Compleanno? Trooping the Colour!

Come è noto il Trooping the Colour è la grande parata militare che il secondo sabato di giugno celebra ufficialmente il compleanno di Her Majesty the Queen (nata il 21 aprile). I lettori abituali del blog sanno già che quest’anno Lady Violet non ha potuto seguire la cerimonia in tempo reale a causa di un importante compleanno di famiglia, ma ciò che forse non sanno è che proprio oggi, 11 giugno, Lady Violet compie un anno. E la sua data di nascita non è stata scelta a caso, ma per ricordare l’amatissimo papà, che oggi avrebbe festeggiato il suo di compleanno. Dunque Her Majesty ci scuserà se sfruttiamo la sua festa, e ci accodiamo in un festeggiamento generale per celebrare tutti questi compleanni in un modo molto, ma molto royal.

La cerimonia trooping the colourIl nome indica il far sfilare davanti al battaglione (trooping) la bandiera (the colour), e ricorda ciò che accadeva sui campi di battaglia già in epoca romana, quando gli alfieri sfilavano con la bandiera davanti alle truppe schierate. Anticamente infatti il vessillo serviva anche a guidare e a compattare i soldati durante lo scontro, ed era quindi necessario che tutti lo conoscessero e lo riconoscessero.

Dalla metà del Settecento, durante il regno di King George II, questa cerimonia fu associata al compleanno del sovrano, che ogni anno riceve gli onori militari; il colour, cioè la bandiera protagonista della cerimonia è, a rotazione, quella di uno dei sette reggimenti che formano la Household Division. I reggimenti sono: The Life Guards, The Blues and Royals, Grenadier Guards, Coldstream Guards, Scots Guards, Irish Guards, Welsh Guards. trooping the colour andrewQuest’anno è toccato ai Grenadier Guards, il cui Colonnello è Andrew, il Duca di York, che infatti la settimana scorsa aveva guidato le prove della manifestazione ( Le foto del giorno – 2 giugno ); degli altri reggimenti, quattro hanno Colonnelli appartenenti alla Royal Family: Charles per Wales Guards, William per Irish Guards, Anne per The Blues and Royals, e il Duca di Kent per Scots Guards. trooping the colour colonelsSono loro che scortano la Regina, a cavallo, inalberando il colbacco di pelle d’orso, ciascuno col pennacchio del proprio reggimento: verde e bianco Charles, blu William, bianco Andrew; il Duca di Kent questa volta non c’era (e comunque è senza pennacchio), mentre la Princess Royal è l’unica cui il colbacco viene risparmiato, e porta un bicorno.

Questa è la ragione per cui altri importanti membri della Royal Family, come il principe Edward o il Duca di Sussex, partecipano alla cerimonia seduti in carrozza: non sono Colonnelli di nessuno di questi reggimenti.

Her Majesty The Queentrooping the colour the queenIl cielo coperto e il timore che il tempo peggiorasse devono aver consigliato una carrozza chiusa, e una mise piuttosto diversa da quelle che la regina sfoggia in queste occasioni: cappottino bouclé nel più puro stile Chanel – ma opera della fida Angela Kelly – con cappello ricoperto nello stesso tessuto e ingentilito da un mazzolino di fiori stilizzati, il tutto abbondantemente riciclato: la prima volta l’abbiamo vista così nel lontano 2013, la più recente al battesimo della pronipotina Lea Tindall, lo scorso marzo. trooping the colour the queen 2Com’è tradizione per l’occasione, sulla spalla brilla la Brigade of Guards Brooch, anche questa eredità della nonna Mary, composta dai badge di cinque dei reggimenti della Royal Household (Grenadier, Coldstream, Scots, Irish e Welsh Guards) contenuti in un ovale con la scritta QUINQUE JUNCTA IN UNO, sovrastato da una corona. Insomma, anche la scelta della mise – benché molto chic – non mi entusiasma, ma Sua Maestà è sempre perfetta.

The Wales Family trooping the colour royal ladiesRiciclo anche per Camilla, il completo abito e soprabito verde menta con dettagli in pizzo écru, firmato Bruce Oldfield, l’abbiamo già visto l’anno scorso in un paio di occasioni, abbinato allo stesso cappello Philip Treacy. Squadra che vince non si cambia? Direi proprio di sì, il colore le sta un meraviglia e la mise è perfetta per l’occasione. E lei è sempre più in ruolo. trooping the colour kateQuanto a Catherine, so che ora scatenerò reazioni indignate, ma la trovo tremenda. Ricicla pure lei il cappello indossato l’anno scorso al matrimonio del cognato e ci piazza sotto un abito di una sfumatura giallo banana che non vedevo dal 1978; per il modello da sciuretta con baschina arricciata si può invece arrivare al 1982. Sul fatto che con quel viso così grazioso (e con quell’altezza) non sia ancora riuscita a trovare un cappello tra le meraviglie di Philip Treacy che le renda merito potremmo discutere a lungo; questo tra forma e colore sembra una chipster… FB_IMG_1560061863909Per cercare di riavermi sono andata a cercare le mise degli anni precedenti, eccole. trooping the colour meghanE che dire di Meghan? Come si fa a chiudere il corpo arrotondato di una neomamma in una scatola? Stiamo cercando la quadratura del cerchio? E la dobbiamo trovare proprio oggi? I volumi sono un disastro, se possibile peggiorati dal millesimo cappellino a goccia (ma lei e mammà hanno comprato la fabbrica? Portano solo quello), corredato da set di penne à la Pocahontas. trooping the colour meghan 2Una volta sul balcone ha tolto la giacca/scatola rivelando un abito con due alette bianche stilizzate sulle spalle, con tanto di mostrine (un raffinato rimando al carattere militaresco della cerimonia?). Ha purtroppo rivelato anche di essere l’unica signora sbracciata, mentre le altre avevano tutte maniche oltre il gomito. Ora fatemi dire una cosa, il tutto sarà pure firmato Givenchy, ma se ci fosse stato ancora Hubert questa roba non sarebbe mai uscita dalla Maison, mai.

York&Wessex trooping the colour yorkAbbastanza stranamente Beatrice indossa lo stesso identico abito di Emilia Wickstead che l’anno scorso abbiamo visto ad Ascot, scelto da zia Sophie Wessex (no, non credo che gliel’abbia passato); devo dire che non mi fa impazzire addosso a nessuna delle due. Immagino che Bea abbia scelto qualcosa di molto semplice da abbinare al copricapo piuttosto importante: un bandeau stilizzato che ricorda la moda del Cinquecento, bellissimo. Di tutte le royal ladies Beatrice è quella che sperimenta di più, e io la amo per questo. La sorella Eugenie opta per il look anni ’50 che tanto le dona: abito a fantasia stilizzata di Amanda Wakeley e un cappello modello bergère, e va bene così. trooping the colour wessexAnche Sophie Wessex ricicla un cappello di Jane Taylor, e fa bene: è il più bello della giornata ed è anche ben abbinato all’abito Suzannah in un bel punto di verde. Ma lei parte avvantaggiata, potendo contare sulla presenza del simpatico James, Viscount Severn che come sua sorella Louise è troppo piccolo rispetto ai cugini, e troppo grande rispetto alla nuova generazione. Contrariamente alla sorella, che si comporta sempre comme il faut lui ci delizia spesso con le sue smorfie. E stavolta s’è fatto pure il ciuffo. trooping the colour louise james

James a parte, la star è stata sicuramente il piccolo Louis, che ha un anno proprio come Lady Violet. Godetevelo nel video, e auguri a noi! https://www.youtube.com/watch?v=oar4xhftxp8

 

Trumpeide, ultimo atto

Pensavate che avessimo finito? Invece no! Perché ieri sera com’è costume i Trump hanno ricambiato l’invito, ospitando il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia – in rappresentanza della Regina che è rimasta a casa – a Winfield House, residenza dell’Ambasciatore statunitense. UK USA winfieldQuesta volta si è trattato di un ricevimento black tie, cioè con gli uomini in smoking, e meno male perché Mr President in frac un’altra volta non credo che l’avemmo retto. Comunque non ci ha deluso, sta male anche con l’abito da sera più semplice, soprattutto se accanto ha Charles perfetto fin dei dettagli: guardate i polsini della camicia. Terribile Camilla con un abito in tulle bianco ricamato; se non avessi saputo che è una creazione di Fiona Clare, che la veste spesso, avrei pensato che fosse l’abito della Prima Comunione della figlia (i figli di Camilla sono infatti cattolici come il padre, Andrew Parker Bowles). In compenso la collana di diamanti su quella scollatura a V sta a perfezione. La First Lady in Givenchy color corallo, solito modello con mantello che le piace tanto e porta spesso. Non mi fa impazzire, più che autorevolmente signorile, come immagino sia il suo obiettivo, la rende inutilmente matronale. UK USA winfield ladiesNaturalmente non stupisce che lo stile di Melania tenda a fare proseliti, come è evidente nella padrona di casa Suzanne Ircha Johnson, con indosso lo stesso modello in versione regina delle nevi. Possiamo stupirci se Camilla cerca sostegno in un calice di rosso? UK USA winfield Trump childrenBianco anche per la first daughter Ivanka, che ieri ha visto le royal ladies in abiti candidi ed è corsa ai ripari. UK USA winfield dinnerLa mise en place. La sala da pranzo non è grandissima, è un po’ affollata e l’effetto finale è un po’ disordinato. UK USA winfield menu

In compenso si è mangiato anche italiano; ma che dite, la fresh burrata era fatta col latte del Wisconsin?

A Royal Calendar – 22 maggio 2004

letizia boda realOtto giorni dopo i “colleghi” danesi, vanno all’altare loro: Felipe de Borbón y Grecia, erede al trono di Spagna, e Letizia Ortiz Rocasolano, giornalista televisiva rampante e divorziata. Per fortuna il primo matrimonio era stato solo civile, dunque nessun impedimento per il rito religioso nella cattedrale della Almudena. Il periodo del fidanzamento viene funestato dall’attacco terroristico alla stazione di Atocha, e in memoria delle vittime la mattina delle nozze un ufficiale dell’esercito, scortato da due militi della Guardia Real, depone al Bosque de los Ausentes, il memoriale della tragedia, una corona di fiori da parte degli sposi con la dedica Siempre en nuestra memoria, Felipe y Letizia. 

La cerimonia è fissata alle 11.00, e nel quarto d’ora precedente la famiglia reale attraversa in corteo la Plaza de Armeria, che separa la Cattedrale dal Palazzo reale. -La Infanta Cristina, la minore delle due figlie dei sovrani, indossa una abito giallo oro con pardessous in pizzo grigio – i cui trafori consentono di vedere agevolmente i numerosi difetti del sottostante vestito – con una pamela di paglia che sarebbe stata bene sulle spiagge della Versilia negli anni ’60, più scarpe di faille marrone, chissà perché. La salva dal disastro solo la sua bellezza (e quella del marito). -L’Infanta Elena, la sorella maggiore, è meno bella ma ha sposato un uomo di gran gusto, che conosce e ama la moda. La sua mise è un capolavoro di moderna Hispanidad: un completo Christian Lacroix Haute Couture in seta rosa con pizzo e ricami avorio, col tocco scenografico della lunga mantilla nera sorretta da un’altissima peineta. Se proprio vogliamo trovare un difetto, non avrei messo la collana. -Mantilla e peineta anche per la Reina Sofía, elegante in abito lungo di raso champagne con ricami ton sur ton, firmato Margarita Nuez. Accompagna lo sposo, madre e madrina de boda secondo l’uso ispanico. Lui bello come il sole ed emozionato, non sa ancora che sta per passare un antipatico quarto d’ora, perché appena entrati in chiesa su Madrid si scatena un diluvio, così forte che la sposa non riesce ad arrivare. E dunque Felipe, contrariamente a quanto accade nei matrimoni reali dove i tempi sono rigidamente organizzati, è costretto ad aspettare in piedi da solo davanti all’altare, vivendo anche lui quella  situazione che imbarazza ogni sposo. Pertegaz_letiziaE quando la sposa finalmente arriva al braccio del padre sembra davvero un po’ affogare dentro un abito che appare piuttosto pesante. Lo ha creato il decano dei couturier spagnoli, Manuel Pertegaz, che all’epoca ha 86 anni e veste Letizia con un modello in seta intessuta con un filo d’argento: gonna a trapezio caratterizzata da un ricco ricamo con simboli araldici che ne accentua la linea e prosegue a bordare lo strascico a corolla, che raggiunge i quattro metri e mezzo; il corpetto si apre in un ampio collo che resta dritto ma troppo scostato dal viso della sposa, con l’interno a sua volta ricamato, in contrasto con la relativa semplicità del resto. letizia wedding tiaraAnche i polsini sono ricamati, ma la loro lunghezza contribuisce a creare quella sensazione di un abito troppo grande per una sposa così minuta (e tanto più bassa dello sposo; Letizia porta scarpe di Pura Lopez ricoperte dello stesso tessuto dell’abito, che non hanno ancora i tacchi altissimi che le diventeranno abituali). In testa un velo triangolare in tulle di seta ricamato con spighe e i gigli dei Borbone, dono di nozze di Felipe; per fermarlo Sofía presta alla sposa la Prussian Diamond Tiara che lei stessa ha indossato per le sue nozze quarantadue anni prima. Il disegno grecizzante rimanda alla famiglia ellenica della Reina, anche se il diadema ha un’origine prussiana, essendo stato il dono di nozze del Kaiser alla figlia Victoria Louise che nel 1913 sposò Ernst August von Hannover. La figlia della coppia, Frederika, ricevette in dono la tiara per il matrimonio con Paolo di Grecia per poi donarla a sua volta alla primogenita Sofia. Un gioiello importante e ricco di simboli che secondo me non donava particolarmente alla sposa, accentuando con le sue linee geometriche la spigolosità del viso di Letizia, all’epoca dotata ancora del naso originale.

La boda real resta nella memoria anche (soprattutto?) per una serie di episodi. -Caroline de Monaco arriva in chiesa sola soletta. Che fine ha fatto il marito Ernst August? La versione ufficiale parla di un malore, voci insistenti parlano di libagioni eccessive alla cena prenuziale.  Bello il cappello, ma la giacca un po’ grande accentua il tono mesto (tutto Chanel, ça va sans dire). Wedding Of Spanish Crown Prince Felipe and Letizia OrtizClotilde Coureau è da poco entrata in casa Savoia ed è diventata mamma. In una delle prime uscite da principessa indossa un completo indefinibile per forma colore tessuto e applicazioni (quelle sulla schiena sono ali?). Peccato, avrebbe potuto distrarre l’attenzione dal suocero Vittorio Emanuele, che tira uno sganassone al cugino Amedeo d’Aosta, reo di avere avuto un posto migliore del suo (essendo cugino di Sofía viene incluso nel gruppo-famiglia), ma fondamentalmente reo di pretendere al trono d’Italia. greci boda realPacificamente parte della famiglia ovviamente i Reali di Grecia, con Marie-Chantal gloriosamente incinta che inalbera un cappello da sogno; non potendo esagerare con l’abito esagera col copricapo, brava! .A proposito di cappelli, a me piace questo (lui è uno dei principi di Bulgaria, Kubrat, con moglie Carla); la mise invece è veramente terribile. -Chi tanto e chi niente: Rania di Giordania arriva da sola, meravigliosamente vestita Givenchy. Però è in lungo e senza cappello, e tanti saluti al dress code.

La famiglia della sposa, mamma Paloma e sorelle Telma ed Erika, vanno da Felipe Varela che le veste in nuance ma tutte uguali. Temevano di non essere riconosciute? miguel bosè boda real

E sì, c’era anche lui.

Le foto del giorno – 8 maggio

Eccolo! baby-sussexTra le braccia di papà, in uno dei suoi completini con scarpette scamosciate, ma al colmo della felicità, che poi è quello che conta.sussex-paMamma ancora un po’ provata ma giustamente felice e soddisfatta, pure lei sui tacchi alti che aveva criticato nella cognata (ragazze, andavano bene pure le ballerine stile Diana).

in bianco Givenchy, come il pupetto, tutto in bianco pure lui. Ora uscite il nome!sussexes-e

Royal chic shock e boh

Attenzione! C’è un’epidemia di royals col cappotto sulle spalle! E non parliamo di qualcuno che uscendo da un edificio o un’auto non lo infila, cosa comprensibile che capita a tutte; no, qui si parla di royal ladies che restano così per tutta la durata dell’impegno che stanno sostenendo. letizia shock 14 aprileGrande affezionata del genere Máxima d’Olanda, su cui stona meno grazie all’atteggiamento più disinvolto e meno formale di altre, e che comunque spesso risolve con stole e mantelle. Questa settimana invece tocca a Letizia, che in visita al Real Monasetrio de la Incarnacion a Madrid, piazza il bellissimo, rigorosissimo, urbanissimo cappotto nero di Carolina Herrera (ammirato di recente a un funerale) sopra un vestitone finto etnico e fintamente composto da foulard, verdone con stampa a piccoli disegni cashmere e gonna plissé; più eleganti décolletées Prada. Insomma Vostra Maestà si decida, donna in carriera o figlia dei fiori? Nel dubbio, noi abbiamo già deciso. Shock

La graziosa Sofia di Svezia per partecipare alla cena del centenario della fondazione Svezia Usa il cappotto se l’è infilato, ma sarebbe stato meglio se l’avesse lasciato a casa. La principessa veste quasi sempre brand scandinavi, e purtroppo si vede: cappottone nero longuette con bordo di pizzo macrame troppo grande per lei (guardate le maniche), da cui spunta un vestituccio a pois bianchi. Completano la mise da Cenerentola che ce l’ha fatta delle décolletées di vernice e una clutch rigida gialla che c’entra come la marmellata di lamponi sul prosciutto. Ancora una volta, l’unica cosa che apprezzo nella mise di Sofia è il marito. Shock

Sua cognata, l’erede al trono Victoria, per inaugurare il Baltic Sea Science Center a Skansen ha scelto di mimetizzarsi con l’ambiente indossando un completo pantaloni azzurro profondo dalla forma incerta di Rodebjer, accessoriato con ampia clutch Stella McCartney e imperdonabile mollettone a fermare i capelli. Shock

Máxima Zorreguieta prima di conoscere e sposare il principe ereditario olandese aveva una laurea in economia e un lavoro in banca a New York; dopo le nozze ha mantenuto il suo impegno nel campo e dal 2009 è ambasciatore per l’UNSGSA, l’agenzia dell’ONU che si occupa di finanza inclusiva.

In tale veste ha partecipato ad un meeting a Washington, indossando un abito Dolce&Gabbana rosso che le avevamo già visto; sarebbe stata una buona scelta, ma purtroppo le va stretto, ed è la seconda volta nel giro di pochi giorni. Possibile che si sia arrotondata leggermente, ma perché nel suo ricco guardaroba continua a scegliere mise che non la valorizzano? Shock

Maxima Stella McCartneyMartedì i sovrani, insieme con altri membri della famiglia reale – a partire dalla ex regina Beatrix – hanno presenziato al Gala per il Corpo Diplomatico, nel Palazzo Reale di Amsterdam. Una vecchia regola dice che le bionde in bianco facciano sempre un figurone e Máxima, in un candido Stella McCartney, non fa eccezione ma i dettagli – che sono poi quello che rendono veramente chic – non mi convincono. L’abito è bello, la tiara non ne parliamo, il devant de corsage favoloso (ma sono perplessa sull’appuntarlo sulla spalla in un modello del genere). Però l’insieme, saranno i capelli che non reggono l’acconciatura, sarà la stola che almeno nelle fotografie rovina l’effetto da dea greca, saranno i sandali Gianvito Rossi con quel cinturino alto che ammazza qualunque caviglia risulta un po’ pasticciato. Boh

Come mai la Principessa di Monaco è così rilassata e sorridente? Semplice, è nel natio Sud Africa, una delle due situazioni in cui appare al suo meglio (l’altra è quando è in compagnia dei suoi pupetti). Charlene South AfricaMi stavo mentalmente congratulando con Charlène per dividere con noi la sua grazia sognante, quando lo sguardo mi è caduto sui suoi pantaloni. Da quando è tornata di moda l’uniforme del convitto? Shock

Una delle ragioni per cui la bionda consorte monegasca è tornata alle origini è stata la partecipazione alla HSH Princess Charlene of Monaco Royal Race Day, dove si è presentata con un abito bleu royale – l’unica cosa che possa definirsi royale in questo frangente – con bolerino, orlo asimmetrico, sottogonna di pizzo nero stile french can can, cuissard Givenchy e fiocco in testa.

Decidete voi, peggio in piedi o seduta? Incommentabile, sorry

Royal chic shock e boh

Rania di Giordania Queen-Rania ethnicSettimana dedicata all’artigianato femminile per la regina di Giordania, che mercoledì ha visitato un gruppo di donne nella Valle di Jethro impegnate in progetti solidali. Bellissima la tunica il cui carattere etnico è alleggerito dai pantaloni; Rania spesso mischia nelle sue mise capi di stile occidentale ad altri della sua cultura mediorientale, e il risultato mi piace sempre, per significato ed effetto finale. Chic rania craftworksNessun tocco etnico invece per la visita allo show room della Jordan River Foundation ad Amman, che annualmente organizza una mostra con manufatti di artigiane che si ispirano alla cultura millenaria del paese. L’abbinamento rosa/rosso è uno dei trend di stagione che se vi piace potete ripetere tranquillamente, anche senza la borsa Givenchy o le scarpe Gianvito Rossi. Chicrania erdoganSabato Rania ha accompagnato alla mostra della Jordan River Foundation la first lady turca Emine Erdoğan, abbinatissima alle mattonelle sulla parete (o sono vetri su una porta?). Anche in un altro ambiente, il suo soprabitino sarebbe comunque disastroso: se un capo è realizzato in un tessuto stampato, il disegno dovrebbe combaciare il più possibile (sono pignola lo so, ma sono questi i dettagli che fanno la differenza). Shock. Rania risponde con un trench beige con inutili inserti plissé rosa, con l’aggravante delle scarpette en pendant. Boh

Letizia di Spagna letizia-at-funeral.jpegSimpatia ed empatia non saranno il suo forte, ma quando la Reina ci si mette non ce n’è per nessuna. Los Reyes hanno partecipato giovedì al funerale di José Pedro Pérez-Llorca, uno dei sette padri costituenti di Spagna. Cappotto a vestaglia nero Carolina Herrera, splendido, con décolletées Magrit che fanno il loro dovere e clutch Felipe Varela così così, ma lei ha portato di peggio.  Chicletizia pitonataLo stesso giorno Letizia è stata alla presentazione del progetto (In)Format, promosso da Google insieme con FAD (fondazione che lotta contro il consumo di stupefacenti) e dedicato agli adolescenti. Letizia ricicla una mise già vista a gennaio: gonna pitonata bicolore Zara e tutto il resto – pullover cinturone e stivaloni – in nero. Era proprio necessario? Boh

La signora in rosa mary max maraMary, Principessa Ereditaria di Danimarca, è probabilmente la più chic delle royal ladies in circolazione; grande estimatrice della moda italiana – Prada su tutti – a volte sembra un filo troppo autocompiaciuta, ma come darle torto? Mercoledì è intervenuta ai Danish Rainbow Awards, che riconoscono l’impegno a favore della comunità LGBT, e ha scelto Max Mara, con clutch Bottega Veneta. Attenti, ciò che indossa non è un completo blusa/pantaloni ma una tuta, capo cui la maison di Reggio Emilia ha dedicato un’intera collezione. Mary ha persino avuto la fortuna di un omaggio floreale in tinta! Chic

Le signore in grigio charlene peille (3)Ieri i Principi di Monaco hanno ricevuto la cittadinanza di Peille, borgo sulle Alpi Marittime che ha stretti legami col Principato. Charlène, pallida e mesta più di sempre, ha indossato un completo in un grigio perla che avrebbe ammosciato chiunque. Giacca a sacchetto in un tessuto che sembra bouclé, un po’ troppo grande come gliele fa di solito Akris, e gonna in tessuto liscio tutt’altro che impeccabile. Contribuiscono all’effetto ingoffamento gli stivali di suède. Boh

Queen Maxima visit to Fotomuseum, Rotterdam, Netherlands - 02 Apr 2019

(Ph. Robin Utrecht/REX/Shutterstock)

Anche Máxima, per una visita al Fotomuseum di Rotterdam martedì, ha scelto il grigio, in una tonalità più decisa e sicuramente più donante. Ma. L’abito Natan è bello ma non è la sua taglia e così le sta malissimo. Mi piace il cappotto buttato sulle spalle, interessanti gli accessori ugualmente grigi (borsa Valentino, scarpe Gianvito Rossi), ma non basta. Ulteriore aggravante – oltre alle solite calze fosforescenti che sono ormai un suo marchio di fabbrica – i capelli. La regina deve averli molto sottili, probabilmente sfibrati dalle tinte (e forse anche un po’ indeboliti, come accade passati i vent’anni) ma veramente sono ormai inguardabili,  è arrivato il momento di decidere: chignon o nuovo taglio; dato che noi le extensions le escludiamo a prescindere, per carità. In fondo trovate un video, così potete darmi il vostro parere; lei è sempre bella, ma per me stavolta la mise non va proprio. Shock

Máxima al Fotomuseum https://www.youtube.com/watch?v=yjcvF7ec10A&fbclid=IwAR0eax4CaDtpHiTnPdYtZAOVfYwy17avr3AGLaOp38e5EVkaVb52iCaIilc

 

Chic shock e boh – Oscar edition (parte prima)

Potevamo evitare di commentare la notte più glamour dell’anno? Domanda retorica, anche perché sarà pure Hollywood royalty, ma alla fine sempre royalty è – e ricordiamoci che qualcuna qualche decennio fa passò direttamente dagli Oscar al trono, senza neanche ripassare dal via – iniziamo dunque, con due brevi premesse. Gli abiti danno ovviamente un’impressione diversa se fermati in una fotografia o visti in movimento, che è il mio caso – sì, ho passato la notte intera a seguire la diretta – dunque alcuni miei pareri saranno da ciò influenzati. La valutazione delle mise tiene ben presente la straordinarietà dell’occasione che è per definizione eccessiva, dunque lo so che molti abiti non vi piacciono perché non li mettereste mai, ma probabilmente non vi sareste nemmeno mai vestite da scimpanzé come Miss Kim Hunter nel Pianeta delle Scimmie: that’s entertainment!

Bene, da Lady Violet Rottermeier è tutto, si va a incominciare.

VINCITORI E VINTI
oscar oliviaLa regina è lei, Olivia Colman, premiata per l’interpretazione di un’altra regina, Anne Stuart, nel film The Favourite. Mettetevi nei suoi panni: dovete partecipare ad una delle serate col più alto tasso di figaggine del pianeta, il che già vi mette un po’ a disagio, e col più alto tasso di esibizione del lusso, il che vi mette ancora più a disagio, cosa fate? Chiedete un abito a Prada. Verde scuro, linea pulita e rigorosa, il tocco Hollywoodiano affidato a uno strascico color ferro di organza ricamata che definisce le spalle e copre le braccia. Bellissimo, elegantissimo, ho trovato solo un po’ troppo ingombrante per lei il fiocco sulla schiena. Ottimi trucco e capelli, semplicemente Olivia al suo meglio. Chic oscar reginaMigliore attrice non protagonista Regina King, praticamente una regina al quadrato. L’abito bianco Oscar de la Renta, scollatissimo e scosciatissimo, evoca il glamour della Hollywood anni ’50. Purtroppo lei lo indossa male, non sa gestire lo strascico e quando si alza più che andare a ritirare il premio sembra sia andata a ritirare le lenzuola stese. Pessime le scarpe. Boh oscar 19 ruth carter costumiPer la prima volta vince l’Oscar una costumista afroamericana, Ruth Carter, per il film Black Panther. Il modello dell’abito è molto interessante, e la realizzazione sartoriale perfetta, peccato che sembri realizzato coi campioni di tessuto di un tappezziere. Boh red carpetBlack Panther porta la statuetta anche alla prima scenografa afroamericana, Hannah Beachler, in arancio con un’orgia di rouches sulla spalla sinistra che avrebbe intimidito pure Carmen Miranda. Shockoscar 19 glennGrande sconfitta, inutile negarlo, la divina Glenn che alla settima nomination probabilmente pensava (io ci speravo) di portare a casa la statuetta dorata. Nel dubbio, ha pensato di vestirsi direttamente lei da statuetta dorata, con un abito nato dalla collaborazione di Carolina Herrera con Wes Gordon: 40 artigiani hanno applicato a mano 4 milioni di cristalli sul tessuto oro pallido (colore che la sbatte come pochi altri), peso totale 20 chili. Sicuri che valesse la pena di fare questa fatica? Boh oscar 19 amyPer Amy Adams le nominations finora sono sei, e anche lei aspetta ancora di sentire il suo nome risuonare nella sala del Dolby Theatre. Ieri sera ha avuto la sfortuna di essere vestita nello stesso colore della parete di fondo, coincidenza che ammazza qualunque abito, anche questo Atelier Versace. Personalmente non amo il genere, ma vi invito ad ammirare la bellezza del tessuto, l’equilibrio delle proporzioni e la realizzazione impeccabile: se ci fate caso, è l’unico vestito perfetto anche sotto l’ascella, da cui – miracolo! – non esce quel maledetto ciccetto. Poi a lei probabilmente manca un po’ di brio per una mise così, ma accontentiamoci. Chicoscar 19 rachelGloriosamente incinta a 48 anni Rachel Weitz ha scelto una mise Givenchy in un rosso arancio meraviglioso: gonna a pieghe morbide con piccole applicazioni e il tocco glam di un bolerino in latex. Innovativo, volendo anche eccessivo, non lo consiglierei in estate ma per l’occasione mi piace assai. Chic oscar 19 emmaLa sua partner in crime nel film The Favourite, Emma Stone, ha optato per un abito Vuitton composto da piccoli rombi di paillettes color bronzo. Il colore le sta d’incanto e approvo l’aver osato una mise sofisticata e per niente semplice. Le alette rigide sulle spalle hanno suscitato parecchie perplessità ma a me non dispiacciono, e la scollatura sulla schiena, che purtroppo non si apprezza in foto, è davvero bella. Chic oscar 19 melissaLa simpatica Melissa McCarthy ha purtroppo incontrato sulla sua strada Brandon Maxwell, che l’ha trasformata in un vademecum su come non vestirsi mai se si è curvy e piccolina (1,57 secondo imdb). 1) il color block così taglia la figura a metà, ce n’era proprio bisogno? 2) per slanciare bene i pantaloni neri che celano tacchi e platform altissimi (anche se in altre immagini sono troppo lunghi e si appoggiano a terra facendo l’effetto opposto) ma perché non farli direttamente a vita alta, invece di aggiungere una cintura che a sua volta taglia il busto a metà? 3) pure lo scollo a V dovrebbe slanciare, ma qui il combinato disposto tra bianco ottico (che dona a pochissime) e assenza di qualunque colletto schiaccia e allarga ancora di più, non mette in risalto per nulla il viso grazioso e manco il collier di brillanti; 4) il mantello poteva essere una buona idea, ma andava utilizzato sfruttando l’effetto ottico di snellimento e allungamento che si ottiene se ciò che incornicia lateralmente il corpo è più scuro della parte che sta all’interno, così si ottiene l’effetto opposto. Shock

SILVERADOoscar 19 jloAlla notte degli Oscar c’è sempre qualcuna che decide di brillare affidandosi ai bagliori metallici, come Jennifer Lopez inguainata in un Tom Ford ricoperto di elementi specchiati. L’abito è molto interessante ma JLo per me è e resta la principessa del cattivo gusto, l’antiGrace per eccellenza, e non riesco a trovarla chic. Boh oscar 19 brieMi convince di più Brie Larson, che sublima la propria magrezza in un Celine color peltro, spalle e braccia nude e collo alto. Menzione d’onore per non posare con la gambetta fuori dall’altissimo spacco. Chic oscar 19 molly simmsSceglie l’argento anche Molly Sims, in Zuhair Murad. Sintetizzo: l’involucro scartato di un Bacio Perugina. Che probabilmente conteneva anche il bigliettino con la scritta: amore, vai a casa a cambiarti. Shock

Trovate qui la seconda parte del post Chic shock e boh – Oscar edition (parte seconda)

 

 

 

Meghan in black and white

Ieri avete dato retta a Lady Violet e avete sostituito (parte di) Sanremo con la diretta dei Duchi di Sussex tempestivamente postata? Lo so che non l’avete fatto, non dite bugie che poi vi cresce il naso e molti di voi non ne hanno proprio bisogno! Se aveste dato un’occhiata avreste visto Meghan très chic in black&white. Meghan EFA 2Stessa scelta cromatica l’aveva fatta anche lo scorso anno per la medesima occasione, gli Endeavour Fund Awards, ma il completo pantaloni nero con camicia bianca che si era attirato anche qualche critica – troppo nero, troppo metropolitano, troppo poco royal – stavolta è stato sostituito da qualcosa di senz’altro più adatto al pancione che cresce a vista d’occhio. Vestita Givenchy, una della sue Maison di riferimento, quest’anno ha invece optato per gonna lunga nera e camicia bianca.

 

Ora, so di non essere obiettiva, ma io ho un debole per le camicie bianche, meglio ancora se con le maniche arrotolate. versace jeans e setaD’altro canto ho anche un debole per le camicie indossate la sera; ricordo che negli anni ’90 Versace aveva vestito le supertop (che peraltro aveva inventato lui) con semplici camicie di jeans abbinate a gonne sontuosissime in quelle meravigliose sete stampate che erano uno dei suoi marchi di fabbrica. Dunque non sarete sorpresi se oggi promuovo la duchessa senza se e senza ma. Poi certo, la camicia è tutt’altro che impeccabile – temo che dovremo dimenticarci la perfezione dell’accoppiata Audrey-Hubert – certo, la linea della gonna, soprattutto se vista di profilo, lascia un po’ perplessi, però nella fase finale della gravidanza è un peccato veniale. Bellissime le scarpe di Aquazzurra, senza infamia e senza lode la clutch nera sempre Givenchy.

Insomma, ottima Meghan, molto meglio di Sanremo!

Royal Wedding! Zie E Cugine

Naturalmente tutti gli occhi, oltre che sulla sposa of course, erano puntati sulle cugine acquisite – e scommetto pure i vostri – ma andiamo per ordine. eu w panoramica

Le zie

Assente Camilla, le restanti zie – sorella e cognata del padre della sposa – non hanno deluso e si sono pure adeguate alla palette del matrimonio, l’una in verde l’altra in blu. Anne, The Princess Royal, ricicla una mise già indossata l’anno scorso ad Ascot: abito con finto giacchino e maniche a tre quarti in damascato verde bottiglia più cappellino assortito, con accessori neri e il tocco di classe dei guanti lunghi. Peccato per la stola beige che non c’entra granché, sarebbero andati meglio accessori nude, come appunto quelli indossati ad Ascot. Quasi perfetta Sophie di Wessex: abito blu scurissimo (non è nero) di Azzedine Alaïa; bellissimo il modello, una linea anni ’50 che è quella che dona di più alla contessa, bellissimo il tessuto, abbinato benissimo con il cappello Jane Taylor, in ottimo equilibrio con la linea dell’abito; peccato solo per l’underwear sbagliato e visibile.

Altre zie eu w sarah chatto La Duchessa di Gloucester, moglie danese di un cugino della regina, di solito non brilla per eleganza, ma è sempre sorridente e rilassata e a me è molto simpatica. Qui in una delle sue migliori versioni, abito e soprabito rosso brillante (direi quasi rosso Valentino ma non vorrei esagerare) con un’interessante cinturina rossa più un favoloso girocollo di grosse perle. In testa un baschetto di Stephen Jones di paglia taupe. Taupe. Voi chiederete, e che c’entra? Se lo deve essere chiesto pure lei, infatti ha pensato bene di renderlo più adatto alla sua mise avvolgendolo di tulle rosso. Cosa darei per vedere l’espressione di Mr. Jones – che ho anche conosciuto – davanti a questa innovazione. Zia Sarah Chatto (a destra), figlia della defunta principessa Margaret e dunque cugina del Duca di York, si veste sempre nello stesso modo: gonna ampia stile fifties, golfino e cappello a pagoda. Di solito sceglie il nero o il grigio o il blu, questa volta ha sorpreso tutti col color block lilla/giallo. La adoro.

Le cugine Kent eu w altre cugine La coppia a sinistra, Lord Frederick Windsor e sua moglie, sono gli orgogliosi genitori di una delle damigelle, la piccola Maud, compagna di scuola di George. Lui è figlio di Michael di Kent, lei è sua moglie Sophie Winkleman, un’attrice americana (un’altra!). Molto bella e in perfetta forma dopo aver subito un bruttissimo incidente stradale, stavolta s’è ispirata alla suocera Marie Christine, grande appassionata di piumaggi e sfumature grigioazzurre (tutto Catherine Walker). La ragazza bionda a destra è Lady Gabriella, sorella di Frederick, col neofidanzato (ne abbiamo parlato qui Breaking News – un altro royal wedding! ) abito ceruleo – Miranda, sei orgogliosa di me? – firmato Claire Mischevani, più cappello blu Philip Treacy. L’insieme non mi convince, troppo leggero l’abito in seta (italiana), troppo pesante il cappello di feltro. La signora al centro è Lady Helen Taylor, figlia del Duca di Kent (e dunque cugina degli altri due). È stata la cugina bella della sua generazione, ed è stata anche clamorosamente glamour – Giorgio Armani l’aveva scelta come sua testimonial in UK – con l’età è rimasta bella ma ha adottato uno stile molto meno glamour e molto più vecchia signora inglese. Peccato. Qui indossa un vestitone con abbondante intricato e inutile ricamo completato da un bandeau che potrebbe essere anch’esso opera di Stephen Jones.

Le cugine Phillips eu w cugine Avendo piazzato tutte le figlie come damigelle, hanno pensato di ispirarsi anche loro alla palette dei colori scelti da Eugenie per farla contenta. A sinistra Autumn, moglie di Peter Phillips, ha evidentemente omaggiato la suocera principessa Anne con una mise molto simile: simile il tessuto damascato, simile il colore – qui in una sfumatura più scura – simili le maniche, simile il cappellino (Edwina Ibbotson). Sarà il vento, ma visto così l’abito (di Suzannah) non mi fa impazzire. Accanto a lei la cognata Zara Phillips coniugata Tindall che ha partorito da poco la seconda bimba, indossa un abito azzurro Mischevani che non la valorizza, e accessori grigio perla troppo chiari, anche se il cappellino Juliette Botterill è delizioso e le dona assai.

Le cugine acquisite (che tutti stavate aspettando) eu w kate Favolosa Kate, con un abito Alexander McQueen di un color peonia bello come pochi e capace di toglierle quel velo di stanchezza mostrato negli ultimi tempi. Gli accessori in velluto burgundy (Prada) sono un trend assoluto di stagione. eu w kate bis Se l’abito vi sembra familiare non avete torto, ne indossava uno identico in una tonalità più chiara di rosa l’anno scorso al Trooping the Colour. Non sarà che le hanno imposto solo un numero ristretto di modelli ogni anno, e lei se la cava replicando ogni modello in vari colori? eu w kate primo piano Quale che sia la risposta, l’abito peonia era splendido, molto meglio della versione Barbie, e il cappellino in tinta firmato Philip Treacy, anch’esso in velluto, con fiori psichedelici e veletta è perfezione pura. Alle orecchie la Duchessa di Cambridge  mostra un paio di orecchini pendenti in diamanti prestati dalla nonna, che le abbiamo già visto in precedenza. Sua Maestà li ha indossati in un paio di occasioni importanti: l’Apertura del Parlamento nel 2012 e la cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera nel 2013 e poi sono stati visti sempre addosso alla nipote acquisita.

Deludente Meghan, triste fidanzatina del blu, in total look Givenchy. eu w meghan Il cappottino, con un bel collo ad anello, sembrava un po’ pesante per la giornata e in molte immagini la faceva sembrare incinta, cosa che non dovrebbe essere dato che quando una gravidanza diventa visibile di solito ha superato i tre mesi, al termine dei quali viene annunciata. Bruttarella la borsetta, niente di che il cappellino disegnato da Noel Stewart per Givenchy. E poi fatemelo dire, il cappello di paglia sopra un cappotto di lana se lo può permettere solo Her Majesty.

Complice il forte vento, i capelli della Duchessa di Sussex stavolta erano veramente oltre i limiti della decenza, e purtroppo erano solo i suoi ad essere conciati così. Urge una regolata al parrucco (e pure al trucco, sempre pesantino).

Confesso però che le manifestazioni d’affetto e complicità col marito mi hanno fatto un gran piacere.  Alla fine, per noi romanticone, questo è l’importante.

News – Royal visit in Cheshire

E’ ufficiale, Givenchy è sbarcato alla Corte di San Giacomo. Dopo l’abito da sposa Meghan sceglie di nuovo la Maison francese (il cui direttore artistico al momento è la britannica Clare Waight Keller da Birmingham così anche il patriottismo è servito).

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Nella visita odierna nella contea di Cheshire (sì, quella del gatto) la Duchessa di Sussex indossa ancora la griffe fondata da Monsier Hubert per accompagnare Sua Maestà. In Givenchy dalla testa ai piedi (anzi, ai piedi no, le scarpe sono firmate Sarah Flint) Meghan sfoggia un cape dress di una bellissima tonalità di greige chiaro, che la illumina assai. Gli accessori neri definiscono graficamente il tutto. Confesso, l’abito non mi convince fino in fondo perché il coprispalle la ingoffa un po’ (e il tessuto si stropiccia veramente troppo) ma sono convinta che siamo sulla strada giusta e avremo grandi soddisfazioni.

 

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Sorridente e rilassata Elisabetta sembra abbia anche aiutato la neonipote con le regole del protocollo, dal canto suo la moglie di Harry ha già imparato il duchess slant, cioè il modo di sedere in pubblico incrociando le caviglie. Purtroppo non ha ancora imparato a non mostrare la fodera dell’abito, ma temo non sia colpa sua.

cheshire capelli

Un capitolo a parte si merita il parrucco. Meghan era senza cappello, evidentemente il dress code non glielo imponeva, ma i capelli così sciolti finiscono per diventare un problema perché tendono a perdere la loro forma, e lei ci si mette le mani troppo spesso il che, oltre a non essere particolarmente igienico, fa pure un po’ nevrotico.

Sublime as usual Her Majesty in verde lime, con la fida Launer questa volta a due manici e decorata da un vezzoso fiocchetto.

 

Long live the queen!