La foto del giorno – 7 ottobre

La foto di oggi ha un titolo: Tre Generazioni, e arriva dalla Svezia. Ritrae il Re Carl XVI Gustav e la Principessa Ereditaria Victoria con la primogenita Estelle: il presente e il futuro della Corona.

Tre generationer

(Ph. Sandra Birgersdotter Ek/Kungl. Hovstaterna)

Con l’immagine arriva la notizia che il sovrano ha deciso di snellire la struttura della Royal House: cinque dei sette nipotini perdono lo status di Altezza Reale pur rimanendo nella linea di successione. Si tratta dei due figli di Carl Philip e Sofia, Alexander e Gabriel, e dei tre di Madeleine e Chris O’Neal, Leonore, Nicolas e Adrienne. I piccoli mantengono il titolo principesco e quello ducale attribuito loro alla nascita, che però in futuro non verrà esteso né ai coniugi né ai figli, e non avranno impegni di rappresentanza della Corona se non occasionalmente, su richiesta e per incarico del sovrano. La Svezia si adegua così a quanto accade in altre Case Reali – quella spagnola, per dirne una – riducendo l’onere a carico dei cittadini.

Una decisione ufficialmente presa con l’accordo di tutta la famiglia, e quanto mai opportuna soprattutto dopo le scelte di vita della figlia minore Madeleine, che vive a Miami con la famiglia e partecipa saltuariamente agli impegni regali.

Lady Violet rivolge un pensiero a Carl Philip, che nacque principe ereditario  maa pochi mesi dovette restituire – com’è giusto che sia – la primogenitura alla sorella maggiore, e ora riceve un ulteriore declassamento. È la sorte del secondogenito, il figlio cadetto, in quelle poche famiglie dove l’ordine di nascita conta ancora qualcosa.  

 

Royal chic shock e boh – special edition

Parliamo finalmente del tour appena concluso dei Duchi di Sussex, e lo facciamo analizzando le mise della duchessa. Il filo conduttore del guardaroba di Meghan in questa occasione è sintetizzabile in due parole: riciclo e chemisier. meghan south africaUna scelta interessante ma declinata non sempre felicemente. Si inizia con un capo già visto, l’abito-camicia azzurro intenso indossato già lo scorso anno durante il tour in Oceania. In quel caso la duchessa era in dolce attesa, in questo è mamma da poco, ed evidentemente il taglio di quest’abito è abbastanza confortevole; il problema è l’ostinazione a indossare la cintura, che esalta la disarmonia tra tronco robusto e squadrato, gambe sottilissime praticamente senza polpacci, e testa piuttosto piccola. Questo è comunque uno di quelli che le sta meglio, anche grazie al colore. Peccato per le espadrillas nere en pendant coi boccoli sparsi sull’affannoso petto. Boh. meghan south africa mandelaPer l’ultimo degli impegni prima di ripartire un altro riciclo, questa volta sentimentale: per incontrare Graca Machel, vedova di Nelson Mandela, Meghan indossa lo stesso abito di Nonie con cui lo scorso anno visitò la mostra organizzata al Mandela Centre di Londra per il centenario della nascita di Madiba. Il modello che evoca più il trench che la camicia a me piace, il colore le sta d’incanto, discreto l’abbinamento con le scarpe Stuart Weizman, ma l’abito è stretto, e l’escamotage di allacciare la cintura sotto il seno aiuta fino a un certo punto. Perché ostinarsi a indossare qualcosa che non è della tua taglia? Boh. meghan south africa mosqueIn visita alla più antica moschea del Sudafrica la povera duchessa viene risucchiata dentro una vasta palandrana che ha riportato alla mia memoria di bambina degli anni ’60 quei miei coetanei cui i crudeli genitori compravano capi “in crescenza”, dato che non esistendo fast fashion gli abiti dovevano almeno tre/quattro anni.  In questo caso il tutto è, se possibile, peggiorato dalla ballerina flat. Shock.

Da un estremo all’altro: corto e stretto, disastro perfetto. Bishock. meghan south africa 4Anche Harry è un po’ perplesso, chemisier o chemise de nuit? Boh. meghan south africa 5Lady Violet approva, se taglio e lunghezza sono giusti, anche un midi dress (questo è di Aritzia) slancia, e anche con le scarpe piatte (in un color paprika che è uno dei trend di stagione). Chic. meghan south africa 6Se non è lo chemisier è la vestaglietta; in cotone a disegni etnici del brand africano (del Malawi) Mayamiko, che le dona poco e perde il carattere africasual causa sottoveste in bella vista. meghan archie tutuO in una versione inutilmente ricca de wrap dress, con l’aggiunta di volant all’orlo, dell’amato (da lei) brand Canadese Club Monaco. Ma tanto tutti gli occhi erano per Archie! Boh+boh. meghan south africa 8In questo viaggio la Duchessa di Sussex ha riciclato parecchio, forse nell’intento di smorzare le polemiche sulle spese, e ciò è sicuramente apprezzabile; però eventuali cambi taglia – che sono assolutamente normali nel corso della vita, e in questo caso pure dovuti alla più felice delle ragioni –  finiscono per inficiare un po’ il risultato. E fingiamo di non vedere quelle décolletées nere sotto un prendisole. Shock.meghan south africa 7L’ultimo riciclo è la tuta nera di Everlane, indossata durante la preparazione della September issue di Vogue UK: un capo che costa solo 100 sterline, ed è probabilmente la migliore delle mise indossate durante questo viaggio. Chic.

 

 

Le foto del giorno – 6 ottobre

Battesimo da spettatori del calcio per George e Charlotte, che ieri con i genitori hanno assistito all’incontro di Premier League tra Norwich e Aston Villa; teatro dell’incontro lo stadio Cannow Road di Norwich, nel Norfolk, a una sessantina di chilometri da Anmer Hall, residenza di campagna dei Duchi di Cambridge. cambridges football stadiumCom’è noto, William è un fan sfegatato della squadra di Birmingham, l’Aston Villa, e ha trasmesso al primogenito questa sua doppia passione, per lo sport in generale e la squadra del cuore in particolare.

 

Un battesimo senz’altro fortunato, dato che gli ospiti hanno stracciato i padroni di casa infliggendo loro un clamoroso cinque a zero, per la gioia incontenibile dei royal supporters; non sarei sorpresa se a questo punto George diventasse la mascotte ufficiale dell’Aston dato che, contrariamente ad altri autorevoli personaggi, evidentemente la sua presenza porta pure bene! cambridges football stadium 2Più distaccata Charlotte, che ha seguito la partita con regale sufficienza, producendosi all’occorrenza in qualche movimento che più giubilo sembrava stretching; ma si sa, una ragazza non deve mai perdere il suo stile.

La foto del giorno – 5 ottobre

Il sottotitolo di questo post dovrebbe essere gente che va gente che viene, dato che il mese in corso è contrassegnato da aerei carichi carichi di… royals, attività che culminerà il 22 e 23, quando un’impressionante quantità di teste coronate si riunirà a Tokyo per la solenne intronizzazione dell’Imperatore Naruhito. cambridges aga khanSe i Duchi di Sussex con Baby Archie sono appena rientrati dal tour in Africa (domani dedicheremo a loro la rubrica domenicale), quelli di Cambridge si preparano a visitare il Pakistan, dal 14 al 18. E come testé accaduto con Harry, non mancheranno ricordi di Diana, che  nel paese asiatico compì uno dei suoi ultimi viaggi, in cui l’aspetto umanitario celava il vero intento: incontrare la famiglia di Hasnat Khan, il cardiochirurgo di cui era follemente innamorata e sperava di sposare. In vista del tour lo scorso 2 ottobre William e Catherine hanno visitato l’Aga Khan Centre a Londra, ospiti del regale padrone di casa (i Nizariti, di cui Karim è l’Imam, sono infatti distribuiti soprattutto tra India e Pakistan). Ha riempito le cronache la scelta di lei di presentarsi al cospetto di uno degli uomini più ricchi del pianeta indossando orecchini di bigiotteria pagati 6 sterline, che non sfigurano al cospetto all’abito/caftano ottanio con cintura verde (di Arossgirl); peccato per il tragico abbinamento con le scarpe in camoscio, un matrimonio che proprio non s’ha da fare, né ieri, né oggi né domani né mai.

Negli stessi giorni della missione pakistana dei Cambridge, i sovrani olandesi saranno in visita ufficiale in India, da cui proseguiranno per il Giappone, mentre il Principe di Galles prima di raggiungere a sua volta Tokyo – on behalf of Her Majesty The Queen – verrà a Roma domenica 13 per la canonizzazione del Cardinale Newman.

Anche i sovrani Belgi, Philippe e Mathilde, parteciperanno alla solenne cerimonia giapponese, ma prima – dal 15 al 17 – saranno in visita ufficiale nel vicino Lussemburgo, e vedremo se con loro ci sarà la Granduchessa Maria Teresa, che martedì prossimo sarà operata a un ginocchio, il che ne limiterà le attività per alcune settimane, impedendole di essere a Tokyo a fianco del marito.

Oltre a quelli già citati, hanno finora confermato la presenza alla cerimonia di intronizzazione: il Re e la Regina del Bhutan, i Principi Ereditari di Danimarca, il Principe Ereditario di Norvegia, il Re e la Regina di Spagna, il Re e la Regina di Svezia.

E figuratevi se ci perdiamo lo spettacolo.

Le foto del giorno – 4 ottobre

Cari Violeters, sul blog sono in arrivo un po’ di novità – di cui una, se va in porto, veramente clamorosa – nell’attesa diamo lietamente inizio al weekend con alcune foto non troppo formali. maxima and little girlsL’apertura di diritto spetta a Máxima, regina della formalità informale, che in visita all’organizzazione MIND viene accolta da queste due deliziose pupe bionde. Interpretando la “traduzione italiana” di google translator, che è leggermente più incomprensibile della versione originale in fiammingo, sul cartello che reggono le bimbe c’è scritto: Cara Regina, non vediamo l’oro di fare una foto con te, vuoi venire qui da noi? E secondo voi Máxima poteva dire di no? Paludata in abbondante tweed, la regina non si sottrae, ma quel che fa la differenza nel suo caso più che il gesto è il sorriso. Irresistibile. emmanuel saxOggi il principe Emmanuel, terzogenito dei sovrani belgi (dunque uno dei  dodici nipoti di Paola Ruffo di Calabria) compie 14 anni, e ringrazia con questa foto quanti hanno voluto fargli gli auguri sui social. Piuttosto timido, il ragazzino che frequenta una scuola adatta alla dislessia di cui soffre, in questa versione è più simpatico e spigliato del solito, e la scelta insolita e raffinata del sax ce lo rende piuttosto interessante. Un principe rock, anzi jazz. margrethe metroOrmai è un classico, prima o poi al sovrano del terzo millennio tocca un giro in metropolitana. Non si sottrae Margrethe di Danimarca, che domenica scorsa ha inaugurato l’M3 Cityringen a Copenaghen, ed è apparsa piuttosto a suo agio, sicuramente più di chi l’accompagnava. Noblesse oblige. mary hatRestiamo in Danimarca, ma dalla capitale ci spostiamo a Roskilde. È un tragitto breve, l’ho fatto anch’io tanti anni fa; la città che è stata capitale fino alla metà del ‘Quattrocento è nota per la cattedrale dove vengono sepolti i sovrani e per un magnifico museo delle navi vichinghe. Sorge sul mare, sul fiordo omonimo, e si è appena dotata di un nuovo ponte, intitolato alla Principessa Ereditaria Mary. Che naturalmente è giunta per l’inaugurazione, très chic in blu notte con abito rosso a contrasto (ma en pendant col nastro da tagliare, che la futura Regina Consorte non è proprio il tipo da lasciare le cose al caso). Un improvvido colpo di vento ha cercato di rubarle il cappellino (di Jane Taylor) dalla linea particolarmente aerodinamica – ah, quei belli spilloni di una volta! – ma lei l’ha prontamente riacchiappato e se l’è riposizionato sul capino. Ops!letizia OrihuelaConcludiamo la rassegna con Los Reyes oggi in visita a Orihuela, nella regione di Alicante, di recente colpita da un’inondazione. Qui potete scegliere tra Letizia, costretta ad accogliere amabilmente tra le braccia un’innocente e assai perplessa creatura. felipe OrihuelaFelipe brancicato da una fan, che lo ha pure omaggiato di un ritratto fatto da lei stessa, I presume. felipe Orihuela 2O impegnato a raccattare da terra la bandiera – la bandiera! – malauguratamente sfuggita dalle mani di uno degli astanti. Cui in altri tempi sarebbe sfuggita altrettanto rapidamente anche la vita, complice il boia del re. ¡Que papelón!

La foto del giorno – 3 ottobre

La Giornata Mondiale della Poesia si tiene tutti gli anni il 21 marzo, primo giorno di primavera,e data per me particolarmente simbolica perché nei giorni di quell’equinozio festeggio il compleanno della mia Purple, nata appunto il 21, e onoro la memoria di mia madre, morta il 23. Ignoro se nel Regno Unito la poesia si celebri come nel resto del mondo, ma ho scoperto che oggi è il National Poetry Day, e il Principe di Galles è stato invitato a leggere un testo durante il programma Breakfast Show di BBC Radio 2. charles poetry dayAvendo letto ieri l’anticipazione dell’evento, ero curiosa di scoprire quale poesia avesse scelto il futuro sovrano, e quando l’ho sentito sono rimasta davvero – e piacevolmente – sorpresa. Scordatevi odi guerresche o poesie romantiche o elegie bucoliche, Charles ha scelto Quoting Shakespeare, di Bernard Levin. Che non era un poeta, ma uno dei giornalisti più brillanti della sua generazione, quella che ha segnato la seconda metà del secolo scorso. È un pezzo splendido, sull’importanza delle parole e la loro bellezza. Scritto dal figlio di immigrati ebrei ucraini, che nella ricchezza della lingua, nella sua origine nobile e popolare, trova la sua identità, l’appartenenza a una comunità, e alla fine anche il lavoro della vita. 

Se conoscete bene l’Inglese vi delizierete nel cogliere dettagli e sfumature, se lo conoscete meno, o affatto, gradirete la bella voce profonda del principe, e spero che alla fine dedichiate un pensiero al fatto che noi, gli Italiani, siamo un popolo unito prima dalla lingua – e dalla cultura – che dai confini. E che nessun confine si proteggerà mai stuprando la lingua e ignorando la cultura.

Per cui vi propongo una microazione di ecologia linguistica: quando scrivete qualcosa, dalla lista della spesa al post sui social, ve ne prego, rileggete. E nel caso correggete. Saremo lo stesso sommersi dai rifiuti, ma il mondo sarà comunque un posto migliore.  https://twitter.com/i/status/1179747268544602122

 

Le foto del giorno – 2 ottobre

Il 2 ottobre 1869 nasceva nella città indiana di Porbandar, affacciata sul Mar Arabico, Mohandas Karamchand Gandhi, che tutto il mondo conosce come il Mahathma, la Grande Anima. prince charles on gandhiIn un sentito messaggio il Principe Charles ha celebrato questo centocinquantesimo con parole molto belle per colui che in fondo lo ha privato della corona imperiale. Due uomini diversissimi, l’erede al trono britannico e il padre della nazione indiana, accomunati da una data, il 1948: l’uno nasce – a Londra, il 14 novembre – l’altro muore – a New Delhi, il 30 gennaio. gandhi gift to elizabethDue mesi prima che il Mahathma cadesse sotto i colpi della Beretta di Nathuram Godse, dall’altra parte del globo la Principessa Elizabeth andava sposa a Philip Mountbatten. Lo zio dello sposo era stato l’ultimo vicerè, e si trovava ancora nel paese per assicurare la transizione; sua figlia Lady Pamela Hicks ha raccontato che Gandhi comunicò al padre il proprio dispiacere per non poter offrire agli sposi nessun regalo, avendo rinunciato a tutti i suoi averi. Lord Mountbatten gli fece notare che in effetti possedeva qualcosa: un filatoio (che compare in molte sue foto) per cui un tessuto realizzato con le sue mani sarebbe stato il regalo perfetto. E fu così che un panno lavorato col motivo Jai Hind arrivò a Buckingham Palace, dove nessuno capì che cosa fosse e a cosa dovesse servire (infatti sembra non sia stato mai usato dagli sposi, anche se è stato esposto con altri doni in occasione del settantesimo anniversario delle nozze). Anzi a dirla tutta la nonna della sposa, la Regina Mary, pensò che il Mahathma avesse inviato un dhoti (indumento tipico: una sorta di pantaloni composti da un tessuto drappeggiato intorno al corpo; insomma, letteralmente un perizoma) e ritenne che fosse un regalo veramente «indelicate».

La povera Queen Mary, ultima Imperatrice d’India, doveva essere rimasta sconvolta da quella volta che Gandhi era andato a prendere il tè a Buckingham Palace. Nel 1931, dopo la Marcia del sale – che in seguito alla violenta reazione britannica e all’arresto di molti manifestanti, Gandhi compreso, portò al Patto di Delhi  – il Mahathma compie un lungo viaggio in Europa. gandhi in romeViene anche a Roma, dove incontra Mussolini e gerarchi vari; a Londra partecipa ai lavori per una nuova costituzione indiana, e viene ricevuto dai sovrani. Avendo rinunciato già da dieci anni a indossare abiti cuciti, si presenta con la sua tenuta abituale: sandali artigianali e dhoti, con l’aggiunta di una semplice stola per proteggersi dal freddo. Le cronache dell’epoca raccontano che all’uscita dal Palazzo un giornalista gli chiedesse se si era sentito a disagio a indossare così pochi panni davanti al re. Nessun problema – è la risposta – il Re ne indossava abbastanza per entrambi. gandhi king george v

Le foto del giorno – 1 ottobre

Secondo la tradizione il Folketing – il parlamento danese – riapre dopo la pausa estiva il primo martedì di ottobre, e oggi ha ripreso i lavori con una solenne cerimonia alla presenza della Regina Margrethe II. danish royals parliament opening 2019C’erano i principi ereditari Frederik e Mary e la principessa Benedikte, sorella minore della sovrana, mancava invece la coppia cadetta: Joachim e Marie si sono trasferiti a Parigi per un anno (in compenso ieri hanno partecipato alle esequie dell’ex Presidente Chirac). danish royals parliament opening 2019 2La sovrana, oggi in viola con mantella grigia e un cappello a forma di disco volante piazzato un po’ troppo indietro, il prossimo anno compirà 80 anni e li festeggerà da par suo, ma ha appena dichiarato – intervistata da un giornale svedese – che all’abdicazione non pensa proprio, fatte salve eventuali gravi ragioni di salute. Dunque il cinquantunenne Frederik sembra avviato sulla stessa strada del Principe di Galles, in compenso sua moglie è già pronta per un ruolo da Regina Consorte. danish royals parliament opening 2019 3Chic come poche, oggi Mary ha patriotticamente riciclato una mise rosa del danese Claes Iversen, con pillbox in tinta, che le avevamo già visto lo scorso anno durante una visita in Lettonia, abbinando questa volta accessori bordeaux. Non mi piace l’inutile e frenetica decorazione pietrificata che infesta il cappottino, a dire il vero non mi piace neanche la forma del cappello, ma non c’è dubbio che l’insieme funzioni assai. A dimostrazione – se ce ne fosse ancora bisogno – che lo chic non è un abito, ma un’attitude. E a volte ci si mette pure la giusta congiunzione astrale, che ti fa arrivare un bouquet perfettamente abbinato

Le foto del giorno – 30 settembre

Questa mattina la Francia ha detto Adieu all’ex presidente Jacques Chirac, scomparso quattro giorni fa. Funerali solenni con gli onori militari a Les Invalides e cerimonia religiosa nella chiesa di Saint Sulpice, seconda per dimensioni solo a Notre-Dame, al momento inagibile per le conseguenze dell’incendio del 15 aprile. Presenti molti capi di stato – tra cui il Presidente Mattarella – personalità come Bill Clinton e teste coronate. moulay-el-hassan-obseques-jacques-chiracA rappresentare il Marocco, paese che ha legami strettissimi con la Francia, c’era il principe ereditario, il sedicenne Moulay El Hassan; ufficialmente il padre, Mohammed VI, è affetto da polmonite virale bilaterale, ma non vi nego che in più di un giornale ho letto la parola “pneumopathie” così, tra virgolette. È da parecchio tempo che attraverso la pur impenetrabile cortina che protegge la Corte marocchina filtrano voci preoccupanti sulla salute del re, che ha solo 56 anni ma nel 2017 si è sottoposto a un delicato intervento di cardiochirurgia. Lalla Salma in New York with childrenBuone notizie invece da un altro fronte che riguarda la dinastia alawide: la moglie separata del re, Lalla Salma, scomparsa di punto in bianco, è stata fotografata il 18 settembre per le vie di New York con i due figli, Moulay e la dodicenne Lalla Khadija. Il divorzio non è stato mai annunciato ufficialmente, ma questa immagine fuga molti timori sulla sorte di Salma. E ci rassicura sul fatto che se Moulay dovesse sostituire in tempi brevi il padre sul trono potrà contare anche sulla discreta presenza della madre.

Le foto del giorno – 29 settembre

Giusto ieri abbiamo parlato di Angela Kelly, Amministratrice e Guardiana del Guardaroba Reale, ed ecco che oggi non si può fare a meno di inviarle un grato pensiero per la mise con cui la Regina ha partecipato alla Messa domenicale. the queen lime hat balmoralHer Majesty è ancora a Balmoral – segno che le peripezie della Brexit non sono tali da richiedere la sua presenza nella capitale – e come tradizione questa mattina ha raggiunto in auto la Cratie Kirk, sfoggiando per l’occasione un fantasmagorico cappello color lime con tocchi di blu, su soprabito blu scuro da cui si intravvedono altri tocchi di lime dell’abito. E sfido chiunque, anche con qualche decennio di meno, a osare una tinta del genere, che tra l’altro dona a pochissime. Qui un piccolo trucco a dire il vero c’è, ed è rappresentato dalla fascia blu che fa da cordone di sicurezza, isolando il lime ed evitando che sia troppo a contatto con l’incarnato. A ulteriore riprova, se mai ce ne fosse bisogno, della felicità del connubio tra la sovrana e la sua personal dresser. Quale commento potrebbe essere più adeguato di chapeau? queen autumn phillips balmoralNell’auto con Her Majesty la nipote acquisita Serena Armstrong-Jones, nuora della defunta principessa Margaret; e nemmeno lei ha scherzato, coprendo i capelli biondi con un basco di un bell’arancio brillante. C’erano anche Lord Snowdon, marito di Serena, e i figli Charles e Margarita. armstrong-jones children in balmoralLui, ventenne, ha il titolo di Viscount Linley, e per tre anni è stato First Page of Honour alla Corte della prozia. Lei di anni ne ha diciassette, ed è stata una delle damigelle al royal wedding di William e Catherine. Entrambi sono dotati di un gran bell’aspetto, e considerando la prestanza dei cugini Samuel e Arthur Chatto, si può serenamente affermare che l’incrocio tra l’augusto sangue dei Windsor e quello più swinging degli Armstrong-Jones ha dato frutti notevoli.