Royal chic shock e boh – Special papal edition (parte prima)

Ieri Roma è stata il centro del mondo e forse, speriamo, il teatro di un miracolo che aspettiamo da più di tre anni. In ossequio alla personalità del defunto, accanto ai grandi della terra si sono visti – magari non tantissimo, ma certo più del solito – anche gli ultimi. A questa giornata straordinaria è dedicata una versione speciale della nostra rubrica, allo stile e al rigore con cui è stato osservato il dress code, accorpando ciò che mi è piaciuto tanto, di meno, per nulla. Col rispetto che l’occasione merita, ma anche con quel tocco di leggerezza che Papa Francesco amava tanto.

Per le signore è richiesto il total black: abito sotto il ginocchio con maniche lunghe, calze e accessori neri, velo o mantiglia graditi ma non obbligatori. Ci vorrebbero pure i guanti, ma ormai ho perso le speranze.

Da cose che ho letto in giro sono costretta a sottolineare che alcune delle signore presenti – Mathilde dei Belgi, Letizia di Spagna, Maria Teresa di Lussemburgo, Charlène di Monaco – hanno il privilegio del bianco che, ça va sans dire, non si usa ai funerali.

I signori indossano il mourning suit: in alcuni Paesi, dove si porta ancora molto il tight, lo si sceglie abbinandolo al gilet nero anziché grigio. In questo caso era invece richiesto il semplice completo nero con camicia bianca e cravatta nera; meglio evitare altre tonalità, anche se scure; oltre tutto al sole il colore di alcuni tessuti vira. Come vedremo.

Impeccabile al posto d’onore il presidente Mattarella accompagnato dalla figlia Laura. Che secondo me non sempre indovina le mise, ma è quella che mia madre avrebbe definito una signora, e dunque ha sempre un aspetto signorile, anche se vedremo che un piccolo peccato lo ha commesso. Subito prima di loro Javier Milei, Presidente dell’Argentina, patria di Papa Francesco, con la sorella Karina, nella doppia veste di primera hermana e di Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Se Laura indossa la mantiglia Karina esibisce sciolti capelli biondi; considerando il cespuglio che troneggia sul testone del fratello ancora bene c’è andata. E a proposito di Argentina, non ha partecipato la regina dei Paesi Bassi, Máxima, argentina di origine, né il marito Willem-Alexander, né altri membri della famiglia reale, a causa della concomitanza con il Koningsdag, la festa nazionale che celebra il compleanno del re.

ASSOLUTAMENTE CHIC

Belgio

Perfetto l’abito e impressionante la lunga mantiglia di Mathilde, Regina dei Belgi; abbinata all’alto collier di perle – ben sette fili! – le dà un’aria da signora degli inizi del secolo scorso (è un complimento). Per la gioia di Lady Violet, la Reine teneva in mano un paio di guanti, insieme con la clutch Natan. Abbastanza sorprendenti le scarpe Gianvito Rossi, dotate di tacchi altissimi che la sovrana di solito non porta. In un’occasione del genere bisognerebbe evitare, ma mi sembra che le royal e le first ladies da quel lato ci sentano poco.

Danimarca

Una cosa che ammiro molto della Regina Mary è che prende tutte le cose molto seriamente, e si prepara adeguatamente. Come in questo caso: chiamata a rappresentare in solitaria il suo Paese – il marito Frederik è in visita in Giappone, visita quanto mai opportuna anche per evitare di trovarsi faccia a faccia con Trump, che magari avrebbe attaccato con la storia della Groenlandia – la regina, che non è cattolica, ha scelto bene: tailleur con gonna midi (Andiata), mantiglia, gioielli “bianchi”, smalto neutro. Non sono convintissima della borsa Mulberry, e sono convinta che le scarpe Gianvito Rossi siano troppo alte, ma amen. E se vi sembra che il gentiluomo che l’accompagna sia un viso conosciuto avete ragione: è Matteo Colaninno. Già imprenditore, erede dell’impero paterno, già parlamentare del PD, poi passato a Italia Viva. E nell’ottobre scorso nominato Gentiluomo del Papa. Che non resiste alla cafonata di tenere gli occhiali da sole davanti alla regina, che non li porta. Avrà problemi di cataratta?

Francia

(Ph: Antonio Masiello/Getty Images)

Pur se non indossava il velo – che vi ricordo, non è obbligatorio – mi è piaciuta Brigitte Macron: le linee asciutte che indossa di solito interpretano bene il concetto di sobrietà che ispirava la cerimonia, e l’orlo della mise (Vuitton) più lungo del solito, secondo me le dona molto. Peccato per la cinturina col logo in bellavista, e peccato per la doppia tasca sulla giacca di Monsier le President, ma la perfezione non è di questa terra.

Liechtenstein

(Ph: Instagram @oldroyalty)

Loro si vedono poco, ma la loro figura la fanno sempre. Lui è Alois, Principe Ereditario del Liechtenstein con funzione di reggente. Lei è sua moglie Sophie, nata Duchessa in Baviera e discendente dagli Stuart. Abito nero (leggermente corto), mantiglia, perle; ed è una delle poche a indossare scarpe da giorno, senza vertiginosi tacchi a spillo.

Monaco

(Ph: Raphael Lafargue/ABACA)

Molto ammirati i Principi di Monaco. O meglio, molto ammirata lei, perché lui sembra aver dormito nell’abito, nero ma un po’ délabré (questo invece non è un complimento). Se posso fare un appunto – anzi due – a Charlène, le calze sono troppo leggere, e sarebbe preferibile non esporre il marchio della borsa (Prada, come la mise); regola che vale sempre, ma soprattutto in questi casi.

Norvegia

(Ph: Reuters)

In rappresentanza dei sovrani di Norvegia, anzianotti e acciaccatelli, sono arrivati i principi ereditari, dandoci così la gioia di vedere Mette-Marit in buona forma. Accompagnata dall’impeccabile marito la principessa non ha deluso con un bel cappotto a redingote, forse un po’ pesante per la giornata, breve mantiglia sui capelli sciolti, tacchi di 7 cm Manolo Blahnik e in mano la clutch Bottega Veneta.

Svezia

(Ph: Raphael Lafargue/ABACA)

Come dovrebbe vestirsi una regina in un’occasione del genere? Come Silvia di Svezia, abito lungo nero, mantiglia e perle. Sedendo sul trono da più di mezzo secolo (e avendo superato gli 80) è rimasta fedele allo stile di qualche anno fa, che diventa anche strategico per camuffare il piede operato di recente. Oggi magari vedere le signore in lungo ci sarebbe sembrato troppo, ma lei è una meraviglia.

Spagna, i miei preferiti

(Ph; Casa de S.M. el Rey)

La proverbiale sobrietà di Letizia ha trovato il palcoscenico più adatto nella maestosa austerità di questa cerimonia. Praticamente perfetta la Reina: abito midi a sostenere la sontuosa mantiglia, calze nere, kitten heels in camoscio Nina Ricci, borsa Carolina Herrera, e sulla spalla sinistra appuntata una delle joyas de pasar, riservate alla sovrana. Con lei il più bell’accessorio concepibile, il marito Felipe, che dire impeccabile è dire poco. El Rey è stato elogiato anche da Jack Schlossberg, simpatico e aitante figlio trentaduenne di Caroline Kennedy, dunque nipote di John e Jackie.

(Ph: Instagram @jackuno)

Insomma una garanzia!

Non perdetevi la seconda parte, che comprende i boh e gli shock; tutte le mise che non abbiamo citato le troverete lì: Royal chic shock e boh – Special papal edition (parte seconda)

Royal chic shock e boh – È primavera

Otto giorni fa la soirée che inaugura la primavera monegasca, primo grande evento di gala del mondo royal: il Bal de la Rose. Con la presenza per il secondo anno consecutivo della princesse Charlène, a lungo latitante, che ha accompagnato il marito Albert II, patrono della manifestazione, la princesse Caroline, i suoi quattro figli e le due nuore.

(Ph: Eric Mathon / Palais princier)

Ed è proprio dalla più giovane dei Grimaldi presenti che partiamo, Alexandra, nata dal terzo matrimonio di Caroline con Ernst August von Hannover. Il che rende la fanciulla un’Altezza Reale, la inserisce – un po’ indietro in verità – nella successione al trono britannico, ma la priva dello charme dei fratelli Casiraghi. Lei però è una ragazza volitiva, e ha trovato il modo per mettersi al centro dell’attenzione, scegliendo un abito Haute Couture di Giambattista Valli. Un’orgia di chiffon rosa con gonna amplissima, corpino a vita bassa sottolineato da un tralcio di rose, e come se non bastasse un drappeggio che cade dalle spalle fino ai gomiti e oltre. Mi piace? No, ma amo le ragazze che cercano il proprio stile e sperimentano. E guardando la Famille Princière in gruppo, che sia Alexandra ad attirare l’attenzione, col supporto del bel fidanzato Ben-Sylvester Strautmann – lui in altezza lei in ampiezza – non c’è dubbio. Shock, ma salvo la cascata di diamanti del collier Cartier.

(Ph: Eric Mathon / Palais princier)

Per molti anni Charlène ha evitato il Bal de la Rose, tanto che si dava per certa una divisione dei ruoli tra primedonne: a lei il Gala de la Croix Rouge – di cui è presidente Albert – a Caroline l’evento di marzo, essendo presidente della Fondation Princesse Grace, cui vanno i proventi della serata. Dall’anno scorso partecipa anche la Principessa Consorte; non saprei se ciò sottintenda qualche novità nelle dinamiche familiari, ma devo dire che la sua mise mi ha delusa assai. Charlène ha optato per un total look Dolce e Gabbana: abito monospalla in pizzo Chantilly verde scuro su fourreau di velluto nero, décolletée nere, pure loro in pizzo (modello Bellucci) e orecchini della linea alta gioielleria. Francamente lo trovo tremendo, e mi chiedo la ragione di questa scelta, visto che il tema della serata era Sunset Ball, a evocare i colori di un tramonto ai Caraibi. Shock.

Nemmeno la mise di Caroline è troppo caraibica, ma francamente siamo su un altro pianeta. Abito Chanel Haute Couture della collezione primavera estate 2024, realizzato in un tessuto operato in sbieco. Le mezze maniche e gli inserti del corpino rimandano al tessuto tweed caratteristico della maison, ma il punto focale è lo scollo asimmetrico che scopre una spalla, soluzione furbissima per le signore meno giovani, dato che com’è noto le spalle sono in pratica l’unica parte del corpo a non invecchiare. La linea semplice dell’abito è lo sfondo perfetto per la favolosa spilla Chaumet. Superchic.

Sarà perché lei dai Caraibi viene davvero – è nata a New York da una delle più importanti (e ricche) famiglie colombiane – ma Tatiana, moglie di Andrea Casiraghi, è l’unica ad aver omaggiato il tema della serata. La sua scelta cade su un abito Erdem rosa corallo, in un tessuto jacquard con disegno di garofani, con un grande fiocco sulla spalla sinistra. La spalla e destra e il fianco opposto sono decorati da un ricamo floreale. Confesso, l’abito non mi convince affatto, ma mi piace molto addosso a lei. Trovo che Tatiana abbia uno stile personale sempre più interessante e convincente, affatto banale. Chic.

(Ph: Bruno Bebert/Pool Monaco/Bestimage)

Sono arrivate senza accompagnatori Charlotte e Beatrice. La prima ha una relazione con scrittore Nicolas Mathieu, che a Monaco non si è ancora visto; l’altra è moglie di Pierre Casiraghi, che però non era presente. Entrambe sono legate e due importanti maison francesi, che le hanno vestite anche in questa occasione, senza grande successo, a mio avviso. Chanel per Charlotte, un abito nero con corpino ricamato di cristalli, gonna a balze più corta davanti da cui sporgono le scarpine profilate di strass. Dior per Beatrice, con un capedress rosso scuro sicuramente bello ma invernale. Insomma, più che rispettare il tema dato hanno preferito l’argomento a piacere. Un grande boh per entrambe.

Attenzione a parte merita l’acconciatura di Beatrice. Addobbata con gioielli della collezione disegnata da Jean Schlumberger per Tiffany, indossa una collana col celebre ciondolo Bird on a Rock e gli orecchini abbinati. Non bastando, ha anche piazzato una spilla della collezione sulla treccia posticcia che le incorona il capo; un tentativo di evocare l’indimenticabile Grace? No dai, veramente troppo, shock.

In attesa della visita di stato che i sovrani britannici compiranno in Italia da domani, ci sono un paio di royal ladies questa settimana sono state in trasferta.

(Ph: Kongehuset)

La prima è Mary di Danimarca, che è stata ospite dei Macron col marito Frederik X. All’arrivo nella Ville Lumière la coppia reale è stata ricevuta a Les Invalides; in omaggio al Paese ospitante la regina ha scelto un tailleur color crema Dior, con scarpe bicolori Gianvito Rossi, borsa Mulberry, e in testa una creazione Jane Taylor. La falcata sicura, opposta ai tacchi della Première Dame incastrati nel selciato, sottolinea anche l’opportunità di evitare nelle occasioni pubbliche le gonne troppo corte, anche se firmate Vuitton. Danimarca chic, Francia shock.

(Ph: Kongehuset)

La sera le due coppie si sono riunite all’Eliseo per la cena di gala. Evidentemente non si tratta di uno state banquet, per cui i signori erano in completo (il famoso abito scuro o lounge suit sugli inviti) e le signore in lungo ma con mise non particolarmente importanti. Mary interpreta a perfezione la regola abbinando una gonna a fiori del danese Lasse Spangenberg a una blusa bianca del brand australiano CLEA, clutch Anya Hindmarch e scarpe Gianvito Rossi. Non mi fa impazzire ma non c’è dubbio che sia perfettamente in linea con lo stile della serata e della stessa Mary, chic. Meno adatta la scelta di Brigitte, in Louis Vuitton blu con ricami d’argento, che mi fa pensare a un caftano. Boh.

(Ph: Getty Images)

La sera seguente i sovrani hanno ricambiato l’invito con una cena a Le Grand Hôtel de Paris. Mary ha scelto un abito nero con ricami in oro di Taller Marmo, restando fedele alle scarpe Gianvito Rossi, questa volta in pizzo nero e camoscio. Personalmente non amo troppo l’abbinamento dell’oro col nero; e penso che questo genere di modello si apprezzi di più dal vivo, perché potrebbe avere dei dettagli raffinati che in foto non si colgono, dunque boh.

Altra coppia in viaggio questa settimana i sovrani del Belgio, che sono stati in Vietnam. Mathilde ha alternato modelli occidentali ad alti ispirati al Paese ospite, con fortune alterne anch’esse.

(Ph: Belgium MFA)

Per la cena di stato la scelta è caduta su un abito dll’importante fantasia floreale di Dries Van Noten. Non è male, ma forse ci vorrebbe maggiore grinta per non renderlo un capo troppo démi-monde, troppo bon-ton. Non mi dispiace ma non mi convince, boh.

Peggio la mise del giorno seguente: un modello di Carolina Herrera a fiori sulle tonalità del viola, che ricorda gli anni ’50, con accessori in tinta: scarpine, bolerino (Natan) e bandeau (Fabienne Delvigne, il modello Rueda). Ve lo dico, è troppo viola pure per Lady Violet. Shock.

(Ph: Belgium MFA)

Per la cena offerta dai sovrani per ricambiare l’ospitalità Mathilde ha indossato una mise che ricorda molto l’abito tradizionale vietnamita, l’áo dài. Un gesto incantevole cui purtroppo la realizzazione non rende giustizia. Intanto il colore, un salmone che starebbe male pure all’omonimo pesce, aggravato da un fitting imbarazzante, e considerando che è stato creato su misura (dal sarto della Reine, Saïd Meer di Meer Couture) francamente non è accettabile. Mi dispiace, ma shock.

Alla fine la mise che ho apprezzato di più è quella della partenza: un semplice completo pantaloni giallo (Caroline Biss) e una sciarpa ricevuta in regalo durante il viaggio. Assolutamente chic, la mise e il gesto, che poi è la chiave della vera eleganza.

Royal chic shock e boh – Luglio, col bene che vi voglio…

Prima settimana di luglio ricca di appuntamenti di alto profilo, soprattutto nel Regno Unito, dove il 3 è iniziato a Wimbledon il famosissimo e assai prestigioso torneo di tennis, regno della Principessa di Galles.

(Ph: Getty Images)

Che martedì 4 fa la sua comparsa in un blazer color menta con profili bianchi, che ha pure l’aggravante di essere firmato Balmain. Bianco ottico tutto il resto: la gonna plissé di una lunghezza atroce, le scarpe Gianvito Rossi, la borsa Mulberry (che non si vede ma c’è). Un bicchierone di latte e menta, shock.

Stesso giorno, scarpe simili (queste sono Jimmy Choo) altra mise per un’altra occasione: festeggiare il NHS, il servizio sanitario nazionale, che nel 2023 compie 75 anni come King Charles. I Principi di Galles hanno partecipato alla iniziativa BigTea, decorando cupcakes e prendendo il tea in una struttura del NHS. Catherine, che applica pedissequamente il diplomatic dress, indossa un abito blu chiaro a pois bianchi – colori del NHS – già indossato a Wimbledon l’anno scorso, della solita Alexandra Rich. Cara Alexandra, vieni che facciamo un discorsetto. Perché fai così? Noi tutti amiamo i pois, perché ce li vuoi rendere indigesti? Shock, Però a guardare queste mise mi sembra si stia andando verso un ritorno agli anni ’80, che attendiamo con ansia. Data la brutta fotografia, vi lascio il link a un video https://cdn.jwplayer.com/previews/2flus6md

Il giorno dopo Catherine vola a Edimburgo per partecipare alla cerimonia con cui King Charles viene riconosciuto Re di Scozia. Mentre il resto della famiglia si avvolge nei sontuosi mantelli di velluto verde dell’Order of the Thistle, la principessa sceglie il blu, immagino in omaggio alla bandiera scozzese. Cappottino Catherine Walker già visto, rivisto, sfruttato (È Pasqua) e adeguatamente criticato da Lady Violet, molto bello il nuovissimo cappello di Philip Treacy, incomprensibile, almeno per me, la scelta di non indossare qualcosa di nuovo per un’occasione di questa importanza. Un grande boh.

(Ph: Samir Hussein/Getty Images)

Non mi dispiace invece l’abitino color fiordaliso (Beulah London) che la Principessa di Galles ha indossato per la Royal Charity Polo Cup 2023, dove giocava il marito. Probabilmente non è una mise che noi utilizzeremmo per un evento sportivo, sono un po’ perplessa dalle slingback per camminare sul prato, ma il tutto fa un po’ Diana dei tempi d’oro, molto romantica donna inglese. Anzi vi dirò, nonostante per ogni cosa che Catherine indossa sbuchi un foto di Diana con indosso qualcosa di simile, anche vagamente, questa è una delle volte in cui gli attuali Principi di Galles mi hanno riportato alla mente quelli che li hanno preceduti, giovani e probabilmente innamorati, all’inizio del loro disastroso matrimonio. Chic.

(Ph: WPA Pool/Getty Images)

La settimana appena trascorsa è quella che tradizionalmente il monarca britannico dedica alla Scozia; questa volta è stata anche l’occasione della consacrazione di King Charles, ma gli eventi sono stati diversi, a partire dal tradizionale garden party nel giardino di Holyroodhouse. In bianco e nero Queen Camilla: abito e soprabito Fiona Clare Couture, un favoloso cappello Philip Treacy e un’altrettanto favolosa spilla, quella a forma di cardo che le aveva donato la suocera (potete vederla meglio qui, nella foto che ritrae l’attuale regina all’inaugurazione del Parlamento scozzese, due anni fa Royal chic shock e boh – Ottobre 2021). Chic.

Il giorno dopo la cerimonia nella cattedrale di St Giles i sovrani hanno visitato un altro santuario della cultura scozzese: Lochcarron of Scotland, che produce celebri tartan. Mi piace molto il tailleur di celeste polvere di Camilla (Bruce Oldfield), e apprezzo soprattutto che non abbia ceduto alla tentazione di mettersi il tartan pure lei. Perfetta la scelta degli accessori, in un color nude chiaro. Nella foto non si vede, completava la mise una bella borsa Bottega Veneta, nella stessa tonalità delle scarpe. Chic.

L’estate è da sempre la stagione del Principato di Monaco, e quest’anno c’è un elemento in più da celebrare: il centenario della nascita del Principe Rainier. Questa settimana al Grimaldi Forum è stato presentato il documentario Rainier III par lui-même. Presente all’anteprima gran parte della Famille Princière: col sovrano Albert II entrambe le sorelle, ciascuna in compagnia di un paio di figli: con Stéphanie i neogenitori Louis e Marie Ducruet e la figlia minore Camille, con Caroline Andrea e Tatiana, e la piccola di casa Alexandra. Che a giorni compirà 24 anni, e sta diventando una giovane donna sempre più interessante. In questa occasione lascia a zia e cugine questi completi pantaloni un po’ informi, a Maman e alla cognata i loro camicioni, e si infila in un abitino midi che si vede poco, ma da quel poco sembra bello. E nonostante sia la meno alta osa un paio di ballerine.

Fa ancora meglio quando torna al Grimaldi Forum con lo zio per la mostra dedicata a Monet. In questo caso il LBD (Little Black Dress) ha un’aria che rimanda a Chanel (ma non so se lo sia) deliziosamente accessoriato con scarpe Jimmy Choo e una di quelle borse a libro create da Olympia le-Tan e rese famose da Olimpia di Grecia. Chic due volte.

Sono quasi dieci anni che la bella Mathilde regna sui Belgi, ancora di più da quando ci delizia con mise Natan, a volte indovinando a volte no. Stavolta no. Per assistere alla tradizionale processione dell’incoronazione di Tongres, che si svolge ogni 7 anni, e immagino anche in concomitanza delle incoronazioni, la Reine ripropone un modello che si chiama Geisha ma non potrebbe essere più lontano dal rigore giapponese,

A partire dall’enorme fibbia in vita, che ricorda le cinture con cui si premiano i pugili. Noiosi gli accessori in un bordeaux piuttosto invernale: la piccola clutch Dior e il pillbox Fabienne Delvigne. Shock.

Mathilde è l’unica sovrana consorte del Benelux a provenire dal Paese su cui regna. Le altre due, Máxima d’Olanda e Maria Teresa del Lussemburgo, sono straniere, e vengono entrambe dall’America Latina; sarà per questo che entrambe amano i colori accesi e una certa eccentricità? Io penso di sì, ma ciò di cui sono certa è che Maria Teresa da un po’ di tempo si è piacevolmente scatenata.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Mariano Bocanegra)

In questi giorni è stata ad Arles per una manifestazione culturale, i Rencontres de la photographie, cui hanno partecipato anche artisti lussemburghesi. Prima mise, pantaloni e canotta bianchi con spolverino/ kimono Etro. Il kimono è uno dei miei capi preferiti, dunque questo è un look che amo. Diciamo che la fantasia non mi fa impazzire, soprattutto abbinata al bianco, ma in generale direi chic.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Mariano Bocanegra)

Seconda mise: abito in raso color cioccolato con scollo all’americana sottolineato da un fiocco di Maison Rabih Kayrouz, ennesima maison fondata dall’ennesimo talentuoso stilista libanese. La trovo stupenda, e non sfigura neanche tra le eleganti fanciulle in costume. Chic.

(Ph: Collection Privée)

In entrambi i casi la Granduchessa porta borse di Sophie von Haubsburg, brand da tenere d’occhio, per imitare il royal style, soprattutto finché i prezzi restano abbordabili. Prendete nota!

Royal chic shok e boh

Mancano tre settimane all’equinozio (quest’anno alle ore 22.24 del 20 marzo) che porta con sé la primavera, ma oggi il tempo è freddo, umido, grigio. Per fortuna possiamo colorare questa domenica con le mise di varie royal ladies, alcune delle quali impegnate in viaggi all’estero.

Mary

(Ph: Hanne Juul)

I Principi ereditari di Danimarca sono in India per una missione ufficiale, che ha causato una strana situazione a Copenaghen. Dato che la regina Margrethe è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico alla schiena, l’erede al trono ha assunto la reggenza. Ora che Frederik è all’estero, la reggenza è stata trasferita alla sorella della sovrana, principessa Benedikte, e naturalmente tutti hanno notato la stranezza di tenere fuori l’altro figlio di Margrethe, Joachim, che a molti sarebbe sembrato la scelta più logica. Insomma, al momento la Danimarca ricorda quelle feste di adolescenti dove a un certo punto si faceva il gioco della sedia. E Joachim è quello che rimane in piedi. Il fratello Frederik invece appena arrivato in India ha visitato insieme con sua moglie la Fortezza di Agra per poi sedersi sulla famosa panchina davanti al Taj Mahal, classica photo opportunity per vip e nip. Mary riesce nel difficile equilibrio di indossare qualcosa dal sapore etnico senza sembrare mascherata. La gonna Etro – già vista qualche anno fa nel corso di un’altra visita, quella volta in Etiopia – fa il suo lavoro, e mi piace l’abbinamento con la semplice camicia bianca. Chic. Guardando il video potrete rendervi conto della bellezza di quella gonna in movimento https://fb.watch/iXq2FTfsm1/

Sophie

I Conti di Wessex hanno trascorso la settimana in tour ai Caraibi, con grande sfoggio di abiti leggeri e lunghetti da parte di Sophie. Naturalmente non mi sono piaciuti tutti, naturalmente non tutti donano alla stessa maniera, ma in generale una scelta corretta per la contessa, sempre graziosa e femminile. All’arrivo a George Town, capitale delle isole Cayman, la mise che preferisco tra quelle che ho visto: maxidress color cobalto intesso in seta e viscosa del brand britannico ME+EM abbinato ad accessori color cognac: scarpe Jimmy Choo e borsa Isabel Marant. Chic.

Simpatico il maxidress (anche questo di ME+EM) in chambray di cotone azzurro cielo. Considerando l’occasione, l’inaugurazione di una fiera agricola, lo trovo anche chic.

Mi piace meno l’abito firmato Etro, che tra fantasia del tessuto e modello mi sembra un po’ pasticciato. Quando Lady Violet era giovane, e Berlino era ancora divisa da un muro, questi più che pomposamente maxidress si chiamavano “camicioni”, nome che rendeva di più, secondo me, la loro natura leggera e comoda. Oggi l’ansia di farne abiti quasi eleganti secondo me li snatura, e non è sempre efficace. Boh.

Letizia

La Reina è rimasta in patria, ma evidentemente è stata colta da una smania di primavera e lunedì 20, a Saragozza per la consegna dei premi nazionali di cultura, ha tirato fuori dall’armadio un vestitino adatto a quella jeune fille en fleur che non è mai stata. Firmato Temperley London e già indossato in precedenza, a quest’abito non manca nulla ma avanza parecchio: balze trasparenze ricami fiori grafismi. Per me un vero shock, non tanto perché l’abito è brutto, categoria squisitamente soggettiva, ma perché non è adatto a lei.

L’unica cosa che mi piace, dato che adoro le asimmetrie, sono gli orecchini: uno nelle tonalità del verde l’altro del rosa. Tre giorni dopo, all’inaugurazione di ARCO, fiera dell’arte contemporanea,la Reina sceglie ancora un paio di orecchini di bigiotteria in colori diversi: in uno il color ametista si accompagna al il peridot, l’altro abbina al topazio giallo quello topazio azzurro.

In vendita a 65 euro sul sito https://cashfana.com/ sono andati rapidamente sold out e sono in riassortimento. Una scelta così rock collide un po’ con la mise firmata dallo spagnolo Moisés Nieto: un abito rosa, colore verso il quale Letizia sta dimostrando una pericolosa predilezione, che sembra un po’ informe, forse troppo grande per lei?

In mano la Toni Mini Ballerina di Furla, un modello che più girlie non si può. Boh.

Catherine

È vero, non c’entra molto con gli abiti leggeri e quasi primaverili di cui abbiamo parlato finora, ma potevamo evitare di commentare il cappottino con cui ieri The Princess of Wales ha assistito all’incontro del torneo Six Nations di Rugby tra l’Inghilterra, di cui ha il patronage, e il Galles, patronage di William? Ovviamente no, e sono certa che molti di voi l’avranno riconosciuto; Catherine lo ha indossato cinque anni fa, incinta di Louis, nel corso di una visita in Svezia. In tessuto bianco e rosso pied-de coq (che sarebbe la versione maxi del pied-de-poule, in inglese houndstooth, dente di segugio) il cappottino, creato da Catherine Walker, interpreta alla lettera il concetto di couture, visto che evidentemente è stato rimesso a modello per la principessa che non ha più il pancione (anche se davanti sembra sbeccare un po’). Non mi fa impazzire l’abbinamento con calze pesanti, stivaletti e collo alto in total black che lo rende meno bon ton e più yeye ma insomma, non mi dispiace e mi sembra adatto a un pomeriggio d’inverno allo stadio, a patto di lasciare a casa quella borsetta candida (la Small Amberley di Mulberry). Non sono convintissima, ma comunque chic. Menzione d’onore per William, con cravatta e sciarpa del Team Wales. Quanto a Catherine, sul bavero si intravvede il luccichio di una piccola spilla, potrebbe essere un riferimento al Team England. Gli orecchini di diamanti, gli Empress di Mappin & Webb, devono essere tra i suoi preferiti perché li porta spesso, anche abbinati al collier en pendant, ma qui mi sembrano francamente eccessivi.

Per la cronaca, ha vinto l’Inghilterra 20 a 10. Noi giocavamo contro l’Irlanda che ci ha sconfitti 34 a 20. Poteva andare peggio!