Un anno dopo

Lo so, oggi noi in Italia dovremmo ricordare gli ottant’anni dall’armistizio di Cassibile, che impresse una svolta alla guerra e di fatto, tanto per rimanere in ambito royal, diede inizio a quella fase che avrebbe portato alla morte del Regno d’Italia e alla nascita della Repubblica italiana. Ma scommetto che gli amici di questo blog stiano pensando a un’altra morte, e quella celebriamo. L’anno scorso in questi giorni era a Londra un’amica carissima, a sua volta nei suoi ultimi mesi, che mi aggiornava sull’aria che si respirava in città. Ora anche lei cammina nel vento, e oggi pensieri e ricordi si affollano, ma onoriamo la giornata con la sobrietà e un tocco di leggerezza che sarebbero piaciute a entrambe.

La Royal Family ha pubblicato questa bella foto, con Her Majesty in violet, ma nessuna cerimonia pubblica è prevista. Cosa che a noi può sembrare strana, ma in effetti è l’essenza della monarchia: la Regina è morta, evviva il Re. In questi mesi spesso mi sono chiesta cosa abbia reso The Queen un personaggio così rilevante, al di là dell’oggettiva importanza, sua e del suo Paese, e ho provato a darmi una prima risposta. Praticamente coetanea di mia madre – più giovane di meno di un anno – quando ero un’adolescente la Regina in qualche modo incarnava il vecchio: i cappellini, la formalità, l’etichetta, e in fondo anche l’istituzione che all’epoca mi sembrava obsoleta; ora penso invece che lei abbia incarnato la prima generazione di donne contemporanee, pienamente attive nella società ma insieme e non singolarmente, come era accaduto fino ad allora. Quando la guardo penso a quelle ragazze che – tanto per tornare all’incipit di questo post – durante la guerra hanno sostituito gli uomini nelle attività produttive, li hanno affiancati in alcune operazioni belliche, in veste di ausiliarie come lei, o in ruoli anche più rischiosi, come le nostre staffette partigiane. Penso alle nostre madri costituenti, primo esempio di elettorato attivo e passivo che finalmente avevamo conquistato. La seconda guerra mondiale ha cambiato il mondo, e secondo me Queen Elizabeth è stata l’icona di questo cambiamento: la più famosa, la più popolare, la più visibile; moglie e madre ma anche donna in carriera, amata e rispettata. E dunque appartiene anche a noi, che britannici non siamo, per sempre.

In suo, in loro onore, e nonostante il caldo afoso, oggi a casa Violet si riprende ufficialmente la stagione dell’afternoon tea, per ora leggerissimo e pieno di limone – lo so, in UK rabbrividiscono, ma pure loro stanno fronteggiando un caldo anomalo – e accompagnato solo da un po’ di frutta, ma verranno tempi migliori e soprattutto più freschi.

Inauguriamo pure questa bella tazza, realizzata da Buckingham Palace in sua memoria; e perdonate le pieghe della tovaglietta, ma fa troppo caldo per stirare.

E a proposito di tovagliette – magari stirate – e di pasti informali, adoro questa foto di Sua Maestà con la cugina e amica Margaret Rhodes; nel 2011 le due signore fanno uno spuntino nella tenuta di Balmoral. Non proprio una di noi, ma quasi.

Last but least, Sarah di York, che col marito on-off Andrew si prende cura di Sandy e Muick, i due corgi sopravvissuti a Her Majesty, ci informa che un anno dopo le creature stanno bene, il che riempie di gioia Lady Violet, e in fondo pure la sua Purple.

Still in our hearts. Qui tutto bene, Ma’am, davvero.

Giovedì gnocchi! Marius

Oggi vi serve un po’ di fantasia. Perché il giovanotto non discende da reali magnanimi lombi, non ha una goccia di sangue blu, e dunque notizie e foto (belle) si trovano con qualche difficoltà. Eppure il suo arrivo ha cambiato profondamente una royal family, e davvero si può dire che dopo di lui le cose non saranno più le stesse.

(Ph: Lise Åserud/NTB)

Marius Borg Høiby nasce a Oslo il 13 gennaio 1997; la madre Mette-Marit Tjessem Høiby ha 23 anni e la vita un po’ distratta di tante ragazze della sua età. Il padre è il danese Morten Borg, un tizio che vive pericolosamente, spaccia consapevolmente, e molla vigliaccamente la fidanzata incinta cinque mesi prima che nasca il bambino.

Se l’esordio sulla scena della vita è un po’ complicato, presto le cose volgono al meglio, quando un principe arriva a salvare lui e la madre. E non un principe qualunque, magari azzurro pallido, ma proprio IL principe, Haakon, l’erede al trono. Questa parte della storia la sapete, Haakon si impunta, strappa al padre di consenso alle nozze, e Mette-Marit diventa la prima ragazza madre a trasformarsi in principessa ereditaria.

(Ph: Erlend Aas, Scanpix)

Il giorno del matrimonio quel biondissimo quattrenne in frac che accompagna la sua mamma come paggetto è il valore aggiunto di uno dei royal wedding più romantici degli ultimi anni. Marius è accolto in famiglia con gioia ma ovviamente non entra nella successione, che dietro il principe ereditario Haakon vede Ingrid Alexandra e poi Sverre Magnus. Negli anni, mentre frequenta la scuola con poca convinzione, partecipa a molte delle attività dei reali, e fa pure la sua figura.

(Ph: Lise Åserud / NTB scanpix)

A vent’anni, supportato dalla madre, annuncia il ritiro della vita pubblica, e se ne va negli USA a studiare economia. Non so che fine abbiano fatto gli studi, perché non se ne sente più parlare ma prima lo troviamo fare giornalista per Tempus Magazine poi, quando il giornale chiude, lavorare brevemente come agente immobiliare. Intanto ha incontrato l’amore, nei non abbondantissimi panni di Juliane Snekkestad, modella la cui carriera raggiunge il culmine posando per Playboy. Con lei rientra in patria nel 2020, i due mettono su casa insieme nei pressi della capitale e lui, appassionato da sempre di moto, si mette a fare il meccanico. Come accade almeno in un’altra famiglia reale scandinava un passato da modella, anche osé, non è un grande impedimento, e Juliane compare spesso insieme con i sovrani e tutti i reali. Come alla cresima di Sverre Magnus, quando arriva indossando il costume tradizionale, in compagnia del fidanzato (con discutibile pettinatura modello leccata di mucca) e la di lui nonna materna.

(Ph: Rune Hellestad/Getty Images)

Lo scorso anno l’amore finisce, lui fa i bagagli e torna a casa da mammà. Qualche mese dopo inizia una nuova storia, questa volta con Nora Haukland, star dei reality. Nuovo trasloco per il biondo gnocco, che questa volta per la sua bella sceglie l’elegante quartiere Frogner, uno dei più chic di Oslo, finché a luglio arriva a sorpresa la fine della storia. Non saprei dirvi a questo punto dove sia andato a vivere il giovanotto (Marius, dai retta, comprati un camper che ti serve più della moto!), ma il sospiro di sollievo della famiglia reale si è sentito fin qua, dato che la fanciulla, invero piuttosto sciocchina, si era fatta fotografare con in mano un sacchetto di polvere bianca all’interno di Skaugum, residenza dei principi ereditari, che all’epoca ospitavano la coppia.

Le cronache riferiscono di un Haakon furioso, e Lady Violet proprio avrebbe voluto vederlo, lui che è (o sembra) sempre così pacioso. Nell’attesa di altre prodezze che senza dubbio non mancheranno, consoliamoci con le foto.

(Ph: Getty Images)

L’ho sempre pensato come il tipo ideale per i film di Visconti – un gelido nazista nella Caduta degli dei o il delicato Tadzio della Morte a Venezia – ma visto così, l’anno scorso alla festa ufficiale per la maggiore età della sorella, direi che potrebbe andare anche come 007.

(Ph: Lise Åserud/Getty Images)

Il mio nome è Borg, Marius Borg.

È arrivato l’Ambassadeur

Oggi vi tocca una notizia, un po’ di royal gossip e pure un tocco d’arte.

(Ph: Eric Mathon/Palais princier)

La notizia è questa: ieri Albert II, accompagnato dalla consorte Charlène, ha ricevuto le credenziali del nuovo Ambasciatore di Francia nel Principato. Dati i complessi rapporti tra i due Paesi è un incarico importante, più di quanto si potrebbe pensare, infatti negli anni passati è stato ricoperto da stretti collaboratori di più di un presidente francese. Questa volta tocca a Jean d’Haussonville, 55 anni, uscito dall’ENA, l’École nationale d’administration che sforna la crème de la crème dei dirigenti pubblici d’oltralpe, e noi tanto ammiriamo senza riuscire a replicarla. Una carriera tra diplomazia e cultura che nel 2010 lo porta a diventare il direttore generale del castello di Chambord e della tenuta che lo circonda. Concluso l’incarico a gennaio di quest’anno ci si aspettava che passasse a fare lo stesso a Versailles, invece è stato assegnato al Principato.

(Ph: Palais princier)

Se fosse andato a sovrintendere Versailles si sarebbe creata una situazione interessante perché il nostro, il cui nome completo è Jean d’Andlau de Cléron d’Haussonville (e se non ci fosse stata la Révolution potrebbe fregiarsi del titolo di conte) alla soglia dei cinquant’anni si è maritato, impalmando la deliziosa Maria Magdalena de Tornos y Steinhart, ritratta con lui e i sovrani – è la signora col cappello – e due funzionari a me ignoti ( anche se francamente trovo la signora in bianco la più elegante delle tre). Maria Magdalena è un’aristocratica ispanoaustriaca, sorella minore della più nota Philomena, sposa di un altro Jean, Jean d’Orleans, pure lui conte.

(Ph: Instagram @royaltyandprotocol)

Ma Conte di Parigi, cioè il capo della casata d’Orléans nonché il pretendente al trono di Francia, ove ce ne fosse ancora uno. Dunque il primo Jean sarebbe divenuto responsabile di quella che fu la residenza di famiglia del secondo Jean, così che magari le due sorelle avrebbero potuto riaprire i Trianon. E forse è proprio per questo che la nomina è sfumata.

Fin qui la notizia e il gossip, ma l’arte? Arriva pure quella, perché se vi trovate – o state pianificando – un viaggetto a New York, vi consiglio caldamente una visita alla Frick Collection sulla Fifth Avenue (la sede storica è a 1 East 70th Street ma in questo momento è chiusa, aperta una sede temporanea sulla Madison).

(Ph: The Frick Collection)

Qui tra le tante opere di gran pregio che avete imparato ad amare sui libri di storia di storia dell’arte c’è anche questa: un dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres, che nel 1845 ritrae lei, Louise de Broglie, nipote di Madame de Staël, andata in sposa a Joseph, conte de Cléron d’Haussonville. Il nostro ambasciatore non discende direttamente da loro, ma la famiglia quella è. Insomma una situazione assai interessante, e sono certa che Monsieur l’Ambassadeur nel suo delicato incarico si dimostrerà più abile che nell’annodarsi la cravatta.

Il caffè del lunedì – Fili di lana

Vi ricordate? Qualche giorno fa era stata ventilata la possibilità che il re del Regno Unito venisse in Umbria per il compleanno del re del cashmere (Partenze, permanenze e (forse) arrivi). Un po’ ci speravamo, poco poco, ma è andata come invece in fondo pensavamo. L’imprenditore ha festeggiato il compleanno nel suo borgo, mentre il sovrano è rimasto in Scozia.

Da una parte Brunello Cucinelli ha celebrato i 70 anni nella sua Solomeo, il borgo umbro acquistato negli anni ’80 e riportato all’antico splendore, circondato da famiglia, personaggi della moda e dello spettacolo e ospiti vip vari, tutti vestiti nei colori chiari del cachemire più raffinato: bianco, crema, beige, grigio chiaro.

Dall’altra King Charles ha assistito al Braemar Gathering, che si svolge tradizionalmente il primo sabato di settembre e mette in scena un grande classico dei giochi delle Highlands: il lancio del tronco. Per la prima volta il re ha sfoggiato il suo nuovo tartan, nei colori blu rosso e verde, creato appositamente nei laboratori tessili di Lochcarron of Scotland, in riconoscimento del grande impegno del sovrano nel preservare la tradizione tessile scozzese.

Due settantenni che, ciascuno nel proprio campo, reggono saldamente le redini del potere. Si potrebbe dire che questo non è (ancora?) un pianeta per giovani, ma questi due signori hanno qualcosa che li unisce: l’impegno sociale, il desiderio di incidere positivamente sul presente con un occhio al domani. Cucinelli ha appena annunciato di voler rimettere in piedi il borgo di Castelluccio di Norcia, famoso per le lenticchie e gravemente danneggiato nel terremoto di qualche anno fa. E ha rivelato il suo sogno: la speranza che fra tre millenni l’azienda ci sia ancora, che sopravviva al suo fondatore e prosperi per per le generazioni a venire. Quanto ai Windsor, non sappiamo se fra tremila anni avranno ancora la corona in testa, ma in fondo l’importante sono le azioni che si compiono oggi. E la capacità di dialogare col futuro mi sembra davvero uno dei punti in comune tra i due. Riusciranno nel loro intento?

Intanto auguri! (però la tovaglia sotto la torta l’avrei preferita stirata)

No, non è la BBC!

No, non è la BBC, questa è la RAI, la RAI tivvù cantavano Arbore e Boncompagni negli anni ’70, in quel gioiello radiofonico che era Alto Gradimento. Ebbene, neppure quella di cui oggi vi parla Lady Violet è la BBC, ma TVMonaco, la nuova televisione pubblica del Principato, che si è affacciata ufficialmente nell’etere ieri sera, 1 settembre, alle 19.22, quando Albert II ha dato il via alla prima trasmissione.

Le Palais princier ci informa che la programmazione si incentrerà principalmente su quattro argomenti: attualità, sport, ambiente e art de vivre. Sarà cioè la voce di Monaco in merito agli ambiti che meglio definiscono il Principato. L’apertura di nuovi canali di informazione è sempre una buona notizia, soprattutto se sarà possibile seguirla in streaming oltre che in televisione (sennò a chi la porta la voce di Monaco?). Al momento confesso di non essere riuscita a trovare il sito, ma immagino arriverà a breve.

Albert era accompagnato dalla consorte Charlène – elegante in blusa smanicata nera e pantaloni morbidi color crema – con una delle sue espressioni più tipiche: presto che perdo l’autobus.

(Ph: Éric Mathon/Palais princier)

Se volete ecco il video del lancio di questa nuova realtà. Prima che il marito spinga la leva fatidica, a Charlène viene fatta una domanda, cui risponde con ben otto parole, di cui una sola in francese e le restanti in inglese. E via alle trasmissioni. https://www.facebook.com/watch/?v=1269965703656368

Tra favole e realtà

Oggi mi sono imbattuta in due notizie sul mondo royal, totalmente diverse: la prima è il comunicato (in tre lingue, trovate la versione italiana in fondo al post) che Maria Chiara di Borbone Due Sicilie ha diffuso sui social per smentire i rumors sull’amore con Christian di Danimarca. Inevitabili i commenti, ottimi e abbondanti. Si va da excusatio non petita, accusatio manifesta a “non sarà stata invitata alla festa dei 18 anni di lui a Copenaghen” a “l’avrà scritto la madre” Ah, le mamme! A me invece è venuta in mente la famosa frase di Andreotti: una smentita è una notizia data due volte. E chi vivrà (speriamo tutti) vedrà.

(Ph: Liv Anette Luane, Det kongelege hoffet)

Mi ha francamente colpito di più un’altra notizia, che riguarda Mette-Marit e i festeggiamenti per i cinquant’anni: oggi è andata al Rikshospitalet, l’ospedale universitario di Oslo, per un party con i bambini ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica. I piccoli pazienti e le loro famiglie hanno tra l’altro potuto assaggiare le stesse torte offerte venerdì sera al ricevimento ufficiale, realizzate espressamente per loro dai cuochi di Palazzo.

(Ph: Liv Anette Luane, Det kongelege hoffet)

E se il comunicato di Maria Chiara si chiude con la frase “Tutti amiamo le favole, ma ciò che conta è la realtà”, tutti pensiamo che non potrebbe esserci favola più bella se la guarigione di questi bambini diventasse realtà.

Ma una piccola favola divenuta realtà posso raccontarvela. Oggi la futura regina di Norvegia ha scelto una mise semplice, adatta all’occasione: blusa rosa e pantaloni bordeaux (più o meno). In mano una borsetta in tinta, che ha già indossato in precedenza, ed è di un brand italiano con una bella storia: quella di una ragazza siciliana che si trasferisce a Milano e un giorno si imbatte in un telaio. Nascono delle piccole creazioni artigianali, tutte fatte a mano con filati italiani, che affascinano e conquistano appassionati e professionisti della moda. Il brand ha il nome della sua fondatrice, Maria La Rosa, cui oggi si sono affiancate le figlie Alice e Lisa.

(Ph: Hanna Johre/NTB)

In questa storia di madri e figlie non può mancare Ingrid Alexandra, figlia di Mette-Marit, che venerdì sera, per festeggiare il compleanno dei genitori, ha a sua volta scelto una clutch Maria La Rosa, il modello Game Crochet.

Alla povera Maria Chiara, che mi sembra un po’ schiacciata tra i desideri propri e quelli altrui, consiglio l’acquisto di una bella borsa, perché si sa, gli uomini passano le borse restano. A voi, anche senza l’urgenza dell’acquisto, raccomando di fare un giro sul sito https://www.marialarosa.it/ per conoscere meglio loro e le loro deliziose creazioni. Lady Violet è indecisa tra due, urge iniziare a risparmiare!

Il caffè del lunedì – Ma è giovedì?

No, non è giovedì ma il caso vuole che oggi vi tocchino non uno ma ben due gnocchi. Il primo è Nikolai di Danimarca, che avrà pure perso il titolo di principe, ma conserva ogni oncia di quella innegabile, iarrivabile gnoccaggine che da anni lo vede in testa alle classifiche degli aristocratici più charmant.

Ebbene, oggi il giovanotto, che sta frequentando un semestre presso la University of Technology di Sydney, compie 24 anni, e la Casa reale danese – bontà sua – ce lo ricorda con questa bella foto. Attribuendo a Nikolai il titolo di Greve, cioè conte, che è quello che ora gli tocca, ma non può fare ameno di generare, almeno in Lady Violet, una leggera irritazione per il modo tutt’altro che regale con cui la decisione è stata presa, e soprattutto comunicata. Nikolai, dà retta a zia Violet, infischiatene, che per noi sarai sempre il più bel principe della tua generazione.

Il secondo non appartiene a una famiglia reale, ma la serve, però è indubbiamente un vero gnocco buono in tutte le sale.

Oggi ve lo propongo in versione burro e salvia: il tenente colonnello Jonathan Thompson, detto Johnny, apprezzatissimo scudiero di Sua Maestà Charles III, è scomparso dai radar per qualche giorno, generando un certo vago sgomento. Ferie o rimozione? Direi ferie, visto che lunedì scorso era al suo posto col Re, a Balmoral, in una inedita versione senza kilt ma in completo di tweed a quadri. Sarò stato un ordine di Carletto per evitare impropri paragoni tra le rispettive gambe? Io, vi confesso, il bel Johnny lo preferisco in sottana.

E vissero tutti felici e contenti

Mentre ieri eravamo distratti dal birthday party norvegese, altrove accadeva una cosa interessante. Questo “altrove” è Schloss Berleburg, aristocraticissima residenza del casato Sayn-Wittgenstein-Berleburg, cui per matrimonio appartiene la principessa Benedikte di Danimarca, sorella minore della regina Margrethe. La notizia è che ieri è stato battezzato il principino che dovrebbe ereditare il casato, protagonista prima ancora di nascere di una storia da romanzo.

(Ph: Karl Anton Koenigs)

Provo a sintetizzare: tutto comincia col quinto principe, Gustav Albrecht, gentiluomo di appassionata fede nazista, il quale all’alba della seconda guerra mondiale decide che titolo e beni di famiglia potranno essere trasferiti a un eventuale erede solo se questi sposerà una donna che abbia tre caratteristiche per lui imprescindibili: dovrà essere aristocratica, protestante, e pure ariana. Poi va in guerra, dove fa almeno una cosa buona: finisce disperso in azione in Bielorussia e non torna a casa – cioè nel castello di Berleburg – dove resta il primogenito Richard con la madre un fratello e tre sorelle. Nel 1944, quando il padre scompare, Richard ha solo dieci anni, e il caso vuole che proprio quell’anno nasca la fanciulla che sposerà: Benedikte, secondogenita di Frederik e Ingrid, che tre anni dopo sarebbero saliti al trono di Danimarca. Quando viene il momento, benché non ci sia ancora una dichiarazione di morte di Gustav Albrecht, il matrimonio osserva tutte le caratteristiche richieste: Benedikte è addirittura di sangue reale, sicuramente ariana e pure luterana.

(Ph: Karl Anton Koenigs)

Primo figlio della coppia è un maschietto, Gustav, e il suo arrivo spinge la famiglia a chiedere la dichiarazione di morte presunta del quinto principe, cosa che avviene a novembre 1969. Richard è ufficialmente il sesto principe, la famiglia cresce – negli anni arrivano due bambine – e tutto procede. All’alba del nuovo millennio iniziano a suonare campane a nozze: viene annunciato il fidanzamento tra il trentaduenne Gustav e Elvire Pasté de Rochefort, aristocratica francese che potrebbe rispondere alle caratteristiche richieste dall’adorabile nonno. Ma qualche mese dopo badabam! Il matrimonio viene annullato. Forse Gustav è già innamorato di un’altra. Quest’altra è Carina Axelsson; modella (vera, è comparsa pure su Vogue) e poi scrittrice. Il cognome scandinavo le viene dal padre svedese, ma lei è nata negli USA, e sua madre è messicana. Dunque non è puramente ariana (succede), non è aristocratica (succede molto spesso) ed è pure cattolica (allora lo fate apposta!). I due vivono insieme, lei è considerata parte della famiglia – tiene a battesimo Athena, unica figlia femmina del principe Joachim e dunque nipote della regina Margrethe II – ma la decisione su un eventuale matrimonio è in stand by. La situazione inizia a cambiare nel 2017 quando muore Richard, capo della casata, marito di Benedikte e padre di Gustav. Come in ogni romanzo che si rispetti compare pure un secondo cugino che cerca di fare il colpaccio spodestando l’erede legittimo ma inadempiente. A quel punto si decide di ricorrere alla legge, contestando il testamento in tribunale. Che dà ragione ai ricorrenti: i vincoli imposti dal nazista non sono validi, e Gustav può ottenere quanto gli spetta. Finalmente l’anno scorso i due attempati ma tenaci innamorati si sposano. Il 3 giugno le nozze civili, il 4 quelle religiose; un appuntamento che Lady Violet si perse essendo ricoverata in ospedale.

(Ph: Karl Anton Koenigs)

La coppia ha avuto subito un bimbo che molto carinamente è nato il 26 maggio, giorno del compleanno del futuro re Frederik, cugino del neopapà, e pure di Lady Violet, che non è parente ma facciamo finta. Ieri dunque il battesimo del pupo, che con una certa dose di umorismo è stato chiamato Gustav Albrecht, come il bisnonno che mai l’avrebbe voluto. Tra i padrini di battesimo l’altissimo Christian – secondo cugino del pupetto – e la graziosa Theodora di Grecia (in rosa), figlia di Anne-Marie e dunque anche lei cugina del papà.

(Ph: Karl Anton Koenigs)

Felicissima Benedikte, cui mi permetterei di fare una sola domanda: ma dopo tutti i problemi questa creatura proprio in questo catafalco la dovevate piazzare? Appunto per Lady Violet: spedire a Schloss Berleburg un cornetto di corallo.

Cinquanta+cinquanta di questi giorni

Alla fine anche questi neo cinquantenni hanno avuto la loro bella festa di compleanno, e visto che compiono gli anni a distanza di un mese circa ne hanno organizzata una sola, in un giorno speciale per entrambi: quello che ventidue anni fa ha unito le loro vite.

(Ph: Hanna Johre/NTB/PISCINA)

Festa bella e abbastanza insolita per le monarchie scandinave, che spesso celebrano queste occasioni con grande sfarzo. Loro, Haakon e Mette-Marit, hanno voluto invece qualcosa di diverso, una festa per celebrare gli eroi di tutti i giorni che rendono bella la Norvegia, come hanno ricordato nel loro discorso a due voci.

(Ph: Stian Lysberg Solum/NTB)

I principi hanno voluto con sé tante delle persone incontrate durante le visite alle diverse regioni del Paese, persone preziose per il loro lavoro e il loro impegno nella comunità. “Ci sentiamo fortunati. Grazie per aver voluto venire a festeggiare con noi. Festeggiamo la Norvegia. Festeggiamo ciò che abbiamo creato insieme. Festeggiamo ciò che possiamo essere gli uni per gli altri e per il nostro Paese” ha detto Mette-Marit secondo quanto riferisce la stampa norvegese (perdonate la traduzione automatica).

(Ph: Stian Lysberg Solum/NTB/POOL)

E si è commossa a sentire le parole del primo ministro Jonas Gahr Støre (che a sua volta festeggiava il compleanno, per lui sono 63) “Vediamo che buona squadra siete l’uno per l’altra e per il nostro Paese, quanto siete felici l’uno per l’altra, quanto date priorità alla famiglia, alla famiglia allargata e quanto siete aperti e onesti, quando la vita non scorre senza intoppi” (per la versione italiana vale quanto sopra).

Una bella festa popolare – dunque intelligentemente politica, alla fine sempre di un futuro capo di stato di tratta – con circa 400 invitati divisi in 48 tavoli, ognuno con la sua torta di compleanno.

(Ph: Hanna Johre/NTB/POOL)

E siccome lo stile – come varie altre cose – è nei dettagli, vi prego di notare il grembiule personalizzato con le iniziali dei festeggiati sotto cui campeggia il numero 50.

(Ph: Stian Lysberg Solum/NTB)

Notate anche i plaid, uno per ogni sedia, en pendant con le tovaglie. Molti ospiti li hanno usati per difendersi dall’aria frizzante della sera, e chissà se hanno potuto portarli a casa come ricordo o hanno dovuto mollarli.

Delle mise parleremo meglio nel prossimo Royal chic shock e boh, lo stile che ha ispirato la famiglia – gli ospiti erano vestiti un po’ a caso – lo definirei Ischia sul fiordo: vestitoni di sapore più o meno etnico per le signore, e molti signori senza cravatta (ma il re la portava, c’è un limite a tutto!).

(Ph: Hanna Johre/NTB/PISCINA)

Non pervenuto il sedicente sciamano Durek Verrett, fidanzato della principessa Märtha Louise, che è entrata dando il braccio alla signora Marit Tjessem, madre di Mette-Marit (il padre è morto da molti anni). Non credo ci fosse Marius, il figlio che la futura regina aveva avuto prima del matrimonio, ma si sa che i giovai tendono a evitare le feste dei genitori. Spero di tornare a vederlo, perché secondo me è un valore aggiunto.

(Ph: Ritzau Scanpix)

Insomma, a Lady Violet è piaciuto tutto. Soprattutto i festeggiati.

Le foto del giorno – Chi viene chi va chi lascia e chi resta

La prima foto e la prima notizia riguardano l’Italia, anche se di riflesso: è arrivata nel nostro Paese la più giovane delle principesse olandesi, la sedicenne Ariane, pronta per iniziare il nuovo anno scolastico presso lo UWC Adriatic, sede italiana del Collegio del Mondo Unito Adriatico, che si trova a Duino sul golfo di Trieste. Una bella scelta, che rimarca gli ottimi rapporti dei reali con l’Italia; vi ricorderete che per molti anni la sede delle loro vacanze era l’Argentario, nella villa L’Elefante Felice, poi venduta.

(Ph: RVD/ZM de Koning)

Simpatica e spigliata, molto cresciuta e già molto attenta al look sulle orme di mamma Máxima (notare i pantaloni ampi la canotta marinière e la tonalità dello smalto), a me Ariane piace tanto. Le diamo un caloroso benvenuto e speriamo si trovi benissimo.

Ad andare invece sono i sovrani britannici che no, non vanno a quel paese dove qualcuno forse vorrebbe mandarli, ma hanno finalmente riprogrammato la prima visita estera da quando sono sul trono. Visiteranno gli amici/nemici francesi, compiendo quel viaggio già annunciato e poi rimandato per le tensioni sociali che di recente hanno infiammato la Francia. Il programma deve ancora essere dettagliato, di certo al momento al momento c’è la data, dal 20 al 22 settembre, e la meta, Parigi e Bordeaux. Noi restiamo in educata attesa di vedere ciò che in fondo ci interessa di più: i gioielli che sceglierà la regina e in subordine le mise della Première Dame. À bientôt.

C’è invece un po’ di confusione sull’arrivo in Europa dei Duchi di Sussex; il 7 settembre è confermata la presenza di Harry alla consegna dei premi dell’associazione WellChild, di cui ha il patronage. Poi le cose si complicano perché il giorno dopo è il primo anniversario della morte della nonna regina, e dunque potrebbe ricordarla con la famiglia – non sono previste cerimonie ufficiali – e secondo alcuni cogliere l’occasione per chiarirsi almeno con il padre, cosa che a dar retta a certe voci entrambi vorrebbero. Il 9 il principe sarà sicuramente in Germania, a Düsseldorf, per l’apertura degli Invictus Games, che si protrarranno fino al 16; qui dovrebbe essere raggiunto dalla moglie Meghan e forse dai figli, visto che il 15 Harry compirà 39 anni. Insomma altro non so, aspettiamo e speriamo.

A lasciare, per ora solo l’account Instagram, è invece Charlène de Monaco che ha appunto chiuso il suo profilo. In questi giorni sulla stampa sono uscite notizie che vorrebbero i principi sovrani insieme solo formalmente con la princesse che risiederebbe in Svizzera e comparirebbe a fianco al marito solo in determinate occasioni. Cosa ci sia di vero per ora non è dato sapere, però va detto che la coppia è appena stata in vacanza con i due figli e sembrava in buona armonia. È certo invece che questa estate il Principato è stato agitato da uno scandalo politico (e dunque economico) con protagonista il braccio destro di Albert II, che è stato prontamente allontanato. Dato il proverbiale riserbo (chiamiamolo così) che protegge le cose monegasche al momento ho capito abbastanza poco, e non saprei dire se c’entra qualcosa con la scelta di Charlène di chiudere un profilo social; l’unica cosa che mi viene in mente è che il fratello Gareth, dilagante nel Principato, possa avere avuto un qualche ruolo, ma al momento nulla so di sicuro.

(Ph: Instagram @nicole.coste)

C’è invece altro che potrebbe aver irritato (eufemismo anche questo) Charlène, e lo vedete rappresentato in queste immagini: ieri, 24 agosto, ha compiuto vent’anni Alexandre Coste, figlio naturale poi riconosciuto da Albert, nato dalla relazione con l’allora hostess di origine togolese Nicole Coste. La quale invece il suo profilo Instagram lo tiene ben aperto, e ci ha postato le foto del party di compleanno del figlio, cui era presente anche il padre principe, seduto tra madre e figlio.

(Ph: Instagram @nicole.coste)

E la torta era quanto di più principesco e monegasco si potesse immaginare. Io ci avrei visto bene la scritta hic manebimus optime, e chi vuole capire capisca.