La foto del giorno – 100 Iris

Sarà la pandemia che aleggia ancora sulle nostre teste o la drammatica vicenda afghana, ma sono giorni oscuri, da cui nemmeno le famiglie reali sono immuni. Le immagini della cronaca reale del fine settimana sono quelle del funerale di Marie, Principessa Consorte del Liechtenstein, celebrato ieri nella cattedrale di Vaduz (se volete, le trovate in calce al post, nel reportage della rivista ¡Hola!) ma noi proviamo a festeggiare la vita e la gioia di vivere, con la sublime Iris Apfel, la geriatric starlet, l’adolescente più anziana del mondo, che oggi ha raggiunto il secolo.

Nata Iris Barrel il 29 agosto 1921 ad Astoria, nel borough newyorkese di Queens, è l’unica figlia di Samuel, che commercia in vetri e specchi e di Sadye, proprietaria di una boutique. Cresce in campagna ma scopre presto che può girare in lungo e in largo New York grazie al nichelino che costa il biglietto della metropolitana, e ogni settimana parte alla scoperta delle varie aree della città. Si innamora follemente del Village ed è qui, in uno dei tipici mercati delle pulci organizzati nei basement, che compra il suo primo pezzo di bigiotteria: una spilla che paga 65 cents, cifra ragionevole anche per una dodicenne.

Manifesta prestissimo l’originalità del suo gusto – la sua stanza di ragazzina è tappezzata di nero – e i genitori sono ben lieti di incoraggiare la figlia a coltivare i suoi talenti: dopo i corsi di Storia dell’Arte alla New York University la giovane Iris va a studiare all’università del Wisconsin, dove si fa notare indossando i blue jeans, non esattamente il dress code di una studentessa degli anni ’40. Inizia a lavorare con lo stipendio di 15 dollari a settimana, collaborando con WWD, Women’s Wear Daily, la rivista di moda più prestigiosa del mondo.

Nel 1947 l’incontro della vita: in vacanza a Lake George, nello stato di New York, conosce Carl Apfel. Il primo appuntamento è il Columbus Day, il secondo lunedì di ottobre e quando arriva il Thanksgiving, il quarto giovedì di novembre, Carl già la chiede in moglie. Si sposano il 22 febbraio 1948, lei non vorrebbe un matrimonio tradizionale, preferendo piuttosto una fuga romantica, ma asseconda il desiderio dei genitori, naturalmente a modo suo: sceglie un abito di pizzo rosa pallido, che possa continuare a indossare anche dopo la cerimonia. Quando racconta questa storia -nel documentario che le dedica Netflix, e naturalmente in Italia non è disponibile – è il 2015, e le scarpette di satin color cipria che portava quel giorno lontano sono ancora nel suo guardaroba, Qualunque cosa torna di moda se si aspetta il momento giusto è la sua convinzione (e la disperazione di Marie Kondo).

Nel 1950 lei e Carl creano Old Wild Weavers, che produce tessuti d’arredo; il business va avanti fino al 1992 e il successo è tale che arriva un contratto di collaborazione con la Casa Bianca. Lavoreranno per ben nove presidenti, e non è che una parte della loro attività. Carl muore il 1 agosto 2015, dopo 67 anni di matrimonio, tre giorni prima di compierne 101. Dieci anni prima Iris era diventata una star planetaria, grazie alla mostra che il Metropolitan Museum dedica al suo stile, ai suoi abiti e alla sua favolosa collezione di bijoux. Come spesso avviene, succede per caso: il Met’s Costume Institute ha in programma un’altra mostra, che però salta all’ultimo momento. Alla disperata ricerca di qualcosa che possa sostituirla e sia praticamente pronta il curatore Harold Koda pensa a Iris che accetta; nasce così Rara Avis: Selections from the Iris Apfel Collection.

La favolosa signora si impone come una fashion icon indiscussa e indiscutibile grazie al suo stile unico fatto di ricerca colta e gusto eclettico, tanto studiato da apparire naturalmente istintivo, e dopo essere diventata anche una fantastica Barbie agée diventa un’influencer da milioni di follower. Siete sempre fedeli al motto less is more? Ora è il momento di imparare il suo, more is more, and less is a bore.

Hundred more years!

Qui trovate le immagini del funerale di Marie del Liechtenstein: https://www.hola.com/realeza/casa_espanola/galeria/20210829195183/reina-sofia-carolina-monaco-funeral-marie-liechtenstein/7/

Le foto del giorno – Together at last…

Dopo le foto di famiglia, arrivano quelle della coppia che quest’anno festeggia(?) i dieci anni di matrimonio. Anche queste pubblicate sull’account Instagram di lei – anche il titolo è suo – e rilanciare da quello di lui.

Forse qualcuno di voi potrebbe essere colpito dalla scarsa naturalezza delle pose, ma ricordiamoci che di tratta dei protagonisti del bacio nuziale più goffo degli ultimi decenni. Quello che colpisce – al cuore, va detto – Lady Violet è l’aspetto di Charlène, magra, pallida e con gli occhi cerchiati.

La prima volta che la principessa sembra davvero malata, e più gravemente di quanto ci si potesse aspettare. Speriamo che siano solo foto venute male; restano molte perplessità su gestione e comunicazione di questa storia, che speriamo presto diventi solo un ricordo.

Haakon e Mette-Marit, vent’anni d’amore (parte prima)

È venerdì 1 dicembre 2000 quando da uno degli incantati regni del Nord arriva la notizia: il Principe sposa Cenerentola.

Lui è un vero principe, si chiama Haakon, è l’aitante e simpatico figlio del re di Norvegia, e un giorno il trono sarà suo. Lei è Mette-Marit Tjessem Høiby, ha gli occhi azzurri e i capelli biondi come ogni Cenerentola che si rispetti, e ha perfino fatto la cameriera. Ha però qualcosa che alla Cenerentola originale manca: un bambino biondo come lei, bello come lei, che si chiama Marius. Il pupetto ha quasi quattro anni, ed è il figlio di Morten Borg, che non è esattamente un principe, ma uno spacciatore. E la stessa Cenerentola ha un certo passato di party girl nei locali di Oslo, che non sarà Copacabana ma un po’ di vita notturna c’è anche lì. Famiglia borghese (il padre è giornalista, la madre lavora in banca), studi superiori completati da un anno in Australia, qualche corso universitario senza conseguire titoli, la vita di una ragazza come tante complicata da ribellioni, brutte frequentazioni, e la maternità a ventitre anni. Insomma, non il prototipo della perfetta sposa reale. Haakon e Mette-Marit iniziano a frequentarsi nel 1999 grazie ad amici comuni; hanno entrambi ventisei anni e non potrebbero essere più diversi, ma è subito amore. Ed è chiaro che per lui sarà lei o nessuna. Il Paese non reagisce benissimo, e nemmeno all’interno della famiglia reale sono tutti felici: la principessa Ragnhild, sorella maggiore del Re, manifesta un energico dissenso, e ancora anni dopo il matrimonio dichiarerà di augurarsi di morire prima di vedere i due sedersi sul trono. Sarà accontentata.

Prima delle nozze i due fidanzati si attirano altre critiche andando a vivere insieme, in un appartamento della capitale, ma alla corte di Norvegia hanno una certa pratica con gli amori contrastati, come sanno bene i sovrani, considerati i Giulietta e Romeo dei loro tempi (ricordate la loro storia? la trovate qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) e qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)) per cui è deciso: quello di Haakon e Mette-Marit sarà il primo royal wedding del secolo, e del millennio.

Suggello di questo legame un gesto di grande romanticismo: la sposa riceve un anello di diamanti e rubini: è l’anello di fidanzamento della nonna dello sposo, la principessa Märtha. Quando gli attuali sovrani si sono fidanzati Sonja ha ricevuto da Harald l’anello della madre scomparsa e ora lo ha dona alla futura nuora, rendendo inequivocabile l’accettazione della famiglia. Gesto ancora più importante; dopo le nozze Haakon adotta il figlio di sua moglie, naturalmente senza diritti sul trono.

Tre giorni prima del matrimonio, nel corso di una conferenza stampa, Mette-Marit confessa il proprio movimentato passato e l’uso di stupefacenti, e chiede scusa. È la mossa giusta, i Norvegesi apprezzano, e accolgono con gioia la nuova principessa.

La sera del 24 agosto 2001, la sposa commossa, in un abito di seta azzurro ghiaccio al braccio del suo sposo riceve gli ospiti di sangue blu.

Un’ospite in particolare sarà al centro dell’attenzione, ma per sapere tutto dovete aspettare la seconda parte.

Le foto del giorno – All together now

Pubblicate sull’account Instagram di Charlène, rilanciare dai social di Albert, sono arrivate le fotografie che testimoniano la reunion dei Grimaldi.

Come era stato annunciato pur senza entrare nei dettagli, il sovrano di Monaco e i suoi due bambini sono volati in Sudafrica per una visita alla principessa consorte, ufficialmente impossibilitata a rientrare nel Principato a causa di una non meglio specificata, e sempre più misteriosa, infezione otorinolaringoiatrica, per la quale Charlène sarebbe stata di recente sottoposta a un intervento chirurgico durato quattro ore.

La cosa più notevole dell’insieme, che sprizza una non insolita mestizia, è la coiffure della piccola Gabriella, con frangetta a freccia che secondo le parole della madre si sarebbe tagliata da sé; e in definitiva potrebbe essere la ragione del suo broncio.

Arrampicata sull’albero insieme col fratello Jacques sembra sicuramente di umore migliore, e il suo legame con la discendenza di Grace sempre più evidente, mentre l’erede al trono è più wittstockiano, e meno esuberante e disinvolto della sorella.

Che vi devo dire, la situazione è quella che è, e forse persino peggio, in un senso o nell’altro; vedremo se davvero Charlène tornerà nel Principato a ottobre, o almeno per il settimo compleanno dei gemelli, quindici giorni prima di Natale. Non avendo notizie di prima mano Lady Violet si astiene da ogni commento, ma non vi sorprenderà sapere che sono sempre meno quelli che credono alla gravità della malattia, mentre rispuntano, e si infoltiscono, le voci su una terza paternità corsara di Albert, risalente al periodo in cui era già legato alla bionda fanciulla sudafricana.

Personalmente le foto di questa famiglia mi comunicano spesso un senso di disagio triste, e questa volta anche il solito sorriso di Albert sembra appannato, non saprei se per preoccupazione o insofferenza. La palma della peggiore oggi va allo scatto che ritrae insieme madre e figlio, lui che la abbraccia e lei che guarda altrove (no, non verso il sol dell’avvenire). Però belli gli stivali.

Breaking News! – Lutto in Liechtenstein

Il piccolo Principato è in lutto: è scomparsa oggi la Principessa Consorte Marie, moglie del sovrano Hans Adam II.

Mercoledì scorso la principessa aveva avuto un ictus, ed era ricoverata nell’ospedale della città svizzera di Grabs, nel Cantone San Gallo.

Marie era nata a Praga il 14 aprile 1940, figlia del Conte Ferdinand Carl Kinsky von Wchinitz und Tettau; dopo gli studi all’estero per perfezionare inglese e francese, aveva studiato grafica e lavorato presso un tipografo di Dachau fino al matimonio.

Lei e Hans Adam, suo lontano cugino, si sposarono il 30 luglio 1967 nella cattedrale di Vaduz. La coppia ha avuto quattro figli: il principe ereditario Alois – cui il padre nel 2004 ha affidato la reggenza – il principe Maximilian, il principe Constantin e la principessa Tatjana, che li hanno resi nonni di ben quindici nipoti.

Come molte consorti reali ha presieduto a lungo, dal 1985 al 2015, la Croce Rossa del Liechtenstein ed è stata sempre molto attiva nel mondo della solidarietà. Con il marito hanno mantenuto sempre un profilo sobrio e riservato, per cui probabilmente non è particolarmente conosciuta.

Questa sera, dalle 20;15 alle 20:30, le campane del Principato hanno annunciato ai cittadini la sua scomparsa; nessun’altra notizia è stata diffusa finora.

Le foto del giorno – Una piccola rivoluzione bhutanese

Non pubblicavo da un po’ immagini dei reali bhutanesi ma diciamoci la verità, sono sempre un gran bel vedere.

Ieri il Re del Bhutan, accompagnato dalla sua splendida regina e dal delizioso principe ereditario, ha presenziato ad una cerimonia militare: il giuramento dei nuovi cadetti dell’esercito, il Royal Bhutan Army. Un evento che segna una piccola rivoluzione per il minuscolo regno himalayano; per la prima volta nella sua storia l’esercito ha aperto le porte alle donne, e così 150 ragazze hanno completato l’anno di addestramento previsto insieme a 151 coetanei, e ora sono pronte a servire il loro Paese.

Che può sembrare una sciocchezza ma non lo è, se è vero come affermava Simone de Beauvoir, che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Qualcuno potrebbe obiettare sull’opportunità di sposare la vita militare, ma il riconoscimento dell’uguaglianza dei sessi è sempre un passo avanti.

Anche nei momenti più marziali, il Bhutan appare comunque sempre il Paese attento più che al PIL, alla Felicità Nazionale Lorda, come lo ha voluto il Quarto Re Drago, padre dell’attuale sovrano: relativamente distante da crisi e drammi, avvolto in un clima incantato. Incanto cui contribuisce notevolmente Sua Maestà la Regina, la più giovane regina consorte del mondo e direi anche la più bella. La cui perfetta, impeccabile bellezza pur non essendo particolarmente comunicativa e intrigante – come ogni forma di perfezione – sembra in grado di toccare chiunque con la propria grazia squisita.

E pure la banda militare, magari non avrà il fascino rarefatto della sovrana, ma con le caleidoscopiche uniformi tradizionali ha sicuramente il suo perché.

Le foto del giorno – Le immagini ufficiali

A quattro giorni dalla cerimonia, la Casa Reale di Svezia ha pubblicato le fotografie ufficiali del battesimo del piccolo Julian.

La prima immagine mostra il principino, nato lo scorso 26 marzo, sorridente con i genitori e fratelli maggiori. Carl Philip e Sofia si sono sposati nella cappella del Palazzo Reale in 13 giugno 2015, e in appena sei anni hanno formato una bella famigliola, con tre bambini deliziosi.

Lo sfondo scelto per le foto è una sala tappezzata di verde nel palazzo di Drottningholm, che sorge sull’isola di Lovön, circa 10 km fuori Stoccolma. La sala era stata usata già dalla principessa Madeleine e dal marito Chris O’Neal per le fotografie del battesimo della terzogenita Adrienne, tre anni fa; ma in questo caso la fotografa Elisabeth Toll ha scelto un interessante punto di vista, piazzando il gruppo – qui con i nonni: i sovrani e i signori Hellqvist – in diagonale, davanti a un angolo con due finestre.

Terza foto di rito con padrini e madrine: Jacob Högfeldt (compagno di scuola di Carl Philip), Frida Vesterberg (amica di Sofia) Patrick Sommerlath (nipote della regina Silvia) e la coppia formata da Stina e Johan Andersson, anche loro intimi amici dei principi. Stina è ingegnere civile, e nel 2015 ha fondato un brand di calzature (Stinaa.J); indovinate? Le scarpette avorio indossate da Sofia sono sue. Il che non sarebbe un titolo di particolare merito – anche perché credo che le scarpe italiane non abbiano rivali al mondo – però sembra che le sue siano progettate in modo da essere particolarmente comode. Almeno quello. Non porta scarpe, e dunque al momento è totalmente disinteressato all’argomento il piccolo Julian, che se la ride beato. Che spettacolo!

(Tutte le foto: Elisabeth Toll/Kungl. Hovstaterna)

Le foto del giorno – Harry l’afghano

Penso che in questi giorni il pensiero della situazione afghana lasci con difficoltà le nostre menti, e la paura per ciò che potrebbe accadere in particolare alle donne alle ragazze alle bambine sia palpabile, e vada di pari col senso di una disperata impotenza.

Sovrani e membri delle famiglie reali al momento non si sbilanciano, al dramma umanitario si accompagnano complesse questioni politiche e i capi di stato devono – o sono costretti – a mantenere un atteggiamento necessariamente distaccato, perché naturalmente più di un governo ha le sue responsabilità.

C’è però un royal che con l’Afghanistan ha un rapporto diretto, ed è il Duca di Sussex, che nella sua decennale carriera militare è stato due volte in missione nel Paese asiatico. Harry ha rilasciato una dichiarazione nella sua qualità di fondatore degli Invictus Games – dedicati ai veterani feriti in servizio – insieme con Lord Allen of Kensington e Dominic Reid, rispettivamente presidente e CEO dei giochi. Un messaggio molto opportuno, secondo me, che invita tutti i soldati e i partecipanti agli Invictus Games ad aiutarsi e supportarsi.

Poteva forse bastare così, invece i Duchi di Sussex non hanno resistito alla tentazione di rilasciare un’ulteriore dichiarazione sul sito della loro fondazione, Archiewell. Dichiarazione che ha un po’ il sapore del minestrone, visto che mette insieme la situazione afghana, la pandemia e il terribile terremoto che tanta morte e distruzione ha portato ad Haiti. Dichiarazione di una certa banalità; meglio sarebbe stato forse dare qualche indicazione chiara su associazioni da sostenere, o magari organizzare direttamente una raccolta fondi.

O forse è solo Lady Violet he non ama troppo la retorica sulle tragedie.

Non volendo emulare i Sussex, mi permetto invece di segnalarvi due organizzazioni che lavorano direttamente in Afghanistan, e hanno la possibilità di portare aiuti concreti alla popolazione.

Particolarmente impegnata nella condizione femminile, ora particolarmente a rischio, è Pangea: https://pangeaonlus.org/contributo/emergenza-afghanistan/

Restano sul campo i medici di Emergency, che su questa pagina forniscono anche aggiornamenti sulla situazione: https://www.emergency.it/cosa-facciamo/afghanistan/

Ancora presenti in Afghanistan anche i Medici Senza Frontiere: https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/afghanistan-violenza-dilaga/

La foto del giorno – Happy birthday sister

Post non previsto, nato sull’onda della delizia provocata da una foto, che non poteva non diventare quella del giorno.

Compie oggi 71 anni Anne, The Princess Royal, nata il 15 agosto 1950, unica dei quattro figli di Elizabeth e Philip a venire alla luce a Clarence House invece che a Buckingham Palace come i suoi tre fratelli: all’epoca della sua nascita l’edificio era sottoposto a un’importante operazione di restauro per i danni conseguenza dei bombardamenti della guerra. Progettata due secoli fa da John Nash per William IV, all’epoca Duca di Clarence, Clarence House è ora la residenza del Principe di Galles e della Duchessa di Cornovaglia, e proprio nei suoi giardini fu scattata nel 1951 la deliziosa foto con cui gli account ufficiali dei Wales hanno fatto gli auguri alla birthday girl.

I due bambini sono ciascuno nella sua carrozzina, con un tenerissimo Charles che stringe la mano alla sorellina di pochi mesi. Il suo gesto, la bellezza di lei – quando la vide suo padre esclamò it’s the sweetest girl! è la più dolce delle bambine – l’elegante cappottino di lui (mio fratello ne aveva un uguale, e come lui immagino moltissimi bambini degli anni ’50 e ’60), la sua copertina con i soldatini ricamati, tutto racconta di un tempo passato ma rimasto intatto nella sua grazia.

Buon compleanno a una donna senz’altro fuori dall’ordinario, che come molti altri royals – ma finora unica britannica – ha gareggiato alle Olimpiadi (Montreal 1976); candidata come pochi altri royals tra cui lo zar Nicola II, al Nobel per la Pace; sola royal a sfuggire a un rapimento in tempi moderni, unica royal (almeno finora) ad essere condannata per un reato (il suo bull terrrier Dotty aveva morso due bambini). Una donna che di sé ha detto “Ogni volta che compaio in pubblico la gente si aspetta che io nitrisca, digrigni i denti, scalpiti e agiti la coda, e nulla di tutto ciò è semplice”.

Se poi volete incontrare altri nati in questo giorno li trovate qui (spoiler: c’è anche la famiglia di Lady Violet) Le foto del giorno – 15 agosto

Il battesimo di Julian

Battezzato oggi il piccolo di casa Bernadotte, Julian Herbert Folke, Duca di Halland, terzogenito di Carl Philip e Sofia e ottavo nipote dei sovrani, nato lo scorso 26 marzo, bello come il sole e moderatamente interessato all’evento di cui era protagonista, come tutti i suoi coetanei.

Cerimonia in una bella giornata di sole svedese – che immaginiamo meno soffocante di quelle che stiamo vivendo noi – nella Cappella della residenza reale di Drottningholm, alla presenza di un’ottantina di invitati. Il piccolo ha indossato l’antico abito battesimale di famiglia, cui il nonno ha aggiunto il nastro azzurro dell’Ordine dei Serafini, riservato ai soli Bernadotte e ai capi di stato stranieri, (tra cui il Presidente Mattarella), che comunque Julian non potrà indossare prima della maggiore età.

Accanto all’altare la corona del principe Federico Adolfo, antica di 250 anni; è infatti tradizione esporre una delle corone principesche in occasione di battesimi matrimoni e funerali dei principi di Svezia.

Padrini sono stati Jacob Högfeldt, che ha conosciuto Carl Philip sui banchi di scuola, Frida Vesterberg, amica di Sofia e cofondatrice della ONG Project Playgroung, Patrick Sommerlath, nipote della regina Silvia, e un’altra coppia di amici: Stina e Johan Andersson.

Impeccabile come sempre la sovrana nella più classica delle mise, molto stile Jackie: tailleur acquamarina con pillbox in tinta e accessori neutri. Non imitata da nessuna delle due figlie, che hanno scelto entrambe lo stile romantico (pure troppo): rosa/mauve per Victoria, azzurro per Madeleine

La futura regina indossa l’Adele Dress By Malina, che ha un aspetto piuttosto leggero nonostante l’abbondanza di stoffa, i capelli raccolti nel solito tiratissimo chignon – evidentemente non soffre di emicrania – con un non meglio identificato accessorio come acconciatura. Deliziosa Estelle in rosa; spesso in occasioni speciali la bimba ricicla abiti appartenuti alla madre quando aveva la sua età, e questo potrebbe davvero essere uno di quelli, dato che sembra tanto un modello anni ’80. Menzione speciale – come sempre, Lady Violet ha un debole per lui – per il piccolo Oscar, imbronciato come d’abitudine e pure dotato di cravattino Irresistibile!

Dopo lunga assenza, dovuta principalmente alla pandemia, ma forse anche a una certa insofferenza verso gli obblighi reali, si rivede Madeleine con tutta la famiglia; ed è subito rapsodia in blu. La principessa, che l’anno prossimo compirà i 40, indossa un abito in tessuto stampato color fiordaliso di Zimmermann; non ritenendo evidentemente sufficienti rouches e falpalà, si è piazzata in testa una decorazione floreale a cascata (la segreta speranza di Lady Violet è che a un certo punto sia cascata davvero, a terra). Accanto a lei il marito anglo americano Chris O’Neal, che sembra sempre aver dormito vestito, essersi appena svegliato, e trovarsi lì per caso, col tipico malumore che precede il primo caffè.

Belli e simpatici i fratelli maggiori del battezzando: Alexander, cinque anni, e Gabriel, quasi quattro, che durante la cerimonia hanno senz’altro attirato l’attenzione senza però mettere la chiesa a ferro e fuoco (la cugina Leonore, prima figlia di Madeleine, al battesimo di uno dei cugini fece veramente l’ira di Dio; e come dimenticare Felipe Juan Froilán de Marichalar, che, paggetto al matrimonio dello zio con Felipe con Letizia, assestò un calcio a una damigella?).

Last but not least i genitori, Carl Philip e Sofia. Se lui con l’uniforme da ufficiale di marina fa la sua figura – e che figura! – lei ha pensato di onorare la moda italiana indossando un abito di Etro il Santa Barbara Maxi Dress. Che come tutti i capi di sapore etnico va interpretato.

Se l’estetica della maison si basa sull’idea di uno stile décontracté, con abiti di lusso ma indossati sempre in modo disinvolto e con un mood rilassato, la cosa peggiore che si possa fare è trasformarli in mise bon chic bon genre, con le scarpette scollate e pure bianche, un look che mio padre, appassionato di operetta, avrebbe definito da Principessa della Czarda. Ed evidentemente il sole scandinavo batte più di quanto pensiamo; cosa può essere stato se non un colpo di sole a spingere la graziosa Sofia a fermarsi i capelli con un fiocco-monstre che sarebbe stato eccessivo pure nei favolosi ma sovrabbondanti anni ’80?

Nota tecnica: questo è il primo battesimo reale a non essere stato trasmesso in diretta televisiva. Ciò dipende probabilmente dal fatto che in conseguenza della decisione presa dal sovrano nel 2019 a Julian non spetta il predicato Sua Altezza Reale, pur restando settimo nella liea di successione. La cerimonia verrà comunque trasmessa in differita domani, domenica 15, su SVT.