Giornata clou a Oviedo con la consegna dei premi intitolati alla Princesa de Asturias, che oggi ha avuto il suo battesimo ufficiale come erede al trono (con qualche dettaglio che francamente non mi è chiaro, magari mi aiutate voi).
Questa mattina prima udienza ufficiale per la giovanissima Leonor (e sua sorella Sofía) con consegna delle medaglie ai premiati. Le due ragazze hanno ripetuto i loro soliti look con abiti simili anche se non identici, nella stessa palette usata nelle ultime uscite: Leonor in rosa, Sofía in azzurro (circostanza che mi ha riportato alla memoria due mie lontane cugine, tra loro sorelle ed entrambe più grandi di me, da cui a volte ereditavo coppie di abiti, stesso modello ma in due taglie e in due colori diversi, spesso proprio rosa e azzurro).
Leonor è stata impeccabile, disinvolta e partecipe. Un po’ meno Sofía, che è simpatica ma ha spesso un’aria vagamente annoiata (e a dodici anni non ha nemmeno tutti i torti). Il tutto alla presenza del Rey, assai protettivo e un filo asfissiante con la figlia, e sotto il rigido controllo della Reina.
La quale ha indossato un abito di rara bruttezza, di cui la stampa spagnola si è affrettata a illustrare il significato recondito: è firmato Pertegaz, creatore anche del suo non memorabile abito da sposa; e dalla Boda Real di quindici anni fa Letizia non aveva più indossato nulla della Maison. Fino a oggi, quando ha completato la sua mise con gli orecchini di diamanti dono nuziale dei suoceri. Confesso, il motivo per cui nel giorno del debutto della figlia si rimandi al proprio ingresso nella famiglia reale mi sfugge, ma probabilmente è un problema mio.
Nel pomeriggio finalmente, al Teatro Campoamor, la consegna dei premi col primo discorso ufficiale della fanciulla che un giorno siederà sul trono di Spagna.
Incomprensibilmente infilata in un vestituccio da brava bambina, mentre la sorella minore ha un aspetto assai più maturo anche grazie all’abito meno bambinesco.
Dress to impress as usual Letizia, che per la prima volta da quando partecipa al premio ha scelto il rosso, il colore della Hispanidad: un discreto abito in seta del solito Felipe Varela, che francamente scompare davanti a quegli orecchini.
Nota finale: per quale ragione al tavolo d’onore ci fosse anche l’Infanta Sofía non è dato sapere; capisco che sia difficile diversificare i ruoli tra loro, che sono solo due, vicine come età, e probabilmente finora hanno fatto tutto insieme, ma arriverà il momento in cui ciascuna dovrà essere indirizzata sulla propria strada, e oggi quel cammino è iniziato.
Al di là dei miei dubbi, il discorso di Leonor è stato un delizioso capolavoro di grazia e opportunità. Non perdetelo! https://www.hola.com/realeza/casa_espanola/20191018152057/princesa-leonor-discurso-premios-princesa-asturias/
Avendo letto ieri l’anticipazione dell’evento, ero curiosa di scoprire quale poesia avesse scelto il futuro sovrano, e quando l’ho sentito sono rimasta davvero – e piacevolmente – sorpresa. Scordatevi odi guerresche o poesie romantiche o elegie bucoliche, Charles ha scelto Quoting Shakespeare, di Bernard Levin. Che non era un poeta, ma uno dei giornalisti più brillanti della sua generazione, quella che ha segnato la seconda metà del secolo scorso. È un pezzo splendido, sull’importanza delle parole e la loro bellezza. Scritto dal figlio di immigrati ebrei ucraini, che nella ricchezza della lingua, nella sua origine nobile e popolare, trova la sua identità, l’appartenenza a una comunità, e alla fine anche il lavoro della vita.
Impeccabile as usual, the Queen era in azzurro con una spilla che non sembra avere un particolare significato: formata da diamanti e perle su un disegno ovaleggiante che rimanda all’Art Déco, è stata indossata la prima volta nel 2016, il che fa pensare possa trattarsi di un regalo per i novant’anni appena compiuti. Non avendo altri spunti – l’abito di Johnson è piuttosto brutto, e in genere tutto il suo aspetto conferma la sua fama di scarsa eleganza, e sono stata buona – l’attenzione dei più si è rivolta al ventilatore piazzato accanto al camino; un Dyson, notoriamente piuttosto costoso ma anche efficace. Il minimo, per questa povera donna costretta ad andare avanti e indietro nel mezzo di un’ondata di caldo africano molto poco britannico (e va ricordata in altri casi la presenza di una stufetta elettrica, che Sua Maestà non spreca i soldi dei contribuenti in costosi sistemi di regolazione della temperatura di Palazzo).
E questo è l’abito indossato sotto al pardessous.
Fuxia anche la sua mise, un abito Carolina Herrera che le abbiamo già visto lo scorso anno durante la visita a New Orleans; niente di straordinario, ma adatto all’occasione, e poi la linea a corolla a lei sta molto bene. Purtroppo con l’arrivo della bella stagione la Reina ha ritirato fuori le mules con fascia in pvc che le piacciono tanto, e infatti ne ha almeno un altro paio, in nero. Come si dice in questi casi, ce ne faremo una ragione.
L’abito a me non piace, l’underware è migliorabile, ma Camilla dimostra che l’eleganza non è solo un bell’abito, è soprattutto l’attitude. Chic.
Nella stessa giornata di venerdì la Reina ha chiuso a La Roja il II Seminario de Educación Patrimonial en la Escuela. Per l’occasione ha scelto un abito a fiori dello spagnolo Adolfo Domínguez, in bel contrasto con i capelli che Letizia ha un po’ scurito. L’abito è dell’anno scorso, vi sembra familiare? I lettori più attenti del blog – o quelli dotati di memoria fotografica – ricorderanno di averlo già visto (non ricordate? non importa, lo trovate qui
Diciamo la verità per la sovrana olandese ci vorrebbe una categoria a parte; in questa settimana ha calato un tris giallo-giallo-verde davvero notevole. Si parte martedì, quando Máxima ha inaugurato ad Amsterdam il Coding College Codam con una abito Oscar de la Renta giallo croco con decorazione di pietre che circonda pancia e fianchi; alle soglie dei cinquant’anni e dopo tre figlie non è da tutte, ma boh.
Il giorno dopo doppio appuntamento: total yellow per la visita alla Met je Hart Foundation di Brema, che ha vinto l’Appeltje van Oranje 2019 per i progetti destinati agli anziani; in questo caso la regina abbina all’abito del perfido Natan accessori giallo limone, un’insieme che la trasforma in un grande evidenziatore. Shock.
Nel pomeriggio a Rotterdam per inaugurare la mostra per bambini Superstraat, allestita al Wereldmuseum. In questo caso sempre Natan ha deturpato con un cespo di insalata riccia la scollatura di un completo che senza l’aggiunta vegetale sarebbe stato bello (anche se assai spiegazzato). E pensare che quando Balenciaga studiava l’effetto delle sue creazioni sulle modelle toglieva sempre qualcosa, affermando: «non è veramente necessario». Di suo la regina aggiunge un paio di orecchini monstre, temendo di passare inosservata. Shock, ma la adoro comunque.
Il 4 luglio com’è tradizione negli USA si è festeggiato in pompa magna il giorno dell’indipendenza. La First Lady ha partecipato alla parata di Washington con un abito di Carolina Herrera, bianco con righe multicolor e un fiocco sulla spalla, abbinato a un paio di Loboutin shocking pink. L’abito è stato variamente commentato sul web: c’è chi lo ha trovato di foggia vagamente russa, chi ha sostenuto che sembrasse un quaderno a righe e chi ha pensato che il fiocco servisse ad allontanare le negatività. Personalmente lo trovo un abito discreto ma non memorabile, ma Melania ha due fortune: è molto bella, e accanto a quel marito non può che fare un’ottima figura. Boh.
Oggi è il giorno del tradizionale garden party nella residenza reale di Holyroodhouse, e Sua Maestà, che non smette mai di sorprendere, sul soprabito rosa carico – colore che le sta a meraviglia in ogni sfumatura – ha sfoggiato quella che ha tutta l’aria di essere una nuova spilla.
Una forma astratta, composta da una combinazione di elementi in vari materiali, tra cui direi onice e turchese, circondati da piccoli diamanti; e mi piacerebbe proprio saperne qualcosa di più.
La sicurezza della regina oggi era assicurata da 140 uomini della Royal Company of Archers; si tratta di una compagnia cerimoniale che funge da Guardia del Corpo del sovrano dal 1822, quando scortò re George IV nel suo viaggio in Scozia.
Ma quanto sono graziose queste giovani danzatrici?
Molto bello il tessuto melange del pardessous – peccato che in nessuna foto si veda l’abito che indossa sotto – splendido il cappello ricoperto solo in parte, e arricchito da fiori gialli e bianchi; sulla spalla la Queen Mother’s Shell Brooch, una delle preferite della defunta regina. È con lei il figlio Andrew, che essendo l’unico a non avere moglie (finché dura…) si presta spesso ad accompagnarla da quando il Duca di Edimburgo si è ritirato a vita privata. Il Duca di York quest’anno è stato il più assiduo ad Ascot, ma ha partecipato parecchio anche Peter Phillips, figlio della Princess Royal.
Oggi con lui c’è anche la moglie Autumn, che come la zia Sophie non ha saputo resistere al fascino della tuta (per di più azzurra), con cappellino a quadretti Vichy: la mise non mi piace, il cappello, abbastanza, lei molto, trovo abbia un viso veramente interessante.
Her Majesty ha premiato tra i vincitori anche lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Signore di Dubai e Primo Ministro degli Emirati. Purtroppo nessuna traccia della moglie Haya e dei suoi favolosi cappelli, sarà per l’anno prossimo!
E, come già negli anni scorsi, ha omaggiato la ex suocera con uno dei suoi mitici cursty.
Her Majesty è arrivata come sempre in carrozza, accompagnata dalla nipote Lady Helen Taylor – figlia del Duca di Kent – il nipote Peter Phillips e Timothy Taylor, marito di Helen. Oggi ha scelto un colore brillante che le sta a meraviglia, il rosa carico; il taglio del pardessous di tweed rivela un abito dalla delicata fantasia floreale. Il cappello non mi piace troppo: sì alla forma ma no alle piume messe così sulla cupola; per fortuna con Sua Maestà si fa presto, basta spostare l’attenzione sulla spilla, che in questo caso è la Jardine Star Brooch: una stella a otto punte intervallate da otto diamanti.
Ci tocca contentarci di Demi Moore, che gioca a fare l’aristocratica britannica; purtroppo per renderla credibile ci vorrebbe ben altro delle sue non eccelse doti recitative. In compenso il cappello è splendido, uno dei più belli visti finora, e non mi stupisce se il creatore è il signore accanto a lei. Chi è? Philip Treacy, lui sì è che pura regalità della moda.
D’accordo, forse Her Majesty non è mai stata presa dal delirio mitologico che le attribuisce Lady Violet, ma oggi al Ladies Day rischia veramente di superarsi. Abbandonato l’azzurro indossato nei primi due giorni la sovrana opta per un raffinatissimo punto di grigio: soprabito in tessuto jacquard con ricamo di piccoli fiori oro a delineare il collo: sulla spalla sinistra è appuntata la Daffodil Spray Brooch: diamanti bianchi e gialli decorano il fiore simbolo del Galles (un messaggio dinastico?) in una spilla che le è stata donata probabilmente dal Sultano dell’Oman per il Diamond Jubilee.
Sul regal capo un bellissimo cappello in tinta con cupola ricoperta dallo stesso tessuto del soprabito e falda di chiffon plissé; la decorazione è composta da un gioco di piccole piume che ricordano spighe di grano, e piccoli fiori gialli. E potremmo quasi chiudere qui.
Senza dubbio questa tonalità di verde scuro con una punta di blu dona moltissimo al suo incarnato; l’abito in seta è semplice ma bello, e ha il pregio di esaltare la sua silhouette a clessidra distraendo l’attenzione sull’accenno di pancino che ha già innescato il totobaby. È il Mia dress di Cefinn, un brand da tenere d’occhio: la stilista è Samantha Cameron, moglie dell’ex premier e designer affermata. Delizioso
Elegante nel suo classico stile senza fronzoli: perfetto il soprabito in una tonalità chiara di ottanio, chic il dettaglio in ottanio più scuro che sbuca dallo scollo, bello il cappello in un modello che la principessa non porta spesso ma dovrebbe.
Oggi le mules Kurt Geiger – con fascetta tempestata di strass – spuntano da un abitino a righe bianche e rosa; completa il tutto un cappellino con veletta e pennacchio. Ella deciditi però, o strass pennacchio e veletta, o cotonina a righe, le due cose insieme no.
Naturalmente ci vuole altro che due gocce per fermare Her Majesty, che ha proseguito imperterrita, seduta in carrozza accanto alla nuora Camilla, dopo aver aperto uno dei famosi ombrelli Fulton: cupola trasparente perché i sudditi possano vedere il viso della sovrana, e il tocco di classe della banda e del manico in tinta con la mise regale. La Regina ne ha una collezione, praticamente in ogni colore, e la buona notizia è che se volete imitarla potete farlo senza problemi: Fulton è un classico brand inglese che distribuisce i suoi ombrelli in molti department stores, e questo modello ha un prezzo veramente popolare, una ventina di sterline.
Anche oggi preferite le mille tonalità del blu; per Her Majesty cappottino azzurro fiordaliso con bottoni dorati, cappellino in tinta con deliziosa decorazione di fiori nelle tonalità dal bianco al viola, la Prince Albert’s Sapphire Brooch e un sorriso smagliante; c’è bisogno d’altro?
La Duchessa di Cornovaglia studia da regina con garbo e misura, e il risultato è sempre molto gradevole; personalmente non amo quel punto di turchese che ormai si chiama tiffany, ma questa tonalità più chiara non mi dispiace; l’abito di Fiona Clare è tagliato bene, i dettagli – collo e polsini plissé – discreti ed efficaci, il cappello in paglia di Philip Treacy è bello ed è il modello che le dona di più. Vi prego di notare guanti e clutch color ghiaccio: sono perfetti con tutte le tinte estive e infatti da quando è arrivata la bella stagione glieli abbiamo visti praticamente sempre, il che vuol dire che è anche economa. Brava!
Il passaggio della carrozza reale è stato salutato entusiasticamente dalla Principessa Anne, in ottima forma e ottimo spirito. Evidentemente lei e la figlia Zara quest’anno si sono buttate sulla tappezzeria, ma il gioco di ramage in bianco e blu è abbastanza grafico – e lei è abbastanza sottile – da risultare piacevole.
Non hanno partecipato alla carriage procession ma c’erano anche loro, i Conti di Wessex, che proprio oggi festeggiano i vent’anni di matrimonio. Devo dire che lui con la maturità sta migliorando, lei è sempre molto graziosa e dopo qualche scivolone iniziale ha saputo conquistarsi un posto speciale nel cuore di Sua Maestà. Oggi è in bianco – un abito midi di Suzannah, che ha un inserto blu che parte dalla vita – con delizioso cappellino a pagoda decorato da paillettes bianche e blu.