La foto del giorno – Piccioncini

Come dicevamo un paio di giorni fa, in occasione del compleanno dell’erede al trono giordano, quest’anno la fausta ricorrenza combacia con la Festa del Sacrificio, una delle principali della religione islamica Le foto del giorno – Compleanno! (e anniversario). E proprio col pretesto di fare gli auguri ai fedeli da parte sua e della mogliettina, ecco a sorpresa il neosposo Hussein, sfuggito ai radar da qualche giorno, circostanza che ha fatto pensare molti alla meritata luna di miele.

(Ph: Instagram @alhusseinjo)

Naturalmente non sappiamo dove si trovi ora la coppia, ed è giusto che continuiamo a ignorarlo, ma la foto appena postata sull’account Instagram del principe parla da sola. È un piccolo capolavoro, e secondo me ci racconta anche un po’ cosa potremo aspettarci dalla Giordania nei prossimi anni, con una principessa di origine saudita (nonché imparentata con la famiglia reale del suo Paese) che riesce però con naturalezza a mostrarsi una ragazza come tante, con tanto di blusa Zara, il top della globalizzazione. Ma quanto sembrano più giovani dei loro 29 anni?

Royal chic shock e boh – Royal wedding banquet

Quando ho visto lei…

…ho pensato a lei…

…e mi sono detta che no, di Angelica Sedara ce n’è una e una soltanto. E non solo per la bellezza irripetibile della giovane Claudia, o per quell’abito disegnato da Piero Tosi e realizzato della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. E nemmeno per il sontuoso sfondo di palazzo Valguarnera Gangi, assai più scenografico delle scure geometrie di Amman. È che proprio, semplicemente, a me l’abito non piace. Non mi piace perché sembra una meringa con ciuffi di panna, ma soprattutto non mi piace addosso a Rajwa. Non perché le stia male, anzi, ma perché – almeno per l’idea che mi sono fatta di lei – non la rappresenta, né personalmente né culturalmente, la banalizza. L’abito Dolce & Gabbana Alta Moda nasce con una sorta di cappuccio che copre testa e spalle conferendogli un certo senso; così secondo me non ne ha. Shock.

La madre della sposa è solitamente una delle protagoniste del matrimonio; in questo caso Azza Al Sudairi, madre di Rajwa, ha accolto e gestito con grazia l’inevitabile declassamento, lasciando le luci alla ribalta ovviamente alla figlia e poi a consuocera, sovrane e principesse varie. È anche l’unica che non si è cambiata per il banchetto di gala; lei e il marito hanno mantenuto lo stesso abbigliamento della cerimonia, ma non saprei dire perché. La signora ha dunque sfruttato al massimo la sua mise, una creazione couture di Georges Hobeika, stilista libanese – categoria che sta andando fortissimo, e non solo in questo matrimonio – in doppio crêpe in un’elegante punto di lilla. Ho pescato nel web il bozzetto dell’abito, l’immagine non è granché ma può aiutare a farvi un’idea del modello. Io la trovo elegante, molto. Chic.

Couturier libanese – il celebratissimo Elie Saab, che ha vestito la sposa per il rito nuziale – anche per la Regina Rania. L’abito viene dalla collezione couture primavera estate di quest’anno, che si ispira alla Thailandia e alla sua opulenza; è stato rimaneggiato per adattarlo alla bisogna, ad esempio aggiungendo le maniche assenti nell’originale. Benché mi piaccia lo spirito etnico il risultato non mi convince, il colore non dona particolarmente alla sovrana e il tutto mi sembra un po’ pasticciato, forse anche a causa dei capelli sciolti, che non sono mai una grande scelta per le occasioni formali. Notevole la Arabic Scroll Tiara, che nelle volute contiene una lode ad Allah, ma per il resto boh.

Scommetto che alla Sheikha Moza del Qatar non capita mai di aprire l’armadio e non trovare nulla da mettersi. Forse le è successo, poi il marito le ha comprato direttamente la Maison Valentino e voilà. Per il banchetto di gala, il suo abito in un favoloso color lime – Valentino ça va sans dire – rilegge il modello base aggiungendo lunghe maniche e un elegante cappuccio. Avendo il capo coperto, Moza non ha indossato sopra il diadema come invece ha fatto la sovrana malese (con un risultato non particolarmente apprezzabile). No, lei il diadema se l’è messo in vita: una cintura di diamanti e smeraldi. Considerando l’attuale girovita di Lady Violet, ci vorrebbe l’intera Colombia. Strachic.

Ecco con il marito la Regina Azizah Aminah Maimunah Iskandariah di Malesia. L’abito tradizionale ha il suo fascino, il colore è notevole, ma la tiara messa sul capo velato… vogliamo dire che il mix tra culture non funziona sempre? Shock.

Parliamo di regine? Eccola! Máxima dei Paesi Bassi raramente si perde eventi di alto profilo come questo. Fa una scelta molto interessante optando per il brand indopakistano Mahpara Khan: un abito sbrilluccicosissimo, talmente tanto da oscurare lo splendore della tiara Stuart, la più importante del forziere olandese (più un’altra chilata di diamanti, hai visto mai, più la clutch argento Dior). Secondo me messi insieme così i vari elementi finiscono per annullarsi, boh. Con lei e il marito al banchetto di gala c’è anche la figlia Catharina-Amalia che il raffinato, cerebrale Jan Taminiau ha vestito come una di quelle bambole che si tenevano sul comò, effetto aggravato dalla parure di rubini con la tiara che evoca un pavone. A parte tutto, veramente troppo per una ragazza di neanche vent’anni, shock.

Altra futura regina presente, Elisabeth del Belgio, più disinvolta della collega olandese forse per carattere, ma forse pure per la madre che, almeno in pubblico, dilaga meno. Però devo confessare una piccola delusione: la fanciulla ha sfoggiato un abito Armani Privé che sarebbe stato da mille e una notte, ma qualche notte se l’è persa per strada. Mi spiego: la collezione si ispira ai rombi, compresi quelli dell’abito di Arlecchino; il modello in questione in origine è nero con i rombi di colori diversi (potete vederlo qui, dal minuto 14’35 https://www.youtube.com/watch?v=dPIcV8NN6l4); realizzato in questa tonalità di blu, che imperversa in ogni dove, ed estesa anche alla clutch, sempre Armani, modello La Prima (a Bruxelles evidentemente ne hanno una collezione) perde parecchio fascino.

E forse è troppo importante per una ragazza così giovane. La Duchessa di Brabante al compimento del diciottesimo anno – o forse del ventunesimo, non è chiaro -, ha ricevuto in dono una tiara tutta per sé, appartenuta all’aristocratica famiglia britannica Vestey e acquistata dai genitori per lei. Personalmente non mi piace troppo, ma soprattutto trovo che non le doni. Insomma, nonostante il genio di re Giorgio, boh.

Amo questa donna, Sophie del Liechtenstein, la amo. Adoro il suo abito, un modello quasi sportivo – la maison, Carolina Herrera, lo definisce Floral Trench (in seta pura, basta col polyestere!) – reso da sera aggiungendo volume alla gonna. Poi forse un’occasione del genere avrebbe richiesto qualcosa di più formale, ma a me piace da pazzi, e lo trovo molto adatto a lei. Bellissima anche la tiara, la Kinsky a palmette (o a caprifoglio), uno dei diademi del Liechtenstein che sono molto pochi ma molto buoni. Chic.

Temo che Frederik e Mary di Danimarca si siano avviati a diventare i nuovi eredi di lungo corso, dopo che il decano del gruppo, Charles, si è infine sistemato sul trono. Lei mantiene sempre bellezza ed eleganza, ma mi sembra con un filo di noia. Per il royal wedding giordano non si è sforzata più di tanto: oltre alla mise per la cerimonia ha riutilizzato anche quella per il banchetto di gala; un abito che lo stilista danese Jesper Høvring aveva creato per lei nel 2010, per le nozze di Victoria di Svezia, e già rimaneggiato in precedenza. In questo caso è stato aggiunto del pizzo che copre il corpino e scende dalla spalla. Tra l’altro è l’unica a portare un monospalla, forse sarebbe stato più indicato qualcosa con le maniche, come hanno fatto tutte le altre invitate. A me non piace molto, quindi boh, ma se ha trascurato il dress code sarebbe decisamente shock. La tiara è quella edoardiana con piccoli rubini e spinelli che sembra si sia comprata da sé (e pagata pure poco, meno di diecimila euro).

Della Principessa di Galles abbiamo già notato la coazione a ripetere le mise. Noiosetto l’abito Jenny Packham visto e rivisto, che sta discretamente con la fascia del Royal Victorian Order ma fa a cazzotti con nastro giallo del Royal Family Order. Poi certo, la Lover’s Knot Tiara è un pezzo che ha fatto la storia, e gli orecchini sono se possibile ancora più belli, ma trovo il tutto poco entusiasmante. Boh.

Abbiamo discusso un po’ sulla gaffe sfiorata da Beatrice di York, che al banchetto di gala indossava lo stesso abito della principessa Aisha, zia dello sposo; e più in particolare come mai, avendo già visto il suo abito indossata da un’altra, se lo è messo lo stesso. Probabilmente davvero non aveva portato altro, e penso che avesse scelto quel modello di Reem Acra perché la decorazione evoca la forma della tiara York, diadema nuziale della madre Sarah, che non si vedeva più da molti anni. L’abito non mi fa impazzire, la tiara nemmeno, ed è messa un po’ storta. Boh.

Victoria di Svezia invece si è ritrovata al banchetto di gala con la principessa Zein vestita proprio con lo stesso identico abito – il modello Gingko di Safiyaa – diverso solo per il colore. Ne valeva la pena? Per un abito di polyestere che gira da anni? Boh. (nel caso vi fosse sfuggito, questo è il post, sugli abiti indossati da più royal ladies Il caffè del lunedì (di martedì) – Gemelle).

Last but not least, e pure in retrospettiva, la Reina Emerita di Spagna, che ha tirato fuori dall’armadio un abito grigio perla senza infamia e senza lode, completandolo con il set di rubini Van Cleef & Arpels, ricevuto in dono da Niarchos per le nozze con Juan Carlos. Considerando l’infelicità di quel matrimonio, francamente per un ricevimento nuziale avrei scelto altro, e la mise non mi entusiasma, quindi boh, Ma lei, a 84 anni, è uno splendore.

Con Doña Sofía compaiono nella fotografia la regina bhutanese Jetsun Pema con la cognata Ashi Euphelma. Per una volta vedere l’abito tradizionale da dietro è interessante, anche se in un colore che fa un po’ Barbie Bhutan. Però quel rosa baby potrebbe contenere un metamessaggio: non ci sono conferme ufficiali, ma la regina ha colto l’occasione della trasferta giordana per una breve vacanza con i due figli. E in alcune foto, con un abito BA&SH sembra proprio in dolce attesa.

È in arrivo una principessa? Boh!

Va in scena il royal wedding – La cerimonia

Mi sono resa conto di avere titolato molti post sui royal wedding Scene da un matrimonio, espressione diventata popolare dall’omonimo, pall… noiosissimo film di Ingmar Bergman. Dunque questa volta si cambia! E andiamo a raccontare questo royal wedding di giugno.

L’appuntamento è per il pomeriggio di giovedì 1 a Zahar Palace, edificio eretto nel 1957 e da allora sede di molti eventi reali, come il matrimonio tra gli attuali sovrani, che il 10 giugno celebreranno il trentesimo anniversario. Alle 16.00 arrivano il Re e la Regina per dare il benvenuto ai 140 ospiti accuratamente selezionati: familiari, teste coronate e capi di stato. Lui molto emozionato, dimostra un po’ più dei suoi 61 anni; lei bellissima come sempre, con un trucco che resta impeccabile nonostante il caldo e gli almeno 200 baci ricevuti sulle guance levigate.

La prima sorpresa è la sua mise: ci si aspettava qualcosa di clamoroso, fastoso, magari ispirato alla tradizione mediorientale, invece Rania si presenta sobria, austera, quasi monacale. E in nero. Ora non fissatevi col colore, vi prometto a breve un post su colori e matrimoni. Per le nozze del primogenito la regina sceglie un abito Dior Haute Couture con corpino aderente e gonna svasata; sola decorazione un ricamo écru sugli alti polsini, il collo montante e la schiena; ricamo che viene riproposto anche sulla clutch. Oltre a tutto il resto, una lezione di fitting.

Iniziano ad arrivare gli invitati: la Principessa Muna, nonna inglese dello sposo, sceglie il lilla, che coi capelli bianchi è una meraviglia.

Stesso colore per Azza Al Sudairi, madre della sposa, in compagnia del marito e della famiglia saudita. Lei ha i capelli coperti da un velo all’uso del suo Paese. Entrambi i padri degli sposi parteciperanno attivamente al rito islamico, mentre le due madri seguiranno la cerimonia sedute vicine.

Riconosco solo qualche appartenente alla famiglia reale giordana, molti sono giovani, cugini dello sposo. Non c’è l’ultima moglie del defunto re, la Regina Noor, ma probabilmente ci sono i suoi figli, che non conosco. Col marito Ghazi bin Muhammad, cugino del Re, arriva in elegante caftano verde acido la spagnola Maryam al Ghazi, già principessa di Tărnovo per aver sposato il principe Kardam di Bulgaria, deceduto dopo anni di sofferenza in conseguenza di un incidente automobilistico. La sua rinascita dopo la tragedia l’abbiamo raccontata qui Che fantastica storia. Sicuramente non c’è Haya, sorellastra del sovrano, né il marito Mohammed bin Rashid Al Maktoum, emiro di Dubai, da cui è fuggita e sta divorziando tra problemi e pericoli.

Delizioso l’ingresso di Iman, prima figlia dei sovrani: meno di tre mesi fa la sposa era lei. Per le nozze del fratello indossa un bell’abito beige di Ashi Studio, maison fondata dal saudita Mohamed Ashi, ormai un punto di riferimento dell’Arab style. La madre le rivolge uno sguardo ammirato e orgoglioso; Rania dev’essere una di quelle donne che sono un toccasana per l’autostima dei figli. Se invece siete come Lady Violet, avrete rivolto uno sguardo sorpreso e desolato al copritermosifone in legno finto antico.

Poco prima delle 17.00 è la volta dello sposo. Indossa un’uniforme che non gli da un’aria troppo marziale, ricca com’è di fregi e greche, frizzi e lazzi, ispirata a quella indossata dal padre per il suo matrimonio. In occasione delle nozze, il principe ha ricevuto dal padre la spada hashemita, copia di quella forgiata nel 1916 per Abdullah I, primo re della dinastia e bisnonno dell’attuale sovrano (con la revoca del mandato britannico, la Giordania ha ottenuto l’indipendenza il 25 maggio 1946). Realizzata col ferro estratto nei pressi del castello di Ajiloun, reca inciso un versetto del Corano: “se Dio ti protegge non sarai mai sconfitto”. A Lady Violet, non particolarmente amante delle armi, sembra soprattutto un po’ lunga per il proprietario. Poi è vero che esiste tutta una mitologia riguardante spade e sciabole, spesso dotate di nome proprio (Excalibur, Durlindana); storie affascinanti che magari un giorno racconteremo, ma oggi più che mai pensiamo all’amore, non alla guerra.

Mentre Hussein raggiunge il suo posto, arriva a palazzo la Rolls Royce Phantom V realizzata nel 1968 per la regina Zein Al-Sharaf, nonna del sovrano. A bordo c’è Rajwa, accompagnata da Salma, sorella minore dello sposo; Iman le aspetta sulla porta.

Le due principesse, vestite in modo totalmente differente (la più giovane indossa un abito azzurro di Stella McCartney) svolgono il ruolo di damigelle della sposa, che al suo apparire rivela infine il segreto meglio mantenuto di ogni matrimonio: l’abito nuziale. In questo caso accompagnato da una deliziosa sorpresa: sarà il fratello minore dello sposo, il principe Hashem, diciotto anni di tenerezza e goffaggine, ad accompagnare la quasi cognata e il suo voluminoso strascico all’altare (in senso figurato naturalmente, non ci sono altari nel rito islamico).

A creare l’abito con cui Miss Rajwa Al Safi diventa sua Altezza Reale la Principessa Ereditaria di Giordania è stato incaricato il libanese Elie Saab, già autore di altri celebri wedding dress in uno stile inconfondibile, principalmente in pizzo. In questo caso niente pizzo, ma un modello in crêpe con due punti di forza: il primo è lo scollo asimmetrico sottolineato dal drappeggio in diagonale che scolpisce l’abito addosso alla sposa. So che le asimmetrie non piacciono molto, e dunque non tutti approveranno: personalmente le adoro, trovo che la linea geometrica si adatti meravigliosamente alla figura alta e slanciata di Rajwa, e anche alla sua natura razionale di architetto. Tra l’altro, il web ha prontamente fornito una immagine di Rania, in cui indossa esattamente lo stesso scollo in un abito, sempre di Saab, del 2001.

Secondo punto di forza il sontuoso strascico che parte dalla vita, quasi fosse una sopragonna, aggiungendo volume e importanza. La decorazione tridimensionale è composta da 550 petali che formano dei fiori, in parte applicati anche sul velo in tulle di seta. Sei chili (!) di perline e cristalli completano l’abito, immagino contribuendo a renderlo piuttosto pesante e difficile da manovrare. Inoltre la sposa, probabilmente per non sovrastare il suo sposo, indossa delle babbucce rasoterra che ne ingoffano ulteriormente la camminata.

Questo secondo me è il vero limite di quest’abito, che peraltro mi è piaciuto molto: il sensazionale primo impatto si è un po’ perso col movimento, anche a causa del percorso accidentato – gira a destra, a sinistra, sali le scale, scendi le scale, passa sotto l’arco – che sposa e accompagnatore hanno dovuto compiere per raggiungere il gazebo dove si sarebbe svolta la cerimonia. In certi momenti sembrava di assistere a Giochi senza frontiere (se siete troppo giovani, beati voi e googlate). Insomma, diciamo un modello adatto più alla lineare sontuosità di una cattedrale. Un pensiero di comprensione e stima per le due povere quasi cognate costrette a inseguire la sposa pancia a terra cercando di tenere sotto controllo quello tsunami di tessuto.

Sui capelli bruni di Rajwa, separati da una scriminatura centrale e sciolti sulle spalle – insomma una spettinatura – brilla una nuova, inedita tiara di diamanti, che lei indossa come un cerchietto, e resta staccata dal velo, lasciando visibile uno spicchio di capelli. La tiara, con gli orecchini in abbinamento, è una creazione del gioielliere francese Fred. Lateralmente si vedono degli elementi di calligrafia araba a formare le parole “Rajwatum min Allah” cioè “una preghiera esaudita da Dio” frase pronunciata – e pure pubblicata su Instagram – dalla regina Rania in riferimento alla futura nuora.

La cerimonia è officiata dal dr Ahmed Al Khalaileh, imam di corte. Non conoscendo il rito islamico, mi ha colpito il fatto che la sposa non parli, per lei parla il padre. Meno male che almeno firma!

Particolare lo scambio delle fedi: gli sposi sono arrivati indossando l’anello all’anulare destro, poi se lo sono sfilato a vicenda e infilato a sinistra. Segue casto bacio sulle guance, accolto con gratitudine da chi ancora ricorda il royal wedding kiss meno elegante di sempre (do you remember? tenete a mente questo matrimonio, c’è un elemento di cui parleremo a breve Royal chic shock e boh – 1986 Royal wedding edition). Dopo il brevissimo rito, tocca agli sposi ricevere auguri (e baci) dagli ospiti; ho notato che Rajwa non ha fatto il curtsy a nessuno, neanche ai sovrani in carica.

La festa continua – anzi, comincia – bisogna spostarsi a Al Husseiniya Palace; gli sposi lo fanno accompagnati da un corteo che si chiama Red Motorcade: a bordo di una jeep bianca (la stessa usata per le loro nozze dai sovrani) sono scortati da veicoli rossi, 8 jeep e 11 motociclette, nel loro prima bagno di folla da sposati. Io ho molto apprezzato i sidecar, e l’entusiasmo dei giovani volontari della fondazione del principe ereditario che tutti intutati hanno formato una simpatica e imperfetta bandiera

Arrivati a destinazione l’inevitabile, interminabile spettacolo a base di canti e danze tipici, culminato col taglio della torta. A sette piani (torna il numero sette, di particolare valenza simbolica per la Giordania), decorata con cascate di fiori azzurri.

In quel momento la tv di stato inquadra due cantanti: di mezz’età, con pancetta e giacca grigia come i capelli. Uguali. Due gemelli, praticamente Al e Bano. Felicità, forse un panino, no bicchieri di vino e al prossimo post, dedicato agli ospiti!

Breaking News! – Ci siamo

Ci siamo, oggi è il giorno del royal wedding giordano, sicuramente il più importante dell’anno, riguardando un futuro sovrano. Tra gli ospiti alla fine saranno presenti anche i Principi di Galles, nel loro primo impegno del genere. Per Catherine un ritorno, avendo lei vissuto in Giordania alcuni anni da bambina, al seguito dei genitori che lavoravano per British Airways.

Se volete seguire la cerimonia, vi lascio qualche link: https://www.jrtv.gov.jo/ https://www.almamlakatv.com/ https://www.youtube.com/watch?v=eszlP_jAvAg

Appuntamento alle 16.00ora di Amman, le 15.00 in Italia.

Ci aspetta un lungo weekend ricco di commenti, tenendo presente che c’è anche la Festa della Repubblica; Lady Violet si è già legata al sofà come l’Alfieri alla sedia. Volli, sempre volli, fortissimamente volli!

Simboli per una sposa

Con la mia limitata conoscenza del Medio Oriente e dei mondi arabo e islamico confesso di aver sempre pensato alla cerimonia dell’henné come una sorta di addio al nubilato, magari più grandioso e fastoso, soprattutto se celebrato in seno a una famiglia reale.

Rajwa al Safi, che giovedì prossimo diventerà Principessa Ereditaria di Giordania, ha celebrato questa questo importante rito da nubeda arricchendolo con l’indosso di una mise particolare, ricca di significati simbolici non tutti di immediata comprensione. Molti sono rimasti colpiti, a partire da Lady Violet, e avendo scoperto un po’ di dettagli ve li propongo.

La fanciulla ha fatto il suo ingresso con un insieme composto da abito e velo, opera della stilista saudita Honayda Safiri, che ha lavorato coniugando tradizione e modernità, elementi della tradizione giordana e di quella saudita, l’eredità culturale della sposa e il suo amore per il design contemporaneo (Rajwa è laureata in architettura).

Il risultato è un’impressionante creazione in bianco e oro: l’abito ha il corpetto a triangolo rovesciato nello stile dei costumi Najdi – termine che si riferisce alle culture tribali della penisola arabica meridionale – con scollo rotondo e maniche lunghe; il ricco ricamo tridimensionale mischia fiori d’organza, elementi geometrici e motivi arabi. È realizzato con perline, filo di seta e una fibra della trazione locale utilizzata per per realizzare la palma, simbolo del regno dell’Arabia Saudita.

Il velo è percorso dalla simbologia del numero sette: stelle a sette punte come quella che è simbolo della Giordania; sette sono i colli su cui – come Roma – sorse Amman, e sette i versi che compongono la prima sura del Corano, detta Al-Fātiḥa, che viene recitata nella stipula del matrimonio.

Oltre all’incontro tra le culture, il velo celebra anche l’amore tra i due sposi: tra i ricami compare un famoso verso del poeta tunisino Abu al-Qasim al Shabbi, considerato uno dei precursori del romanticismo arabo, morto nel 1934 a soli 25 anni.

Realizzare l’abito ha richiesto 340 ore di lavoro, mentre il velo addirittura 760. A questo punto non vedo l’ora di vedere l’abito da sposa!

La Regina Rania ha postato anche un video della serata; devo dire che l’accompagnamento musicale, un po’ stile Disco Arabia, annacqua l’affascinante ieraticità suggerita dalle immagini, ma spero lo troviate interessante: https://fb.watch/kK8B8AHZnM/

La sera dell’henné

Giovedì 1 giugno ad Amman il futuro Re di Giordania, Al Hussein bin Abdullah II, sposerà la fidanzata saudita, la bella Rajwa al Saif. La sera prima, in accordo alla tradizione, il sovrano offrirà una cena tutta al maschile.

(Ph: Instagram @queenrania)

Sempre seguendo gli usi di quella cultura, le donne si sono invece riunite ieri, ospiti della Regina Rania, per augurare alla sposa felicità e buona fortuna con la suggestiva cerimonia dell’henné. Bellissima Rajwa con i capelli schiariti e un abito ispirato alla tradizione, bianco con sontuosi ricami in oro, della maison saudita Honayda.

(Ph: Instagram @queenrania)

Elegante come al solito la padrona di casa, con un caftano nei toni dell’azzurro dello stilista libanese Saiid Kobeisy. Emozione, gioia e lacrime hanno riempito la serata, perché al di là dei differenti stili di vita, la natura umana è sempre la stessa.

(Ph: Instagram @queenrania)

Altrettanto emozionata la madre della sposa, in un bellissimo abito color verde petrolio. Presenti anche le future cognate: Iman – che si è sposata solo due mesi fa ed è stata a sua volta protagonista della cerimonia dell’henné (Le foto del giorno – Bella come una sposa) – e Salma, che non si è ancora sposata ma la settimana scorsa si è laureata alla University of Southern California, dove aveva come compagna di corso Sasha Obama, figlia minore di Barack e Michelle.

In tanta suggestiva bellezza non può mancare qualche polemica, e in questo caso arriva da Gian Antonio Stella, che sul Corriere di oggi racconta di una struttura, definita “gazebo” ad onta delle dimensioni-monstre, eretta sulla spiaggia di Tavolara per una non meglio identificata festa per il matrimonio tra Hussein e Rajwa. A onor del vero, il giornalista non attribuisce responsabilità alla famiglia reale hashemita, considerata sempre molto sobria e rispettosa nelle varie incursioni nell’amatissima Sardegna.

(Ph: Corriere della Sera)

La struttura, che non ha autorizzazioni né della amministrazione né della soprintendenza, dovrebbe essere smontata immediatamente dopo la festa, ma certo è un po’ una ciliegina avvelenata sulla wedding cake.

Le foto del giorno – Compleanni e anniversari

Cari lettori, dedicheremo il fine settimana alle nozze di Alexandra di Lussemburgo, e da lunedì ci concentreremo sull’incoronazione di King Charles III e Queen Camilla, che è sicuramente l’evento clou del periodo, se non addirittura dell’anno. Il Regno Unito ancora più del solito monopolizza l’attenzione, ma essendo noi dei royal watcher a modino non possiamo dimenticare altri importanti anniversari: quest’anno infatti celebrano i 10 anni sul trono ben due sovrani: Willem-Alexander dei Paesi Bassi e Philippe dei Belgi.

Il primo ha festeggiato ieri anche il cinquantaseiesimo compleanno in quello che si chiama Koningsdag, il giorno del re. Quest’anno organizzato a Rotterdam, una grande festa di piazza cui il sovrano ha partecipato con la sua coloratissima famiglia, riuscendo con successo a non venire eclissato da tanta policroma esuberanza.

Assente la secondogenita Alexia, impegnata in una sessione di esami nel liceo internazionale che frequenta in Galles, il sovrano è apparso felice come non mai tra la consorte Máxima, l’erede al trono Catharina-Amalia e la piccola di casa (si fa per dire, coi tacchi raggiungono tutte il metro e novanta paterno) Ariane. E noi possiamo astenerci dal commentare le loro mise?

Tailleur pantalone avorio per Ariane, con top, scarpe borsa e bandeau cobalto, una delle interpretazioni più fresche e piacevoli di un classico primaverile, il bianco e blu Il completo è Max&Co, in envers satin, gli accessori invece sono rubati all’armadio della madre, cosa che secondo me vedremo spesso nei prossimi anni, visto il numero di giovani princesse in circolazione. Máxima regina dei prati con un completo composto da ampia blusa e amplissimo gonnellone (Natan che sorpresa!) con bandeau in tinta di Fabienne Delvigne, già indossato alcuni anni fa. Natan anche le scarpe non particolarmente donanti in un bianco un po’ infermieristico; bianchi il soprabito, i guanti, e la borsetta che la settimana scorsa portava la figlia minore (Royal chic shock e boh). Una mise con cui la regina ha probabilmente voluto rendere omaggio alla bandiera biancoverde di Rotterdam. Verde anche per Catharina-Amalia ma solo per la borsa: il famoso modello Le Bambino di Jacquemus – brand francese divenuto di gran moda – su completo pantaloni Marina Rinaldi in fucsia, colore che le sta benissimo.

Ne avete abbastanza di colore? Si passi al bianco e nero! Come la foto che ritrae Rajwa Al Saif nel giorno in cui la futura principessa di Giordania compie 29 anni. Il fidanzato Hussein le fa gli auguri sui social, auspicando di vivere con lei una vita di amore compassione e impegno. Lui i 29 anni li compirà tra due mesi esatti, il 28 giugno; in mezzo il loro attesissimo matrimonio. Foto bellissima di una ragazza altrettanto bella, che personalmente preferisco in versione semplice, come questa.

E a proposito di bianco e nero: non è un compleanno, non è un anniversario, ma non ho potuto resistere. A una settimana dall’incoronazione William e Catherine sono nel Galles del sud per un tour di due giorni. Oggi hanno visitato Aberfan, villaggio dove nel 1966 una valanga di materiale di risulta scivolò a valle ingoiando le vite di 116 bambini e 28 adulti (la storia è raccontata anche nell’episodio omonimo della terza serie di The Crown). L’occasione richiedeva una certa sobrietà, per cui la principessa ha scelto un cappotto nero di Catherine Walker con accessori in tinta, su un abito bianco e nero di Zara.

A disegno principe di galles. La Principessa di Galles. In Galles. Sublime. (L’abito era stato indossato in precedenza, ma allora Catherine era Duchessa di Cambridge… Royal chic shock e boh – Ottobre 2021)

Scene da un matrimonio

Questa domenica è dedicata al primo royal wedding dell’anno, quello tra la principessa giordana Iman bint Abdullah II E Jameel Alexander Thermiotis.

Alcune immagini non sono eccezionali, essendo tratte dalla ripresa video della TV giordana; le altre vengono dal profilo IG della regina Rania. Tutte però raccontano di un bel matrimonio semplice (nei limiti del possibile per la figlia di un re) e romantico, perfetta sintesi tra oriente e occidente, secondo lo stile della Corte hashemita. Tema della decorazione il bianco: fiori candele cuscini in un allestimento curato dalla società giordana ADegrees.

La sposa è arrivata al luogo delle nozze, all’interno della residenza reale, al braccio del fratello maggiore, accompagnata solo da due piccole damigelle.

Deliziosa, indossa un abito di linea molto semplice, con dettagli in un tessuto semitrasparente arricchito da leggeri tocchi di pizzo, creato esclusivamente per lei da Dior. In testa un bellissimo velo di tulle ricamato, fermato da una piccola tiara di diamanti a me sconosciuta, che non è quella appartenente alla madre con cui Iman era stata fotografata in un recente ritratto, troppo importante per una sposa così giovane e un matrimonio intimo.

Fedele a sé stessa la bella madre della sposa, commossa come da copione, in un lungo abito plissé della collezione Dior Haute Couture 2022/23, con una clutch color argento. Maria Grazia Chiuri, direttore creativo della storica maison francese, piazza dunque un doppio colpo vestendo le due signore più in vista della giornata. Complimenti e un pizzico di italico orgoglio.

La sorella minore della sposa, la ventiduenne Salma, osa uno dei colori più di moda della stagione, il fucsia intenso, per un abito Andrew GN. Scelta bold anche per Rajwa, prossima sposa alla Corte giordana, che punta sul giallo acceso di un cape dress firmato Roksanda, secondo me un mezzo scivolone perché rischia di distogliere l’attenzione dalla sposa, unico peccato capitale in una cerimonia nuziale.

Mi è piaciuto molto il saluto tra il re e sua madre, la principessa Muna. Nata Antoinette Avril Gardiner, suo padre era un alto ufficiale britannico di stanza in Medio Oriente. Sposò il defunto re Husayn – si dice che i due si fossero conosciuti durante le riprese di Lawrence d’Arabia – il 25 maggio 1961 ma il matrimonio non fu ben accolto dai giordani, che non apprezzavano una regina occidentale che per di più aveva ascendenze ebraiche. La coppia ebbe quattro figli: oltre all’attuale sovrano, il principe Faysal e le principesse gemelle Aisha e Zain. Nonostante il divorzio del 1971, Muna è rimasta in Giordania, dove si è occupata principalmente della formazione delle infermiere.

Non è mancata la torta piramidale, che lo sposo, leggermente imbarazzato, ha tagliato con una sciabola che evidentemente, fortunatamente, non è abituato a maneggiare; in definitiva una bella festa di famiglia.

Auguri agli sposi! L’appuntamento ad Amman è per giovedì 1 giugno.

Le foto del giorno – Bella come una sposa

Ieri la Regina Rania ha ospitato la cerimonia dell’henné in onore della figlia Iman, che domenica si unirà in matrimonio con Jameel Alexander Thermiotis.

La sposa è arrivata vestita di bianco, in un abito ispirato alla tradizione del suo Paese creato da Reema Dahbour stilista Giordana d’origine palestinese, come Rania. La regina ha aggiunto un tocco pieno di significato dando alla figlia la cintura del suo abito da sposa, disegnato dal britannico Bruce Oldfield (probabile creatore dell’abito dell’incoronazione di Camilla).

A festeggiare Iman c’era anche la futura cognata Rajwa Al Saif che come la futura suocera ha scelto una mise di ispirazione tradizionale – saudita l’una, giordana l’altra – nelle tonalità del magenta con tocchi di arancione odi rosa cipria. Una visione di grazia, bellezza, eleganza veramente rare.

L’uso dell’henné a scopo medicinale e per decorare la pelle in occasione di feste o eventi sacri è attestato in tempi antichissimi tra le popolazioni sahariane, in Mesopotamia in Egitto e tra gli Ebrei; in testi assiri del VII secolo a.C. si parla della decorazione con l’henné delle mani di una fanciulla che si prepara al matrimonio. La cerimonia dell’henné celebra il momento in cui la sposa dice addio alla casa paterna, festeggiata dalla madre e dalle donne di famiglia, e probabilmente fino a qualche decennio serviva anche a istruire la fanciulla sulla vita coniugale, cosa che francamente oggi mi sentirei di escludere.

Mi ha un po’ sorpreso la presenza di fotografi uomini in quello che avrebbe dovuto essere un gineceo, ma in fondo è la testimonianza di come sia possibile mantenere il fascino delle tradizioni adattandole a uno stile di vita contemporaneo. Un’altra cosa che non manca mai di colpirmi è la relazione che la regina Rania riesce a stabilire con le donne del suo Paese, così diverse da lei. Un Paese (come tutti quelli dell’area) organizzato in un sistema tribale dal tempo dei Nabatei, se non prima. L’identità araba è cosa assai più complessa di quanto si pensi e di quanto io sappia dire.

Non ci resta che aspettare domenica, godendoci questi giorni di preparazione, chissà se porteranno altre sorprese.

C’è un’altra data!

L’annuncio degli eventi royal del prossimo anno ha messo il turbo, e oggi arriva una nuova data. Il royal wedding par excellence, quello di un principe ereditario si svolgerà giovedì 1 giugno. Questo è il giorno in cui Hussein bin Abdullah, Principe Ereditario di Giordania, sposerà ad Amman la fidanzata saudita Rajwa Al Saif.

Grande attesa per le mise – della sposa e naturalmente della madre dello sposo, la regina Rania – e una certa curiosità per vedere una cerimonia non cristiana. Hussein è il primo erede al trono della sua generazione a sposarsi, vedremo quanti dei suoi futuri colleghi saranno presenti. Nulla si sa invece delle nozze della sorella Iman, che ha annunciato il suo fidanzamento prima del fratello maggiore, ma naturalmente passa un po’ in secondo piano.

La prossima primavera si annuncia piena di eventi: il secondo parto di Stéphanie del Lussemburgo, che immagino avverrà prima delle nozze della cognata Alexandra fissate il 22 e il 29 aprile, e il 1 giugno il royal wedding giordano. Senza dimenticare – e come si potrebbe? – l’incoronazione di King Charles III (e Queen Camilla), il 6 maggio. Al mio segnale scatenate le agende!

Un felice, sereno, appagante, divertente, soddisfacente, anno nuovo a voi tutti.