Oggi è il Prinsjesdag

Il ritorno dell’autunno nel calendario royal segna praticamente dappertutto, seppure in date diverse, la ripresa della piena attività politica con la riapertura del Parlamento. Oggi è toccato ai Paesi Bassi con il Prinsjesdag, giorno in cui davanti agli Stati Generali il monarca pronuncia il discorso programmatico per l’anno a venire. Praticamente la nostra Finanziaria, ma con moooltooo più sfarzo: signori in tight e signore in lungo da giorno, con cappello (o acconciatura) e le insegne del massimo Ordine che hanno a disposizione: quello del Leone dei Paesi Bassi per Máxima e le ragazze, quello della Casa d’Orange Per Laurentien.

Con i sovrani, come l’anno scorso (Prinsjesdag o Damiesdag?) ci sono le due figlie maggiori, oltre al principe Constantijn – fratello del re – con la moglie Laurentien. La prima notizia è che anche Catharina-Amalia ha ceduto definitivamente al fascino del capedress firmato Safiyaa. Eccola col modello Sarita: il colore le dona moltissimo e lei sta diventando uno splendore.

Poi certo il modello è molto da sera e poco da giorno (lo stesso identico abito è stato visto un paio di settimane fa addosso a Sarah di York, per una serata in Svezia), sensazione peggiorata dal sandalo che lascia il piede quasi completamente nudo; però mi piace l’idea di fermare i capelli con un cerchietto superlow cost (Bijoux Brigitte, euro 9.90).

Alexia in rosso si è infilata un abito indossato dalla madre più di vent’anni fa; a me le rosse in rosso piacciono, mi perplimono assai i capelli così phonati e cotonati, effetto cofana anni ’60.

Quasi sobria Máxima che sceglie un abito azzurro ghiaccio di Claes Iversen con calottina abbinata. Tutto sommato andava bene – e pure meglio – così, in purezza, invece è stato arricchito da un fiocco monstre. Con un’aggravante: nemmeno la regina resiste al resistibilissimo fascino dei sandali; d’altronde lei è così, prendere o lasciare, e noi prendiamo!

Abito fucsia e cappellino in tinta per Laurentien, sia mai che passi inosservata! La mise è del brand tedesco Talbot Runhof (composto da Johnny Talbot & Adrian Runhof); se almeno avessero evitato quei tocchi di pizzo… In compenso lei è l’unica delle royal ladies a portare le scarpe chiuse, e non è poco.

Insomma, se in Svezia per l’inaugurazione del Parlamento ci si veste di bianco e nero, ispirandosi ai vecchi abiti di corte (l’avevamo raccontato qui La foto del giorno – 25 settembre) in Olanda domina il colore, vincono le signore, trionfano le ragazze.

Happy birthday Harry!

Oggi Prince Harry The Duke of Sussex entra negli anta, e contrariamente a quanto da molti ipotizzato (Lady Violet invece dubbi ne aveva pochi) da Buckingham Palace sono arrivati gli auguri, accompagnati da una bella fotografia del festeggiato.

Henry Charles Albert David nasce a Londra, al St. Mary’s Hospital di Paddington, come il fratello, i nipoti e qualche cugino. Sin dalla nascita la stampa si accanisce sul rapporto padre/figlio, rivelando che Charles avrebbe voluto una femmina, e che rimase perplesso davanti ai capelli rossi, più Spencer che Windsor. La testa rossa è anche alla base di uno dei più odiosi pettegolezzi che girano da quattro decenni, che cioè il piccolo principe fosse figlio naturale dell’irrimediabilmente rosso Maggiore Hewitt, istruttore di equitazione di Diana poi promosso dall’infelice principessa a più personale e intimo incarico. La storia, scandagliata in ogni più piccolo dettaglio, rivela che la relazione tra Diana e il maggiore iniziò ben dopo la nascita di Harry, dopo la quale si manifestò la prima grave crisi nel matrimonio dei Principi di Galles. Harry era veramente troppo piccolo quando perse la madre, e nonostante tutti i tentativi di proteggerlo messi in atto dal padre adolescenza e giovinezza non sono state semplici. Probabilmente la vita militare è ciò che gli si confaceva di più, sicuramente una delle cose che ha amato di più. Abbondantemente superati i trent’anni ha incontrato quella che sembrerebbe la donna della sua vita, Meghan, con la quale, nonostante le origini che più diverse non si potrebbe, ha notevoli punti di contatto, a partire da una famiglia di provenienza, diciamo così, complicata. Con lei ha deciso di lasciare Londra e approdare in California; il timing, e non per colpa loro, è stato francamente disastroso: prima la pandemia, che ne ha limitato fortemente le eventuali attività, poi la morte di Queen Elizabeth e infine la doppia malattia che all’inizio di quest’anno ha colpito King Charles e Catherine; situazioni queste ultime che avrebbero dato ai Sussex quella visibilità e quella autorevolezza a lungo cercate. Come sapete non sono particolarmente appassionata alle attività di Harry&Meghan, che in genere non mi sembrano particolarmente interessanti, Invictus Games a parte, il progetto cui Harry probabilmente tiene di più, sicuramente quello che lo rappresenta meglio. Oggi il principe festeggerà in famiglia, con i suoi bimbi Archie e Lili che ha spesso definito come il più bel dono che la vita gli ha fatto. A Natale la famigliola è stata invitata dallo zio Charles Spencer; accetteranno l’invito e passeranno le feste di fine anno nel Regno Unito? Vedremo, intanto auguri a questo splendido quarantenne.

P.S. oggi è un giorno ad alto tasso di royal compleanni: la Reina Letizia compie 52 anni e Daniel, consorte di Victoria di Svezia, ne compie 51. Mi perdoneranno se li cito solo en passant, ma i compleanni a cifra tonda hanno sempre la precedenza!

A Royal Calendar – 14 settembre 1982

Meno di una settimana fa ragionavamo sul fatto che probabilmente tutti ricordano dov’erano quando la BBC diede la notizia della morte di Her Majesty Queen Elizabeth II (La foto del giorno – Due anni); Lady Violet ha abbastanza anni e abbastanza memoria da ricordare anche quando arrivò la notizia della morte di Grace de Monaco.

O meglio, ricordare quel momento sospeso tra l’incidente, la mattina di lunedì 13 settembre, la morte della principessa, la sera del giorno seguente, e la diffusione della notizia, la mattina del 15. Ricordo della rivista che per battere la concorrenza, quando Grace era ancora in vita, uscì con l’atroce titolo “Grace e Stefania vive per miracolo”, e il pezzo per il TG1 di Lello Bersani, esperto di cinema e di costume, il cui incipit (cito a memoria) era qualcosa tipo: Musa di Hitchcock e vincitrice di un Oscar, un’attrice non può volere di più; moglie di un sovrano e madre di tre bei figli, una donna non può volere di più. Tutto vero, ma una vita banalizzata così mi fece una grande impressione.

Come sarebbe accaduto 15 anni dopo per Diana – ma con toni molto più soft – si parlò di complotto, nella fattispecie della volontà di tacere che responsabile della morte della madre fosse la diciassette Stéphanie, alla guida senza patente. Dopo tanti anni la verità sembra acclarata in tutta la sua straordinaria banalità: madre e figlia partono verso le 9.30 dalla residenza di Roc Angel; la principessa deve partecipare ad un ricevimento e decide di adagiare sul sedile posteriore l’abito che deve indossare, perfettamente stirato. Dunque si mette lei direttamente alla guida della Rover, con la figlia accanto. Poco dopo l’auto sbanda, rompe il guard rail e precipita per una quarantina di metri nella sottostante scarpata, ribaltandosi varie volte. Stéphanie viene estratta nell’unico modo possibile, dal finestrino del guidatore (da qui il sospetto che guidasse lei). Ha fratture varie ma se la cava mentre Grace appare subito in condizioni disperate. L’autopsia rivelerà due distinte emorragie cerebrali; una probabilmente causata dall’incidente mentre l’altra potrebbe essere causa stessa dell’incidente: la principessa, che aveva lamentato forti mal di testa nei giorni precedenti, potrebbe aver avuto un ictus o un’ischemia, perso i sensi e dunque il controllo dell’auto. Si conclude così, in modo assurdamente “normale” una vita per molti aspetti straordinaria, Stéphanie, risanata nel corpo, si trascinerà a lungo le conseguenze di quel giorno, responsabile di molta della sua infelicità e delle sue stranezze, che solo ora, alla soglia dei sessant’anni, sembra aver superato trovando la pace. Per Lady Violet fu la fine di un sogno, ma l’incanto di quella bellezza così perfetta e inimitabile, resterà per sempre.

Trovate qui il ricordo per il quarantesimo anniversario, e link ad altri articoli su di lei: 40 anni senza Grace

Le foto del giorno – Oceani(a) di abbracci

Mentre è ancora viva l’eco del video con cui la Principessa di Galles ha annunciato la fine della terapia chemioterapica – ne parleremo anche noi, sto preparando un post di approfondimento – due domande in particolare sono emerse tra le tante. La prima se il video, così diverso dalla classica comunicazione della Royal Family indichi un cambio di rotta; la seconda, ora che abbiamo buone notizie sulla salute di Catherine, come sta l’altro illustre ammalato di famiglia, il re?

(Ph: Aaron Chown/PA Wire)

Ebbene sono arrivate come una tempesta di fine estate le fotografie della visita che oggi hanno fatto a Buckingham Palace le Black Ferns, cioè le ragazze della squadra neozelandese di rugby femminile. In un clima allegrissimo Charles è stato travolto dagli abbracci delle incontenibili fanciulle. Abbracci che il re ha dimostrato di gradire molto, definendoli “very healing” molto salutari.

Preso dall’entusiasmo King Charles ha anche aperto un piccolissimo squarcio sulle sue condizioni, quando si è detto assai dispiaciuto di non aver potuto includere la Nuova Zelanda nel prossimo tour in Oceania. Lui e Camilla il mese prossimo – dal 18 al 26 – visiteranno l’Australia, per poi raggiungere le Isole Samoa e presenziare all’incontro tra i capi di governo dei paesi del Commonwealth. Il re ha confidato alle sue ospiti che i medici che lo hanno in cura gli hanno proibito di allungare ulteriormente il viaggio ma insomma, otto giorni dall’altra parte del mondo mi sembra una notizia piuttosto buona.

(Ph: Aaron Chown/PA Wire)

Quanto alla comunicazione istituzionale, ve la immaginate la defunta Queen affogata di abbracci? A me questa svolta piace, e mi sembra che Charles stia aggiungendo alla materna rigorosa consapevolezza del ruolo una buona dose del carattere allegro del padre, cui peraltro somiglia sempre di più.

La foto del giorno – Due anni

Ho cercato a lungo una foto per celebrare la giornata di oggi, che segna i due anni da quando la nostra amata Queen se n’è andata dal suo Philip.

Questa mi è piaciuta molto: uno scatto forse rubato, sicuramente un po’ mosso, con genitori e sorellina. Quando erano ancora la famiglia del Duca di York, e tutto quello che sarebbe accaduto era ancora lontano, quasi impensabile.

Si dice che tutti ricordino dov’erano e cosa facevano mentre accadeva qualcosa di clamoroso e spesso drammatico. Ecco, io quel giorno ero davanti allo schermo del pc, da cui arrivavano le immagini e le parole della BBC. Sapevamo che stava per succedere, che forse era già successo. Come accade a volte, alcuni episodi della mia vita si sono intrecciati con quegli ultimi mesi, dal settantesimo anniversario dell’ascesa al trono alla scomparsa. Quegli eventi, non tutti piacevoli, stanno arrivando a soluzione; un altro soluzione non ha, e il ricordo rimane cristallizzato a quei giorni. Le cose cambiano, ma penso che lei, Elizabeth, resterà ancora a lungo sullo sfondo delle nostre vite. Della mia, sicuro. In fondo Lady Violet è nata grazie a lei.

Le foto del giorno – Scene di fine estate

La regina di fine estate è lei, Rania di Giordania, che il 31 agosto compie gli anni. Quest’anno sono 54, e li festeggia come meglio non si potrebbe: con la nipotina Iman, nata quattro settimane fa, tra le braccia.

(Ph: Instagram @alhusseinjo)

Non mancano un nuovo ritratto ufficiale per celebrare la giornata e una foto accanto al re; che vi devo dire, sicuramente c’è la chirurgia plastica, immagino ci siano anche dei filtri fotografici, ma lei è sempre una meraviglia.

Chi mi sembra che si sia davvero goduta l’estate è Maria Teresa di Lussemburgo: presente spesso e volentieri a Parigi per i Giochi Olimpici, dopo l’inaugurazione dei Paralimpici è volata a Venezia per il Festival del Cinema. Ruolo formale ma anche attivo, il sostegno suo e del Granduca al cinema lussemburghese (di cui, confesso, ignoravo l’esistenza).

(Ph: Jean-Claude Ernst/LUXPRESS)

Nata a Cuba, lei è sicuramente una summer girl, e nella stagione più calda risplende letteralmente. Per girare tra le calli veneziane ha scelto caftani e camicioni coloratissimi e dal sapore etnico. Grandi orecchini, borsa di rafia (il modello Ischia di Sophie von Haubsburg) e soprattutto una splendida abbronzatura. Mi piacciono i vestiti? Non particolarmente, ma mi piace molto l’allure, l’aria che le danno, che a volte è più importante di ciò che si indossa.

(Ph: Maison du Grand-Duc)

A proposito di allure, già ripresi gli impegni per la bella Leonor, Princesa de Asturias, che da qualche giorno ha iniziato il suo addestramento militare alla Escuela Naval Militar de Marín, l’accademia navale. Ma quanto è radiosa questa ragazza?

Intanto sempre in terra iberica avviene qualcosa che non ci aspettavamo, e invece… Ieri è andato in scena il matrimonio dell’anno, quello tra Enrique Moreno de la Cova, giovinotto sivigliano nato benissimo, e Victoria López Quesada, la cui madre Cristina-Isabella è sorella di quel Pedro di Borbone Due Sicilie che contende all’italofrancese Carlo il trono delle Due Sicilie (che, mi permetto ricordare, non esiste più dal 1861). Insomma una poltrona per due in salsa reale. Tutto ciò per dire che agli sponsali ha partecipato El Rey, grande amico della famiglia della sposa. Che a sua volta ha un’importante connessione reale, essendo stata una delle damigelle al matrimonio di Felipe e Letizia, passando per altro alla storia come la bimba che durante la cerimonia ricevette la famigerata pedata da Felipe Juan Froilán de Marichalar, figlio maggiore dell’Infanta Elena, sorella di Felipe. Con lui vari membri della famiglia, ma soprattutto con lui, inteso proprio nella stessa macchina, la sorella Cristina, già messa da parte in seguito allo scandalo Noos, che le è costato il matrimonio (e pure di più).

Vedere i due fratelli di nuovo insieme sorprende, ma ci fa anche ben sperare per il futuro. Quanto alle due regine, quella in carica, Letizia, se n’è andata prudentemente a Parigi a sostenere gli atleti paralimpici, mentre possiamo solo immaginare la felicità della emerita Sofía.

E le altre Borbone Due Sicilie? Dopo un’estate passata su splendide spiagge, accuratamente documentata sui social – compreso criticatissimo uso di aereo privato per un volo di neanche un’ora alla volta della Sardegna – le due bionde fanciulle hanno partecipato alla gran festa a Racconigi per Gabrielle e Thomas Janssens, nipoti di Maria Gabriella di Savoia.

Gira questa simpatica foto che le ritrae con Vittoria e Luisa di Savoia, figlie di Emanuele Filiberto. Molto carine tutte, seppur vestite da cinquantenni. Che in fondo era lo stile amato dalle assistenti volontarie che coadiuvavano i docenti quando Lady Violet andava all’università (e c’era ancora il muro di Berlino). Allora le chiamavamo le vorrei ma non posso, definizione ancora ampiamente applicabile.

Resto molto curiosa di vedere i loro matrimoni, sono certa he mamma Camilla Crociani saprà guidare le sue ragazze; intanto, il principe ereditario di Danimarca, quel Christian, il cui nome l’anno scorso era stato brevemente avvicinato a quello di Maria Chiara (Piccoli gossip estivi), parte mercoledì per un’esperienza di alcuni mesi in Africa Orientale. E voi, siete pronti a riprendere le vostre attività?

P.S. abbiate fede, che arriva pure il post sulle nozze norvegiosciamaniche. E buona ripresa.

Le foto del giorno – Highlander paralimpici

Ieri a Parigi l’inaugurazione dei Giochi Paralimpici, nella tradizionale – e un po’ avvilente – mancanza di grande attenzione generale. Per le vie dalla Ville Lumière si aggiravano però tre autentici highlander, e Lady Violet è qui per raccontarveli.

Partiamo da Sergio, che non è un sovrano ma noi lo amiamo come se lo fosse. E nonostante tutta l’acqua che si era preso la volta scorsa ha infilato i suoi trionfali 83 anni in uno dei suoi eleganti abiti scuri ed è andato a fare il suo dovere. Non senza mostrare una certa soddisfazione per la bella e abbondante squadra che gareggia per il tricolore. So proud!

(Ph: Raphael Lafargue/ABACAPRESS.COM)

Highlander numero 2, in rigoroso ordine d’età, il sessantanovenne Henri, Granduca di Lussemburgo. Dopo aver assistito con incrollabile attenzione a praticamente tutte le gare dei Giochi Olimpici, non ha voluto mancare ai Paralimpici. Eccolo all’Eliseo, accompagnato dalla moglie Maria Teresa con splendida abbronzatura, affascinante sorriso e dimenticabilissimo completo top+pantaloni color sorbetto all’albicocca, che ha pure l’aggravante di essere firmato Armani. Solita versione yeye da ragazza di ieri per Brigitte Macron, ce ne siamo fatti da tempo una ragione.

(Ph: Raphael Lafargue/ABACAPRESS.COM)

I Granduchi hanno incontrato sul tappeto rosso il terzo highlander, Albert de Monaco, altro fedelissimo dei Giochi. Il principe è un fedelissimo anche dei pantaloni troppo lunghi, in stridente contrasto con quelli troppo corti di Maria Teresa. Comunque, lasciatemelo dire, anche se li prendiamo bonariamente un po’ in giro, sempre meglio loro di chi non si è presentato.

(Ph: Raphael Lafargue/ABACAPRESS.COM)

Qualcuno ha mandato i parenti, come dev’essere accaduto ad Astrid del Belgio (col sempre presente marito Lorenz d’Asburgo) cui evidentemente il fratello ha chiesto di andare al suo posto. E lei si dev’essere precipitata, uscendo così come stava per casa.

Il re di Giordania tra la delicata situazione politica e la famiglia che si allarga deve aver prudentemente pensato meglio farsi rappresentare dal fratello minore Faisal. Cui l’incarico spetta di diritto, essendo presidente del comitato olimpico giordano e membro del CIO. E diciamolo, fa pure la sua figura.

Assenti i membri della Royal Family, come accaduto il mese scorso, in rappresentanza del Regno Unito a sostenere il Team GB è arrivato il Prime Minister Keir Starmer. Che era lì anche per trovare una soluzione e mettere una pezza alla sciagurata Brexit, provando ad annullarne gli effetti più deleteri ma facendo finta di niente. Insomma, questa volta bisogna che tutto rimanga com’è perché tutto cambi. More or less.

Le foto del giorno – Vacanze scozzesi

Alla fine c’è la prova provata di dove sono in vacanza i principi di Galles: a Balmoral, con i sovrani e altri membri della royal family.

(Ph: Peter Jolly Northpix)

Oggi i Wales sono stati visti a bordo di un’auto raggiungere la vicina Crathie Kirk (sede delle seconde nozze di Anne) per la funzione domenicale; William, sbarbato e in abito blu al volante, accanto a lui Catherine, e sul sedile posteriore i figli.

(Ph: Peter Jolly Northpix)

Tutta l’attenzione è naturalmente per la principessa; in assenza di notizie ufficiali si legge di tutto: da una situazione ancora grave a un miglioramento significativo. Noi possiamo solo basarci su ciò che vediamo, e l’aspetto di Catherine sembra buono.

(Ph: Peter Jolly Northpix)

Altro sorvegliato speciale – ma solo per la salute – King Charles, a sua volta malato di cancro, che a dire il vero non si sta risparmiando; un po’ dimagrito, a volte appare pallido, ma insomma facciamo voti di guarigione anche per lui. Che ha riunito nella residenza scozzese buona parte della famiglia (Andrew non si è visto, magari lo tengono chiuso in qualche segreta…) per le tradizionali vacanze, sulle quali immagino aleggerà la presenza della scomparsa Queen Elizabeth, che proprio a Balmoral morì l’otto settembre di due anni fa.

Il re quando è in Scozia diventa un vero highlander, e raramente compare in abiti che non comprendano il tradizionale kilt, mettendo in mostra le ginocchia tornite; tocchi tartan anche nella mise della sua consorte, che riesce a dosare tutto con un certo equilibrio. E noi siamo contenti così. Però…

…però quando Lady Violet ha visto queste immagini ha avuto una sorta di deja vu, e una breve ricerca ha spiegato il perché.

(Ph: Peter Jolly Northpix)

Questa è la principessa di Galles fotografata a Balmoral lo scorso anno, l’ultima domenica di agosto. Stesso cappello, stesso soprabito.

(Ph: Peter Jolly Northpix)

Idem per i sovrani: stessa mise per Camilla, stesso kilt per Charles. Confesso, per qualche minuto ho sospettato che le foto fossero le stesse, ipotizzando che sotto ci fosse qualcosa di losco, poi ho notato le differenze: l’acconciatura di Catherine, la cravatta del re, la giacca della regina, che è molto simile ma chiaramente non la stessa, per tacere della camicia: azzurra l’anno scorso, bianca oggi. Questa volta ripongo in buon ordine lo Sherlock Holmes che c’è in me, ma in fondo il suo creatore, Arthur Conan Doyle, era o non era scozzese? Il fascino oscuro della brughiera ha colpito ancora.

Le foto del giorno – Al parco

Iniziamo in bellezza questo weekend di fine estate? Se siamo tutti d’accordo, non possiamo che andare in quello che della bellezza è il regno, il Bhutan.

Dove oggi il sovrano, accompagnato dal padre, il Quarto Re Drago, l’incantevole moglie Jetsun Pema, i tre figli – the heir and the spare più la piccolina – e membri sparsi della famiglia reale ha inaugurato un nuovo parco nella capitale Thimphu.

Un progetto voluto dal re in persona e sviluppato in 18 mesi, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di spazi verdi nella capitale incrementando al contempo lo sviluppo sostenibile.

Io resto sempre incantata non solo dalla oggettiva bellezza dei sovrani, dei loro figli e dei bhutanesi in generale, ma anche dalla grazia co cui riescono a mescolare elementi ricchi con altri molto più modesti, lo splendore della natura a strutture semplici, quasi abbozzate.

Ho trovato particolarmente interessante questo padiglione che reca una scritta in inglese, e mi fa pensare alla chiara intenzione di chi governa il Paese ad aprirlo forse all’occidente, sicuramente al mondo intero. Negli ultimi mesi infatti sono stati accreditati parecchi ambasciatori, mentre fino a poco tempo le relazioni internazionali non erano curate direttamente, ma credo dall’India.

Insomma, nonostante le piccole dimensioni, l’esiguo numero di abitanti (meno di un milione) e la posizione particolare, mi convinco sempre di più che il Bhutan sia uno di quei posti da tenere d’occhio nei prossimi anni, e non solo per vedere che splendore diventerà la principessina Sonam Yangden, che compie un anno il 9 settembre.

Poi che vi devo dire, a me questi signori coi calzettoni neri e le ginocchia in bellavista piacciono da pazzi!

Le foto del giorno – In maniche di camicia

In questo weekend di mezz’agosto le attività royal sono ancora ridotte, ma qualcosa si muove in un’area del mondo dove i reali compaiono saltuariamente, e spesso in vacanza: i Caraibi. Impegno ufficiale per El Rey Felipe VI, che ha raggiunto la Repubblica Dominicana per l’insediamento del Presidente Luis Abinader, rieletto per un secondo mandato.

El Rey e il Presidente indossano la guayabera, la tipica giacca/camicia percorsa da gruppi di piccole pieghe, con due o quattro tasche. Molto diffusa nell’area si trova anche dall’altra parte del mondo, in Paesi in cui è stata forte l’influenza iberica, come le Filippine. Felipe, il cui ruolo istituzionale lo tiene in stretto contatto con le ex colonie – nel viaggio è accompagnato dalla Ministra para Iberoamérica y el Caribe y el Español en el Mundo – in estate indossa spesso la guayabera, che ha in diversi colori, e si capisce perché: pur avendo la leggerezza e la comodità di una camicia è meno informale e può avere anche più o meno la funzione di una giacca. Poi tanto, lo vogliamo dire? A lui sta bene praticamente tutto.

Questa camicia porta con sé anche dei ricordi dolceamari: un fratello di mia madre, lo zio Nicola, emigrò in Venezuela alla fine degli anni ’50, sposò una splendida signora di origine india, la zia Irania, con cui ha avuto tre figli e ne ha adottato un quarto. Quando tornava in Italia indossava portava con sé una collezione di guayabera, e mia madre lo guardava sempre piuttosto perplessa; magari, se avesse potuto vedere El Rey, si sarebbe convinta.

Comunque non preoccupatevi, ci sono stati anche momenti in abiti più formali.

Per una visita di quattro giorni sono ai Caraibi – per l’esattezza in Colombia – Harry e Meghan di Sussex, invitati da Francia Márquez, Vice Presidente del Paese per un confronto sulla lotta al cyberbullismo, materia in cui i duchi si stanno impegnando con la loro fondazione Archewell.

Harry non indossa nulla di particolarmente esotico ma giacca e pantaloni beige, che hanno sostituito il completo blu con cui è stato fotografato all’arrivo. Unica concessione l’assenza di calzino, che alla fine con quei mocassini si comprende. Un giorno qualcuno approfondirà la passione dei due figli dello scicchissimo Charles per le scarpe casual scamosciate, meglio se brutte. E chissà che alla fine non diventi un argomento per tornare a parlarsi. Nel frattempo lo vogliamo dire che il consorte della Vice Presidente, primo a sinistra, è il più chic di tutti? Quanto a Meghan, ha scelto correttamente una creazione della stilista colombiana Johanna Ortiz; non mi piace ma non importa.

Maniche di camicia semplici invece per Hans Adam II del Liechtenstein, che il giorno di Ferragosto ha celebrato la festa nazionale. Devo dire che è una di quelle che mi piace di più, una sorta di grande picnic in cui il sovrano e la sua famiglia incontrano i concittadini.

In effetti il sovrano la giacca ce l’aveva, evidentemente l’ha rimossa per il caldo, e anche se togliersi la giacca non è un gesto che amo particolarmente (ma soffrendo molto le alte temperature capisco perfettamente), in questo caso mi sembra fatto comunque con la signorilità che contraddistingue Hans Adam. Che in poco più di due anni ha perso la moglie e il figlio Constantin, deceduto lo scorso dicembre ad appena 51 anni; devo dire che vedere la famiglia così sorridente – con i principi ereditari e i loro primi due figli – fa bene al cuore, camicia o non camicia.