Alle cene di gala si va in bianco!
E la First Lady si adegua, con un abito molto bello e molto Jackie style. Invece Mr President non ricorda troppo Jack (Kennedy, of course). Però con quel frac lo vedrei bene in un famoso film; vi ricordate il primo film di Mary Poppins, con la parte a cartoni animati affollata di camerieri/pinguini? Happy and Glorious Her Majesty, con la Burmese Ruby Tiara, un po’ sacco informe l’abito della Duchessa di Cornwall (ma basta spostare lo sguardo, puntarlo sulla Greville Honeycombe Tiara, e passa tutto). Sullo sfondo, tra la regina e Melania, mi sembra di vedere la Duchessa di Cambridge, anch’essa in bianco. Attendiamo con ansia altre immagini, ci soddisferanno assai, in my humble opinion.
the Queen –
Trump(ets) at Buckingham Palace
Eccoli qua, i Trump sono atterrati (in elicottero) a Buckingham Palace per un lunch, accolti da Her Majesty The Queen, The Prince of Wales e la sua consorte, The Duchess of Cornwall. Svelato l’arcano: non si sono inchinati; niente bow lui né curtsy lei.
La regina è in verde acqua (con la Round Cambridge Emerald Brooch appuntata sulla spalla), bianco con dettagli blu per la prima signora americana, bianco puro per la seconda signora inglese, blu per i signori: un confronto fa i due è francamente improponibile, ma almeno Mr President ha allacciato il primo bottone della giacca, e non era scontato. C’è da dire che le loro espressioni raccontano davvero la gioia dell’incontro.
Dato però che Her Majesty è una donna di mondo ha recuperato rapidamente, e gratificato il suo ospite di un sorriso furbetto che sembra proprio dire Sa quanti Presidenti ho conosciuto prima di lei? Undici!. Ma veniamo al dunque, cosa pensiamo delle mise?
Camilla mi piace: sta molto bene in bianco e l’abito, un modello che le vediamo spesso, è perfetto per struttura fisica, età, occasione. Come sempre la perfezione è nei dettagli: gli accessori in beige chiaro freddo che non “sporca” il bianco ma lo esalta, guanti al polso sotto maniche a 7/8, clutch rigida, scarpe bicolori con mezzo tacco, e naturalmente le calze; insomma non ferma il traffico ma emana signorilità, che poi è esattamente ciò che deve fare. Quanto a Melania, che dire?
Il suo stile marinaretta, firmato Dolce&Gabbana, ha ricordato ai più la scomparsa Diana, ma con una differenza sostanziale: non troverete una foto della Principessa del Galles con un boater hat piazzato in quel modo. Perché? Ovvio, inclinato così solo i gondolieri sul Canal Grande (e attenti, che al primo soffio di vento finisce in acqua!). Per il resto no borsa, no guanti (figuriamoci!), no calze; sui tacchi a stiletto sul prato esercito il mio diritto all’astensione, ma sul make up mi pronuncio: orribile. Insomma la First Lady si conferma una donna senz’altro bella, a volte elegante, non sempre a proprio agio nel suo ruolo.
Una volta all’interno di Buckingham Palace le signore si sono tolte il cappello (Her Majesty anche il soprabito). Unfortunately i capelli del presidente sono rimasti al loro posto.
Come avevamo anticipato la Duchessa di Sussex – non esattamente una fan dei Trump – non si farà vedere essendo opportunamente impegnata col piccolo Archie, che oggi compie quattro settimane. Al lunch ha invece partecipato il Duca, che dall’espressione deve condividere l’opinione della moglie.
Chiudiamo con una foto imperdibile, e non perché si intravvede la brutta manicure della First Lady (e tanto meno perché mostra come la sua mise ne evidenzi la pancetta, cosa che un abito couture non dovrebbe fare mai) ma per la deliziosa complicità tra suocera e nuora. Better late then never.
I vantaggi del darsi all’ippica
Voi in cosa investite, nel mattone? Bot (sì, llallero), borse Hermès? E dite la verità, qualcuno vi ha mai invitati a darvi all’ippica? Dovevate dargli retta!
È stato reso che noto che Sua Maestà negli ultimi 31 anni ha partecipato (non lei in persona, i suoi cavalli) a più di 3200 corse, vincendone ben 534. E le vittorie le hanno fruttato la bella sommetta di 7.768.448 sterline, quasi nove milioni di euro! L’anno migliore il 2016, con una vincita che supera le 560 mila sterline; considerando che quell’anno Her Majesty ha girato la boa dei 90, senz’altro un buon modo di festeggiare.
A questo punto un dubbio compare dinnanzi la fronte aggrottata di Lady Violet: avendo ella scelto di accompagnarsi ad uno degli animali-simbolo della Regina, non è che ha sbagliato quadrupede? Mumble mumble.
Le foto del giorno – 29 maggio
Garden party carrambesco per Her Majesty, che oggi nei giardini di Buckingham Palace ha avuto l’occasione di rivedere Margaret Baxter, la signora sulla sedia a rotelle.
Le due si erano conosciute da ragazze, negli anni ’40, durante una visita dell’allora Princess Elizabeth a Porthsmouth (Ms Baxter è la prima a sinistra in questa foto d’epoca).
Dopo aver incontrato a Palazzo – insieme col Duca di Sussex – i capitani delle squadre di cricket che da domani si contenderanno la coppa del mondo Her Majesty, di rosa vestita con un cappello che più primaverile non si può, è scesa in giardino accompagnata dalle due nipoti York, anch’esse in nuance del rosa, entrambe con in testa uno di quegli headband all’ultima moda (incidentalmente, Lady Violet ne ha appena ricevuto uno in regalo. Però non è rosa, thanks God).
Presenti anche i cugini Gloucester, molto attivi in questo periodo, e i Kent quasi al completo, nel senso che mancava la Duchessa, che ormai compare raramente. Quello di oggi è l’ultimo dei tre garden parties previsti per questa stagione, ora non resta che prepararsi per giugno, il mese a più alta densità di eventi alla corte di St,James.
Lei è senz’altro pronta!
Rosa inglese in giardino
Secondo garden party della stagione a Buchingham Palace con la Duchessa di Cambridge, regina dei giardini in questa stagione, in versione English rose: sul vezzoso cappellino di Juliette Botterill piazza una grande rosa, e il cappottino Alexander McQueen en pendant è così pink che più pink non si può.
Questo modello, mono o doppiopetto, tagliato in vita, con tasche vere o finte (come in questo caso), da cui partono gruppi di pieghe o anche no, in otto anni di matrimonio l’abbiamo visto ottocento volte, per cui direi che comincia ad annoiare; e sul colore stendiamo un prato fiorito.
Sua Maestà per contrasto è in azzurro ghiaccio, e data la sua sconfinata coolness sul cappello non ha rose – che banalità – ma peonie, che oltre ad essere il fiore preferito di Lady Violet sono i veri fiori di maggio. Per tacere degli occhiali da sole, che porta assai raramente e sempre con lenti non scurissime, così che chiunque possa guardarla negli occhi.
Quanto ad accessori però neanche Catherine se la cava male, indossando un paio di orecchini con perla pendente appartenuti a Diana, che le abbiamo già visto, e proprio abbinati alla Cambridge Lover’s Knot Tiara, come la principessa scomparsa.
Evidentemente il dress code per partecipare all’evento non è più troppo stringente, cappellino a parte. Ma gentile signora in tangerine, almeno un coprispalle?
E lo so, ci vuole una pazienza…
Le foto del giorno – 20 maggio
È l’argomento del giorno, il RHS Chelsea Flower Show, ed ecco le foto dell’inaugurazione. Grande attenzione per la Duchessa di Cambridge che ha ideato uno degli allestimenti, ma siccome ovunque vale la regola dell’ubi maior, quando c’è Her Majesty non ce n’è per nessuno.
Sublime con un soprabito lime, che è il colore più cool di stagione, la sua espressione davanti ai garruli nipoti, lui in blu as usual, lei in stile sette spose per sette fratelli vale tutto il post. Tocchi fiorati ne ha anche lei, ma appunto tocchi, non la prateria in fiore dell’abito Erdem di Catherine.
La contessa di Wessex, tutta fiorata anche lei con l’aggravante delle espadrillas portate con le calze, decide che è più prudente evitare il confronto con la suocera, e si arrampica su una casetta tra gli alberi, mentre Alexandra di Kent, cugina della Regina, sembra in non buonissima forma; chi lo direbbe che tra le due cugine ci sono dieci anni?
La cognata di Alexandra, Marie Christine – il cui titolo è Princess Michael of Kent- decisamente non incontra le mie simpatie, ma non credo di mancare di obiettività se in questa occasione la trovo vestita assai meglio dell’altro ieri, al matrimonio di sua figlia. La Duchessa di Gloucester invece mi è molto simpatica, ha un bizzarro senso dello stile ma insomma, non si può avere tutto.
Vi lascio col video dei piccoli Cambridge in visita al giardino ideato dalla mamma: Charlotte che esclama oh la la! è pura delizia https://www.youtube.com/watch?v=98uBcj6y5fw
Another Royal Wedding! – The Lady Violet Awards (Family)
Premio The One And Only
Tinte pastello ai matrimoni? Tze! Qui si va di rosa fragola (Stuart Parvin), e ci aggiungiamo pure un tocco rainbow nelle rose del cappello (Rachel Trevor Morgan). Sorriso smagliante, rossetto in tinta e sulla spalla la Queen Mother’s Palm Leaf Brooch (ereditata dalla madre, per cui Cartier la creò nel 1938). E non ce n’è per nessun’altra, as usual.
Premio Il Meglio Figo Del Bigoncio
Non è solo lo charme, l’antica bellezza ancora abbondantemente presente, l’eleganza, il portamento, lo humour (sì, anche le gaffe). È quella qualità che lo fa sembrare più giovane del signore alle sue spalle (George, Earl of St.Andrews, figlio del Duca di Kent), che ha quarant’anni di meno. Quarantuno, per l’esattezza. L’unico che potesse stare accanto a our beloved Queen per settant’anni. E vi prego notare la cravatta viola.
Premio Cocco Di Nonna
Mettiamola così, finché nonna e nipote si guardano così Meghan può stare tranquilla. Ma le mani di lui ci dicono che niente può essere dato per scontato…
Premio Ikea
Poco patriotticamente in giallo e blu, come la bandiera della Svezia, The Princess Royal non sfigurerebbe così abbigliata al comando del colosso svedese. Ma questa mise l’avrà dovuta cucire da sé? A sua discolpa va detto che si tratta di un riciclo: abito soprabito e cappello li abbiamo visti ad Ascot una decina di anni fa.
Premio Gatta Ci Cova
E qui le gatte sono addirittura due! Beatrice in una mise con ampie zone di nude look (di Self Portrait), ha quella particolare allure delle ragazze che si sentono amate. Sarah, in un abito troppo fasciante con bellissimo cappello, in una raffinata tonalità che le dona assai, quell’allure ce l’ha avuta sempre. Edo non sa bene cosa fare e cammina impettito e un po’ rigido. Noi restiamo in attesa di buone notizie
Premio L’Anno Scorso A Marienbad
Premio assegnato in memoria del padre di Lady Violet, che definiva così tutto ciò che aveva un aspetto vecchiotto stantio e un po’ fané. Lady Helen Taylor, figlia dei Duchi di Kent, era la più bella tra le cugine, e sembra che Grace pensasse a lei come moglie perfetta per Albert. Si è sposata anche lei nella St.George’s Chapel, con Timothy Taylor (il fascinoso brizzolato che è con lei), e per un periodo è stata musa ed ambasciatrice di Armani nel Regno Unito. Da qualche anno ha inspiegabilmente virato verso lo stile zitella inglese 1920; bella è sempre bella, e in questo caso l’abito non è neanche bruttissimo (ha indossato di molto peggio), ma è l’insieme sempre troppo délabré.
Premio OMG Ma Era Oggi?
Lady Amelia (figlia dei Conti di St.Andrews e dunque nipote dei Duchi di Kent) è considerata la it girl dell Royal Family, e vorrebbe fare la stilista (pure!). Evidentemente si stava godendo in santa pace un Saturday brunch in camicione da notte, quando s’è ricordata del matrimonio della cugina di papà. S’è piazzata un cappellino in capo ed è arrivata di corsa, ma purtroppo s’è scordata le scarpe.
Another Royal Wedding! – Sorprese sorprese
Oggi la St.George’s Chapel è il palcoscenico di un altro royal wedding, in tono un po’ minore, ma a noi che c’importa? Ci piace lo stesso! Arrivano gli ospiti, con qualche sorpresa, e noi iniziamo col botto: insieme Andrew, Duca di York con la ex (e futura?) moglie Sarah; lei in una tonalità di mauve che crea un contrasto interessante coi capelli rossi, lui finge indifferenza, ma a noi non ci meni per il naso, mio caro!
La regina arriva per ultima, come da protocollo, in un delizioso rosa acceso, e con lei c’è anche Philip! Questo matrimonio si annuncia più interessante del previsto.
C’è il neopapà Duca di Sussex, che domani festeggia il primo anniversario di matrimonio. Non c’è naturalmente la Duchessa, che dev’essere rimasta a casa col pupo, e dunque Harry è in compagnia della cognata della sposa, Sophie, che non solo ha spennato una voliera, ma ha pensato bene di aggiungere il tocco shock degli accessori bianchi. Why?
Last but not least, Beatrice di York con boyfriend Edo (Mapelli Mozzi), e mammà; date retta a Lady Violet, non mettete via il cappello, che tra poco sentiremo di nuovo le campane a nozze!
A Royal Calendar – 17 maggio 2008
È un weekend dedicato ai royal wedding quello appena iniziato: domani i riflettori torneranno ad accendersi sulla St.George’s Chapel a Windsor per le nozze di Lady Gabriella – figlia di Michael di Kent – con Tom Kingston, e domenica i Duchi di Sussex festeggeranno il primo anniversario in compagnia del piccolo Archie.
Oggi però facciamo un salto indietro di 11 anni, quando Peter Phillips, primo figlio di Anne, primo nipote della regina e primo della sua generazione a sposarsi, va all’altare – sempre lo stesso, quello della St.George’s Chapel – con la bella fidanzata, la canadese Autumn Kelly.
I due si conoscono nel 2003 a Montreal, durante il Gran Prix del Canada; lui si presenta semplicemente come Peter e lei capisce chi sia solo quando lo vede in televisione (c’è da dire che queste ragazze che sposano royal giovinotti sono distratte assai, non ce n’è una che riconosca al primo colpo chi ha davanti, con qualche lodevole, recente eccezione). La sposa è cattolica, ma si converte prima delle nozze, consentendo a Peter – che non ha un titolo ma è sempre nipote della Regina – di non uscire dalla linea di successione (da allora le cose, come sapete, sono cambiate). Arriva all’altare al braccio del padre in un abito Sassi Holford, un popolare brand di abiti nuziali nel Regno Unito: seta duchesse italiana e pizzo Chantilly, con la vita delineata da un’alta fascia a tre pieghe, un elegante coprispalle nello stesso pizzo e uno strascico trattenuto da fiocchi, inutilmente pasticciato.
Il lungo velo è fermato dalla Festoon Tiara, di proprietà della suocera Anne; oltre a dare l’indispensabile tocco royal, la tiara assolve il compito del qualcosa di prestato e del qualcosa di vecchio (anche se proprio vecchia non è, essendo un omaggio che la Princess Royal ricevette nel 1973 dal World Wide Shipping Group, per essere stata madrina di una delle loro navi); la sposa ha raccontato che il qualcosa di blu era cucito all’interno dell’abito, che a sua volta era il qualcosa di nuovo insieme a orecchini e collier, dono di nozze dello sposo.
Il matrimonio è passato alla storia principalmente per due motivi: la presenza di una bella ragazza bruna su cui si concentra l’attenzione di tutti. Si chiama Catherine, ed è la girlfriend del principe William che però non è con lei ma in Africa, a un altro matrimonio. La sua partecipazione a un evento del genere fa pensare che ormai sia stata ammessa in famiglia, e infatti due anni e mezzo dopo viene annunciato il loro fidanzamento ufficiale.
Il secondo motivo è il fatto che gli sposi vendono l’esclusiva delle nozze al magazine Hello, per 500.000 sterline, circostanza che sembra abbia mandato in bestia l’augusta nonna. Sarà per questo che Her Majesty ha indossato una delle sue mise più brutte di sempre?
Per fortuna a noi pensato Beatrice di York, che ha inalberato questo capolavoro di farfalle in volo, del genio Philip Treacy (e chi altri?). Bea mi raccomando, dopo Gabriella la prossima devi essere tu! 
(della mise indossata dalla Regina a questo matrimonio abbiamo parlato qui The Queen: dressing for wedding 5 )
La foto del giorno – 12 maggio
Oggi come ognun sa in molti paesi inclusa l’Italia è la giornata dedicata a festeggiare le mamme.
Dedicare la foto del giorno a lei, che oltre ad essere la decana e la più amata, almeno da noi, delle sovrane è anche quattro volte mamma, otto volte nonna e otto volte (per ora) bisnonna può sembrare scontato, ma ciò che ha determinato la scelta di questa immagine è un preciso dettaglio, la sua mise (indossata ieri al ricevimento del Royal Windsor Horse Show). Sì cari lettori, perché se la vostra mamma – o la vostra nonna – è di una generazione vicina a quella di Her Majesty, è cioè nata tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’30, nel suo armadio c’è sicuramente stato, e forse c’è ancora, lui, lo Chanelino. Cioè un tailleur composto da gonna – o abitino, come in questo caso – e un giacchino che segue regole precise: modello a sacchetto, tessuto bouclé, profili a contrasto. E cosa distingueva lo Chanelino da ogni altro tailleur Chanel? Ovvio, il fatto che non venisse da Parigi, ma fosse scaturito dalle abili mani della sarta di famiglia (a volte la mamma stessa). Sì perché le nostre mamme, quelle che come la mia erano quasi coetanee di Her Majesty, erano passate per le rigide maglie della guerra e delle privazioni, avevano col denaro un atteggiamento più cauto e rispettoso (se mi passate i termini) del nostro. E anche quelle che potevano permetterselo non è che chiamassero sempre Mademoiselle Coco, a volte telefonavano alla sarta di fiducia. E Coco, che era una donna anche lei, e anche lei con un passato di miseria e privazioni, queste cose le sapeva bene, e si inventò modelli dalle linee più semplici di quelle che erano andate in voga prima del suo arrivo, che rendevano chic le donne liberandole definitivamente da lacci corsetti e scomodità varie. Poi scoprì che questi modelli erano così belli e comodi e facili che li copiavano dappertutto. E si arrabbiò? Ma neanche per sogno, reagì dicendo più o meno così “Se mi copiano è meglio: copiare è un segno d’amore e l’amore è ciò che rende eterni”. Anzi, a dirla tutta iniziò anche lei a far realizzare i suoi capi fuori dalla Maison. Uno dei suoi tailleur più famosi, quello rosa con dettagli blu indossato da Jackie Kennedy il giorno della tragedia di Dallas non era stato cucito a Parigi, ma a New York da Chez Ninon, con un procedimento detto line to line, messo appunto da Coco Chanel in persona, come abbiamo raccontato qui: Quel tailleur rosa.
Insomma, parafrasando un mio amico, potremmo dire che se uno Chanel è per sempre uno Chanelino è per tutte le mamme, regine comprese.