Invictus birthdays

Oggi è il 15 settembre, giorno ricchissimo di royal compleanni.

Nella più assoluta discrezione, come da tradizione, la Reina Letizia compie oggi 51 anni. Per lei una giornata senza impegni ufficiali, e magari un weekend da trascorrere con le persone che ama. In assenza di un ritratto pubblicato all’uopo, anche qui secondo tradizione, Lady Violet ha scelto una foto scattata lunedì durante la visita a una scuola in Galizia per l’apertura del nuovo anno scolastico. Letizia è una di quelle donne che invecchia con grazia: mi sembra che sia più rilassata e stia perdendo un po’ di quella rigidità che l’ha contraddistinta a lungo. E anche se non mi azzarderei a parlare di simpatia mi sembra che gestisca in modo più empatico il rapporto con le persone, soprattutto i cittadini che accolgono festosi i sovrani. Quanto al suo stile, non abbiamo che conferme; delizioso anche questo look, che fa tanto Francia anni ’60. ¡Feliz cumpleaños!

(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)

Lui oggi compie cinquant’anni, e dovrebbe essere il protagonista della giornata. Invece gli capita di essere nato il giorno in cui il Re di Svezia, suo suocero, è asceso al trono. Questo, se da una parte gli dà un’aura quasi da predestinato, dall’altra finisce per metterlo in secondo piano, o terzo, o quarto… È la dura vita dei principi consorti, magari tra dieci anni la moglie sarà regina e lui potrà festeggiare come si deve il nuovo traguardo, intanto fa quello che deve, sostiene la principessa ereditaria con ammirevole solidità. Olof Daniel Westling è nato il 15 settembre 1973 alle 06.54 a Örebro; per il mezzo secolo gli è toccato un nuovo ritratto, ma va detto che essendo egli sempre uguale, avrebbero potuto riciclarne uno vecchio. Potranno comunque usare questo per i prossimi 10 anni, a meno di un crollo improvviso e secondo me improbabile; alla fine sempre di un ex personal trainer si tratta, e la salute, dopo aver superato gravi problemi culminati in un trapianto di rene, probabilmente richiede una certa diciamo così manutenzione. Grattis!

Last but not least, anzi, il Duca di Sussex, che compie oggi 39 anni festeggiato dai partecipanti agli Invictus Games, attualmente in corso a Düsseldorf. Spero che abbiate visto un po’ delle tante fotografie che circolano (e che non riesco a postarvi, questa settimana tanto materiale e poco tempo), è veramente una bellissima festa, di sport di energia di speranza e positività. Penso che gli Invictus Games siano la cosa migliore che abbia fatto Harry nella sua vita pubblica, la cosa che lo rappresenta di più, lo racconta meglio e probabilmente gli regala una particolare soddisfazione. A festeggiare con lui non ci sono i bambini ma c’è Meghan, che a sua volta in queste occasioni dà il meglio di sé. La Duchessa, forse memore delle critiche che le sue toilettes firmatissime avevano raccolto nella scorsa edizione, ha puntato tutto sullo street fashion: abiti di brand alla portata dei più, senza dimenticare qualche dettaglio high fashion tipo le ballerine Chanel della foto. Meghan ha indossato più di una volta gli shorts, che personalmente non amo in contesti urbani superata l’adolescenza, a meno di avere gambe spettacolari (ma non mi convincono neanche in quel caso).

Tanto per rassicurarvi, i titoli della stampa italiana, britannica e internazionale, non si sono smentiti: si va da Harry agli Invictus Games senza Meghan a Meghan agli Invictus Games senza la fede nuziale. Io tutt’al più avrei titolato Harry agli Invictus Games senza capelli: direi che limitarci al dramma tricologico basta e avanza, e sarebbe pure un punto di contatto col fratello, chissà. Happy birthday! a lui e complimenti al nostro team, al momento vincitore di 9 medaglie.

Meghan, tieni da conto quella maglia!

Le foto del giorno – Privilegi

Ladies&Gents, ecco a voi il vero autentico privilegio: il privilège du blanc.

Questa mattina i sovrani belgi sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco, e Mathilde si è presentata in total white, sulla base del privilegio che divide con pochissime altre signore: la suocera Paola, le Reina Letizia e la Emerita Sofía, Maria Teresa di Lussemburgo, e (concesso solo di recente) Charlène de Monaco. Oltre a Marina Doria, consorte del Principe di Napoli, il cui privilegio dipende dall’essere sposata in casa Savoia; lei ne ha usufruito con una certa soddisfazione, io francamente avrei evitato ed eviterei, ma questa è un’altra storia.

Mathilde invece era perfetta: robe-manteau candido e splendida nivea mantiglia, immagino di pizzo belga. Borsetta en pendant con le scarpe, in un color greige freddo chiarissimo; scelta che può destare qualche perplessità ma in fondo è obbligata: quando l’abito era lungo le scarpe erano bianche, senza problemi né discussioni. Oggi, con gli abiti corti, le scarpe bianche rischiano di essere un po’ troppo per cui si opta per queste mezze tinte, e devo dire che la Reine osa qualcosa di più interessante del solito nude.

Philippe e Mathilde avevano incontrato precedentemente Francesco nel 2015, ma in quel caso si era trattato di una visita ufficiale, mentre questa è stata un’udienza privata. Di cosa avranno parlato? Secondo la stampa belga del nuovo Arcivescovo di Malines – Bruxelles, appena insediato alla presenza dei sovrani, e della situazione internazionale; in particolare della guerra in Ucraina e della crisi in Congo, ex colonia belga. Roi Philippe potrebbe anche aver invitato il pontefice all’ottavo centenario dell’Università Cattolica di Lovanio, che sarà celebrato il prossimo anno.

Non è mancato il tradizionale scambio di doni: i sovrani hanno omaggiato il pontefice di un’opera in ceramica raffigurante il Buon Pastore, creazione di un’artista belga, che dovrebbe essere quella mattonella arancione sul vassoio che sembra un po’ una torta. In cambio hanno ricevuto un bassorilievo bronzeo che raffigura un dettaglio della porta centrale della basilica di San Pietro, una copia del Messaggio per la Giornata Mondiale della  Pace di quest’anno, un volume dedicato all’Appartamento Pontificio delle Udienze, e il libro sulla Statio Orbis del 27 marzo 2020.

Al loro arrivo nel cortile di San Damaso Philippe e Mathilde sono stati ricevuti dai membri di un altro circolo superelitario, composto da quelli che una volta si chiamavano Gentiluomini del Papa. Il signore al centro della foto, dal bel profilo forte, è Hugo Windisch-Graetz, capo del suo casato nonché marito di Sophie von Haubsburg, che oltre a discendere da sì magnanimi lombi è anche creatrice di quelle borse che di recente abbiamo visto piuttosto spesso, particolarmente apprezzate anche dalle royal ladies. A match made in heaven, alla lettera.

Le foto del giorno – La regina bollata

Questa è una notizia piccola ma graziosa, e la diffondo con allegria. Poste Italiane ha dedicato un francobollo alla defunta Queen Elizabeth, in questo caso Regina Elisabetta II, ed è un caso straordinario, perché finora i personaggi non italiani a ricevere questo omaggio sono stati davvero pochi, e provenienti principalmente dal mondo religioso: papi, santi, beati e via così.

La Regina è ritratta in cinque profili che si riferiscono ad età diverse, e quello centrale, coronato dal George IV State Diadem, di che colore è? Viola!

Il francobollo è stato presentato ieri dai vertici dell’azienda con il ministro Adolfo Urso e l’ambasciatore britannico Ed Llewellyn, che ha twittato entusiasta la notizia. Notizia che è stata ritwittata dall’account della Royal Family, che soddisfazione!

Ora veniamo a noi, come fare per avere l’imperdibile francobollo? Sul sito delle poste trovate tutte le informazioni sulla straordinaria emissione https://tgposte.poste.it/2023/09/12/un-francobollo-per-elisabetta-ii/

Dovrebbe essere disponibile negli uffici postali delle principali città, io l’ho preso oggi alle poste centrali di San Silvestro a Roma. Potete altrimenti acquistarlo online; ma vedrete che la disponibilità è per il solo francobollo, mentre la cartolina affrancata e il folder creato appositamente (che mi sarebbe tanto piaciuto!) sono già esauriti. https://tgposte.poste.it/2023/09/12/un-francobollo-per-elisabetta-ii/

Lady Violet si accontenta, a voi buona caccia!

Un anno dopo

Lo so, oggi noi in Italia dovremmo ricordare gli ottant’anni dall’armistizio di Cassibile, che impresse una svolta alla guerra e di fatto, tanto per rimanere in ambito royal, diede inizio a quella fase che avrebbe portato alla morte del Regno d’Italia e alla nascita della Repubblica italiana. Ma scommetto che gli amici di questo blog stiano pensando a un’altra morte, e quella celebriamo. L’anno scorso in questi giorni era a Londra un’amica carissima, a sua volta nei suoi ultimi mesi, che mi aggiornava sull’aria che si respirava in città. Ora anche lei cammina nel vento, e oggi pensieri e ricordi si affollano, ma onoriamo la giornata con la sobrietà e un tocco di leggerezza che sarebbero piaciute a entrambe.

La Royal Family ha pubblicato questa bella foto, con Her Majesty in violet, ma nessuna cerimonia pubblica è prevista. Cosa che a noi può sembrare strana, ma in effetti è l’essenza della monarchia: la Regina è morta, evviva il Re. In questi mesi spesso mi sono chiesta cosa abbia reso The Queen un personaggio così rilevante, al di là dell’oggettiva importanza, sua e del suo Paese, e ho provato a darmi una prima risposta. Praticamente coetanea di mia madre – più giovane di meno di un anno – quando ero un’adolescente la Regina in qualche modo incarnava il vecchio: i cappellini, la formalità, l’etichetta, e in fondo anche l’istituzione che all’epoca mi sembrava obsoleta; ora penso invece che lei abbia incarnato la prima generazione di donne contemporanee, pienamente attive nella società ma insieme e non singolarmente, come era accaduto fino ad allora. Quando la guardo penso a quelle ragazze che – tanto per tornare all’incipit di questo post – durante la guerra hanno sostituito gli uomini nelle attività produttive, li hanno affiancati in alcune operazioni belliche, in veste di ausiliarie come lei, o in ruoli anche più rischiosi, come le nostre staffette partigiane. Penso alle nostre madri costituenti, primo esempio di elettorato attivo e passivo che finalmente avevamo conquistato. La seconda guerra mondiale ha cambiato il mondo, e secondo me Queen Elizabeth è stata l’icona di questo cambiamento: la più famosa, la più popolare, la più visibile; moglie e madre ma anche donna in carriera, amata e rispettata. E dunque appartiene anche a noi, che britannici non siamo, per sempre.

In suo, in loro onore, e nonostante il caldo afoso, oggi a casa Violet si riprende ufficialmente la stagione dell’afternoon tea, per ora leggerissimo e pieno di limone – lo so, in UK rabbrividiscono, ma pure loro stanno fronteggiando un caldo anomalo – e accompagnato solo da un po’ di frutta, ma verranno tempi migliori e soprattutto più freschi.

Inauguriamo pure questa bella tazza, realizzata da Buckingham Palace in sua memoria; e perdonate le pieghe della tovaglietta, ma fa troppo caldo per stirare.

E a proposito di tovagliette – magari stirate – e di pasti informali, adoro questa foto di Sua Maestà con la cugina e amica Margaret Rhodes; nel 2011 le due signore fanno uno spuntino nella tenuta di Balmoral. Non proprio una di noi, ma quasi.

Last but least, Sarah di York, che col marito on-off Andrew si prende cura di Sandy e Muick, i due corgi sopravvissuti a Her Majesty, ci informa che un anno dopo le creature stanno bene, il che riempie di gioia Lady Violet, e in fondo pure la sua Purple.

Still in our hearts. Qui tutto bene, Ma’am, davvero.

Giovedì gnocchi! Marius

Oggi vi serve un po’ di fantasia. Perché il giovanotto non discende da reali magnanimi lombi, non ha una goccia di sangue blu, e dunque notizie e foto (belle) si trovano con qualche difficoltà. Eppure il suo arrivo ha cambiato profondamente una royal family, e davvero si può dire che dopo di lui le cose non saranno più le stesse.

(Ph: Lise Åserud/NTB)

Marius Borg Høiby nasce a Oslo il 13 gennaio 1997; la madre Mette-Marit Tjessem Høiby ha 23 anni e la vita un po’ distratta di tante ragazze della sua età. Il padre è il danese Morten Borg, un tizio che vive pericolosamente, spaccia consapevolmente, e molla vigliaccamente la fidanzata incinta cinque mesi prima che nasca il bambino.

Se l’esordio sulla scena della vita è un po’ complicato, presto le cose volgono al meglio, quando un principe arriva a salvare lui e la madre. E non un principe qualunque, magari azzurro pallido, ma proprio IL principe, Haakon, l’erede al trono. Questa parte della storia la sapete, Haakon si impunta, strappa al padre di consenso alle nozze, e Mette-Marit diventa la prima ragazza madre a trasformarsi in principessa ereditaria.

(Ph: Erlend Aas, Scanpix)

Il giorno del matrimonio quel biondissimo quattrenne in frac che accompagna la sua mamma come paggetto è il valore aggiunto di uno dei royal wedding più romantici degli ultimi anni. Marius è accolto in famiglia con gioia ma ovviamente non entra nella successione, che dietro il principe ereditario Haakon vede Ingrid Alexandra e poi Sverre Magnus. Negli anni, mentre frequenta la scuola con poca convinzione, partecipa a molte delle attività dei reali, e fa pure la sua figura.

(Ph: Lise Åserud / NTB scanpix)

A vent’anni, supportato dalla madre, annuncia il ritiro della vita pubblica, e se ne va negli USA a studiare economia. Non so che fine abbiano fatto gli studi, perché non se ne sente più parlare ma prima lo troviamo fare giornalista per Tempus Magazine poi, quando il giornale chiude, lavorare brevemente come agente immobiliare. Intanto ha incontrato l’amore, nei non abbondantissimi panni di Juliane Snekkestad, modella la cui carriera raggiunge il culmine posando per Playboy. Con lei rientra in patria nel 2020, i due mettono su casa insieme nei pressi della capitale e lui, appassionato da sempre di moto, si mette a fare il meccanico. Come accade almeno in un’altra famiglia reale scandinava un passato da modella, anche osé, non è un grande impedimento, e Juliane compare spesso insieme con i sovrani e tutti i reali. Come alla cresima di Sverre Magnus, quando arriva indossando il costume tradizionale, in compagnia del fidanzato (con discutibile pettinatura modello leccata di mucca) e la di lui nonna materna.

(Ph: Rune Hellestad/Getty Images)

Lo scorso anno l’amore finisce, lui fa i bagagli e torna a casa da mammà. Qualche mese dopo inizia una nuova storia, questa volta con Nora Haukland, star dei reality. Nuovo trasloco per il biondo gnocco, che questa volta per la sua bella sceglie l’elegante quartiere Frogner, uno dei più chic di Oslo, finché a luglio arriva a sorpresa la fine della storia. Non saprei dirvi a questo punto dove sia andato a vivere il giovanotto (Marius, dai retta, comprati un camper che ti serve più della moto!), ma il sospiro di sollievo della famiglia reale si è sentito fin qua, dato che la fanciulla, invero piuttosto sciocchina, si era fatta fotografare con in mano un sacchetto di polvere bianca all’interno di Skaugum, residenza dei principi ereditari, che all’epoca ospitavano la coppia.

Le cronache riferiscono di un Haakon furioso, e Lady Violet proprio avrebbe voluto vederlo, lui che è (o sembra) sempre così pacioso. Nell’attesa di altre prodezze che senza dubbio non mancheranno, consoliamoci con le foto.

(Ph: Getty Images)

L’ho sempre pensato come il tipo ideale per i film di Visconti – un gelido nazista nella Caduta degli dei o il delicato Tadzio della Morte a Venezia – ma visto così, l’anno scorso alla festa ufficiale per la maggiore età della sorella, direi che potrebbe andare anche come 007.

(Ph: Lise Åserud/Getty Images)

Il mio nome è Borg, Marius Borg.

È arrivato l’Ambassadeur

Oggi vi tocca una notizia, un po’ di royal gossip e pure un tocco d’arte.

(Ph: Eric Mathon/Palais princier)

La notizia è questa: ieri Albert II, accompagnato dalla consorte Charlène, ha ricevuto le credenziali del nuovo Ambasciatore di Francia nel Principato. Dati i complessi rapporti tra i due Paesi è un incarico importante, più di quanto si potrebbe pensare, infatti negli anni passati è stato ricoperto da stretti collaboratori di più di un presidente francese. Questa volta tocca a Jean d’Haussonville, 55 anni, uscito dall’ENA, l’École nationale d’administration che sforna la crème de la crème dei dirigenti pubblici d’oltralpe, e noi tanto ammiriamo senza riuscire a replicarla. Una carriera tra diplomazia e cultura che nel 2010 lo porta a diventare il direttore generale del castello di Chambord e della tenuta che lo circonda. Concluso l’incarico a gennaio di quest’anno ci si aspettava che passasse a fare lo stesso a Versailles, invece è stato assegnato al Principato.

(Ph: Palais princier)

Se fosse andato a sovrintendere Versailles si sarebbe creata una situazione interessante perché il nostro, il cui nome completo è Jean d’Andlau de Cléron d’Haussonville (e se non ci fosse stata la Révolution potrebbe fregiarsi del titolo di conte) alla soglia dei cinquant’anni si è maritato, impalmando la deliziosa Maria Magdalena de Tornos y Steinhart, ritratta con lui e i sovrani – è la signora col cappello – e due funzionari a me ignoti ( anche se francamente trovo la signora in bianco la più elegante delle tre). Maria Magdalena è un’aristocratica ispanoaustriaca, sorella minore della più nota Philomena, sposa di un altro Jean, Jean d’Orleans, pure lui conte.

(Ph: Instagram @royaltyandprotocol)

Ma Conte di Parigi, cioè il capo della casata d’Orléans nonché il pretendente al trono di Francia, ove ce ne fosse ancora uno. Dunque il primo Jean sarebbe divenuto responsabile di quella che fu la residenza di famiglia del secondo Jean, così che magari le due sorelle avrebbero potuto riaprire i Trianon. E forse è proprio per questo che la nomina è sfumata.

Fin qui la notizia e il gossip, ma l’arte? Arriva pure quella, perché se vi trovate – o state pianificando – un viaggetto a New York, vi consiglio caldamente una visita alla Frick Collection sulla Fifth Avenue (la sede storica è a 1 East 70th Street ma in questo momento è chiusa, aperta una sede temporanea sulla Madison).

(Ph: The Frick Collection)

Qui tra le tante opere di gran pregio che avete imparato ad amare sui libri di storia di storia dell’arte c’è anche questa: un dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres, che nel 1845 ritrae lei, Louise de Broglie, nipote di Madame de Staël, andata in sposa a Joseph, conte de Cléron d’Haussonville. Il nostro ambasciatore non discende direttamente da loro, ma la famiglia quella è. Insomma una situazione assai interessante, e sono certa che Monsieur l’Ambassadeur nel suo delicato incarico si dimostrerà più abile che nell’annodarsi la cravatta.

Il caffè del lunedì – Fili di lana

Vi ricordate? Qualche giorno fa era stata ventilata la possibilità che il re del Regno Unito venisse in Umbria per il compleanno del re del cashmere (Partenze, permanenze e (forse) arrivi). Un po’ ci speravamo, poco poco, ma è andata come invece in fondo pensavamo. L’imprenditore ha festeggiato il compleanno nel suo borgo, mentre il sovrano è rimasto in Scozia.

Da una parte Brunello Cucinelli ha celebrato i 70 anni nella sua Solomeo, il borgo umbro acquistato negli anni ’80 e riportato all’antico splendore, circondato da famiglia, personaggi della moda e dello spettacolo e ospiti vip vari, tutti vestiti nei colori chiari del cachemire più raffinato: bianco, crema, beige, grigio chiaro.

Dall’altra King Charles ha assistito al Braemar Gathering, che si svolge tradizionalmente il primo sabato di settembre e mette in scena un grande classico dei giochi delle Highlands: il lancio del tronco. Per la prima volta il re ha sfoggiato il suo nuovo tartan, nei colori blu rosso e verde, creato appositamente nei laboratori tessili di Lochcarron of Scotland, in riconoscimento del grande impegno del sovrano nel preservare la tradizione tessile scozzese.

Due settantenni che, ciascuno nel proprio campo, reggono saldamente le redini del potere. Si potrebbe dire che questo non è (ancora?) un pianeta per giovani, ma questi due signori hanno qualcosa che li unisce: l’impegno sociale, il desiderio di incidere positivamente sul presente con un occhio al domani. Cucinelli ha appena annunciato di voler rimettere in piedi il borgo di Castelluccio di Norcia, famoso per le lenticchie e gravemente danneggiato nel terremoto di qualche anno fa. E ha rivelato il suo sogno: la speranza che fra tre millenni l’azienda ci sia ancora, che sopravviva al suo fondatore e prosperi per per le generazioni a venire. Quanto ai Windsor, non sappiamo se fra tremila anni avranno ancora la corona in testa, ma in fondo l’importante sono le azioni che si compiono oggi. E la capacità di dialogare col futuro mi sembra davvero uno dei punti in comune tra i due. Riusciranno nel loro intento?

Intanto auguri! (però la tovaglia sotto la torta l’avrei preferita stirata)

No, non è la BBC!

No, non è la BBC, questa è la RAI, la RAI tivvù cantavano Arbore e Boncompagni negli anni ’70, in quel gioiello radiofonico che era Alto Gradimento. Ebbene, neppure quella di cui oggi vi parla Lady Violet è la BBC, ma TVMonaco, la nuova televisione pubblica del Principato, che si è affacciata ufficialmente nell’etere ieri sera, 1 settembre, alle 19.22, quando Albert II ha dato il via alla prima trasmissione.

Le Palais princier ci informa che la programmazione si incentrerà principalmente su quattro argomenti: attualità, sport, ambiente e art de vivre. Sarà cioè la voce di Monaco in merito agli ambiti che meglio definiscono il Principato. L’apertura di nuovi canali di informazione è sempre una buona notizia, soprattutto se sarà possibile seguirla in streaming oltre che in televisione (sennò a chi la porta la voce di Monaco?). Al momento confesso di non essere riuscita a trovare il sito, ma immagino arriverà a breve.

Albert era accompagnato dalla consorte Charlène – elegante in blusa smanicata nera e pantaloni morbidi color crema – con una delle sue espressioni più tipiche: presto che perdo l’autobus.

(Ph: Éric Mathon/Palais princier)

Se volete ecco il video del lancio di questa nuova realtà. Prima che il marito spinga la leva fatidica, a Charlène viene fatta una domanda, cui risponde con ben otto parole, di cui una sola in francese e le restanti in inglese. E via alle trasmissioni. https://www.facebook.com/watch/?v=1269965703656368

Tra favole e realtà

Oggi mi sono imbattuta in due notizie sul mondo royal, totalmente diverse: la prima è il comunicato (in tre lingue, trovate la versione italiana in fondo al post) che Maria Chiara di Borbone Due Sicilie ha diffuso sui social per smentire i rumors sull’amore con Christian di Danimarca. Inevitabili i commenti, ottimi e abbondanti. Si va da excusatio non petita, accusatio manifesta a “non sarà stata invitata alla festa dei 18 anni di lui a Copenaghen” a “l’avrà scritto la madre” Ah, le mamme! A me invece è venuta in mente la famosa frase di Andreotti: una smentita è una notizia data due volte. E chi vivrà (speriamo tutti) vedrà.

(Ph: Liv Anette Luane, Det kongelege hoffet)

Mi ha francamente colpito di più un’altra notizia, che riguarda Mette-Marit e i festeggiamenti per i cinquant’anni: oggi è andata al Rikshospitalet, l’ospedale universitario di Oslo, per un party con i bambini ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica. I piccoli pazienti e le loro famiglie hanno tra l’altro potuto assaggiare le stesse torte offerte venerdì sera al ricevimento ufficiale, realizzate espressamente per loro dai cuochi di Palazzo.

(Ph: Liv Anette Luane, Det kongelege hoffet)

E se il comunicato di Maria Chiara si chiude con la frase “Tutti amiamo le favole, ma ciò che conta è la realtà”, tutti pensiamo che non potrebbe esserci favola più bella se la guarigione di questi bambini diventasse realtà.

Ma una piccola favola divenuta realtà posso raccontarvela. Oggi la futura regina di Norvegia ha scelto una mise semplice, adatta all’occasione: blusa rosa e pantaloni bordeaux (più o meno). In mano una borsetta in tinta, che ha già indossato in precedenza, ed è di un brand italiano con una bella storia: quella di una ragazza siciliana che si trasferisce a Milano e un giorno si imbatte in un telaio. Nascono delle piccole creazioni artigianali, tutte fatte a mano con filati italiani, che affascinano e conquistano appassionati e professionisti della moda. Il brand ha il nome della sua fondatrice, Maria La Rosa, cui oggi si sono affiancate le figlie Alice e Lisa.

(Ph: Hanna Johre/NTB)

In questa storia di madri e figlie non può mancare Ingrid Alexandra, figlia di Mette-Marit, che venerdì sera, per festeggiare il compleanno dei genitori, ha a sua volta scelto una clutch Maria La Rosa, il modello Game Crochet.

Alla povera Maria Chiara, che mi sembra un po’ schiacciata tra i desideri propri e quelli altrui, consiglio l’acquisto di una bella borsa, perché si sa, gli uomini passano le borse restano. A voi, anche senza l’urgenza dell’acquisto, raccomando di fare un giro sul sito https://www.marialarosa.it/ per conoscere meglio loro e le loro deliziose creazioni. Lady Violet è indecisa tra due, urge iniziare a risparmiare!

Il caffè del lunedì – Ma è giovedì?

No, non è giovedì ma il caso vuole che oggi vi tocchino non uno ma ben due gnocchi. Il primo è Nikolai di Danimarca, che avrà pure perso il titolo di principe, ma conserva ogni oncia di quella innegabile, iarrivabile gnoccaggine che da anni lo vede in testa alle classifiche degli aristocratici più charmant.

Ebbene, oggi il giovanotto, che sta frequentando un semestre presso la University of Technology di Sydney, compie 24 anni, e la Casa reale danese – bontà sua – ce lo ricorda con questa bella foto. Attribuendo a Nikolai il titolo di Greve, cioè conte, che è quello che ora gli tocca, ma non può fare ameno di generare, almeno in Lady Violet, una leggera irritazione per il modo tutt’altro che regale con cui la decisione è stata presa, e soprattutto comunicata. Nikolai, dà retta a zia Violet, infischiatene, che per noi sarai sempre il più bel principe della tua generazione.

Il secondo non appartiene a una famiglia reale, ma la serve, però è indubbiamente un vero gnocco buono in tutte le sale.

Oggi ve lo propongo in versione burro e salvia: il tenente colonnello Jonathan Thompson, detto Johnny, apprezzatissimo scudiero di Sua Maestà Charles III, è scomparso dai radar per qualche giorno, generando un certo vago sgomento. Ferie o rimozione? Direi ferie, visto che lunedì scorso era al suo posto col Re, a Balmoral, in una inedita versione senza kilt ma in completo di tweed a quadri. Sarò stato un ordine di Carletto per evitare impropri paragoni tra le rispettive gambe? Io, vi confesso, il bel Johnny lo preferisco in sottana.