Le foto del giorno – A very royal wedding dress

Le due principesse York hanno deciso di regalarci un weekend pieno di sorprese, e dopo la gioia dell’annuncio della gravidanza di Eugenie (Breaking News!) ora abbiamo anche il piacere di vedere nei dettagli l’abito da sposa di Beatrice, finora noto solo da poche foto. Da ieri, e fino al 22 novembre, l’abito è esposto a Windsor Castle, e la nostra curiosità può essere soddisfatta.

Eccolo qui in tutto il suo splendore! La prima considerazione è che il bel modello di Norman Hartnell risulta penalizzato dalla fascia all’orlo – che sembra di un tessuto francamente diverso ed è anche molto alta – anche se immagino non si potesse fare diversamente dato che, a parte la lunghezza, in tanti anni il tessuto ripiegato all’orlo può rovinarsi molto. Perfette invece le scarpine Valentino, la cui lavorazione diamantée rimanda alla decorazione dell’abito.

Un po’ datata (giustamente) ma molto interessante la decorazione, quasi un’armatura per una giovane regina: sottili, luminose catene d’oro punteggiate di cristalli, che terminano in elementi romboidali come quelli che sottolineano la scollatura a fascia. Bellissimo il bouquet, che così colorato alleggerisce l’importanza dell’abito; grande, ma non tanto da evocare un cespuglio (ricordo come un incubo quello di Mathilde), e molto più originale del solito risicato mazzolino di mughetti.

Questa immagine mostra bene l’intervento sartoriale per adattare il modello a Beatrice e trasformare una robe de gala in abito da sposa. Volendo inserire il corpetto, si potevano proprio eliminare le spalline, usandole per il polsino della manichina; così evoca davvero un dirndl tirolese.

In definitiva, dopo aver visto i dettagli, Lady Violet conferma la sua opinione : anche se per adattare l’abito si sono fatte scelte opinabili, il suo significato simbolico lo ha già consegnato alla storia.

6 pensieri su “Le foto del giorno – A very royal wedding dress

  1. Mi rincresce profondamente, e lo trovo molto strano, ma per una volta non mi trovo d’accorso quasi per nulla (solo sulle scarpe concordiamo) sul tuo commento all’abito.
    Andiamo per gradi:
    – la fascia inferiore, (e di stoffa più pesante di quella dell’abito, non a caso è stato scelto il raso) era assolutamente necessaria non tanto per allungarle l’abito (dalla fotografia di Elisabetta al ricevimento si vede benissimo che il fondo della gonna è a palloncino, quindi di stoffa ce n’era in abbondanza) o perchè consumato al fondo, ma prioritariamente per dare all’orlo quell’ondulazione a canne morbide e larghe che slancia la figura delle donne non altissime come Bea, e scongiura il temutissimo effetto “Cariatide dell’Eretteo”, come invece si nota nella fotografia che mostra l’abito, su manichino, prima della modifica.
    – usare per la fascia un tessuto diverso da quello dell’abito è pressochè obbligatorio, nel linguaggio delle sarte si dice che “fa modello”, un tessuto uguale o molto simile sarebbe sembrato una bruttissima giunta; benissimo anche il polsino della manica in pendant con la fascia, uno richiama l’altra e per l’appunto “fa modello”
    – assolutamente sconsigliato togliere le spalline: l’abito, con tutto quel metallo e quelle pietre, è francamente molto pesante, non si tiene certamente su da solo ma richiede spalline belle robuste, se avessero tolto le sue originali avrebbero dovuto metterne altre 2 altrettanto robuste e sicuramente meno belle.
    . essendo un abito prestato, e da Chi poi, con una sua storia precisa ed importante, trovo assolutamente eccellente il restyling effettuato con il minimo di modifiche, lasciando pressochè inalterato il modello originale che ancora si distingue benissimo.
    Bravissima Angela Kelly, oltrechè una ottima preparazione sartoriale ha dimostrato anche una delicata sensibilità ed un grande rispetto per la sua amica Regina,

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    • Innanzi tutto mi scuso per il ritardo con cui rispondo, ma ogni tanto questo sito se ne va per fatti tuoi. Poi non ti rincrescere se hai un’opinione diversa, anzi! Apprezzo moltissimo pareri discordi, soprattutto se ricchi e argomentati come il tuo. Ti ringrazio moltissimo per il tuo prezioso intervento, che mi ha dato molti spunti di riflessione, soprattutto sugli aspetti tecnici di modellismo e cucito, che conosco meno. Oltre a tutte le tue osservazioni, io penso che la nostra percezione sia comunque condizionata dalla fotografia, sono certa che dal vero l’effetto fosse magnifico. E poi il significato di questa operazione è talmente ricco e profondo, che anche se il risultato non fosse eccelso, per me sarebbe comunque meraviglioso.

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      • Grazie, carissima Lady Violet, come sempre accogliente e curiosa delle opinioni altri.
        Nessun problema per il ritardo, era successo già un altro paio di volte ed ho subito pensato ad un disguido informatico, tranquilla!
        Mi sento di aggiungere una postilla a quanto ho scritto, e cioè che, nell’ambito delle mie tante esperienze di vita, veramente variegate perchè a me piace, per hobby, sperimentare nuove attività ed imparare nuove arti, ha fatto anche la sarta teatrale per una compagnia amatoriale di pochi mezzi, e quindi ho dovuto dare spazio a tutta la mia fantasia per ottenere il massimo risultato con il minimo di spesa (ahimè).
        In particolare ho quasi sempre riutilizzato abiti usati donati dalle nostre amiche o dagli stessi attori, destreggiandomi quindi tra balze, volant, fasce e cinture, con un risultato, devo dire, abbastanza soddisfacente.
        Buon autunno di tutto cuore, ed ancora tantissimi complimenti per questo blog, che è il mio preferito, mi fa stare bene, e che apro subito ogni volta che accendo il computer.

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      • Mia cara, innanzi tutto grazie per le belle parole, spero che ti faccia sempre piacere sederti sul sofà di Lady Violet. Poi ti confesso, mi hai fatta commuovere. Mi hai fatto ripensare a una mia cara amica costumista che non c’è più. Quante spedizioni alla ricerca del tessuto perfetto (cioè bello ed economico)! Quanti bauli di amici compiacenti abbiamo saccheggiato! Altro che gli splendidi abiti di Her Majesty…

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  2. Ricordo che lei già il giorno del matrimonio si espresse negativamente riguardo all’orlo; a me non dispiace,anzi.Le maniche invece le trovo orribili,si poteva fare di più,ma ormai…Saluti.

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    • Mi scuso anche con lei, Luisa, per la risposta in ritardo (ma vogliamo darci del tu?). In effetti Maria Teresa nel commento precedente ha illustrato bene le scelte secondo l’aspetto tecnico. Io credo che la banda sull’orlo fosse assolutamente necessaria, E che probabilmente dal vero l’effetto sia comunque piacevole. Ma quando l’ho vista non ho potuto fare a meno di pensare all’abito da sposa di Zara, creato da Stuart Parvin (che ha collaborato in questo caso con Angela Kelly) contrassegnato da una fascia sull’orlo in quel caso davvero inutile. Quanto al resto, io ho trovato così bella e significativa la scelta, che tutto sommato il resto conta poco.

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