Questa mattina El Rey Emerito Juan Carlos ha subito un intervento chirurgico già programmato: l’inserimento di tre bypass coronarici. Tutto è andato nel migliore dei modi, e l’ottantunenne ex sovrano si trova al momento nell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica della clinica Quirón de Pozuelo, nell’area metropolitana di Madrid, dov’è stato eseguito l’intervento.
Juan Carlos si era ricoverato ieri sera; ai giornalisti che ne aspettavano l’arrivo è sembrato tranquillo e col morale alto (e vi prego di notare lo chic di quel polsino). Oggi in tarda mattinata sono arrivati moglie e figlio, a bordo di un’auto guidata da Felipe.
Quando ho visto la Reina Emerita con quel completino (e quelle espadrillas) confesso, ho pensato male. Considerando quante ne ha sopportate la santa donna, m’è venuto in mente che abbia accarezzato l’idea di far venire un infarto al marito, abbondantemente fedifrago e pure dotato di un cattivo carattere. Troppo cattiva? Va bene, come si dice, better luck next time (cioè”andrà meglio la prossima volta”, ma in inglese sembra più elegante).
Nel corso degli anni Juan Carlos è passato sotto i ferri molte volte, spesso a causa di incidenti sportivi, da cui si è sempre ripreso perfettamente. Un’occasione però ha avuto conseguenze pesanti, e non solo a livello fisico: nel 2012, mentre la Spagna era attanagliata da una grave crisi economica, El Rey se ne andò in Botswana in dolce compagnia, per cacciare elefanti. Sciaguratamente scivolò e si fratturò l’anca in tre punti, per cui fu rimpatriato e operato d’urgenza; i suoi sudditi scoprirono così la scarsa partecipazione emotiva del sovrano alle loro difficoltà, e non ne furono contenti. La Reina, umiliata pubblicamente, preferì proseguire la vacanza in Grecia con i fratelli, e non si fece vedere al capezzale dell’infermo. Ora sembra che i rapporti tra gli anziani coniugi siano migliorati, ma fossi in Sofía non rinuncerei a qualche tocco di delicata perfidia, anche più pesantino di un completo pantaloni da infarto.



Eloquenti le espressioni dei sovrani. E non è ancora finita!
Un bell’abito a fiori per la Reina, che in versione estiva spesso ci piace assai; shorts verdi e camiciola per l’Infanta Sofía, tuta bianca a fiorellini per la futura regina Leonor, che in alcuni scatti invero sembra un po’ un pigiama. Alle inevitabili domande sulla complessa situazione politica Felipe ha risposto che spera in un accordo tra i partiti che possa scongiurare un ricorso alle urne, cui si è detto contrario.
Leonor e Sofía hanno raccontato qualcosa della recente vacanza in campeggio negli USA, che hanno apprezzato più di quella dello scorso anno. Quanto a Letizia, cui è stato ricordato che questo è il quindicesimo anno di presenza a Mallorca come moglie di Felipe, ha assicurato di trovarsi sempre meglio.
È noto il poco amore della Reina per l’isola, però devo dire che anche a noi sembra sempre più a suo agio, anche se immagino quanto debba trovare estenuanti queste vacanze coi fotografi sempre al seguito e l’obbligo di apparire come una famiglia felice. Se però pensavate – o speravate – che avesse rinunciato all’abituale controllo sulle figlie date un’occhiata al video
Questo è il secondo compleanno della duchessa come moglie e membro della Royal Family, il primo come mamma (e come direttore di Vogue) mentre girano voci che stia lavorando a un libro per bambini, come già fece il suocero. E anche Sarah di York. Anyway, happy birthday!
Infatti oggi, nell’afosa pigrizia del primo weekend d’agosto, inizia a girare una foto in cui una creatura in bikini bianco si staglia in tutto il suo biondo splendore d
Felipe oggi è impegnato nella tradizionale regata Copa del Rey, giunta alla trentottesima edizione, le ragazze sono appena rientrata da una lunga vacanza negli Stati Uniti, mentre Letizia, che non ama Mallorca, ha imparato a fare buon viso a cattivo gioco, e lo fa piuttosto bene.
La mise odierna è ad altissimo tasso di hispanidad: abito in candido sangallo di Adolfo Domínguez – molti media ci informano cortesemente che è in vendita in saldo, da 136 a 74 euro, la Reina avrà approfittato? – più espadrillas scamosciate di mint&rose, brand todo made in Spain, ad onta del nome. E sì, se vi piacciono trovate anche loro in saldo, ora le portate via con 89 euro. Italiana, e non particolarmente azzeccata, la tracollina Furla; non era meglio una cosa meno da sciuretta, magari in paglia o in midollino?
Deliziose le due principesse, che crescono senza fretta; la mia impressione è che ormai i giorni dei vestitini da bimbe siano finiti. Oggi sono entrambe in shorts e camiciole, col dettaglio supercool delle menorquinas indossate da Leonor; in pratica la risposta spagnola ai sandali capresi.
Organizzata dalla branca spagnola, la cerimonia ha reso omaggio a organizzazioni e persone che si sono particolarmente distinte nella tutela del pianeta, nei tre campi d’interesse della Fondazione: lotta al cambiamento climatico, tutela tutela della biodiversità e gestione delle risorse idriche.
La visita a Madrid è stata l’occasione per incontrare alla Zarzuela el Rey Felipe VI, con cui Albert II ha in comune una particolarità: la madrina di battesimo. Victoria Eugenia, regina di Spagna e bisnonna di Felipe, tenne infatti a battesimo Albert nel 1958, e sostenne lo stesso ruolo per il pronipote nel 1968.
Oltre ai dieci anni, i due sovrani sono sono divisi da una quindicina di centimetri, e benché superi metro e 80 il Principe di Monaco sfigura un po’ accanto all’altissimo Felipe (e ci si mette pure quel bottone che minaccia di saltare…). Magari la presenza delle due consorti avrebbe un po’ riequilibrato le differenze, ma indovinate? Charlène non è andata! E dunque a Letizia non sarà parso vero di potersi defilare.
Bella la Reina in pervinca chiaro Felipe Varela, i capelli un po’ spettinati ma gioielli sempre più interessanti (questa volta zaffiri e diamanti). Simpatico l’abito di Sofía col nodo sul fianco mentre la povera Leonor, che non solo è la figlia maggiore ma anche l’erede al trono, col solito vestituccio da piccola fiammiferaia, ancorché nobilitato dal Toson d’Oro. Momento clou della giornata la consegna delle insegne dell’ordine alla signora Clotilde Veniel, premiata alla bella età di 107 anni, con le due principessa che (dietro indicazione materna, of course) la riaccompagnano al suo posto. Non perdetevi il video!
Che dire? Il concetto che il cappello bisogna saperlo portare temo sia estensibile anche agli uomini. Belli eh, ma certo il cappellone stile Tudor, con pennacchio, richiede un minimo di pratica. Pratica che certo non manca alle signore, abituate a ben altri pennacchi! Ecco qui riunite le principali Royal Ladies godersi lo spettacolo dei mariti che sfilano con gli altri Cavalieri.
La Contessa di Wessex in Suzannah: non le dona affatto, nonostante la linea anni ’50 le stia di solito assai bene. Il corpetto bianco la ingoffa e il gonnellone color pesca è troppo abbondante e pesante: in questi modelli l’equilibrio dei volumi è fondamentale; però il riciclatissimo cappello a disco volante di Jane Taylor è sempre bello.
La Reina Letizia forse s’è vestita così per non offuscare il marito, ma pure l’understatement va misurato. In questo caso sceglie un abito a disegni grafici della stilista sivigliana Cherubina. L’unico commento che mi viene in mente è che avrei potuto presentarle un mio zio adorato, di nome Serafino, ma purtroppo è morto (altrimenti si sarebbe divertito come un matto!). In testa un bandeau nero corredato da veletta e maxifiore, che mi sembra troppo drammatico per un abito così modesto. Peccato per la bella spilla di diamanti che tende a scomparire in quell’orgia di puntini.
La Duchessa di Cornovaglia opta per il rosa cipria ma ahimé quel gioco di impunture non la valorizza; in testa un Philip Treacy che avevamo già visto l’anno scorso il primo giorno ad Ascot, ma diciamoci la verità, ormai ne ha una collezione, tutti molto simili. In compenso porta il collier che amo: cinque fili di perle fermati da un grande topazio rosa circondato da diamanti.
Ormai ho capito come funziona con la Regina Máxima: quando sa che il marito si deve mettere il mantello per solidarietà coniugale se lo mette pure lei. In questo caso corre in suo soccorso Claes Iversen; bellissimo il colore, ma non è un modello che apprezzo, anche se forse col caldo consente di avere le braccia seminude senza sembrare. Il cappello però è pazzesco, e menzione d’onore per lei e Camilla, le uniche due dotate di guanti.
Last but not least la Duchessa di Cambridge in Catherine Walker: soprabitino bianco listato a lutto con colletto da scolaretta e inevitabile baschina arricciata; la parte inferiore è anch’essa arricciata, e sarebbe un bene se non fosse troppo corta, tanto da penalizzare anche le sue gambe. Belle le scarpe cutout (sono Prada, come quelle di Letizia), in testa un riciclo anche per lei: il cappello in paglia nera di Silvia Fletcher for Lock and Co ha debuttato sul principesco capino nel lontano giugno 2011. In generale lei mi piace spesso più delle sue mise, e poi non può mai abbassare la guardia, povera!
Insomma prima o poi bisognerà che ci andiamo anche noi ad assistere a questa cerimonia, mi sembra che tra mantelli e pennacchi si divertano tutti.
O forse no?

