No, non ho sbagliato a scrivere. Oggi ho deciso di proporvi un piccolo divertissement natalizio, rimandando a domani l’esame del Christmas broadcast di Sua Maestà, meravigliosamente vestita di viola per la gioia di Lady Violet e della sua corgina Purple.

Restiamo in Albione, ma torniamo indietro fino al 1935. Per Re George V è un anno importante: quello del Silver Jubilee e del settantesimo compleanno. Da tre dei cinque figli che hanno raggiunta l’età adulta (il piccolo John è morto adolescente nel 1919) ha avuto quattro nipotini: George e Gerald Lascelles dalla Princess Royal, Elizabeth e Margaret dal secondogenito Albert, Duca di York. Il 9 ottobre arriva anche Edward, figlio dei bellissimi fascinosissimi elegantissimi Duchi di Kent. Il Principe di Galles e Henry Duca di Gloucester invece non sono ancora sposati, ma il primo è innamorato di Wallis Simpson, e un matrimonio con una bidivorziata per un futuro re è fuori questione (sappiamo poi com’è finita). Da parte sua, Henry ha iniziato anni prima una relazione con Beryl Markham, aviatrice, scrittrice, amica di Karen Blixen e anche sposata; evitare lo scandalo tacitando lei e il marito costerà all’incauto duca un sacco di soldi. La moglie giusta per lui viene individuata in Lady Alice Montague Douglas Scott, figlia del settimo Duca di Buccleuch, il più grande proprietario terriero di Scozia, che accetta la proposta di matrimonio bofonchiata dal non convintissimo Henry durante una passeggiata. Il fidanzamento è annunciato in agosto, le nozze il 6 novembre; private e in tono minore perché il padre della sposa è morto diciotto giorni prima, e quello dello sposo lo seguirà due mesi e mezzo dopo.

Il giorno di Natale la neo Duchessa di Gloucester festeggia il compleanno; è nata il 25 dicembre 1901 e per sottolineare la coincidenza con la festa che è all’origine della Cristianità, le viene imposto come secondo nome Christabel. Raro quanto inconsueto, dall’origine incerta che si fa derivare da Christ, con l’aggiunta di -Belle, a voler ovviamente dare alla fanciulla che lo porta del titolo di bella cristiana; c’è anche una leggenda ad hoc, protagonista una fanciulla cristiana inevitabilmente perseguitata dal padre pagano. Molto più probabilmente si tratta invece di un nome coniato nel Medio Evo, attestato in Inghilterra dal XVI secolo e reso famoso dall’omonimo poemetto di Samuel Taylor Coleridge. È un nome senz’altro di nicchia, amato da persone di classi elevate e acculturate; forse la più famosa a portarlo è Christabel Pankhurst, figlia di Emmeline, fondatrice del movimento suffragista. Questa Christabel non era nata il giorno di Natale, mentre tra i Windsor ce n’è un’altra, e lei festeggia il compleanno proprio oggi: Alexandra Helen Elizabeth Olga Christabel di Kent, The Honourable Lady Ogilvy per matrimonio, cugina di Her Majesty e nipote acquisita della Christabel da cui abbiamo iniziato a raccontare questa storia: l’ormai defunta (anche lei ultracentenaria), Duchessa di Gloucester da cui la Principessa di Kent ha ereditato l’ultimo nome.

A Lady Violet piace molto: è letterario, è inglese, è anche royal, insomma rappresenta tante delle cose che amiamo; mi piacerebbe venisse preso in considerazione per i due royal baby che sono in viaggio, anche se mi sembra improbabile. E poi io spero che almeno uno sia maschio, e venga chiamato Philip. Però ho trovato il modo di attribuirlo a qualcuno. Anzi, qualcuna.
Arriviamo dunque all’epilogo di questa piccola storia natalizia, con una nota spudoratamente personale. In ossequio alle regole e nel timore del contagio quest’anno non ho raggiunto il resto della famiglia nella mia regione d’origine, l’Abruzzo, e ho pensato di fare a fratello e cognata un regalo un po’ fuori dall’ordinario: l’adozione di una pecora per un anno. E immaginate come l’ho chiamata? Indovinato! In fondo l’Abruzzo mica è tanto diverso dall’Inghilterra, entrambi per secoli hanno basato la loro economia proprio sulle pecore.

Buon Natale, e happy Christabel!
Il matrimonio dei Duchi di Gloucester fu costellato di drammi e tragedie, la peggiore sicuramente la morte del primogenito William; qui un breve post con la sua storia A Royal Calendar – 28 agosto 1972
Luogo: la Ballroom di Buckingham Palace, enorme salone usato anche per le investiture e la consegna delle onorificenze.
Decorazione floreale: grandi sfere con peonie, violacciocche, giacinti, nelle tonalità dal rosa pallido al viola, punteggiate di rose color corallo. Anche le basi fanno parte del Grand Service. Le adoro anche se sono molto ingombranti…
Menù, scritto in francese as usual: halibut al vapore su crema di crescione, sella d’agnello con verdure (adoro il dettaglio delle pommes Elizabeth, dovrebbe essere una terrina di patate cotte al vapore e condite con burro, ma se avete la ricetta fornitela!) e torta di fragole.
La Duchessa di Cambridge, come Her Majesty e la Duchessa di Cornovaglia, sceglie un abito bianco del solito Alexander McQueen (cioè di Sarah Burton) tutto a piccole ruches di pizzo. È senz’altro un abito da gran sera, e in movimento fa la sua figura, ma non mi convince fino in fondo: la gonna è troppo voluminosa rispetto al corpino, soprattutto perché Catherine è molto magra e quel tipo di scollatura non la valorizza. In compenso porta per la prima volta le insegne dell’onorificenza da poco ricevuta, Dame Grand Cross of the Royal Victorian Order, oltre alla Cambridge Lover’s Knot Tiara.
Il Duca di Cambridge scorta il Prime Minister Theresa May; direi che la mise della signora interpreta fedelmente quello che deve essere il suo spirito (e l’umore) al momento, ma adoro le scarpe rosse.
La Duchessa di Gloucester è accompagnata dal Lord Great Chamberlain, il VII Marchese di Cholmondeley. Che altri non è che il marito di Rose Hanbury, cioè la signora il cui nome è stato di recente maliziosamente accostato a quello del Duca di Cambridge.
E sì, c’è anche lei, e per giunta anche lei in bianco.
Seguono il figlio minore Eric con moglie Lara, banalotta in bianco a fiori neri (ma almeno ha la scusante di essere incinta). Lui è conciato come il fratello, gli avranno fatto un’offerta speciale? Giovanotti, sentite a me, v’hanno fregato. Ivanka, la first daughter che recita da first lady, ha clamorosamente sbagliato uno degli abiti della vita: il suo – bellissimo – Carolina Herrera azzurro è perfetto per una soirée negli Hamptons, non a Buckingham Palace. Il marito Jared Kushner (che personalmente trovo inquietante, ma questa è un’altra storia) è l’unico vestito comme il faut, e il suo frac impeccabile regge bene l’urto della cognata Tiffany, quarta figlia del presidente – che è anche quella chi gli somiglia di più, povera stella – matronale con un vestitone che evidentemente si ispira a quello mitico, verde, che Scarlet O’Hara si fa con le tende di casa. L’effetto finale non è lo stesso, ma Tiffany è giovane.migliorerà. Un’ultima nota di stile: è evidente che le Trump Ladies amano i guanti lunghi e bianchi, ulteriore motivo per evitarli.
Sublime con un soprabito lime, che è il colore più cool di stagione, la sua espressione davanti ai garruli nipoti, lui in blu as usual, lei in stile sette spose per sette fratelli vale tutto il post. Tocchi fiorati ne ha anche lei, ma appunto tocchi, non la prateria in fiore dell’abito Erdem di Catherine.



Il dress code, oltre al papavero appuntato sull’abito, prevede per le signore il total black, rispettato con rigore da tutte le royal ladies (e dalla premier Theresa May).
Deliziosa Her Majesty, che spesso quando esce per un’occasione privata o per partecipare a uno spettacolo sceglie di tenersi al caldo con una bella mantella. Certo in questo caso un bell’aiuto lo dà pure la presenza della Queen Victoria’s Jubilee Diamond Brooch, a trattenere i poppies d’ordinanza: una grande spilla arabescata con diamanti e perla centrale ricevuta dalla grande sovrana per il giubileo di diamante ed ereditata dall’altrettanto grande trisnipote che la porta spesso e volentieri, sola o con l’aggiunta della grossa perla pendente sospesa a una catena di diamanti. Regalmente chic.
L’abito è bello ma saranno le calze chiare, saranno i capelli inanellati o il viso leggermente più paffuto del solito, l’aspetto finale è più quello di una sciuretta milanese che di una sofisticata duchessa britannica. Però gli accessori di velluto, a partire dalla clutch (questa è la Celeste, di Jimmy Choo) sono di gran moda, proprio un must di stagione. Comunque chic.
Nonostante l’importante fiocco sul pancino il modello funziona ancora, finché l’occhio cade su quelle calze biancastre di rara bruttezza, e pure macchiate – forse pioveva? – e molte certezze vacillano. Risalendo ci si imbatte nella stesso papavero di smalto (o uno simile) a quello indossata da Camilla, ma non si capisce se in quel punto assurdo ci sia crollato da solo, o ce l’abbia proprio appuntato la Duchessa di Sussex. Il make up color terracotta – notare di quante tonalità il viso è più scuro delle mani – fa in resto. Shock.
true love lasts a lifetime. Chic, l’amore è sempre elegante.
La Duchessa di Gloucester, moglie danese di un cugino della regina, di solito non brilla per eleganza, ma è sempre sorridente e rilassata e a me è molto simpatica. Qui in una delle sue migliori versioni, abito e soprabito rosso brillante (direi quasi rosso Valentino ma non vorrei esagerare) con un’interessante cinturina rossa più un favoloso girocollo di grosse perle. In testa un baschetto di Stephen Jones di paglia taupe. Taupe. Voi chiederete, e che c’entra? Se lo deve essere chiesto pure lei, infatti ha pensato bene di renderlo più adatto alla sua mise avvolgendolo di tulle rosso. Cosa darei per vedere l’espressione di Mr. Jones – che ho anche conosciuto – davanti a questa innovazione. Zia Sarah Chatto (a destra), figlia della defunta principessa Margaret e dunque cugina del Duca di York, si veste sempre nello stesso modo: gonna ampia stile fifties, golfino e cappello a pagoda. Di solito sceglie il nero o il grigio o il blu, questa volta ha sorpreso tutti col color block lilla/giallo. La adoro.
La coppia a sinistra, Lord Frederick Windsor e sua moglie, sono gli orgogliosi genitori di una delle damigelle, la piccola Maud, compagna di scuola di George. Lui è figlio di Michael di Kent, lei è sua moglie Sophie Winkleman, un’attrice americana (un’altra!). Molto bella e in perfetta forma dopo aver subito un bruttissimo incidente stradale, stavolta s’è ispirata alla suocera Marie Christine, grande appassionata di piumaggi e sfumature grigioazzurre (tutto Catherine Walker). La ragazza bionda a destra è Lady Gabriella, sorella di Frederick, col neofidanzato (ne abbiamo parlato qui
Avendo piazzato tutte le figlie come damigelle, hanno pensato di ispirarsi anche loro alla palette dei colori scelti da Eugenie per farla contenta. A sinistra Autumn, moglie di Peter Phillips, ha evidentemente omaggiato la suocera principessa Anne con una mise molto simile: simile il tessuto damascato, simile il colore – qui in una sfumatura più scura – simili le maniche, simile il cappellino (Edwina Ibbotson). Sarà il vento, ma visto così l’abito (di Suzannah) non mi fa impazzire. Accanto a lei la cognata Zara Phillips coniugata Tindall che ha partorito da poco la seconda bimba, indossa un abito azzurro Mischevani che non la valorizza, e accessori grigio perla troppo chiari, anche se il cappellino Juliette Botterill è delizioso e le dona assai.
Favolosa Kate, con un abito Alexander McQueen di un color peonia bello come pochi e capace di toglierle quel velo di stanchezza mostrato negli ultimi tempi. Gli accessori in velluto burgundy (Prada) sono un trend assoluto di stagione.
Se l’abito vi sembra familiare non avete torto, ne indossava uno identico in una tonalità più chiara di rosa l’anno scorso al Trooping the Colour. Non sarà che le hanno imposto solo un numero ristretto di modelli ogni anno, e lei se la cava replicando ogni modello in vari colori?
Quale che sia la risposta, l’abito peonia era splendido, molto meglio della versione Barbie, e il cappellino in tinta firmato Philip Treacy, anch’esso in velluto, con fiori psichedelici e veletta è perfezione pura. Alle orecchie la Duchessa di Cambridge mostra un paio di orecchini pendenti in diamanti prestati dalla nonna, che le abbiamo già visto in precedenza. Sua Maestà li ha indossati in un paio di occasioni importanti: l’Apertura del Parlamento nel 2012 e la cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera nel 2013 e poi sono stati visti sempre addosso alla nipote acquisita.
Il cappottino, con un bel collo ad anello, sembrava un po’ pesante per la giornata e in molte immagini la faceva sembrare incinta, cosa che non dovrebbe essere dato che quando una gravidanza diventa visibile di solito ha superato i tre mesi, al termine dei quali viene annunciata. Bruttarella la borsetta, niente di che il cappellino disegnato da Noel Stewart per Givenchy. E poi fatemelo dire, il cappello di paglia sopra un cappotto di lana se lo può permettere solo Her Majesty.