LUGLIO. Il battesimo di Louis Nato il 23 aprile – giorno di San Giorgio patrono d’Inghilterra – Louis Arthur Charles, terzogenito dei Duchi di Cambridge, viene battezzato lunedì 9 luglio nella cappella di St. James Palace, alla presenza di zii e nonni, ma con l’assenza dei bisnonni Elizabeth e Philip. Le fotografie della giornata, e poi quelle ufficiali, mostrano il piccolo pacioso e tranquillo, quasi sempre addormentato tra le braccia della mamma radiosa; qualche giorno dopo viene diffusa quest’altra immagine col pupetto che ride felice, e si capisce che siamo davanti a un altro piccolo principe che ci delizierà negli anni futuri.
Nei link i due post scritti da Lady Violet per l’occasione, con particolare attenzione ai look dei partecipanti. Buona lettura, e buon anno!
Non cominciate a pensare male o a interrogarvi su presunti attriti tra le duchesse cognate, è semplicemente che il 12 marzo segna una delle ultime apparizioni pubbliche di Catherine che sta per andare congedo per maternità; prima di partorire Louis, esattamente sei settimane dopo, la vedremo solo per il St.Patrick Day e poi a Pasqua. Quel giorno si celebra il Commonwealth Day e la Royal Family al completo partecipa alla cerimonia in Westminster Abbey. La Duchessa di Cambridge, piacevolmente arrotondata dalla gravidanza, indossa un cappello a fungo di Lock&Co. di una sfumatura di blu leggermente diversa da quella del cappotto Beulah London, che nonostante il pancione cade meglio – e ha una linea più bella – di quello panna firmato Amanda Wakeley di Meghan ancora-per-due-mesi-Markle, che però recupera alla grande col delizioso berretto Stephen Jones (vi ho detto che l’ho conosciuto?), in una posizione inclinata sull’occhio destro che sfiora la perfezione.
(Ph. Karen Anvil)
(Ph. Getty Images)
La definizione Fab Four era nata il Natale precedente – complice il fatto che la foto che li ritrae insieme affiatati e sorridenti era stata presa da una mamma single che si trovava tra il pubblico – e rafforzata dalla presenza dei quattro schierati sul palco del Royal Foundation Forum il 28 febbraio. Ora, stando ai rumors che girano vorticosamente, sembra quasi che il quarto Beatles e Yoko Ono siano la stessa persona: noi preferiamo non pronunciarci nella fiduciosa attesa che tutto si risolva rapidamente per il meglio.
Ammirate lo stile di qualche royal lady e vi piacerebbe replicarlo ma non sapete da dove cominciare? Volete dare un tocco principesco al vostro guardaroba? Vi siete innamorate di una mise vista su queste pagine ma non ve la potete permettere? E secondo voi Lady Violet che ci sta a fare? Ecco il mio piccolo regalo per le feste, che fa seguito alla richiesta di una delle mie più affezionate lettrici: quando possibile vi darò qualche suggerimento per trovare qualcosa di simile a ciò che vi ha fatto battere il cuore senza finire sul lastrico. Facciamo subito un patto di chiarezza: per me sarebbe molto complicato fare da sola questa ricerca – che richiederebbe una redazione moda – e dunque cercherò in una serie di siti e pagine web e vi mostrerò i risultati, selezionando a monte ciò che può trovarsi facilmente, online o in store presenti sul nostro territorio. Cominciamo?
Cosa pensate dell’abito a pois indossato dalla Duchessa di Cambridge nelle fotografie per il settantesimo compleanno del suocero? Quello blu a pois, con colletto e polsini a contrasto? È un grande classico, firmato Alexandra Rich, e il suo prezzo supera i duemila euro. Tra l’altro l’ha scelto Abigail Spencer per il royal wedding di Meghan, sua collega nel cast di Suits. La buona notizia è che ne trovate uno molto simile da Zara a 49,95, niente male no? Fatemi sapere se questo post vi è piaciuto, e volete che continui. E ricordate che ai saldi manca poco!
Esaurita la fase famiglia-cibo-tombola (ehi, ma questo è un terno!) parliamo finalmente dell’evento clou del royal Christmas: la messa di Natale a Sandringham. E lo facciamo partendo dal vertice.
Her Majesty Con rispettoso dispiacere, devo dire che Sua Maestà ha ricevuto parecchie critiche per la mise indossata ieri: troppo chiaro e ‘primaverile’ il grigio del cappotto, bizzarra la posizione dei bottoni, poco elegante la bordura fuxia, pasticciato pure il cappello (tutto Angela Kelly). Diciamocelo tra noi, non è la sua versione più convincente, ma io la amo sempre, pure col cappello alla D’Artagnan con piuma svolazzante.
La Duchessa di CambridgePerfetta per l’occasione: bella la tonalità di rosso del cappotto (Catherine Walker) bellissimo soprattutto l’abbinamento con gli accessori in una nuance più scura (le scarpe sono Gianvito Rossi e la clutch Mulberry; i guanti non saprei, ma sono perfetti). Il copricapo (questo è il modello Halo di Jane Taylor) è sulla scia di altri indossati quest’anno, e trovo che le doni molto. Un look vagamente anni ’40 molto femminile; le calze però sono brutte assai.
Catherine aveva già indossato questo cappotto, ma in verde, in altre occasioni; l’ultima l’undici novembre scorso alla commemorazione per la fine della Prima Guerra Mondiale, anche in questo caso abbinato a un copricapo simile. (Poi vi prego di notare il Principe di Galles con classico supercollaudato cappotto di cammello da cui fa capolino una pochette. Chic è dire poco).
La Duchessa di Sussex Vestita Victoria Beckam dai piedi al collo, nella palette blu/nero che le è cara. L’abito sembra bello, una scelta interessante in gravidanza; il cappotto è un modello classico che abbiamo tutte nell’armadio, anche il cappellino (Awon Golding) per colore e forma è simile a molti altri già indossati. In compenso la borsa è molto originale, e orrenda. Insomma, senza infamia e senza lode; mi sembra che lei si ostini ad essere fedele allo stile urban chic tipico delle metropoli americane, che nella campagna inglese è un po’ fuori tema. P.S. il cappotto di Harry grida vendetta.
Eugenie di York L’altra sposa dell’anno indossa un cappotto rosso con dettagli neri (Andrew GN), che è divertente ma non le dona particolarmente. Ni le scarpe, troppo leggere, no le calze; sarebbero state meglio opache nere con scarpe invernali, o direttamente degli stivali; interessante la fascia/turbante (Emily London), che si poteva mettere un filo meglio. Detto questo, confesso che a me Eugenie piace sempre di più, la vedo forte e consapevole, decisa nelle sue scelte e sicura di sé. Probabilmente non sarà mai come le cugine acquisite, e perché dovrebbe? Va bene così. E poi parliamoci chiaro: il suo abito da sposa passerà alla storia, altri francamente non credo.
I Wessex (e la Princess Royal) Bello il cappello di velluto di Sophie, con un meraviglioso tocco vintage (Jane Taylor), ma il cappotto firmato Suzannah no dai. A parte che il modello a vestaglia ingoffa (quasi) tutte, quel colore azzurro cielo è un po’ tanto. Promosse calze e scarpe. Louise parte bene dall’alto – una scelta sorprendente quel baschetto maculato, Jane Taulor pure lui – ma peggiora scendendo: cappotto insomma, molto chiaro, calze no, ancora più chiare, scarpe per carità. Louise tieni duro, che l’età ingrata passa presto. All’estremo destro la Princess Royal in uno dei suoi migliori look: intendiamoci, quel turchesone è un colore che detesto, però il cappotto coi revers più chiari è bello, il cappello modello Borsalino le sta d’incanto, ed è perfettamente abbinato (e non era cosa facile). Ma un cappotto, un giaccone, un piumino a James glielo vogliamo mettere? Sta gelando!
Beatrice di York e Autumn Phillips Ragazze andate a cambiarvi e facciamo finta di niente. La bella Autumn con un cappotto di rara bruttezza, più corto davanti e più lungo dietro (ma perché?), con fodera maculata, non sia mai che fosse troppo chic, modello tonaca con l’aggravante del polso con similfiocco. Brutta la borsa, sbagliate le calze (pure lei), non male il cappello, ma non basta a salvarla dal disastro; per me la peggiore. Bea cara, riporta il cappotto dove l’hai preso e fatti dare la tua taglia. E tieni presenti che col cappello fedora l’effetto fungo è sempre in agguato (entrambi i cappotti sono Claire Mischevani).
I Phillips Non contenta Autumn ha voluto infierire pure sulle sue bambine e le ha vestite da orfanelle, con due cappottoni in crescenza (le bambine degli anni ’50 e ’60 ancora tremano al ricordo di quei capi comprati di due taglie più grandi perché durassero più di una stagione). E poi guarda che ti hanno imbrogliata: a Savannah – la bambina a destra – il cappotto va già corto, le vanno lunghe solo le maniche. Così risparmiate sui guanti.
Zara TindallBel cappello (Sarah Cant) sul viso simpatico, forse un po’ piccolo, interessante l’abbinamento viola fluo/blu col cappotto Hugo Boss che avvolge bene le forme post maternità. Mica sono tutte Catherine, col vitino da vespa dopo tre figli!
Chiudiamo il nostro primo calendario dell’Avvento con la classica domanda di questi giorni: te piace ‘o presepe? Confesso, a me non piace. Non tanto, almeno. E il mio scarso amore è fonte di continue, amabilissime discussioni con la mia carissima amica Paola che ne è una grande estimatrice – oltre che una grande esperta della cultura partenopea. Allora facciamo così: due parole serie sulla tradizione del meraviglioso presepe storico napoletano ve le dice lei.
(Ph. Sailko/CC)
Il presepe napoletano, ancora oggi espressione eccellente e rinomata dell’artigianato artistico italiano, conosce la sua stagione più felice nel XVIII secolo, periodo di generale rinascita della cultura partenopea, innescata e promossa dall’avvento di Carlo III sul trono di Napoli.
All’interno della ricca scenografia scrupolosamente progettata e dimensionata (lo scoglio), la fantasmagorica rappresentazione della nascita di Gesù si articola in episodi narrativi facilmente riconoscibili: la Natività, il Corteo dei Magi, l’Annuncio ai pastori, l’Osteria.
(Ph. Luciano Romano)
Ciascuna delle scene assume una propria caratterizzazione cui concorrono i mille dettagli che connotano i luoghi e i protagonisti: in tal senso colpisce la fantasiosa (talora palesemente falsata) rappresentazione degli abiti, degli oggetti, dei decori di sapore mediorientale che caratterizzano gli accompagnatori dei Magi, così come straordinaria appare la cura nella rappresentazione dei cibi, del vasellame, delle ceramiche, degli strumenti musicali che connotano i pastori (questo il termine tecnico che designa le statuette del presepe napoletano, indipendentemente dal personaggio rappresentato).
La grande perizia espressa nel presepe napoletano del ‘700 si spiega anche alla luce della
presenza dei più importanti e rinomati scultori operanti a corte nel ‘700 che non disdegnano e anzi considerano naturale dedicarsi a quella che è considerata una forma d’arte paritetica rispetto ad altre. In tal senso non si può non citare Giuseppe Sammartino, l’eccellente ideatore e realizzatore del “Cristo Velato” della Cappella Sansevero, dalle cui preziose mani nascono alcune delle più pregevoli realizzazioni ammirabili nella Sezione Presepiale del Museo Certosa di San Martino.
Una passeggiata nel quartiere Spaccanapoli, culminante in Via San Gregorio Armeno, luogo per eccellenza deputato all’attività dei figurinari (gli artigiani che realizzano le figure del presepe) ancora oggi contribuisce a illustrare la ricchezza della cultura sottesa alle realizzazioni presepiali e a spiegarne il sempiterno successo. (Paola Artizzu)
E a proposito di San Gregorio Armeno, gli artigiani del presepe non lavorano solo a Natale, e hanno preso la simpatica abitudine di realizzare statuine ispirate a personaggi famosi. Dunque poteva mancare lei, o loro?
Ovviamente no! Ora non protestate perché William&Kate sì e Harry&Meghan no, le foto sono state prese quando i due forse erano già una coppia, ma non si sapeva ancora. Probabilmente nessuno li metterà nel presepe, anche se Her Majesty come Regina Magia mica ci starebbe male…
Insomma, sia che facciate l’albero o il presepe – o entrambi o nessuno dei due – sia che passiate questa sera da soli, in famiglia o con amici, a casa o magari al lavoro BUON NATALE! Noi ci ritroviamo qui domani, sempre se vi fa piacere.
Vi avevo detto che oltre ad alberi e addobbi il nostro Calendario dell’Avvento vi avrebbe riservato qualche sorpresa? Ed eccone oggi una straordinaria: il Principe del Galles che legge un brano da A Christmas Carol di Dickens, per l’Advent Calendar dell’Old Vic, di cui Charles ha il patronaggio. Godetevi la sua bella voce e la pronuncia perfetta https://soundcloud.com/oldvictheatre/his-royal-highness-the-prince-of-wales-reads-an-excerpt-from-a-christmas-carol
Il principe oggi ha partecipato a Buckingham Palace al tradizionale lunch prenatalizio offerto da Sua Maestà alla famiglia allargata, prima di andarsene a Sandringham, dove resterà fino ai primi di febbraio.
(Ph. Rex)
Charles, in un auto guidata dallo chauffeur, era solo: Camilla è rimasta a casa influenzata (e non malignate, ha annullato anche altri impegni).
(Ph. PA)
Da Windsor è arrivato Philip, il Principe Consorte; però stavolta non guidava lui!
Ed ecco il resto della Royal Family
I Cambridge
(Ph. PA)
(Ph. PA)
(Ph. Rex)
Papà al volante come una famiglia normale, con Catherine sorridente in rosa, George ingrugnito il giusto, Charlotte adorabile chiacchierona, la vera diva di casa.
I Sussex
(Ph. Rex)
(Ph. PA)
Anche loro in auto come una coppia qualunque, con la futura mamma Meghan radiosa anche se in nero.
La famiglia della Princess Royal
(Ph. Rex)
(Ph. Rex)
(Ph. Rex)
Anne è arrivata scortata dal marito, l’Ammiraglio Tim Lawrence, e non sono mancati i due figli coi rispettivi coniugi: Peter con la bella Autumn e Zara con Mike Tindall in maniche di camicia. Che prima di entrare si sarà messo la giacca, spero.
Gli York
(Ph. Rex)
(Ph. Rex)
Il Principe Andrew da solo, e in un’altra auto la figlia Beatrice, super trendy in tartan bicolore. Nessuna notizia dei neosposi Eugenie e Jack, saranno mica arrivati in ritardo?
I Wessex
(Ph. Rex)
Ecco Sophie e sua figlia Louise, entrambe in una versione che definire casual è dire poco.
Mentre noi siamo sempre più affaccendati con il Natale incombente, ieri il Regno del Bhutan ha celebrato la sua festa nazionale, che coincide con la data in cui salì al trono il primo re della Dinastia Wangchuck che attualmente guida il paese. Il 17 dicembre 1907 Sir Ugyen Wangchuck, scelto come sovrano dal popolo, fu incoronato; dopo di lui altri quattro sovrani, chiamati Re Drago, lo hanno seguito sul trono. Il quarto re, Jigme Singye Wangchuck è famoso per aver improntato il suo regno all’idea che la felicità interna l’orda è più importante del prodotto interno lordo. A cinquant’anni ha abdicato, e dal 2006 sul trono c’è il figlio e quinto Re Drago: Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, un giovanotto simpatico e molto romantico; nel 2011 ha sposato la bellissima giovanissima e borghesissima Jetsun Pema, dichiarando di rinunciare alla tradizione che concede al re fino a quattro mogli: lei è e rimarrà l’unica. Hanno un delizioso bambino di quasi tre anni, il principe ereditario Jigme Namgyel, che compare spessissimo con i genitori sia in occasioni ufficiali come questa, sia in momenti più privati, accuratamente documentati sui social e nelle migliaia di fotografie esposte in tutto il paese.
La cerimonia di ieri ha celebrato la ricchezza culturale e le tradizioni del piccolo regno himalayano, compreso tra India e Tibet, che conta meno di un milione di abitanti e ha il buddhismo come religione di stato. Momento clou la processione detta Chipdrel, che ha scortato il sovrano alle celebrazioni, tenute in uno stadio. Splendidi i costumi tipici dei partecipanti e favolosi pure gli stivali! La bandiera nazionale è arrivata dal cielo mentre a terra si svolgevano le danze rituali.
La stampa occidentale, con spericolata originalità, ha definito la coppia reale i William e Kate d’Oriente, ma quando i principi inglesi hanno visitato il Bhutan, nell’aprile del 2016, il confronto si è risolto, a mio parere, a favore dei padroni di casa, con William un po’ schiacciato dal carisma dell’altro (per tacere dei capelli) e Catherine graziosa ma impacciata nel costume locale.
Arrivano le royal Christmas card, e sono una più bella dell’altra! Guardiamole insieme, andiamo a ritroso in ordine di matrimonio.
I Sussex
(Ph. Chris Allerton)
Dal ricevimento di nozze a Frogmore House, gli sposi dell’anno abbracciati davanti allo spettacolo dei fuochi artificiali. Immagine molto romantica, si vede l’abito da sera di Stella McCartney, ma si vedono soprattutto le mani intrecciate dietro la schiena di lui. La fotografia in bianco e nero coglie quel momento magico in cui gli sposi si distaccano dalla socialità della festa e restano soli. Bella, per me un filo troppo stile boss delle cerimonie, ma l’anno prossimo col/la pupetto/a saranno perfetti.
I Grimaldi
Messi a confronto coi Cambridge della prossima foto si capisce l’importanza di un buon ufficio stampa e comunicazione. Charlène molto bella in rosso, forse nella sua versione più simil Grace, ma con l’abituale aria mesta non particolarmente adatta al festoso clima natalizio. Contagiati dalla mestizia materna i gemellini non cambiano espressione nemmeno quando sono da soli (però Gabriella somiglia a nonna, speriamo!). Albert sorride, ma sarà la giacca chiara, sarà l’assenza di cravatta, sembra un po’ un commerciante di auto usate del Michigan. Insomma, se vi scordate di mandarmi questa Christmas card tranquilli, non mi offendo.
I Cambridge
(Ph. Matt Porteous)
C’è da dirlo? Vincono a mani basse. Deliziosi i bambini, e in generale in queste occasioni preferisco le foto meno posate. Facciamo un gioco, secondo voi che cosa stanno pensando? Per me così:
Catherine: sorridi caro, ci pagano per questo.
William: se non si sbriga mi si sloga la mascella.
George: papà, io Tarzan tu Cheeta!
Charlotte: sia chiaro, se vengo male la rifacciamo.
Louis: a che ora è la merenda?
I Wales
(Ph. Hugo Burnand)
Non vi sorpenderà la ma confessione, sono i miei favoriti. Per Natale vi auguro qualcuno con cui scambiarvi sguardi così (e non protestate per le gambe accavallate, le ha sdoganate Sua Maestà stessa in un’intervista televisiva; in occasioni informali si può).
Oggi è una di quelle di quelle giornate che dove ti giri ti trovi un Wales.
(Ph. The ACU)
A Londra Meghan, in un incontro – non precedentemente annunciato – al King’s College. Qui si è confrontata sui temi sociali che le sono cari: istruzione, uguaglianza di genere, inclusione, lotta al traffico di esseri umani e alla schiavitù; come futura mamma non sorprende che sia ancora più sensibile alle cause che riguardano il futuro di questa terra. E sicuramente la gravidanza le dona, non sappiamo cosa indossasse sotto la tshirt nera, ma sta benissimo.
(Ph. Getty Images)
(Ph. Getty Images)
I Cambridges invece sono volati a Cipro, dove nella base della RAF hanno incontrato il personale militare e le famiglie per gli auguri di Natale. Catherine indossa un giacchino verde oliva un po’ troppo smilzo per quei pantaloni blu; l’abbinamento è comunque di gran moda, ma perché dal retro della giacca hanno tagliato un pezzo? Mistero. Nel corso della visita la duchessa ha deliziato le famigliole presenti raccontando che il piccolo Louis sta già imparando a fare ciao con la manina proprio come nonna Elizabeth, e che George adora i dinosauri. E per fortuna, perché la seminonna Camilla proprio in mezzo ai dinosauri si è ritrovata partecipando allo ICAP Charity Day, appuntamento annuale in favore di varie istituzioni benefiche, nel Regno Unito e non solo. La Duchessa di Cornovaglia ha partecipato da sola all’evento, dato che suo marito era volato a Washington per i funerali dell’ex Presidente George H. Bush (e no, non dite che quindi pure lui era in mezzo ai dinosauri).
(Ph. Getty Images/Brendan Smialowski)
Eccolo ricevuto dal Vice President Mike Pence e dalla Second Lady Karen. Da notare la sublime eleganza di quella pochette in bianco e nero infilata come niente fosse nel taschino, perfetta per un abito da lutto, e lo sguardo che riserva all’incauto che ha osato posare una mano sulla sua spalla; potremmo leggergli nel pensiero: sei fortunato che gli USA non sono più una colonia…