Christmas in Sandringham

La mattina di Natale è andata in scena la classica promenade della Royal Family, capitanata dai sovrani, alla volta della St. Mary Magdalene’s Church per la funzione religiosa. Sicuramente avrete visto un po’ di foto, ma avete colto tutti i dettagli? Lady Violet è qui per questo!

L’ospite inatteso

(Ph: Stephen Lock / i-Images)

Per la prima volta dopo più di trent’anni nel gruppo è comparsa Sarah Ferguson, ex moglie del Duca di York (anche lui presente), madre delle sue figlie Beatrice e Eugenie, nonché nonna dei piccoli August Sienna ed Ernest. La fiammeggiante Sarah potrebbe aver goduto di una sorta di “perdono reale” da parte dell’ex cognato, ma sicuramente ha il suo peso il fatto che la defunta Queen, prima del trapasso, abbia stabilito per la ex nuora, quando sarà, la possibilità di essere sepolta tra i reali a Frogmore, dopo un funerale a Windsor. Di verde vestita, allegramente scombinata as usual, con un cappotto di Holland Cooper che sarebbe anche bello se fosse della sua misura, stivaletti e calze velate – per carità date delle calze opache a questa donna! – le chiome rosse abbondantemente sparse sulla schiena e trattenute a stento da un cerchietto ricoperto da quelle che sembrano piume di pavone. La nota che più mi è piaciuta: la spilla alberello appuntata sul cappotto, ma in generale in quell’orgia di verde l’effetto albero di Natale c’era tutto.

In alto le penne!

(Ph: Shutterstock)

La stagione c’è, un inverno che sembra ancora autunno, l’ambientazione – la campagna inglese – pure, e così diverse royal ladies si sono buttate su un grande classico: il cappello piumato. Se il cerchietto di Sarah si ispirava alla coda di un pavone, sul basco di Queen Camilla, creazione del fido Philip Treacy, si era inalberata una snella penna che avrebbe fatto la felicità di Robin Hood

Leziosetto il cappellino della Principessa di Galles, in uno dei suoi colori-feticcio, il bluette (ve lo dico, è uno dei colori dei prossimo mesi. Ancora). Creazione della modista Juliette Botterill, è il modello Bow & Arrow; e sentendo il nome, senza averlo osservato con attenzione, Lady Violet è stata scossa da un brivido di perplessità. Perché se arrow vuol dire indubbiamente “freccia”, bow ha più di un significato, a partire da “arco”. Per un attimo mi sono dunque immaginata Catherine con la testa addobbata da arco e frecce, novella Pocahontas. Poi ho guardato meglio, verificando che il termine bow in questo caso si riferisce al fiocco. Meno male!

Converrete con me che la palma – anzi la penna – del più clamoroso cappello piumato va questa volta senza dubbio alla Princess Royal, che ha sfoggiato un modello maschile con falda rialzata e ricoperta di piume. Cappello già indossato in precedenza, di sicuro al battesimo della nipotina Lena Tindall nel 2019. Bruttarello anzichenò, ma chi potrebbe indossare una cosa del genere senza perdere un grammo del suo aplomb?

Regali di Natale

Che cosa avevano in comune con Anne e il marito Tim Laurence altri membri della Royal Family, come Lady Louise Windsor, figlia dei Duchi di Edimburgo?

O il Conte di Snowdon, figlio della principessa Margaret e di Tony Armstrong-Jones, o ancora il prestante Samuel Chatto, nipote del conte in quanto figlio della sorella Lady Sarah, discreta e legatissima alla zia Elizabeth?

(Ph: Getty Images)

Esatto, la sciarpa! Probabile dono del re ai familiari, è la Highgrove Heritage Scarf realizzata in lana merino ultrafine da Johnston of Elgin, che spesso collabora col sovrano per le attività solidali e di promozione dell’artigianato. Il disegno, ovviamente esclusivo, si rifà alla fantasia Principe di Galles inventata dal trisavolo dell’attuale sovrano, colui che sarebbe diventato King Edward VII. Se desiderate introdurre nel vostro abbigliamento un tocco royal, la sciarpa è in vendita a 115 sterline nello shop di Highgrove, ma se la volete dovete aspettare la fine di aprile, dato che è in preordine. In compenso avrete la soddisfazione di contribuire a una buona causa: il ricavato serve a finanziare i progetti della fondazione creata da Charles quando era ancora soltanto l’erede. https://www.highgrovegardens.com/collections/clothing-and-accessories/products/highgrove-heritage-scarf

Love is all around

(Ph: Mark Cuthbert)

A Natale forse non siamo tutti più buoni, ma sicuramente più pronti a intenerirci davanti a qualcosa di particolarmente grazioso. Impossibile non notare la deliziosa Mia Tindall, 10 anni il 17 gennaio, tenere per mano il cuginetto Louis, che di anni ad aprile ne compie 6. Adorabili.

(Ph: Splash)

Ancora più bello l’abbraccio che suo padre Mike riserva al fratello maggiore di Louis, George. Un attimo fermato dalle telecamere quasi per sbaglio. Il Grinch direbbe che l’operazione famiglia unita aperta e uguale a tutte le altre procede con successo.

Dulcis in fundo…

Sì, c’era anche Lui, come avrebbe potuto mancare? Il Tenente Colonnello Jonathan Thompson detto Johnny, fido scudiero di Sua Maestà. Questa volta in borghese (posso dire? lo preferisco nella scenografica uniforme del 5th Battalion Royal Regiment of Scotland), chiude con discrezione il corteo reale. Per la gioia dei vostri occhietti vi informo che il baldo ufficiale ha accompagnato il sovrano anche alla messa della vigilia; stesso abito, diversa cravatta.

(Ph: PA)

E chissà se a un certo punto gli sarà stato concesso di raggiungere la sua famiglia e festeggiare anche con il suo bimbo.

Una piccola storia di Natale

Arriva da Windsor la più tenera, dolce, bella storia natalizia di quest’anno.

Il 7 dicembre il Re registra il suo secondo Christmas speech, al termine del quale un coro di giovanissimi esegue una popolare canzone di Natale,While Shepherds Watched Their Flocks by Night. È il Bexley Music Junior Choir, assai rinomato per l’impegno di avvicinare i più piccoli alla musica. Tra i coristi c’è Olivia Taylor, una bimba di sette anni affetta da un tumore cerebrale che l’ha resa cieca quando aveva solo 17 mesi. Queen Camilla viene a sapere di Olivia e decide di invitarla a per l’afternoon tea con i genitori e la sorellina Imogen.

È così che la piccola viene ricevuta con tutti gli onori al castello di Windsor, e la regina in persona le serve il tè. Olivia ha con sé l’orsacchiotto Corrie, che la accompagna sempre, anche durante esami e terapie; e pure per lui c’è un posto a tavola, e addirittura un biscotto col suo nome (credetemi, gli Inglesi per queste cose sono imbattibili). Per le due bambine c’è poi un regalo davvero regale: due nuovi peluche, non orsetti ma corgi of course.

(Ph: Jonathan Brady/PA

Oltre a conversare amabilmente con l’illustre padrona di casa, che l’ha trovata deliziosamente chatty, chiacchierona, Olivia ha potuto toccare ogni cosa presente nella sala, e giocare con le repliche delle regalie della recente incoronazione. La storia è stata resa nota solo ieri, e magari vi è capitato, o vi capiterà, di vedere altre immagini di questo speciale afternoon tea: non potrete fare a meno di notare come in ognuna la bimba rida allegramente.

Perché, come ricorda in una breve intervista la madre Liz, la disabilità, la malattia, non è ciò che definisce una persona, è solo un aspetto della meravigliosa complessità umana. Olivia è una bambina con una condizione particolare, ma non è quella condizione, non è quel corpo, è anche quello, ma è molto altro: un carattere aperto e affettuoso, un temperamento gioioso, una bella voce,

E questa riflessione può essere un piccolo regalo di Natale per noi.

Le foto del giorno – Feste di famiglia

Il Natale, si sa, è la festa della famiglia per definizione, e le riunioni con i parenti sono d’obbligo in questi giorni. Qualcuno però ha più ragioni per festeggiare, e mentre aspettiamo di vedere come la famiglia reale svedese celebrerà gli 80 anni della regina Silvia, cha li compie sabato 23, oggi è la volta di quella spagnola.

Gira infatti la boa dei 60 la Infanta Elena, primogenita di Juan Carlos e Sofía, che alle due è uscita dal suo ufficio alla Fundación Mapfre, dove lavora da anni come responsabile di progetti socioculturali, e ha raggiunto il ristorante Pabù nel centro di Madrid per festeggiare in famiglia, a cominciare dai figli Felipe e Victoria de Marichalar.

Presenti entrambi i genitori – il padre è rientrato apposta da Abu Dhabi, e non saprei dire se si tratterrà per tutto il periodo di festa – la sorella Cristina con tre dei suoi quattro figli, la zia materna Irene di Grecia e quella paterna Margarita col marito Carlos Zurita; c’erano anche le cugine Alexia di Grecia e Simoneta Gomez Acebo.

Per ultimi, e non era scontato data la tegola che è piombata loro addosso, sono arrivati i sovrani Felipe e Letizia, molto sorridenti e all’apparenza rilassati.

Di ottimo umore il Rey Emerito, che non ha nascosto una certa soddisfazione per i saluti festosi che ha ricevuto. Per ora ho poche informazioni e qualche sensazione, quando mi sarò chiarita le idee sicuramente torneremo a parlare di ciò che accade a palacio Real.

Intanto feliz cumpleaños alla Infanta, che i 60 sono i nuovi 40. Più o meno.

Al di là della Manica invece oggi è il giorno del pranzo per gli auguri che riunisce la versione estesa della Royal Family con zii cugini e nipoti di vario grado, organizzata tradizionalmente il mercoledì che precede il Natale. Prima di trasferirsi a Sandringham i sovrani hanno invitato al castello di Windsor anche i rami collaterali, che non saranno presenti alle celebrazioni nella residenza del Norfolk.

(Ph: Bruce Bennett via Daily Mail)

A mangiare il tacchino si siedono di solito alcune decine di ospiti (al pranzo del 2021, poi saltato causa pandemia, la defunta Regina ne aveva invitati 50), tra cui i Duchi di Edimburgo con la ventenne figlia Louise, e la Princess Royal col marito, fotografati a bordo di un’altra auto. E merry Christmas.

Le foto del giorno – Arrivano gli auguri di Natale

La Royal Family ha appena rivelato le fotografie che compaiono quest’anno sui tradizionali biglietti per gli auguri di fine anno. I Wales scelgono il bianco e nero e l’esperienza di Josh Shinner, fotografo che viene dallo Yorkshire e si è costruito una solida cartiera nella capitale specializzandosi nei ritratti e nella fotografia di moda. I suoi scatti sono comparsi su Vogue ed Esquire, il New York Times e il Wall Street Journal. Ha fotografato Vanessa Kirby, Sam Smith e Alexa Chung, tanto per citare giovani e famosi che conosce perfino Lady Violet.

(Ph: Josh Shinner)

Posso dire? Non mi piace. Visto e rivisto il bianco e nero, stravisto il gruppo di famiglia tutti in jeans e camicia bianca, ci mancava che fossero a piedi nudi e l’avevamo fatta completa. Per tacere dello sfondo, ma che è flanella? Brutto brutto. Il mio preferito è George, con un’espressione seria e intensa, un po’ malinconica. Per il resto amen, e Merry Christmas.

Quanto ai sovrani, hanno scelto una delle foto dell’incoronazione del 6 maggio, scattata da Hugo Burnand. È un’immagine piuttosto “pesante” ma non penso che si potesse fare molto di diverso, e la scelta mi sembra assai ragionevole. In conclusione che dire, non vedo l’ora di vedere i biglietti dell’anno prossimo!

Royal chic shock e boh – South Korea in UK

Settimana, quella appena trascorsa, ricca di mise che hanno avuto una certa eco, soprattutto grazie alla Principessa di Galles (e alle sue gambe) nonché all’intera Royal Family, impegnata con la visita di stato della coppia presidenziale sudcoreana. Catherine in total red, un rosso intenso tipo mela di Biancaneve non esente da un tocco di veleno.

L’insieme è composto da ben tre pezzi, e mi chiedo quanto freddo facesse per renderli necessari. Anyway, ciò che attira l’attenzione in prima battuta è la cappa, creata espressamente da Catherine Walker e appoggiata sopra un altro capo della stessa maison, un cappottino caratterizzato dal grande fiocco diagonale, che la principessa aveva indossato in precedenza. E non solo in rosso, ma anche in nero al funerale di Prince Philip (ne abbiamo parlato qui: Le foto del giorno – Together at Christmas). La mantella è nuova, ed è tagliata in modo da far uscire il fiocco del cappotto sottostante. A completare il tutto, un abito che si intravvede soltanto e sorprende per la lunghezza. Cioè per la cortezza, alla base della scoperta della gambe nelle foto che hanno fatto il giro dell’orbe terracqueo (e facciamo finta di credere a un incidente di percorso). Nel caso non ne aveste abbastanza, c’è un fiocco pure sulla borsetta Miu Miu, e ovviamente sull’ampio cappello di Jane Taylor, modista cui riescono senz’altro meglio i modelli più contenuti. Insomma, un gran pasticcio, tra il rosso, il fioccone e il Natale in arrivo l’effetto pacchetto sotto l’albero è assicurato. Due piccole riflessioni, la prima: la mantella, che è già un capo molto scenografico, secondo me funziona bene lasciandola protagonista senza caricarla di altri orpelli. La seconda: dobbiamo essere grate a Catherine perché, probabilmente non volendo, fa un buon servizio alla maggioranza delle donne. Mi spiego: ogni cultura ha i propri canoni e i propri valori, anche estetici; in quella in cui viviamo noi magrezza e altezza sono considerati ideali, e idealmente le forme migliori per indossare qualunque tipo di abbigliamento. Quante volte abbiamo pensato e detto che con quel fisico le sta bene tutto? Ecco, non è vero. Tutto ciò premesso, per me la mise è shock, ma la sua scelta ha messo la principessa al centro dell’attenzione in un modo totalmente inedito. Siamo all’inizio di una rivoluzione copernicana? Dobbiamo abituarci a una Catherine meno perfettina? Boh, ma resto in fiduciosa attesa.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Davanti a quest’orgia di rosso il total blue della Queen Consort è elegante e rassicurante. Camilla riutilizza abitualmente le proprie mise, e infatti abbiamo visto spesso questo cappottino di Anna Valentine, mentre il cappello piumato di Philip Treacy viene dato per nuovo, ma è comunque un modello che ha già portato (ad esempio, al funerale di Her Majesty). La sovrana ha uno stile magari poco eccitante (bene) ma molto riconoscibile (meglio), l’aspetto più interessante di questa fase è senz’altro la scelta dei gioielli; in questo caso ha appuntato sulla spalla sinistra la Russian Sapphire Cluster Brooch, appartenuta alla zarina Marija Fëdorovna, sorella della regina Alexandra – erano entrambe principesse di Danimarca – e acquistata da Queen Mary nel 1934. Per la felicità di King Giorgio (Armani), la regina ha abbinato al blu accessori neri. Chic. Accanto a lei la firts lady coreana Kim Keon-hee con un bel cappotto grigio, inutilmente completato da una sciarpetta dello stesso tessuto. Terribili le calze grigie, idem le scarpine di vernice. Ma cinque bottoni sul polso non saranno troppi? Boh.

(Ph: Yui Mok/Getty Images)

La sera, al banchetto di stato, il protagonista è ancora il rosso, ma stavolta è la Queen Consort ad attrarre tutti gli sguardi. Dai forzieri reali ha preso la Burmese Ruby Tiara, la cui storia abbiamo raccontato qui; Vi piacciono i rubini? La Burmese Ruby Tiara. Queen Elizabeth, che l’aveva commissionata a Garrard negli anni ’70, l’aveva poi indossata nel corso di una precedente visita ufficiale sudcoreana; perché come sappiamo nulla è lasciato al caso, mai. Al sontuoso diadema – che secondo me sta meglio a lei che alla sua prima proprietaria – Camilla ha abbinato collana e orecchini del set Crown Ruby, dono di Prince Albert alla moglie Queen Victoria da abbinare all’Indian Circlet; come quello, la versione originale prevedeva degli opali, poi sostituiti dai rubini da Queen Alexandra, che non li amava (e pensava portassero pure iella). Colpo da maestra, il favoloso abito in velluto rosso rubino di Fiona Clare che le sta d’incanto. Strachic.

(Ph: Yui Mok/Getty Images)

Bianco invece per la Principessa di Galles, un abito di Jenny Packham: il modello Anémone, caratterizzato da una mantellina ricamata a ramages dorati. Si sarà ispirata al nuovo film di Ridley Scott, Napoleon? Che vi devo dire, è tutto l’insieme che non mi convince: la bellissima tiara che non la valorizza e non viene valorizzata, il trucco pesante, l’acconciatura troppo semplice, l’abito, la mantellina, i guanti al gomito (Paula Rowan), pure la borsetta, il modello Maud di Anya Hindmarch; è a un tempo tutto troppo e tutto troppo poco, non so se mi spiego. Di una cosa sono sicura: la placca del Royal Victorian Order, cui la principessa appartiene, piazzata in quel punto quasi a trattenere la fascia è terribile. Per il resto, boh.

(Ph: Yui Mok/Getty Images)

Penso gradirete la fotografia a figura intera della Duchessa di Edimburgo, che ho scelto esclusivamente per mostrare adeguatamente la sua mise, eventuali altre presenze sono, come dire, un valore aggiunto. Sophie fa una scelta molto interessante, riusando l’abito indossato sotto il mantello del Royal Victorian Order il giorno dell’incoronazione dei cognati. Il problema però è che l’abito di Suzannah London così funziona di meno. Sarà l’accollatura che non la slancia, sarà la necessaria aggiunta di fascia e placca dell’ordine, oltre al fiocco giallo del Royal Family Order che rende tutto un po’ pasticciato, sarà che i capelli pettinati così le fanno una testa piccina picciò, e la tiara con l’acquamarina non aiuta, ma il risultato finale mi piace veramente poco. In compenso preferisco la sua versione della clutch Maud di Anya Hindmarch, Boh, consoliamoci con lo sfondo.

(Ph: Yui Mok/Getty Images)

Se parliamo di riuso lei è la vera regina: la Princess Royal, che oltre a mostrare un regale disinteresse per le frivolezze, è in grado di infilarsi tranquillamente in abiti di quarant’anni fa senza fare un plissé. Per questa occasione indossa due pezzi – abito di Maureen Baker con bolerino Sue Palmer – che potrebbero essere stati realizzati in uno qualunque degli ultimi cinque decenni; l’ultima volta che l’abbiamo vista così abbigliata era in una foto per festeggiare i 70 anni, tre anni fa. Lady Violet trova chic i diamanti della Princess Royal: la favolosa Festoon Tiara, che ad onta dell’aspetto regale ha origini piuttosto plebee, essendo il dono ricevuto nel 1973 da una compagnia navale di Hong Kong, la World Wide Shipping Group, per ringraziare la principessa di aver tenuto a battesimo una loro nave. Al ’73 risale anche la splendida spilla, dono del fratello Charles per le nozze con Mark Phillips. Sono gioielli che Anne porta molto spesso, completandoli col collier di diamanti, anch’esso a forma di festone, ricevuto dai genitori per il diciottesimo compleanno. Piuttosto shock invece l’abito, arricchito da applicazioni di pizzo che lo rendono un po’ troppo da sposa (per fortuna il giacchino aggiunge un tocco di rigore), i capelli troppo tirati che la fanno sembrare stanca e non accolgono bene la tiara, e soprattutto il fondotinta col famoso effetto capo indiano: troppo scuro, steso male e senza raggiungere il collo, probabilmente per evitare di macchiare l’abito. A voi la media.

(Ph: Yui Mok/Getty Images)

Mi è piaciuta molto, e non accade spesso, la Duchessa di Gloucester. Amo lo stile da giorno quando è adeguatamente declinato per la sera, e qui mi sembra che funzioni. Birgitte, moglie danese di Richard, cugino della defunta Queen, indossa un abito dalla linea semplice ed elegante; interessante lo scollo, anche se magari non esalta il collier di diamanti e smeraldi, parte della collezione della suocera Alice come la tiara bandeau, dono dello sposo per le nozze del 1935.

Diamanti e smeraldi anche per la spilla che trattiene sulla spalla destra la fascia del Royal Victorian Order. Verde e azzurro, un gran bell’accoppiamento. Chic.

Sono proprio i Duchi di Gloucester ad accogliere la sera seguente gli ospiti sudcoreani a Guidhall, insieme col Lord Mayor della City. Penso che la presenza di royal “minori” dipenda dalla complessità dei rapporti tra la Corona e la City, ma quella è la prassi. Ricordo che durante la visita dei sovrani spagnoli qualche anno fa Felipe e Letizia furono ricevuti dalla Princess Royal, che fece alla Reina un profondissimo curtsy. La duchessa mi piace assai anche in questa mise blu, accesa dai topazi rosa di tiara e collier, ereditati anch’essi dalla suocera. Chic.

Chic, anche se vagamente inquietante, la First Lady in abito crema con mantella e accessori neri. Devo dire che la cosa che mi piace di meno sono i capelli, tenuti sempre sciolti in una pettinatura noiosetta. Nulla al confronto con quelli della Lady Mayoress, la prima signora a sinistra in pizzo turchese. Vi ricordate la bionda dama in costume tirolese scortata da William? Ecco, è lei. Non pensavo che l’avrei detto, ma forse meglio il dirndl, Shock.

Vi piacciono i rubini? La Burmese Ruby Tiara

Mentre preparavo la rubrica domenicale (abbiate fede, prima o poi arriva) confesso di essermi distratta dietro alla Ruby Burmese Tiara, indossata da Queen Camilla martedì sera allo state banquet in onore del presidente della Corea del Sud in visita ufficiale nel Regno Unito. La ricerca ha rivelato una storia interessante, e ho deciso di proporvela subito.

(Ph: Yui Mok/POOL/AFP via Getty Images)

La passione per le pietre preziose della Queen Mary, bisnonna di King Charles, è ben nota; e unita al fatto che all’epoca i sovrani britannici erano a capo di un vasto e ricchissimo impero ha fatto sì che i forzieri reali si riempissero di gioielli da mille e una notte. Salita al trono, Queen Elizabeth ha potuto dunque sfoggiare degli autentici tesori, e dal canto suo ha contribuito ad ampliare la collezione di famiglia principalmente grazie ai doni ricevuti durante il lunghissimo regno. Questa tiara è proprio una sua aggiunta, ma fatta realizzare su sua richiesta per colmare un’assenza: una tiara con pietre rosse, necessaria quando per ragioni diplomatiche, o più in generale di opportunità, si volesse puntare sul rosso.

In effetti nei forzieri reali una c’era già, e anche molto elegante: l’Indian Circlet, gioiello disegnato dal principe Albert per la moglie Queen Victoria. La tiara però era tra le preferite della Queen Mother, ed Elizabeth decise di lasciarla nella sua disponibilità. Rimasta vedova a soli 51 anni, la Regina Madre aveva comunque davanti a sé vari decenni di servizio alla corona; che poi furono altri cinque, dato che allora ovviamente non si sapeva, ma in effetti aveva perso il marito quando si trovava nel mezzo del cammin di sua vita. All’inizio degli anni ’70 dunque il desiderio di una nuova tiara con rubini prese forma; a realizzarla ci pensò il fidato gioielliere di corte Garrard, utilizzando pietre da due provenienze diverse.

(Ph: PA Images/Alamy)

I diamanti vengono dalla tiara ricevuta come dono di nozze dal Nizam di Hyderabad, principe indiano di impressionante ricchezza e proprietario di una delle più importanti collezioni di gioielli del mondo, che offrì alla sposa un dono a sua scelta disponibile nella collezione della filiale inglese di Cartier. La giovane principessa scelse un set in diamanti realizzato negli anni ’30 composto da tiara e collier. Questo è ancora in uso, prestato a volte anche alla attuale Principessa di Galles.

(Ph: WENN)

La tiara invece, dopo essere stata usata alcune volte da Elizabeth nei primi anni di regno, fu poi messa da parte a causa della sua scomodità. Qualche anno dopo fu smontata, e le pietre riusate insieme ai rubini; che sono 96, anch’essi dono di nozze per la giovane principessa da parte del popolo birmano. Il numero non è casuale, perché nell’antica cultura di quel Paese si crede che i rubini proteggano chi li indossa dalle 96 malattie che possono affliggere il corpo. Un dono prezioso per la buona salute (mi sembra abbia funzionato!) che nel 1973 è diventato parte di un importante gioiello. La tiara è composta da cinque elementi floreali separati da raggi incurvati di diamanti.

(Ph: Tiara Mania)

Se osservate con attenzione gli elementi floreali, vi renderete conto che rappresentano una versione inversa della rosa Tudor, formata dall’unione tra la rosa rossa di Lancaster – il nucleo centrale di rubini montati in oro giallo – e la rosa bianca di York, i cui petali esterni sono composti da diamanti montati su argento. Non è una meraviglia?

Scene da uno state banquet

Dopo un inizio col botto, soprattutto grazie alla Principessa di Galles e alle sue gambe (Le foto del giorno -Dalla Corea con furore), la prima giornata della visita ufficiale nel Regno Unito della coppia presidenziale sudcoreana ha vissuto il suo acme la sera, grazie al sontuoso state banquet a Buckingham Palace.

Esamineremo le mise delle signore nel fine settimana, ma posso anticiparvi che ho amato il velluto rosso abbinato ai rubini birmani da Queen Camilla. Mentre mi tacerò sul frac, e in particolare sui pantaloni del presidente Yoon Suk-yeol.

Ci si chiedeva se la Principessa di Galles avrebbe indossato una tiara diversa da quelle scelte finora, e la risposta è sì! Non solo Catherine ha coronato la sua testina con un gioiello mai indossato prima, ma la scelta è caduta su un diadema che non si vedeva da una novantina d’anni.

(Ph: Getty Images)

Si tratta della Strathmore Rose Tiara che Elizabeth Bowes Lyon, poi Queen Consort, poi Queen Mother, ricevette in dono dal padre Lord Strathmore per le nozze col Duca di York, divenuto King George VI in seguito al gran rifiuto del fratello. Acquistato da Catchpole & Williams, gioiellieri con sede al numero 510 di Oxford Street, il diadema è composto da cinque elementi separabili che formano una ghirlanda di rose, probabilmente la rosa canina, nello stile romantico e ispirato alla natura tanto di moda negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. La tiara dispone di due strutture differenti per poterla indossare sopra la testa, come ha fatto Catherine, o sulla fronte, alla moda degli anni ’20, come faceva la Queen Mom, e che io francamente preferisco.

Catherine lo porta molto alto sulla testa, e la combinazione con i capelli tirati e aderenti al capo, e la fronte spianata ha qualcosa di poco armonico. Noto inoltre che la principessa è tornata al vecchio makeup, con gli occhi appesantiti da una linea scura, che mi piace poco, ed è troppo aggressivo per un gioiello così delicato.

(Ph: WPA Pool)

Catherine a parte, scivoloni ce ne sono stati parecchi. a partire da Samantha Cameron. Per uno di quei cambiamenti improvvisi che a volte capitano nella vita il marito Davis, già Prime Minister, accompagnato rapidamente alla porta dopo il disastroso referendum sulla Brexit, qualche giorno fa è rientrato dalla finestra, piazzato dall’attuale capo del governo Rishi Sunak a capo del Foreign Office in seguito a un rimpasto di governo. E siccome nel Regno Unito i ministri devono necessariamente essere membri del parlamento, King Charles lo ha dotato di titolo nobiliare – Baron Cameron of Chipping Norton, che suona un po’ come Barone di Capracotta – e di relativo seggio alla House of Lords. Dunque ieri sera primo impegno formale per Lady Samantha, e lei che fa? Si presenta a un evento di gala, accompagnando il marito in frac e decorazioni, con un vestituccio midi, più adatto a una pesca di beneficienza in parrocchia. Peggio ancora, l’abito è una creazione del brand Cefinn, e indovinate a chi appartiene? Esatto, a Lady Samantha! Che non solo sbaglia clamorosamente mise, ma ne approfitta pure per farsi un po’ di pubblicità aggratis. Imperdonabile.

A proposito di mise, in molti avranno notato il principe di Galles accompagnare una bionda signora, abbigliata bizzarramente, e sicuramente non alla coreana (e neanche all’inglese, a dirla tutta). Dunque una domanda sorge spontanea: chi è Heidi, e cosa ci fa lì, tra l’altro in un posto di rilievo? Lady Violet ha la risposta. La signora è Elisabeth Reuß, The Lady Mayoress of the City of London in quanto consorte di Michael Raymond Mainelli, nuovissimo Lord Mayor della City (che vi ricordo avere giurisdizione solo sulla City, il sindaco di Londra è un altro). Mainelli, economista e scienziato, è nato negli USA e ha origini (anche) italiane, mentre la moglie è teutonica; visto però che al momento rappresenta una istituzione britannica, non potremmo lasciare il dirndl nell’armadio?

A noi i costumi tradizionali piacciono, ma non tutti. Alcuni però sì, moltissimo.

Le foto del giorno -Dalla Corea con furore

Giornata in grande stile per le vie di Londra, tutte imbandierate per l’arrivo di Presidente e First Lady della Corea del Sud in visita ufficiale nel Regno Unito.

Soddisfatto e stropicciato il Presidente Yoon Suk-yeol (che ho scoperto essere cattolico), graziosamente mummificata la First Lady, evidentemente appassionata sostenitrice della skincare coreana. Diligente e un po’ inarcato – avrà mal di schiena? – il Re, seguito dalla consorte Camilla con cappellino piumato in chiara competizione col tricorno del signore dietro di lei.

Dopo un Principe di Galles particolarmente sornione ecco lei, Catherine, in una inedita, insolita versione Máxima: total red con mantella e cappello a falda larga. Ne avremo da parlare domenica, sappiate che ho già iniziato a scrivere il nostro Royal chic shock e boh! E mentre dall’Argentina giungono i proclami del presidente eletto, quello che sembra un cugino di campagna (nel senso della band) che ha già detto di volere indietro le Falkland, i futuri sovrani svolgono il loro ruolo con impeccabile aplomb.

Ma è proprio l’aplomb, letteralmente “perfetta caduta del tessuto in un abito” a tradire la principessa, che scendendo con grazia ma poca cautela rivela le lunghe gambe in quella che è senza dubbio la foto del giorno, e forse della settimana.

A tal proposito, quando Lady Violet era una ragazza, e Berlino ancora divisa dal Muro, l’argomento scendere dall’auto con eleganza e senza esporre la mercanzia era materia di studio cui mi applicai con scrupolo, scoprendo che la chiave della riuscita risiedeva nell’altezza dell’auto, per cui scendere elegantemente dalla 126 di seconda mano che allora guidavo era praticamente impossibile.

Regina del genere la Princesse Caroline de Monaco – che probabilmente una 126 non l’aveva mai neanche vista – ed eseguiva la tecnica con precisa nonchalance. In seguito imparò a cavarsela con onore anche Diana, che dopo la separazione e l’introduzione nel suo guardaroba di abiti più corti e scollati promosse l’uso di quelle che vennero chiamate cleavage bags, cioè le borse piazzate all’altezza del seno onde evitare l’esposizione del medesimo.

Niente male vero? E siamo solo a martedì!

I giorni dei papaveri

Quando Lady Violet era una ragazzina rimase piuttosto sorpresa leggendo – chissà dove – che novembre è un mese particolarmente caro alla Royal Family, tanto da averlo scelto per ben quattro matrimoni in meno di 40 anni.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Il più celebre il 20 novembre 1947, quando la principessa Elizabeth sposò il suo Philip, probabilmente incontrato per la prima volta il 29 novembre 1934, giorno in cui George Duca di Kent, zio di lei (che fu anche deliziosa damigella), impalmò Marina di Grecia, cugina di lui. L’anno seguente un altro zio di Elizabeth si sposò a novembre: il 6 Henry Duca di Gloucester portò all’altare nella cappella privata di Buckingham Palace Lady Alice Montagu Douglas Scott, con la piccola Elizabeth ancora damigella, questa volta con la sorellina Margaret. Nel 1973 fu il turno dell’unica figlia di Elizabeth e Philip, che il 14 si unì in matrimonio con l’allora Capitano dei Dragoni Mark Phillips. Era anche il giorno in cui il fratello maggiore, l’attuale sovrano, compiva 25 anni; il che ci ricorda che tra due giorni King Charles festeggerà il settantacinquesimo compleanno. Oltre alle ricorrenze liete e all’amore per novembre (che condivido senza riserve) parte del mese è comunque dedicato al ricordo di chi non è più, e alla memoria personale e familiare si unisce quella pubblica, soprattutto per la coincidenza con la fine della Grande Guerra.

(Ph: Royal British Legion)

Se noi celebriamo il 4 novembre, ricordando l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, con cui il giorno precedente – 3 novembre 1918 – l’Impero austro ungarico si arrese all’Italia, nel Regno Unito si celebra l’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese, quando divenne effettivo il cessate il fuoco deciso nell’armistizio di Compiègne. Ieri dunque la Royal Family si è riunita nella Royal Albert Hall per il tradizionale Festival of Remembrance, e oggi nel centro di Londra, per l’altrettanto tradizionale e sentita cerimonia al Cenotaph.

Dove hanno deposto le corone di fiori il Re, il Principe di Galles, la Princess Royal, il Duca di Edimburgo (e sì, pure il nostro equerry preferito, presente anche nella fotografia in alto, mica penserete che ci sia capitato per caso!). Un po’ sguarnite rispetto ai bei tempi andati le tre finestre del Foreign office da cui il resto della Royal Family assiste alla cerimonia. Da un lato c’erano i Duchi di Gloucester, unici tra i cugini della defunta Regina a svolgere ancora qualche incarico.

(Ph: Yui Mok/PA Images/Alamy)

Dall’altro Sophie, Duchessa di Edimburgo e il cognato, il Vice Ammiraglio Tim Laurence, consorte della Princess Royal. Sembra che nella cronaca della giornata la BBC abbia omesso di menzionare la povera Sophie, nonostante l’impegno e l’attenzione con cui porta avanti gli incarichi reali. Non si fa!

(Ph: Yui Mok/PA Images/Alamy)

In mezzo Queen Consort e Princess of Wales, presente e futuro della Royal Family. Camilla si è infilata uno dei suoi amati cappottini con zip; questo, di Fiona Clare Couture, lo aveva già indossato, mentre è nuovissimo il clamoroso il cappello, opera del genio di Philip Treacy. Anche Catherine è andata sul sicuro con uno dei pastrani paramilitari che le piacciono tanto; creato da Catherine Walker lo aveva indossato nel 2019 per la stessa cerimonia. Anche il suo cappello è Philip Treacy ma tutt’altro che nuovo: lo sfoggiò la prima volta nel 2006 a Sandhurst, quando William terminò il suo addestramento militare. Se il cappello è stato indossato in diverse occasioni anche royal, questa volta è interessante l’abbinamento con gli orecchini a forma di foglia con grande perla centrale e diamanti, appartenuti a Queen Elizabeth. Come dire, il punto di partenza e quello di arrivo (per ora).

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Alla fine si torna sempre a lei, The Queen, lost but not forgotten, perduta ma non dimenticata, ieri ancora più presente del solito, e non solo per il ricordo dei defunti.

Sabato, prima dell’inizio della serata, i sovrani hanno svelato due statue. L’una ritrae Elizabeth in tutto il suo leggendario splendore, l’altra Philip, che si china verso di lei in un gesto consueto e prezioso.

Commosso alle lacrime King Charles. Uno stile che gli è proprio, assai più emotivo di quello impeccabile della madre, che però, va detto, salì al trono giovanissima e dunque probabilmente più capace di controllare le emozioni. Invece devo dire che a me questo anziano re con gli occhi lucidi piace molto.

Nel video il momento dello svelamento: sovrano per sovrana, consorte per consorte https://www.youtube.com/watch?v=HPdm-B-Zswc

Men at work

Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro di due giorni, prima che la scena se la prendesse tutta Frederik di Danimarca, e per un motivo non elegantissimo. Martedì 7, complice il fuso orario, sono andati praticamente in contemporanea due eventi assai significativi per i due protagonisti, che sono anche i due signori più importanti del regno. Il Regno Unito of course.

Prima State Opening of Parliament da sovrano per King Charles III, con tutta la pompa che conosciamo e anche con un (piccolo) occhio alla sostenibilità: sia lui sia la Queen Consort hanno riutilizzato abiti e mantelli indossati per essere incoronati lo scorso 6 maggio. È questa una cerimonia che si ripete alla presenza del monarca dal 1901, con qualche assenza dovuta solitamente a problemi di salute; come avvenne per il nonno di Charles, King George VI, che non fu presente nel 1951, pochi mesi prima della morte. Dopo la lunga era elisabettiana è di nuovo un Re ad inaugurare i lavori parlamentari, come non accadeva dal 1950. Anche The Queen mancò qualche volta: nel 1959 e nel 1963 perché incinta dei due figli minori Andrew e Edward, e poi lo scorso anno, quando il suo discorso fu letto dal figlio ed erede, seduto sul trono del consorte.

Quest’anno Charles ha conquistato il sedile principale, e con quello l’onore e l’onere di leggere il discorso, istituzionalmente il più rilevante dell’anno. Infatti è l’unico che viene scritto dal Prime Minister; stavolta è toccato al mediocre Rishi Sunak, che si prepara alle elezioni politiche del 2024 e dunque ha presentato un programma di governo che è anche un programma elettorale. E possiamo solo immaginare quanto sia costato al Re affermare alcune cose che vanno totalmente contro il suo pensiero e la sua coscienza ecologica, come le nuove trivellazioni previste nel Mare del Nord. All’inizio del discorso non è comunque mancato un pensiero per la defunta regina, nella doppia veste di madre della famiglia e della nazione: “My Lords and Members of the House of Commons. It is mindful of the legacy of service and devotion to this country set by my beloved Mother, The Late Queen, that I deliver this, the first King’s Speech in over 70 years.” (miei Lord e membri della Camera dei Comuni. È consapevole del legato di servizio e devozione a questo Paese lasciato dalla mia amata madre, la defunta regina, che pronuncio il primo discorso del re in più di 70 anni).

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La corona che durante la cerimonia è stata posta sul capo del monarca, la Imperial State crown, ha viaggiato per i fatti suoi su una carrozza, la Queen Alexandra’s State Coach; la coppia reale invece ha raggiunto Westminster a bordo della Diamond Jubilee State Coach, carrozza chiusa a sei cavalli che avrebbe dovuto celebrare gli ottant’anni di Queen Elizabeth, ma a causa dei ritardi nella realizzazione (a volte capita anche a loro!) fu riciclata per il giubileo di diamante.

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King Charles indossava l’uniforme della marina – per essere precisi l’Admiral of the Fleet Royal Naval Number 1 Dress – con cappello e spada, su cui poi è stato appoggiato il Robe of State, il mantello con cui il 6 maggio è entrato a Westminster Abbey per essere incoronato, come aveva fatto suo nonno, con lo stesso mantello, nel 1937.

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Al suo fianco la Queen Consort, con indosso l’abito creato da Bruce Oldfield p1er l’incoronazione, corredato a sua volta dal Robe of State di velluto cremisi indossato nella prima fase dell’incoronazione, appartenuta a Queen Elizabeth II. Scommetto però che l’attenzione dei più si sia focalizzata sulla testa di Camilla, dove brillava il George IV State Diadem, molto amato e spesso indossato dalla defunta sovrana.

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Scelta fatta da Queen Elizabeth negli ultimi anni, al posto della più pesante e ingombrante Imperial State Crown, di cui lei stessa aveva parlato in pubblico, spiegando che altrimenti non sarebbe riuscita a muovere il capo per leggere il discorso.

Tradizionalmente alla cerimonia non partecipa l’intera Royal Family, ma solo i sovrani e gli eredi. Charles invece ha potuto contare su una presenza solida e leale: la Princess Royal, nel suo ruolo di speciale guardia del corpo del Re (il titolo è Gold Stick in Waiting). Splendida.

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Assenti i Principi di Galles, visto che William si trovava a undicimila chilometri di distanza per uno degli appuntamenti cui tiene di più, gli Earthshot Prize: questa edizione si è tenuta a Singapore.

Verde il tappeto, verde il tuxedo, la giacca dello smoking in velluto color bosco, già indossata un paio d’anni fa nella stessa occasione. Con lui Cate, ma non la solita; parliamo di Cate Blanchett, in completo pantaloni così così, in broccato dorato, della collezione primavera 24 di Stella McCartney, la cui attenzione alla sostenibilità è ben nota. mentre l’attrice Hannah Waddingham ha drappeggiato il suo metro e 80 in un abito nero e verde riciclato da una precedente occasione: se dev’essere green, green sia!

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Ed ecco i vincitori, con un ringraziamento e la speranza che i loro progetti possano aiutare un po’ questo povero, meraviglioso pianeta.