Breaking News! – Piovono uova

Chissà se King Charles questa mattina aveva fatto colazione con le uova, che vuole bollite da due a tre minuti, non di più. Nel caso, un giovanotto presente alla visita dei sovrani a York, ha pensato bene di tirargliene alcune. Le uova erano crude, e neanche marce, come da vecchia tradizione rivoluzionaria.

Un giovanotto, prontamente fermato dalle forze dell’ordine, ha messo in atto la protesta per rimarcare il fatto che l’impero britannico – che incidentalmente non esiste più da svariati decenni – è stato costruito sul sangue e schiavitù. Povero Charles, nemmeno una protesta di prima mano gli tocca. Anyway, il sovrano non è stato colpito, neanche sfiorato, e le uova si sono spiaccicate a terra. Non ci sono più i dimostranti di una volta…

Qui trovate il filmato, i buuu (in inglese boooh) che sentite sono rivolti al lanciatore, non al sovrano, che non ha perso il suo aplomb https://twitter.com/i/status/1590304669016141830

Il mio regno per un ombrello!

La foto del giorno – Queen Camilla ha il monogramma

Il monogramma di King Charles III lo conosciamo già da un mesetto e mezzo (La foto del giorno – La cifra di un re); ora è stato reso pubblico anche quello della Queen Consort, che la sovrana ha scelto tra varie proposte.

Sotto il simbolo della corona, la C di Camilla si intreccia alla R di Regina (in latino), in un disegno creato dal professor Ewan Clayton, calligrafo membro del consiglio accademico della Royal Drawing School, in collaborazione con Timothy Noad del College of Arms, il collegio araldico britannico. Il monogramma è strettamente personale e comparirà su molti oggetti della Queen Consort, dalla carta intestata alla croce che Camilla deporrà giovedì al Field of Remembrance, che ogni anno a Westminster Abbey ricorda il sacrificio dei caduti in guerra.

Lady Violet approva, gli svolazzi di questo monogramma fanno da contraltare perfetto al rigore di quello scelto da Charles; mi ricorda un po’ la carrozza di Cenerentola, anche se lei mi sembra piuttosto lontana dai personaggi delle fiabe. Questa moderna Cinderella sarà incoronata col suo principe ora diventato re, il prossimo 6 maggio.

Breaking News! – Ciao ciao Martha

Alla fine, dopo mesi di dubbi e analisi della situazione (immaginiamo) Märtha Louise come Celestino V fa il gran rifiuto, sceglie l’amore e abbandona il Palazzo.

(Ph: Stian Lysberg Solum/NTB)

Un comunicato della Corte norvegese appena diffuso ci informa che la principessa rinuncia ai doveri ufficiali e non rappresenterà più la Casa Reale. La decisione è stata presa con l’intento di operare una chiara distinzione tra i doveri reali e l’attività in comune con il fidanzato Durek Verrett, sedicente sciamano che dovrebbe sposare a breve.

Re Harald V ha deciso che la figlia manterrà il titolo, ma non potrà usarlo per le proprie attività commerciali. Si risolve così, con meno clamore che altrove, il problema posto da Märtha Louise, che pur essendo la primogenita dei sovrani norvegesi, in virtù del suo sesso aveva dovuto cedere la pole position per il trono al più giovane fratello. Una spare, insomma che ha fatto le sue scelte di vita – l’ultima anche piuttosto originale, diciamo – senza avere la pretesa (o avendo rinunciato) di utilizzare la propria origine in ambiti che nulla hanno a che fare con la Corona. E ciao.

Breaking News! – Le notizie che piacciono a noi

C’è un modo migliore di iniziare la settimana di un fidanzamento? Domanda retorica, certo che no! Ed ecco a voi les amoureux: Alexandra di Lussemburgo e Nicolas Bagory.

L’annuncio oggi dalla Corte granducale, che ci informa che lo sposo è nato l’undici novembre 1988 ed è cresciuto in Bretagna. Dopo gli studi in scienze politiche e lettere classiche si occupa oggi di progetti sociali e culturali, il che ne un unicum in un mondo di broker banchieri e finanzieri. Alexandra di anni ne ha 31, e un bel curriculum: ha studiato psicologia e scienze sociali negli USA, si è laureata a Parigi in filosofia – con particolare attenzione a antropologia e temi etici – e ha conseguito un master in studi interreligiosi al Trinity College di Dublino. Non manca uno stage all’ONU, che è un po’ un classico dei giovani royals.

Nonostante abbia solo 34 anni, lo sposo sfoggia una capigliatura quasi completamente bianca, e quell’aria di leggera sofferenza che Lady Violet tanto amava quando aveva gli anni di Alexandra.

Le nozze sono previste in primavera, probabilmente tenendo conto anche dell’arrivo del secondo bebè degli eredi al trono, fratello maggiore e cognata della sposa. Lady Violet già assapora la rigidità commossa ed elegante di Henri mentre accompagna la figlia all’altare, e naturalmente Maria Teresa in versione mère de la mariée. Non so immaginare come vestirà la sposa, che finora non si è caratterizzata come style icon, ma mai dire mai. E lo sposo, avrà sulla manica lo stesso esagerato numero di bottoni di oggi? Non ci resta che aspettare.

Il caffè del lunedì – 7 novembre 22

Questa è la settimana di The Crown 5, che arriva su Netflix mercoledì. È la prima stagione girata dopo la morte di Philip, e naturalmente la prima visibile dopo la morte di Queen Elizabeth (domani saranno passati esattamente due mesi).

Si racconteranno gli anni Novanta, a partire da quel 1992 che inizia più o meno lietamente come quarantesimo anno di regno e finisce come annus horribilis, per la rottura definitiva tra Charles e Diana e l’incendio che distrugge un’ala di Winston Castle.

Il giudizio divide chi ha avuto occasione di vedere la nuova stagione in anteprima: alcuni l’hanno trovata solo brutta, altri francamente terribile. L’accusa più diffusa quella di aver rimestato inutilmente nel torbido -raccontando ad esempio i presunti tradimenti di Philip – e aver trasformato vicende complesse e per alcuni versi tragiche in un fumettone, una sorta di Crowntiful. A uscirne peggio, neanche dirlo, Charles, allora Prince of Wales e da due mesi King Charles III, che però almeno è interpretato da un attore figo, Dominic West. Il cast, stellare come si dice in questi casi, è per me la grande incognita: Imelda Staunton che offre la propria testa alla corona della sovrana, Jonathan Pryce che è il fedifrago Philip potrebbero aggiungere spessore alla narrazione o fare la foglia di fico e rendere decente qualcosa che di suo non lo sarebbe. Temo la seconda. Alla richiesta di specificare che non di documentario di tratta, ma di opera di fantasia, Netflix ha risposto ni, accettando di aggiungere una nota non all’inizio degli episodi ma sui titoli di coda, come se li leggesse qualcuno.

Vedremo, e credo proprio ne parleremo ancora. Buona giornata, caffè!

Royal chic shock e boh – Domenica 6 novembre

Sembra che dopo una lunga pausa dovuta alla pandemia, ma non solo, i royal si siano scatenati con visite di stato eventi e manifestazioni di arte varia, per cui tenere traccia di tutte le mise sfoggiate è praticamente impossibile per una Lady Violet sola. Proviamo dunque a rimetterci in pari.

La Principessa di Monaco

Giovedì sera i Principi Sovrani hanno partecipato alla soirée de gala della Princess Grace Foundation USA e premiato i vincitori, giovani talenti scelti dalla fondazione che offre anche un sostegno economico ai loro progetti nel mondo del cinema, del teatro e della danza. Charlène indossa un lungo abito di Terrence Bray altro stilista vicino al suo cuore che non sempre ci indovina, cui probabilmente l’accomuna anche l’origine sudafricana e la residenza monegasca. L’abito non mi fa impazzire ma neanche mi dispiace, anche perché col suo fisico la princesse evita tranquillamente il rischio sempre presente in mise del genere, quello di sembrare il divano dell’amica di nonna Speranza. A voler essere gozzanianamente didascalici restano gli acquerelli un po’ scialbi, ma non è questo il punto, e nemmeno la tavolozza di colori che non esalta particolarmente l’incarnato eburneo, già penalizzato dai capelli platinum blonde. Il punto secondo me è la straordinaria abilità di Charlène di indossare un collier da sogno senza farlo notare; cioè, immagino che dal vivo lo splendore di quei diamanti si notasse eccome ma purtroppo in fotografia scompare. Il collier si chiama la vie en rose, dato che al centro del pendente è incastonato lo splendido Grace diamond, dal raro color rosa.

Il gioiello è una creazione di Lorenz Bäumer, gioielliere francotedesco installato a Place Vendôme, già autore della meravigliosa tiara Écume de diamants, uno dei favolosi doni di nozze ricevuti dalla bionda nuotatrice, che la indossò al ballo la sera del matrimonio e in pochissime altre occasioni. Con grande dispiacere di Lady Violet, che la considera la più bella tra le tiare moderne, e se la metterebbe pure per lavarsi i denti. Collier meraviglioso, ma boh.

La Regina dei Paesi Bassi

(Ph: RVD)

Restiamo in tema fiori con Máxima e il suo cappotto tapisserie firmato Oscar de la Renta. La regina lo ha indossato piuttosto spesso e vi confesso che a me non dispiace affatto; è piuttosto difficile da portare e lei lo fa con la solita allegra sicurezza, ma rispetto a ciò con cui la vediamo il più delle volte questo ha abbastanza carattere da reggere l’esuberanza di chi lo indossa. Immagino che non piaccia quasi a nessuno, ma a me in fondo sì. Direi chic meno meno. I sovrani olandesi erano ad Amsterdam in visita alla mostra De eeuw van Juliana (il secolo di Juliana) dedicata alla nonna del Re. La visita è stata l’occasione per un nuovo ritratto di famiglia con loro le tre figlie: l’erede al trono Catharina Amalia in completo pantaloni verde, la diciassettenne Alexia accanto alla madre e la piccola Ariane, che ha solo 15 anni ma è la più alta di tutte, e penso diventerà la più rock. Una nuova generazione si prepara a riempire questa rubrica!

La settimana per Willem-Alexander e Máxima era iniziata con la visita di tre giorni in Grecia. La sovrana evidentemente arriva ad Atene con un doppio obiettivo: sminuire la fama planetaria di Philip Treacy e attentare alle coronarie di Lady Violet. Inizia subito con un abito del brand greco Zeusndione – pregevole forma di omaggio al Paese ospitante – in un colore che probabilmente vuole evocare l’arancione degli Orange ma a me sembra quel ruggine spento che negli anni ’70 godette di rapida e moderata popolarità. I dettagli crema riprendono il colore del cappellino con veletta, che fonte autorevole attribuisce al genio Philip Treacy (una défaillance in fondo non si nega a nessuno) talmente assurdo da farci rimpiangere il mai dimenticato fagiano nuziale. La coppia reale non si è negata la tradizionale visita all’Acropoli, e Maxima ha prudentemente sostituito i tacchi con delle ballerine; purtroppo ha anche aggiunto degli occhiali da sole, che con la veletta sono la morte sua. E la nostra. Shock.

La prima sera è quella della cena di stato ospiti della Presidente della Repubblica Ellenica Katerina Sakellaropoulou. Il dress code evidentemente richiedeva l’abito scuro (i signori non sono in smoking ma indossano un semplice completo, un abito scuro, appunto). Máxima sceglie di nuovo di omaggiare il Paese che la ospita scegliendo il giovane stilista Christos Costarellos. L’abito che alterna il velluto al pizzo guipure (cioè a intaglio) secondo me è bellissimo e trasforma la regina in una moderna Era, dea della melagrana, ma l’insieme è troppo. Non rinuncia a fare Máxima – e come potrebbe? – per cui abbina la sontuosa tiara Mellerio e ci aggiunge pure un devant de corsage en parure. Un giorno faremo un discorso sull’indossare o meno il diadema quando si visita una repubblica, oggi ci fermiamo al fatto che non basta indovinare la mise, bisogna anche adattarla all’occasione. Boh.

Secondo giorno, classico giro di incontri di lavoro, alla ricerca di temi comuni e possibili cooperazioni, che poi sarebbero la vera ragione dei viaggi di stato. Maxima ricicla un cape dress firmato Claes Iversen che le avevamo visto il giorno in cui il marito aveva fatto il suo ingresso nell’Order of the garter (It’s Garter Day!). Ma perché riciclare una mise indossata in un’occasione formalissima e utilizzarla per quella che è comunque una giornata di lavoro? E ancora, giusto evitare di replicare anche il vezzoso cappellino, ma perché quel cerchietto fiorito (Fabienne Delvigne) quando i quindici anni, e pure i venti, sono passati da un po? Boh, ma per me è più shock.

La sera del secondo giorno gli ospiti ringraziano per l’accoglienza i padroni di casa, di solito con un concerto o uno spettacolo musicale. Willem-Alexander e Máxima rispettano la tradizione e offrono alla Presidente greca la performance del Nederlands Dans Theater. la compagnia nazionale di balletto, al Megaron Mousikis. La sovrana sceglie ancora l’olandese Claes Iversen e il suo Apollonia. Il monospalla è uno dei modelli che donano di più a Maxima, il colore è splendido e a me piacciono molto anche i capelli pettinati così. Per tacere dei diamanti che brillano alle orecchie e sulla spalla. Chic e chiudiamo in bellezza.

La Principessa di Galles

Last but not last Catherine, che prima di diventare sovrana sta diventando la regina del total color. Per la visita a Scarborough giovedì punta sul cammello, e indossa IL cappotto di cammello, quello di Max Mara (in questo caso Max&co) con un abito in maglia a collo alto di Gabriela Hearst e scarpe di vitello Ralph Lauren. Vi segnalo la borsa, la Nano Montreal di DeMellier, brand britannico supercool, amatissimo dalle royals e non solo, e perfino abbordabile. Gli orecchini di Accessorize da sette sterline non ve li segnalo perché esauriti da quel dì. Potrei mai deludervi? Chic.

A questo punto qualcuna si chiederà che fine abbia fatto la Reina Letizia. La verità è che siccome gira come una trottola, peggio pure di Máxima, sto meditando di dedicarle uno speciale con le ultime mise. Che ne dite?

Royal chic shock e boh

Il mese appena concluso ha visto alcune visite di stato con corredo di mise, cappelli e tiare; e credetemi, vale veramente la pena di dare un’occhiata.

Martedì 11 Willem-Alexander e Máxima sbarcano a Stoccolma per una visita di tre giorni, La regina olandese scende la scaletta come una dea del Valhalla, paludata in un enorme abito beige rosato (Natan, ovvio) con vezzoso cappellino sulle ventitrè. Sulle spalle, per ripararsi dall’arietta scandinava, una mantella Valentino, che devo dire è l’unica cosa che apprezzo di questa mise. Me lo chiedo tutte le volte, e non trovo mai risposta: perché chi è già altissimo (1,78 nel suo caso) si ostina a indossare i tacchi alti anche quando sa che incontrerà persone sensibilmente più basse?

(Ph: Fredrik Sandberg/TT)

Mistero, però le scarpe flat indossate per la visita al museo del vascello Vasa possono fornire una spiegazione. Tacchi o non tacchi, per me è shock.

Al loro arrivo i sovrani olandesi vengono ricevuti dalla principessa ereditaria Victoria col marito Daniel, che scortano gli ospiti a Palazzo. Victoria è in magenta, uno di quei colori che mi mandano in estasi. Chic. Look bamboletta per la principessa Sofia, in rosso con capelli sciolti e scarpe col laccetto alla caviglia, pronta per essere piazzata sul comò. Shock. La Regina Silvia non delude: per lei un completo verde smeraldo, uno dei colori di stagione, e in testa un bandeau che sembra un pillbox.

(Ph: Pelle T Nilsson/Swedish Press Agency)

Come sempre attenti ai dettagli: bello il fiocco stilizzato che chiude il collo dell’abito, e accessori che sono un manifesto di classica eleganza: guanti Chanel, borsa Hermès. Chic.

(Ph: Fredrik Sandberg/TT)

Viene la sera, e le signore calano gli assi, a partire da Máxima, che per l’occasione sceglie la sontuosa tiara Stuart tiara con gli orecchini in parure. Per sorreggere tale capolavoro la regina ricicla un abito rosa (Jan Taminiau) che evoca un sari, e infatti fu indossato per una visita in India. Il colore non mi fa impazzire, né mi piace particolarmente l’abbinamento con la fascia celeste dell’Ordine dei Serafini, ma confesso che lo splendore dei diamanti mi acceca. Chic. La solitamente elegante Silvia decide di scippare il titolo di bamboletta alla nuora, e sfoggia un incredibile abito fucsia – pure lui colore di stagione, ma con moderazione! – firmato Georg et Arend e dotato di una gonna talmente rigida che sembra dotata di vita propria. E non basta la favolosa tiara Braganza a risollevare l’insieme. Shock.

(Ph: Pelle T Nilsson/SPA)

Bellissima Victoria, che all’abito di un viola freddo della svedese Camilla Thulin (che firma anche l’abito magenta indossato la mattina) abbina il diadema di ametiste della Regina Josephine, in origine una pesante collana che la consorte di Re Oscar, Josephine di Leuchtenberg, aveva probabilmente ereditato da sua nonna, Joséphine Beauharnais, prima moglie di Napoleone. Victoria indossa anche gli orecchini in parure. C’è da dirlo? Chic! La cognata Sofia sta molto bene in verde, che neanche a farlo apposta si abbina perfettamente agli smeraldi della sua tiara nuziale; ma quante persone avranno inciampato sulla sua gonna? Boh.

(Ph: Claudio Bresciani/TT)

Il giorno dopo tavola rotonda sullo sviluppo sostenibile con autorità varie e lunch al municipio di Stoccolma. Máxima ricicla un classico Natan di taffetta color cielo, un po’ eccessivo per un impegno di mattina; con una domanda: quanto faceva freddo lì dentro per tenersi i guanti? Boh. Ignoro se anche Silvia abbia riciclato la sua mise, nel caso, non può che risalire agli anni ’80, quando il raso lucido – molto lucido – impazzava insieme alle spalline e ai drappeggi in vita. Terribile anche il colore, azzurro catarifrangente, ma mai come l’abito indossato dalla signora in centro, che sembra una tuta con la gonna. In ogni caso, shock.

Molto meglio le principesse: Victoria con un lungo abito a fiori e soprabito lilla, resi più rock dalle scarpe verde fluo; Sofia fiorata a sua volta, anche se più delicata. Io non la amo particolarmente, ma devo dire che porta con grazia il suo venire per seconda, a volta sbaglierà abito (ma è solo il mio gusto) ma di solito indovina atteggiamento e comportamento. Chic entrambe.

La sera i sovrani olandesi hanno ricambiato con un concerto: Máxima ha riciclato anche questa volta e indossato l’abito già visto l’anno scorso per un altro concerto, quello con cui aveva festeggiato il mezzo secolo (Royal chic shock e boh). Brava a riusare gli abiti, brava a sostenere i talenti olandesi – in questo caso la giovane Iris van Herpen – ma l’abito non mi convinceva allora e nemmeno oggi, anche se mi sembra interpretato meglio; forse però è troppo concettuale per la sua natura esuberante, boh. Interessante la scelta di Victoria, un abito bianco profilato di piumette; è vero, ricorda una camicia da notte, ma penso che queste linee così semplici in colori puri esaltino la sua bellezza. Lady Violet approva? Boh. Sofia si avvolge in un abitone di lamé, avrà nostalgia anche lei degli anni ’80, benché fosse solo una bambina? Sorry, proprio non mi piace, shock.

Se siete fan di Máxima vi tranquillizzo subito, i sovrani olandesi sono impegnati in un nuovo viaggio ufficiale, questa volta in Grecia, e vi prometto che non resterete delusi. Se invece siete Natan dipendenti, eccolo protagonista – o meglio, comprimario – di un altro royal tour; quello dei sovrani belgi in Lituania per il centenario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Natan dicevamo; eccolo scelto dalla Reine per la cena di gala che chiudeva il primo giorno della visita. Un cape dress color arancia sanguigna percorso da voluminosi ramages stilizzati nelle tonalità dell’azzurro. Non si può dire che non abbia l’effetto wow, e generalmente preferisco quando la sua bellezza delicata è accesa da mise particolari, soprattutto se arancioni, il colore che le sta meglio in assoluto. D’altra parte, benché lei abbia il fisico e in particolare l’altezza per portarlo, in questo caso mi sembra che sia un po’ l’abito a portare lei. Penso poi ci sia una questione di opportunità; se la padrona di casa deve essere leggermente underdressed così da non soverchiare le ospiti, mi aspetto anche che anche queste dosino un po’ meglio le loro scelte. Avrei visto quest’abito più adatto per una visita magari in un altro Paese monarchico, avvezzo a un certo sfarzo che in una giovane repubblica. Molto divertente ma direi too much. Boh.

Mathilde ha scelto anche per il giorno un riciclo firmato Natan (Royal chic shock e boh): completo rosso intenso con bandeau (Fabienne Delvigne) en pendant: gonna troppo lunga, fitting così così; lei è naturalmente elegante, perché mortificarsi così? Shock. Solo Natan? Assolutamente no, la Reine si è affidata a King Giorgio, il nostro Armani.

E mal gliene incolse, mi verrebbe da dire, perché la prima mise Armani Privé è deludente (eufemismo). Un cappottino bon chic bon genre a bande di colore, un modello che snatura la linea dell’originale (che vedete nella foto abbinata) peggiorato da un cappellino a forma di disco volante piazzato a sfidare la forza di gravità. E c’è qualcosa di peggio delle calze velate grigie? Shock.

Seconda serata del tour reale, classico concerto offerto dagli ospiti ai padroni di casa, Mathilde sceglie ancora Armani. Alla Reine non dona il beige, che contrariamente a quanto si pensa non sta bene a tutte; compresa Lady Violet. La gonna ha forma e lunghezza strane, un portafoglio che in alcune foto la sovrana trattiene con la mano, come se temesse un’improvvisa apertura. Il modello della blusa non si capisce. Però la giacca…

La trovo francamente sublime, così come mi piace molto la pettinatura più rock e meno bon ton. Chic.

Ultimo giorno ultima mise, un abito grigio con fiori color croco (però non sono crochi) di Dries Van Noten, stilista innovativo che Mathilde, istituzionalizzandolo, finisce per banalizzare un po’. Questa mise indossata così, perde ogni mordente, e il pillbox di Fabienne Delvigne rende un po’ la Reine la versione belga di Miss Marple. Ma il belga non era Poirot? Shock.

Last but not least. Non c’entra nulla con ciò di cui abbiamo parlato finora, ma il 18 ottobre i sovrani svedesi hanno consegnato il premio Birgit Nilsson al grande violoncellista di origine cinese Yo Yo Ma. La Regina Silvia indossava un favoloso abito viola che la trasforma in una delle donne di Erté. E ci dimostra che in Svezia il viola non portasfortuna, nemmeno a teatro. Chic.

Le foto del giorno – Happy Halloween!

Qualche anno – o decennio – fa Halloween aveva preso piede anche qui, e le nipoti di Lady Violet, che oggi hanno 30 e 24 anni, festeggiavano assai convinte. Poi l’entusiasmo è andato scemando, forse perché non essendo una tradizione particolarmente sentita da noi la vendita dei prodotti correlati non ha dato i risultati sperati, per cui si è preferito concentrarsi direttamente sul Natale. A noi rimane l’omaggio ai defunti nei cimiteri – appuntamento dolce e doloroso, che io manco quasi tutti gli anni – e qualche piatto a base di melagrana, mentre Halloween resta un’occasione divertente per i bambini e per gli amanti delle feste tout-court mentre lentamente se ne torna sull’altra costa dell’Atlantico. Infatti il materiale fotografico odierno ci viene gentilmente fornito da quei royals che hanno un rapporto più o meno stretto con gli USA.

A partire dal Principato di Monaco, il cui Principe Regnante è figlio dell’americana Grace Kelly. La sua consorte Charlène è sudafricana, e francamente non saprei quanto la festa dei morti sia popolare in quel Paese, ma la Princesse, nonostante il malfunzionamento di Instagram, è riuscita a postare una foto dei suoi gemelli in perfetto costume halloweenesco: Jacques è un vampiro stile Dracula, Gabriella una streghetta/zucca, la versione di femminile di Jack O’Lantern. Li trovo francamente adorabili.

Dalla Florida dove vive con la famiglia si fa viva anche Madeleine di Svezia, che non manca mai questo appuntamento. Deliziosa la minore dei suoi figli, Adrienne, vestita da unicorno; impeccabile la streghetta Leonore, mentre Nicolas sceglie la tenuta da Top Gun (negli USA Halloween è un po’ come il nostro carnevale, dunque le maschere non i limitano al mondo horror). Se i bambini non sono particolarmente spaventosi, ecco intervenire i genitori, abbigliati probabilmente da hippy. Orrore puro.

E i royals americani per eccellenza, i Mountbatten-Windsor? A Montecito tutto tace, né news né foto; se dovesse sbucare qualcosa aggiorneremo.

Il caffè del lunedì

Oggi è indubitabilmente lunedì, ma è anche un lunedì stretto tra due giorni festivi, per cui è probabile che molti di voi non lavorino e possano godersi ritmi più lenti; dunque il giorno perfetto per raccontarvi una piccola di novità: il caffè del lunedì. Ogni lunedì mattina Lady Violet vi aspetterà sul sofà per due chiacchiere, il tempo di un caffè.

E se sorseggiando il vostro espresso vi assalisse un dubbio? Portare il cucchiaino alle labbra dopo aver messo lo zucchero e mescolato? Alzare solo la tazzina o anche il piattino? Fate come me, sfogliate Bon Ton Pop A Tavola e risolvete ogni dilemma. Il libro è il fratellino minore di Bon Ton Pop, la bibbia delle buone maniere del nuovo millennio, opere entrambe di Elisa Motterle, che oggi è ciò che Donna Letizia fu per gli anni ’50 e Lina Sotis per gli ’80. Elisa non è una esperta, è LA esperta di etichetta, l’unica persona che io conosca ad avere la certificazione di IEPA London, la International Etiquette & Protocol Academy; non è solo appassionata di buone maniere, ma anche convinta del loro potere di aggiungere garbo e grazia alla vita quotidiana. Sa dirvi sempre quale regola seguire in ogni occasione, ma vi spiega anche perché – perfino quando è lecito evitare – e magari ve ne racconta la storia. Da leggere tutto d’un fiato o da sfogliare per avere lumi su un argomento specifico, godendosi le deliziose illustrazioni di Viola Bartoli. Indispensabile per voi, perfetto come regalo di Natale. Magari per quell’amica convinta di sapere tutto…

Il libro è disponibile ovunque, ma se volete fare felice Lady Violet prendetelo in una libreria indipendente, autentico tesoro culturale del nostro Paese.

E se già non lo fate, andate a seguire Elisa su Instagram, un’autentica miniera di informazioni.

A lunedì!

Breaking News – Riserve

Ieri il New York Times aveva dato la notizia in anteprima e oggi l’editore l’ha confermata: l’autobiografia del principe Harry di cui si parla da mesi è pronta, e uscirà il prossimo 10 gennaio.

Il titolo scelto è secco come una fucilata: Spare, che in italiano potrebbe tradursi come “la riserva”; ovvio riferimento all’espressione “the heir and the spare” con cui si identificano i figli – di solito i primi due – di sovrani e aristocratici: l’erede e quello che subentrerebbe se accadesse qualcosa al primo. Temo dunque che possiamo aspettarci esattamente quello che pensiamo: le memorie di qualcuno che non si sente adeguatamente valutato, adeguatamente stimato, forse nemmeno amato. Qualcuno che pensa di venire sempre per secondo, che è poi il modo migliore per esserlo davvero.

Tutti i dettagli dell’operazione sono rimasti rigorosamente segreti, dal contenuto alla data inizialmente prevista per la pubblicazione; con ogni probabilità questo novembre, per poter approfittare anche del traino natalizio. La morte della nonna Regina potrebbe aver spinto Harry a fare dei cambiamenti, magari alleggerendo qualche giudizio e qualche considerazione, e questo si spiegherebbe il ritardo. La data scelta cade il giorno successivo al compleanno della cognata Catherine; e non si dica che non è un regalo originale!