Anche se tutti opportunamente mascherati – e alcuni pure con gli occhiali da sole – ricompaiono i sovrani monegaschi, in coppia e in compagnia di buona parte della famiglia. L’occasione è stata l’inaugurazione ieri mattina della rinnovata Place du Casino, ristrutturata e completamente pedonalizzata. Riaperta anche la celebre brasserie del Café de Paris, rimasta chiusa da metà marzo.
Molto piacevole Charlène in abito+giacca Brunello Cucinelli – se volesse accantonare Akris per qualche maison italiana ci farebbe felici, e non solo per ragioni patriottiche – mentre sull’orlo dei pantaloni di Albert ormai mi sono arresa. C’era Stéphanie con tutti e tre i figli e la nuora. La ex principessa ribelle con bianchi pantaloni larghi (e lunghi) e camicia in raso nero un po’ punitiva; la bella figlia Pauline in trench crema (di raso anche questo, temo sia una creazione del suo brand Alter); l’altra figlia Camille, che complice la giovane età è ancora alla ricerca del suo stile; la nuora Marie che purtroppo l’ha trovato: commessa OVS, e non la valorizza per niente.
Mancava Caroline, ma c’erano i due figli maschi: Andrea e Pierre; l’uno accompagnato dalla moglie Tatiana, l’altro invece senza la sua Beatrice. Tra tutte le signore Tatiana è quella con un background più complesso e cosmopolita, uno stile unico e personale. Mentirei se dicessi che mi piace sempre, ma più passa il tempo più la trovo interessante. Anche lei è nel mondo del fashion col brand Muzungu Sisters, moda etnica e anche etica, dato che i loro prodotti sono realizzati da artigiani e comunità di diversi paesi (ci sono anche le coffe siciliane e le tipiche friulane di velluto). Adoro il caftano e le infradito flat, i sandali più chic in assoluto, per me. Se poi vi state chiedendo chi sia il prestante giovanotto ultimo a destra, è presto detto: Gareth Wittstock, uno dei due fratelli della principessa e Segretario Generale della Fondation Princesse Charlène de Monaco, che dalla frequenza con cui compare ormai pare diventato royal pure lui.
A questo punto, non possiamo perdere l’occasione di parlare dell’accessorio più cool del momento; no, non la treccia di Charlène, la mascherina! Molti dei presenti, a partire dai sovrani, indossano quelle bianche contrassegnate dal motto #strongtogether, scelto come slogan per le attività anti-covid del Principato (rigorosamente in inglese, hai visto mai che fort ensemble suonasse male).
Stéphanie, imitata in qualche momento dalle figlie, si è buttata sul patriottico: mascherina nera per quel tocco dark che ha sempre il suo perché, con dettaglio a rombi biancorossi, come compaiono nello stemma di famiglia. Supercool la coppia Casiraghi-Santo Domingo, per lui un classico camouflage, per lei ricami ungheresi su tela bianca (in vendita sul sito muzungusisters.com a 24 sterline). In tutta questa coolness, al povero Pierre è toccata invece una di quelle orrende mascherine a becco di papera che minano la reputazione di chiunque. Dai retta Pierino, chiedi aiuto a tua cognata!
(Ph: Palais Princier de Monaco)
Stasera anche l’infuso è cool, anzi BeCool, della compagnia franco-russa Kusmi Tea. Lo bevo in una tazza dall’elegante linea déco; il decoro è il Rose bud di A.B.J Grafton China, realizzato a partire dal 1935.
Non è dato saperlo. È invece certo che con loro ci fossero due dei tre figli della sorella Stéphanie: la piccola di casa Camille e
Mi chiedo francamente come starebbe addosso a una donna con meno classe, e la perplessità sul vestirsi da Spennacchiotto (il nemico giurato di Superpippo) resta tutta. Quando pensavo di aver visto abbastanza, m’è caduto lo sguardo sulle scarpe bimateriche – quasi un’evocazione delle ghette – di Albert, e ho rivalutato il plumage dell’augusta sorella.
Piume anche per la giovane Camille, che ha riciclato l’abito indossato al party nuziale del fratello; ma quanto somiglia a nonna Grace in questa foto? Al confronto delle signore Grimaldi l’esotica Marie è in tono assai minore, con un abito che le starà bene tra trent’anni (e che potrebbe piacere alle amanti del marrone in ogni sua nuance, consorteria cui mi onoro di non appartenere).
Totalmente diversi l’impegno e il look di Charlotte Casiraghi, ora Madame Rassam, che a Milano ha presentato il libro Arcipelago di passioni, scritto a quattro mani col suo professore Robert Maggiori e appeno uscito in Italia. La passione di Charlotte è la filosofia, di cui ha parlato anche con Massimo Gramellini (!) ospite della trasmissione Le parole della settimana. Magrissima e in total black come una novella musa esistenzialista, a me piace molto anche la frangia, che le è stata piuttosto criticata. Pignoli! Con quello che si vede in giro…
Più una nuora, Tatiana, che apre la fila: lei è l’unica delle girls a non discendere dalla principessa americana, ma sta benissimo con questa acconciatura e con l’argento dell’abito, che promuovo senz’altro dalla vita in su; peccato per quella gonna informe con orlo peloso. La deliziosa Pauline, sorella dello sposo, indossa una tuta – evidentemente il suo must have per la stagione – in un arancio brillante e in un modello con sopragonna aperta che ricorda gli anni ’50. Accanto a lei – in un verde pistacchio in divertente accordo cromatico – la cugina e neosposa Charlotte, che affronta le temperature bollenti di fine luglio coprendosi interamente, braccia e collo compresi, la temeraria! Caroline ricicla la mise Chanel – abito bianche e scarpe con plateau dorato – che le avevamo visto al Bal de la Rose del 2016. E fa bene, se avessi un vestito che mi sta così me lo metterei pure per portar fuori il cane! Accanto a lei la sorella Stéphanie, madre dello sposo, bella ed elegante come non la vedevamo da tempo, e con una commozione negli occhi che basterebbe solo quella a farmela amare. Seguono le piccole di casa: in argento la ventenne Alexandra, figlia di Caroline, che somiglia al padre ma secondo me tra qualche anno potrebbe rinverdire i biondi fasti di nonna Grace; in bianco Camille, ultima figlia di Stéphanie, che non ha ancora imparato a scegliere cosa dona di più alla sua figura e alla sua età, ma imparerà, evitando se possibile di impiumarsi il collo.