In attesa dell’uscita di qualche fotografia in più sul gala dinner che la Regina ha offerto ieri a Buckingham Palace in onore del compleanno del Principe di Galles, cui ha partecipato gran parte delle teste coronate in circolazione, consoliamoci con una delle immagini diffuse oggi dalla Casa Reale Belga in occasione della Fête du Roi.
Dal 1866 il 15 novembre si celebra il Re; la data scelta è quella che il calendario liturgico germanico dedica a San Leopoldo – nome portato da tre sovrani della dinastia Saxe-Cobourgh-Gotha che regna sul paese dal 1831 – e che nel calendario liturgico generale è dedicata a Sant’Alberto, nome di altri due monarchi.
La sempre bella regina Mathilde ha riciclato alla grande: l’abito color magenta firmato Armani Privé e la Nine Provinces Tiara in forma completa erano stati indossati pari pari al gala per i 75 anni di Margrethe II di Danimarca, a Copenaghen. L’abito, nonostante il tessuto lucido lo renda poco armaniano ai nostri occhi è veramente sontuoso, e il contrasto in nuance con la fascia dell’Ordine di Leopoldo molto raffinato. La tiara – dono dei Belgi alla sfortunata Astrid di Svezia in occasione delle nozze col futuro Leopoldo III, nel 1926 – era in origine un bandeau da portare sulla fronte, secondo la moda degli anni ’20, da cui partivano 11 steli con altrettanti diamanti, uno per ogni provincia del paese (più due per le colonie). Il gioiello in seguito è stato rimaneggiato per poter essere portato sulla testa, e gli 11 diamanti inseriti in altrettanti archetti, che possono essere rimossi, indossando solo il bandeau geometrico sottostante (la mia versione preferita). Nonostante i rimaneggiamenti – o forse proprio per quelli – questo diadema, diciamolo, resta bruttarello, valore simbolico (ed economico) a parte.
© Koninklijk Paleis/Palais Royal
Il diamante Pink Legacy, ribattezzato “il Leonardo da Vinci dei diamanti” ( e perché poi?), diciannove carati (18,96 per la precisione) di pura luce, classificato fancy vivid – il livello più alto di intensità di colore per un diamante – proviene dalla collezione Oppenheimer ed è il più importante del suo genere che sia mai stato battuto.
Al gala, organizzato dal Prince’s Trust, Charles ha partecipato con Camilla, la cui mise dimostra inequivocabilmente che in UK il viola a teatro non porta male. Vi immaginate qui, che fuggi fuggi? Insomma, ormai ci siamo, al royal birthday mancano poche ore, e Lady Violet ha in serbo per voi una piccola sorpresa. A domani!
Oggi avrebbe compiuto 89 anni Grace Kelly, nata nella buona società cattolica di Philadelphia, transitata attraverso una carriera nel cinema degli anni d’oro, con tanto di premio Oscar e qualifica di attrice-feticcio di Hitchcock, e divenuta sovrana di uno stato microscopico, che prima di lei conoscevano in pochi (compreso suo padre, che pensava a Monaco di Baviera) e dopo di lei non sarebbe più stato lo stesso. Una che il destino se lo portava nel nome: Grace, Sua Altezza Serenissima la Grazia, un miracolo di bellezza, di eleganza, di misura, di buoni studi e buona educazione. Una delle tre ragazze del ’29 – con lei Audrey e Jackie – che hanno influenzato di più l’immagine femminile del ‘900, con una forza che resta immutata ancora oggi. Quante spose, reali o plebee, si sono ispirate all’abito di Helen Rose, dono della Metro-Goldwyn-Mayer? Quante hanno copiato il piccolo bouquet di mughetti che portò lei per prima? E quanti guardano ancora con tenera ammirazione quei lineamenti perfetti, poi leggermente appesantiti ma ulteriormente addolciti dal tempo che passava, in verità poco, per lei? Lady Violet di sicuro.
Una settantina tra sovrani e capi di stato hanno assistito all’Arc de Triomphe alla cerimonia organizzata del Presidente Macron, il cui profilo aquilino si riconosce in basso a destra, accanto all’inconfondibile zazzera bionda della moglie Brigitte. Sempre a destra ma di fronte – con un ampio 7/8 color panna dall’ancor più ampio collo – la Granduchessa Maria Teresa del Lussemburgo accanto al marito Henri; segue Felipe VI di Spagna. Sul lato opposto, se riuscite a distogliere lo sguardo dal vasto fiocco che addobba collo petto e addome di Charléne (Givenchy, come il cappotto pied-de poule) noterete, dopo la principessa monegasca, il marito Albert e un altro signore a me sconosciuto, il Presidente Sergio Mattarella. La cui presenza consola un po’ del generale disinteresse del nostro paese per il centenario.
Come senza dubbio avrete capito, l’immagine è una delle sei scelte per comparire su altrettanti francobolli che la Royal Mail metterà in vendita mercoledì 14 novembre, e che ritraggono il principe in diversi aspetti: familiari, ufficiali, privati.
Proprio perché siete voi, oggi aggiungerò la foto di un altro dei sei francobolli, in cui i tre principi, assai più giovani e criniti (soprattutto William), sono ritratti sul campo di polo.
Oggi è stata diffusa questa deliziosa fotografia, che ritrae non solo il festeggiato nelle tenere vesti di nonno, ma anche il nipotino Louis, nato il 23 aprile scorso, battezzato il 9 luglio e poi (giustamente) scomparso dai radar. Finalmente rivediamo il Cambridgino, tra le amorevoli braccia di mamma, mentre gioca con nonno nel giardino di casa sua (sua del nonno, Clarence House).
Mantiglia, cappottino tre bottoni (splendido) da cui si intravvede una blusa accollata e senza fronzoli, clutch, décolletées calze nere di peso praticamente perfetto (a proposito della discussione dell’altro giorno) né pesanti e coprenti – troppo casual – né velatissime stile anni ’80/90. Perfetti anche i gioielli, si vedono, non sono invadenti, e soprattutto non sono colorati. Se proprio proprio vogliamo trovare un difetto – anzi due – le maniche sono un po’ troppo lunghe, e avrebbe dovuto portare i guanti, ma insomma, come supponevo, praticamente perfetta sotto ogni aspetto. Come Mary Poppins. Che sia merito del nome?
Il principe di Galles si prepara al settantesimo compleanno. Qui è nel suo studio a Clarence House, ritratto per Vanity Fair da Alexi Lubomirsky (che ha firmato anche il fidanzamento e le nozze tra Harry e Meghan); nell’intervista HRH parla diffusamente dell’impegno per l’ambiente e dei timori per l’inquinamento e i cambiamenti climatici.
Mary, forse la più chic delle royal ladies in circolazione, non ha deluso le aspettative con un abito panna e accessori nude. Perfetta, e pedalare. Una piacevole sorpresa Laura Mattarella in Emilio Pucci, cortino ma ci sta. Bene le scarpe, che sottolineano il tono seventies dell’abito – e poi diciamolo, a un certo punto l’accoppiata abito corto tacco alto è pericolosissima – peccato solo per le calze così leggere. Ma dove le hai trovate Laure’, che di quel peso non si vendono più?