Il Principe di Galles è risultato positivo al Covid-19 ed è ora in isolamento a Balmoral.
Il principe ha fatto il test dopo aver accusato qualche sintomo, ma le condizioni sarebbero buone. Un paio di settimane fa Charles era stato in compagnia di Albert de al Monaco, anche lui positivo e attualmente in quarantena, ma avendo incontrato moltissime persone durante numerosi royal engagements, la fonte del contagio non è certa. La moglie Camilla è fortunatamente risultata negativa.
Autore: Lady Violet
Happy 30th Eugenie!
Eugenie di York compie oggi 30 anni, e l’account della Royal Family la festeggia con questa foto con nonna e nipote, scattata a Windsor l’anno scorso. Era il 18 aprile, ed era giovedì santo, giorno in cui il monarca britannico celebra il Maundy Thursday (qui trovate qualche informazione in più La foto del giorno – 18 aprile ).
Immagine deliziosa, dove l’accordo cromatico tra le mise – e i bouquet – sembra evocare un’armonia e una sintonia speciali tra le due signore. Nate entrambe da un Duca di York, entrambe con una sorella, hanno entrambe sposato l’amore di gioventù, scegliendo due giovanotti di rango un po’ (o molto) inferiore. Entrambe si sono preparate scrupolosamente per la loro carriera; anche se Eugenie – laureata in letteratura inglese e storia dell’arte all’università di Newcastle – regna non su un Paese ma solo una galleria d’arte, la Hauser & Wirth. Se le analogie tra nonna e nipote sembrano finire qui, c’è secondo me qualcosa di più sottile a unirle, ed è la consapevolezza del proprio ruolo. Se Elizabeth si è seduta giovanissima sulla sedia più alta, ed è punto fermo per il suo popolo da quasi settant’anni fino a trasformarsi nell’icona stessa della regalità, Eugenie (che in comune con la nonna ha anche l’iniziale!) sta riuscendo, con grazia discreta, a mantenere la sua posizione di secondo piano. Senza sgomitare, senza battere i piedini, senza alzate d’ingegno né colpi a effetto. Il suo matrimonio con Jack Brooksbank – celebrato il 12 ottobre 2018, solo cinque mesi quello ben più atteso e mediatico dei Duchi di Sussex – è stato il suo manifesto: allegro, elegante, regalmente privo di ostentazione, col coup de théâtre della tiara inedita e sontuosa, indossata senza velo – una rarità per una giovane royal bride – in modo da rendere visibile la cicatrice di un lontano e doloroso intervento chirurgico.
Eugenie e sua sorella Beatrice, figlie di due sciagurati che hanno costellato le loro vite di disastri riuscendo però a fare bene i genitori, sono molto unite, e sembrano trarre equilibrio dalla solidità di questo legame, e la forza di affrontare le difficoltà che pure non sono mancate. Nate principesse, sono fortunatamente (soprattutto per noi) prive di quelle sindromi che colpiscono le royal ladies per matrimonio: la sonoiltopdeltop e la checifaccioqui. Hanno una sorta di intercambiabilità – ci sono caduta anch’io, partita a parlare di una sto concludendo con entrambe – che potrebbe cancellarle e invece finisce per rafforzarle.
A Eugenie gli auguri che per un decennio splendido, ci ritroviamo qui per i 40!
Le foto del giorno – It’s Mother Day
Nel Regno Unito oggi, quarta domenica di Quaresima, tre settimane prima di Pasqua, si celebra il Mothering Day. In origine si trattava di una festa comune a tutte le Chiese cristiane delle Isole Britanniche, in cui si visitava la propria chiesa madre, quella in cui si è ricevuto il battesimo. Col tempo alla solennità religiosa si affiancò la più prosaica Festa della Mamma, che immagino ora abbia definitivamente soppiantato quella originale.
Dunque oggi si festeggiano le mamme inglesi, le commoner come le royal, e attraverso i canali social ecco i loro omaggi arrivare fino a noi. Per una volta la regina appare come figlia invece che madre, nonna, bisnonna, sovrana, in uno scatto che la ritrae con la madre, entrambe sorridenti e controvento.
Il figlio Charles pubblica un’immagine con lui piccino e pacioccone nel giardino di Clarence House con la giovanissima mamma. Adorabili tutti, lei lui e il cappottino.
La Duchessa di Cambridge ha pubblicato il lavoretto fatto per lei dal primogenito George, un collage teneramente kitsch com’è giusto che sia ogni creazione infantile. Deliziose anche le immagini delle madri dei duchi, Diana trionfante nello splendore della sua giovinezza, Carole giovane e un po’ perplessa, con la stessa pettinatura di sempre, contro uno sfondo che non si capisce se sia astrattamente decorato o semplicemente macchiato.
Ma la presenza di Harry nella foto con madre e fratello sarà un metamessaggio?
Ladycameron giorno 9 – La rosa Tudor
Quante sono le rose d’Inghilterra? C’è quella di Shakespeare, che anche con un altro nome non cesserebbe d’avere il suo profumo. E Diana, che amava quelle bianche, e se ne andò sul canto che la chiamava England’s rose riprendendo l’uso di definire rosa inglese ogni fanciulla, ogni donna bella e gentile, e con la carnagione rosata. La rosa, emblema d’Inghilterra.
La prima rosa reale è quella dorata, simbolo araldico di Éléonore de Provence, sposa di Re Henry III e madre di Edward I, che la adotta anche per sé. È la dinastia dei Plantageneti, che abbiamo già incontrato ( Ladycameron giorno 4 – La ginestra dei Plantageneti ), il cui ramo principale resterà sul trono inglese ancora circa un secolo. Nel 1377 Richard II succede al nonno Edward III; dapprima apprezzato, diventa sempre più impopolare finché nel 1399 viene deposto e ucciso dal cugino Henry Bolingbroke, figlio di John di Gaunt, Duca di Lancaster e figlio cadetto di Edward III. Bolingbroke sale al trono come Henry IV, e con lui inizia il regno della casa di Lancaster. Loro emblema è la rosa rossa a cinque petali – probabilmente la Rosa gallica officinalis – che è il fiore della contea di Lancashire. Il nuovo re la inserisce tra i suoi simboli, forse un ideale rimando a quella dorata di Edward I. Gli succede il figlio, Henry V, che rafforza il potere della casata con una serie impressionante di vittorie nella Guerra di Cent’anni contro la Francia, culminate nella battaglia di Azincourt. Il re muore improvvisamente lasciando il trono all’unico figlio, che ha il suo stesso nome. Henry VI ha solo nove mesi e viene affidato a un consiglio di reggenti che escludono la madre, la francese Catherine de Valois. Durante il suo regno l’Inghilterra perde tutti i territori francesi tranne Calais, e il re, mentalmente instabile, non riesce ad esercitare una leadership forte. È in questo scenario che Richard Duca di York – che discende da un altro dei figli di Edward III, Edmund di Langley – avanza le proprie pretese sul trono. Alleato col potente Conte di Warwick marcia su Londra: è l’inizio della guerra civile che in seguito verrà chiamata delle Due Rose.
Il primo Duca di York, Edmund di Langley ha come emblema una rosa bianca, evocazione della Rosa Mistica, la Vergine, che diventa il simbolo della casa di York e dei suoi tre sovrani sul trono nei trent’anni del conflitto, che vede tornare brevemente al potere anche Henry VI Lancaster. Shakespeare ha dedicato tre opere alla complessa figura di Henry VI, e in Part I mette inscena uno scontro tra uomini delle due fazioni: sui loro vessilli la rosa rossa di Lancaster e la rosa bianca di York. La guerra finisce con la battaglia di Bosworth, nel 1485. Re Richard III – quello del suo regno per un cavallo: A horse! A horse! My kingdom for a horse! – viene sconfitto dal pretendente della fazione Lancaster, Henry Tudor. Richard III, anche a causa dell’immagine che ne dà Shakespeare nell’opera omonima, ha sofferto pessima fama per secoli: perfido deforme e vigliacco, così assetato di potere da uccidere cognata e nipoti (il giovanissimo Edward VI e il fratello minore Richard, i “bambini nella torre”. La storia lo ha riabilitato, e una campagna di scavi condotta dall’università di Leicester ne ha riportato alla luce i resti, originariamente sepolti in un convento di frati poi distrutto.
Il 26 marzo 2015 il corpo del sovrano è stato sepolto nella cattedrale di Leicester, alla presenza della Contessa di Wessex e dei Duchi di Gloucester (il suo titolo prima di diventare re). Benedict Cumberbatch, che del re è un discendente, ha letto un’ode.

(Ph. National Trust/Sue James)
La battaglia di Bosworth segna la fine del Medio Evo inglese e la nascita di una nuova dinastia. Henry Tudor sale al trono come Henry VII; per assicurarsi una discendenza sposa Elizabeth di York, figlia di Edward IV. Nasce anche la rosa Tudor, che incarna la trasformazione dei due casati in uno solo. È l’emblema della nuova Inghilterra, un regno di unità e pace dopo la guerra civile; una rosa bicolore: all’esterno la rosa rossa di Lancaster, all’interno quella bianca di York. 
Questa rosa unica al mondo caratterizza l’iconografia dei cinque sovrani Tudor e della loro epoca; diffusissima ad Hampton Court, è presente anche in molti ritratti. È il pendente del collare di Thomas More nel ritratto di Holbein oggi alla Frick Collection di New York.
Ecompare nel ritratto di Elizabeth I, attribuito a Nicholas Hilliard, detto Pelican dall’uccello sul dévant de corsage della regina (Walker Art Gallery, Liverpool). Sullo sfondo, dietro alla testa della sovrana, appaiono a sinistra la rosa Tudor e a destra e il giglio di Francia, di cui ella pretendeva il trono.
La rosa è molto popolare e diffusissima ancora oggi: per il suo design particolare, come gadget legato alla royal family, o in veste più ufficiale: la si trova ad esempio sulla giubba degli Yeomen che presidiano la Torre.
È anche sulla royal coat of arms: sotto le zampe del leone e dell’unicorno, rappresenta l’Inghilterra col cardo di Scozia e il trifoglio d’Irlanda. 
Corone e coronavirus
Tutti i sovrani e le famiglie reali d’Europa stanno fronteggiando la crisi causata dal coronavirus; primo tra tutti il Principe di Monaco, che è risultato positivo al test e ora è in quarantena ( Breaking News! ). Gli eredi al trono danesi hanno riportato in patria i quattro figli – che si erano trasferiti per dodici settimane a studiare in una scuola in Svizzera – per essere tutti vicini alla popolazione, e anche Elisabeth, Duchessa di Brabante, che studiava in Galles è rientrata in Belgio. I sovrani olandesi e le loro figlie si sono affacciati a un balcone di Palazzo per applaudire medici e infermieri in prima fila contro la pandemia (in calce il link al video). Il re Felipe ieri ha rivolto un discorso agli Spagnoli (piuttosto criticato in verità, per il richiamo all’unità non troppo gradito dai separatisti baschi e catalani, e per non aver sequestrato i 100 milioni – omaggio saudita al Re Emerito, prudentemente allocato su conto estero – che Felipe ha già dichiarato di non volere ereditare, quando sarà.
Oggi, dopo essere arrivata a Windsor con una settimana d’anticipo sul previsto, e raggiunta dal marito proveniente da Sandringham, ha parlato anche The Queen. Per lei nessun video, ma un sobrio comunicato in cui annuncia qualche cambiamento nella routine, invita all’unità e al rispetto delle direttive, e ringrazia tutti coloro che combattono la pandemia. Intanto la visita degli Imperatori del Giappone nel Regno Unito è rinviata a data da destinarsi. La situazione britannica è particolarmente interessante, perché Sua Maestà, essendo nella categoria più a rischio, non può esporsi più di tanto, ma anche il Principe di Galles, ultrasettantenne, potrebbe scomparire per un po’ (sempre che non sia già in quarantena, perché se non ricordo male dovrebbe aver incontrato Albert de Monaco nei giorni scorsi). Se così fosse, rappresentare la Corona a Londra toccherebbe a William, magari col sostegno del fratello, richiamato in patria dal Canada (è l’ipotesi del Daily Mail). Harry dal canto suo ha diffuso un video in cui annuncia che gli Invictus Games, previsti per la seconda settimana di maggio a L’Aja, sono stati rinviati all’anno prossimo.
E a proposito di rinvii, che fine faranno le nozze di Beatrice? Si terranno lo stesso il 29 maggio, anche se il ricevimento nei giardini di Buckingham Palace è stato annullato? L’ultima voce è che le regole adottate dalla Chiesa d’Inghilterra prevedano che i matrimoni siano celebrati alla presenza dei soli sposi e di una coppia di testimoni. Più intimo di così!
Qui trovate i sovrani olandesi scatenati al balcone https://twitter.com/i/status/1239994670886895616
Breaking News!
Ancora breaking news, e questa volta per una notizia veramente inattesa. Il Principe Albert II de Monaco è risultato positivo al coronavirus.
Lo rende noto un comunicato ufficiale di palazzo, specificando che le condizioni del sovrano non destano preoccupazione, e che Albert continuerà a lavorare dal suo appartamento privato.
Il principe ha compiuto 62 anni sabato scorso, e in questi giorni ha presieduto molte riunioni per monitorare e programmare interventi contro la pandemia.
Aggiornamenti sul suo stato di salute verranno diffusi con regolarità.
Breaking News!
Oggi iniziamo con una bella notizia, quanto mai necessaria in questi giorni. È stata appena annunciata la felice nascita del secondo principe del Bhutan!
Il piccolo, un maschietto, è nato oggi 19 marzo, che corrisponde al 25° giorno del primo mese dell’anno Male Iron Rat. La madre, la regina Jetsun Pema, e il bambino stanno bene, e il Gyalsey, il Principe ereditario, felicissimo di incontrare il fratellino.
Nella gioia dell’annuncio, i sovrani rivolgono un pensiero a tutti coloro che stanno combattendo la pandemia da Covid-19.
Benvenuto piccolo principe, non vediamo l’ora di conoscerti!
Ladycameron giorno 8 – Le primule della Regina
Se mai vi foste chiesti qual è il fiore preferito di Her Majesty Queen Elizabeth II voilà, ecco a voi la risposta, è la primula!
Come lo sappiamo? Tre anni fa la sovrana ha inviato un messaggio di auguri alla trasmissione radio Gardener’s Question Time, giunta al settantesimo anno di programmazione. In quella occasione avvenne la rivelazione, fatta da John Anderson, giardiniere di Frogmore House a Windsor, dove il messaggio fu registrato.
Le primule spuntano nei prati all’inizio della primavera; Shakespeare in The Winter’s Tale le chiama «pallide primule che muoiono nubili» riferendosi al fatto che fiorendo quando gli insetti sono ancora pochi spesso non vengono impollinate. Come tutto ciò che annuncia la rinascita della natura nella bella stagione sono diventate augurio di buona fortuna, e in Inghilterra vengono offerte come porte-bonheur, così come in Francia accade coi mughetti ( Ladycameron giorno 2 – I mughetti di Grace ). Si racconta che quando il Primo Ministro Benjamin Disraeli presentò a Queen Victoria la Corona delle Indie, lei volle ricambiare con un mazzolino di primule, come augurio di fortuna (in effetti si dice che per trasformarli in un potente talismano questi fiori vadano tenuti stretti al petto con un uovo di cristallo di rocca, ma in questo caso non indagheremo oltre). 
Se in fitoterapia si usano per migliorare la circolazione e calmare i battiti del cuore, nel linguaggio dei fiori sono sinonimo di giovinezza, tenera amicizia e primo amore.
Nell’unica fotografia in circolazione dell’annuncio del fidanzamento con Philip che non sia in bianco e nero, l’abito della giovanissima principessa è di un delicato giallo primula. Immagino che la fotografia sia stata colorata in un secondo tempo e non saprei dire se si tratti del colore originale – l’abito non era esposto nella mostra Fashioning a Reign, rganizzata a Buckingham Palace per i 90 anni di Her Majesty – ma è una singolare circostanza, poiché non v’è dubbio che Elizabeth sia il ritratto della giovinezza e della felicità, accanto al suo primo amore.
Il giallo primula è d’altronde una tonalità che la regina ama e indossa con una certa frequenza; l’ha scelta anche il 29 aprile 2011 per un altro royal wedding, quello tra il nipote William e Catherine Middleton. Una scelta sottile e piena di significati. Perfetta, as usual. 
Breaking News!
Dall’aggravarsi della crisi da Covid-19 alla dichiarazione della pandemia, c’è una domanda che ogni royal watcher si pone: che fine faranno le nozze di Beatrice di York con Edoardo Mapelli Mozzi? Saranno confermate? Saranno rinviate?
Oggi arriva la prima notizia in merito: il royal wedding – per ora – è confermato, ma il ricevimento previsto dopo la cerimonia nei giardini di Buckingham Palace è stato annullato (come del resto è accaduto per i tradizionali garden parties, rinviati all’anno prossimo).
La coppia ha dichiarato che non vede l’ora di sposarsi, ma non vuol far correre rischi inutili ai propri ospiti, soprattutto i più anziani, come i nonni di lei. Il rito nuziale dovrebbe essere celebrato venerdì 29 maggio nella Chapel Royal di St James’s Palace, e se davvero si terrà, si preannuncia come un privatissimo affare di famiglia.
Ladycameron giorno 7 – Il trifoglio d’Irlanda
Scelta obbligata oggi che è il 17 marzo, festa di San Patrizio che annuncia l’arrivo di una primavera quanto mai desiderata, anche per gli effetti positivi che l’innalzamento delle temperature potrebbe avere sull’andamento della pandemia in corso.
Quest’anno la tradizionale parata delle Irish Guards non si è tenuta – ufficialmente perché gran parte del Reggimento è impegnato all’estero – ma forse ricorderete l’anno scorso la Duchessa di Cambridge sfoggiare sul cappotto verde scuro Alexander McQueen una spilla a forma di trifoglio, lo shamrock simbolo d’Irlanda e di St Patrick che ne è il patrono.
Secondo la tradizione Patrick, evangelizzatore dell’isola nel V secolo, usò proprio la piantina per spiegare la Trinità; come questa il trifoglio è uno e trino: un solo stelo regge tre foglie. Nell’Irlanda celtica e precristiana questa pianta era rivestita di valori simbolici e magici, in gran parte legati alla mistica del tre, il numero che in molte culture è considerato sacro. Nel Tao-te-ching si legge: «Il Tao genera l’unità, l’unità genera la dualità, la dualità genera la triade e quest’ultima tutte le cose».
Il simbolismo del trifoglio trinitario fu amato in tutto il Medio Evo e oltre, ed è giunto fino a noi riprodotto in opere dei maggiori pittori del Quattrocento e del Cinquecento; nel Noli me tangere del Beato Angelico Cristo risorto appare alla Maddalena su un prato di trifogli.

Dal 1783 il Santo e il suo emblema compaiono abbinati anche nel Most Illustrious Order of Saint Patrick che, fondato da Re George III, divenne il terzo per importanza nel regno, dopo l’Order of the Garter e l’Order of the Thistle. Nelle insegne – insieme con l’arpa celtica, altro simbolo del Paese – compare un trifoglio che contiene una corona in ogni foglia, e il motto Quis separabit? (Chi ci separerà?) è circondato da un giro di piccoli trifogli.
Esiste poi un trifoglio tutto speciale, che invece di tre foglie ne ha quattro. La sua (relativa) rarità lo riveste tradizionalmente di un grande potere: se nelle fiabe di origine celtica conferiva il dono di vedere gli elfi, la sua caratteristica più famosa è quella di propiziare la buona fortuna. Per questo è simbolo popolarissimo e prediletto da molti.
Il quadrifoglio è con la camelia una delle icone di una vera regina, di talento se non di sangue: Mademoiselle Chanel, che ne faceva bijoux più o meno preziosi – bellissimi quelli storici realizzati per lei dalla Maison Gripoix – e li piazzava anche su borse, bottoni, dettagli, ricami.
Per le nozze civili del fratello Albert con Charlène Wittstock, celebrate il primo luglio 2011, la principessa Caroline de Monaco indossava sotto l’ampia pamela un paio di piccoli orecchini turchesi, Chanel, ça va sans dire. Avrà voluto invocare la fortuna sugli sposi? In fondo Grace, indimenticata madre dei principi, era di origine irlandese.