La foto del giorno – Capaci, 29 anni fa

Sabato 23 maggio 1992 il giudice Giovani Falcone e sua moglie Francesca Morvillo rientrano da Roma a Palermo per il weekend. Arrivati all’aeroporto di Punta Raisi (oggi intitolato a Falcone e Borsellino) salgono a bordo di una croma bianca e imboccano l’autostrada per raggiungere la città; il giudice è alla guida, sua moglie accanto a lui. Hanno due auto di scorta: una li precede e una li segue Alle 17:58 il mafioso Giovanni Brusca aziona un comando a distanza che causa lo scoppio di un ordigno posto sotto il manto stradale, all’altezza dello svincolo di Capaci. Gli occupanti della prima auto – Vito Schifani, 27 anni; Antonio Montanaro, 29; Rocco Dicillo, 30 – muoiono sul colpo; Giovanni Falcone, 53 anni, e Francesca Morvillo, 47, moriranno più tardi in ospedale per le ferite riportate. Lei è l’unica donna magistrato uccisa in Italia, morta per dovere e per amore.

La tragedia sconvolge l’Italia e gli Italiani, e supera i confini nazionali; sovrani e capi di Stato dai quattro angoli del globo si affrettano a inviare messaggi di cordoglio e solidarietà al nostro Paese.

(Ph: Alamy)

Giovedì 28 maggio accade ciò che nessuno si aspetta: Sua Maestà la Regina Elizabeth II accompagnata dal principe Philip deve raggiungere Malta per una visita di due giorni, ma decide di fare una sosta – annunciata appena poche ore prima – per rendere omaggio alle vittime della strage. La sovrana compare sulla scaletta dell’aereo reale alle 14:30, da qui una lunga teoria di auto accompagna la coppia sul luogo della strage. La visita dura solo dieci minuti, poi la regina e il consorte raggiungono il porto di Palermo dove li attende il Royal Yacth Britannia per portarli a Malta.

Una breve preghiera, gli occhi azzurri che guardano increduli l’orrore, e quelle due parole espresse a bassa voce: incredible, incredible.

Elizabeth è il primo capo di Stato straniero a raggiungere Capaci per rendere omaggio ai caduti.

Un gesto, per me, indimenticabile.

Breaking News!

Una notizia bella e una brutta arrivano da casa Windsor.

La bella è che la principessa Beatrice di York e il marito Edoardo Mapelli Mozzi hanno annunciato di aspettare il primo figlio. La creatura, che nascerà in autunno, sarà il dodicesimo pronipotino della sovrana, dato che nel frattempo sarà arrivata anche la bimba di Harry e Meghan. I signori Mapelli Mozzi penseranno a un nome italiano per il loro bebè, in modo da armonizzarlo col cognome? Vedremo. Quel che è certo è he la coppia ha festeggiato due giorni fa i dieci mesi di matrimonio, e Lady Violet non può fare a meno di chiedersi come mai il lieto annuncio non sia stato dato appunto l’altro ieri. Incidentalmente, oggi è il terzo anniversario delle nozze dei Duchi di Sussex, che annunciarono di aspettare Archie al matrimonio di Eugenie, amatissima sorella di Beatrice. Non sono straordinarie queste coincidenze?

La notizia brutta – che non è stata confermata da Buckingham Palace ma viene data per certa dalla stampa – è la morte di uno dei due cuccioli arrivati a marzo ad allietare Sua Maestà in uno dei periodi più difficili della sua vita. I due cagnolini erano stati chiamati Fergus e Musk, in onore della Queen Mom e del retaggio scozzese di famiglia. Fergus, un dorgi (cioè un incrocio tra un bassotto e un corgi), è quello che è mancato nello scorso weekend ad appena 5 mesi; il suo nome era quello del fratello della Regina Madre morto in battaglia durante la prima guerra mondiale (in sua memoria la sorella lasciò il bouquet da sposa sulla tomba del Milite Ignoto a Westminter Abbey, dando origine a una delle più delicate tradizioni dei royal wedding). Alla sovrana resta un cucciolo di corgi che si chiama Muick, dal Loch Muick, nella tenuta di Balmoral. Speriamo che le sia di conforto, insieme ai pronipotini in arrivo.

Le foto del giorno – Una splendida cinquantenne

La Consorte più colorata, divertita e divertente compie oggi cinquant’anni, prima di una schiera di royal ladies che la seguiranno presto: Mary di Danimarca li compirà a febbraio dell’anno prossimo, poi a settembre l’algida Letizia di Spagna e Mathilde, Regina dei Belgi, a gennaio del 2023.

Per celebrare l’occasione, la Corte olandese ha diffuso tre nuove fotografie di Máxima, scattate dall’adorante marito all’inizio del mese nel parco della loro residenza, il palazzo Huis ten Bosch. La sovrana compare vestita in modo insolitamente semplice, con un pullover di cashmere bianco dal gran collo (di Massimo Dutti, brand alla portata di molti che io credevo italico, invece è spagnolo e fa parte del gruppo Zara); bella, sorridente e perfino pettinata, una delle sue versioni migliori di sempre, secondo Lady Violet.

Più autunnale ma sempre splendida quando si copre le spalle con la mantella pied-de-poule (Saint Laurent), e lascia intravvedere degli orecchini di una certa consistenza. Orecchini che possiamo ammirare in tutto il loro smisurato splendore nell’ultima foto: dei grandi fiori bianchi tridimensionali, molto da lei, che volendo potrebbero essere anche da noi: sono infatti Zara.

Fantastica, irresistibile Máxima, buon compleanno.

Royal chic shock e boh

Che ne dite, riprendiamo la rubrica domenicale? Lady Violet è convalescente e va ancora un po’ a rilento, ma in questi giorni ci sono state occasioni interessanti che sarebbe un peccato non commentare insieme.

Gruppo di famiglia n°1

Sabato 15 maggio il quindicenne Christian di Danimarca, secondo in linea di successione dopo il padre Frederik, ha ricevuto la cresima. La cerimonia si è tenuta nella chiesa del Castello di Fredensborg, ed è stata l’occasione per vedere tutta la famiglia riunita: un’immagine veramente bellissima, col festeggiato e la sua famiglia in bianco e blu, e la nonna Margrethe in rosso. Elegantissima la sovrana in una mise color papavero che le illumina l’incarnato; che meraviglia queste signore agée vestite di colori brillanti, dovrebbero ispirare tutte le loro coetanee, tristi fidanzatine dei toni neutri. Sulla sua spalla brilla la spilla a forma di margherita che indossa in tutte le occasioni più importanti (l’aveva anche sull’abito da sposa). Chic.

Completo blu per i tre uomini di casa, tailleur pantaloni bianco per la quattordicenne Isabella, stile bon ton – gonna a pois e giacchina di tweed – per la piccola Josephine, 10 anni. Mise supersobria per Mary, che immaginiamo sia la regista di questa perfetta messa in scena: abito midi in seta a micropois firmato Iris&Ink, scarpe nude nella stessa tonalità della pelle (strategia infallibile per allungare le gambe) fascinator blu scuro, Più il tocco che dimostra come Mary abbia imparato a perfezione il linguaggio dei gioielli reali: sull’abito ha appuntato la Connaught Sapphire Brooch, una spilla composta da uno zaffiro contornato da diamanti con un piccolo festone di perle; diamanti e una perla anche nell’elemento pendente. Il gioiello fu donato alla principessa prussiana Luise Margarete in occasione delle sue nozze con Arthur, Duca di Connaught e Strathearn, settimo figlio della Regina Victoria. La loro figlia Margaret portò con sé la spilla andando sposa dell’erede al trono di Svezia, e alla sua morte prematura fu ereditata dall’unica figlia Ingrid, in seguito Regina Consorte di Danimarca e madre dell’attuale sovrana Margrethe II. Mary indossava la spilla il 21 gennaio del 2006, il giorno in cui Christian fu battezzato. Che vi devo dire, l’abito è un po’ triste e non mi fa impazzire ma tutto l’insieme, come avrebbe detto mia madre, mi è piaciuto molto. Chic.

Gruppo di famiglia n°2

Il 17 maggio Máxima d’Olanda compie cinquant’anni; nell’impossibilità di organizzare un gala comme il faut la pirotecnica sovrana si è dovuta accontentare di un concerto al Teatro Carré di Amsterdam, che sarà trasmesso in televisione. Con Máxima e Willem Alexander c’erano la ex Regina Beatrix (che dopo l’abdicazione ha ripreso il titolo di Principessa) e le tre figlie: l’erede al trono Catarina-Amalia, che a dicembre compirà 18 anni; Alexia, che ne avrà 16 il mese prossimo, e la quattordicenne Ariane. Tutte e tre altissime sembrano più grandi della loro età; come tutte le ragazze sperimentano per trovare il loro stile e perciò sospendiamo ogni giudizio; però sono certa che in futuro ci daranno grandi soddisfazioni, o almeno grande allegria. Vestite ognuna a modo suo – una fantasia oscura e un po’ punitiva per Amalia, stile gypsy per Alexia e effetto camicia da notte per Ariane – non potrebbero fornire un’immagine più diversa da quella della famiglia danese, ma in fondo è giusto che ognuno mostri le sue peculiarità.

(Ph: Patrick van Katwijk/WireImage)

La bionda regina ha scelto, come fa spesso, la creazione di uno stilista olandese, in questo caso la giovane Iris van Herpen. I cui abiti sono anche interessanti, ma rischiano di perdere molto del loro fascino quando scendono dalle passerelle. In questo caso si tratta di un fourreau color carne, ricoperto di tulle con un pattern azzurrognolo che sembra un ologramma, o un disegno in 3d.

Francamente lo trovo orrendo, o quanto meno non adatto alla gioiosa fisicità di Máxima. Nonostante l’impressionante demiparure di smeraldi, shock.

Gruppo di famiglia n°3

Martedì scorso Her Majesty accompagnata dal figlio Charles, poi relegato in postazione laterale, ha inaugurato il Parlamento. Di lei e della sua mise, elegantemente riciclata, abbiamo già parlato (Le foto del giorno – State Opening of Parliament 2021) ma c’è un dettaglio che rende la scelta di Sua Maestà teneramente significativa: l’abito a fiori grigi e gialli che completa l’insieme è stato indossato dalla sovrana nella fotografia che la ritrae con Philip per il suo novantanovesimo compleanno. Imbattibile.

La Duchessa di Cornovaglia, terzo e ultimo membro della Royal Family presente, pur rispettando il dress code che prevedeva una mise da giorno, ha scelto di vestire in bianco, colore tradizionalmente usato quando per l’occasione si indossa l’abito cerimoniale.

Bellissimo il cappello Philip Treacy, interessante il soprabito, giocato in due tonalità di bianco – la parte inferiore e una fila di rombi sono in un color ostrica, mentre la parte superiore e la fila di rombi a contrasto sono off white – anche se il tessuto piuttosto rigido non rende impeccabile il fitting. Perfetti gli accessori, rigorosamente in tinta, a partire dalle décolleté bicolori Chanel. Anche Camilla ha appreso a perfezione il linguaggio dei gioielli reali, e indossa una spilla appartenuta alla Queen Mother, un pezzo déco in cristallo di rocca circondato da diamanti, con diamante centrale; la trasparenza del cristallo di rocca rende il gioiello diverso a seconda del colore su cui viene appuntato; sul bianco è veramente favoloso. Chic.

Non è comparsa insieme alle altre, ma la Duchessa di Cambridge è sicuramente una delle royal ladies protagoniste dell’ultimo mese; per la grazia con cui ha affrontato il funerale del principe Philip, per la semplicità con cui ha festeggiato i dieci anni di matrimonio in famiglia, per il garbo e l’empatia con cui affronta i suoi impegni.

Tre giorni fa, in compagnia del marito, è stata a Wolverhampton, dove ha visitato tre organizzazioni che si occupano di bambini e ragazzi in difficoltà. Impeccabile il look da lavoro in total blue: sotto il cappotto lungo dei pantaloni ampia vita a lta (Jigsaw) e una blusa a pois con colletto smerlato (Tory Burch), che non mi fa impazzire ma almeno dà quel necessario tocco di luce. In più il dettaglio raffinato e very British della mascherina in tessuto Liberty. Chic.

Il 7 maggio aveva attirato l’attenzione di molti durante la visita al Royal London Hospital, seguita da quella all’archivio della National Portrait Gallery. In questo caso la scelta è caduta su un cappottino, della collezione 2018 di Eponine London, di un bellissimo rosso arancio foderato di blu elettrico. Si saranno ispirati al classico cappotto casentino? L’abbinamento col beige caramello spegne un po’ l’insieme, ma non mi dispiace. Deliziosa la borsa, la Nano Montreal di DeMellier. Anche questa volta chic.

Le foto del giorno – State Opening of Parliament 2021

Con una cerimonia in tono minore e davanti a pochi ben distanziati parlamentari, questa mattina Her Majesty ha compiuto l’annuale inaugurazione del Parlamento, leggendo il discorso programmatico scritto per lei – unico durante tutto l’anno – dal Prime Minister Boris Johnson.

Per la prima volta in 120 anni la Regina sedeva da sola; per la prima volta da quando, nel 1901, a quello di Re Edward VII ne fu appaiato un altro per la Regina Alexandra, il trono destinato al Consorte è stato rimosso. Sua Maestà ha raggiunto il suo posto al braccio del principe di Galles, che contrariamente a quanto accaduto in precedenza non si è sistemato accanto alla madre, ma ha preso posto con la moglie su due sedute poste lateralmente.

La Regina non è giunta a Westminster in carrozza, ma in auto da Windsor, in compagnia di una lady-in waiting; sempre in auto è arrivata la Imperial State Crown, che da qualche anno viene esposta accanto alla sovrana che, a causa del peso, preferisce non indossarla più.

In ossequio alla sobrietà che ha caratterizzato l’evento, la sovrana ha lascito l’abito cerimoniale nell’armadio, preferendo invece una mise da giorno non priva di dettagli interessanti. Innanzi tutto il colore: sappiamo che la Royal Family ha osservato due settimane di lutto stretto dopo la morte del principe Philip, ma Sua Maestà è comunque una signora d’altri tempi, e ha optato per una tinta da mezzo lutto, il grigio perla; un soprabito con un ricamo di fiori giallo oro intorno alla scollatura, completato da un abito fantasia en pendant. Una mise, tra l’altro, riciclata: l’aveva già indossata per il Ladies Day nell’ultima edizione di Ascot aperta al pubblico, quella del 2019 (Ascot, Ladies Day).

Sulla spalla sinistra brilla la coppia di clips in diamanti e acquamarine, firmate Boucheron, dono dei genitori per il diciottesimo compleanno, il 21 aprile 1944.

Lady Violet confessa: in questo caso proprio non so spiegare questa scelta, ma guardandola non ho potuto non notare che i colori della sua mise, grigio e giallo, sono i due scelti da Pantone per il 2021. Perché Her Majesty non segue mai la voga, ma spesso la anticipa.

Le foto il giorno – Grandi speranze

Cari lettori, Lady Violet si scusa con voi per questa lunga assenza. Come qualcuno sa, e qualcuno avrà indovinato, lo sgradito ospite che imperversa sul pianeta da un annetto abbondante ha deciso di farmi visita. Sarà perché è un corona virus e non ho resistito, sarà perché ho voluto replicare l’esperienza di alcune teste coronate, da Albert II de Monaco a The Prince of Wales, ai principi svedesi, la verità è che mi sono ammalata anch’io. Una forma per fortuna non gravissima, curata a casa dal medico di base, ma ugualmente pesante e faticosa che non ha consentito di seguire il blog.

Ora il peggio dovrebbe essere passato, e dunque riprendiamo; lo facciamo con le fotografie che festeggiano il primo compleanno del piccolo Charles del Lussemburgo, nato il 10 maggio 2020.

Questa delizia di bambino, dotato di irresistibili guanciotte, è pur sempre un futuro sovrano, e sta dunque ricevendo qualche dono inconsueto, come una serie di francobolli commemorativi che raccontano il suo primo anno di vita, o un albero di ciliegio, piantato in suo onore un paio di giorni fa nel villaggio di Oetrange.

E quelle sulla crescita del pupo non sono le uniche buone notizie dal Granducato che di recente ha annunciato le nozze di Louis, terzogenito dei sovrani, con la giovane Scarlett-Lauren Sirgue, figlia di un avvocato di Bordeaux, che ha seguito le orme paterne e lavora nel foro della capitale francese dove Louis, divorziato da Tessy Anthony, vive e lavora. A sua volta Tessy è in attesa di un bebé dal nuovo compagno.

Per fortuna, le belle notizie non mancano mai, come i royal weddings e i royal babies.

L’addio a Philip. Qualche dettaglio, qualche risposta.

Il giorno dopo la tristezza e la commozione è il momento di dedicare la nostra attenzione ai dettagli. A partire da quelli che non abbiamo visto: sembra che la Regina avesse con sé in borsa una fotografia dei tempi felici: lei e Philip giovani, all’inizio di quel viaggio straordinario che è stato il loro matrimonio. E sembra che abbia usato come fazzoletto una delle pochette bianche che il principe portava nel taschino realizzate per lui dai suoi sarti di Savile Row, Kent & Haste.

La Regina e la Richmond Brooch

È una delle domande che si sono posti tutti, perché Sua Maestà abbia scelto una spilla che, al contrario di altre, non ha un legame diretto col marito scomparso. Provo a dare una risposta: alcune di quelle più strettamente legate a Philip, come la Sapphire Chrysanthemum, indossata in viaggio di nozze e spesso negli anniversari del matrimonio, o magari la Grima Ruby, che lui le donò per i 40 anni, hanno pietre colorate – zaffiri l’una, rubini l’altra – e il lutto non ne consente l’uso (la seconda poi è in oro giallo, totalmente inadatta). Altre, come la Six Petal Diamond Flower, indossata per l’annuncio del fidanzamento ufficiale, sarebbero andate bene, ma io penso che Her Majesty abbia voluto onorare il consorte scomparso con un pezzo indossato sempre in occasioni di grande importanza, molte delle quali legate alle forze armate come il Festival of Remebrance, ma anche la cerimonia per i suoi 90, l’udienza con Papa Giovanni Paolo II nel 2000 o il matrimonio dei Sussex. La spilla è composta da diamanti con una perla centrale (che può essere sostituita da un altro diamante) più una perla a pera come pendente che può essere rimosso, come in questo caso. Fu donata dalla città di Richmond a Mary di Teck, che andava sposa all’allora Duca di York, all’epoca secondo nella successione. Un gioiello che celebra un riuscito matrimonio reale e il ruolo di consorte del sovrano, ma porta con sé un dettaglio particolarmente significativo.

Quel 6 luglio 1893, il giorno in cui sposò George, Mary aveva dieci damigelle; una delle quali era Alice di Battenberg, la madre di Philip (è la prima bambina as inistra, in seconda fila, seduta su una sedia). Ed ecco che il cerchio si chiude.

Catherine e il choker di perle

Perle e diamanti anche per la Duchessa di Cambridge, che ieri ha incantato un po’ tutti, per l’aspetto – bello il cappottino di Catherine Walker fermato da un nodo obliquo, e il cappellino che dava alla sua mise un’aria vagamente anni ’40 – ma soprattutto per il comportamento, da vera futura regina. Al suo collo brillava un choker: quattro fili di perle coltivate, dono del Governo giapponese, fermati da una favolosa chiusura di diamanti. Il collier appartiene alla Regina, che lo ha indossato poche volte, non amando particolarmente questo modello; molti lo ricordano indosso a Diana nel novembre 1982, alla gala dinner offerto da Beatrice d’Olanda, in visita nel Regno Unito insieme al marito Claus. Ma anche Catherine lo ha già indossato, nel 2017, per i 70 anni di matrimonio tra Elizabeth e Philip. Perle e diamanti anche per gli orecchini, i Bahrain Pearl Drop. Per il matrimonio di Elizabeth e Philip arrivò in dono dal Bahrein una madreperla contenente ben sette perle; due furono usate per questi orecchini, che la Regina ha prestato spesso sia a Catherine sia a Sophie di Wessex. E altri cerchi si chiudono.

Camilla e il badge militare

Per la Duchessa di Cornovaglia né perle né diamanti; lei ha onorato il suocero indossando un badge militare in argento. La spilla evoca il corno che nel XIX secolo sostituì il tamburo per dare ordini sul campo di battaglia. È uno dei simboli della fanteria leggera e del corpo dei fucilieri, The Rifles, di cui Camilla è diventata Colonel-in-Chief la scorsa estate al posto di Philip, che in quella occasione comparve in pubblico per l’ultima volta. Tutti i fucilieri presenti indossavano lo stesso badge, come la duchessa. Un omaggio che il vecchio soldato avrebbe gradito sicuramente.

Le calze!

Scivolata delle sorelle York, che alle canoniche hanno preferito delle calze chiare. Molto chiare, troppo! Ragazze, superati i 30 dovet stare più attente. Menzione d’onore per i due mariti, Edoardo e Jack, affettuosamente impeccabili. Calze chiare anche per la signora in alto a destra, che dovrebbe essere la Contessa Mountbatten of Burma. Pazienza.

Quercia o lana?

Il corpo di Philip riposa in una bara di quercia foderata di piombo, come deciso da molti anni, secondo l’uso reale britannico. La quercia è l’albero che rappresentala sovranità, terrestre e celeste, e il suo legno è particolarmente resistente, tanto che l’origine del termine “robusto” si fa risalire a quercus robur, la specie di quercia più diffusa in Europa. Prima del funerale però, si è diffusa la voce che le spoglie del principe potessero venire custodite recuperando un’altra vecchia tradizione inglese: la bara di lana. Un sistema che sta tornando attuale in ossequio alla moda che ricerca prodotti biodegradabili, e sembra che uno dei principali fornitori sia la stessa fabbrica che fornisce il panno per le uniformi, almeno quelle reali. La tradizione delle sepolture nella lana risale a una legge del 1660, che per favorirne il mercato, così tipicamente British, imponeva che le salme fossero avvolte in sudari di questo materiale, pena multe pesanti. Naturalmente l’aspetto ecologico in questo caso sarebbe inutile, dato che Philip verrà sepolto con Elizabeth all’interno della St George’s Chapel, ma come potete immaginare ha già destato l’attenzione del futuro re, Charles, appassionato sostenitore di cause ambientali, dunque nel caso sappiamo già cosa potremmo aspettarci.

P.S. a tutte le amiche tricoteuses segnalo che esiste già una bella produzione di bare in lana handmade, con la possibilità di ricamare le iniziali del defunto. Una possibilità da tener presente coi tempi che corrono.

Le foto del giorno – L’addio

L’emozione è stata forte, e dura ancora. Lasciamo dunque sedimentare impressioni e sensazioni; questa sera vi propongo una piccola rassegna delle immagini che mi hanno colpita di più.

Sola. Per le norme anticovid, certo. Ma anche perché cosa ha diviso con quell’uomo per 73 anni lo sa solo lei. E avrà pensato a quel giovanotto bello come un dio geco che ottantadue anni fa le rubò il cuore per sempre. E che quel “per sempre” durerà ancora, prima in un altro modo e poi in un altro tempo e in un altro luogo.

La ghirlanda di fiori bianchi posata sul feretro insieme allo stendardo personale del principe, il suo berretto da ufficiale di marina e la spada, dono del suocero George VI il giorno del matrimonio con Elizabeth. I fiori sono stati scelti personalmente da Sua Maestà: i gigli simbolo di rinascita, le rose che indicano rispetto e ricordo, oltre ad essere i fiori di giugno, mese di nascita di Philip, I gelsomini per la purezza, i piselli odorosi simbolo di partenza e di ringraziamento, i wax flowers che evocano l’amore senza fine, le fresie profumate.

I soldati a capo chino, un gesto di rispetto verso il vecchio commilitone. Non mi sembra di averne mai visti da noi, e invece mi sembra molto bello e anche scenografico, ma i Britannici, si sa, in questo sono maestri.

Il corteo. Charles stravolto, Anne pietrificata, Edward commosso, Andrew imperscrutabile. È uno dei momenti più emotivi: chiunque abbia seguito il feretro dei propri genitori – o delle persone amate – si è identificato con loro. E chi aveva conosciuto la Royal Family come composta da persone dal self control innaturale e, diciamolo, a volte quasi fastidioso, si è reso conto di quale cambiamento sia avvenuto tra i Windsor. Sarà stata Diana, sarà stato il comprendere che i cittadini avrebbero gradito una maggiore empatia, ma il cambiamento è avvenuto, e non si torna indietro.

William e Harry. Era ciò che tutti speravano, ed è accaduto: i due fratelli, separati nel corteo dal povero Peter Phillips (mi ha fatto venire in mente Aznavour che cantava e io fra di voi) si sono avvicinati, si sono parlati, e ci auguriamo che abbiano iniziato a superare le recenti brutte incomprensioni.

Il momento clou. Verso la fine della cerimonia, è salito sull’altare il Garter Principal King of Arms – in pratica il responsabile del collegio araldico – che ha declamato i titoli dello scomparso; subito dopo è stato inquadrato il Pipe Major of the Royal Regiment of Scotland che ha suonato la sua cornamusa (intenerendo molti cuori, a partire di quello di Lady Violet, che viene da una terra di zampogne). In quel momento, davanti agli occhi della sola famiglia, il feretro è sceso nel sottostante Royal Vault, dove resterà in attesa di raggiungere il posto definitivo accanto a quello della Regina, nella King George VI Memorial Chapel.

L’immagine preferita di Lady Violet. A cinquant’anni l’attivissimo Duca di Edimburgo decise che era il caso di dedicarsi a uno sport meno pesante di quelli praticati fino ad allora, e si dedicò agli attacchi; il giorno del suo funerale non è mancato l’ultimo dei suoi mezzi, naturalmente ridisegnato da lui. Al suo posto il suo berretto, i guanti, il plaid e la scatola col tappo rosso piena di zuccherini per i due pony: Balmoral Nevis e Notlaw Storm. Quest’omaggio alla vita e alle passioni del principe appena scomparso mi ha riportato alla memoria il cane da caccia di Rainier III di Monaco – scomparso anche lui in aprile, sedici anni fa – che ne seguì il feretro. In fondo chi non vorrebbe essere accompagnato dalle creature e dalle cose amate?

Tutto è pronto

Tutto è pronto, e tra poche ore sarà tutto finito.

Terminate le esequie, il Duca di Edimburgo verrà sistemato nel Royal Vault, la camera sepolcrale sotto la St George’s Chapel a Windsor; quando sarà, verrà sepolto insieme alla Regina nella King George VI memorial chapel, all’interno dello stesso edificio sacro, dove giacciono i genitori di Sua Maestà e sua sorella Margaret. Gli onori militari sono stati predisposti e verranno presentati nel breve tragitto – otto minuti – tra l’uscita dal castello e l’ingresso in chiesa. La salma sarà trasportata su un mezzo Land Rover che Philip stesso aveva contribuito a ridisegnare; secondo il suo desiderio, è dipinto di verde militare.

Come sapete, le regole anticovid impongono che al funerale partecipi un numero ristretto di persone, solo 30, per cui è stata necessaria una cernita accurata. Ci saranno i quattro figli e i loro consorti, cioè Camilla, Sophie e Tim Laurence; mancherà naturalmente Sarah Ferguson, che pur vivendo sotto lo stesso tetto è divorziata dal Duca di York. Presenti tutti e otto i nipoti, accompagnati dai consorti in carica – Catherine, Mike Tindall, Jack Brooksbank ed Edoardo Mapelli Mozzi – oltre a Meghan, assente per gravidanza, resta a casa Autumn, separata da Peter Phillips. Ci saranno i figli di Margaret, Lady Sarah col marito Daniel Chatto, e David Snowdon, anche lui da solo in quanto anche lui separato di fresco. Completeranno la Royal Family Alexandra di Kent, suo fratello maggiore il Duca di Kent (ma non il minore, Michael) e il Duca di Gloucester, entrambi senza le mogli. La famiglia d’origine del Duca di Edimburgo sarà rappresentata da Bernhard, Principe Ereditario di Baden – sua nonna era Theodora, sorella di Philip – il Principe di Hohenlohe-Langenburg, nipote della sorella Margarita, e il Langravio Donatus von Hessen (imparentato non solo col principe ma anche con i Savoia, essendo sua nonna la sventurata Mafalda). Chiude la lista la Contessa Mountbatten of Burma, cara amica di Philip e nuora di sua cugina Patricia (figlia di Lord Mountbatten).

La Regina raggiungerà la St George’s Chapel a bordo di una Bentley, accompagnata da una delle sue ladies-in-waiting; in chiesa dovrebbe sedere a un banco da sola. E il cuore di Lady Violet è già in pezzi.

Tutti i presenti indosseranno la mascherina, mentre il dress code prevede per le signore abito nero da giorno, per gli uomini mourning suits, cioè tight con panciotto nero, o più semplicemente abito scuro; in entrambi i casi con camicia bianca e cravatta nera. La scelta si è resa necessaria per evitare imbarazzi a Harry, che non avrebbe più diritto a indossare l’uniforme, e a Andrew, che avrebbe voluto indossare quella da Ammiraglio. Credo che questo dettaglio sottolinei in maniera macroscopica l’abisso tra lo stile del defunto e quello dei suoi eredi.

Se volete seguire la cerimonia in diretta, dovrebbe essere trasmessa sia su Rai News 24 (canale 48) sia su Sky Tg 24 (canale 50); finalmente oggi sono stati decisi due speciali: su Rai Uno alle ore 15:45 e su La7 alle 15:30.

Filippo l’Abruzzese

Confesso, non lo sapevo, ma quando l’ho scoperto qualche giorno fa l’anima abrubritish di Lady Violet ha avuto un brivido.

Accade che nell’autunno del 1970 il Parco Nazionale d’Abruzzo – dopo quello del Gran Paradiso il secondo più antico d’Italia, istituito con regio decreto in data 11 gennaio 1923, ad appena un mese dall’altro – stava affrontando una serie di difficoltà che ne mettevano a rischio la stessa sopravvivenza. Partì una richiesta di aiuto internazionale, e arrivò in soccorso un principe vero, senza sfolgorante armatura ma con la fama di paladino della natura e il titolo di Presidente del WWF UK.

Lo storico Presidente del Parco, Franco Tassi, ha raccontato che Philip prese a cuore la situazione e si fece portatore delle sue istanze direttamente con l’allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. Accompagnato da un solo uomo del suo staff, il Duca di Edimburgo stupì tutti quando, in ossequio alla sua naturale frugale, piuttosto che al Grand Hotel del Parco preferì alloggiare nel vicino Motel Agip. Che era gestito da Inglesi, increduli di poter ospitare il consorte della loro regina.

Della partita era anche Fulco Pratesi, che quattro anni prima aveva fondato il WWF Italia; il gruppetto, dopo un’arrampicata, incrociò due orsi marsicani, che il principe entusiasta fotografò con la macchinetta che si portava dietro. Non è nota la reazione degli orsi, i sovrani del Parco, ma tra reali ci si sarà intesi.

A Lady Violet piace soprattutto quest’ultima immagine, col principe nelle cui vene scorreva il sangue più blu d’Europa perfettamente a proprio agio – e col tipico ironico sorriso – tra i volti silvani degli autoctoni.