew chi se lo piglia? Dai Sarah, facci sognare; e soprattutto dimostra che si può sempre ricominciare.
Come ampiamente preventivato King Charles è stato appena dimesso dalla London Clinic dove venerdì si è sottoposto a un trattamento correttivo per la prostata. Accompagnato dalla Queen Consort, che in questi tre giorni lo ha visitato ripetutamente, il re è uscito sulle sue gambe, ed è apparso in una forma decisamente buona.
(Ph: Getty Images)
Una mossa che potrebbe contribuire a distrarre l’attenzione dalle condizioni di sua nuora, ma che probabilmente finirà per rinfocolare le polemiche, dato che invece Catherine non si è vista mai né al momento del ricovero né in quello della dimissione. Il che ha già scatenato le ipotesi più folli sul web, molte da persone che con sprezzo del pericolo si definiscono “royal expert”.
Lady Violet, da semplice royal watcher, è contenta di sapere che comunque dei passi avanti siano stati fatti, felice di vedere il re in buona forma, e piena di stima nei confronti della regina.
Ricordando sempre le parole che il Bardo fa dire ad Amleto:There are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in your philosophy. Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia.
Con puntualità veramente regale, nel quattordicesimo giorno di ricovero, Kensington Palace annuncia che la Principessa di Galles è stata dimessa dalla London Clinic e ha fatto ritorno a casa, a Windsor.
Nel comunicato si continua a mantenere il riserbo sulla malattia di Catherine, assicurando però che “she is making good progress” sta facendo buoni progressi. I Wales ringraziano tutti coloro che hanno assistito la principessa, in particolare gli infermieri (bravi!) e naturalmente tutti coloro che dai quattro angoli della terra hanno inviato auguri.
Ora speriamo che Catherine possa riprendersi con l’aiuto dei figli e della famiglia; King Charles è ancora in ospedale ma anche lui dovrebbe essere dimesso presto. Poi anche lui riposerà per qualche giorno riprendendo presto il lavoro d’ufficio, mentre per gli impegni pubblici ci vorrà probabilmente un pochino di più. Contrariamente al figlio e alla nuora, il cui riserbo è stato impenetrabile, lui è stato visitato ogni giorno dalla moglie Camilla, che al momento è la principale rappresentante della Corona. E come contrappasso non è male.
Con una certa sorpresa ho cercato e non trovato sugli account social delle famiglie reali europee accenni a eventuali manifestazioni in onore del Giorno della Memoria, nonostante i loro Paesi abbiano pagato all’Olocausto un altissimo prezzo di sangue.
Unica eccezione la Royal Family, che ieri ha pubblicato questa fotografia – scattata a inizio settimana a Sandringham – che mostra i sovrani intenti ad accendere candele per onorare la ricorrenza. King Charles prima del ricovero ospedaliero ha inviato un breve messaggio in cui auspica che questa giornata metta in risalto il valore della diversità che caratterizza la società britannica, spingendo a lavorare sempre di più nella costruzione di una società libera da antisemitismo, persecuzioni e odio.
Nel mio piccolo desidero celebrare anch’io questa giornata, ricordando quella che per me è e resta una delle più belle tra le tante storie di umanità, di coraggio, di solidarietà; ne fu protagonista Sir Nicholas Winton. Ora è diventata un film con Sir Anthony Hopkins: One Life. Il post che Lady Violet scrisse qualche anno fa lo trovate qui: La foto del giorno – 27 gennaio.
Verso le tre del pomeriggio (le quattro in Italia) la Queen Consort ha lasciato la London Clinic per rientrare a Clarence House. Qualcuno le ha chiesto come stesse il Re, e lei ha risposto “he’s fine, thank you”(sta bene, grazie); sembra dunque che il sovrano abbia già subito il trattamento preventivato; ora lo aspetta una breve convalescenza. A questo punto mi sembra evidente che non ci saranno ulteriori notizie da Palazzo, aspetteremo.
La stampa britannica ha fatto notare come il fatto che Camilla abbia accompagnato il marito in ospedale sia una novità assoluta, così come la probabile visita a Catherine, dato che finora non era uso della Royal Family, e quando negli anni scorsi è capitato a Queen Elizabeth o a Prince Philip il coniuge è sempre rimasto a casa. Piccoli dettagli di un cambiamento in atto; ora speriamo che il weekend ci porti buone nuove.
P.S. in un breve video dell’uscita di Camilla dall’ospedale si sente qualcuno gridare “we love you lots”, vi amiamo tanto. Lady Violet felice.
King Charles è stato ricoverato questa mattina per sottoporsi al preventivato trattamento sanitario alla prostata.
Sua Maestà è arrivato questa mattina alla stessa London Clinic dove è ancora ricoverata la nuora Catherine, che immagino abbia visitato. Il sovrano era accompagnato dalla Queen Consort, mentre una dichiarazione da Buckingham Palace, dando la notizia del ricovero, ringrazia tutti coloro che hanno fatto gli auguri al Re, che si è detto felice che la sua diagnosi abbia aumentato la consapevolezza verso questi disturbi così diffusi e così trascurati.
(Ph: Peter Jordan – The Sun)
Nel frattempo ieri è stato annunciato che, nell’imminenza della Giornata della Memoria, Camilla ha assunto il patronato dell’Anne Frank Trust UK, prima della Royal Family ad assumere il ruolo.
Insomma, una volta ancora vale il mantra Keep calm and carry on, e speriamo di sapere presto che suocero e nuora sono tornati a casa per la convalescenza.
Oggi, poco dopo mezzogiorno, il Principe di Galles è stato visto alla guida di un’Audi lasciare la London Clinic dov’è ricoverata la moglie. Nei prossimi giorni anche George Charlotte e Louis dovrebbero andare a trovare la madre, ed eccoci alla ragione di questo post.
(Ph: Max Mumby)
Nel caso uscissero foto dei bambini Wales Lady Violet non le pubblicherà, a meno che non siano diffuse direttamente da Kensington Palace. I bambini, che sono comunque in un momento di crisi, li lasciamo tranquilli; e se Catherine ha chiesto espressamente il riserbo sulla sua salute, noi rispetteremo il suo desiderio.
Il colpo ieri è stato forte, inutile negarcelo, anche perché totalmente inatteso. Ora la situazione è un pochino più chiara, l’aver specificato che non si tratta di un problema oncologico va secondo me anche nel senso di tranquillizzare sulla prognosi. Per il resto, la London Clinic è un centro ad altissima specializzazione nel trattamento delle problematiche gastrointestinali, e probabilmente di quello si tratta; ora evitiamo altre speculazioni, mandiamo pensieri positivi e aspettiamo le notizie ufficiali, quando vorranno darcele.
Purtroppo i social stanno ancora una volta dando il peggio del peggio, e accanto a tante persone sinceramente preoccupate ce n’è una marea che sfoga volgarmente e violentemente le proprie frustrazioni. Io vorrei che il nostro sofà fosse un luogo di serenità, educazione e leggerezza, dunque vi aspetto qui per parlare di cose piacevoli; con un pensiero sempre rivolto a Londra e in attesa di buone notizie, ma senza speculazioni. D’altronde qual è il mantra nazionale britannico? Keep calm and carry on, stiamo calmi e andiamo avanti, perché nei momenti difficili ognuno deve fare il suo dovere. E quello di Lady Violet è osservare e chiacchierare del mondo royal con garbo e rispetto, e un tocco di umorismo.
(Ph: PA)
Un po’ come la Queen Consort che questa mattina, in visita alla Aberdeen Art Gallery nella città scozzese, ha tranquillizzato i presenti sulle condizioni del Re, che verrà ricoverato a sua volta la prossima settima per il trattamento di un problema prostatico. Nelle parole di Camilla, sorridente come sempre, il sovrano sta bene e non vede l’ora di tornare al lavoro perfettamente ristabilito. Gran donna, sul cui equilibrio si farà molto affidamento nelle prossime settimane.
La prima serata dell’anno mette in scena il cambiamento sul trono di Danimarca: per l’ultima volta Margrethe partecipa a una cena di gala come monarca, per l’ultima volta Mary interviene come principessa ereditaria. Questo passaggio, che chiude un’annata e un’epoca e ne apre di nuove, è talmente perfetto che non ho resistito a usarlo per iniziare l’ultimo post della nostra rubrica dedicato al 2023. Una lettura, spero piacevole, che possa accompagnare questi giorni sospesi, nell’attesa di scoprire un anno pieno di nuove mise a scandirne giorni ed eventi. Sulle royal ladies danesi in effetti non c’è troppo da dire, visto che i loro abiti erano quasi tutti già stati indossati, ma facciamolo lo stesso.
(Ph; Hanne Juul)
La protagonista indiscussa è lei, col suo meraviglioso abito di velluto color rubino (Birgit Hallstein) che debuttò a capodanno del 2007, quando Mary era incinta della secondogenita Isabella; nel tempo il modello che nasceva con una linea impero è stato modificato, la vita risistemata al suo posto e segnata da un cinturino spesso arricchito da una spilla, come in questo caso. La scollatura invece si è alzata assumendo la forma ideale per sorreggere il collare dell’Ordine dell’elefante; la linea della gonna è perfetta (e lei manovra lo strascico con aggraziata sapienza). Aggiungiamoci la parure di rubini che appartenne a Désirée Bernadotte e il gioco è fatto. Chic.
(Ph: Hanne Juul)
I principi cadetti Joachim e consorte sono apparsi di ottimo umore, forse persino sollevati. Come la cognata futura regina, anche Marie ha indossato di nuovo un abito già visto, della stilista danese Rikke Gudnitz, in pizzo bluette (che noia sto colore!). Un tessuto poco adatto alla pioggia invernale, con lo strascico appesantito dall’acqua che intralciava il passo. Purtroppo a me la principessa non piace particolarmente, non la trovo quasi mai elegante, molte volte banale. Questa è una di quelle volte. Boh.
(Ph: Hanne Juul)
Su Margrethe non torniamo, dato che pelliccia a parte era vestita come al compleanno del nipote Christian, prossimo Principe Ereditario (Royal chic shock e boh – Birthday gala edition). Dedichiamo invece la nostra attenzione alla sorella Benedikte. Non posso negare la mia ammirazione per il suo stile regalmente chic, vagamente androgino, a volte persino sorprendente. Ieri è arrivata inguainata in un abito di paillettes color melanzana, con scarpette ugualmente sbrilluccicose. Potremmo dire che la borsetta dorata fa un po’ troppo bamboletta, che il collare dell’Ordine dell’elefante andrebbe messo meglio, che l’altro collier c’entra poco o niente ed era meglio lasciarlo a casa. Ma la ragazza ad aprile compirà i suoi primi 80 anni, per cui è arrivato il momento di infrangere ogni regola. Chic, la adoro.
Esaurito l’argomento Danimarca (il 2 c’è stato anche il ricevimento del corpo diplomatico, ma ve lo risparmio) che ne dite se salutiamo l’anno appena trascorso con una rassegna delle robe de soirée indossate dalle royal ladies nell’ultimo mesetto? Considero la mozione approvata, e vado a incominciare. Con chi? Ovviamente con Lei. Vi immaginate che vita sarebbe senza Máxima? Se Willem-Alexander avesse sposato una simpatica connazionale, che so una Saskia fiammingamente elegante, magari con un tocco di luterana austerità? E invece… E invece no, Dio ce l’ha data e noi ce la teniamo! Martedì 28 novembre a Parigi, al Musée des Arts Décoratifs, la regina e la Première Dame inauguravano la mostra Iris van Herpen: Sculpting the Senses dedicata alla geniale stilista olandese e visibile fino al 28 aprile. Bene, se Brigitte Macron ha optato per una mise total white semplice e lineare, molto nel suo stile, la regina dei Paesi Bassi ha deciso di omaggiare la protagonista della serata e si è presentata così.
Monumentale. Devo dire che io trovo le creazioni di Iris van Herpen molto interessanti, forse più come oggetti che come abiti; sicuramente non sono semplici da indossare. Questo vestito è caratterizzato da ramages ricamati a mano che si intrecciano su un corpetto di tulle trasparente, in tonalità che vanno dal bianco al beige. La gonna è composta di pannelli allungati di crêpe de chine delicatamente plissettati. E siccome parliamo di Máxima, non ci stupisce che per slanciare il suo 1,78 piazzi sotto l’abito dei sandali Aquazzurra con altissimo plateau.
Molto bella anche l’acconciatura, sottolineata dai favolosi orecchini con enormi diamanti. E fatemi spezzare una lancia in favore della povera Brigitte, ridotta al ruolo di ancella, che tuttavia riesce a svolgere con onore. Siccome nessuna delle categorie che usiamo di solito basta a definire lo spettacolo offerto dalle due signore, direi favolosa una, decorosa l’altra.
Due sere dopo a Londra andava in scena l’annuale Royal Variety Performance, alla presenza dei Principi di Galles. Ora diciamoci la verità, dopo l’exploit della regina olandese chiunque avrebbe fatto un po’ effetto Cenerentola, però Catherine, dai… La sua scelta è caduta su Safiyaa, brand di recente molto apprezzato dalle royal ladies che amano in particolare (pure troppo) i suoi cape dress (Il caffè del lunedì (di martedì) – Gemelle). Il modello indossato dalla principessa è il Destiny, caratterizzato dalle spalline aguzze e dalle maniche che si allungano fino a terra. Lo trovo terribile, non so se mi piace meno il modello o il colore, un blu pavone che la stilista definisce Poseidon, immagino memore dell’omonimo transatlantico che finisce affondato in ben due film catastrofici. Banalissima la decorazione pietrificata allo scollo, si è capito che non mi piace? Shock.
Con i futuri sovrani britannici c’erano i futuri sovrani di Svezia in missione lodinese. Uno degli impegni di Victoria più diligentemente portati avanti è la promozione dello stile e del design svedesi; questa volta indossa un total look TOTEME: mise – composta da abito più stola triangolare – e gioielli. A un primo sguardo non nego una grande perplessità: mi sono chiesta se si fosse vestita da orsetta di peluche. Poi ho capito che il tessuto, di cui continuo a non essere convinta fino in fondo, dovrebbe essere composto da una sorta di sfrangiatura che lo rende così fluffy, per cui immagino che visto dal vivo l’effetto fosse decisamente migliore. Non ho trovato la composizione, ma facendo un giro sul sito (https://toteme-studio.com/) ho notato con piacere l’utilizzo di fibre nobili; mentre l’abito di Catherine, per dire, è in crêpe di puro polyestere. Mi piace molto la linea, che trovo molto moderna, così come i gioielli. Insomma, non mi convince fino in fondo ma mi piaciucchia. Boh.
Restiamo nel Regno Unito per un altro classico appuntamento di fine anno: il ricevimento del corpo diplomatico, organizzato a Buckingham Palace martedì 5 dicembre. Dopo sei mesi esatti la Principessa di Galles replica pari pari la mise indossata al ricevimento di nozze di Hussein e Rajwa: abito di paillettes rosa Jenny Packman con la Cambridge Lover’s Knit Tiara e i favolosi orecchini di diamanti di nonna Lilibet (Royal chic shock e boh – Royal wedding banquet). Boh era e boh resta. Più complicato parlare di Queen Camilla, di cui esiste solo la foto che vedete sopra, più un’altra dove si intravvede a malapena. L’abito di Fiona Clare è nel suo classico stile; questo ha un collo montante che non credo di aver visto prima ma più di tanto è impossibile dire. Anche perché l’attenzione di tutti è stata attratta dall’importante gioiello sfoggiato: un notevolissimo devant de corsage che nessuno conosceva, peraltro bizzarramente appuntato. Buckingham Palace ha reso noto che apparteneva alla Queen Mother, tuttavia nessuno ricorda di averglielo mai visto indosso. Potrebbe essere parte dell’importante eredità di Margaret Greville, che morì senza discendenza nel 1942 lasciando le proprie preziosissime gioie all’allora Queen Consort, la madre Elizabeth. L’abito sembra bello, i gioielli da sogno, ma l’insieme boh.
Lo stesso giorno i sovrani belgi atterrano a Berlino per una visita di stato, e la sera partecipano al banchetto di gala in loro onore. Qui assistiamo a una di quelle magie che a volte accadono, perché la Reine Mathilde e Frau Steinmeier (si chiama Elke Büdenbender ed è una giurista) si sono ritrovate meravigliosamente abbinate. La sovrana ha replicato un abito di velluto bordeaux (uno dei colori di stagione, che andrà fortissimo per tutto il 2024) di Armani Privé, e si vede, indossato cinque anni prima per un’altra visita di stato, questa volta in Francia (Royal chic shock e boh – Novembre 2018). La tiara è la stessa, quella delle Nove Province, di cui ora come allora ha scelto di mettere il solo bandeau; mossa assai opportuna in presenza di una controparte repubblicana. Al posto della fascia della Legion d’onore indossata a Parigi qui c’è una stola, che mi piace molto, e gioca di rimando con la mise arancio bruciato della first lady. Chic+chic. Ora so che vi aspettate una parola sull’orrendo smoking di Herr President, ma considerando che ha donato un rene alla moglie salvandole la vita mi asterrò, certi gesti sono molto più eleganti di qualunque abito ben tagliato.
La sera seguente come sempre sono gli ospiti a invitare i padroni di casa; di solito si tratta di un concerto, e anche questa volta la tradizione è stata rispettata. Devo dire che in questa foto mi piace molto l’armonia cromatica, data non solo dal rispetto del diplomatic dress, che prevede di omaggiare i colori della bandiera dell’altro Paese, ma anche dalla similarità delle due bandiere: tricolore a bande verticali nero-giallo-rosso la belga, tricolore a bande orizzontali nero-rosso-giallo la tedesca. La Reine sceglie il rosso; l’abito Natan, già indossato in precedenza, in chiffon laminato. Ha ottenuto molti commenti positivi cui Lady Violet non può aggiungere il suo: trovo che il modello non valorizzi la silhouette di Mathilde, boh. Mi piace molto invece la mise della first lady tedesca, in nero con tocchi di paillettes. Qualche foto evidenza la necessità di rivedere drasticamente l’underwear, ma facciamo finta di niente, chic.
Dicembre in Svezia vuol dire innanzi tutto una cosa: Nobel, con ben due eventi di gala. Per la consegna del premio, la sera di domenica 10 dicembre, la Principessa Ereditaria Victoria sfoggia una sinfonia di viola che ha deliziato Lady Violet: abito monospalla – lo so che molte di voi non lo amano, ma fate uno sforzo – della svedese Camilla Thulin abbinato alla parure di ametiste, che indovinate? Lady Violet adora. Una mise già indossata para para, fatta eccezione per la fascia dell’ordine, per la visita di stato dei sovrani olandesi a ottobre 2022. Repetita iuvant, chic!
(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)
Profondendoci in scuse per citarla dopo la figlia ecco Sua Maestà la Regina, con un abito dell’amata maison tedesca George et Arend. Anche in questo caso era stato già indossato, anch’esso lo scorso anno ma al galà in onore dei cinquant’anni di regno di Margrethe II, passato praticamente inosservato visto che, rinviato a causa della pandemia, alla fine si tenne domenica 11 settembre, col resto del mondo distratto dalla scomparsa di Queen Elizabeth II avvenuta tre giorni prima. In quel caso Silvia aveva abbinato all’abito tra il rosa e il lilla la parure di ametiste che questa volta ha prestato alla figlia, preferendo la tiara della Regina Sofia, che somiglia un po’ a una tela di ragno. Leggermente affaticata ma chic.
(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)
Svolta semidark per Sofia, in abito Andiata e cascata di Swarovski al collo. In nero mi piace molto, esalta i suoi colori; la gonna in tulle non mi fa impazzire ma tutto sommato la combinazione con il corpino opaco non è male. Divertenti gli strass dei due collier abbinati alla tiara nuziale nella prima versione, con diamanti e smeraldi; avrei evitato i due bracciali, sempre Swarovski, così pedantemente abbinati. La maison (finlandese) che ha creato l’abito cita delle rose fatte a mano sulla vita, e credo che ce ne siano anche dietro.
E fin qui poteva andare, finché non ho visto altre rose nere, inutili e pure un po’ funeree, adornare la testa della principessa. Ma perché? Boh.