Le foto del giorno – Auguri auguri auguri (e auguri)

In questo periodo di generale assenza di buone notizie, ho preso l’abitudine la mattina di dare un’occhiata alle pagine social della monarchia lussemburghese, dato che l’unica femmina dei cinque figli dei granduchi è in attesa del primo bebé, che dovrebbe arrivare “in primavera” per cui possiamo dire che ormai è partito il conto alla rovescia.

(Ph: Collection privée de LL.AA.RR. le Grand-Duc et la Grande-Duchesse/Sylvie Lancrenon)

La creaturina non è ancora arrivata, in compenso oggi ci sono gli auguri per la Granduchessa Maria Teresa che compie 68 anni, essendo nata all’Avana il 22 marzo 1956. E io non me lo ricordo mai, visto che sono convinta che sia nata il 25. Tre le fotografie proposte a partire da un bel primo piano, in cui la birthday girl esibisce look minimalista e pelle splendida.

(Ph: Collection privée de LL.AA.RR. le Grand-Duc et la Grande-Duchesse/Sylvie Lancrenon)

Maria Teresa compare anche in compagnia del marito Henri, che in uno scatto la cinge in un affettuoso abbraccio, una posa in cui i suoi genitori difficilmente si sarebbero mostrati. Posso solo immaginare quanto la vulcanica fanciulla cubana abbia scosso il sobrio e noiosetto rigore lussemburghese. In questa foto mi piacciono talmente che sono disposta a chiudere un occhio sulla giacchetta di tweed color penicillina di lui, abbinata a quei pantaloni grigi tonalità bonjour tristesse.

(Ph: Collection privée de LL.AA.RR. le Grand-Duc et la Grande-Duchesse/Sylvie Lancrenon)

Sbaglio se penso che la terza immagine piacerà a molte di voi? Lady Violet francamente non ne può più di capedress, né di bluette (che sta tornando assai di moda, ahimé); figuriamoci di capedress bluette… Va detto però che a lei sta molto bene; e poi il gioiello giusto – in questo caso l’elegante diadema belga a volute – rialza il tono di qualunque mise.

(Ph: Helmut Fricke)

La festa nel Granducato era iniziata ieri, col compleanno – per lei sono 39 – della principessa Claire, consorte del secondogenito Félix; lui a giugno girerà la boa dei 40, e sarà un’altra bella occasione per festeggiare. La coppia ha tre figli: Amalia – finora l’unica femmina tra i sette nipoti dei granduchi – Liam, e il piccolo Balthazar, nato lo scorso 7 gennaio (Le foto del giorno – Le notizie, quelle belle). La famiglia vive in un castello in Provenza con annesso vigneto; non faranno una vita particolarmente eccitante, ma mi sono sempre sembrati soddisfatti e felici, come dar loro torto?

Già che siamo in argomento continuiamo, ma spostiamoci oltremanica. Domani, 23 marzo, Eugenie di York compie 34 anni. La minore delle due figlie nata dal movimentato matrimonio di Andrew e Sarah si è costruita una bella famiglia con l’amore di sempre Jack Brooksbank, sposato il 12 ottobre 2018, con cui ha avuto i figli August, tre anni, e Ernie, dieci mesi. Laureata in storia dell’arte e letteratura inglese all’università di Newcastle, lavora come Direttore Associato da Hauser & Wirth, notevole galleria di arte contemporanea. È molto attiva anche nel sociale: ha fondato Anti-Slavery Collective per lottare contro il traffico di esseri umani e la riduzione in schiavitù, e probabilmente ricorderete il suo abito da sposa, disegnato per mettere in risalto la lunga cicatrice sulla schiena testimonianza di un intervento chirurgico subito da bambina; insomma è impegnata anche nella lotta allo stigma contro la malattia. Sembra molto legata alla sorella maggiore Beatrice nonché al padre e alla madre, a dimostrazione che in fondo si può essere buon i genitori pur non essendo buoni coniugi. Ieri era a Sloane Square, impegnata nella lettura con un gruppetto di bambini per il lancio di una campagna in supporto di Elephant Family, associazione per la protezione della natura in Asia fondata nel 2003 dal defunto Mark Shand. Che era l’amatissimo fratello minore della Queen Consort, nata Camilla Shand. All’inevitabile domanda sulla salute dello zio Re, Eugenie ha risposto che sta andando tutto bene, circostanza confermata da King Charles stesso, che ha ricevuto a Buckingham Palace alcuni Alti Commissari (ruolo diplomatico svolto nel Regno Unito da funzionari di Paesi stranieri).

Last but not least, ieri festa grande anche sul sofà di Lady Violet, per il decimo compleanno dell’adorabile e adorata Miss Purple, che ha molto gradito gli auguri, i grattini, le coccole, ma soprattutto i biscotti. Se la sua presenza è motivo di gioia continua, il pragmatismo canino in cui eccelle è da un decennio fonte di grande ispirazione.

Auguri a tutte e quattro queste belle ragazze!

Royal chic shock e boh – Bye bye October

Di recente il re di Norvegia, Harald, si è preso il covid, condizione che ha richiesto un periodo di riposo lontano da tutto e tutti; ora è perfettamente guarito, ha ripreso l’attività ed è ricomparso in pubblico, ma giovedì 26 non ha potuto partecipare alla tradizionale cena in onore dei membri del Parlamento. A fare le sue veci il principe ereditario Haakon che, arrivato al braccio della madre Sonja, ha poi letto il discorso del re.

(Ph: Frederik Ringnes/NTB)

Elegante as usual la sovrana, che ha abbinato il bianco di uno dei suoi classici abiti autenticamente vintage (questo è un Balmain del 1992) alle perle della raffinata tiara della Regina Maud; notevolissimo anche il collier de chien: cinque fili di perle di grandezza diversa, con perlona pendente. Chic. La nuora Mette-Marit riusa una mise già indossata varie volte e in varie versioni; contrariamente a quanto si potrebbe pensare non si tratta di un abito ma di due pezzi separati, e a dire il vero anche di due brand diversi: gonna grigia con fiori applicati di Lela Rose e blusa in pizzo ricamato di cristalli di Biyan. Lo trovo francamente terribile, shock. Però è una grande gioia trovarla in buona forma così come la zia, la Principessa Astrid, che avevamo visto di recente in sedia a rotelle.

La principessa Claire – moglie del neosessantenne Laurent del Belgio, figlio minore di Paola – non ha un ruolo ufficiale e si vede poco, dunque non ce la facciamo sfuggire. Giovedì 26 ha visitato la comunità di Molenbeek per il progetto Léon dans la classe, che ha ricevuto un riconoscimento anche dal Prix Reine Paola 2022-23. Si tratta di laboratori di danza intergenerazionali, progetto meno scontato di come potrebbe sembrare, tenendo presente che Molenbeek, comune dell’hinterland della capitale, è un’area delle più disagiate, con una forte presenza di immigrati poco integrati e a rischio di radicalizzazione.

Claire non è una donna particolarmente elegante ma è piuttosto signorile di suo, a me è molto simpatica, e trovo che questa volta abbia veramente azzeccato la mise, col lungo gilet di modissima questo autunno. Poi tutto può essere migliorato – forse il monocolore nero, blu, marrone, grigio per blusa e pantaloni avrebbe funzionato meglio – ma si sa che il meglio è nemico del bene. Chic.

Restando in Belgio, un paio di settimane fa il Presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa è stato accolto in visita ufficiale; Mathilde ha indossato mise già viste ed altre nuove tipo questa, metà brigantessa metà quacchera, con mantella (Natan x Alicia & Audrey) su un nuovo abito (sempre Natan) con una fantasia a graffiti che si vede poco, cosa che non posso dire mi dispiaccia; purtroppo la lunga fascia che pende sulla schiena si vede pure troppo.

E tanto per non farci mancare niente un bel cappellone (Dior, come la clutch) piazzato in testa. Ma perché? Capisco le esigenze della formalità, che avrebbero però richiesto un modello più elegante nonché adatto all’interno, meno da passeggiata a cavallo. Non tutto fa brodo – anzi consommé – non è che se mi metto il cappelletto da baseball con la visiera sulla nuca lo consideriamo un abbigliamento formale perché il capo è coperto. Strashock.

(Ph: Miguel Figueiredo Lopes/Presidência da República)

Nuovo anche l’abito indossato per il concerto di musica portoghese offerto dal Presidente ai sovrani per ringraziare dell’ospitalità. La Reine sceglie di nuovo Dries Van Noten, abito blu a macchie rosse, con incomprensibile mantellina. La cosa singolare è che in quasi ogni foto Mathilde ha un’espressione come minimo perplessa, non le piace il fado o si è vista allo specchio? Sorry, lei è bella e avrebbe anche il fisico, ma non ha il temperamento e quel pizzico di eccentricità per questi modelli. Shock.

Chi invece ha il fisico e soprattutto l’eccentricità è Máxima, che il 18 ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Sudafrica, per poi proseguire da sola alla volta del Kenia. Impossibile presentare per intero il carosello di mise indossate dalla vulcanica sovrana. In molti casi si tratta di toilettes già indossate, come l’abito bianco con quell’orgia di fiori a mezzo busto, o quello in taffetà color corallo; entrambi Natan, non sono certo al top delle mie preferenze ma almeno non scompaiono davanti ai colori dell’Africa; boh il primo, shock il secondo.

Qualche altra mise è nuova per metà, come questo insieme a grosse paillettes svolazzanti color bronzo, sempre opera di Natan. Un mesetto fa la sovrana aveva indossato la sola gonna con una camicia bianca, e mi era piaciuta; devo dire che funziona anche tutto il completo, è un po’ tanto, ma confesso che le paillettes di giorno, se indossate col giusto mood, mi piacciono più che di sera; avrei evitato le scarpe di quel colore (sono le solite Gianvito 105 di Gianvito Rossi, nel colore mango metallic, very impressive) ma per me è chic.

Il pezzo forte del viaggio è senza dubbio questo, una enorme, fantasmagorica caramellona al mirtillo firmata Natan (of course) rispetto alla quale ogni descrizione sarebbe francamente pleonastica. Nuovo di pacca, non avevamo mai visto quest’abito prima, ma qualcosa mi dice che lo vedremo ancora. Posso dire una cosa? Solo lei può portare un cosa del genere; shock, ma assolutamente fantastica.

(Ph: UNSGSA)

Smessi i panni della regina Máxima assume quelli del rappresentante del Segretario Generale dell’ONU per la finanza inclusiva e lo sviluppo, e in tale veste arriva in Kenia. Interessante e appropriata la sua mise, un vecchio completo tunica e pantaloni Max Mara. Il colore, un brillante giallo sole, è sicuramente da lei, lo sono meno le ballerine flat (Giuseppe Zanotti): come tutte le signore abituate ai tacchi alti non ci cammina troppo elegantemente, ma apprezziamo lo sforzo. Probabilmente sarete incuriositi dal suo copricapo: è una sorta di “corona” che naturalmente non fa parte della mise originale, è un esempio dell’artigianato locale che probabilmente le avranno offerto in dono, e la sovrana ha indossato con spirito e come forma di cortesia verso gli ospiti. Ecco, questo è un caso in cui un cappello sbagliato è non solo accettabile, ma addirittura apprezzabile, per cui chic.

(Ph: Max Kneefel)

Il completo pantaloni è anche la scelta per il primo appuntamento una volta rientrata in patria, la visita alla Dutch Design Week a Eindhoven. Questo è di Dries Van Noten; il colore è terribile (considerazione personale), le proporzioni sono oggettivamente strane: la giacca è corta e i pantaloni larghi, e non amo le camicie abbottonate fino al collo. La regina olandese ha aggiunto accessori neri: borsa Bottega Veneta, stivaletti Gianvito Rossi e pure una mantella Natan (il modello è simile, ma non è la stessa indossata in rosso da Mathilde).

Che vi devo dire? Boh.

Ci pensa mammà

La regina dell’estate è lei, Camilla di Borbone Due Sicilie née Crociani, una di quelle donne che ti distraggono con il leggiadro aspetto bambolabionda e piazzano tutti i colpi che vogliono. Ora, Madame – o meglio Sua Altezza Reale la Duchessa di Castro – ha due figliuole, bionde e belline, beneducate e istruite, praticamente mogli ideali per molti, soprattutto se questi molti hanno/avranno ruoli socioeconomici di primo piano.

(Ph: Instagram @camilladebourbon)

Magari è solo una piccola malizia estiva quella che legge nella sua chiamiamola dinamicità degli inviti anche un progetto a lungo termine per la realizzazione delle sue creature, sta di fatto che la cronaca rosa abbonda di foto dal ritiro tropezienne dei Borbone, di cui peraltro la stessa Camilla è generosa dispensatrice attraverso il suo account Instragram, da seguire assolutamente. Le immagini più recenti ritraggono la famiglia con ospiti illustri: Laurent e Claire del Belgio con i tre figli. Distogliendo la nostra attenzione dalle impressionanti margheritone in materiale indefinibile che segnano l’ingresso della maison, dedichiamola alle due coppie che sorridono all’obiettivo. I due signori gemelli diversi in pantaloni bianchi e camicia blu, le due signore con mise agli antipodi: la principessa belga semplicissima ed elegante in palette neutra, l’italiana tutta in tiro in un completo stile Raffaella Carrà degli anni d’oro, coi pantaloni a zampetta a celare la probabile presenza di supertacchi.

(Ph: Instagram @camilladebourbon)

Stessa differenza tra i ragazzi – o meglio le ragazze – con Louise francescana in camicione e sandali flat e le due Marie tirate a lucido e pronte per una serata; Maria Carolina addirittura in miniabito sbrilluccicoso da disco anni ’80.

(Ph: Instagram @camilladebourbon)

Tra tutte, la foto che preferisco è l’ultima, caratterizzata da un interessante metamessaggio: Camilla e Laurent al centro in primo piano, fiancheggiati dai figli; i rispettivi coniugi in seconda fila quasi in castigo, col Duca di Castro che si sforza con poco successo di fingere indifferenza, mentre la principessa belga sorride serenamente, probabilmente lieta di aver piazzato anche se per poco l’ingombrante marito.

(Ph: Instagram @camilladebourbon)

A questo punto un solo interrogativo si muove pigro nella testa di Lady Violet: ma le principesse di Borbone girano in casa con la borsetta come The Queen buonanima? Brave, puntare in alto, sempre.

Royal chic shock e boh – Belgium special edition

L’evento della settimana, anche solo per la quantità di mise sfoggiate, è senz’altro la Fête Nationale belga, celebrata come d’abitudine il 21 luglio e quest’anno arricchita dal decennale del regno Philippe e di sua moglie Mathilde. La quale ha scelto quasi tutte le due toilettes in uno dei colori della bandiera: rosso giallo e nero.

La sera del 20 il tradizionale concerto ha aperto i festeggiamenti, con la Reine che più fedele a sé stessa di così non avrebbe potuto: Mathilde ha indossato un cape dress di Natan. Ve lo dico, a me stavolta piace, un sacco. Amo la tonalità di giallo limone, e la levità della seta che rende l’abito morbido e leggero, con un bel movimento, cioè esattamente l’opposto della rigidità quasi marmorea che caratterizza spesso il modello. Bella l’accoppiata con gli accessori oro (Dior i sandali, Diane von Furstenberg la minaudière, cioè la borsetta in metallo che sembra un piccolo scrigno). Notevoli anche gli orecchini a forma di sole, creazione della maison romana Percossi Papi, che realizza sia gioielli preziosi sia pezzi non preziosi (ma ugualmente costosetti) per il cinema. Chic.

Chi l’avrebbe detto? Lady Violet si sta innamorando della principessa Astrid, che compiuti i 60 (il 5 giugno dell’anno scorso) ha dato una bella sterzata al suo look e si è buttata sul colore. Per il concerto serale ha sfoggiato una delle allegre gonne di Lunatica Milano (se amate il genere vi consiglio un giro sul sito o sull’account IG), rigorosamente abbinata col nero. Allegramente chic.

(Ph: Laurie Dieffembacq)

Venerdì 21 è il gran giorno, e le celebrazioni iniziano con il Te Deum in cattedrale. la mise di Mathilde è il manifesto delle sue scelte di stile in dieci anni di regno e ventitré da membro della famiglia reale belga. Colori accesi, in questo caso rosso bandiera, e gli stilisti, entrambi belgi, che con maggior frequenza l’accompagnano: Natan per l’abito e le scarpe con inserti in pvc – altro sua grande classico – e Fabienne Delvigne per l’ampio cappello e la clutch. La sovrana è splendida splendente, qui potete vederla a figura intera; Una festa da 10!, ma l’abito ha parecchi difetti, come potete notare nella foto che ho scelto. Il drappeggio sul pancino è spesso rischioso, e in più questo attraversa il corpo in un modo che non mi convince, le maniche sono piene di grinze e stendiamo un mantello sull’underwear. Domanda. è accettabile una creazione couture così? Boh.

Stesso omaggio allo stile belga lo fa la futura regina Elisabeth, che come sua madre sceglie Natan per l’abito giallo e Fabienne Delvigne per il meraviglioso cappello in autentico panama, ma realizzato in questa forma floppy. Lei preferisce un paio di sandali Gianvito Rossi, e noi apprezziamo sempre questi inserimenti italici. L’abito è stato un po’ criticato, ma a me il gioco di tagli orizzontali piace, o almeno mi convince dalle foto che ho visto. Il cappello è veramente grande, e le copre un po’ troppo il viso, che in un’occasione del genere i cittadini vorrebbero forse vedere meglio ma insomma, la fanciulla non ha ancora 22 anni, si farà. Chic.

(Ph: lesoir.be)

Secondo atto delle celebrazioni, l’inevitabile parata militare, cui assistono anche fratello e sorelle del re con le rispettive famiglie. Come sempre, Astrid è in uniforme, e il fratello Laurent pure. La moglie di Laurent, Claire, a me piace, anche se non sempre – in verità quasi mai -apprezzo le sue scelte in fatto di abiti. In questa occasione indossa un bel cappello a incorniciare il bel viso, in un color bois de rose uguale a quello dei pantaloni, abbinati a una blusa rosa cipria. Ora, a parte che non sono sicura che i pantaloni siano adatti a queste occasioni (in Italia sì, ma è una repubblica, nel Regno Unito ad esempio assolutamente no), il problema qui sono i volumi: cappello importante, pantaloni larghi, blusa con ampio volant, cinturone, fibbione. Non sarà troppo? Boh.

Da qualche anno c’è anche Delphine, figlia naturale di re Albert II, che da quando è stata riconosciuta partecipa a tutti gli eventi della famiglia. Delphine è un’artista, e coglie spesso occasione per indossare le sue creazioni, realizzate con tessuti dipinti da lei o tratti dalle sue opere. In questo caso criticatissima perché l’abito, oltre alla genuina bruttezza, sembra copiare il modello di quello color smeraldo, firmato Andrew Gn, indossato dalla principessa di Galles all’ultimo Trooping the Colour (Royal chic shock e boh – Trooping the Colour (and more). Che dire? Non è che se fosse una creazione originale sarebbe meno brutto. Discreto il cappello, tremende le scarpe con altissimo plateau – altro suo marchio di fabbrica – ma quegli sbuffi di raso in fondo alle maniche, perché? Veramente, ma veramente shock.

Dopo la parata qualcuno sarà andato a riposare ma non Roi Philippe e la sua famiglia, impegnati a dimostrare il significato dell’espressione “working royals” anche se in Belgio probabilmente non si usa. È il momento della visita alla festa organizzata a Warandepark, che sarebbe il parco reale, dove i reali hanno visitato lo stand della difesa. A sorpresa le signore sono in verde, tra l’altro nella stessa sfumatura: la Duchessa di Brabante ha un maxidress di maglia, bello e piuttosto difficile da portare, del brand The Kooples, molto popolare tra i giovanissimi e dunque finora sconosciuto aLady Violet. Perfetta la clutch nello stesso identico punto di verde, rubata a mamma e firmata Fabienne Delvigne. Chic.

La Reine, meticolosamente abbinata alla figlia minore, punta invece su uno chemisier che pare tanto una vestaglietta, del brand Bernadette, belga di Anversa. Mia opinione personale: se proprio uno non può evitare e vuole indossare una vestaglietta allora lo faccia fino in fondo, abbinando magari un paio di sandali, o scarpine come quelle di Eléonore (o snickers, ma capisco che non è il caso), le slingback dorate con le calze opache no dai. Boh.

Si finisce la sera, altra festa in piazza aperta a tutti, con uno spettacolo sons et lumières che una cara amica del blog ha avuto la fortuna di vedere e mi ha descritto in toni entusiastici, veramente superbo. Sul palco i magnifici 6: mi sono piaciuti molto i tre uomini un blazer blu senza cravatta. Menzione d’onore alla piccola di casa Eléonore, che ha solo 15 anni ed è assolutamente incantevole.

Per la serata entrambe le principesse hanno scelto Diane von Furstenberg, Eléonore è ancora troppo giovane e più che ammirarla incantati per ora non faremo. Elisabeth indossa un monospalla nero con stampa a rose azzurre, fiore che non esiste in natura e Lady Violet detesta. Una mise che è piaciuta a molti, ma io non sono tra questi; mi sembra anche che abbia un taglio strano, non mi piace lo spacco così e sembra quasi non sia la sua taglia. Si vede poco, ma bellissima la clutch di cristalli neri Armani, un po’ banalotti gli orecchini bijoux di Carolina Herrera. Fiori su fiori? Avanguardia pura! direbbe Miranda Priestly; io dico boh (ma intendo shock, proprio non mi piace)

Altra royal lady, altro monospalla. La Reine è alta e ha gambe lunghe e sottili per cui in pantaloni sta bene, ma il top mi perplime un po’: una blusa modello poncho, over, con lunghe frange, che lascia un braccio nudo; una creazione Carolina Herrera, che Mathilde ha già indossato ma che io continuo a trovare senza senso. Però il bianco e nero funziona quasi sempre, apprezzo molto il bracciale bicolore in resina Angela Caputi, e Mathilde sembra più giovane. Boh, e ci rivediamo tra dieci anni!

Feste d’estate

Ieri, 23 giugno, era il Nationalfeierdag, la festa nazionale del Lussemburgo. Celebrata dalla famiglia granducale con il tradizionale Te Deum in cattedrale, e date le facce non oso immaginare l’argomento dell’omelia.

I sovrani coi principi ereditari, i figli maschi e la nuora Claire – mancava la figlia Alexandra col neomarito Nicolas Bagory – hanno attraversato le vie della capitale e ricevuto il saluto dei Lussemburghesi; da come sono abbigliate le tre signore, direi che volessero evocare i colori della bandiera del Granducato. Operazione cromaticamente abbastanza riuscita, per il resto evitiamo di infierire.

Ieri però era anche la vigilia di San Giovanni, che in molte culture, soprattutto agricole, viene salutata con l’accensione di falò. Una tradizione molto sentita anche nel non così agricolo Principato di Monaco.

I principi sovrani, insieme con i gemellini Jacques e Gabriella, hanno assistito al rito dal balcone del Palais princier; oltre all’accensione del fuoco c’è stata una piccola esibizione di danzatrici nel delizioso costume del Principato (qui un breve filmato https://www.facebook.com/monacomatin/videos/1874218076286353).

Nonostante l’atmosfera generalmente lieta, la piccola principessa non sembra aver gradito più di tanto, e ha mantenuto un notevole broncio; forse le dava fastidio lo chignon piazzato sulla capoccetta? Sorridente – pure troppo – la madre Charlène, elegante in pantaloni neri e blusa in raso champagne. Intanto tutto procede per l’evento clou dell’estate monegasca, il Gala della Croix Rouge, che si terrà sabato 29 luglio nella Salle des Étoiles dello Sporting di Monte Carlo, col superospite Robbie Williams.

Nei paesi del nord Europa nella notte di San Giovanni si celebrava Midsommar, la festa dell’estate piena; una tradizione ancora molto sentita in Svezia. Quando Lady Violet era una bambina, sull’onda del successo di Pippi Calzelunghe arrivarono in Italia i libri di Astrid Lindgren, che ci fecero scoprire anche questi aspetti di culture relativamente lontane e allora meno conosciute.

Glad midsommar! Ma anche buon onomastico a tutte le Giovanne e i Giovanni, le Gianne e i Gianni, e come dicono gli amici fiorentini che celebrano il santo patrono, Viva Fiorenza!

Royal chic shock e boh – Royal wedding edition

Finisce aprile e porta con sé il matrimonio tra Alexandra di Lussemburgo e Nicolas Bagory. Cerimonia doppia, in due date diverse e addirittura due Paesi diversi; il Granducato di lei e la Francia di lui.

La sposa

Tutti si aspettavano di vedere la sposa con uno degli splendidi abiti di pizzo di Elie Saab dato che il couturier libanese aveva già vestito le cognate Stéphanie e Claire per le loro nozze. Alexandra fa giustamente a modo suo, sceglie Saab ma lascia da parte il pizzo in favore di un abito in satin duchesse, adattando un modello haute couture della collezione autunno inverno. L’originale ha una gonna più ampia e scenografica, che dà al tutto una proporzione diversa, anche se non sarebbe stato adatto a un matrimonio in campagna, però il modello così non mi convince.

Oltre tutto non le dona particolarmente; quei nodi dovrebbero scolpire la silhouette, invece finiscono per appesantirla. Insomma, non sembra fatto per lei, che è il peggio si possa dire di un abito couture. Graziosa l’acconciatura, che ricorda un famoso ritratto dell’imperatrice Sissi, con fiorellini tra i capelli. Il velo, trattenuto dalla tiara Chaumet con i soli diamanti, sarebbe doppio ma quello ricamato con perline e piccoli cristalli risalta poco visibile. Un grande boh.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Per le nozze civili Alexandra indossa i pantaloni, scelta più unica che rara per un royal wedding; prima di lei lo aveva fatto Charléne (Le foto del giorno – Dove eravamo rimasti) ma in quel caso i pantaloni Chanel erano così ampi e leggeri da sembrare una gonna. La sposa è bianco, anche questa scelta non scontata per le cerimonie civili: pantaloni e blusa Natan con una cappa Valentino. Mi piace l’idea, la cappa è molto bella ed è dello stesso identico bianco del completo pantaloni, anche questo particolare non scontato.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

L’insieme blusa e pantaloni però, ahimé, non le dona molto, complice anche il migliorabile underwear, Vergogna eterna a chi le ha combinato i capelli in un modo che – forse la lacca, forse la pioggia sottile – non sembrano proprio freschi di shampo. Ma un’aggiustata prima delle foto ufficiali? Boh.

La madre della sposa

Lo so che state aspettando i commenti su Maria Teresa, vi conosco mascherine! Ebbene, anche lei fa l’inconsueta scelta dei pantaloni, ma fosse solo quello… Per la cerimonia religiosa come sua figlia si rivolge a Elie Saab, ma non sceglie uno di quegli abiti – magari di pizzo, magari ricamati, magari in un’elegante tonalità neutra – che pure ha indossato spesso e con successo. Stavolta no, stavolta riscopre le sue origini latinoamericane e al braccio del fratello dello sposo si presenta così: tuta nera monospalla, la scollatura sottolineata da una fascia di taffetà verde smeraldo, che forma un enorme fiore (o cavolfiore?) e poi scivola creando una sorta di stola utilizzata per coprire il braccio e la spalla nature. Non manca il tocco fetish del capello corto pettinato indietro e laccatissimo. Una Carmen Miranda senza l’ananas in testa. Shock, ma complimenti per l’audacia. Fatemi aggiungere una cosa: quelle piegazze sui pantaloni non si possono guardare; il gusto è sempre soggettivo ma l’impeccabilità dovrebbe essere scontata, soprattutto a quel livello sociale (ed economico).

Anyway, Maria Teresa sceglie i pantaloni anche per il matrimonio civile, e anche questa volta il couturier è lo stesso della figlia: Natan. Total pink in una sfumatura che cambia a seconda della luce, e blusa petalosa, piena di elementi svolazzanti. A parte tutto, lo scollo così ammazza quasi ogni collo, sicuramente il suo. A completare la mise, indossa a mo’ di stola una sciarpetta in un colorino aranciato che nulla ha a che fare col resto. Shock.

Le cognate

(Ph: Robin Utrecht/ABACAPRESS.COM)

Benché Stéphanie non possa essere considerata una donna elegante, in questo caso non si può prescindere dal fatto che ha appena partorito, dunque le dedicheremo un occhio di riguardo. Per queste nozze opta sempre per il blu: blu notte per il cape dress della maison francese Paule Ka indossato per la cerimonia religiosa. L’abito è bello, e le sta anche bene, però. Però è un abito da sera, con tutto lo chiffon e gli sbrilluccichi non si può portare né a un matrimonio né di pomeriggio. Né men che meno a un matrimonio di pomeriggio. E poi, perché così corto? Boh.

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Ancora blu, ma nella tonalità royal, per l’abito (Emporio Armani)indossato il giorno delle nozze civili. Da chemisier a vestaglietta è un attimo; magari, anche qui, sarebbe stato meglio allungare un po’ l’orlo. Bene la pochette solidale, che non sarà bellissima ma almeno è “buona”, però non basta. Shock.

(Ph: Robin Utrecht/ABACAPRESS.COM)

Claire ha praticamente tutto: bellezza, altezza, marito innamorato e aristocratico, famiglia d’origine molto benestante; l’unica cosa che le manca è lo chic. Per la cerimonia religiosa sceglie un abito di Zahir Murad rosso (colore sconsigliato per i matrimoni) con le spalle totalmente scoperte (non adatto a cerimonie in chiesa) in un leggerissimo chiffon percorso ricamato con cristalli (da sera, non da pomeriggio). Insomma, ne avesse indovinata una. Per di più, nemmeno le dona troppo, shock.

(Ph: Dana Press/Bestimage)

La settimana scorsa si era presentata con un vestitone giallo di Diane von Fursteberg, il modello Gigi in cotone con inserti di pizzo, molto adatto a giardinaggio e gite fuori porta. Inutilmente chic le scarpe Dior modello J’Adore. Che vi devo dire, almeno è coerente, non ci prende mai; shock.

La made dello sposo

Dopo aver definitivamente compreso che questa signora è la madre di Nicolas, e che probabilmente è vedova, passiamo alla sua mise scelta per la cerimonia religiosa, quando ha accompagnato il figlio all’altare. Madame Bagory indossa un abito in pizzo color crema foderato di azzurro. Non mi piace particolarmente, il celestino così è una scelta banalotta, ma fatemi dire una cosa: alla fine è l’unica ad avere (quasi) indovinato cosa indossare a un matrimonio in lungo, di pomeriggio, in Provenza. Avrei però evitato quella pettinatura da adolescente, boh.

Questa foto, scattata subito dopo il matrimonio civile all’hôtel de ville di Lussemburgo, è l’unico dove si vede bene la sua mise. Molti di noi sono cresciuti con l’idea dello chic francese; questo è vero per l’haute couture, o per le parigine, ma le signore della provincia francese tanto chic non sono. Questo abito sembra fatto dalla sartina sotto casa; francamente lo trovo terribile, sarebbe stato meglio senza quella sopragonna e senza le maniche listate a lutto. Shock, per tacere del bianco usato così abbondantemente. Ma a questo dedicheremo magari un post a parte.

Scene da un matrimonio, atto primo

Sposa bagnata sposa fortunata! Si sarà consolata così Alexandra di Lussemburgo, che ha sposato oggi civilmente il fidanzato Nicolas Bagory?

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Alle 15.03 gli sposi insieme sono usciti dal palazzo granducale e sotto un cielo denso di nuvole grigie hanno attraversato Place Guillaume II per raggiungere l’hôtel de Ville. La diretta su Instagram, dal funzionamento decisamente migliorabile, ha mostrato il piccolo corteo: avanti gli sposi, lui in blu con cravatta azzurra, lei in pantaloni, definitivamente sdoganati per le nozze. Bianchi, naturalmente: pantaloni di cady ampi a vita alta, completati da una blusa nello stesso tessuto e una fusciacca, più una cappa di Valentino a proteggere la sposa dal tempo incerto. All’andata Alexandra tiene in mano una clutch Chanel, poi compare con due differenti bouquet, uno di mughetti e uno con le peonie, che non saprei dire quando ha impugnato, retti da due bambine. La signora in lilla è Lydie Polfer, sindaco della capitale lussemburghese, che ha officiato il matrimonio.

Pantaloni anche per la madre Maria Teresa, in un colore che a seconda della luce appare a volte rosa a volte fucsia a volte corallo, abbinati a una blusa in tinta addobbata con fiori svolazzanti, che non mi sembra ne migliorino l’aspetto (Natan, temo). In mano – o sulle spalle – una stola aranciata.

Bleu royale – fatemelo dire, uno dei colori più sopravvalutati di sempre – per la neomamma Stéphanie in Emporio Armani, con una pochette etnica che con la sua mise sta come il proverbiale cavolo a merenda, ma ha almeno il merito di essere un prodotto solidale: il brand turco Turquoise Tassel impiega donne in difficoltà, cui offre una speranza attraverso il lavoro.

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Conclude il poker di donne del Granducato Claire, consorte di Felix, secondogenito dei granduchi e fratello maggiore della sposa. Per lei un abito color senape di Diane von Furstenberg; una mise in linea col suo stile, che la fa sembrare sempre pronta per una sagra.

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Per ultima una coppia di mezz’età, probabilmente i genitori dello sposo, tutto sommato piuttosto spaesati. Per tutti bagnetto di pubblico, non numerosissimo ma caloroso.

(Ph: MGD/K.Barthelmey, S.Margue)

La cerimonia è stata tenuta giustamente riservata, poi sposi sono usciti, attesi sulla scala del municipio da alcuni ragazzi incaricati di lanciare petali di rose (o riso, o entrambi). I quali si erano appena resi protagonisti di un inatteso siparietto: vista la pioggia che si stava intensificando, sono stati raggiunti dal personale del municipio che voleva coprirli con orrendi impermeabili trasparenti. Rifiutata con sdegno l’offerta, i ragazzi hanno portato a termine l’importante incarico con impeccabile precisione, bravi! Poi il gruppo si è un po’ sciolto, ogni coppia andava per fatti suoi a salutare i presenti; sarebbe stato meglio se i Granduchi invece che stringere mani si fossero preoccupati degli ormai consuoceri. Prima di rientrare a Palazzo, dove questa sera è previsto un ricevimento, Nicolas e Alexandra hanno fatto una sosta nella vicina cattedrale di Notre-Dame.

(Ph: MGD/S.Margue)

A sabato per il secondo atto, la cerimonia religiosa.

A Royal Calendar – 12 aprile 2003

Vi ricordate che tra soli dieci giorni ci aspetta un bel royal wedding in Lussemburgo? La principessa Alexandra sposerà civilmente il fidanzato Nicolas Bagory nella capitale del Granducato sabato 22, e una settimana dopo la coppia si unirà col rito religioso celebrato in Provenza.

Per ingannare l’attesa oggi festeggiamo i vent’anni di matrimonio di Laurent e Claire. Lui è Principe del Belgio, figlio e fratello di Re; lei, nata Claire Louise Coombs a Bath da padre inglese e madre belga, è una geometra. Si sono conosciuti a una cena a casa di amici comuni, e hanno iniziato a chiacchierare lavando i piatti. Nel pomeriggio del 20 dicembre 2002 i sovrani Albert II e Paola annunciano il fidanzamento poi tutti, fidanzati e rispettive famiglie, presenziano al tradizionale concerto di Natale.

Il matrimonio viene celebrato il 12 aprile 2003: alla cerimonia civile all’hôtel de ville di Bruxelles segue il rito religioso nella cattedrale dei Santi Michele e Gudula. È il primo royal wedding del millennio in terra in belga, e l’ultimo prima di quello della principessa Maria Laura lo scorso settembre (Sposa bagnata sposa fortunata). Lo sposo, 39 anni, indossa l’uniforme da Capitano di Fregata della Marina, con la fascia e la stella dell’Ordine di Leopoldo. La sposa di anni ne ha 29, e indossa un bellissimo abito disegnato per lei da Eduard Vermeulen, stilista della Maison Natan, profondamente amato dalle royal ladies belghe, e di tutto il BeNeLux (amore non sempre corrisposto, visto come spesso le concia). Dieci giorni prima del matrimonio la sposa riceve dal suocero il titolo di Princesse de Belgique, che diventa ufficiale il giorno delle nozze

(Ph: BELGA)

Nel suo gran giorno Claire copre il capo col famoso velo della famiglia Ruffo, fermato da una piccola tiara di diamanti, dono di nozze dei suoceri; alle orecchie ha delle perle donate dalla famiglia Ruffo. Che almeno nella nostra tradizione non andrebbero regalate perché portano lacrime, e di momenti da piangere questa sposa in questi vent’anni ne ha vissuti più d’uno. Laurent è nelle parole della madre il più fragile dei suoi figli, coinvolto in qualche scandalo (economico) di troppo, una salute (anche psichica) non solidissima e i conflitti con la famiglia reale tipici di ogni spare.

Claire però ha sempre condotto con mano ferma la sua famiglia, ha avuto tre bei figli – la diciannovenne Louise e i gemelli diciassettenni Nicolas e Aymeric – sostiene con efficacia il marito e non ha mai perso il sorriso. A me è molto simpatica e mi piace moltissimo.

E poi, come dimenticare la pagoda in testa a Mathilde?

December chic shock e boh (parte seconda)

L’Epifania tutte le feste si porta via, e con esse le mise che hanno infiammato il dicembre reale. Ma udite udite, data l’abbondanza degli eventi vi aspetta anche una terza parte!

Regno Unito

Primo appuntamento natalizio della Royal Family il concerto Together at Christmas, organizzato per il secondo anno consecutivo a Westminster Abbey dalla Principessa di Galles. La serata avrebbe potuto chiamarsi anche “festival del bordeaux”, colore ampiamente preferito in varie sfumature dalle signore presenti.

Compresa l’adorabile Charlotte, en pendant con la madre (e la cravatta del padre). La padrona di casa si infila in un lungo coat dress – quel capo che le nostre madri chiamavano robe-manteau – di Eponine London color burgundy con accessori in tinta e orecchini supercheap (di Accessorize)in tinta pure quelli. Catherine ha un fisico che le permette praticamente tutto, ma questi modelli così stretti e lunghi a me non piacciono. Sono consapevole che l’estetica della nostra cultura prediliga le forme sottili e allungate, ma quando si veste così mi fa pensare a un tubetto di mascara, quindi boh.

(Ph: Getty Images)

Stesso colore per la sorella Pippa Matthews che, meno legata al protocollo, fa spesso scelte più interessanti. Per lei un cappotto di Karen Millen in una tonalità definita fig, fico, ma non chiedetemi perché. Il modello è a doppio petto con baschina in vita e nasce piuttosto aderente ma devo dire che a me piace di più l’indosso oversize di Pippa. Chic.

(Ph: Kirsty O’Connor – Pool/Getty Images)

Stesso brand, Karen Millen, stesso tessuto (italiano, in lana), il cappotto di Zara Tindell è invece definito merlot e francamente non saprei dire se sono davvero nuance diverse o cambiano in nomi per non farci appisolare. Anyway, la sportiva Zara, amazzone e pure un po’ cavallona, ha scelto un doppiopetto semplice e chic. Ci piace.

(Ph: Getty Images)

Scelgono il bianco due delle signore più importanti del regno, Her Majesty The Queen Consort e la cognata Contessa di Wessex. Camilla indossa un cappotto color panna della maison preferita, Fiona Clare Couture, con accessori neri, tra cui la clutch Tosca di Launer, brand very British (ma i modelli hanno quasi tutti nomi italiani, di solito legati alla lirica) divenuto famoso per firmare le borse della defunta Regina. Sotto si intravvede un abito maculato, ormai considerato un neutro buono per tutte le stagioni; non la più classica delle mise natalizie, ma chic. Menzione speciale per la splendida spilla déco di topazi brown e diamanti appartenuta alla Queen Mother.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Sophie ricicla un cappotto doppiopetto Max Mara – che è un investimento e quindi va sfruttato – su un abito di maglia (Reiss). Il total white è interrotto dagli accessori: stivali color caramello e la Lunatic clutch firmata Sophie von Habsburg. Quando ero ragazzina mi capitò di leggere su un giornale una fase che suonava più o meno così: una bella donna bionda in bianco vince sempre. Sono ancora assai d’accordo. Chic.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Le sorelle York si sono date ai quadri (ma non quelli della galleria diretta da Eugenie!). Beatrice è una di quelle creature cui il matrimonio dona: è più bella, più elegante, più consapevole. Bellissimo il cappotto di Temperley London a riquadri bianchi e grigi; nonostante il cappotto sia chiaro e fermato da una cinta – una combinazione ad alto rischio – e Beatrice non sia particolarmente alta, trovo che le stia benissimo. Chic.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Purtroppo non mi suscita lo stesso entusiasmo la sorella Eugenie; anche per lei un modello a vestaglia, in un tessuto plaid compreso di orlo sfrangiato. Nonostante il cappotto sia Max Mara, non fa una gran figura e non le dona affatto. Perché a volte conviene evitare come la peste i riquadri così grandi, peggio se fermati in vita. Va detto poi che a guardare la sua figura arrotondata e la cintura annodata in alto la principessa sembra incinta. Dunque my dear riguardati e non ti raffreddare, che all’eleganza pensiamo un’altra volta. Sorry, shock.

Non mancavano le signore in verde: Carole Middleton ha una bella figura e un certo stile, e il cappotto a redingote (di Hobbs London, più British di così non si può) le sta molto bene, oltre a mantenerla comodamente in quel low profile che si è data qualche mese e qualche gaffe dopo il royal wedding della figlia. Chic.

(Ph: James Whatling)

Last but not least, la Duchessa di Gloucester. Moglie di un cugino della defunta Regina, la signora è di origine danese; a me è simpatica e mi sembra una donna in gamba, ma diciamo che riunisce in sé la summa di quel certo cattivo gusto anglosassone. Il soprabito di velluto è passabile ancorché datato, ma lo stivaletto mozzacaviglia… Mettiamola così: poteva andare peggio, poteva piovere. E lei si sarebbe messa le galosce. Shock.

Madre e figlie

Quanto ci siamo lamentati delle royal Christmas card con fotografie che sprizzano poca atmosfera natalizia? Bene, nei Paesi Bassi ci hanno ascoltato ed ecco a voi gli Orange in tutto il loro festivo splendore, compreso canetto, dall’espressione a dire il vero piuttosto perplessa. Dopo aver notato che William-Alexander si sta imbelloccendo (mai dire mai!) passiamo ad ammirare le signore e il loro amore per il mopnospalla. Lo indossano le due figlie minori: Missoni a pois per la quindicenne Ariane, nero e drammatico (Zara) per la diciassettenne Alexia. Essendo le fanciulle ancora minorenni le guardiamo con simpatia ma non le giudichiamo; Lady Violet però ama sempre osservare le sperimentazioni delle giovanissime. Monospalla anche per la Regina: un Elie Saab in tulle plissé color argento nuovo di zecca. L’abito mi sembra bello, un po’ eccessivo per l’occasione; bizzarri gli accessori: al collo quello che sembra il favoloso bandeau di diamanti grossi come nocciole della regina Emma, trisavola del sovrano, in braccio il delizioso cagnolino, ma fargli un bagnetto pareva brutto? Boh. Aspettiamo un indosso che valorizzi di più quel bell’abito, siamo certi che Máxima non ci deluderà.

Accanto al padre l’erede al trono Catharina-Amalia, che ha dovuto lasciare la residenza universitaria ad Amsterdam a causa di minacce di rapimento e aggressione. La fanciulla mi sembra dotata di carattere e sicuramente saprà affrontare e superare il momento difficile. A diciannove anni sta ancora cercando il suo stile, com’è giusto che sia, coniugando età struttura fisica e titolo. A me l’abito Asos piace, mi piace che sia semplice e in un bel verde bosco di Natale, mi piace come le sta e mi piace che non abbia imitato la scelta frufru di madre e sorelle. Chic di incoraggiamento.

E in Belgio…

Può mancare il rosso a Natale? Che domande, e infatti per il tradizionale concerto natalizio a Palazzo reale la Reine Mathilde sfodera un vestitone scarlatto percorso da un filo di lamé oro, naturalmente firmato Natan. Collo alto, maniche a 3/4, gonna a campana ed ecco la bella sovrana trasformata in una cloche de Noël.

Un giorno qualcuno studierà l’incredibile abilità di Edouard Vermeulen, lo stilista della maison, nel creare abiti così poco valorizzanti. E non è per Mathilde, splendida cinquantenne con quattro figli; se guardate la foto dalla sfilata l’abito è brutto pure su una filiforme modella adolescente. Shock.

Insieme con i sovrani sono il principe Laurent, fratello minore del Re, con la simpatica moglie Claire, che dev’essere la donna più paziente dell’universo. Per lei un completino begiarello senza lode ma con un po’ d’infamia, da segretaria quasi perfetta. Lei mi piace tanto, ma raramente indovina una mise. Shock.

Assente il primo dei figli maschi, Gabriel, ma presenti entrambe le fanciulle: la piccola Eléonore, quattrodici anni, sceglie Diane von Furstenberg ma abbonda un po’ con la stoffa fiorata, però è così carina che le si perdona tutto. E alzi la mano chi non ha pensato alla faccia di Miranda Priestly mentre sussurra: floral? for Christmas? groundbreaking!

Adoro la sorella maggiore ed erede al trono Elisabeth in Diane von Furstenberg pure lei (ma che differenza!) color blue royale – noblesse oblige – collo montante, maniche accennate, e un lungo drappeggio laterale che si apre in un lungo spacco. Non è natalizio, non è classico, non è già visto, non è troppo serio, praticamente perfetto. Chic.

(Ph: RUT/SplashNews.com)

Ma quanto ci piace questa ragazza?

Se vi siete persi la prima parte, o non resistete al desiderio di rileggerla, la trovate qui December chic shock e boh (parte prima)





Auguri alla sposa!

Solo a lei, allo sposo no, perché oggi Maria Laura d’Asburgo-Este compie 34 anni; un compleanno speciale, visto che tra quindici giorni, il 10 settembre, sposerà il suo William Isvy. Sarà l’occasione per festeggiare gioiosamente anche nonna Paola, Regina Emerita dei Belgi, che il giorno dopo di anni ne compirà 85 (è nata l’undici settembre 1937 a Forte dei Marmi).

La giornata inizierà con la cerimonia civile che sarà celebrata nella salle des mariages dell’hôtel de Ville, l’elegante municipio di Bruxelles sulla Grand Place. Gli invitati, solo le famiglie degli sposi e pochi intimi, saranno accolti da 24 cadetti della polizia cittadina. Testimoni per lei le due sorelle Luisa Maria e Laetizia Maria, per lui la sorella e il fratello.

Alle 14.30 la cerimonia religiosa alla presenza di circa 500 invitati, celebrata dal cardinal Jozef De Kesel. Sarà un rito con disparità di culto, visto che lo sposo è di religione ebraica.

Il luogo scelto è la Cattedrale dei Santi Michel e Gudule, sede di molti matrimoni della famiglia reale belga. Per limitarsi ai più recenti, si sono sposati qui i nonni della sposa Albert e Paola (il 2 luglio 1959), i prozii Baudouin e Fabiola (15 dicembre 1960) e entrambi gli zii: Philippe con Mathilde il 4 dicembre 1999 e Laurent con Claire il 12 aprile 2003. Mentre i genitori e il fratello maggiore di Maria Laura hanno fatto scelte diverse: Astrid e Lorenz sono convolati a nozze il 22 settembre 1984 sempre a Bruxelles, ma nella chiesa del Grand Sablon, mentre Amedeo ha impalmato l’italianissima Elisabetta (Lili) Rosboch von Wolkenstein a Roma, a Santa Maria in Trastevere, il 5 luglio 2014.

Maria Laura sceglierà di indossare il velo antico della famiglia Ruffo, come già la nonna Paola, la madre Astrid e le zie Mathilde e Claire? E indosserà una tiara? La madre e la nonna fermarono il velo con un’acconciatura floreale, Mathilde e dopo di lei Lili hanno ricevuto in prestito il bandeau della regina Elisabeth, dal raffinato disegno déco

A Claire è toccato un gioiello tutto per lei, una delicata tiara di diamanti dono di suoceri. Fabiola indossava l’imponente Tiara delle Nove Province, ma lei con quelle nozze diventava regina. E naturalmente la sposa ha a disposizione anche la tiara Savoia Aosta, di proprietà della famiglia paterna.

Lady Violet non può nascondere una certa curiosità per l’abito da sposa. Maria Laura non è una bellezza classica ma è molto moderna, e potrebbe davvero sorprenderci. Fatte le debite proporzioni, la vedo fare una scelta simile a quella della prozia Fabiola, che si rivolse al re dei couturier, il suo connazionale Cristobal Balenciaga; il risultato fu un abito che ha un posto di diritto nell’ambito dell’Haute Couture.

Scelta couture anche per la nonna Paola, che optò per la raffinatezza dell’artigianato made in Italy (anche se ancora non si chiamava così); a realizzare il suo sobrio abito in seta fu una famosa sarta napoletana, che memorie familiari mi dicono fosse Concetta Buonanno.

Édouard Vermeulen, con la sua Maison Natan, è l’autore degli abiti delle zie Mathilde e Claire; molto più riuscito il secondo che il primo, a mio avviso, ma troppo classici entrambi per Maura Laura, credo.

La cognata Lili per il suo matrimonio romano è andata sul sicuro scegliendo la sublime eleganza della Maison Valentino, e un leggero velo di point d’ésprit bordato di pizzo Chantilly invece del più pesante velo di famiglia.

Quello che francamente mi sento di escludere è che Maria Laura prenda ispirazione dalla madre. Il suo abito creato dal belga Louis Mies (niente a che vedere con van der Rohe), con quelle maniche così anni ottanta, faceva sembrare minimal anche quello di Diana.